Capitolo 5: Errore di sistema
| Etheria |
| Dryl |
Regno di Dryl... Molto inquietante rispetto a Bright Moon. Circondata da un'aura viola e da una violenta tempesta di fulmini: sembrava di più una fortezza dell'Orda che il castello di una principessa.
Nelle cucine del castello, Baker, la capo cuoca, stava sfornando un dolce. Mentre era inginocchiata per prendere la teglia, un'oscura ombra passò dietro di lei. La donna non se ne accorse e continuò il suo lavoro mettendo la glassa su un pasticcino a forma di maialino. Fu soddisfatta del risultato che ottenne, ma un fulmine la spaventò al punto da buttare accidentalmente la glassa sul tavolo «Oh cielo!». Mentre cercava qualcosa per pulire, la sagoma oscura riapparve: si rivelò essere l'aiuta cuoco. «Ci penso io.» disse Busgirl, pulendo il tavolo. Al loro fianco sbucò, dopo un altro tuono, anche un maggiordomo «Non dimenticare questo.». Appena parlò e posò il bicchiere nella cloche, le due ragazze lanciarono un breve grido. Soda Pop lasciò perdere le urla e batté le mani, facendo scendere da un tubo sul soffitto un maggiordomo robot. «Per tutti i biscotti, non mi abituerò mai a questi affari.» disse la pasticcera, prendendo la cloche ed affidandola al robot. L'androide prese la consegna e si diresse fuori dalla cucina. «Almeno non rischio più di perdermi nel suo labirinto.» commentò il cameriere vedendo l'automa andarsene.
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Il robot passò per un lungo corridoi pieno di vari quadri, arrivando poi ad un bivio di dodici porte. Continuò la sua strada, passando per l'entrata a sinistra a quella a Nord, giungendo ad un altro corridoio di quadri. Si fermò davanti al dipinto di un cane, che si rivelò essere la porta per una stanza segreta. All'interno, una porta chiusa ermeticamente bloccava l'accesso al laboratorio della principessa. L'androide inserì il codice d'accesso sul tastierino, ricevendo l'ok per varcare la soglia della porta.
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Dentro, una ventina di robot come lui stavano spenti e appesi al soffitto, illuminati dalla sola luce dei sette schermi del computer del mastro tecnologa. Proprio davanti alla strumentazione, si poteva scorgere Entrapta, principessa di Dryl e la più grande inventrice che Etheria avesse mai conosciuto. Aveva lunghi capelli viola, che quasi sempre usava come mani aggiuntive, divisi in due grossi codini ed indossava una salopette che gli stava un po' larga: aspetto che non si addiceva per niente ad una del suo rango. Ora essa stava lavorando ad un pezzo di tecnologia degli Antenati, come faceva a suo solito, quando venne interrotto da maggiordomo robot che gli porse la cloche aperta. Lei alzò lo sguardo, levandosi la maschera da saldatura, ed esclamò «Un maiale! Che carino!». Prese successivamente il pasticcino, mangiandolo in un boccone, e bevve il suo drink, il tutto mentre lei continuava il suo lavoro e l'androide andava riporre la cloche e si spegneva. Selezionò sul computer i dati di una stella a tre punte, un pezzo della tecnologia della popolazione ormai scomparsa. Tolse poi l'oggetto in questione dal punto d'osservazione, inserendolo in una parabolica. «Registro: giorno 103... 104? No, decisamente 103.» iniziò a dire Entrapta, parlando al suo registratore «Il manufatto degli Antenati N°58 ha prodotto un tesoro... Un codice integro! Se riuscirò a decifrarlo, potrebbe contenere i segreti degli Antenati!».
Mentre registrava tutta euforica, la stella verde diventò improvvisamente rossa. L'oggetto iniziò a far uscire dei tentacoli che assorbirono in poco tempo tutta la strumentazione del laboratorio: la preziosa tecnologia era appena diventato un parassita. La principessa non fece in tempo ad accorgersi dell'avvenimento che avvenne una forte onda d'urto, che attivò il segnale d'emergenza del castello. Ogni singolo robot spento o disattivato presente nella stanza iniziò ad accendersi, con occhi rosso sangue e voltandosi verso la ragazza. Entrapta gli guardò con un iniziale preoccupazione mentre scendevano dagli appigli in cui erano stati messi e si avvicinano a lei, poi la sua espressione cambiò in un sorriso «Interessante... I miei robot sembrano rispondere al codice: è notevole!». Mentre iniziava di nuovo a parlare al registratore, anche il robot maggiordomo si attivò, staccando da terra il contenitore dove aveva posato la cloche e lanciandolo alla tecno/principessa. «Potrebbe essere il mio maggiore progresso nel rendere la tecnologia antica e quella moderna compatibili... Agh!» disse Entrapta prima di evitare l'oggetto scagliato contro di lei. Correndo verso l'uscita, guardò per l'ultima volta i robot infetti e parlò al registratore «Nota vocale: adesso è meglio che scappi.».
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All'esterno del castello di Dryl, la Squadra Migliori Amici stava continuando la loro missione nel reclutare le principesse. Con Mermista e Perfuma era stato un grande successo, perciò era tempo di passare alla prossima candidata: Entrapta. «La principessa Entrapta sarà un ottimo membro per la Ribellione!» iniziò a dire Glimmer, che non ci stava più nella pelle a completare con successo un'altra missione «Mia mamma ne sarà molto impressionata!». Adora e Ben ne erano certi, ma perché servisse no. «Eh... Ci fa piacere fare colpo su di lei, ma...» iniziò Adora, gesticolando sulla fine. Glimmer e Bow la guardarono confusi. «Perché Entapta è così importante?» finì la frase Ben, con approvazione della bionda. «Perché è un'inventrice geniale! Crea robot e rimette a nuovo la tecnologia degli Antenati: è un pezzo grosso nella Comunità Etheriana degli Inventori.» rispose prontamente l'arciere. Il restante del gruppo lo guardò confuso ed in silenzio... perfino Glimmer che all'iniziò del discorso aveva un grande sorriso. «Di cui io faccio parte. Anche io mi diletto nel creare dispositivi.» aggiunse il ragazzo di colore, mostrando un arco e una freccia delle dimensioni di una penna per poi lanciarli come un fuoco d'artificio. «Che significa quello che ha detto?» domandò Adora in sussurro. «Che anche lui è bravo con la tecnologia?» rispose Benjamin, con una domanda visto che anche lui non sapeva cosa dire. La principessa di Bright Moon aveva però la risposta esatta «Se convinciamo Entrapta ad unirsi alla Ribellione, lei inventerà roba forte per noi... E a quel punto avremo delle armi che potranno tenere testa all'Orda!». «Come le mie frecce speciali! Le sto finendo, per questo ne ho costruite di nuove.» informò Bow, iniziando a mostrare una dopo l'altra le sue nuove frecce «Questa è una Freccia Stordente, questa ha un razzo di segnalazione e questa... Questa è semplicemente appuntita.». Come in uno spettacolo poi, l'arciere mostrò alla fine il suo pezzo forte «Ecco adesso la mia nuovissima freccia: la Freccia Sonica!». Il ragazzo si aspettò gli applausi e gli elogi degli amici alle sue invenzioni, ma non andò secondo i suoi piani. Adora e Ben lo guardarono sorridendo e Glimmer scoppiò a ridere «Quando mai ci servirà una freccia sonica? Se dovessimo, per esempio, svegliarci molto presto?». «O se ci perdessimo in mezzo alla folla?» aggiunse la bionda, mettendosi a ridere insieme all'altra ragazza. Bow rimase ferito nel suo orgoglio mentre le vedeva allontanarsi. «Dai Bow, non te la prendere.» commentò Ben ridendo nel vedere l'amico fare il muso. «Se ci perdessimo in mezzo alla folla.» ripeté l'inventore incompreso, rimettendo le munizioni a posto «Scommetto che a Entrapta piaceranno le mie frecce!».
