TERRORE

Il giorno dopo pioveva ancora.

La prima cosa che Kirsty notò quando giunse davanti alla casa di Rory era che una finestra aveva

dei fogli di giornale sul vetro,attaccati con il nastro adesivo,invece delle tende.

Lei,indossante un pesante impermeabile dotato di cappuccio,si mise dietro a una siepe,da cui

sperava di poter osservare l'ambiente senza diventare visibile,e attese.

Non fu subito ricompensata però.

Passò 2 ore sotto la pioggia prima di vedere Julia uscire di casa e un'altra ora e un quarto prima che

quest'ultima tornasse.

E non era tornata da sola.

Julia tornò dal bar con un terzo individuo,di mezza età,tozzo e calvo.

Il nome dell'uomo era Sykes.

Stanley Sykes.

Aveva una moglie di nome Maudie,era un assistente podologo e aveva 2 bambini di nome Rebecca

e Ethan.

L'uomo aveva provato a sedurla da quando era entrata nel bar.

Lei si era limitata a sorridere e gli aveva detto che era un uomo fortunato.

Kirsty non conosceva l'individuo che era con lei e non gli sembrò neanche essere un membro dei

conoscenti di Julia.

Una volta che l'uomo era entrato all'interno dell'abitazione Julia si guardò alle spalle,come se avesse

paura che qualcuno la osservasse.

Apparentemente tutto andava bene.

Ma una volta entrati entrambi le cose iniziarono ad andare storte.

A metà delle scale l'uomo aveva improvvisamente detto che quello che stavano facendo era

sbagliato e che Dio li avrebbe puniti,così lei iniziò a fare di tutto per calmarlo.

YHWH non doveva prendere presa su di lui.

Kirsty attese nel suo nascondiglio un quarto d'ora in più,non sapendo cosa fare.

Si chiese se sarebbe rimasta li fino a quando l'uomo non fosse uscito e li avrebbe affrontati in quel

momento oppure se sarebbe entrata nell'abitazione.

Nessuna delle 2 opzioni era particolarmente attraente,quindi decise di non decidere e si avvicinò

alla casa,cercando qualche ispirazione strada facendo.

Tuttavia le ispirazioni non furono molto positive.

Mentre si avvicinava all'entrata le sembrò quasi che la pioggia e il vento le dicessero di andarsene.

E in effetti non era un'idea così sbagliata.

Indipendentemente da come sarebbe finita quel giorno...ora che Julia era stata scoperta sarebbe

scoppiato un casino in ogni caso.

L'individuo iniziò a pensare di andarsene,chiedendo scusa alla donna,mentre Julia faceva di tutto

per dirgli di non preoccuparsi e per convincerlo a rimanere.

"JULIA!"disse Frank,fasciato dalla testa ai piedi e con le bende piene di sangue,che uscì dalla

stanza umida e l'uomo cacciò un urlo vedendolo.

Kirsty sentì il grido dell'individuo.

L'uomo provò a scappare,ma Julia riuscì a trattenerlo abbastanza a lungo da permettere a Frank di

scendere velocemente le scale e di bloccarlo.

L'individuo urlò nuovamente e Frank gli staccò facilmente la mascella,con la mano destra.

Kirsty si accorse che il secondo grido che aveva sentito era terminato all'improvviso,ma aveva

percepito abbastanza panico da bussare alla porta.

Tuttavia dopo averlo fatto iniziò a ripensarci,così andò verso un lato della casa,dubitando a ogni

passo della saggezza di quello che faceva,sicura che un assalto frontale non l'avrebbe portata da

nessuna parte.

Al cancello che dava sul retro mancava un bullone,così riuscì a entrare all'interno,tenendo le

orecchie ben sintonizzate e pronte a recepire ogni suono.

Dalla casa non proveniva più niente.

Lasciò il cancello aperto,in caso avesse avuto bisogno di fuggire all'improvviso,e si affrettò alla

porta sul retro,ma la trovò bloccata.

Questa volta lasciò che il dubbio rallentasse il suo passo.

Forse avrebbe dovuto chiamare Rory e portarlo a casa immediatamente.

Ma a quel punto sarebbe stato tardi per scoprire qualunque cosa stesse succedendo all'interno

dell'abitazione e se Julia non fosse stata colta sul fatto sarebbe sicuramente sfuggita a ogni accusa.

