BOBBY P.O.V.

Questa mattina mentre scendo per fare colazione sembro una sonnambula, non ho chiuso occhio per tutta la notte, sono troppo emozionata, non riesco a smettere di pensare a come cambierà la mia vita da oggi, in meglio ovviamente. Io, mamma e papà siamo molto uniti ma il rapporto tra sorelle e fratelli è molto diverso, a loro puoi confidare cose che non ti va di dire ai genitori, ottenendo un punto di vista da qualcuno che è più vicino alla tua età e che non ti giudicherà mai, avrai sempre qualcuno che è dalla tua parte sia se hai ragione sia se hai torto e poi avrai la sicurezza che nonostante le mille litigate e le parole cattive rivolte a vicenda che non sono mai veramente pensate, non vi farete separare da nulla e guai se qualcuno dovesse solo pensare di provarci. La mia impazienza viene notata subito tra una lezione e l'altra, di solito sono molto concentrata e cerco di immagazzinare ogni nozione che potrà ritornarmi utile mentre oggi guardo continuamente l'ora aspettando una magia. Qualche ora dopo mentre pranziamo Lance decide di divertirsi a mie spese.

L.: Sembri un tantino impaziente di tornare a casa

B.: Si nota?

L.: Una secchiona di prima classe che è distratta durante le lezioni?! Si, si nota

B.: Va bene, sono un pochino emozionata

L.: Un pochino?

B.: D'accordo, la verita è che non vedo l'ora.

Lance mi sorride e mi abbraccia poi mi sussurra all'orecchio "sei fantastica, tua sorella o tuo fratello sarà molto fortunato/a ad averti", io lo bacio e gli rispondo "ed io sono fortunata ad avere te".

PHIL P.O.V.

Io e Melinda siamo in macchina, abbiamo appena accompagnato Bobby a scuola ed ora ci dirigiamo verso la casa famiglia che dista 15 minuti dalla nostra casa. Una volta arrivati parcheggiamo l'auto ed incrociando le nostre mani e sorridendoci andiamo ad incontrare suor Eleonor che ci sta già aspettando visto le abbiamo telefonato questa mattina presto.

P.: Buongiorno suor Eleonor

S.E.: Phil, Melinda buongiorno, sono molto felice di vedervi, come sta Barbara?

M.: Bobby sta bene è emozionata, non vede l'ora di non essere più figlia unica, come noi d'altronde che non vediamo l'ora di diventare ancora genitori

S.E.: Va bene allora vi porto a fare un giro, i ragazzi sono nella sala comune impegnati in vari giochi

La faccia di suor Eleonor si rattristisce mentre passiamo il cortile e vede una ragazza con i capelli rossi che se ne sta li da sola a fissare il vuoto con un paio di cuffie nelle orecchie.

P: E lei?

Le chiedo indicando proprio quella ragazza che ha attirato l'attenzione anche di mia moglie Melinda.

S.E.: Lei è Natasha, ha 15 anni, è una brava ragazza ma purtroppo la sua fiducia è stata tradita così tante volte che ha costruito una fortezza intorno a se, è quasi impossibile raggiungerla.

Io e Melinda ci scambiamo uno sguardo d'intesa e so che in questo momento vogliamo la medesima cosa: aiutare questa ragazza.

P: Può lasciarci qualche minuto? Voremmo parlarle

S.E: Certo, sono nel mio ufficio quando avete finito, conoscete la strada

P: Grazie.

Suor Eleonor ci lascia con un sorriso a cui entrambi rispondiamo.

M: Phil credo che noi possiamo aiutare questa ragazza

P: Lo credo anch'io, andiamo a parlarle.

MELINDA P.O.V.

Ci avviciniamo lentamente per non spaventare l'adolescente anche se siamo consapevoli che Natasha si è accorta subito della nostra presenza essendo molto attenta a ciò che la circonda. Poi ci rivolgiamo a lei che si è tolta le cuffie.

M: Ciao tesoro, io sono Melinda e lui è Phil, mio marito

N: Non credo di aver bisogno di presentarmi considerando che probabilmente già conoscete il mio nome, comunque i bambini sono dentro e se è questo che volete sapere, sono tutti fantastici.

Come immaginavo Natasha si mette immediatamente sulla difensiva, per fortuna ho esperienza con questo tipo di atteggiamento e so che sta cercando di spostare la nostra attenzione sugli altri bambini perchè non si fida di noi e non vuole esporsi per poi essere rifiutata. Spero davvero di riuscire a convincerla che tutto quello che vogliamo è aiutarla.