I due ragazzi raggiunsero successivamente le due amiche, intente ancora a ridere, ma dovettero tutti quattro fermarsi nel vedere un cumulo di detriti bloccare la strada. «Ci deve essere stata una frana.» intuì l'arciere avvicinandosi «Ogni rumore forte potrebbe causare un'altra frana: dobbiamo essere molto più silenziosi.». Fare silenzio, una cosa semplice da fare... Non per i due eroi. Urlando a squarciagola «Per l'onore di Grayskull è l'ora dell'eroe!» il duo si trasformò in She-Ra e Infinite. La guerriera colpì i detriti con tre colpi, liberando la strada «Ci sto prendendo la mano.». «Era più divertente quando ero l'unico a trasformarmi.» commentò il cavaliere in armatura d'oro, che non era neanche riuscito a dire una parola prima la ragazza facesse il lavoro. «Che importa chi sa trasformarsi o no!» urlò il ragazzo di colore «È stato incredibilmente pericoloso!». «Che problema c'è?» chiese She-Ra con indifferenza, tornando a camminare verso Dryl «Ha funzionato.». «Non puoi sfondare qualunque cosa con i poteri!» continuò Bow motivando la sua irritazione «She-Ra avrebbe potuto provocare una valanga!». «Ma non l'ha fatto, ok?» si difese l'ex soldatessa. «Ma... Ma... Ben digli qualcosa!» gridò alla fine l'arciere. «Io?» lo guardò confuso Infinite. «Sì! Da quando avevi dieci anni fai l'eroe, no? Allora saprai che bisogna essere responsabili in situazioni del genere!» rispose il ragazzo. «Bow, ho fatto cose molto più immature e più pericolose di rischiare di causare una valanga.» rispose l'amico. Bow era sul punto di dare di matto, soprattutto dalle risate di She-Ra e Glimmer. «Senti Bow, ho passato tutta la vita senza poteri: non esiste che smetta di usarli ora.» dichiarò infine la bionda.
La situazione rimase su questo pezzo, fino a quando non sentirono un tuono e videro il castello di Dryl. «Wow... Ha i fulmini!» esultò il ragazzo di colore tutto eccitato. Glimmer aveva una strana sensazione, come se qualcosa non andasse. Si teletrasportò sul muro e notò la luce rossa della torre «Qualcosa non va. Il segnale di soccorso del castello è acceso: devono essere sotto attacco!». A quelle parole, la principessa rosa sparì di nuovo. «Non ci sono avvistamenti dell'Orda nella zona.» disse She-Ra pensierosa. «Allora devono essere già dentro.» teorizzò allarmato Infinite.
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I due partirono verso il castello, senza ascoltare le parole di Bow «Aspettate, state attenti!». Mentre i due correvano, attivarono accidentalmente una trappola. Il duo non la notò, ma il ragazzo sì: una piccola fosse quadrata con spuntoni affilati. L'arciere fu sorpreso nel vedere il tranello, che dovette evitare passandoci a fianco lentamente.
Nel cortile dell'edifico, i due eroi leggendari si unirono con Glimmer. Videro lo scenario: un inquietante e silenzioso dedalo di strade tutte uguali. Sembrava il classico castello inquietante, ma qualcosa turbava il duo. Si portarono le mani alla testa, colpiti da un improvviso mal di testa. «Tutto ok?» chiese la principessa di Bright Moon preoccupata. «Qui c'è qualcosa che non va.» rispose She-Ra massaggiandosi la fronte. «Non è niente.» dichiarò invece Infinite. Dopo quelle risposte, i tre iniziarono ad incamminarsi per il cortile. Ad un certo punto, una porta venne chiuse. «Ehi! Chi è là!?» esclamò la Principessa del Potere sentendo il rumore. Girandosi, nessuno vide qualcosa: c'era solo il nulla assoluto. «Ehilà! C'è qualcuno!?» iniziò a chiamare l'Eroe dell'Infinito, ricevendo solo il fruscio del vento come risposta. «Principessa Entrapta, siamo qui per reclutarla per la Ribellione!» si mise poi ad urlare Glimmer. Ancora una volta non arrivò una risposta, ma la ragazza sentì improvvisamente qualcosa toccarle la gamba. Pietrificata dalla paura, guardò verso i suoi piedi, notando niente che non andava ed una mano di un robot abbandonata lì. La ragazza decise di prendere l'arto bionico in mano: pessima scelta. Appena lo prese, il pezzo iniziò a muoversi e si attaccò al suo braccio. Glimmer lanciò un urlo ed iniziò a scuotere il braccio pur di levarsi la mano robot. Appena tolto lo calciò via. Subito in quel momento, giunse Bow correndo e con gran fiatone «Ok, dobbiamo essere prudenti: Entrapta ha trappole piazzate ovunque nel suo castello! Si tratta di qualcosa di davvero forte!». Finita la sua esclamazione da fan scatenato, avvenne una forte scossa ed uscì da un tombino un esserino verde «Arrivano! Allontanatevi da qui!». Scomparve con la stessa velocità con cui era arrivato, preoccupando tutti. «Chi sta arrivando!? È l'Orda!?» si inginocchiò la guerriera verso le tubature. «Ehi! Torna indietro e rispondi!» gli urlò contro l'eroe leggendario. Non ottennero risposta, ma il rumore di qualcosa di che si avvicinava. «Dobbiamo allontanarci da qualunque cosa stia producendo quel suono!» suggerì Glimmer. «Da questa parte!» gridò Bow indicando uno dei corridoi.
