Capitolo 2: Madame Razz

| Etheria |

| Bright Moon |

Dopo diverse lunghe ore di viaggio, il quartetto di alleati aveva raggiunto Bright Moon, dopo essersi fatti strada nel Bosco Sussurrante. «Ehi! Ce l'abbiamo fatta!» annunciò Bow, facendo stupire per il paesaggio incantevole Adora e Ben. «Benvenuti a Bright Moon!» disse Glimmer. «Wow...» disse semplicemente il ragazzo a corto di parole. «È così... Bella!» commentò la bionda. «Ok! Devo solo entrare, ricaricarmi e... Affrontare mia madre. Sarà divertente!» disse sconsolata la principessa, iniziando a dirigersi verso il castello. Si fermò ricordandosi di una cosa «Bow... Meglio farli entrare dall'entrata posteriore.», per poi ripartire. «Oh... Sì. Buona idea!» rispose l'arciere, incuriosendo i due eroi che domandarono in coro «Cos'è l'entrata posteriore?».

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«È QUESTA L'ENTRATA POSTERIORE!?» urlò Adora appesa su una corda con vista di un dirupo. «Potrà sembrare strano... Ma noi passiamo di qui ogni volta.» rispose Bow dalla finestra, mentre Scimparagno gli tendeva la ragnatela della sua coda per farla entrare. «Ok, però un'entrata posteriore migliore la potevate fare!» esclamò irritato l'Arcnhoscimpa, facendo entrare la bionda. Fu così che il trio arrivò nella stanza di Glimmer. Mentre Ben, tornato normale, e Adora guardavano la camera da letto, Bow gli chiese «Ecco, perché non indossate questa mantella? Tanto per farlo.» e gli lanciò l'indumento rosa. Togliendoselo, la ragazza domandò, con un tono come se lo sapesse già «Stai cercando di nasconderci?». «Cosa!? Nooooooo!» rispose l'arciere, in imbarazzo per essere stato beccato. «È ufficiale: ci sta nascondendo.» annunciò Ben con la mantella in mano.

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La principessa era alle porte del castello. Scese dal cavallo, che fu preso da una guardia, e si beccò sua madre. «Glimmer! Dove sei stata!?» urlò la regina con rabbia. «Ciao mamma...» disse la figlia, che sapeva già come sarebbe andata a finire. «Tutta Bright Moon era preoccupata da morire! Che ti è venuto in mente!» continuò la madre. «Mamma...» riuscì a pronunciare Glimmer, prima che la sua visione diventasse confusa e sentendo riecheggiare le urla di sua madre «Come hai potuto essere così egoista e disobbediente!?». «Ugh...» gemette Glimmer mentre sveniva. «Glimmer!» si allarmò preoccupata la regina. Guardando avanti verso la gemma di Bright Moon, la raccolse rapidamente tra le braccia prima di allungare le ali, iniziando a volare verso la gemma senza sosta. Almeno Glimmer scorse una breve occhiata alla preoccupazione premurosa di sua madre prima che svenisse di nuovo.

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Glimmer gemette quando si svegliò. Si sentiva meglio. La luce le riempì gli occhi mentre fissava la Gemma miracolosa sopra di lei, la fonte del loro potere magico. E lì, in un angolo dei suoi occhi, vide sua madre, con il sorriso più dolce e premuroso che le ha sempre saputo avere. «Stai bene?» chiese lei con calma. «Sto bene mamma.» gli rispose la figlia mentre si sporgeva. Sbatté le dita avanti e indietro mentre guardava le piccole scintille di luce danzarle intorno, assicurandosi che i suoi poteri fossero tornati. «Non credere di non essere comunque nei guai.» avvertì sua madre, tornata seria, mentre Glimmer continuava a testare la sua magia. «Non ti sei neanche preoccupata di ricaricarti prima di andartene.» continuò Angella. «Non pensavo che sarei stato via così a lungo.» rispose la ragazza con un sorriso. «Dove sei andata comunque?» chiese esausta la regina. «Ok.» iniziò Glimmer alzandosi si alzò sul tavolo «Bow ed io abbiamo trovato un pezzo di tecnologia degli Antenati nel bosco. Sapevamo che sarebbe stato d'aiuto per Ribellione così l'abbiamo portata qui, ma ci siamo fatti un po' distrarre. È andato tutto bene, tutto sotto controllo. E mentre eravamo là abbiamo trovato qualcosa di meglio!». Finora tutto andava bene: persino lo scetticismo sul viso di sua madre glielo disse «Che avete trovato?». «Non posso ancora dirtelo. Ma gli adorerai, te lo assicuro!» era così eccitata e non vedeva l'ora di sentire le lodi e l'orgoglio che sua madre che le avrebbe sicuramente dato dopo tutto quello che aveva passato. «Glimmer...» iniziò la madre, per poi essere fermata dalla figlia «Cosa!? Aspetta qui, torno subito!».

