Happy Birthday
«Tre... Due... Uno... tanti auguri di buon compleanno, Kitsune.»
Hanamichi mi abbraccia stringendomi in uno dei suo abbracci più calorosi. «Auguri di buon anno, Do'hao.»
Ricambio la sua stretta e restiamo così mentre fuori dalle finestre si sentono i primi scoppi dei fuochi d'artificio. Dopo un po' ci allontaniamo e prima che possa dire qualcosa lo bacio. Un bacio a stampo, un modo per dirgli grazie di essere qui con me. Non solo questa sera ma di esserci dal primo momento che ci siamo conosciuti.
«Volpetta dobbiamo brindare,aspetta che vado a prendere lo champagne.»
Scuoto la testa, ho un ragazzo tutto matto. Ieri mio padre mi ha chiesto che progetti avessi per questa serata, ovviamente domani sono sequestrato per pranzare con lui per festeggiare il mio compleanno, gli ho detto che l'avrei passata con Hana e i suoi amici. Una mezza verità, che però ha reso papà molto felice. Prima di andare a una festa organizzata da un collega mi ha detto che mi vede sereno e strano, sebbene quello "strano" non ho capito bene cosa volesse dire. Non sono strano, sono innamorato di un dolcissimo impiastro che sta tornando da me con una bottiglietta piccola di champagne, perché dobbiamo brindare per buono augurio, e due calici.
Gli sorrido e lui si illumina, ammetto che ormai non dovrei più sorprendermi del modo in cui riesce a farmi sentire. In questi giorni, per me mai facili, lui è riuscito a darmi quello che mi mancava da tempo: calore, affetto, presenza. Questo casinista è stato in grado di avvicinare me e mio padre come non avveniva da tempo, senza però invadere i miei spazzi o imponendomi qualcosa. Non so come faccia ma stare con lui mi rende migliore. Sarà che mi piace averlo intorno o semplicemente con lui mi scopro meno iceberg, credo che l'unica risposta sensata è che mi sono innamorato. Brindiamo all'anno che sta iniziando e al mio compleanno, senza fare troppi progetti o dire cose banali. Anzi spero proprio che a breve potrò infilarmi nel letto e addormentarmi tra le braccia del mio idiota.
«Sai volpetta è arrivata l'ora di farti vedere il mio regalo per il tuo compleanno.»
Mi sembrava strano che ancora non avesse detto nulla in proposito. Ammetto che non riesco a capire dove possa averlo messo, quando si è presentato stasera a casa mia non aveva nulla in mano. «Allora andiamo?»
«Andiamo dove?» Alcuni suoi collegamenti mentali fatico ancora a capirli.
«Sei già nel mondo dei sogni? Considerata l'ora non me ne stupisco. Andiamo a vedere il tuo regalo.»
«Do'hao.» Scuoto la testa alzandomi dal mio posto al calduccio accanto al camino. Hana mi porge il giaccone e adesso inizio a preoccuparmi, inoltre non voglio uscire con questo freddo. « Fa freddo perché dovrei uscire?»
«Mettiti il cappotto prima che ti ci affoghi, volpaccia.»
Potrei far partire una rissa ma non mi va, quindi faccio come richiesto. Appena metto il naso fuori dalle mura calde di casa mi sento rabbrividire. In lontananza si sentono ancora gli scoppi dei fuochi e le risate allegre di chi è per strada. Bado poco comunque a tutto questo, perché non capisco cosa ha in mente questo pazzo. Possibile che per non farmi capire cosa mi ha regalo lo ha nascosto qua fuori? No, non è così idiota.
Hana cammina verso la parte interna del giardino, dove si trova l'acero sotto la finestra della mia stanza. «Kit, però devi chiudere gli occhi!»
«Hana.» Il mio tono non è dei più concilianti però davvero non capisco cosa vuole fare, sa bene che non amo questo tipo di giochetti.
«Avanti volpe dispotica.» Sospiro, prima lo accontento e prima torniamo in casa che inizio ad avere davvero freddo.
Il mio idiota mi prende per mano, sussulto perché non è una cosa che fa spesso intenzionalmente. Credo pensi che non mi possa piacere, quanto si sbaglia. Comunque all'improvviso si ferma e mi volta, portandosi dietro di me. «Apri gli occhi volpetta.»
Rabbrividisco per il suo fiato caldo che sfiora il mio orecchio. Apro gli occhi e come immaginavo siamo davanti al muro dove si trova la finestra della mia stanza, solo non capisco... non ci posso credere. «Hana...»
«Ti piace?» Ho il cuore che mi scoppia nel petto, e questo stupido insicuro mi fa anche questa domanda? Piacermi, lo adoro.
Forse dovrei spiegarmi, mi ha montano un canestro in giardino. Lo ha attaccato proprio sotto la finestra della mia stanza e a terra c'è un pallone nuovo di zecca. «Come diavolo hai fatto?»
Non capisco come abbia montato il tutto senza che me ne accorgessi, insomma avrei almeno dovuto sentire i rumori.«Oggi hai pranzato fuori con tuo padre. Lui sapeva quello che ti volevo regalare, così mi ha aiutato a tenerti fuori casa il tempo necessario. Prima che ti venga di chiedermelo, gli ho detto che è un regalo di tutti i tuoi amici.»
Mi appoggio al suo torace e subito le sue braccia mi circondano, davvero sei una persona unica Hanamichi e io sono davvero fortunato ad averti al mio fianco. «Comunque questo è un regalo che mi sono fatto anche per me.» Mi volto nel suo abbraccio perché non capisco dove vuole andare a parare. «Così non dovrai stare fino a tardi al campetto o uscire presto per andarci, e io starò tranquillo sapendo il mio volpacchiotto al sicuro nel giardino di casa sua.»