Si precipitarono verso il tunnel, ma vennero intercettati da un androide malconcio. Il robot arrivò zoppicando, data la mancanza di un piede, ma si lanciò all'attacco come se fosse intatto. «Batti l'intelletto di Cervellotico!» urlò Infinite, trasformandosi in un granchio gigante. Il Cerebrocrostaceo gli sparò un raggio elettrico dal cervello, mandandolo al tappeto in un colpo solo. Sconfitto l'androide, altri rumori giunsero alle spalle degli eroi, che tornarono a correre nel corridoio. Avvicinandosi ai resti dell'avversario, Bow notò qualcosa di familiare «Sembra una delle invenzioni di Entrapta. Perché dovrebbe attaccarci?». L'arciere non poté cercare una risposta alla sua domanda, visto che dovette vedere lo spettacolo di She-Ra che si preparava a sfondare una porta. «Va bene... State indietro!» avvertì la Principessa del Potere preparandosi ad aprire un varco, sotto gli sguardi di Cervellotico e Glimmer. «Attenti!» urlò il ragazzo «Potrebbe essere una trappola!». Bow urlò a vuoto, visto che sotto i tre si aprì una botola che gli fece cadere in un abisso. L'arciere corse verso la buca, che nel giro di un secondo si era già richiusa. «Ragazzi!» gridò invano Bow, venendo rapito da una figura apparsa da un altro corridoio.
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Il trio cascato nella botola, urlando in preda al panico, stava scivolando all'interno di una tubatura. Sbatterono per tutte le curve del tubo, ammaccandosi ogni parte del corpo, fino ad arrivare in una gabbia. Rialzandosi in piedi gemendo, Glimmer si ricordò che mancava una persona «Bow! È tutto solo con quegli strani cosi: ha bisogno di noi!». «Beh, prima dobbiamo uscire di qui.» informò Cervellotico. «Forza, ci teletrasporterò fuori!» disse la principessa di Bright Moon, sparendo con il gruppo nella sua classica nuvola di scintille.
I tre uscirono dalla cella, ma non furono all'esterno... Erano dentro ad uno dei corridoi del castello, stranamente in miniatura. «Questo sarebbe fuori?» chiese She-Ra. Glimmer lanciò un brontolio e si teletrasportò di nuovo.
Il gruppo fu finalmente fuori... In cima alla torre dell'edificio con vista un burrone di qualche centinaio di metri. Le due ragazze lanciarono un grido di terrore, aggrappandosi a Cervellotico. Una terza nuvola di scintille apparve al posto del trio.
La terza volta è un fascino, no? No, non per i tre amici. Stavano di nuovo precipitando... Verso un ingranaggio gigante. Un altro grido di paura fu lanciato dalla banda, sparendo l'istante prima di essere schiacciati dalla pressa.
La quarta volta era quella buona... Per non rischiare la pelle. Apparvero in uno dei corridoi del castello: niente precipizi o presse giganti. «Ok, basta teletrasporto d'ora in poi!» disse She-Ra, traumatizzata insieme a Glimmer dalle varie volte in cui sarebbero potuti morire. «Qualcosa blocca il tuo potere, Glimmer. La domanda è cosa lo causa.» informò pensieroso Cervellotico, cercando una risposta. La principessa di Bright Moon stava ancora riprendendo fiato, però sapeva che aveva ragione: non era normale che funzionasse così tanto male. La quiete momentanea venne interrotta bruscamente dal rumore di smontaggio. Si girarono, guardando l'altro lato del corridoio. Poterono vedere dei bulloni cadere dal soffitto, seguite dalla grata. Una figura alta e con gli occhi rossi uscì poi dal condotto di areazione, dirigendosi verso il trio. La squadra si preparò alla battaglia, ma non era un robot quello di fronte... Era Entrapta. «Persone? Sono salva!» esclamò la tecno/principessa, sollevata nel vedere esseri organici invece di metallo. «Eh... Principessa Entrapta?» domandò Glimmer, cambiando immediatamente il suo tono per non sembrare scortese «Voglio dire, è un piacere vederti. Spero che non ti dispiaccia, ma ci siamo permessi di entrare.». «E poi ci siamo permesse di uscire dalla tua gabbia trappola.» aggiunsero velocemente gli altri due. Entrapta non ci fece caso al commento sulle trappole, ma salutò calorosamente gli ospiti «Benvenuti a Dryl! Le cose di solito sono divertenti da queste parti, ma ora è diventato tutto un "tantino" pericoloso.». I tre si guardarono confusi: che ciò significasse che i robot fossero fuori dal suo controllo?
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Nelle cucine del castello, intanto, Bow era stato catturato e steso a terra. «Lasciatemi andare!» urlò l'arciere cercando in tutti i modi di liberarsi. «Per favore, abbassate la voce signore.» chiese cortesemente Soda Pop, affiancato da Baker e Busgirl «I robot reagiscono al suono.». «Stiamo soltanto cercando di aiutarti.» aggiunse la pasticcera. Il combattente era sorpreso e contento di non essere nei guai, ma ci stava ancora il problema dei robot «Oh, grazie. Ma che succede? Perché i robot attaccano le persone?». «Non lo sappiamo: siamo lo staff della cucina.» disse Busgirl, nascondendosi dietro alla grande donna. «Dei mini-cupcake? La principessa Entrapta mangia solo cibo minuscolo.» chiese poi Baker, porgendo all'arciere un pasticcino. Bow guardò con meraviglia il microscopico dolcetto, accompagnato da una soda data dal maggiordomo. «E delle deliziose bevande frizzanti.» aggiunse Soda Pop riferendosi alla bibita. «Vi ringrazio.» disse l'arciere alzandosi e mangiando il mini-cupcake. «Sarete al sicuro con noi.» ricominciò a parlare Baker «Abbiamo abbastanza cibo da sopravvivere per mesi per mesi. In somma è minuscolo, ma buono.». «I robot esauriranno l'energia prima o poi, vero?» chiese successivamente Busgirl, al combattente. «Sì, ma dobbiamo fare qualcosa. Non potete restare nascosti qui per sempre.» rispose il ragazzo. «Oh, sì che possiamo.» continuò la ragazza con i capelli azzurri «Non abbiamo poteri come le principesse. Non possiamo... Combattere.». Busgirl finì la frase proprio come se già non ci fosse più speranza, ma Bow dovette pensare al tablet che incominciò a suonare, allarmando tutti. «Signore, fate tacere il vostro... Qualunque cosa sia.» chiese cortesemente l'altro ragazzo. «È un localizzatore: rintraccia ogni segnale prodotto dalla magia.» spiegò l'arciere, prendendo in mano il dispositivo «Mi aiuterà a trovare le mie amiche.». Tutto lo staff lo ascoltò e si avvicinò a lui. «Quei puntini, sono le vostre amiche?» chiese la pasticcera. Dopo la domanda, dei tonfi e dei versi di robot riecheggiarono verso la porta. Il gruppo della cucina andò nel panico. «Direi proprio di no.» rispose Bow, estraendo arco e frecce.
