Capitolo 4

"Buongiorno."

Robby saltò sul letto scosso e impaurito. Si guardava attorno incredulo.

"Non devi temere Robby. Sei al sicuro ora. Nessuno ti farà del male ragazzo mio."

"Tu sei il Diavolo?" chiese Keene.

"No Robby e questa è la tua stanza, non l'inferno."

"Io non sono morto?"

"No. Sei vivo e se vuoi continuare a vivere dovrai ubbidire agli ordini che ti saranno impartiti e alle regole interne della Divisione."

Robby faticava a comprendere quello che gli stava accadendo. Non era morto, si trovava in una stanza asettica e davanti a lui c'era un uomo all'apparenza pacato e con un sorriso serafico sul volto."

"Guarda."

Robby osservò una foto che mostrava una lapide, la sua.

"Questa è la tua tomba. Fila 8 settore 30. Nessuno sa che sei morto. Non ancora almeno. Siamo stati bravi, abbiamo nascosto molto bene la tua finta condanna a morte. Sarà divertente vedere le loro espressioni. Soprattutto voglio vedere come reagirà Daniel Larusso."

Sentendo il tono dispregiativo usato per nominare il suo mentore, Robby reagì con rabbia, ma la persona d'innanzi a lui fu più veloce e riuscì facilmente a mettere Ko il ragazzo.

"Quando attacchi alle spalle qualcuno, colpiscilo direttamente ai reni. Paralizzi il tuo avversario e non gli consenti di contrattaccare. Considera questa come la tua prima lezione. Più tardi riceverai la visita del direttore della Divisione. Ti consiglio di comportarti bene con lei altrimenti..."

"Altrimenti?" sputò Robby per la rabbia e il dolore.

"Fila 8 settore 30 ragazzino. Io sono Terry, Terry Silver, il vice direttore della Divisione e braccio destro della Madre."

Robby guardò con disprezzo Terry. Provò a tirarsi su, ma il dolore lancinante che sentiva non gli consentiva alcun movimento. Rimase accasciato sul pavimento per una buona mezz'ora. Dopo un'ora arrivò la persona citata da Silver.

"Ciao Robby." disse una donna tra i 50 e i 60'anni.

Robby la fissò carico di rabbia. La donna era entrata portando un vassoio con sopra due tazze e una teiera.

"Avvicinati e prendiamo una buona tazza di tè."

Robby non si mosse.

"Avvicinati Robby. Non lo ripeterò una terza volta."

Keene ubbidì.

"Bravo ragazzo. Io sono il capo della Divisione. Mi chiamo Elena, ma tutti mi chiamano Madre."

"Madre?" domandò ironico Robby, "E quale madre sei delle tre? Quella dei sospiri, delle tenebre o delle lacrime?"

"Hai senso dell'umorismo. Ti sarà utile in futuro. Rispondendo alla tua domanda puoi considerarmi come Mater Suspiriorum. Se non ricordo male era la più grande delle tre."

"No, era la più vecchia.", rispose sarcastico Robby.

"Ironico e irriverente."

Elena versò il tè nella tazza di Robby, ma vedendo la titubanza del ragazzo, la donna disse:

"Non è avvelenato."

Robby ne prese un sorso e fece una smorfia di disgusto.

"Imparerai ad apprezzare il tè. Imparerai molte cose qua dentro."

"Tipo cosa?"

"Combattere, sparare, uccidere..."

"È uno scherzo?"

"No. Sarai addestrato per diventare un agente operativo del governo degli Stati Uniti d'America."

"Per questo sono ancora vivo?"

"Questa sarà la tua nuova vita Robby. Con noi ricomincerai daccapo. Potrai anche avere un nuovo nome e un nuovo cognome."

"E se non volessi questo?"

"E cosa pensi di fare ragazzo mio. Non hai alternative. Tutti ti odiano, nessuno escluso. Anche tuo padre. Hai quasi ucciso un ragazzo che per lui è come un figlio. Non hai più nessuno. Nessuno tranne noi. Ora siamo noi la tua famiglia Robby."

Robby trasalì nel sentire quelle parole.

"Facciamo così. Tu fai il bravo bambino e noi salviamo la vita di Miguel. Abbiamo i mezzi per rimettere in piedi quel ragazzo. Farai molto felice Lawrence."

Keene cercava di trattenere le lacrime.

"Decisioni rapide ragazzino." disse dura Elena.

"Accetto." rispose con un filo di voce Robby.

"Bravo ragazzo.