Capitolo 6: Mostri scatenati
| Etheria |
| Bosco dei Sussurri |
All'interno del Bosco dei Sussurri, il gruppo giaceva dormiente a terra. Tutti dormivano pacificamente senza preoccupazioni... O almeno, tutti tranne Adora. La ragazza continuava a rigirarsi nel "letto" con un'espressione sofferente sul viso addormentato, a causa di uno dei suoi soliti incubi. La situazione non migliorò, soprattutto quando sentì la voce della Tessitrice d'Ombre chiamarla «Adora.». L'ex soldatessa si svegliò al richiamo terrorizzata, lanciando un piccolo grido e svegliando Ben. «Che succede!? Ci stanno attaccando!?» esclamò il ragazzo mettendosi di scatto seduto e preparando l'Ultimatrix. Ci mise qualche secondo per capire che il grido l'avesse lanciato Adora, che era in iperventilazione. «Adora, che è successo?» chiese preoccupato Benjamin. La ragazza, respirando ancora affannosamente, rispose «Ho sentito qualcuno chiamarmi e...». Adora non finì la frase che qualcosa nel bosco si mosse. Il duo guardò verso la fonte del rumore, per poi dirigersi nella fitta foresta.
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Al mattino, Bow venne svegliato dai raggi del sole. Si mise seduto, lanciò uno sbadiglio ed allegramente iniziò a svegliare la principessa di Bright Moon, coperta dal suo mantello «Buongiorno Glimmer!». La ragazza, però, non era dell'idea di alzarsi ed affrontare la giornata «No... È troppo presto. Altri cinque minuti.». «Ma è una bellissima mattinata.» continuò l'arciere. Infastidita, Glimmer mise in chiaro «No. Oggi non esiste. Torna a letto.». Il ragazzo smise di parlare e rimase a guardarla, riuscendo a far arrendere la principessa e farla scoprire dal suo mantello «Sento benissimo che mi stai fissando.». Glimmer poi si alzò e continuò «Perché quello che russa è sempre il primo ad addormentarsi?». «Cosa!? Io non russo!» esclamò Bow, totalmente offeso dalle parole dell'amica. «Ragazzi, io russo? Ragazzi?» chiese poi al duo alla sua destra, accorgendosi che non erano presenti. Guardando verso il bosco, gli notarono mentre guardavano qualcosa. Glimmer lanciò un sospiro di frustrazione, per poi prendere Bow e teletrasportarsi a fianco dei due, facendogli prendere un colpo.
«Scusate. È troppo presto per teletrasportarsi.» affermò la principessa con un'aria stanca. A Ben e Adora non importò molto, infatti tornarono a guardare un punto imprecisato. L'arciere gli si avvicinò e si mise anche lui a guardare nella loro stessa direzione, facendogli porre il quesito «Che cosa stiamo guardando?». «Veramente... Non lo sappiamo.» rispose Ben scrollandosi le spalle. «Abbiamo sentito un rumore nel bosco ieri sera e pensavamo di aver visto qualcosa.» continuò con tutta serietà Adora. «Cosa? Tipo un coniglio? Magari una farfalla?» derise Glimmer, gesticolando con le mani. Il duo la guardò con serietà, per poi tornare a guardare il bosco. La principessa capì che non avevano voglia di scherzare e, preoccupata, chiese «Ragazzi, almeno avete dormito un pochino?». «Non credo si possa dormire con strani rumori e movimenti provenienti dall'oscurità del bosco.» rispose Ben stropicciandosi gli occhi per la sonnolenza. «E poi qualcuno deve rimanere di guardia.» continuò Adora con aria preoccupata. Glimmer intuì la causa del problema «Ok, so che siete nervosi per quello che successo con i robot infettati di Entrapta, ma è tutto finito ora. Dovete rilassarvi.». Il duo non sembrava convinto, ma la principessa aveva un asso nella manica «Vi serve una vacanza... E proprio per questo andremo a Mysticor!». Al nominare Mysticor, Bow fece i salti di gioia «Mystor!? Non ci credo!» e i due eroi si guardarono confusi nel mentre chiedevano «Aspettate, cos'è Mysticor?». Glimmer a quel punto iniziò felicemente spiegare «È un regno segreto fluttuante, dimore di tutti gli sciamani di Etheria. Ha dei giardini tranquilli, bellissime spiagge e sorgenti curative. E mia zia Casta si dà il caso che sia a capo di tutti gli sciamani.». In quel momento, Bow prese parola «Adorerete Mysticor e non dovrete più preoccuparvi delle malvagità del bosco: Mysticor è protetta da un incantesimo di invisibilità... Quindi il male non può trovarla!». La principessa, poi, tornò a parlare «È il posto più sicuro e pacifico che esista a Etheria. Vi faremo rilassare in men che non si dica!». Il duo la guardò con un sorriso di sfida. «Sai che non mi sono ancora rilassato da quando sono finito qui a Etheria, vero?» incominciò Ben, seguito da Adora «Io non l'ho mai fatto in vita mia.». «Beh... Noi cambieremo le cose! Aspettate e vedrete!» disse Bow avvicinandosi, per poi avviarsi verso il regno insieme al gruppo.