«Ma quanto sei idiota?» Lo bacio, fregandomene altamente di chi può osservarci dalle casa accanto. Lo bacio con trasporto perché davvero ormai senza di lui mi sembra di non poterci più stare.
«Piaciuto il regalo volpacchiotto?» Scende a baciarmi la gola e io rabbrividisco, ma non per il freddo.
«Secondo te, idiota?» Affondo le mani nei suoi capelli per premerlo di più contro la mia pelle.
«Bene, adesso finisci di imbacuccarti ben bene perché usciamo.»
Cosa? Perchè dovremmo uscire quando le cose stanno piacevolmente degenerando? «Non ho voglia di uscire, Hana.»
«Lo so, ma lo farai. Almeno che non vuoi essere preso di peso.»
«Non oseresti mai.» Lo squarterei se solo osasse farlo.
«Mettimi alla prova?» Ci sfidiamo, occhi negli occhi, perché è sempre stato così tra noi ma stavolta cedo. In fondo mi sta davvero regalando dei giorni fantastici senza chiedermi nulla in cambio.
«D'accordo, almeno posso sapere dove stiamo andando?» Rientriamo in casa per recuperare sciarpa, cappello e guanti, c'è aria di neve. Anzi spero proprio che venga a nevicare.
«Al tempio!» Hanamichi risponde alla mia domanda solo quando chiudo il cancello di casa.
«Cosa andiamo a fare, al tempio? Non siamo certamente due persone che lo frequentano.»
«Così, perché ne ho voglia e visto che sei il mio ragazzo ne hai voglia anche tu.» Mi fa la linguaccia trascinandomi per un braccio.
Vorrei capire cosa ho fatto di male, insomma un momento prima è tutto serio e composto, l'altro diventa una scimmia fastidiosa. Ho paura che mi verrà un colpo prima di capire questo idiota. Comunque decido di assecondare il pazzoide senza aggiungere altro, camminiamo vicini nelle strade che vanno ad affollarsi di persone. Certo io non ho mai messo naso fuori di casa questa notte, anche perché non avevo nessuno con cui andare al tempio. Non che sia un assiduo frequentatore o credente, però si gode una vista bellissima dai giardini. Nel mio quartiere ce n'è uno a pochi passi, ed è lì che ci stiamo dirigendo io e Hanamichi.
Forse non è una cattiva idea, ho molte cose per cui ringraziare. Quest'ultimo periodo è stato così intenso e pieno di sorprese. Certo non tutte piacevoli, ma alcune mi hanno cambiato la vita. Con la coda dell'occhio osservo il mio ragazzo, ha un bellissimo sorriso sulle labbra e mi fa piacere sapere che in parte è dovuto a noi a quello che stiamo vivendo. La sua mano sfiora la mia, so che non è per caso e infatti a conferma di questo me la sfiora di nuovo.
In poco arriviamo al tempio ed è incredibile quanta gente stia in fila ad aspettare il turno. Comunque con calma attendiamo di poter lanciare la nostra monetina.
Rabbrividisco, in tanto la temperatura continua a scendere e inizio a sentire sonno. Ormai abbiamo fatto quello che dovevamo possiamo anche andarcene. «Hana perché non torniamo a casa?»
«Sei stanco, volpacchiotto?» Annuisco, inoltre mi piacerebbe tanto stare sotto al piumone abbracciato al mio materasso riscaldato. «Va bene, però posso chiederti un'ultima cosa?» Ovviamente non aspetta la mia risposta. «Ti va di guardare il resto dei fuochi dal prato del Tempio? Dicono che si gode una vista bellissima.»
Scuoto le spalle, tanto anche se dicono di no faremo come vuole lui e poi ho voglia di accontentarlo perché Hana in certe cose è come un bambino.
Con difficoltà ci facciamo largo tra le persone che affollano il tempio e raggiungiamo il prato poco dietro il tempio, che risulta meno affollato.
«AUGURI DI BUON COMPLEANNO, CAMPIONE!»
Vengo letteralmente sommerso da una pioggia di coriandoli e stelle filanti. Appena mi riprendo dalla sorpresa noto che davanti a me c'è la squadra al completo più la banda di quel matto dell'idiota. Sulla panchina fa bella mostra una torta con tante candeline accese. Io non so che dire, so che detto da me fa ridere ma davvero non riesco a trovare le parole.
«Certo mica si poteva smentire questa Volpe, neanche un grazie.»
«Hanamichi Sakuragi non ti azzardare se non vuoi un sventagliata su quella testa matta che ti ritrovi.» Ayako mi sorride fiondandosi letteralmente su di me. «Pensare che eri un nanetto. Diventi sempre più bello, Kaede. La torta l'ho fatta io, ricordo ancora i tuoi gusti preferiti.»
«Ayakuccia!» Il capitano mi sembra parecchio offeso per questo siparietto e mi sembra strano che non arrivi nessuna lamentela da parte di una certa testa rossa. Lo guardo ma lui parla con Yohei senza far caso a noi.
«Be, allora? Se nessuno vuole iniziare la torta me la pappo io.»
«Takamiya fermo lì, prima Rukawa deve spegnere le candeline.» Fanno eco un po' tutti.
Vengo gentilmente spinto verso la torta, dove capeggia il numero sedici. «Mi raccomando, ricordati di esprimere un desiderio.»
Esprimere un desiderio? Cerco con lo sguardo Hanamichi, ha sul volto un sorriso raggiante ed è rivolto solo a me. Esprimere un desiderio... anche qui è l'unica cosa che posso chiedere
Grazie amore mio per avermi regalato un compleanno unico proprio come sei tu.
Fine
