Nuovi arrivi allo Shohoku!

Oggi cominciano le attività del club, la scuola ormai è iniziata a pieno ritmo e a breve i professori cominceranno con le prime verifiche. Devo ammettere che stare concentrato in classe non è facile, soprattutto le prime ore di lezione ma ho una promessa da mantenere inoltre sia per il bene della squadra che per il futuro a cui punto non posso assolutamente permettermi voti negativi. I propositi ci sono tutti riuscire a stare sveglio è la parte più difficile, considerando che abito con un'idiota che potrebbe anche non dormire h24. Lascio la classe per dirigermi in palestra, finalmente qualcosa per cui vale la pena venire a scuola, oggi dovrebbe arrivare anche il signor Anzai ma ho il sentore che non ci alleneremo molto. Sbadiglio, chissà se poi l'idiota ha chiamato la madre nella pausa pranzo non ci siamo visti proprio perché lui doveva parlarle. Trovo incredibile che, nonostante sia passato un bel po' di tempo, ancora non è riuscito a chiarirsi con lei anzi di proposito la evita, capisco che si sia sentito spiazzato dal fatto che ha capito il nostro legame però così facendo la sta ferendo.

«Ehiiiiiiiiiiiii volpaccia,» Non mi fermo al suo delicato richiamo. «quest'anno mangerai la polvere, il Tensai riuscirà a mettermi in ombra. Presto sarò io, l'erede del Gorillone, a essere elogiato come asso della squadra.»

«Nei tuoi sogni, Do'hao!» È migliorato in questi mesi ma non può ancora sperare di battermi. Ovviamente la scimmia non demorde evidentemente il suo delirio di onnipotenza ancora non si è esaurito.

«Come osi...» Eccolo che ora incomincia con la solita tiritera, non ho voglia di questionare quindi non gli rispondo proprio.

«Voi due, piaghe dello Shohoku, non vi sembra di esagerare? Ancora non siamo in campo almeno lasciateci respirare negli spogliatoi.» Mitsui ci supera entrando negli spogliatoi, mi dispiace che non sia stato ammesso all'università credo che il suo passato gli stia facendo pagare un prezzo troppo salato.

«Baciapiselli sei uno splendore, direi che la bocciatura ti ha fatto bene. Come ci si sente ad essere ripetente?»

Alzo gli occhi al cielo, rimpiango la presenza del Gorilla soprattutto per il suo modo di ammansire quella scimmia del mio ragazzo. Hanamichi continua a sbraitare assurdità e più gli altri evitano di rispondergli peggio diventa.

«Do'hao!» Questo è l'unico modo che conosco per zittirlo immediatamente, si volta per guardarmi e capisce al volo che sta esagerando.

«Baka Kitsune!» Credo di essere riuscito nel mio intento, visto che si calma anche se non so quanto durerà.

Entriamo anche noi nello spogliatoio e noto che c'è una strana atmosfera, il capitano, Miyagi, è intendo a leggere un foglio con occhio critico. Non chiedo niente, come il mio stile, tanto so già che qualcun altro farà domande inopportune.

«Nano che leggi?» Come volevasi dimostrare.

«Hanamichi guarda che sono anche il tuo capitano e devi portarmi rispetto.»

«Io sono il genio, siete voi che dovete inchinarvi al mio cospetto.»

Scuoto il capo e chiudo l'armadietto, preferisco andare in palestra che stare ad ascoltare le loro chiacchiere magari posso godermi il campo tutto per me senza scocciatori per qualche minuto.

«Ciao Rukawa.»

Ayako mi sorride avvicinandosi, in palestra ci sono un sacco di ragazzi che non conosco insieme ai compagni di squadra. Immagino che sono le matricole che hanno deciso di entrare nel club.«'Ao.»

«Pensa che era da un sacco di tempo che non avevamo così tanti iscritti.» Annuisco, mi sembra giusto che lo Shohoku venga preso in considerazione in fondo siamo la seconda squadra della prefettura e abbiamo partecipato ai campionati nazionali sconfiggendo il Sannoh. Sono felice per la squadra però questo vuol dire che oggi non faremo allenamento, il coach e Miyagi saranno impegnati a testare le nuove leve... non oso pensare cosa farà quel pazzo.

«Largo gente arriva l'immenso Genio.» Prendo un pallone senza far caso alla cosa.

«Sakuragi ancora non ti sei ridimensionato? Sei la solita piaga.» Ecco Aya lo punisce con una sventagliata. Non crederà che sia così facile placcarlo? Infatti eccolo lì che assume la sua posa più demente mentre ride sguaiatamente.

Una risata altrettanto sonora si aggiunge a quella del mio idiota. «Sei una vera forza, Sakuragi.»

Mi volto verso la matricola che ha parlato, è un po' più alto di Miyagi e ha i capelli lungi tenuti legati con una coda.

«Vedo che finalmente qualcuno ammette la mia supremazia. Il genio è in commentabile.»

Non becca mai la parola giusta. «Soprattutto per la sua scimmiaggine.»

«Teme Kitsune non cominciare a infastidirmi.»

«Hn!» Non aggiungo altro portandomi al fianco dei nostri compagni mentre le matricole si parano dinnanzi a noi. Passo lo sguardo su ognuno di loro, spero vivamente che siano buoni giocatori alcuni sono abbastanza alti e questo può farci comodo. Il mio guardo si posa su quello con la coda e noto che non fa altro che seguire divertito il le mosse del mio Do'hao, non so perché ma scatta qualcosa dentro di me però non riesco a capire cos'è. Mi sembra fastidio ma non solo è come se avvertissi pericolo, una cosa assolutamente irrazionale.

Come sospettavo passiamo il pomeriggio a valutare le nuove leve, anche a trattenere il rossino ancora più esaltato del solito. Il suo entusiasmo è incontenibile ha spronato le matricole a dare il meglio se volevano un posto in squadra, e soprattutto uno di loro ha reagito molto alle sue parole... Ryo Kimura. Il codino che è stato tutto il tempo attaccato ad Hana pendendo completamente dalle sue labbra, cosa che mi ha dato parecchio sui nervi visto che l'oggetto di tale attenzione non si è accorto di nulla dando spago al ragazzino. Non sono impazzito, quello aveva tutt'altre intenzioni che imparare le tecniche segrete del Tensai. Comunque, per fortuna, Miyagi manda tutti negli spogliatoi mai prima di oggi ho voluto che finissero gli allenamenti.