Mentre si incamminavano, dal bosco uscì una creatura di pura oscurità con un minaccioso occhio rosso che, sussurrando parole incomprensibili, iniziò a seguirgli.
| Zona della Paura |
Nel frattempo, nella stanza del Black Garnet, la Tessitrice d'Ombre stava ricaricando i suoi poteri attraverso l'energia della pietra. In quel momento, la porta si aprì e Catra fece il suo ingresso «Tessitrice d'Ombre, voleva vedermi?». La strega si girò, accecando la ragazza con la luce proveniente dalla gemma della maschera, e iniziò a parlare, guardando attraverso la fontana «Capitano dell'Esercito, gentile da parte tua unirti a me.». Catra era perplessa da quel tono «Che le prende? È più inquietante del solito.». «Le mie spie dell'ombra hanno trovato Adora: sta andando a Mystacor, con i suoi nuovi amici. Mystacor... Si prospetta fin troppo facile!» parlò la donna senza rispondere alla domanda. Con un sospiro di frustrazione, la ragazza disse «Un'altra missione per Adora. Ugh, va bene. Quando devo partire?». «L'unico posto in cui andrai è fuori dalla mia porta per stare di guardia. Userò la mia magia per dare la caccia a Adora io stessa! Tu ti assicurerai che io non venga disturbata. Chiaramente non posso confidare in nessun altro perché la riportino nell'Orda... Tantomeno in te, che hai paura di un semplice mutaforma! Ora va!» rispose la Tessitrice d'Ombre per poi lanciare l'ordine di andarsene. Catra non se ne andò subito: fu troppo impegnata a capire se la donna fosse più insopportabile normalmente o quando era allegra. A riportarla alla realtà fu proprio la strega urlò «HO DETTO VÀ!». La gatta corse, in preda al panico, fuori dalla stanza. Inizialmente rimase fuori dalla camera respirando affannosamente, poi, quando si calmò, si mise a guardare ciò che fece la Tessitrice d'Ombre. Vide che la donna alzò le mani al cielo, incanalando tutta la sua energia magica, per poi riabbassarle recitando «Dalle regioni più remote di Etheria, io vi comando: siate una cosa sola!». Con quelle parole, la fontana venne avvolta dall'oscurità ed uscì fuori, con un potente ruggito, un enorme creatura di ombre. Catra fu presa alla sprovvista vedendo quell'enorme mostro e, notandola, la Tessitrice d'Ombre le chiuse la porta in faccia.
| Mystacor |
Il gruppo, intanto, aveva abbandonato il Bosco dei Sussurri e stavano salendo su una scala scolpita nella roccia, in direzione di Mystacor. Raggiunta la cima, Glimmer esclamò allegra «Siamo arrivati!». «Wow... Una immensa distesa di nuvole.» commentò sarcasticamente Ben, seguita da Adora «Senza contare la scogliera con vista su un precipizio di trecento metri.». «È vero... Ma non per molto!» affermò la principessa, per poi lanciarsi nel vuoto insieme a Bow come se nulla fosse. Appena non li intravidero più, chiamarono «Ragazzi?». Fu in quel momento che gli videro tornare a bordo di una piattaforma di pietra fluttuante, che si alzò al livello della scogliera. «Forza ragazzi! Saltate!» urlò Bow, osservandogli fissare sbalorditi la scena. Appena si ripresero dalla trance, iniziarono a correre verso la sporgenza.