M: Noi in realtà vorremmo parlare con te e sono sicura che anche tu sei fantastica, non solo gli altri

N: Mi dispiace deludere le vostre aspettative ma vi sbagliate di grosso

M: Io non credo proprio.

Sono sicura di vedere un lampo di speranza attraversare gli occhi di Natasha e mi rattrista incredibilmente vedere come lei lo sopprime il più velocemente possibile.

M: Ascoltami tesoro, lo so che fino ad ora hai ricevuto solo delusioni ma ti assicuro che non è quello che vogliamo essere per te

N: Ah si?! E cosa vorreste essere?

M: Vogliamo essere la tua famiglia e vogliamo renderti felice

N: Non siete di certo i primi che lo dicono

M: Lo so che adesso non ci credi ma è la verità e se c'è lo permetti te lo vorremmo dimostrare, vieni a casa con noi

N: Per quale motivo dovrei? Per fa si che vi pentiate e mi riportiate qui stesso domani?

M: Non succerà Natasha, te lo promettiamo

N: Si certo come no

M: Concedici una possibilità, per favore

N: D'accordo, ma solo per dimostrare che state mentendo.

Annuisco tralasciando l'ultima parte poichè so che in questo momento, per quanto io provi a rassicurarla, lei non è ancora pronta a crederci.

M: Fantastico, perchè non raduni le tue cose mentre io e Phil firmiamo i documenti necessari?

N: Bene.

Le sorridiamo e poi ci dirigiamo verso l'ufficio di suor Eleonor, impazienti di mettere da parte le scartoffie e portare a casa la nostra nuova figlia. Una volta arrivati le spieghiamo la situazione e anche lei sembra essere contenta anche se nessuno può esserlo più di noi. Finalmente finiamo i documenti e ci apprestiamo a partire.

S.E: Natasha non poteva trovare famiglia migliore di voi, sapete ha così tanto potenziale, ha solo bisogno di una famiglia che la supporti, le voglia bene e la aiuti a diventare la versione migliore di se stessa

M: Non ci arrenderemo mai con lei, non importa quanto duramente proverà a spingerci via

NATASHA P.O.V.

Non ci metto molto a radunare le mie cose e una volta fatto vado ad aspettare Phil e Melinda. Non so cosa pensare di loro, sembrano sinceri, ma potrebberò anche essere bravi attori, anche se in fondo al mio cuore spero che intendano quello che hanno detto. Dopo un pò mi raggiungono e dopo aver salutato tutti andiamo nella loro auto e partiamo. Durante il breve viaggio mi raccontano della casa, di loro, mi fanno domande su di me a cui rispondo vagamente e mi parlano di Bobby, la loro figlia, anche lei adottata. Devo essere sincera, quest'ultimo argomento mi rende un pò nervosa, nonostante io sia stata in molte famiglie finora non ho mai avuto a che fare con altri adolescenti e l'ultima cosa che desidero è dover affrontare qualcuno che pensa che in qualche modo voglio rubare i suoi genitori, spero proprio che non vada così. Le mie preoccupazioni vengono interrotte da Phil che parcheggia l'auto in un vialetto e da Melinda che si rivolge a me.

M: Benvenuta nella tua nuova casa tesoro, dai vieni entriamo, te la mostro

N: Va bene.

Devo dire che sono impressionata, i Coulson hanno davvero una bella casa, con il vialetto in pietra e la casa a due pian, e questa è solo la facciata esterna. Una volta aperta la porta d'ingresso e dopo aver attraversato il breve corridoio, Phil e Melinda mi mostrano tutte le stanza della casa che formano l'angolo giorno al piano inferiore e l'angolo notte al piano superiore, per ultima mi mostrano quella che dicono essere la mia camera che al momento è al quanto vuota.

M: Allora ti piace la casa?

N: Si è molto bella

M: Lo so che la tua stanza è vuota, ma è una cosa fatta di proposito poichè questo è il tuo spazio ed è giusto che sia tu ad arredarlo come più ti piace

N: Oh... grazie

M: Di nulla.

Wow non me lo aspettavo e per quanto apprezzi il gesto questo non cambia nulla, infatti quando i due adulti vanno al piano di sotto per preparare il pranzo, non perdo tempo neanche a disfare i bagagli dopotutto sarò qui solo per qualche giorno, finchè non si stancheranno di me.