«Sei stato silenzioso oggi, Kitsune, direi più del solito. C'è qualcosa che non va?»

Siamo rientrati da un po' a casa, abbiamo cenato e ora stiamo decidendo cosa guardare in tv. Gli ho lasciato carta bianca, tanto non ci sono partite che mi interessano.

«Hn!» Non ho la minima intenzione di dirgli che mi ha dato fastidio l'attaccamento di Ryo nei suoi confronti.

«Hn! Certo che capirti a volte è difficile, specialmente quando non dai un suono diverso ai tuoi mugugni.» Il suo cellulare prende a squillare e come sta succedendo spesso Hana si irrigidisce senza prendere l'oggetto sul tavolino. Gli mollo una gomitata nel fianco e finalmente si decide a prenderlo.

«Mamma... certo che sto bene... si, lo so che dobbiamo parlare... ma certo che lo faremo. Aspetta... no, non so quando, magari questo sabato... certo promesso... adesso devo andare. Un bacio, ti voglio bene.»

Vorrei prenderlo a pugni. «Do'hao.»

«Non inveire, tu non sai cosa ho provato!» Dimentica come lo è venuto a sapere mio padre.

«Forse no, ma se continui a sbraitare non lo capirò mai.» Mi siedo comodamente sul divano, tanto so già che inizierà a sproloquiare.

«Visto che fai tanto il saputello, come ti saresti sentito tu se all'improvviso tua madre ti avesse detto: il tuo ragazzo è bellissimo. Allora? Come avresti reagito?»

«Difficile a dirsi, mia madre è morta.» Non lo dico con cattiveria, è solo la verità.

«Kaede!» Mi perfora il timpano.

«Hanamichi!» Mi massaggio l'orecchio.

«Quando parli, le rare volte che lo fai, perchè non inneschi il cervello.»

«Lo faccio a differenza tua.» Boccheggia come un pesce per un po', poi non sapendo cosa dire mette su una faccia offesa incrociando le braccia. Restiamo un po' così, in silenzio, e alla fine sono io ad avvicinarmi. Vorrei che riuscisse a parlare con la madre perché il primo a stare male di questa situazione è lui. «La cosa più difficile è già stata detta perché allora non vuoi vederla e sentire cosa vuole dirti?»

Vediamo di capirci qualcosa in più. «Tu non la conosci, mi metterà sulla graticola per vendetta e poi vorrà sapere ogni cosa, soprattutto questa mia paura di parlargliene.»

Questo è un primo passo, so che Hana va letteralmente in panico quando ha paura delle conseguenze delle sue azioni. Approfitto della sua calma e mi siedo a cavalcioni sulle sue gambe. «Di cosa ha paura il Tensai? Se ricordo male non dovrebbe temere niente.»

Mi aspetto la sua battuta preferita invece stavolta è serio. «Di deluderla, nuovamente.»

Appoggio la fronte alla sua guardandolo negli occhi. «Quando l'avresti delusa?»

«Quando non sono riuscito a salvare mio padre.»

Mi mordo le labbra, dovevo immaginare che era collegato a quel momento però non so come continuare, è un terreno minato e non voglio far intristire Hana. «Non credo che tu l'abbia delusa quel giorno e non la deluderai ora, ricorda che avrebbe potuto perderti quel giorno per come ti hanno pestato quei vigliacchi. Forse anche lei ha paura ecco perché sta cercando di parlarti.»

Il suo sguardo si rischiara, un buon segno. «Sei troppo sicuro di te, non la conosci.»

Testa dura. «Vero, però se è riuscita a capirlo e ha fatto finta di niente forse ha aspettato che fossi tu il primo a confidarti.»

«Quando parli troppo mi fai paura.» Quanto è scemo

«Hn!» Spero che lo sforzo serva a qualcosa.

«Ecco che ricominci con "hn", comunque so già che mi creerà imbarazzo.» Alzo un sopracciglio. «Visto che fa battute su di te poco gradite al Tensai.»

Rido passandomi la mano tra i capelli. «Non vorrai diventare geloso anche di tua madre?»

«Dovresti saperlo che io sono sempre geloso di te!» Mi bacia le labbra dolcemente. «Tu non lo sei di me?»

Le sue mani si serrano intorno alla mia vita possessive tirandomi a lui. Sospiro affondando le mani tra i suoi capelli, non posso fare a meno di pensare a oggi e al senso di fastidio che mi ha colto.

«No, non credo che esista qualcun altro che abbia voglia di impantanarsi con uno scimmione come te.» Se avessi usato un tono duro mi avrebbe preso a testate, ma non ho potuto impedire alla mia voce di lasciar trasparire una nota dolce.

«Come osi dannata Kitsune.»

Mi ritrovo rovesciato sul divano con lui sopra. «Che intenzioni hai?»

«Diciamo che sono indeciso tra il prenderti a pugni oppure...»

«Oppure?» Tanto già immagino, dal tono della sua voce, dove vuole andare a parare e ammetto di non desiderare altro.

«Oppure...» Mentre lo dice le sue labbra scendono lungo il mio collo segnandomi la pelle quando i denti la mordono delicatamente.

«Hmmm...» Lo sospiro avvolgendo le braccia intorno a lui. Ho voglia di sentirlo, di perdermi nella passione che solo lui riesce a donarmi e abbandonare ogni pensiero.

Niente da fare il copione è sempre lo stesso, lui che dorme beato e io in sua completa contemplazione. Che poi guardare la Ktsune addormentata, dopo che abbiamo fatto l'amore, è assolutamente la cosa più bella del mondo. I suoi lineamenti sono così dolci, il modo in cui mi tiene stretto come se tenesse di perdermi e il battito del cuore lento che percepisco mi fanno sentire così in pace con il mondo. Il che è strano per uno della mia età, forse deve essere uno degli effetti collaterali dell'amore. Effetti bellissimi a cui non potrei più rinunciare.