«Non abbiamo finito di parlarne, Glimmer. Glimmer!» non c'era tempo per pronunciare una sola parola prima che sua figlia si teletrasportasse. Angella sospirò mentre si strofinava la fronte. In momenti come questi non riusciva a capire se fosse più facile essere una regina o una madre.

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Dalla stanza di Glimmer, intanto, Bow continuava ad aprire e chiudere la porta per assicurarsi che il corridoio fosse sicuro. «Sai che così attirerai l'attenzione, vero?» commentò Ben, seduto su vicino alla finestra con Adora. «Non fa male essere cauti.» rispose l'arciere senza mai distogliere lo sguardo dal corridoio. «Ok... Ho capito. Gli abitanti di Bright Moon saranno meno ospitali con noi due di quanto ci abbiate fatto credere.» disse la ragazza, per poi prendere in mano uno strano peluche. «Magari un pochino.» disse Bow per non farli preoccupare, fallendo. «Quanto pochino?» chiese Benjamin, anche se era sicuro della risposta. «Tipo... Forconi e torce.» rispose Bow, facendo sospirare dalla frustrazione il duo. «È solo che... Gli abitanti di Bright Moon sono stati tormentati dall'Orda. Tutti qui hanno perso qualcuno nella guerra. Non potete biasimarli se sono sospettosi.» spiegò il ragazzo di colore, chiudendo la porta ed avvicinandosi. «Mi dispiace.» disse malinconicamente Adora, mentre Ben gli mise una mano sulla spalla per consolarla «Ehi, non è colpa tua.». «Infatti... E una volta che vi conosceranno, gli abitanti di Bright Moon si fideranno di voi proprio come Glimmer ed io già... Agh!» aggiunse Bow, per poi aggrapparsi ai due nel momento che apparve Glimmer.

«Sono qui! Ok... Mia madre sta arrivando, niente panico.» disse allegramente la principessa atterrando. «Cosa!?» si allarmarono Adora e Ben sentendo nominare sua madre. «HO DETTO NIENTE PANICO! Tranquilli vi adorerà! Dovete solamente trasformarvi in She-Ra ed Infinite, prima che arrivi qui!» spiegò la ragazza come se fosse una cosa semplice. Bow, però, non sembrava molto convinto «Aspetta. Passiamo direttamente ad Infinite e She-Ra con tua madre? Sei sicura?». «Sì, non credo si berrebbe: Ehi, mamma abbiamo trovato un soldato dell'Orda e un tizio che dice di venire da un altro mondo. Possiamo tenerli? Mia madre adorerà She-Ra ed Infinite! Parleremo delle retroscene delle vostre vite più tardi.» rispose Glimmer. «Eh... Glimmer non so se possiamo trasformarci su due piedi. Finora l'abbiamo fatto se qualcuno era in pericolo e l'ultima volta ci è sembrato di perdere il controllo. Stiamo cercando di capire come funziona questa roba.» spiegò Adora, mentre Ben annuiva all'affermazione e continuava «Adora ha ragione. Io mi trasformo da quando avevo dieci anni, ma... Infinite è una sensazione diversa.». «Quanto sarà difficile? Armi, parole magiche, ... She-Ra ed Infinite!» disse Glimmer, per poi teletrasportarsi all'ultimo su uno dei gradini fluttuanti. Ciò non convinse i due eroi, che guardarono le loro armi con molta preoccupazione. «Ehi, andrete alla grande. Ok? Vi faremo guadagnare un po' di tempo. Voi restate qui e ragionate come i due eroi della leggenda. Io credo in voi!» tranquillizzò la principessa riavvicinandosi, per poi sparire insieme a Bow.

«Allora... Ok spada siamo solo tu, io, Ben e il suo bracciale ora. Quindi facciamolo! Per l'onore di Gray... Agh!» incominciò Adora per poi accidentalmente strappare la tenda, inciampare sulla mantella ed infine colpire l'armadio, da cui caddero dei flaconi e dei cristalli. Benjamin si lanciò a terra per prendere al volo gli oggetti, riuscendoci, per poi affermare «Ci serve più spazio… E meno rischio di colpire degli oggetti.». La ragazza gemette nel rialzarsi, annuendo all'affermazione e sentendo il cavallo nitrire, dandogli un'idea.

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Nella pianura di fronte alla camera di Glimmer, il cavallo di Thaymor stava mangiando l'erba, quando interrotto dai due ragazzi. «Cavallino!» salutò Adora mentre lo abbracciava. «Oh... Così va meglio! C'è tanto spazio per muoversi qui intorno.» disse Ben guardandosi intorno. «Pronto?» chiese la ragazza all'amico. «Sono nato pronto!» rispose Benjamin alzando la manica sinistra, rivelando il bracciale. Adora sospirò e, alzando la spada in aria urlò «Per l'onore di Grayskull!», ma non successe niente. «Embè? Come mai adesso la spada non attiva l'Ultrimatrix?» domandò Ben guardando confuso il bracciale. Adora guardò la spada, confusa anche lei sul perché non funzionasse, per poi dire «Ok... Riproviamoci.». Fu così che quel "riproviamoci" durò per sei, o forse di più, tentativi.