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Lontano dalle cucine, Entrapta stava facendo fare un giro del castello, come se non ci fosse nessuna minaccia. «Per fortuna vi ho trovate io.» disse la principessa di Dryl «Ho progettato il castello come un labirinto: sono l'unica che sa come percorrerlo.». «Significa che puoi aiutarci a trovare il nostro amico?» domandò Glimmer. «Assolutamente sì.» dichiarò Entrapta, saltando giù da un ponte. Il trio seguì il suo esempio, ritrovandosi di fronte al quadro di un gattino visto qualche secondo prima. «Ne è proprio sicura?» chiese She-Ra agli altri due. Glimmer non sapeva cosa dire: il regno era suo e manco sapeva dove andare. «Credo che siamo già passati davanti a questo quadro.» disse Cervellotico alla tecno/principessa. «Non è carino?» chiese la ragazza dai capelli viola, accorgendosi che non avessero tutti i torti «Potreste avere ragione: di solito uso la mia mappa elettronica per orientarmi, ma, come i miei robot, ora è diventata malefica.». Il trio voleva proprio arrivare a quel punto: cosa stava succedendo? «A questo proposito...» iniziò la principessa rosa venendo interrotta dai due eroi «Perché hai inventato dei robot assassini?». Entrapta smise di guardare il localizzatore e notò allora i due: una bionda alta due metri e un granchio gigante. «Siete enormemente anomali voi due.» disse la scienziata, avvicinandosi e notando le due armi «Ehi, mi piacciono le vostre armi! Tecnologia degli Antenati, vero? Posso toccarle?». I due non erano interessati a mollargli le armi. «Grazie... Sì e no: non ora.» rispose la guerriera, allontanandosi. «Stessa cosa sua... E comunque il mio dispositivo non è degli Antenati.» dichiarò invece il Cerobrocrostaceo. «Davvero!? Allora me lo devi farlo per forza analizzare!» esclamò Entrapta tutta eccitata ed euforica. Glimmer si mise in mezzo alla discussione, tornando al vero argomento «Che dici dei robot assassini?». La principessa di Dryl spiegò il vero utilizzo dei robot «Una volta non erano così. Solitamente sono super utili! Fanno quasi tutto per me: pulire, archiviare, igiene di base... O e si attivano con un comando sonoro.». Fu facendo la dimostrazione di come andavano chiamati, che Glimmer la bloccò «Potremmo non farlo?».
Era troppo tardi. Qualche secondo dopo il battito delle mani della padrona di casa, un enorme robot delle pulizie giunse sul posto. L'androide scrutò inizialmente il vuoto, guardando successivamente il gruppo. I tre amici tagliarono la corda, trascinandosi la tecno/principessa. «Non vi sembra adorabile?» domandò la scienziata, come se non ci fosse nessun pericolo. Uno dei tre avrebbe voluto rispondergli male, ma vennero fermati da un forte tonfo metallico. Si girarono tutti e videro il robot delle pulizie rimasto bloccato: erano salvi! Vedendosi fermo, l'androide emise un forte ruggito, facendo tornare il mal di testa nei due eroi. «Sta cercando di parlare!» esclamò la principessa dai capelli viola, correndogli incontro. «Qualunque cosa stia dicendo, non è carina!» dichiarò Glimmer, rimasta a distanza di sicurezza dal pericolo. «Fallo smettere!» urlarono i due eroi, con le mani in testa per il dolore. «Far smettere che cosa?» chiese la principessa di Bright Moon. Entrapta salì intanto in cima al corpo del robot, avvicinandosi alla testa: per la scienza, avrebbe cercato di comprendere ciò che la sua creazione stava cercando di dire. «Il robot 29 sta cercando di comunicare.» disse la ragazza al registratore. In quell'attimo, l'androide riuscì a disincastrarsi e continuare la sua avanzata: il messaggio doveva essere morte. A causa dei suoi capelli lunghi poi, la tecno/principessa ebbe un problema: le spazzole che, girando, gli tirarono la chioma. «Robot cattivo!» gli urlò Entrapta, cercando di non cadere. Dall'altro lato, She-Ra e Cervellotico si ripresero dal dolore momentaneo e partirono al salvataggio. La guerriera saltò, tagliando le due spazzole con cui il robot invano cercò di attaccare, e il granchio alieno lo scalò con l'aiuto delle suo numerose zampe. In cima, lei infilzò la spada nel cristallo rosso e lui ci scagliò un fulmine dal cranio: la sostanza che aveva infettato il robot delle pulizie schizzò sulle due armi.
L'androide infettato si spense e si fermò a qualche centimetro da Glimmer. Entrapta liberò i suoi capelli e cadde sui piedi dell'altra principessa. La ragazza dai capelli rosa fu sul punto di chiedergli come stesse, ma il rumore di una spada che colpiva la superficie di metallo e dei lampi verdi la stopparono. Glimmer alzò la testa verso la cima della struttura robotica e vide uno spettacolo preoccupante: She-Ra continuava a colpire la testa dell'androide, con l'opale che diventava rosso, e Cervellotico aveva problemi con la clessidra sul petto, anche essa diventata rossa. La ragazza immediatamente si teletrasportò sul robot «Che succede!?». «Non lo so!» rispose il Cerebrocrostaceo allarmato dalla situazione. La principessa di Bright Moon dovette lasciar perdere il granchio per togliere la Spada della Protezione alla guerriera «Spegnila... Spegnila!». She-Ra non aveva intenzione di mollarla, ma Glimmer riuscì a toglierla e lanciarla lontano. La Principessa del Potere si riprese un attimo dall'effetto del virus, lanciando un grido di dolore e tornando incosciente alla forma originale. Cervellotico corse per prendere al volo la bionda, tornando improvvisamente normale. La principessa, in ansia, si avvicinò ai due, ma una familiare voce meccanica risuonò tra loro «Rivelato virus sconosciuto. Per la sicurezza dell'utente, ogni funzione dell'Ultimatrix sarà disattivata fino alla risoluzione del problema.». «Io credo... Che siamo nei guai.» dichiarò il portatore dell'Ultimatrix, affiancato da una Glimmer sul punto di strapparsi i capelli.
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La situazione nelle cucine del castello non era delle migliori. Un manipolo di robot infetti aveva avvertito il suono del localizzatore di Bow ed ora stavano cercando di sfondare la porta della stanza per eliminare ogni forma di vita organica. All'interno, tutti, eccetto l'arciere, erano in panico. «La porta non reggerà ancora per molto!» avvertì Baker, guardando il combattente preparare una trappola. «Quasi fatto.» informò Bow continuando a preparare il piano. «Ne siete sicuro?» chiese Soda Pop con molta preoccupazione. «Ragazzi!» richiamò la pasticcera. Bow aveva taccato una freccia ad una corda, che a sua volta era attaccata al muro: era il momento di dare l'inizio alle danze. «Ora!» disse il combattente. Baker si avvicinò alla maniglia della porta e, lanciando un sospiro, disse «O la va o la spacca!».