«Mmmm…» Questo leggero mugolio mi fa sorridere, lo osservo ma so bene che non si sveglierà e la conferma mi arriva dal suo sistemarsi meglio addosso a me. Mi sa che non lo sveglieranno neanche le cannonate.

«Non ti poterò in braccio fino al letto, capito volpaccia?» Il mio tono di voce non è basso ma come detto chi lo sveglia? Diciamo che quando Kaede è in questo stato di beatitudine per destarlo ci vorrebbero solo le maniere forti, il che poterebbe ai pugni e dopo a sfinirci di nuovo di passione e sia chiaro il Tensai non si tira indietro. Ma se lo fa solo è perché domani c'è scuola e doppio allenamento, che poi il Tappo si sta rilevando peggio del Gorillone il che è tutto dire. Meglio pensare alla bestiaccia, gli bacio la tempia e dolcemente mi stacco dal suo abbraccio un'impresa dannata volpe possessiva forse dovrei dire sfruttatrice di materassi caldi. Comunque si è fatto davvero tardi, spengo tutte le luci e sistemo il soggiorno prima di caricarmi il mio amore in braccio. Certo che in questi momenti altro che: faccio tutto da solo, non ho bisogno di nessuno, nessuno si azzardi ad aiutarmi, il tutto sottolineato da quell'espressione di sufficienza che mi fa andare proprio in bestia, solo perché crede che qualche gentilezza possa minare la sua libertà. Insomma dovrei abbandonarlo al suo destino, il divano, invece lo amo troppo.

«Hana…» Tremo a questo bisbiglio assonnato, cavolo mi ha ripetuto mille volte di non prenderlo in braccio.

«Ti sei svegliato, mi dispiace e giuro che ho pravo a svegliarti ma niente…» Parto in quarta però davvero l'ultima cosa che vorrei è litigare in mezzo alle scale con lui in braccio, cioè mi giocherei la schiena se mi schianto da qui e ho già dato una volta in tal senso. Mentre aspetto la punizione volpina, Kaede mi spiazza e si stringe a me affondando il volto tra il mio collo e spalla tornando a dormire. Questo suo abbandonarsi in un primo momento mi fa sentire euforico: finalmente il principe dei ghiacci inizia a capire chi è la parte forte della coppia anche fuori dal letto. Mi gongolo per un po' ma poi torno con i piedi per terra, sarà una sensazione però la volpetta è strana. Cioè è strana a prescindere però oggi mi è parsa nervosa come se qualcosa gli desse fastidio ed è successo durante gli allenamenti il che capire è preoccupante, vorrei sapere cosa lo turba.

Arrivati in stanza lo adagio piano sul letto coprendolo con il piumone, mi cambio e lo raggiungo senza poter fare a meno di pensare a cosa può aver infastidito la Kitsune… domani mattina glielo chiedo.

Le ultime parole famose, non sono riuscito proprio a parlare con la volpe né stamattina al risveglio visto che ciondolava per casa senza una meta precisa finché il Tensai, magnanimo come sempre, non gli ha fatto fare colazione e poi portato in camera per farlo vestire. Ho l'impressione che quel suo modo di fare sia stato dettato dalla mia domanda diretta a cui non vuole rispondere, chiamatelo sesto senso ma ormai sono un esperto conoscitore del linguaggio volpino. Comunque Ru mi ha dato buca anche a pranzo, adducendo un fantomatico colloquio con un professore che sa di sola fino in America, figuriamoci se il Tensai ci casca. Alla luce di tutti gli indizi possibili, sommando i vari elementi e dividendoli in parti uguali, perché in matematica alla fine non si butta via niente, la Kitsune è nervosa per un motivo preciso di cui non vuole parlarmi.

«Sakuragi come mai gironzoli per i corridoi?» Mi volto e Ryo cammina verso di me con un amorevole sorriso sulle labbra.

«La schiappa che vuole imparare dal genio.» Rido assumendo una delle mie pose classiche.

«Sempre se il genio ha voglia di insegnare a questa schiappa, potrei sorprenderti.»

Finalmente qualcuno si degna di omaggiare il sommo genio per la sua spiccata bravura nel basket, un talento inarrivabile per qualunque plebeo, ma anche i Tensai hanno un cuore quindi farò di questa schiappa il mio discepolo. Lui porterà il verbo della mia grandezza in ogni dove. «Visto che mi sembri sveglio ho deciso di essere compassionevole e darò a te, schiappa del basket, qualche consiglio per poter stare al passo con il genio.»

Ryo mi salta letteralmente al collo abbracciandomi, ammetto che reazione così confidenziale mi spiazza. Chiariamoci anch'io ricerco spesso il contatto fisico però ecco sono più per testate e pugni massimo un cinque e poi ci sono approcci più "caldi" ma quelli solo con la kitsune. Vero che con Mito ci sono gesti affettuosi ma se gli saltassi al collo così mi mollerebbe un pugno sul naso. La ragione mi dice di spingerlo via però non mi va di offendere Ryo scostandomi, ho capito che uno parecchio sopra le righe e quindi questo deve essere un modo per ringraziarmi.

«Ci conto davvero, oggi agli allenamenti ti starò incollato così da poter raggiungere il prima possibile il tuo livello.» Ok, sono una persona egocentrica e megalomane ma ho il vago sentore che mi stia prendendo in giro. «Allora a dopo, genio.»

Mi fa l'occhiolino e se ne va senza aggiungere altro. Non so che pensare di solito la venerazione è ad appannaggio di Rukawa forse la matricola ha voglia di imparare un tipo di gioco come il… «Do'hao!»

Quella voce sepolcrale alle mie spalle mi fa fare un salto di due metri, mi spingo contro il muro con una mano premuta sul cuore. Ma è impazzito? Si arriva così alle spalle di un povero Tensai perso nei suoi pensieri? «Ma sei scemooooooooooooooo!»

