Capitolo 3 "Brucerà un po'." "Grazie, e grazie per avermi aiutato prima. Dove hai imparato il Karate? Insomma hai affrontato più di un Cobra Kai contemporaneamente..." "Parli sempre così tanto?" "Si sempre, soprattutto quando sono nervoso. Il mio nome è Demetri. Ho origini greche. Il mio nome significa figlio di Demetra. Demetra era la dea dell'agricoltura, del grano, delle stagioni in generale..." "Se sei figlio di Demetra" lo interruppe la ragazza, "Allora come sorella hai Persefone e come cognato ti ritrovi Ade dio dell'oltretomba pagana." Demetri rise di gusto. "Mi piacciono le ragazze con il senso dell'umorismo." "Ci stai provando con me?" "A dire il vero è un'altra la ragazza che mi piace, ma lei non mi fila per niente." "Oh, quindi io sono una sorta di seconda scelta." Il ragazzo arrossi vistosamente. "Io mi chiamo Alexandra Udinov." "Udinov? Hai origini russe?" "Sono russo-americana. Mia madre è americana, mentre mio padre è metà e metà. Io però porto il cognome di mia nonna." "Tuo padre non ti ha riconosciuta?" "Mia nonna teneva molto a portare avanti il cognome di famiglia e a mio padre andava bene così." Rimasero in silenzio per qualche minuto. Alex continuava a medicare le ferite del ragazzo. "Come mai quei ragazzi ti hanno attaccato?" "Mi odiano perché continuo a difendere un caro amico." "Sei coraggioso allora. Affrontare un gruppo di karateka senza avere un minimo di preparazione." "A dire il vero frequentavo un dojo. Il Miyagi Dojo Karate." "Frequentavi? Hai smesso?" "Il dojo per il momento è chiuso." "Non ci sono altri dojo?" "Si, ma per me quel posto era speciale. Come il sensei che lo gestiva, Daniel Larusso." "Perché ha chiuso? Pochi iscritti?" "No, avevamo degli iscritti e poi Daniel insegnava gratuitamente. Ma nel mio liceo è scoppiata una brutta rissa che ha coinvolto tutti gli studenti e si è conclusa tragicamente. Un mio amico è rimasto gravemente ferito e l'altro mio amico è stato..." Demetri non riuscì a finire la frase. Grosse lacrime scesero sulle sue gote. "È stato un incidente, solo un dannato, maledetto incidente e dopo, dopo..." "Lo so Demetri. Non ci siamo incontrati per caso." Il ragazzo guardò con stupore la ragazza. "Ho una storia da raccontare, ti va di sentirla?" Demetri annuì. "C'era una volta un bambino di nome Robby. Robby non è mai stato voluto, è semplicemente arrivato. Come arriva un pacco postale. E da pacco postale è stato trattato. I suoi genitori non sono stati in grado di dare al bambino una famiglia serena e unita. Shannon era ancora troppo immatura e Johnny era depresso per la morte dell'amata madre. A essere sincera credo che lui fosse troppo debole per diventare padre e forse non ha mai veramente amato la sua compagna e suo figlio. L'unica felice dell'arrivo del bambino era Laura la madre di Lawrence. Così Robby è cresciuto con una madre bambina. All'inizio il ménage andava anche bene. Shannon era soprattutto una compagna di giochi. Ma Robby aveva bisogno di una madre. E il padre c'era e non c'era. Non ha nemmeno riconosciuto suo figlio. Con il passare del tempo Robby cominciò a prendere atto della sua situazione famigliare e divenne in qualche modo l'uomo di casa. I ruoli si erano completamente invertiti. Lui era l'adulto alla fine. Ma lui non era un adulto e tanto meno un adolescente. Era soltanto un bambino che nel profondo del suo cuore sperava che i suoi genitori tornassero insieme. Lo ha sperato per così tanto tempo e per troppo tempo ha dato a entrambi i suoi genitori occasioni e opportunità per ricominciare. Fatica sprecata con persone che non vogliono vedere e sentire. Con l'adolescenza il dolore e la rabbia hanno preso il sopravvento. Robby aveva cominciato a frequentare brutte persone, faceva piccoli furti e piccole truffe, abusava di sostanze stupefacenti... La merda che prendeva dava a Robby la serenità che ha sempre cercato. E poco importa se era una pace artificiale e poco duratura. In quel momento aveva un briciolo di felicità. È una cosa che faccio anch'io... quando mi è permesso. Nonostante tutto Robby ha sempre amato entrambi i suoi genitori. Non ha mai smesso di proteggere sua madre, non ha mai smesso di mettere alla prova suo padre. Solo per vedere se a Johnny importava qualcosa di lui. Alla fine ha trovato una sorta di surrogato