«Onore di Grayskull... Blah blah blah...» gemette la ragazza mentre giaceva a terra. «Stupide armi... Quando ti servono non funzionano mai!» esclamò Ben irritato, seduto a fianco a Adora. In momento sentirono il nutrito del cavallo, che si era messo alla loro sinistra per godersi la sensazione dell'erba. «Che hai da essere allegro?» borbottò Benjamin all'animale, mentre Adora si alzava per parlare con la spada e riprovando a farla funzionare «Andiamo... Glimmer conta su di noi! Non tenerci sulle spine. Per l'onore di Grayskull!». Finalmente, la spada emanò, dal centro della gemma, dei raggi di luce... Ma non andò come previsto: la spada non attivò l'orologio, ma iniziò a sparare scintille di luce. «Oh oh...» cominciò a preoccuparsi il ragazzo. Fu allora che i raggi di luce colpirono improvvisamente il cavallo, spaventandolo. «Cavallino no!» urlò la ragazza, allentandosi dall'animale spaventato. Quando la luce svanì, l'animale si era evoluto: la criniera del cavallo si è trasformata con parecchie tonalità di rosso; gli comparvero delle ali che avevano una gamma abbagliante di colori arcobaleno; l'ultimo pezzo era il corno che cresceva dalla cima della sua testa con turbinii di giallo. «Umm... È normale per i cavalli di Etheria, vero?» chiese Ben che non credeva a ciò che vedeva. Il cavallo, quando aprì i suoi occhi scintillanti, fece la cosa più naturale che qualsiasi essere vivente avrebbe fatto in quelle condizioni: andare nel panico. «Se ne è accorto... E non è contento!» urlò Benjamin allontanandosi e tirando indietro Adora, che cercava di calmare l'animale, fallendo «Cavallino, va tutto bene!».


| Accampamento della Ribellione |

In un accampamento nelle vicinanze, ognuno se ne stava tranquillo: chi a parlare e chi a pulire le proprie armi. La loro tranquillità fu interrotta quando il cavallo trasformato atterrò in mezzo all'insediamento, allarmando tutti. L'animale era nel panico più completo, muovendosi all'impazzata.

Adora e Ben giunsero all'accampamento nel momento in cui dei soldati avevano accerchiato il cavallo. «No! No, aspetta!» urlò la ragazza, vedendo che il cavallo stava distruggendo tutto. «Fermo!» ordinò il ragazzo, partendo all'inseguimento insieme all'amica. «Vediamo se batti Gelone.» disse Ben, per poi trasformarsi in un alieno alto e grosso fatto di pietra blu «Diamante!? Ok Ultimatrix... Dammi una valida ragione per avermi dato un alieno che non sa volare, mentre sto inseguendo una bestia alata.». Nel frattempo, il cavallo, che aveva capito come funzionavano le ali, fece retromarcia verso i due ed avvicinandosi fece volare via la mantella rosa di Adora. «Torna qui!» ordinò il Petrosapien, ma senza essere ascoltato.

«Ben, abbiamo problemi peggiori di un cavallo in fuga.» allarmò la ragazza quando notò che il simbolo dell'Orda era allo scoperto, guardandosi attorno. «Dei soldati dell'Orda!» urlò una guardia, che estrasse la sua sciabola. «Aspettate... Non potete capire!» gli disse Diamante, mettendosi spalla contro spalla con Adora. «Fermi! Non siamo soldati dell'Orda! Dovete ascoltarci...» parlò la ragazza, per poi essere interrotta da un colpo di spada che colpiva Ben, senza ferirlo. «Attenta!» avvertì Benjamin vedendo arrivare una donna/toro, che aveva voglia di nemici allo spiedo. Adora schivò l'attacco della donna, che si schiantò su una pila di barili, e tagliò una parte di una tenda per aprire un varco, mentre Diamante creava muri di cristallo per rallentare gli inseguitori.

«Stanno guadagnando terreno! È questione di tempo prima che ci prendano!» disse l'uomo di cristallo a Adora, prima che precipitassero dalla piccola altura, finendo in un fiume. «Si sono lanciati!» urlò qualcuno dall'alto, mentre i due si rialzavano ed iniziava una pioggia di frecce, bloccate dai cristalli sparati dal Petrosapien.


| Bright Moon |

«Per l'ultima volta... Qual è questa grande sorpresa che dovrebbe farmi così tanta impressione?» chiese esasperata la regina mentre stava camminando verso la stanza di sua figlia, con Glimmer e Bow. «Lo vedrai fra un minuto mamma, promesso! Bow, puoi andare a controllare e assicurarti che la sorpresa si pronta per noi?» rispose emozionata la ragazza alla madre, per poi fermarsi e rivolgersi all'amico. «Contaci principessa!» rispose Bow con un sorriso, per poi salutare formalmente la regina e partire per la camera da letto. «Mi piace quel ragazzo.» disse la regina sorridente mentre l'arciere si allontanava. «So che ti piace mamma... E la sorpresa ti piacerà ancora di più!» rispose Glimmer lanciandogli un gran sorriso. Niente poteva rovinare quel momento... A parte il suono di una porta che sbatteva e un Bow che si affrettava a tornare indietro molto preoccupato, tanto che ritenne necessario tirare Glimmer di lato. «Ecco... C'è un problema!» iniziò l'arciere facendo confondere la ragazza «Cosa?».