Glielo grido con tutto il fiato che ho in corpo, ho il fiatone dallo spavento davvero mi ha fatto venire i brividi. Ovviamente sia mai che sprechi due parole anzi Kaede mette su quell'aria glaciale che basterebbe da sola a fermare lo scioglimento dei ghiacci. Questa cosa non mi piace, prevedo aria di tempesta ma sono sicuro di essere innocente stavolta. «Non ho fatto niente perché mi guardi così?»

Come se niente fosse la Kitsune va via così com'è venuta avvolta da una nube nera di rabbia che mi sa sconterò quando saremo soli.. «Cos'è hai fatto un nuovo voto del silenzio? Guarda che mica puoi fare sempre come ti pare.»

Niente nemmeno la sua parola preferita, sbuffo tornando verso la mia classe possibile che debba sempre fare così? Cioè è arrabbiato e magari non sa neanche il perché però non credo dipende completamente da me. La mente di Kaede è peggio di un rebus. Lui è in grado di non parlare finché non sarà per dire la cosa giusta questo perché odia spiegarsi più di una volta. Ha fatto qualche concessione a me perché mi ama ma nel complesso resta una volpetta silenziosa, però c'è qualcosa di strano in lui Non vorrei avergli fatto credere di non amarlo abbastanza insomma quando rifiuto il chiarimento con mamma è come vergognarmi di lui, cioè abbiamo (credo) superato quella fase però mi sono comportato da idiota in questi giorni questo non posso negarlo.

«Hai una faccia strana, che cosa hai combinato?» Yohei mi prende in giro appena entro in classe.

«Proprio niente, il Tensai in questo periodo è la pace personificata che viene infastidita da altri.» Incrocio le braccia al petto, come si permettono di darmi tutti contro?

«Ok, ma questo non risponde alla mia domanda.» Insiste, una vagonata di fatti propri non gli farebbe male neanche a Mito una volta ogni tanto.

«Niente! Non so come devo ripeterlo quindi smettila di irritarmi.» Credo di essere stato abbastanza gentile nel modo di pormi, in fondo non gli ho rifilato nessuna testata.

«Hai problemi con il numero undici?» Alzo gli occhi al cielo borbottando. «Lo sapevo, quando hai problemi con Rukawa la tua faccia diventa ancora più brutta del solito.»

«Tu non vuoi arrivare alla maggiore età, altrimenti avresti capito che non devi insultarmi quando sono nervoso!» Gli agito il pugno davanti al brutto muso che si ritrova. «Chiariamo che non ho fatto niente è la volpe strana per fatti suoi, purtroppo tra le mie eccelse facoltà manca quella di leggere il pensiero.»

«Allora te ne parlerà, stai tranquillo.»

Yohei alza le spalle come a non dare importanza alla cosa ma io non ci riesco, Kaede è il mio ragazzo i fatti suoi sono anche i miei perché mi piacerebbe tanto vederlo aprirsi e su tutto quello che lo riguarda. Però forse ha ragione Mito a dirmi che non devo preoccuparmi… le ultime parole famose.

Sono arrabbiato, no diciamolo pure che sono furioso come poche volte nella vita. Davvero non mi capacito del perché non riesca a restare indifferente, insomma è successo anche con l'Akagi e ho mantenuto abbastanza il sangue freddo ma adesso la situazione è diversa. So benissimo quanto possa essere coinvolgente il mio idiota, la sua solarità e allegria hanno presa su chiunque gli sia vicino ma non sono le sue uniche caratteristiche. Hana è bello, non sto scherzando e non lo dico perché lo amo. Il mio Hana è bellissimo, adoro ogni cosa si lui: dal suo fisico massiccio ai lineamenti marcati del volto, dalle labbra piene agli occhi di cioccolato, dalla pelle dal colore caldo ai capelli rossi. Non c'è parte di lui che non sia perfetta, è splendido come un bellissimo Dio del sole e deve brillare solo per me… peccato che non sia così. Avevo notato alcuni sguardi a scuola ma il suo conclamato essere etero scoraggiava anche i più temerari, da quando siamo insieme, ormai anche la squadra ha capito qualcosa sebbene non faccia commenti, è cambiato. Non cambiato ma ha abbandonato molto del suo essere spaccone diventando meno esagitato senza perdere l'allegria che lo contraddistingue, è maturato e questo lo ha reso ancora più bello. Insomma attira troppo lo sguardo e non solo quello purtroppo, corro verso il canestro insaccando l'ennesimo slam dunk della giornata. Ho quasi divelto l'anello per la rabbia, non lo sopporto è più forte di me se non la pianta gli mollo un pugno. L'oggetto della mia ira non è il Do'hao ma quella nuova matricola Ryo, praticamente non fa altro che stare attaccato al culo del MIO ragazzo.

«Rukawa c'è qualche problema?» Ayako è l'unica che ha avuto il coraggio di parlarmi oggi, lo ammetto sono stato più freddo e distante del solito, ma proprio non riesco a fingere indifferenza.

«Perché?» Il tono piatto come a sottolineare che non c'è nulla non la scoraggia a dire la sua.

«Non so dal fatto che mi hai quasi sfasciato il canestro?» Lo dice mettendosi le mani suoi fianchi come a sottolineare l'ovvietà del mio malumore. «Anche Hanamichi si tiene distante, il che è tutto dire.»

Già l'idiota è tutto preso dal suo nuovo amichetto per venire a infastidire la volpe ormai conquistata, mi allontano andando a riprendere il pallone e causalmente io e Ryo ci ritroviamo vicino. Non è la matricola più scarsa della storia anzi sa giocare e ha del potenziale però a pelle non mi piace.

«Hai avuto un anno di attenzioni puoi anche dividerlo con gli altri, tanto non cambia niente.»

In un primo momento credo di essermele solo immaginate queste parole ma il sorrisino che mi lancia mentre si avvicina ad Hana non lascia spazio a dubbi. Non ci voleva un genio, ma è evidente che il "Tensai" non l'ha capito, per notare il palese interesse di Ryo verso il nostro numero dieci e mi chiedo se ha intuito anche il legame che ci unisce. Non credo, altrimenti non aveva senso quel dividerlo con altri… parte che io non divido il mio ragazzo con nessuno ma proprio non mi è piaciuto come l'ha detto, come se Hanamichi non avesse una volontà sua per decidere. Passo la restante ora di allenamento in silenzio, per fortuna oggi nessuna partitella in quanto allenatore e coach devono ancora valutare le matricole.