Aprì la porta: il piano era meglio che funzionasse. Tre robot entrarono di corsa, verso il maggiordomo, che era in mezzo alla stanza a fare da esca. Bow scagliò la sua freccia davanti al gruppo: il primo robot inciampò e scivolò verso il camino, esplodendo. L'arciere esultò, smettendo nell'accorgersi di un altro androide dietro di lui. L'eroe fece il più veloce possibile per prendere una freccia e scagliarla contro l'avversario: così il secondo nemico fu sconfitto. Ne mancava uno... Che stava assalendo Baker. «Forza, tirane altre!» pregò Soda Pop, correndo verso Bow. «Non posso, è una freccia sonica: attirerà altri robot!» dichiarò l'arciere, che non sapeva che inventarsi. Forse Adora e Glimmer avevano ragione: la freccia sonica era inutile. La pasticcera era in grossi guai e nessuno che poteva aiutarla. Il robot infetto la guardò con il suo raccapricciante sorriso ed i suoi occhi rossi: ce l'aveva in pugno. Fu sul punto di afferrarla, ma venne colpito dall'anta di un armadietto. Cadde a terra sconfitto, con Busgirl che chiedeva «È fuori uso!?». Baker la guardò stupefatta. L'aiuto cuoco non capì a cosa fosse dovuto, ma guardando fuori dal suo nascondiglio finì in uno stato euforico «Ehi! Sono stata io!». Bow era orgoglioso della squadra: gli aveva incontrati qualche minuto fa che avevano paura della loro ombra e adesso sconfiggevano robot da soli. «Ottimo lavoro!» si complimentò l'arciere «Ora troviamo le mie amiche! Forza!».
Fu così che la banda uscì dalla stanza, alla ricerca di Ben, Adora e Glimmer.
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«Adora, svegliati!» pregò Glimmer seduta a fianco di Ben. Erano da un paio di minuti che stavano cercando di svegliarla senza risultati. «Ti prego svegliati!» implorò Benjamin, scuotendo il corpo inconscio della bionda. Entrapta, come al solito, non fu d'aiuto visto che era troppo occupata con i suoi farfugliamenti scientifici «Anche la spilungona e il granchio gigante si sono infettati, diventando meno alta e con un aspetto non da crostaceo.». La tecno/principessa si abbassò al livello dell'ex soldatessa e del ragazzo, misurandogli con metro e chiedendo a Glimmer «Come funzionano questi due?». «Come prego?» chiese irritato Ben. «Loro non sono delle cose: sono miei amici!» rispose la principessa di Bright Moon «E che vuol dire che si sono infettati anche loro?». «È molto interessante!» iniziò Entrapta, gesticolando i capelli «Ho fatto esperimenti con disco che è stato ritrovato che è stato ritrovato in una miniera a Dryl. È stata una vera svolta: conteneva più codici degli Antenati di qualunque cosa abbia mai visto prima!». «C'è un piccolo problema...» continuò la scienziata, cambiando poi il suo tono da eccitata a Huston, abbiamo un problema «Sembra che abbia fatto reazione con la tecnologia degli Antenati che alimenta i miei robot: gli ha infettati, come una sorta di virus!». Ben e Glimmer non capivano niente a causa delle troppe domande in testa. «Ma perché dovrebbe bloccare Infinite e far ammalare She-Ra?» domandò preoccupato il portatore dell'Ultimatrix. «Beh, dovrei smontarvi per esserne sicura, ma dato che la sua spada è un dispositivo degli Antenati, dev'essersi diffuso attraverso di essa.» spiegò la scienziata «Per il tuo bracciale invece, credo che abbia qualche sistema di sicurezza molto più avanzato del mio equipaggiamento: ciò deve aver impedito di infettarti, ma come effetto collaterale deve averlo disattivato.». Era ufficiale: Benjamin non stava più capendo niente e, una volta tornato a casa, avrebbe fatto sputare ad Azmuth ogni singola informazione sull'Omnitrix. In tutto questo, Glimmer si alzò e tolse il bisturi dalle mani dell'altra ragazza «1°) Tu non gli smonterai: loro sono delle persone! 2°) Se distruggiamo il disco, questo spegnerà i robot e fermerà il virus!?». «Distruggerlo? Ma l'esperimento non è stato completato!» ribatté Entrapta. «Credo che possiamo affermare che questo esperimento... È un fallimento!» esclamò il ragazzo indicando il rottame dietro di loro. «Ma se... No avete ragione, è un fallimento.» si arrese la scienziata, con tono abbattuto.
In quel momento, Adora iniziò a riprendere coscienza. Glimmer e Ben accorsero di nuovo su di lei. La bionda ci mise un po' ad inquadrare lo scenario in torno a lei, ma quando ce la fece sembrò troppo allegra per la situazione attuale ed anche un po' rincitrullita «Ragazzi! Ci sono due di voi! Che bello!». «Adora, come ti senti?» chiese perplesso il portatore dell'Ultimatrix. «Una meraviglia!» rispose l'ex soldatessa, come se fosse sotto gli effetti di una sbronza, chiedendo infine «Perché stiamo bisbigliando?». «Il suono attira i robot.» sussurrò la principessa rosa. Adora fece allora la cosa più giusta da fare: urlare «Quali robot!?». «Quelli che ci hanno attaccato!» rispose velocemente il ragazzo. «Oh, quei robot.» disse Adora, ricordandosi del pericolo «Ok, farò un sonnellino ora.». «No no no no no! Resta sveglia!» pregò Glimmer scuotendola. «Dobbiamo andare al laboratorio di Entrapta per distruggere quel maledetto disco.» gli disse Ben «A quel punto, forse, riuscirai a stare meglio e l'Ultimatrix funzionerà di nuovo.». «Meglio? Io sto bene. Sono She-Ra!» scoppiò a ridere Adora, dicendo a caso «Ciao ragazzi.». «Andiamo, dobbiamo arrivare al laboratorio.» dichiarò Glimmer «Sta peggiorando.».
A quelle parole, Ben aiutò Adora ad alzarsi ed a reggersi in piedi, con Entrapta che faceva strada nel dedalo. Passarono per una stanza centrale con più vie, girando a sinistra. Dopo qualche secondo, la padrona di casa tornò indietro, passando a destra e venendo seguita dagli altri tre. Raggiunsero una porta nascosta che roteava. Tutti passarono indenni, tranne Glimmer visto che gli si impigliò il mantello. La tecno/principessa l'aiuto facendo girare la porta due volte velocemente, facendo irritare la ragazza in questione. Arrivarono ad un certo punto verso quattro grossi corridoi. Entrapta stava decidendo dove andare, affiancata da Glimmer, e Ben si sedette appoggiato al muro con Adora. Non poté girarsi un attimo che la bionda si allontanò di corsa e lui dovette rincorrerla. Passarono infine davanti ad una porta: Entrapta stava ancora intesta al gruppo, Glimmer si stava alterando a tutti i casini che stavano avvenendo e Benjamin si stava stancando a portarsi in spalla la bionda. Fu lì che la padrona di casa esclamò «Siamo arrivati! Insomma... Certo che siamo arrivati, non ci siamo mai persi.».