In quel momento, due guardie accorsero dalla regina «Vostra maestà... Delle spie dell'Orda sono state scoperte a Bright Moon! Hanno attaccato le truppe con una spada e sono fuggiti con l'aiuto di una bestia alata!». La regina non fu molto contenta della sorpresa ricevuta dei due adolescenti «Che... Cosa... Hai... Fatto!?».


| Zona della Paura |

Nel frattempo, all'Orda, più precisamente negli spogliatoi, gli ex-compagni di Adora parlavano di She-Ra ed Infinite. «Ve l'assicuro... Con questi due non si scherza. Hanno spazzato l'intera squadra di ricognizione! Alti almeno quattro metri, hanno fatto fuori tutte le nostre macchine solamente con un colpo!» raccontò Lonnie ai colleghi, modificando "leggermente" la storia. «Gli hai visti davvero?» chiese una ragazza. «Non proprio ed è un bene! Siamo stati fortunati ad uscire da lì vivi.» rispose la ragazza di colore. «Ugh... Ti prego. Sono proprio come ogni altro combattente magico della Ribellione: tutto fumo e niente arrosto. Ci hanno presi alla sprovvista tutto qua.» si intromise Catra che non è poteva più di sentire parlare di quei due. «Certo... Tu sei l'unica che gli ha visti da vicino e non gli hai assestato neanche un colpo. Che c'è? Ti sei bloccata?» disse la ragazza di colore, per poi essere assalita dalla donna/gatto. «Credi che abbia paura di quei due!? Posso farli quando voglio! Conosco il loro segreto!» disse seriamente Catra, ma non riuscendo ad intimorire la ragazza, che la spinse e gli chiese «Ah sì? E qual è?», La gatta ringhiò, ma appena notò che rissa sarebbe stata svantaggioso, essendo tre contro uno, sorrise e rispose «Figurati se lo dico a te.». Mentre iniziò ad allontanarsi, la ragazza la chiamò «Calmati Catra. Adora non è più qui a proteggerti come una volta.».


| Bosco dei Sussurri |

Tornando nel Bosco dei Sussurri, i due eroi continuavano a correre, finché non furono sicuri di essere salvi. Mentre riprendevano fiato, e Ben tornava ad essere un adolescente, Adora si disse «Stupidi! Dovevate proprio andare là fuori anche dopo che Bow vi aveva avvertito dei forconi e delle torce?». Benjamin non disse nulla, gli appoggiò semplicemente una mano sulla spalla come conforto. In quel momento la gemma della spada e la clessidra dell'orologio si illuminarono. «Cosa volete da noi adesso!? Non abbiamo già fatto abbastanza per voi!?» chiese Ben irritato dalle due armi. Adora non diede retta alle armi, ma provò di nuovo a trasformarsi «Per l'onore di Grayskull!», fallendo di nuovo. «Che cos'hai che non va?» domandò alla spada. Il ragazzo volle dire qualcosa, ma fu bloccato da strani rumori, allarmando i due adolescenti che si nascosero dietro un albero abbattuto. Uscendo allo scoperto, si avvicinarono lentamente alla fonte del trambusto. «Cavallino... Sei tu?» domandò Adora con a fianco Ben, per poi sentire di nuovo i rumori ed intravedendo una capanna, da cui uscì una anziana signora con una scopa.