«Va bene ragazzi per oggi abbiamo finito, potete andare a casa.»

Ovviamente tutti i compagni vanno verso gli spogliato mentre io resto in campo a provare i tiri e, come speravo, l'idiota si avvicina: non mi andava di fare la doccia con quel Ryo.

«La volpetta silenziosa ha ancora voglia di giocare?» Non capisco a cosa vuole alludere. «Il Tensai ti sfida.»

Gli occhi devono scintillarmi perché lui ride di gusto. «Va bene Do'hao si arriva ai venti.»

Devo dire che è diventato molto bravo, merito anche dei nostri allenamenti privati che gli hanno fatto affinare la tecnica sebbene resti un giocatore di potenza, ora per batterlo devo impegnarmi come non mai e questa cosa mi piace. Mi piace che devo migliorarmi per sconfiggere il ragazzo che amo, specialmente mi piace sapere che il ragazzo che mi ama vuole migliorarsi perché mi considera ancora il suo peggior rivale. Questa adrenalina che scorre tra noi in campo è la stessa di quando passiamo il tempo ad amarci, e come in quegli istanti non smetterei mai perché siamo solo noi due senza nessuno a dividerci. Io, lui e basket non posso desiderare altro.

«Ehiii guardate che devo chiudere, stasera non posso lasciarvi le chiavi della palestra!»

Ayako ferma il nostro scontro, ormai avevo già vinto ma vedere come Hana continui a puntare alla vittoria è troppo divertente.

«Ti sei salvata, Kitsune.» Ma quando è scemo!

Gli lancio il pallone sulla faccia ridente e mi avvio agli spogliatoi, fortunatamente sono andati via tutti almeno non dovrò sorbirmi occhiate lascive sull'idiota. Arriva anche lui e come al solito inizia la sua auto proclamazione.

Quando lasciamo la palestra siamo in silenzio ma non è teso anche perché non posso avercela con lui, Hanamichi a certe cose non ci bada e credo dipenda anche dalla sua insicurezza cronica.

«Sei stanco, Kaede?» Lo guardo e lui ha quel sorriso dolce sulle labbra, di riflesso mi avvicino e le nostre mani si sfiorano. Torno a guardare la strada senza rispondere ma dopo pochi passi sento la sua mano stringersi alla mia e basta questo per farmi dimenticare quel moccioso che crede di potermi portare via il mio Do'hao.

Questa certezza dovrebbe farmi sentire tranquillo eppure c'è qualcosa che mi urta, detesto questa sensazione perché la gelosia è parte stessa dell'amore ma in questo modo è immotivata. Mi sono sempre reputato razionale e, sebbene le mire di Ryo, non dovrebbe impensierirmi minimamente perché Hana ama me.

«Kitsune va bene che hai fatto il volto del silenzio però almeno un "NH" me lo dici, così mi assicuro che non hai bruciato le corde vocali.»

«Do'hao!» Come si fa ad essere così scemi. Siamo in camera, stasera abbiamo deciso di guardare un film direttamente a letto anche perché io mi addormento e così lui non deve portarmi in braccio.

«Ahh ma allora non hai perso la voce.» Si protende verso di me sfiorandomi i fianchi, di scatto mi allontano perché sa che soffro il solletico in quel punto. «Vieni qui, bestiaccia malefica.»

Con la sua "grazia" mi afferra portandomi nel suo caldo abbraccio, gli finisco addosso e subito gli allaccio le braccia al collo. Lo sguardo che ci lanciamo non lancia adito a dubbi, lo ammetto non desideravo altro ma volevo che fosse lui a prendere l'iniziativa, però non rinuncio a una piccola provocazione. «Non volevi guardare il film?»

Le nostre labbra si avvicinano, il suo fiato caldo mi sfiora e ho una voglia matta di baciarlo. «Certo, ma l'inizio lo conosco a memoria.» Ci baciamo teneramente, le nostre lingue si rincorrono in piccoli sfioramenti che accendono il desiderio. Un invito che non mi lascio scappare così lo spingo dolcemente a distendersi e salgo a cavalcioni su di lui, lo guardo mentre mi tolgo la maglietta del pigiama beandomi del suo sguardo appassionato. Mi fa sempre uno strano effetto il modo in cui mi guarda, c'è desiderio e passione ma anche un incredibile tenerezza e stupore come se fossi qualcosa di unico. Lo bacio sollevandogli di poco la sua maglia, può toglierla da solo, per scoprire il torace dove mi avvento con le labbra. Anche quel fastidioso indumento cade a terra dimenticato così posso dedicarmi con calma a suggere ogni parte del suo petto, adoro il suo corpo è assolutamente perfetto come delizioso è il sapore della sua pelle. Scendo sempre più giù disegnando con la lingua gli addominali mentre con le mani lo aiuto a liberarsi del pantalone e dei boxer, gemo sentendo la sua erezione crescere e premere contro di me bacio la punta, leccando piano l'asta. Le mani di Hana affondano tra i miei capelli, alzo gli occhi per bearmi del rossore sul suo viso ma anche di quell'espressione che assume quando prendo il suo sesso tra le labbra.

«kaede…» Quel mormorio, tra i respiri spezzati, ha il potere di farmi perdere ogni freno. Gli afferro i fianchi invitandolo a spingersi nella mia bocca, è gratificante dover forzare un pochino la sua ritrosia a causa dell'imbarazzo ma sa bene che alla fine vinco io… ora che i suoi movimenti diventano più forti e liberi dalla mia costrizione. Lo lascio affondare nella mia bocca, succhiando la punta quando si allontana e rilassando la gola quando spinge a fondo finché non sento che sta per venire e allora lo fermo.

«Kaede…no...» Il sospiro d'insoddisfazione mi fa sorridere, così risalgo fino al suo volto per guardarlo negli occhi.