La scienziata corse verso la porta blindata, inserendo il codice, ma al sistema di sicurezza non stava simpatica: per quattro secondi rimase urlando dal dolore per via dell'intensa scarica. «Wow! Anche la porta è stata infettata!» esclamò la ragazza dai capelli viola, riprendendosi dallo shock «Non ci lascia entrare! È geniale... E terribile: moriremo tutti!». «Tranquilla: ci penso io.» rasserenò Glimmer «Mi teletrasporterò nel laboratorio.». «Non ti dimenticare di...» incominciò Ben, fermandosi nel vedere il bracciale dalle venature rosse «Oh, giusto.». «Ehi, dovete dirmi ancora come funzionano i vostri poteri!» dichiarò Entrapta, tirando fuori penna e taccuino «Ditemi, prendo appunti.». «Certo, ma magari dopo... Quando non staremo affrontando una rivolta di robot!» ribatté la principessa rosa, abbastanza irritata. «È una promessa!» disse la studiosa con un grande sorriso. «Abbiamo detto magari!» sottolineò Benjamin, facendo sedere l'ex soldatessa vicino alla porta. «Torno subito.» affermò Glimmer sparendo nella sua nuvola di scintille, di cui Entrapta ne raccolse un campione. Così, i tre rimasero ad aspettare la principessa di Bright Moon. Rimasero tranquilli fino a quando non iniziarono a sentire i ruggiti dei robot, le grida di Glimmer e la porta che veniva sbattuta da qualcosa di molto grosso. Tra la scienziata che analizza le scintille rilasciata dall'altra ragazza e la bionda che se ne stava ubriaca affianco alla porta, fu solo il portatore dell'Ultimatrix a preoccuparsi. Vendendola tornare da loro, chiese «Glimmer?». «Non è stato un grande piano!» urlò la principessa rosa nel panico più totale «Il laboratorio e stracolmo di robot!». «Che aspetto hanno?» chiese la padrona di casa con curiosità. «Piuttosto malvagio!» rispose l'altra ragazza, ancora tutta tremante «Non sono riuscita ad avvicinarmi al disco!». Il gruppo avrebbe dovuto parlare con un tono di voce, visto che arrivo un enorme robot. Con un urlo di terrore, tagliarono la corda.
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Bow stava guidando lo staff della cucina per i corridoi di Dryl: era un dannato labirinto, altro che castello! La loro avanzata fu fermata da un robot. L'androide gli guardò minacciosi, facendo fuoriuscire dalla sua bocca... Bolle. «Oh, è davvero carino.» disse l'arciere guardandolo, ma venendo preso dal robot spara schiuma e messo all'angolo. «Ragazzi, un aiutino!» richiamò il combattente messo alle strette. Soda Pop e Baker rimasero immobili, ma Busgirl, con un grido di battaglia, lanciò un coltello verso la testa del nemico, decapitandolo. Bow si rimise in piedi, ma non poté ringraziare visto che il suo localizzatore iniziò a suonare, spaventando i dipendenti del castello. «Non ci sono altri robot, vero?» chiese l'altro ragazzo in braccio alla pasticcera. «No. È Glimmer che si teletrasporta!» rispose Bow sollevato «So dove sono i miei amici!». Il sollievo fu breve però, visto che la mappa individuò un esercito di androide tra loro e gli altri. «Oh, no! Così non va!» si preoccupò l'eroe, girandosi verso lo staff «Dobbiamo fare qualcosa... Noi dobbiamo salvargli!». «Oh no, signore! No grazie!» dichiarò Busgirl indietreggiando verso gli amici. «Una cosa è combattergli perché è necessario, ma andare in cerca del pericolo... È follia!» esclamò il cameriere. «Signore, loro hanno i poteri: io invece preparo il pane!» disse Baker, spiegando il suo punto. Bow poté vedere la loro paura guardandogli negli occhi. «Certo, non abbiamo i poteri come loro... Ma questo non mi ha mai fermato e non deve fermare voi!» dichiarò il combattente. «Ma voi siete un maestro arciere: noi siamo solo gente comune.» ribatté la donna affiancata dagli amici. «Io sono un maestro arciere che ha finito le frecce... Ma neanche questo mi ha fermato!» affermò Bow «Ognuno di voi ha capacità individuali anche se non provengono da qualche magico gingillo!». Il trio stava guardando con ammirazione il combattente davanti a loro: era portatore di speranza! «Dite di essere persone comuni?» continuò il ragazzo di colore «Io dico che siete guerrieri della Ribellione!». Finendo la frase, lo staff urlò «Per la Ribellione!».
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Ricapitolando la situazione: Ben non poteva usare l'Ultimatrix, Adora era ubriaca a causa del virus, Glimmer non riusciva a far funzionare il suo potere visto che non aveva abbastanza magia e Entrapta non sapeva le strade del suo stesso labirinto... A questo si aggiunsero i robot infetti erano alle calcagna dei quattro. «Mi manca il mio vecchio Omnitrix!» gridò Ben, guardando l'Ultimatrix e portandosi Adora in spalle. Il gruppo corse in vicolo, nascondendosi e fuggendo dai due inseguitori. Furono sul punto di lasciare un sospiro di sollievo... Peccato che ci fosse un robot dietro di loro. Partirono di nuovo a correre. I gli androidi in tanto, stavano arrivando, pian piano, da tutte le parti. La banda entrò in un altro vicolo. Il nemico dietro di loro fece la stessa cosa di quelli prima di lui: si guardò attorno e se ne andò. Ben, Glimmer e Entrapta guardarono fuori dal nascondiglio: tutto taceva per il castello. Come prima però, arrivarono altri nemici... Da ogni buco o luogo possibile. Il ruggito meccanico fece capire loro di dover scappare di nuovo. Mentre correvano, si guardarono dietro: sembrava che ogni robot presenti nel castello gli stesse inseguendo. «Uno sviluppo... Incredibile! I robot sembra che stiano lavorando insieme!» disse Entrapta al registratore. «Al momento, credo che sia una cosa negativa!» disse Glimmer, togliendogli il dispositivo. «C'è un altro modo per entrare nel laboratorio?» chiese Benjamin. «Il condotto di aerazione!» rispose la scienziata «Usiamo quello!». Bastava semplicemente raggiungerlo senza farsi uccidere, no? No, si dissero i fuggiaschi, trovandosi di fronte un altro manipolo di androidi infetti: erano circondati. «Immagino che voi non abbiate altri poteri che possano esserci utili adesso.» disse Entrapta abbastanza preoccupata. «Non ho abbastanza magia per teletrasportarci tutti... Non senza lasciare le gambe di qualcuno indietro.» rispose Glimmer. «Rinuncerò ad una delle mia se rinuncerete ad una delle vostre.» dichiarò Ben. I robot, nel frattempo, si iniziarono ad avvicinare minacciosi: era giunta la fine. Si avvicinarono tutti in un abbraccio di paura.