Così entrò.

La casa era completamente silenziosa.

Non c'era nemmeno un indizio di cosa stava per vedere.

Si avvicinò alla porta della cucina e da li arrivò alla sala da pranzo.

Il suo stomaco si contrasse e la gola le divenne secca,tanto che a malapena riusciva a deglutire.

Dalla sala da pranzo giunse in soggiorno e poi in corridoio.

Ancora non c'era nulla.

Nessun sussurro o sospiro.

Julia e il suo compagno dovevano essere al piano superiore,il che le fece pensare di essersi sbagliata

nell'aver sentito della paura nelle grida.

La porta d'ingresso era a pochi metri da lei,dandole la possibilità di scappare e correre via,cosa che

era tentata di fare.

Ma voleva arrivare in fondo alla faccenda e porre fine a qualunque cosa stesse accadendo in

quell'abitazione.

E mentre saliva le scale la curiosità raggiunse picchi elevatissimi,facendola sentire euforica.

Arrivata in cima iniziò a camminare verso la prima porta a sinistra,quella della camera da letto.

Se stavano facendo quello che lei aveva sospettato li avrebbe trovati li.

Tuttavia quando aprì la porta non trovò nessuno e le coperte erano ordinate.

Poi ci fu un grido deformato,che la terrorizzò.

La ragazza si affacciò dalla camera da letto e vide una figura barcollante.

Riconobbe l'individuo dai vestiti dato che il resto era cambiato orribilmente.

Era come se una malattia degenerativa lo avesse consumato in pochi minuti da quando era

entrato,dato che aveva la carne raggrinzita fino all'osso.

L'individuo si diresse verso di lei,cercando un minimo di protezione,ma Frank uscì dalla stanza

poco dopo.

Kirsty pensò che anche lui fosse malato,ma dalla rapidità con cui si muoveva non dava questa

impressione.

Frank raggiunse l'individuo in fuga e lo afferrò alla gola,poi Kirsty urlò vedendo il sangue uscire da

occhi e bocca del primo uomo ed entrare nel secondo.

Lei comprese che non era il momento di fermarsi a osservare e corse via,ma poi udì una voce

familiare.

"Guarda chi c'è."disse Frank e lei si fermò"Kirsty.

Per favore rimani."

Tutti gli istinti della ragazza iniziarono a dirle di correre,tuttavia la voce le ricordava qualcosa e poi

pensò che poteva tranquillamente scappare in ogni momento.

L'altra figura cadde a terra,del tutto mummificata.

"L'hai ucciso..."disse lei in preda al terrore più totale,mentre l'altro annuiva.

La ragazza capì che l'individuo non aveva scuse da fare,ne alla vittima,ne alla testimone.

"Lo piangeremo più tardi."disse Frank che fece un passo verso di lei.

"Dov'è Julia?"disse Kirsty.

"Non ti preoccupare per lei."disse Frank"Sta bene."

Lei notò che la sua voce era davvero molto familiare.

"Ti ho vista l'altra volta."disse Frank"E credo che tu abbia visto me dalla finestra."

Lei spalancò gli occhi e pensò"Ma da quanto tempo questa cosa è qui dentro?

Ma allora...Rory sicuramente..."

Lei spalancò di nuovo gli occhi riconoscendo definitivamente la voce.

"Si."disse Frank"Vedo che ricordi..."

Kirsty si rese conto che la voce di costui assomigliava a quella di Rory,ma era più sicuro di se.

La ragazza riuscì a riprendersi e provò a correre,ma l'altro le afferrò,con la mano destra,il collo da

dietro,così lei urlò,ma l'individuo le mise la mano sinistra sul viso,dopo di che la sollevò e la portò

nella stanza umida,che ora odorava di latte acido e carne fresca.

Lei si dimenò inutilmente e poi venne gettata a terra,mentre l'essere chiudeva la porta.

Ora era sola in quell'incubo.

Kirsty si alzò subito e l'essere si avvicinò a lei.

"Vieni da papà."disse Frank.

"LASCIAMI!"urlò lei.

Frank inclinò leggermente a destra la testa,dopo di che continuò ad avvicinarsi,mentre lei andava verso un angolo"Non ti ricordi di me?"