L'anziana era in tenta a pulire, ma poi iniziò a parlare all'utensile «Hai sentito qualcosa? Sì anch'io. Chi è là!». I ragazzi non uscirono subito dal cespuglio in cui si erano nascosto, ma quando lo fecero si avvicinarono con cautela e Ben, allora, iniziò il discorso «Noi. Non vorremmo disturbarla, ma ha visto un cavallo volante qui in giro?». La donna si sistemò gli occhiali, gli guardò e gli sorrise «Mara... Aron... Siete voi! Era ora che arrivaste! Forza su non c'è tempo da perdere, muoviamoci.». Ben e Adora si guardarono confusi e la seguirono, non capendo se la signora parlasse seriamente. «Eh... Stava aspettando noi?» chiese confusa la ragazza quando scostò la tenda per entrare, notando pentole ed ingredienti. «Avevamo in programma di raccogliere bacche oggi.» rispose allegramente come se parlasse ai suoi due amici e non a due completi sconosciuti. «Senta mi dispiace. Credo che ci abbia confusa con qualcun altro. Noi non sappiamo chi lei sia.» spigò Ben, sperando che capisse. Per una volta, le sue preghiere furono ascoltate e, dopo uno sguardo serio dell'anziana, ricevette come risposta «Oh... Non conoscete Madame Razz, vero? Non siete gli stessi. È il momento sbagliato per Mara e Aron, non è così? Adesso avete voi la spada ed il bracciale invece.». Benjamin non stava più capendo nulla e Adora lanciò un «Aspetta... Cosa!?». «Non importa. Ora siete qui e ci sono tante bacche da raccogliere.» disse Razz per poi dargli dei cestini e partendo di corsa fuori dalla capanna. «Ehi eh... Ha detto qualcosa circa sulle armi. Le ha già viste prima d'ora?» chiese il ragazzo mentre i due inseguivano l'anziana nel bosco. «Non fate domande così sciocche voi due. Sapete bene che vi portavate sempre dietro quella spada e quel bracciale.» rispose allegramente Razz. «Noi non... Ok. Da quanto vive qua fuori nel bosco da sola?» domandò la ragazza, cambiando argomento per resa. «Da sola? Io? No, non sono sola. Ho scopa qui e anche il mio amico Loo-Kee, ma si nasconde sempre.» rispose di nuovo allegramente la donna per poi ripartire. «Oh bene... Ha degli amici immaginari.» rise nervosamente Ben mentre toglieva delle foglie che bloccavano il passaggio a Adora. Fu allora che videro un tempio, ma non uno qualsiasi.

«Eccoci qua!» disse Razz posando la scopa e continuando a camminare. «Credo di aver già visto questo posto in passato...» disse perplessa Adora guardandosi attorno. «Ovvio che l'abbiamo già visto... Questa è una rovina degli Antenati, non è vero?» chiese Benjamin alla donna per poi allarmarsi nel vederla arrampicarsi sull'edificio. «È il posto migliore per raccogliere bacche fresche!» urlò Razz dall'alto, continuando a salire. «Ehi faccia attenzione lassù! Quell'affare non è sicuro!» avvertì la ragazza, per poi essere accecata da un bagliore verde. «Ci pensa Pinnajet a riportarla giù.» disse la manta rossa, per poi prendere il volo. Intanto, madame Razz stava scalando la parete, facendo illuminare di rosa alcune sezioni. Arrivata quasi verso la cima, non sapendo come, attivò la punta della torre che emise una forte luce verde acqua. Tutti la guardarono senza capire cosa stesse succedendo, ma furono interrotti quando Razz fu fulminata ed iniziò a precipitare, venendo presa dalla manta che la riportò a terra. Nel frattempo, la luce della torre creò un enorme ologramma mostrando come fosse in origine, un palazzo imponente. «Oh, povera me... Ho rischiato di fare un bel capitombolo.» ridacchiò l'anziana. Ben era esasperato per questa vecchia pazza, ma dovette lasciarla perdere quando una luce rosa si unì a quella azzurrina. La luce scomparve e il trio vide un cielo stellato. «Le stelle!» disse meravigliata la ragazza mentre si guardava attorno. «Sì, sono stelle allora?» chiese Ben, tornato normale, non capendo come mai le guardassero come se non le avessero mai viste. Egli ottenne una specie di risposta da Razz «Una volta venivamo qui a vedere le stelle... Ve lo ricordate? Sono sparite tutte adesso... Che è successo alle stelle?». «Ferma! Cosa intendi con "sono sparite tutte"?» interruppe il ragazzo, seguito dalla ragazza «No Ben, la domanda migliore è: come mai conosciamo tutto questo?». Razz non gli diede una risposta, gli guardò come se nulla fosse mentre mangiava bacche. «Che cos'è questo? Cosa ci succede?» domandò Ben sperando di ricevere una risposta, che non gli arrivò. «Senta: so che ci ha portati qui per una ragione. Se sa qualcosa deve parlarcene.» pregò Adora posandogli le mani sulle spalle. «Vi ho portati qui per raccogliere delle bacche... E il vostro cestino è ancora vuoto! Quindi forza sciocchini.» rispose l'anziana raccogliendo il suo cestino e la scopa. Adora era confusa e Ben era irritato, ma questo non fermò Razz dal tirargli via con la forza.


| Zona della Paura |

Alla Zona della Paura, Catra era ancora irritata dalla discussione avvenuta nello spogliatoio. Entrò nei dormitori e si sdraiò sul letto di Adora, per poi guardare i disegni che rappresentavano le due amiche sorridenti. Lo guardò qualche secondo, per poi lasciarsi andare dalla sua rabbia verso l'unica amica che avesse mai avuto: rovinò il disegno del volto di Adora con gli artigli per poi continuare facendo a brandelli il letto, in preda alle lacrime. Quando finì, si sedette per asciugarsi le lacrime, venendo interrotta da una certa strega «Catra!».