famigliare nei Larusso. Ma Robby non era il loro figlio biologico e basta molto poco per far arrabbiare Daniel 'cretino' Larusso. Quell'idiota non ha mai dato il beneficio del dubbio a Keene. Nessuno lo ha fatto. Hanno semplicemente puntato il dito contro di lui. Tutti hanno preso la decisione più semplice senza chiedersi il perché Robby ha risposto in maniera così violenta nei confronti di Miguel. Spesso verso le persone che non ci non amiamo diventiamo con estrema facilità giudice e giuria." "Tu conosci le motivazioni del mio amico?" Chiese Demetri. "Si. Devi sapere che Robby e altri bambini all'età di 10 anni sono stati sottoposti a un test attitudinale. Quel test serviva per trovare futuri agenti operativi. Il campione che presero non era molto numeroso così Robby è risultato l'unico bambino che poteva in età adulta servire il suo paese. Da quel momento è stato monitorato 24 ore su 24. In attesa di trovare un modo per poter prendere il ragazzo e istruirlo come spia. La prima occasione si è presentata con l'orribile morte di sua madre, ma lui non ha risposto nel modo che loro speravano: con la violenza. La seconda occasione è arrivata durante il suo primo giorno di scuola. Le parole di Miguel: 'lei non ti ama, ama me', ti piace me lo ha insegnato tuo padre. Lo hanno segnato nel profondo. Per lui era sotto inteso una cosa sola: nessuno ti ama, nessuno ti amerà mai... nemmeno tuo padre. E quando Diaz ha chiesto scusa, lui si è sentito preso per il culo un'altra volta. Una di troppo. Ma la Madre voleva essere sicura di avere il ragazzo e ha escogitato un piano subdolo e perfido per averlo. Ha usato la morte di Shannon per alimentare ancora di più la rabbia di Robby. All'interno della tua scuola c'era un agente operativo dormiente che ha finto di essere una studentessa. Nel dorso della mano destra aveva un disegno che riproduceva il marchio dei Cobra Kai. Nel dorso della mano sinistra invece compariva una fototessera della madre di Robby. Lei si è procurata un taglio profondo con una taglierina per ricoprire di sangue la foto della donna..." Demetri era sconvolto. Era insieme a Robby quando il ragazzo aveva trovato il corpo di sua madre in una pozza di sangue. Sventrata e uccisa. Aveva promesso al suo amico di non dire niente a nessuno. La donna non aveva una buona reputazione. Avrebbero parlato male di lei. Ma soprattutto non doveva sapere niente nemmeno suo padre. Non voleva che giudicasse la donna. Non voleva sentire cattiverie su di lei da parte di lui. Alla fine erano riusciti, non senza fatica, a occultare e cremare il suo corpo. "Tu sai chi ha ucciso Shannon?" Chiese turbato Demetri. "No. Ma è stata la Madre a far in modo che il ragazzo trovasse il cadavere." "Chi diavolo è la Madre?" "Il capo della Divisione. Un organizzazione segreta che interviene quando CIA, Sicurezza Nazionale e altri gruppi d'intelligence americani e degli stati alleati falliscono." "E tu fai parte di questa organizzazione?" "Si." "Perché! Perché tutta questa cattiveria." "Perché per la Madre è il solo modo per avere personale totalmente sotto il suo controllo. Finti omicidi, finti processi, finte accuse, finte pene di morte. E ricatti reali." "Perché mi hai raccontato tutto questo?" "Perché volevo proporti di entrare a far parte della grande famiglia della Divisione. Certo non sei molto dotato, non ancora almeno. Però sei coraggioso e so che l'amicizia che ti unisce a Robby è profonda e sincera. Ma a differenza di Robby tu puoi scegliere se unirti a noi, oppure no." "E se dico di no?" "Puoi farlo, ma non dovrai mai dire a nessuno quello che ti ho raccontato altrimenti sei morto. Buffo però, credevo che mi avresti mandato in quel posto non credendo alla storia. Invece non l'hai fatto. Sei un ragazzo davvero curioso." Demetri guardò Alex per qualche secondo. "Se accetto?" "Se accetti Robby avrà ancora qualcuno nella sua vita e io in cambio ti dirò il mio di segreto. Non lo sa nessuno, nemmeno la mia più cara amica." "Tu conosci il mio?" "Si." "Imparerò a uccidere?" "Senza pietà." "Ho tempo per pensarci su?" "Ti do una settimana." Alex non è un''alleata di Nikita. Tutt'altro. Niki comparirà più avanti. Nella storia sono presenti alcuni miei punti di vista sulla vita di Robby (adoro Robby) e su quello che è successo quel tragico giorno.