Lei scosse la testa.

"Frank."disse lui"Il fratello Frank..."

Lei lo aveva incontrato solo una volta,poco prima del matrimonio tra Julia e Rory,ma non ricordava

altro.

Tranne che lo odiava dal primo momento che lo aveva visto.

"Lasciami andare!"disse Kirsty mentre Frank le toccava i fianchi.

"Altrimenti?"disse lui"Che cosa farai?"

Lei non rispose ovviamente.

Era del tutto impotente contro di lui.

Le sembrò di essere in un sogno,1 di quegli incubi in cui si è inseguiti in una notte eterna.

Ma neanche nelle sue fantasie aveva mai visto una cosa del genere.

Lei cercò di togliersi le mani dell'altro di dosso.

"Non essere crudele."disse Frank"Di che cosa sei spaventata?"

"Poco fa tu hai..."disse Kirsty.

"Un uomo deve pur mangiare."disse Frank"Sicuramente potrai perdonarmelo."

"NON SE NE PARLA!"urlò Kirsty"STO SOGNANDO,NON È REALE!"

"Lo dicevo anche io un tempo."disse Frank"Molte volte.

Giorno dopo giorno.

Lo dicevo per tentare di allontanare le agonie che stavo provando.

Ma non è possibile.

Certi dolori devono essere sopportati."

Lei percepì che stava dicendo il vero.

Era un tipo di verità sgradevole a cui solo i mostri erano abituati.

Lui non aveva una morale.

Kirsty sapeva che non lo avrebbe sopportato.

Che quando lui l'avesse presa per qualunque scopo aveva in mente avrebbe cacciato un tale urlo che

sarebbe andata in frantumi da sola.

Era in gioco la sua stessa sanità mentale.

Non aveva altra scelta che reagire e in fretta.

Kirsty gli infilò i pollici negli occhi in un istante e lui urlò a squarcia gola,lasciandola andare.

Cogliendo l'attimo la ragazza corse via,ma lui,che aveva una parte della fasciatura penzolante,la

afferrò,con la mano destra,e la scagliò contro una parete,dopo di che si mise le mani sul

viso,urlando nuovamente.

Lei era sicura di averlo accecato,anche se era solo questione di tempo prima che lui la trovasse,dato

che la stanza era piccola,e una volta fatto questo la sua rabbia non avrebbe conosciuto limiti.

Kirsty comprese di dover raggiungere la porta il prima possibile,ma non era una cosa facile.

Frank si tolse le mani dal volto e le corse contro,tuttavia lei raccolse la scatola cubica e lo colpì alla

testa con essa.

L'avversario urlò e lei si diresse verso la porta,ma lui la afferrò e la scagliò dalla parte opposta della

stanza.

Questa volta lei non aveva dubbi:le intenzioni dell'assalitore miravano all'omicidio.

Lei,rendendosi conto di avere la scatola ancora in mano,alzò l'arto e si preparò a colpire,ma l'altro si

fermò all'improvviso,spalancò gli occhi e indicò l'oggetto,con la mano destra"Dammela!"

Frank voleva il suo cubo,ma lei non era intenzionata a rinunciare all'unica arma che aveva.

"No."disse Kirsty.

"Dammela subito!"disse Frank.

Lei comprese che la scatola era molto preziosa per lui e non voleva perderla.

"Ti ho detto di darmela!"disse Frank.

"Di per favore."disse Kirsty.

Lui emise un leggero ringhio"Per favore."

Lei lanciò la scatola contro la finestra con tutta la forza che possedeva,rompendo il vetro.

"NOOOOOOOOOOOOOOOOOO!"urlò Frank avvicinandosi al vetro"NO!

NO!

NO!

NO!"

Kirsty corse fuori e scese le scale rapidamente.

"KIRSTYYYYYYYYYYYYYYYYYYYY!"urlò Frank.

Lei lo sentì,ma non si fermò,arrivò alla porta d'ingresso,corse all'esterno,raccolse la scatola da terra

e se ne andò rapidamente.

La strada era deserta e bagnata dalla pioggia,ma lei continuò a correre fino a raggiungere una

grande distanza dalla casa.

Successivamente vagò stordita e barcollante,poi,quando un ragazzo le chiese se avesse bisogno di

aiuto,perse i sensi e svenne.