PRESENZE

Se non fosse stato per le pareti del tutto bianche probabilmente Kirsty non avrebbe ripreso la

scatola.

Avrebbe preferito un quadro o un vaso da osservare per non annoiarsi del tutto.

Ma il vuoto totale era troppo.

Così prese l'oggetto dal comodino alla sua destra,trovando la scatola più pesante di quello che si

aspettava.

Si sedette sul letto per esaminarla,anche se c'era poco da vedere dato che era priva di aperture,tappi

o coperchi.

Non c'erano serrature o cerniere.

Lei osservò le varie parti dell'oggetto decine di volte,senza trovare nessun indizio su come aprire la

scatola.

Non era un oggetto comune,ne era certa.

Tuttavia ci doveva per forza essere un modo per aprirla.

Picchiettò alcune parti,scosse leggermente l'oggetto e lo premette,ma non ottenne risultati.

Alla fine lo mise sotto la luce della lampada e iniziò a vedere degli indizi.

C'erano infinite linee sulla superficie della scatola e lei pensò che esse mostrassero la struttura dell'oggetto.

Se non se ne fosse accorta avrebbe continuato a cercare di aprire il cubo in eterno.

Iniziò a cercare di muovere l'oggetto seguendo l'andamento di quelle stesse linee.

Tuttavia gli indizi erano pochi lo stesso.

Dopo un po' di tempo si udì un suono provenire dall'oggetto e una delle facce andò verso l'esterno.

L'interno era levigato e scintillante,oltre al fatto che da esso iniziò a uscire della musica.

Lei decise di proseguire.

Malgrado una parte fosse stata rimossa risolvere il resto del mistero non fu facile.

Ogni segmento era una nuova sfida per le dita e la mente.

Ogni vittoria veniva premiata con un'aggiunta nella melodia.

Improvvisamente lei iniziò a sentire il suono di campane provenire dall'oggetto,dopo di che la

ragazza guardò verso l'alto.

C'era qualcosa di sbagliato.

Si chiese se i suoi occhi la stessero ingannando o se le pareti della stanza fossero più lontane dal

letto rispetto a prima,poi scese,andò alla finestra,mentre il suono di campane continuava a essere

udito,spostò le tende e vide che era notte.

Fuori pioveva e c'era vento.

Poco dopo tornò indietro e non si accorse che la lampadina accanto al letto aveva iniziato a

sfrigolare come se fosse una fiamma viva.

Kirsty afferrò l'oggetto nuovamente e pensò"Allora Kirsty...rifletti...

Julia non può non sapere nulla di quello che sta succedendo...il suo comportamento assurdo ne è la

prova...

E chissà quanti altri uomini ha portato li dentro in questo periodo...d'altronde anche l'altra volta

c'era un abito maschile...

E poi...Frank sta agendo da solo?

Oppure ci sono altri come lui?

Una cosa è sicura...qui non abbiamo a che fare con una donna infedele...ma con un assassino

o...peggio ancora...con un manipolo di delinquenti invasati.

Quelli che sono entrati in quella casa sono tutti morti.

Deve esserci stato un massacro.

Bastardi...

Ma sai che facciamo noi adesso?

Li fotografiamo tutti...li denunciamo e gli rompiamo il culo.

E a questo punto tocca a me fare qualcosa...anche perché le autorità non mi crederebbero e

quindi...sono rimasta io...con me stessa.

Devo assolutamente entrare in quel manipolo di delinquenti del cazzo e cercare di portare indietro qualcosa che provi la mia storia.

Ma prima devo capire cos'è questa cosa.

Sicuramente ci deve essere un collegamento.

Frank era veramente attaccato a questo oggetto.

Gli eventi di oggi e questa scatola sono strettamente intrecciati secondo me."

"Che diavolo è questa cosa?"disse Kirsty.

La luce si spense all'improvviso.

Tuttavia lei non si ritrovò al buio,poiché in fondo al letto c'era una leggera fosforescenza blu intorno

a un essere vivente.

La condizione della carne dell'individuo implorava pietà.

Kirsty spalancò gli occhi e rimase immobile"Oh mio Dio...

Oh mio Dio..."

"Si chiama Configurazione di Lemarchand."disse la figura parlando con una voce che non

sembrava quella di qualcuno sofferente.