Il salto sarebbe stato perfetto, se solo non avessero notato qualcosa fra le nuvole che li seguiva. L'atterraggio, perciò, non fu dei migliori. «Ohhh! Attenzione! È tutto ok?» chiese preoccupato Bow al duo, che si rialzò gemendo e spolverandosi i vestiti. «Stiamo bene. Pensavamo di aver visto...» incominciò Ben, guardando la scogliera da cui erano saltati e senza finire la frase. «Siamo solo stressati.» concluse Adora con frustrazione. Glimmer, a quelle affermazioni, cercò di consolargli «Tranquilli ragazzi. Prossima fermata: Mystacor!». Mentre si trovavano sulla piattaforma fluttuante, i due eroi continuarono a guardare il punto da cui erano saltati, sicuri di aver visto qualcosa, e l'ombra senziente continuò imperterrito a seguirgli.
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Non ci misero molto a raggiungere il regno dei maghi e quando lo videro il duo rimase estasiato: sembrava un enorme tempio con numerosi corsi d'acqua e cascate, il tutto avvolto da uno scudo protettivo. Con un piccolo schianto, arrivarono a destinazione, dall'altra parte del mare di nuvole. «Abbiamo viaggiato su una montagna volante attraverso le nuvole: è sempre fantastico!» esclamò di gioia l'arciere. Come fecero per tutto il breve viaggio, i due nuovi visitatori di Mystacor guardarono il punto da cui erano partiti preoccupati, ma poi sorrisero. «Certo... Sì, è stato grandioso!» iniziò Adora, seguita da Ben «Da queste parti non ci si annoia mai!». Mentre poi si incamminavano verso il centro del regno, Glimmer iniziò a spiegare come fosse sua zia «Giusto perché voi lo sappiate, mia zia Casta può essere "travolgente", ma non preoccupatevi so come gestirla...».
La ragazza non finì la frase, essendo che una vivace giovane donna la chiamò correndo a braccia aperte «È proprio la mia Glimmer!». «Ciao, zia Casta.» salutò la nipote che successivamente venne soffocata dall'abbraccio della zia «È passato così tanto tempo dalla tua ultima visita!». «E Bow!» disse poi la donna notando l'arciere e soffocando anche lui nella presa. Fu solo dopo gli abbracci che notò gli altri membri «E loro chi sono?». «Loro sono Ben e Adora.» incominciò Glimmer, spostandogli con la forza davanti a lei e continuando «A volte sono anche dei guerrieri alti due metri e mezzo, quindi non spaventarti se succederà.». «Uh... Salve.» dissero in coro i due, che non continuarono essendo che Castaspella, con un accenno di meraviglia negli occhi, parlò «Ragazzi... Che bello che Glimmer abbia finalmente iniziato ad avere dei nuovi amici! Eravamo tutti così contenti quando ha cominciato ad andare in giro con Bow. All'inizio ero convinta che se lo fosse inventato.». A quella affermazione, la principessa si sentì leggermente imbarazzata e, schiarendosi la gola, la interruppe. «Oh! Hai fatto qualche cambiamento ai capelli?» chiese la maga, guardando meglio la nipote e cambiando argomento. «Cosa? Sì, gli ho tagliati.» rispose Glimmer. «Lo vedo. Vedo anche che non indossi il maglione che ho fatto per te.» commentò Castaspella, indicando l'abito che Glimmer indossava attualmente «Forse... Non ti piace?». «Certo, che mi piace. È bello e che... Fa un po' caldo per i maglioni adesso.» rispose nervosa la ragazza che in realtà il maglione non gli piaceva, ma non poteva vedere sua zia con il cuore spezzato. «Ma me lo diresti se non ti piacesse?» chiese la zia. «Sì. Te lo direi.» diede come risposta Glimmer, con un finto sorriso. «Io le indosso le calze che mi hai mandato.» fece notare Bow intromettendosi nel discorso. «E bene, ho sempre avuto un debole per questo ragazzo.» sorrise la maga al giovane, felice che qualcuno sembrasse apprezzare il suo lavoro. «Allora, che cosa ti porta fin qui a fare visita a tua zia? In genere capita così raramente.» la prese poi in giro la donna, mentre apriva la strada. Con un'espressione non divertita, Glimmer spiegò la situazione «Siamo in missione diplomatica zietta: sto ricostruendo l'Alleanza delle principesse...». «Bontà divina! Allora devi essere affamata! Farò preparare un banchetto! Sono sicura che tua madre non ti dà da mangiare.» la interruppe sua zia, ignorando il facepalm di Glimmer mentre se ne andava.