«Non è così che devi venire…» Gli sorrido e lui ricambia cercandomi subito la bocca, il bacio che ci scambiamo è passionale come violenta è la sua presa sul mio fondoschiena. «Hana…»

Mi inarco eccitandomi della stretta violenta con cui mi tiene a sé, si rimpossessa delle mie labbra, nel frattempo lo aiuto a liberarmi degli ultimi indumenti e finalmente siamo pelle contro pelle. Le nostre erezioni si sfiorano facendo salire la voglia e quando si muove per spingermi sul materasso lo blocco, la sua faccia delusa è uno spettacolo ma non ha ancora capito che stasera il gioco lo conduco io. Gli accarezzo una guancia dolcemente e scivolo al suo fianco per poi stendermi sulla pancia senza smettere di guardarlo, lo capisco da solo che è confuso e non capisco perché forse ha bisogno di un'aiutino.

Mi puntello su un braccio mentre lo tiro a me, poso la bocca sulla sua e gli succhio allusivamente la lingua per poi lasciarlo andare. «Kaede…»

La mia testa rossa ancora resta fermo, quanto gli ci vuole per capire, gli prendo una mano e succhio allusivamente due dita facendole uscire ed entrare mimando l'atto sessuale e finalmente lui abbandona qualunque pensiero. Le dita umide scendono lungo la mia schiena in una carezza leggera, fino al solco delle natiche e più giù… gemo… quando sfiora la mia intimità. Il dito umido preme lentamente l'accesso al mio corpo per poi ritirarsi, continua a tormentarmi solo quando è soddisfatto con calma inizia prepararmi e io mi rilasso sotto quelle carezze così intime, ma evidentemente il mio modo di fare deve aver tolto qualche freno inibitorio al'idiota che inizia a baciarmi le spalle, la schiena e dopo poco anche il fondoschiena e poi… grido afferrando le lenzuola tra le mani.

«Hana… no… mmm…» Non lo fa spesso ma quando lo fa… una nuova carezza profonda della sua lingua mi fa tremare. «prendimi…» Mi fa impazzire quando mi penetra con la lingua ma non voglio venire così. «Hana… ti prego…»

Non sono riuscito a trattenermi è che ho questo caldo che sale dentro, un calore che so si placherà solo quando sarà dentro di me. «Mi fai impazzire… Kaede...»

Il suo fiato caldo sfiora il mio orecchio, la sua guancia si appoggia alla mia mentre piano entra dentro di me per non farmi provare dolore. Non credo lo proverei ci siamo eccitati abbastanza a vicenda. Arriva in fondo e si ferma e aspetta me per muoversi, quanto è il mio dolce amore? Alzo di poco il bacino e spingo le anche indietro.

«Kaede…» le sue mani mi tengono fermo ma non voglio aspettare. Mi allontano per poi tornare indietro di nuovo. «Kaede…» Si alza permettendomi maggiore movimento così ne approfitto per mettermi carponi e ripetere il movimento, lui resta fermo mentre io mi impalo sul suo sesso roteando i fianchi solo non capisco perché lui non partecipi. Giro il volto e il suo sguardo è fisso sul nostro punto d'unione, ha la faccia in fiamme e si morde le labbra. «Hana?»

Ripeto il movimento e lui sussulta. «È bellissimo… vedere come… i nostri corpi… sembrano… uno… solo…»

Arrossisco anch'io a questa affermazione, noi siamo un unico essere i nostri corpi si appartengono come i nostri cuori. Metto da parte l'imbarazzo e riprendo a oscillare i fianchi. «Ti piace?»

Geme, inarcandosi. «Da impazzire… sei così caldo e stretto…»

Hana si appoggia nuovamente alla mia schiena prendendo a muoversi… finalmente lo sento completamente fino in fondo, le prime spinte sono lente un sincronizzare i nostri movimenti ma dopo non ci basta più. La mia testa rossa afferra la testiera del letto per imprime ancora più forza alle sue spinte, grido per il modo in cui mi sta scopando credo di non averlo mai fatto così tanto.

«Ancora… non smettere… lì… Hana…» Non so se è stata la gelosia a farmi questo effetto o solo il fatto che ormai tra di noi ogni pudore è andato a farsi un giro, ma mi sta facendo godere coma mai prima.

«Sei.. bellissimo… Kaede…il tuo corpo è così aperto e accogliente...» La sua mano scende in una carezza afferrando il mio sesso, il letto cigola sotto i nostri movimenti al limite della violenza e io godo… finché quella bolla di calore nel ventre non esplode. Vengo bagnando le lenzuola sotto di me, tremo per il piacere devastante che ho provato mentre Hanamichi continua a spingere. So che gli piace, gli piace prendermi dopo che sono venuto, lo eccita sentire i miei muscoli sensibili e contratti per l'orgasmo provato e piace anche a me lasciarglielo fare. Solo poche spinte e si lascia andare riversandosi in me.

Cado sfinito sulle lenzuola umide, il respiro affannoso e il corpo del mio amore ancora nel mio mi scappa un gemito quando si allontana per stendersi al mio fianco,giro di poco il volto e lo guardo è splendido ha guance rosse e i capelli spettinati. Gli accarezzo una guancia teneramente. «Ti amo.»

Mi sorride e i suoi occhi parlano per lui accarezzandomi con infinita dolcezza. «Ti amo tanto… è stato bellissimo, perché tu rendi ogni cosa unica.» Ci stringiamo in un abbraccio stretto, avevo bisogno di sentirglielo dire. So bene che non sta parlando solo della soddisfazione del corpo ma per quello che riusciamo a donarci a livello di sentimenti. «Che ne dici volpetta, doccia e nanna?»

Annuisco, ho praticamente perso la voce prima quindi a fatica mi avvio verso il bagno ma tanto so che non è ancora finita la nostra nottata.

«Sonno amore?» Sbadiglio accoccolandomi meglio su di lui, effettivamente è tardi e la doccia l'abbiamo fatta durare un bel po' inoltre mentre mi asciugavo i capelli il Do'hao ha cambiato le lenzuola e ci è voluto un po' per risistemare il letto. Praticamente non ho la forza per fare niente, già è tanto che mi sono accoccolato su di lui.«Dormi amore, notte.»