L'essere indicò l'oggetto,con la mano destra,e lei si accorse che la scatola era sospesa in aria e si

stava ricomponendo da sola,ruotando nel vuoto.

Per alcuni momenti Kirsty vide dei volti sull'interno lucido dell'oggetto,somiglianti a quelli di

fantasmi contorti e urlanti,dopo di che la superficie venne del tutto ricoperta dal rivestimento

esterno.

"La scatola...tu l'hai aperta...e io sono venuto."disse l'essere.

"Ma...questo è solo un oggetto!..."disse Kirsty.

"Non è vero."disse l'essere"Quello è un mezzo per chiamarci.

La scatola serve per rompere la superficie del reale.

Un tipo di invocazione con la quale noi cenobiti possiamo essere chiamati."

"Chi?"disse Kirsty.

"Esploratori delle più remote regioni dell'esperienza."disse l'essere"L'hai aperta senza

sapere...vero?"

"Si."disse lei.

"Alcune volte è capitato."disse l'essere"Ma non c'è modo di tornare indietro.

Non si può sigillare la frattura fino a quando non prendiamo quello che è nostro."

"Io non centro niente con questa cosa..."disse Kirsty.

"Non tentare di resistere."disse l'essere"Questa faccenda è fuori dal tuo controllo.

Tu hai aperto la scatola e io sono venuto,devi venire con me a provare i nostri piaceri."

Lei scosse la testa.

In un solo giorno aveva avuto abbastanza incubi disgustosi per tutto il resto della vita.

"Non se ne parla nemmeno!..."disse Kirsty e in quel momento la porta si aprì.

"Tutto bene?"disse un'infermiera.

La ragazza guardò il cenobita e poi di nuovo la donna.

"Lei non mi vede."disse l'essere"Ne mi sente.

Io appartengo a te,Kirsty,e tu appartieni a me."

"Si..."disse lei.

"Sicura."disse l'infermiera.

"Non si preoccupi."disse Kirsty

La ragazza pensò che era una follia.

Era tutta una follia.

"Dovresti andare a dormire."disse l'infermiera"Torno tra qualche minuto."

La donna uscì dalla stanza.

"Faremo meglio ad andare."disse il cenobita.

"Non puoi farlo."disse Kirsty.

L'essere si mosse verso di lei.

"Aspetta un momento..."disse Kirsty.

"Niente lacrime per favore,non si deve sprecare così la sofferenza."disse il cenobita.

"Parliamone un attimo."disse Kirsty.

"Non c'è tempo per parlare."disse l'essere.

"La scatola...non vuoi sapere dove l'ho trovata?"disse Kirsty.

"Non particolarmente."disse il cenobita.

"Frank...Frank Cotton."disse Kirsty"Ti dice qualcosa questo nome?"

"Oh si."disse l'essere"Conosciamo Frank."

"Anche lui ha aperto la scatola,vero?"disse lei.

"Voleva il piacere...e glie lo abbiamo dato."disse il cenobita"Ma poi è scappato."

"E se ti portassi da lui?"disse Kirsty.

"Quindi è realmente vivo?"disse il cenobita.

"Molto vivo."disse lei"Io l'ho visto."

"L'hai visto?"disse il cenobita.

"Si e ti porterò da lui."disse Kirsty.

"E tu cosa proponi?"disse il cenobita.

"Come?"disse Kirsty.

"Ammesso che ci sia sfuggito...questo che può cambiare per te?"disse il cenobita.

"Io ti dirò dov'è,così..."disse la ragazza.

"Vuoi che io riprenda lui al posto tuo?"disse l'essere.

"Esatto."disse lei.

"Io forse preferisco te...anche se devo ammettere...che sono tentato."disse il cenobita"Ma forse mi

stai ingannando.

Forse è una menzogna per farti guadagnare tempo."

"So dove si trova,per l'amor di Dio..."disse Kirsty"Lui mi ha fatta finire in ospedale!"

"Se stai mentendo...e stai cercando di uscire da questa situazione..."disse il cenobita.

"Non sto mentendo."disse Kirsty.

"Consegnalo vivo a noi,allora..."disse il cenobita.

La ragazza voleva piangere per il sollievo.

"...fagli confessare."disse l'essere"Voglio sentirlo confessare la sua colpa.

Poi è probabile...che ti risparmieremo.

Ma se ci hai ingannati...ti toglieremo la pelle e poi ti faremo a pezzi."