All'improvviso però, una bomba fumogena fu lanciata al centro della stanza. Uno degli androidi infetti si guardò attorno disorientato, venendo abbattuto da una torta. A quel fatto, una risata riecheggiò e delle ombre si avvicinarono: Bow e banda di fornai. «È Bow!» esclamò contenta Glimmer. «Meglio
di Robin Hood!» aggiunse Ben. Anche Adora, che per tutto il tempo se ne era stata sulla schiena del ragazzo, nel vederlo urlò, a caso «Evvai! È tutto strambo!».
Baker si ritrovò davanti al robot maggiordomo a cui aveva dato la cloche tempo prima. L'avversario gli scagliò come un frisbee un piatto e lei, schivando l'attacco, gli sparò la glassa dei dolci, abbattendolo. Dietro la pasticcera, passò Soda Pop. Scuotendo la bibita che aveva tra le mani, spruzzò il contenuto contro un androide mandandolo in corto circuito. Il robot però utilizzò le sue ultime forze per afferrare il ragazzo, inutilmente visto che quest'ultimo gli spaccò la bottiglia vuota in faccia, mandandolo a terra definitivamente. Alle sue spalle poi, arrivò Bow. «Come vanno le cose?» chiese l'arciere, usando piatto come scudo. «Ci sto prendendo la mano!» esclamò contento Soda Pop, ripartendo all'attacco. Il combattente invece rimase lì, a parare i colpi dei nemici con il suo scudo improvvisato. Gli diede poi un calcio per sbarazzarsene, ma venendo assalito alle spalle. L'androide gli ruggì contro, ma venne accecato dall'asciugamano di Busgirl. Bow gli lanciò un pollice in su, tirando all'avversario un calcio rotante. Era finita: tutti i robot infetti presenti erano stati sconfitti.
«Bow! Stai bene?» richiamò Glimmer correndogli incontro per abbracciarlo. «Eravamo così preoccupati!». Bow si avvicinò poi insieme all'amica, volendo salutare il suo idolo. «Sono un grande fan delle vostre invenzioni, principessa.» dichiarò l'arciere inginocchiandosi di fronte a Entrapta, notando una delle mani dei robot infetti «Magari non proprio di queste, ma delle altre sì.». La tecno/principessa non fu preparata a qualcuno che gli facesse un complimento e per questo risa imbarazzatamente, posando una chioma viola sulla mano del combattente. Bow gli lasciò un bacio sui capelli. Successivamente vide Adora, in pessime condizioni. «Tutto ok voi due?» chiese il ragazzo di colore, abbastanza preoccupato nel vedere la bionda stordita ed il bracciale del ragazzo messo come i robot. «Oh sì! Certo sto assolutamente...» iniziò l'ex soldatessa quasi sul punto di crollare a terra se non fosse stato per Ben. «Entrapta ha fatto degli esperimenti con la tecnologia degli Antenati, che ha infettato le sue macchine con un virus!» rispose Benjamin, tenendo in piedi la ragazza «Anche l'Ultimatrix e la spada si sono stati infettati, impedendomi di trasformarmi e rendendo Adora... Strana.». Sull'ultima parola, il ragazzo si fermò un attimo vedendo la persona in questione toccare infantilmente le ciocche di Entrapta, che reagirono schiaffeggiando le dita della bionda. A quel punto, anche Glimmer si aggiunse alla spiegazione degli eventi precedenti «Io ho provato a teletrasportarmi nel laboratorio, ma è pieno di robot! Con She-Ra e Infinite avremmo una possibilità, ma senza di loro... Siamo perduti!». Bow non era della stessa idea della principessa di Bright Moon. «Non ci servono né She-Ra né Infinite!» ribatté l'arciere indicando lo staff della cucina «Possiamo farcela tutti insieme!».
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Il laboratorio non era come Entrapta l'aveva lasciato. Sì, c'era il disco che con i suoi "tentacoli" stava infettando qualche computer... Non l'intero sistema! Poi, per loro sfortuna, il congegno malefico era protetto da sette robot.
Dalle condutture di ventilazione, la squadra entrò nella stanza blindata. Si nascosero dentro ad una montagna di rottami che la scienziata teneva come pezzi di ricambio per le sue invenzioni: pensare che lei aveva intenzione di far spazio un giorno! «Ok, dov'è il disco?» domandò Bow alla padrona di casa, che indicò il centro dell'ingroviglio rosso. «Che cosa interessante. Ha attivato un processo di auto protezione.» analizzò meravigliata la principessa di Dryl. «Dobbiamo trovare il modo di spegnerlo.» iniziò l'arciere. Bruscamente, venne interrotta da Adora che, allontanandosi dal nascondiglio con una camminata ambigua, urlò «Ragazzi! Ho trovato i robot!». Gli androidi infetti si misero subito in moto per catturarla. «Adora!» esclamò Ben, correndogli a fianco. Poco prima che i nemici arrivassero, il portatore dell'Ultimatrix raggiunse la bionda e gli prese la spada. «Fatevi avanti! Prima di finire su Etheria, ho imparato qualche trucco da un samurai!» esclamò il ragazzo iniziando a muovere la spada per tenere lontani gli avversari. «Ben, non mi pare il caso di farsi uccidere!» dichiarò Glimmer apparendo con i suoi poteri dietro il duo e riapparendo con loro su una struttura elevata. «Ehi! Non vale!» esclamò Benjamin, dovendo tappare successivamente la bocca a Adora essendo che si mise improvvisamente ad urlare in preda al panico. «Ragazzi!» gridò Bow. «Noi salviamo i vostri amici.» lo interruppe Baker «Voi due, spegnete il disco.». L'arciere la guardò, lanciandogli un sorriso «Teneteli occupati.». Fu così che i cinque si separarono: Entrapta si portò il ragazzo e lo staff della cucina partì all'assalto.
Soda Pop incominciò, annaffiando con due bibite frizzanti vari robot. A seguire giunse la pasticcera, che prese a mattarellate due androidi e fece da trampolino per Busgirl, che raggiunse il trio sul rialzo. «Vi copriamo le spalle.» saltò l'aiuto cuoco, scagliando un piatto verso un robot infetto e scendendo in picchiata verso un altro.