La gatta batté la testa contro il letto superiore e, gemendo, si alzò per sentire che voleva la donna «Che cosa vuole?». «Impertinente come sempre vedo. Dopo un fallimento del genere alle spalle sarebbe meglio se mostrassi maggior rispetto... Cadetto!» avvertì la Tessitrice d'Ombre che, come al solito, era infastidita da Catra. «Ho fatto tutto quello che mi ha detto di fare e lei che non ci ha avvertiti che lì ci sarebbero state delle principesse, una scheggia supersonica, un armadillo extra large ed un dinosauro!» disse la felina, per poi essere interrotta dalla strega «Ti ho dato un semplice compito: riportare qui Adora. Invece il tuo squadrone è a pezzi, le tue macchine distrutte e Adora è ancora dispersa!». Catra sorrise «Notizia flash, vecchia signora: se Adora volesse tornare sarebbe qui adesso! Adora se n'è andata, ha disertato e comincio a credere che abbia fatto bene! Quindi magari è lei che dovrebbe mostrare un po' più di rispetto per me!». La pazienza della strega raggiunse il culmine: si ingrandì, iniziò ad avvolgere Catra nell'oscurità e distrusse tutte le luci urlando «Bugie!». «Non ho la pazienza di sopportare la tua incompetenza e la tua insubordinazione, cadetto!» continuò la Tessitrice d'Ombre, terrorizzando la ragazza. «Risponderai ad un potere molto superiore... A Lord Hordak in persona!».


| Bosco dei Sussurri |

Nel Bosco dei Sussurri, Adora e Ben continuavano a seguire madame Razz, che correva come un treno. «Aspetti! Vuole rallentare!» urlò sfinita il ragazzo, affiancato dalla sua collega stremata. «Eh? Che c'è cari? Non ho i miei occhiali, dovete parlare più forte!» informò l'anziana, irritandogli. «Sappiamo che può sentirci! Abbiamo bisogno che lei ci dica cosa dobbiamo fare!» le disse Adora cercando di stargli al passo. «Come può madame Razz sapere cosa dovete fare?» rise Razz continuando ad andare avanti. «Senta ci siamo quasi fatti uccidere per riuscire a sapere perché siamo qui e chi dovremmo essere.» disse la bionda camminando, seguita da Ben «La Ribellione ci odia e non possiamo andare dall'Orda perché sono i cattivi.». Finendo i loro discorsi, si beccarono quasi la scopa in faccia, essendo che Razz si era fermata davanti ad un paesaggio deprimente: veicoli dell'Orda costruiti per abbattere il bosco, la difesa naturale di Bright Moon.

I due adolescenti si guardarono attorno malinconici. «La solita vecchia storia...» incominciò il ragazzo, per poi essere interrotto dall'anziana che gli ha finito la frase «La gente malvagia distrugge ciò che non può controllare.». «Non hanno il diritto di farlo.» disse la ragazza sentendosi in colpa, visto che ne faceva parte. «È vero... Ma nessuno gli ferma.» aggiunse Ben guardando l'amica. «Una volta le principesse ci avrebbero protetti, ma di questi tempi se ne stanno nei loro castelli a proteggere solo le loro terre. Intanto l'Orda si avvicina sempre di più.» spiegò Razz, mentre osservava i due giovani, i nuovi She-Ra ed Infinite. «Siete proprio uguali ad Aron e Mara, lo sapete? Coraggiosi e leali, ma anche spaventati.» continuò l'anziana. «Io non sono spaventata.» rispose seria Adora. «Adora... Razz ha ragione. Puoi mentire agli altri... Ma non a te stessa. Ci sono passato anch'io.» disse Ben a Adora, posandogli una mano sulla spalla e guardandola negli occhi. «Allora come hai fatto se avevi paura?» chiese tremante la ragazza, come se stesse per piangere. «Ho sempre nascosto il fatto di essere spaventato facendo l'arrogante e lo spavaldo… E lo faccio ancora adesso. Ma credimi quando ti dico, che l'unica cosa che separa l'universo dall'oblio... Sono quelli come noi.» gli rispose Benjamin sorridendo. «Cara, nessuno vi renderà le cose facili. Smettila di pretendere che te lo dica qualcuno quale sia la cosa giusta. Sei una ragazza in gamba... Tu che cosa credi?» aggiunse Razz, parlando a Adora. «Credo che... Sia sbagliato.» disse la ragazza, per poi essere interrotta da un nitrito familiare. «Cavallino!» esclamarono i due, partendo verso i margini della scogliera. Fu lì che videro cinque soldati dell'Orda, intenti a cattura il cavallo, e il loro accampamento. «Per l'onore di Grayskull...» iniziò Adora, portando in alto la spada. «... È l'ora dell'eroe!» finì Ben, premendo il pulsante dell'orologio. E fu così che si trasformarono nei leggendari eroi, She-Ra ed Infinite, con i loro abiti bianchi e dorati. Fu lì che capirono che le chiavi della trasformazione erano gli ideali di verità e giustizia.