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La vista intorno al tempio non avrebbe potuto essere altro che ciò che Adora e Ben si aspettavano dalla proclamata capitale magica di Etheria. Tutto intorno a loro, a perdita d'occhio, videro maghi e maghe uno dopo l'altro. Giovani e vecchi, saggi e bizzarri, gli stregoni e gli incantatori arrivarono in una varietà di persone, le differenze interessanti in loro si unirono solo alla varietà di magie che mostrarono mentre si allenavano. «Wow. Gwen amerebbe questo posto.» commentò Benjamin allo spettacolo. «Gwen?» chiese curiosa Adora. Il ragazzo la guardò e, gesticolando, rispose «Gwen è mia cugina ed è anche lei una maga. Solo per metà e non forte magari come loro, ma è pur sempre una maga.». La ragazza era colpita: cos'altro si doveva aspettare da lui, dopo tutte le creature in cui si era trasformato?
In testa al gruppo, intanto, Castaspella pregò che Glimmer rimanesse con lei quella serata «Siete arrivati al momento giusto. C'è un'eclissi questa sera, sto andando a ispezionare il Lunarium per la cerimonia... E niente mi renderebbe più felice che far fare alla mia nipote preferita e ai suoi amici un giro.». La principessa però, cercò una scusa per scollarsi la parente «Uh, Bow ed io abbiamo già fatto il giro in passato e non vogliamo esserti di intralcio.». «È tutto a posto Glimmer. Ben e Adora non l'hanno visto, sarà divertente!» rassicurò l'arciere, che però ricevette confuso un'occhiataccia di irritazione dall'amica. «Oh. Beh, allora immagino che dipenda dai ragazzi. Che ne dite, miei cari?» disse la maga, chiedendo poi al duo cosa volesse fare. Il duo guardò la zia e Glimmer, vedendo solo quest'ultima in piedi dietro segnalando no con le mani, e rispose «Uh... Certo.». «Oh... Che simpatici!» sorrise Castaspella, spinge gli adolescenti nella direzione, mentre Glimmer gemette.
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«Oh... Wow!» esclamarono stupiti Adora e Ben, fissando la stanza dalle migliaia di gemme fluttuanti e dalle enormi sei pietre magiche rosa: questa stanza era la definizione stessa di bellezza. Vedendo che i ragazzi osservavano le gemme, zia Castaspella gli spiegò cosa fossero «Le Lenti Lunari. Le usiamo nelle cerimonie mensili per rinnovare le difese magiche di Mystacor e per tenerci al riparo dal mondo esterno. Verrete alla cerimonia dell'eclissi di stasera di questa sera, non è vero?». Con l'ultima frase della donna, Glimmer interruppe il discorso «Zia Casta, ho assistito alla cerimonia un sacco di volte e siamo molto stanchi per il viaggio: potremmo saltarla questa volta?». La maga però, ribatté alla domando, avvicinando Ben e Adora a sé «Sciocchezze, i tuoi nuovi amici non l'hanno vista ed è un vero spettacolo per gli occhi per dei nuovi arrivati... E poi non vuoi passere più tempo con tua zia?». La principessa annuì freneticamente in segno di sicurezza, facendo tutto il possibile per non sembrare scortese con la sua cara zia «Ma certo, ma volevamo anche mostrargli la spiaggia.». «Beh, se la spiaggia è l'unica ragione per cui sei qui allora, non credo che ti tratterrò ulteriormente. Di sicuro non voglio farti perdere tempo.» disse Castaspella, fingendo di non essere offesa: l'unica cosa che Glimmer odiava che sua zia. Nel frattempo, i due nuovi arrivati gironzolavano per la stanza osservando le lenti, fin quando non videro l'ombra che notarono durante il salto per la montagna volante. Si girarono di scatto, vedendo l'ombra sparire. In quel momento decisero che fosse meglio dirigersi verso il punto in cui si trovava l'entità. Bow, mentre zia e nipote parlavano, gli notò correre chiamandogli «Ragazzi?», attirando l'attenzione degli altri. Zia Casta sorrise quando gli vide farsi strada verso l'atrio «E bene... Qualcuno è entusiasta!.