Mi bacia la fronte e io chiudo gli occhi, buona notte amore mio.

Contrariamente al solito questo sabato mi sono svegliato presto, cioè adoro passare la mattina libera a letto con il mio amore a fare i coniglietti però dopo ieri ho preso una decisione: voglio parlare con la mamma. Non so effettivamente cosa stia passando per la testa del mio volpino, come capisco che non me ne parlerà tanto presto però seguendo il ragionamento di Yohei forse davvero gli infastidisce il mio tentennare. Non voglio che le mie paure possano far venire i dubbi al mio amore, per questo ho deciso di chiamare la mamma e dirle che stamattina vorrei passare da casa; sapevo della sua giornata di riposo e lei è stata felicissima. Anzi ha detto che preparerà qualcosa così kaede assaggerà i suoi manicaretti, praticamente lo ha già adottato. Approfitto che Ru è ancora nel mondo dei sogni e preparo la colazione, mamma aveva un impegno quindi non posso uscire troppo tardi se voglio avere il tempo di parlare con calma con lei. Mi avvio in camera da letto e apro piano la porta, restare incantati alla visione che mi si para davanti è una reazione normale come credo sia normale quella del mio corpo quando ricorda quello che abbiamo fatto stanotte. Cioè niente di chissà cosa ma la Kitsune è un afrodisiaco vivente inoltre non ha proprio l'indole di uno che sottostà neanche a letto mentre a me permette di… mmmm meglio che penso ad altro altrimenti finisce che riprendo il discorso nella doccia. Dannato spirito di volpe, bellissimo dalla pelle candida e morbida. Mi avvicino sdraiandomi e chino il volto per baciargli la spalla.

«Mmmmm…» Sorrido a questo mugugno che mi autorizza ad andare avanti, non c'è passione nei miei baci solo tanta dolcezza perché so che lui ha bisogno anche di questo e io adoro coccolarmi la Kitsune. «Mmmm…»

Sorrido poggiando la testa sulla sua schiena, il battito del suo cuore mi rilassa e fa stare bene. Perché il cuore della mia volpetta è bellissimo e fragile come il cristallo. «Amore so che sei ancora beatamente nel mondo dei sogni ma io sto per uscire,» Non so perché ma i muscoli rilassati di Kaede si irrigidiscono. «ti ho preparato la colazione, dovrei tornare per pranzo.»

Ru mi fa capire che vuole girarsi, lo libero del mio peso e subito mi abbraccia. Voi capite perché dico che è strano? Ma quando mai? Di solito devo pregarlo per farlo stare buono addosso a me, almeno che non gli serva il materasso riscaldato anzi mi sa che con l'arrivo dell'estate dovrò supplicarlo per averlo addosso. «Resta qui.»

Sorrido pettinandogli i capelli. «Non puoi più fare a meno del Tensai?» La gomitata mi arriva puntuale come il due in matematica, sia lodato Kimi Sama vuol dire che sta bene. «Inutile che ti schernisci lo sappiamo bene che è così.»

«Da'hao!» Rido abbracciandolo forte a me. «Stai puntando a soffocarmi?»

Ops mi sa che ho stretto un pochino troppo forte. «No, ma vista la tua dolcezza potresti scambiarlo come un grande segno d'affetto.»

Cala il silenzio, un condizione bellissima perché sento noi e quello che ci lega in un modo incredibile. Non temo più questi vuoti che prima riempievo con mille parole, ora so che non sono sempre necessarie perché il mio amore non ne ha bisogno. Rukawa torna a dormire lo comprendo dal suo respiro è lieve,le prime volte mi faceva infartare pensando che stesse tirando le cuoia; cosa che sarebbe capace di farmi per dispetto. Gli bacio una tempia, mi dispiace lasciarlo ma devo andare dalla mamma prima di uscire gli lascio un post it nella speranza che non mi squarti al mio ritorno per averlo lasciato solo.

Quando mi accomodo al tavolo in cucina, mentre mamma prepara il tè, mi sento a disagio. Vivo in pianta stabile da Kaede ormai da un mese, qui torno solo per prendere i vestiti e qualche altro effetto personale ormai abbiamo deciso di vivere insieme ma solo ora mi rendo conto di cosa ho fatto alla mamma. Quando porta le tazze in tavola e si siede mi sento arrossire. «Scusami, sono un disastro quando vado in paranoia.»

«Lo so, sei mio figlio anche se ultimamente tendi a dimenticarlo.» Abbasso gli occhi, certo non si fa pregare per mettermi in imbarazzo. «Allora?»

«Allora cosa? Dovresti dirmi come diavolo hai fatto a capirlo, non dicevi sempre che andavo dalla mia ragazza?»

«Ti provocavo, non sei mai stato bravo con le ragazze quindi era ovvio che prima o poi mi avresti portato a conoscere un fidanzato.» Per poco non casco dalla sedia. «Inoltre Yohei è sempre stato il tuo più caro amico e neanche da lui hai mai passato così tanto tempo.»

La stoccata finale poteva risparmiarsela, anche se siamo ancora all'inizio mi sa. «Non ti ha dato fastidio? Insomma mi hai sempre detto che volevi dei nipotini da coccolare.»

«Vero, ma potrete sempre accontentarmi con l'adozione.» Fatico a credere che sia seria. «Hanamichi per me ha sempre contato la tua felicità e lo sei, non ho bisogno di conferme lo vedo dal tuo sguardo e ho avuto modo di osservarvi alla tua festa di compleanno. Rukawa sembra all'apparenza così algido ma quando lo guardi hai gli occhi brillanti, segno che in realtà la sua è solo una maschera, forse non è quello che un genitore si aspetta ma non sono nessuno per dirti chi amare.»

«Sei la mia mamma.» Sia chiaro che non lascerei Kaede per niente al mondo però non mi piace quel "non sono nessuno."