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Mentre tenevano le funi che imprigionavano il cavallo, i soldati ricevettero una visita da She-Ra, che tagliò la rete che imprigionava l'animale, ed Infinite, trasformato in un pipistrello umanoide. «Ora spegnete le macchine ed andatevene immediatamente!» ordinò la guerriera, affiancata dal Opticoide, che scherzò «Fossi in voi gli darei retta.». «Sono la principessa e il mutaforma... Prendeteli!» ordinò il capitano, simile ad un leone, ai soldati, che tirarono fuori le mazze chiodate. She-Ra li mise K.O con un singolo colpo di spada, provocando un leggero terremoto e facendogli volare da tutte le parti, e Milleocchi si lanciò verso i carrarmati, facendogli esplodere con il raggio emesso dai suoi occhi. La principessa scagliò poi la spada contro un carrarmato, che esplose. I due, fianco a fianco, guardarono minacciosamente il capitano, che tremava come una foglia. L'uomo, però, aveva un asso nella manica: un altro gruppo di soldati, questa volta armati di scudo. Questi, comunque, non fermarono i due eroi, che gli pestarono. Nel frattempo, Razz incitava da sopra un albero «Bravi i miei ragazzi!», per poi prendere la spada e restituirla alla legittima proprietaria «She-Ra!». La principessa la prese al volo e tornò con il suo collega a combattere, finché smisero di arrivare nemici e videro l'anziana bastonare un soldato «Prendi questo grosso idiota! Razle Dazle!». «Razz no! Non può stare qui!» avvertì la ragazza iniziando a correre, insieme al pipistrello che avvertiva l'anziana «Adora ha ragione, qui ci pensiamo noi!». A quella chiamata Razz si girò, distraendosi, e il soldato ne volle approfittare, ma fu messo al tappeto dal cavallo, che subito riprese il volo. I due guardarono sorridenti l'animale volare allegramente, ma furono interrotti dal capitano che si preparava ad abbatterlo. Gli eroi gli distrussero l'arma, ma egli tirò un pugno alla macchina che sparò ugualmente un colpo, scaraventandoli e mandandogli al tappeto. Razz, vedendo la scena si preoccupò a morte «Mara! Aron!» e guardò minacciosamente il colpevole, che mentre esultava, venne messo a terra dalla bestia alta. L'anziana corse dai due, mentre iniziavano ad arrivare soldati da ogni parte, e utilizzò il suo asso nella manica: le bacche. «Razle Dazle!» urlò Razz per poi lanciare i frutti a terra, provocando una leggera esplosione.

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Il duo, tornato alla normalità, si risvegliò con i volti di Razz e del cavallo. «Ciao cari.» disse l'anziana allontanandosi, insieme all'equino, mentre gli adolescenti si sedevano gemendo. «Swift Wind ed io abbiamo parlato mentre dormivate: vi ringrazia per essere venuti a salvarlo.» continuò Razz aiutandoli ad alzarsi. «Swift Wind?» domandò Adora confusa. L'anziana gli spiegò «È così che preferisce essere chiamato. Inoltre, vuole che voi sappiate che Cavallino è uno stupido nome.». I due eroi erano abbastanza confusi dalla situazione di base ed ora si aggiungeva il cavallo, che improvvisamente parlava. Madame Razz continuò «Come vi sentite?». «Stiamo... Stiamo bene. Credo... Credo di sapere cosa dobbiamo fare.» iniziò la ragazza, seguita da Benjamin «Se le principesse non difenderanno Etheria... Allora lo faremo noi!». «Dobbiamo tornare a Bright Moon!» urlarono in coro i due, ricevendo i complimenti di Razz «È questo lo spirito giusto!». Adora la guardò e gli disse «La rivedremo?». L'anziana gli rispose «Se avrete bisogno di me saprete sempre dove potermi trovarmi.» ed entrò nella cassa, borbottando «Chi erano quei ragazzi?». Ben guardò il cavallo e gli chiese «Ehm... C'è la possibilità di avere un passaggio fino a Bright Moon, Swift Wind?». Swift Wind lo guardò e basta, come se fosse pietrificato. «Per favore?» pregò Adora, ricevendo un nitrito dall'animale. Fu così che pochi istanti dopo, si ritrovarono nei cieli del Bosco dei Sussurri in sella alla bestia alata, in direzione del castello, esultando e ridendo come pazzi dal divertimento.


| Bright Moon |

A Bright Moon, però, la situazione non era allegra. «Come hai potuto pensare che fosse accettabile!?» urlò la regina dal suo trono. Tutti i presenti, civili e guardie, ascoltarono sorpresi la discussione. «Mamma. Tu non capisci... Non mi stai ascoltando!» cercava di parlarle Glimmer, ma senza successo. «Hai dimostrato notevole mancanza di giudizio! Permetti a dei soldati dell'Orda di entrare a Bright Moon senza dirmelo!» continuò irritata la madre. Bow cercò di non abbandonare l'amica «Vostra Maestà... Non è tutta colpa sua.». «Bow... Credo sia ora che torni a casa. Glimmer ed io abbiamo molto di cui discutere.» disse seria la regina. Glimmer lanciò un ultimo «Mamma!» per poi essere distratta da un'accecante luce, che insieme all'arciere, trovò familiare.