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I corridoi erano eleganti come il resto dell'edificio, se non di più delle stanze a cui erano collegati. Tra le pareti e gli interni, le finestre aperte che illuminavano la magnifica luce del sole, gli archi che si collegavano alle porte di questo luogo aperto, tutto era decorato e dipinto con una vista serena. Ha continuato a dare spettacolo per i mestieri e i dettagli di questo bel tempio, ulteriormente indicato dalla quantità di esposizione portata su ogni parete. Ma non erano lì per visitare. Erano lì per cercare un essere oscuro che da stamattina li seguiva. Nei corridoi, però, non trovarono assolutamente nulla.
Qualche secondo dopo, furono raggiunti dal restante del gruppo e Castaspella iniziò a spiegare cosa fosse quel corridoio «Ah, sì. La Sala degli Sciamani.». Fu seguita da Bow e Glimmer in fila indiana e il duo si unì a loro mentre esploravano le sale. «Loro sono i Grandi che hanno guidato Mystacor attraverso i secoli.» continuò la maga, arrestandosi di fronte alla statua di un grande uomo. «Lui è Micah, mio fratello. Ci siamo addestrati in queste sale insieme. Glimmer gli assomiglia molto, sai?». «Lui aveva la barba.» ricordò la nipote, con un piccolo rossore. «Un secondo, il papà di Glimmer era suo fratello?» chiese la bionda confusa. «Adora, non sai cosa significa zia?» sussurrò Bow. «No, speravo solo che qualcuno me lo spiegasse prima o poi.» rispose l'ex soldatessa mentre al suo fianco Ben gemeva nel suo facepalm. Glimmer, intanto, capì chiaramente cosa significasse Micah per sua zia: dopotutto, era sua sorella. Il modo in cui sorrideva ogni volta che parlava di lui, la tristezza che le suggeriva gli occhi ogni volta che ricordava cosa gli fosse successo. Era il segno della vera famiglia. «Zietta, vendicheremo mio padre e ci assicureremo che l'Orda non faccia del male a nessun altro. La mamma crede in noi, in Infinite ed in She-Ra.». «E bene, se tua madre ci crede allora chi sono per non fare lo stesso?» disse Castaspella con disapprovazione nella sua espressione, alzando le mani in aria esagerata «Lei è un essere angelico, dopotutto, ed io sono solo una comune maga.». «Ti prego non ricominciare.» sospirò frustrata Glimmer, sapendo già come sarebbe finito il discorso. «Non mi scrive mai, lo sai? Io le mando delle lettere, ma ricevo mai una risposta?» continuò la maga mentre percorreva il corridoio. Il gruppo la seguì per continuare il giro, ma fu allora che il duo, Adora e Ben, si imbatté in una statua in particolare, una coperta da un'ombra sbiadita dalla testa ai piedi. Era quello strano sguardo che vedeva negli occhi della statua, uno che emanava un profondo odio anche attraverso la pietra. «Che le è successo?» chiese Ben appena vide la statua, affiancata da Adora. «Light Spinner.» disse la maga abbassando la voce e respirando un'aria di odio «Una macchia nel passato di Mystacor. Voleva il potere il completo controllo su tutti gli altri ed è stata esiliata. Anche se dicono che non se ne sia mai davvero andata, che stia solo aspettando il momento giusto in attesa di potersi vendicare!». Tutti rimasero in silenzio e preoccupati, fino a quando Castaspella affermò sorridente «Ma quelle sono solo favole per bambini, naturalmente.». Finendo la frase si girò e tornò a camminare e a parlare «Comunque... Continuiamo il giro! Avete fame? Ho fatto risistemare la sala da pranzo dall'ultima volta che sei stata qui Glimmer.».
