NATASHA P.O.V.
Sono seduta in silenzio in attesa, l'ansia mi sta consumando e per quanto io voglia credere a suor Eleonor che mi dice che andrà tutto bene, proprio non ci riesco. So che ho fatto un casino e commettere questo tipo di errori in passato ha sempre causato l'espulsione immediata dalla casa affidataria in cui allogiavo, non capisco perchè questa volta dovrebbe essere diverso. Il suono del campanello pone fine alla mia autocommiserazione. Non so se sono più felice perchè l'attesa è finalmente finita o più agitata perchè è arrivato il momento di affrontare i Coulson, ma poco importa considerando che suor Eleonor sta già aprendo la porta. Mi alzo di scatto dalla sedia su cui mi ero rintanata e inizio a camminare nervosamente fino a quando sono a qualche passo di distanza dalla donna più anziana. Phil, Melinda e Bobby entrano e la prima cosa che fanno è attirarmi in un'enorme abbraccio, okay questo proprio non me lo aspettavo, tutto ma non questo.
N: Non siete arrabbiati?
Chiedo con espressione confusa.
M: Certo che lo siamo, ma non per il motivo che credi.
Non capisco e sto per chiedere cosa intendono ma Phil mi precede e parla per primo.
P: Ne parliamo a casa, tesoro.
Quindi vogliono ancora che io vada a casa con loro, o vogliono portarmi a casa per prendere le mie cose e dirmi che non mi vogliono più senza un pubblico? Anche per me quest'ultima opzione sembra alquanto improbabile dopotutto perchè dovrebbero sprecare un'altro viaggio e altra benzina...
M: Smettila di pensare qualunque cosa tu stia pensando in questo momento.
Come fanno a sapere sempre quello che sto pensando anche se ci conosciamo da così poco tempo?
M: Siamo genitori, sappiamo queste cose.
Va bene, due sono le cose adesso, o hanno l'abilità di leggere il pensiero oppure non sono poi così brava a nascondere i miei sentimenti. Per quanto irrealistico vorrei davvero che fosse la prima cosa che ho menzionato perchè se come sospetto è la seconda, allora io sono veramente fregata. La compartimentalizzazione è quella cosa che ha impedito al mio cuore di spezzarsi ad ogni rifiuto avuto dalle precedenti famiglie. Ma chi voglio prendere in giro, ho sempre saputo che questa volta era diverso, non importa quanto io possa negarlo, qui con la famiglia Coulson - May sento di aver trovato il mio posto, ma sto cercando di non illudermi perchè poco importa quello che voglio , finirà sempre allo stesso modo. Devo riprendere il controllo ed il modo migliore che conosco è concentrarmi su qualcosa che solo io posso decidere, come parlare ad'esempio. Resto per tutto il tempo in silenzio e ignoro anche i tentativi di Bobby di coinvolgermi in una conversazione. Quando arriviamo scendo dall'auto ed aspetto che gli altri facciano lo stesso, poi una volta entrati in casa seguo i due adulti che ci dicono di andare tutti in salotto in modo da poter parlare. Phil e Melinda prendono uno dei due divani mentre io e Bobby prendiamo l'altro, mi sforzo di guardare ovunque ma non gli altri occupanti della casa e decido di concentrare la mia attenzione su di una foto incorniciata, di quello che credo sia un compleanno, che sta appesa al muro, il mio tentativo di ignorarli va alla grande finchè Melinda non attira la mia attenzione e mi fa cenno di guardarli, una volta che lo faccio inizia a parlare.
M: Allora, ragazze, volete raccontarci cosa è successo oggi?
N: Non c'è nulla da raccontare, ho fatto un casino, tutto qui
M: Iniziamo dall'inizio d'accordo?
N: Come vuoi.
Rispondo alzando gli occhi al cielo, non ho nessuna voglia di stare qui in questo istante e avere questa conversazione e anche se so che nessuno dei due adulti lo lascerà andare a giudicare dalla determinazione che mostrano, posso essere decisamente testarda e non ho intenzione di aggiungere altro ne di contribuire alla conversazione in alcun modo. Vedendo questo la donna più anziana sposta la sua attenzione su Bobby che a differenza di me è molto disposta a raccontare come sono andate le cose.
B: Quello stupido di Kevin e dei suoi amici ci hanno preso in giro per tutta la giornata, ecco cosa è successo.
Con mia sorpresa Bobby si ferma lì con il suo racconto, è strano quasi mi aspettavo che cogliesse l'occasione per sbarazzarsi di me ma invece lei salta convenientemente la parte in cui ho dato un pugno a quel bulletto arrogante.
M: Chi ha iniziato la lotta?
B: Io.
Ecco questo è il momento in cui tutto va in pezzi, lo sapevo... Aspetta, Bobby si è appena presa la colpa? Non so perchè l'ha fatto ma di certo non posso permetterglielo.
N: Cosa? No lei non ha fatto niente, io ho colpito Kevin e non me ne pento, anzi lo rifarei in un batter d'occhio, non doveva permettersi di insultare mia sorella.