Dall'altro lato della stanza, i due geni cercarono di staccare il disco dalla strumentazione della principessa, inutilmente. «No funzionerà.» si accorse Bow «Come facciamo a spegnere il computer?». Entrapta ci pensò un attimo, trovando la soluzione più ovvia «Il condotto di energia!». Così, i due corsero verso l'enorme presa. Ci misero un po' a toglierla, ma alla fine ci riuscirono... O quasi. Il computer infetto si spense per un attimo, riaccendendosi subito dopo.
Con quella azione, ogni androide smise di attaccare la banda dei pasticceri per correre verso il dispositivo degli Antenati. «Stupidi robot, andate dalla parte sbagliata!» gli insultò Ben, seguita da una preoccupata Glimmer «Bow, attento!».
L'arciere non capiva: cosa avevano sbagliato? «Perché il computer non si spegne!?» domandò preoccupato il ragazzo. «Guarda! Adesso viene alimentato dalla sua stessa energia!» esclamò euforica Entrapta, smettendo nel capire sarebbe stata la causa della loro probabile morte «Ci sono! Dobbiamo uscire da qui e radere al suolo questo posto: l'esperimento è fallito!». L'eroe senza poteri cercò una soluzione migliore del radere al suolo il castello... Ed in effetti ce l'aveva! «Aspettate... Ho un'idea!» informò Bow a Entrapta, che si mise ad urlare nel vedere i nemici avvicinarsi troppo. La tecno/principessa sfruttò subito i suoi capelli per appendersi al soffitto e fuggire, con l'arciere intento a prendere e preparare l'oggetto che stamattina le due amiche avevano deriso: la Freccia Sonica. «È la tua occasione, Freccia Sonica: so che puoi farcela!» urlò il combattente, scagliando il proiettile verso il disco. La freccia speciale giunse a destinazione, iniziando ad emettere un segnale acustico che attirò i robot. Fu cercando di fermare il suono che gli androidi ruppero il dispositivo malvagio, che esplose.
I robot infettati tornarono alla normalità e si spensero. Glimmer, vedendo la situazione tranquilla, scese con i due dalla struttura. Con Bow che si avvicinava, anche Adora tornò normale. «Dove sono? Che succede?» iniziò a domandare la bionda, notando l'essenza rossa sulla pietra runica sparire dalla gemma. I quattro si abbracciarono, venendo interrotti dalla voce meccanica dell'Ultimatrix, che diede un messaggio lieto a Benjamin «Virus sconosciuto scomparso. Funzioni disponibili.». «Così va molto meglio.» commentò il portatore dell'Ultimatrix. «Grazie ex-spilungoni e compagni per aver salvato le nostre vite.» si avvicinò poi Entrapta «Sarei onorata di unirmi alla vostra Ribellione e di fornirvi le armi.». La squadra sorrise alla dichiarazione: l'ennesima missione completata con successo... Dopo essere quasi morti più e più volte. «Grazie ragazzi, ci avete salvati prima!» esclamò Bow ai tre dipendenti della cucina «Alla Ribellione servono più che mai persone comuni come voi!». «Siamo pronti!» dichiarò Busgirl facendo una combo con Soda Pop, rompendo un piatto al volo.
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Finalmente i quattro erano fuori dal castello. Sulla via del ritorno a Bright Moon, Glimmer recuperò il discorso iniziato prima entrare nella casa degli orrori. «Ecco... Magari non avevi tutti i torti prima.» iniziò la principessa con un leggero imbarazzo. «Cosa?» domandò Bow, ovviamente in tono provocatorio ed ironico «Mi dispiace, ma non ti ho sentita.». «Credo che quello che Glimmer voglia dire che avevi ragione.» riferì Ben all'arciere, nello stesso e identico modo. «Oh... È questo che stavi cercando di dire Glimmer? Che avevo ragione?» tornò a domandare il ragazzo di colore, con un enorme sorriso sul viso. «Sì.» rispose la ragazza magica con irritazione. «E che la mia Freccia Sonica è stata una buona idea?» aggiunse velocemente il combattente privo di poteri. «Sì! È stata geniale ed avevi completamente ragione, ok!?» urlò Glimmer, facendo scoppiare a ridere i due ragazzi. «Non possiamo sempre fare affidamento sui nostri poteri.» iniziò a parlare Adora, interrompendo gli altri tre. «Se non fossi arrivato, i robot ci avrebbero catturati. Io... Non sapevo che She-Ra e Infinite potessero infettarsi in quel modo.» continuò la bionda con tono preoccupato, tenendo la spada in mano «Se capitasse di nuovo?». «Non succederà: abbiamo distrutto quel disco malvagio nemico di She-Ra e Infinite.» consolò Benjamin posandogli una mano sulla spalla. L'ex soldatessa gli sorrise «Bene non voglio sentirmi così mai più.». «Grazie per averci salvati, Bow.» ringraziò poi Glimmer. «Una normale giornata di lavoro per Bow e la sua banda di Cavalieri della Cucina!» iniziò l'arciere allontanandosi, mettendosi a gesticolare e sparare nomi sul possibile nuovo trio di eroi «La Brigata di Fornai! La Pattuglia di Pasticceri!». «Sul nome ci stai ancora lavorando, vero?» rise il portatore dell'Ultimatrix. «Forse.» rispose l'altro ragazzo. Tutti scoppiarono a ridere. Smisero poi quando la principessa fece notare un macigno «Oh... Guardate come ci fissa quella roccia!». «Cavolo, quella roccia ha bisogno di essere frantumata!» continuò la ragazza rosa «Dato che She-Ra non è più malata, probabilmente dovrebbe spaccarla!». Adora fu sul punto di urlare la frase magica, ma Bow gli lanciò un'occhiata. «Che c'è?» chiese la bionda sorridendo «Faccio pratica.». Fu così che la ragazza urlò la sua frase. Ben la fece contenta dicendo il suo pezzo, facendo funzionare la trasformazione. Le due ragazze corsero verso la roccia, ingiustamente fatta a pezzi, e due ragazzi rimasero lì. Bow lanciò un sospiro, sorridendo, e Infinite sorrise semplicemente, mentre gli saliva la malinconia di quando avrebbe fatto la stessa cosa con l'Omnitrix.
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Nel laboratorio del castello, Entrapta era seduta su una pila di rottami. «Registro: giorno 105... 104? Agh!» iniziò a registrare la scienziata «L'ultimo esperimento ha avuto qualche contrattempo, ma non è stato un totale fallimento!». La principessa quindi scese dal cumolo «Ho fatto alcune importanti scoperte!». Continuò, camminando verso il suo computer distrutto ed il disco frantumato «Il disco è molto più potente di quanto potessi mai immaginare.». Con i suoi capelli prese successivamente gli strumenti da saldatura, giungendo di fronte al pezzo di tecnologia «Con qualche modifica, sono certa che il prossimo esperimento sarà un vero... Successo!». Finì così la sua registrazione, mettendosi la protezione per saldare ed iniziando a ricostruire il dispositivo malefico.