La sua voce si affievolì in lontananza mentre Bow e Glimmer la seguivano. Adora e Ben, invece rimasero pensierosi a guardare la statua, o almeno, fino a quando non uscì dalla statua stessa un'ombra di una persona. Nel panico, guardarono il punto in cui si erano diretti gli altri, senza intravederli, per poi tornare al muro dove si trovava l'entità oscura, improvvisamente sparita. Nel non vedere l'ombra, il duo si guardò con l'espressione Tu hai visto la stessa cosa che ho visto io, vero?, guaendo successivamente nel vedere la principessa e l'arciere materializzarsi di fronte a loro. «Ok, zia Casta è andata a organizzare una meravigliosa cena ed ora il momento di andare in spiaggia!» disse allegramente Glimmer, tenendo gli occhi chiusi e senza accorgersi del trauma dei due. Bow, mentre l'amica parlava, notò che c'era qualcosa che non andava «Ragazzi è tutto ok?». A quel punto anche Glimmer, riaprendo gli occhi si accorse della loro preoccupazione. Ben e Adora rimasero qualche secondo in posizione d'attacco, per poi abbassare la guardia alla domanda e riguardare il punto in cui prima si ergeva l'ombra. «È peggio di quanto pensassimo.» fu dispiaciuta la principessa per gli amici in difficoltà. Dandogli una pacca sulla spalla, gli sorrise dolcemente mentre faceva un gesto fuori dal corridoio «Avete bisogno sabbia ed onde calmanti.».
Mentre se ne andavano, erano tutti inconsapevoli dell'ombra che lentamente si alzava dal terreno dietro di loro. Dall'altra parte della vista, attraverso la fontana della visione nella Zona della Paura, la Tessitrice d'Ombre disse a sé stessa mentre era in contemplazione «Quel idiota non si stacca da Adora. Oh, beh... Allora dovrò alzare il tiro.». Con un cenno delle mani, l'oscurità filtrava nella fontana mentre continuava il suo lavoro. A Mystacor, l'ombra si rialzò dal terreno, più forte che mai.
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In spiaggia, intanto, il gruppo sistemava i teli con il suono delle onde che si schiantavano contro la sabbia. Ben non capiva come fosse possibile che ci fossero delle onde in cielo, ma non si mise a chiedere: pianeta diverso, fisica diversa. Invece, Adora era perplessa «Quindi... Ce ne stiamo sdraiati qui?». «Sì, certo. Lascia che le preoccupazioni scompaiano.» rispose Glimmer, fermandosi per chiedere lei una cosa «Non facevi qualcosa di simile per rilassarti nell'Orda?». «No, noi colpivamo delle cose.» rispose Adora. «Io uscivo normalmente con i miei amici... Poi arrivava qualcuno che voleva essere picchiato e che doveva essere aiutato.» disse invece Ben, ridendo leggermente. «Ragazzi, questo è molto meglio. Vero Bow?» disse la principessa sedendosi e chiamando a vuoto l'arciere, visto che stava già dormendo. La ragazza magica tornò allora dai due «Voi provateci, ok?». Glimmer si sdraiò insieme al ragazzo di colore, lasciando i due. «Beh, non è come la spiaggia di Bellwood, ma andrà bene lo stesso.» si disse il portatore dell'Ultimatrix, stendendo il telone. «Non so di cosa stai parlando... Ma ok.» commentò la bionda facendo la stessa cosa. Fu così che si sdraiarono: poterono vedere la vastità del cielo sereno. Adora cercò di rilassarsi, ma qualsiasi posizione tentasse non ci riusciva. Ben invece, trovò subito la posizione comoda, visto che, come Bow e Glimmer, sapeva come avere il proprio meritato riposo, ma qualcosa di inaspettato però gli accadde: non si stava rilassando, come se di colpo avesse mille dubbi e preoccupazioni che lo stessero tormentando. Glimmer se ne accorse dei due in difficoltà «Non funziona con voi, vero?». «No.» dissero i due in questione. «È chiaro che dobbiamo portare questa storia del rilassamento al prossimo livello.» si alzò in piedi la principessa, battendo le mani per svegliare l'amico «Bow, Svegliati.». «Che c'è!?» esclamò l'arciere di scatto, alzandosi più velocemente che potesse. «Andiamo!» iniziò Glimmer «Dobbiamo mostrare a Ben e Adora la... Grotta del Vapore!». «Wooo! La Grotta del Vapore!» esultò Bow.