Ops, non avevo intenzione di dire l'ultima parte, ma ormai l'ho fatto quindi, e poi non è come se avessi detto una bugia, considero davvero Bobby mia sorella. La guardo e anche se solo per un istante, riesco a vedere il sorriso dolce che adorna il suo viso che conferma che ci tiene a me e che quindi è contenta che anche io lo faccia. E' Phil che chiede la domanda successiva.
P: Che cosa ha detto Kevin?
N: Lui ci ha preso in giro perchè siamo adottate, ci ha chiamate randagie e ci ha detto che nessuno ci vorra ne ci amerà mai
P: Ma è inaccettabile, presenteremo un reclamo contro di lui alla preside Thompson, smetterà di fare il bullo
M: Siamo orgogliose di voi per esservi difese a vicenda, l'unico errore che vedo nelle vostre azioni è stato iniziare una lotta
B: Immagino sarebbe stato meglio andare a chiamare la preside o uno degli insegnanti e dirgli cosa stava succedendo
M: Si sarebbe stata la cosa giusta da fare.
Sorprendentemente mi ritrovo ad essere d'accordo con loro, perchè non posso mettermi sulla difensiva quando ne Phil ne Melinda ci stanno urlando con una rabbia spropositata e fuori controllo, ovvero come mi sono abituata a essere trattata, ma invece ci stanno parlando con dolcezza con il solo scopo di aiutarci a capire dove abbiamo sbagliato per poter cosi evitare di commetere lo stesso errore di nuovo e facendoci diventare persone migliori. Questo atteggiamento che ci riservano mi spinge a porre una domanda di cui spero disperatamente che la risposta non sia quella che immagino.
N: Posso chiedervi una cosa?
M: Certo tesoro, potete chiederci tutto quello che volete in ogni momento, saremo sempre pronti ad ascoltare
N: Grazie
M: Sei la benvenuta
N: Ecco, um.. io volevo chiedervi, mi rimanderete indietro?
M: Cosa? No, assolutamente no, perchè dovresti pensarlo?
N: Di solito è quello che succede quando faccio un casino.
Dico abbattuta.
M: Oh tesoro, primo hai commesso un'errore non è la fine del mondo e secondo non devi più preoccuparti di essere rimandata indietro, quei tempi sono finiti, niente che potrai mai fare farà in modo che non ti vogliamo più, niente, noi ti vogliamo nella nostra famiglia, te lo promettiamo e noi manteniamo le promesse.
Ho le lacrime agli occhi, non si sbarazzeranno di me? Mi vogliono davvero con loro?
N: Dite davvero?
M: Si diciamo davvero.
Non trattengo più le mie emozioni e lascio cadere le lacrime che sono di pura felicità, anche se non credo alla parte che dice che niente che io possa fare mi farà mandare via, credo pienamente a quella che dice che mi vogliono nella loro famiglia, ci abbracciamo e poi mi viene in mente un'altra domanda.
N: Quindi non siete arrabbiati per questo?
P: No, non lo siamo
N: E allora cosa intendevi quando hai detto che eravate arrabbiati alla casa famiglia?
Rivolgo la mia domanda a Melinda.
M: Intendevamo la fuga, che ci ha fatto un pò arrabbiare perchè eravamo spaventati, non sapevamo dov'eri e se stavi bene e questo ci ha cosi tanto spaventati, ti prego non farlo più, non scappare se qualcosa non va, parlaci e troveremo la soluzione insieme, e se hai bisogno di tempo basta che c'è lo dici d'accordo?
N: Va bene prometto che farò del mio meglio, e anche io ho l'abitudine di mantenere le promesse.
Gli sorrido e loro ricambiano con un sorriso pieno di amore. Sono così felice che le cose siano andate in questo modo.
P: Va bene, ora che le cose si sono risolte, è ora di preparare la cena, che ne dite di un pò di pasta?
N: E' perfetto
B: Anche per me
M: D'accordo fate i compiti mentre noi prepariamo la cena.
Annuiamo e ci dirigiamo di sopra, prima di separarci per le nostre rispettive stanze, mi rivolgo a Bobby.
N: Hey, potrei parlarti per un secondo?
B: Certo, che succede?
N: Io volevo dirti grazie per non avermi dato in pasto ai lupi prima, come si suol dire
B: Hey, siamo sorelle e tra sorelle ci si protegge sempre ad ogni costo
N: Hai ragione
B: Che ne dici, ti va di fare i compiti insieme?
N: Mi piacerebbe
B: E poi tra un compito e l'altro puoi sempre parlarmi di questa tua attrazione per Clint
N: Bobby!
B: Nat, apparte gli scherzi, ricorda che io ci sarò sempre per te, puoi contare su di me
N: Lo so adesso, anche per me è lo stesso.
Ci sorridiamo e ci abbracciamo. Amo avere una sorella ed amo riavere dei genitori. Ora devo solo spingere i limiti e vedere fino a che livello arriva la loro determinazione ad avermi nella famiglia, ho bisogno di saperlo prima di potergli aprire il mio cuore, come ho già detto, questa volta è diverso e devo essere sicura prima di affezionarmi altrimenti non sopravviverò.