In quel momento entrarono She-Ra ed Infinite. Tutti li guardarono con stupore, senza fiatare, mentre camminavano di fronte a loro. I due eroi arrivarono a fianco a Glimmer e Bow, con gli sguardi seri, come se fossero senza macchia e senza paura. La regina era impressionata ed incredula «Non può essere...». Glimmer a quel punto parlò «Stavo cercando di dirtelo! Mamma ti presento...», venendo interrotta dalla madre che gli finì la frase «Infinite e She-Ra!». «Vostra Maestà... Siamo venuti a porre i nostri servigi alla Ribellione.» incominciò Ben in modo solenne, per essere seguito da Adora «Ma prima... C'è una cosa che dovreste sapere.». Fu allora che la trasformazione svanì, facendo sussultare tutti da quello che videro: i due soldati dell'Orda ricercati. «Mamma loro sono Adora e Benjamin.» disse la principessa, trascinandoli per un braccio di fronte alla madre. «So che non avete motivo di fidarvi di me Maestà. Ma ho visto di persona le atrocità che l'Orda ha commesso contro il popolo di Etheria... E sono pronta a combattere per fermarli. Se me ne darete la possibilità so che potrò aiutare la Ribellione ed a cambiare le sorti della guerra.» disse la ragazza inginocchiandosi e porgendo la spada. Il ragazzo fece la stessa cosa «Può non sembrare, ma combatto gli oppressori da parecchi anni… Che stiano attaccando la mia terra od un'altra. Maestà, perciò, se si fida, può contare su di me.». La donna era colpita dai loro discorsi: sarebbero morti pur di portare giustizia. La regina prese la spada ed incominciò a parlare «Conosco la leggenda dei guerrieri che gli Antenati chiamavano She-Ra ed Infinite. Dicevano che sarebbero tornati nel momento di maggior bisogno per riportare l'equilibrio a Etheria. Ho sempre pensato che fosse solo un mito... Eppure, voi siete qui ora. Giurate di battervi al nostro fianco contro l'Orda?». Il duo sospirò e rispose «Sì.». La regina passò lo sguardo su sua figlia «E Glimmer... Garantirai per loro assumendoti le responsabilità delle loro azioni?». Glimmer sorrise e disse «Sì.». «Allora alzatevi. La Ribellione accetta i vostri servigi... Infinite e She-Ra, Eroe dell'Infinito e Principessa del Potere.» affermò solennemente la regina, per poi sorridergli e porgendogli la spada. I due si rialzarono e, mentre Adora prendeva la spada, sentirono il popolo acclamarli con i loro nomi da eroi. Ben e Adora erano stupefatti e furono soffocati da Glimmer e Bow che gli urlarono «Benvenuti a Bright Moon... Ma sta volta per davvero!».


| Zona della Paura |

Nella sala del trono di Lord Hordak, nell'Orda, la Tessitrice d'Ombre stava trascinando Catra dal leader della fazione, per farli subire la giusta punizione. La ragazza tremava mentre salivano la scalinata per il trono vuoto, in cui girovagava un piccolo demonietto. «Lord Hordak.» chiamò la strega in direzione di alcune macchine e di un'oscura figura. L'individuo si voltò, facendo gelare il sangue a Catra, buttata a terra dalla donna che urlò «In ginocchio! L'ho incaricata della semplice missione di riportare il capitano Adora nella Zona della Paura... Invece, le nostre forze hanno subito un'umiliante sconfitta!». La ragazza non era pronta a morire, mentre Hordak, girandosi completamente, iniziò a parlare «Intendi dire che ti manca di nuovo un Capitano dell'esercito?». «Sì mio signore, ma vi assicuro che niente ci impedirà di trovare Adora e di riportarla indietro.» spiegò la Tessitrice d'Ombre, che ricevette una risposta che non pensava dal suo capo «No. Tu eleggerai un altro Capitano dell'esercito e riprenderai le normali operazioni.». La strega non capì e cercò di protestare «Ma mio signore... Adora è l'unica possibile candidata.». Ad Hordak non importava, infatti affermò «Hai Catra... Non è anche lei una tua protetta?». «Catra non è stata altro che una delusione per me!» informò la donna, irritando Catra. «Se hai fallito nel condizionarla non hai nessun altro che te stessa da biasimare.» arrivò al punto il leader, facendo quasi ridere la ragazza per la sua vittoria. «Ma mio signore...» ritentò la strega, fermata dal capo con «Basta così. Ho preso la mia decisione. Alzati... Capitano dell'esercito Catra.». Finendo la frase, Hordak uscì dall'ombra e si avvicinò alla ragazza, porgendoli il distintivo. Catra lo prese titubante, come se non credesse che parlasse sul serio. Per fortuna, o per sfortuna, Hordak non era uno che scherzava.