«Che madre sarei se ti imponessi la mia volontà dicendoti di scegliere? No, ho visto troppi ragazzi come voi picchiati e maltratti in ospedale. Ragazzi che preferivano morire che continuare a vivere nell'odio della loro famiglia. Non è questo quello che sognavamo io e tuo padre, quando eri piccolo l'unica cosa che abbiamo sempre voluto è vederti felice e sostenerti nella vita. Mi hai fatto così preoccupare a volte, so che molti dei tuoi comportami erano dovuti alla voglia di vendetta ma poi è arrivato il basket. Sono così orgogliosa di te, perché adesso hai qualcosa di bello in cui spendere le tue energie e hai l'amore di una persona che fa risplendere i tuoi lati migliori.»

Mi sento le lacrime agli occhi, lei mi sorride e allunga le braccia, accetto questo abbraccio perché stavolta sono stato davvero un Do'hao a metterla da parte per le mie paure. «Comunque sei sicuro che vuole te è talmente bello, mi raccomando comportati bene altrimenti potrebbe accorgersi di che pazzoide sei.»

«Mamma! Ma come ti permetti il Tensai è cento volte meglio della malefica Kitsune.»

«Lui è la malefica Kitsune?» Mi mordo la lingua, il primo anno ho raccontato alla mamma della mia rivalità con Rukawa. «Quella che ti toglieva le attenzioni di Haruko?» Annuisco. «Ma come ho fatto a non capirlo subito?»

«Non sei la sola.» Ridiamo insieme proprio come i vecchi tempi, passiamo queste ore a parlare e la informo della proposta del mio volpacchiotto. All'inizio sembra indecisa ma poi ammette che tanto lo facevo anche prima quindi si abituerà a stare senza di me.

Quando mi avvivo verso casa di Rukawa, con i manicaretti fatti dalla mia mamma, manca poco all'ora di pranzo così affretto il passo per poter tornare dal mio amore che spero non sia troppo furioso per la mia sparizione.

«Sakuragi che ci fai da queste parti?» Mi volto sorpreso vedendo Ryo corrermi incontro. «Credevo abitassi da tutt'altra parte.»

«Mi sono trasferito da poco, ma tu cosa ci fai qui?» Non metto i manifesti però non voglio nascondermi più come prima.

«Abito poco lontano da questo quartiere, potremmo vederci qualche volta per gli allenamenti... ovviamente se ti va.»

Sorrido, la matricola è affascinata dall'immenso genio. «Certo che mi va.»

Mi propone di scambiarci il numero di telefono e dopo qualche altra parola finalmente riesco a sganciarmi per raggiungere la volpe.

Ovviamente dove poteva stare Kaede Rukawa? Al canestro che ho montato io personalmente, proprio il regalo peggiore mannaggia alle mie malsane idee. «Ehii Kitsune sono tornato.»

Gli sorrido chiudendo il cancello e avviandomi in casa, tanto so già che resterà ad allenarsi invece quando rientro dalla cucina lui è nel salotto... non vorrei esagerare ma mi sembra parecchio nervoso.

«Dove sei stato?» Ahhh se non sapessi chi ho di fronte potrei affermare con sicurezza che la volpe è gelosa.

«Da mia mamma, abbiamo parlato.» Sono molto calmo perché lui è alterato e non ne conosco il motivo. «Volevo mettere in chiaro ogni cosa con lei su noi due, ti ho visto nervoso in questi giorni e ho pensato che fosse a causa di questo.» Mi avvicino poggiandogli le mani sui fianchi, Kaede non dice niente ma è evidente che la cosa gli fa piacere. «Ora non puoi più buttarmi fuori di casa.»

«Do'hao.» Scuote la testa ma sta trattenendo un sorriso.

«Oggi per pranzo gusteremo i manicaretti di mamma, vuole che andiamo a trovarla insieme. Ti andrebbe?» Lui annuisce e io lo bacio dolcemente. Gli racconto brevemente la giornata mentre ci accomodiamo al divano e Ace salta subito in braccio a Kaede che prende ad accarezzarlo, nell'atmosfera rilassata che si è creata viene fuori la mia parte più giocosa e racconto a Ru del mio incontro con la matricola ma quando arrivo al punto in cui ci siamo scambiati i numeri di telefono un miagolio forte mi fa portare gli occhi sul gatto. «Ace!»

«Non è niente Hana.» Kaede si guarda il lungo graffio sul dorso della mano che prende a sanguinare.

«Come niente? Stai fermo e non muoverti.» Non capisco cosa possa essere successo, Ace non è un gatto che graffia visto tutte le volte che l'ho tartassato e poi adora Kaede non capisco cosa sia successo. Prendo la cassetta del pronto soccorso e torno in soggiorno. La volpe non si è mossa però ha preso un fazzoletto per tamponarsi la ferita. «Lascia fare a me.»

Mi inginocchio disinfettando il taglio con gentilezza. «Mi chiedo cosa sia successo, Ace ti adora non ti graffierebbe mai.»

«Sono cose che possono capitare.» Sarà ma io lo vedo di nuovo nervoso e questa cosa non mi piace. «Kaede c'è qualcosa che ti preoccupa?» Alza il suo bellissimo sguardo su di me. «Cioè... è da un po' che noto una strana tensione in te, credevo dipendesse dal fatto che tentennavo a parlare con mia madre di noi per questa stamattina sono andato da lei ma... sento che sei ancora teso e non capisco cosa possa essere.»

Adoro gli occhi del mio amore, sanno esprimere così tanto di lui e grazie a loro se ho scoperto cosa si nasconde dietro la sua maschera e ora ho la certezza che non vuole parlarmi di cosa lo preoccupa. Alza le spalle e io non insito perché so bene che finiremo per litigare, mi occupo della ferita e appena sistemato tutto mi stendo sul divano tirandomelo addosso. Gli prendo la mano baciandogli il cerotto e lentamente lo sento che si lascia andare, anche Ace saltella sul mio torace e strofina il musetto contro la mano di Kaede sembra quasi che si stia scusando.

Dopo un po' gatto e padrone si addormentano e non posso fare a meno di sperare che qualunque cosa stia infastidendo la Kitsune non dipenda da me, altrimenti la vedo molto male.

Fine (?)