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La Grotta del Vapore: una normale sauna naturale, la giudicò Benjamin. C'erano a decine di zone d'acqua fumante, con delle piccole cascate che riempivano le pozze ed una enorme quantità di nebbia. «Wow.» esclamò Adora guardandosi attorno. «Vero?» gli sorrise Bow levandosi l'accappatoi insieme a Glimmer, rimanendo in biancheria e correndo verso in una pozza. L'arciere si immerse nell'acqua calda e, dopo qualche gemito per via della temperatura dell'acqua, cadde in un lungo sonno. «Queste piscine sono piene di magici minerali curativi.» iniziò a spiegare la principessa levando gli accappatoi agli altri due e spingendoli verso l'acqua «I maghi le usavano per purificarsi dalle preoccupazioni prima delle cerimonie o degli incantesimi.». Entrarono nell'acqua: era calda e accogliente. Questo sì che era relax! «Ora, liberate la mente, respirate a fondo e concentratevi sul calore sulla vostra pelle.» continuò Glimmer «Lasciate che il vostro corpo vada perfettamente...». La principessa non finì la frase: si addormentò. Anche i due eroi si misero a dormire. A quanto pare il sonno di Bow era contagioso.
Passo un bel po' di tempo prima che qualcuno si svegliasse. Adora e Ben aprirono gli occhi lentamente, mettendo a fuoco la vista. Si guardarono in faccia, notando che erano "leggermente" vicini: la bionda stava la testa appoggiata al petto del ragazzo e quest'ultimo, a causa della posizione stravaccata, aveva il volto vicino a quella dell'amica. La ragazza si allontanò con leggero imbarazzo «Questo non è mai successo.». Benjamin fece segno che avrebbe tenuto la bocca, anche lui con un leggero rossore. Si misero a ridere nervosamente... Ma una certa strega malvagia gli interruppe.
«Adora.» richiamò Tessitrice d'Ombre, facendo diventare il vapore della stanza nero. Adora e Ben lanciarono un urlo, uscendo dalla fonte d'acqua e svegliando di soprassalto Glimmer. L'ex soldatessa prese da terra la Spade della Protezione e il portatore dell'Ultimatrix si trasformò nel primo alieno che gli capitò a tiro: Faraon. Non appena furono pronti per combattere, la donna si dileguò e la stanza tornò come se non fosse mai arrivata. «No no no! Aiuto!» urlò Adora in preda al panico. «Glimmer! Bow!» richiamò la mummia sperando che arrivassero gli altri.
In effetti, Glimmer e Bow arrivarono, ma senza capire come mai tutta quella confusione. «Ragazzi!» chiamò la principessa preoccupata. «Abbiamo un problema!» avvertì la bionda tenendo la spada, pronta a colpire. «Uno bello grosso!» gesticolò il Thep Khufan. «Ma di cosa parlate!? Non c'è nessun'altro!» spiegò poi l'arciere indicando la stanza. Non è che i due eroi non si fidassero dei propri amici, ma erano certi di aver visto qualcosa. «Avete portato qui le armi!?» aggiunse il ragazzo nell'accorgersi della trasformazione e della spada. Glimmer accompagno poi i due verso una roccia per sedersi. «È tutto ok? Che è successo?» continuò a domandare l'arciere. «Succede che un'oscura presenza ci insegue da stamattina!» esclamò la mummia aliena «E non so il perché, ma vuole Adora!». «Lei era la Tessitrice d'Ombre.» disse la bionda. Gli altri tre non poterono fare altro se non domandare «Chi?». «La Tessitrice d'Ombre.» tornò a parlare l'ex soldatessa «Lei mi ha cresciuta nell'Orda: mi ha insegnato a leggere, ad allacciarmi gli stivali, a sconfiggere il nemico e ad essere vittoriosa in battaglia.». «Ok, certo: roba da mamme.» comprese la principessa rosa. «Glimmer, hai una strana concezione di madre.» ribatté Faraon. «Infatti, Glimmer, è roba da ufficiali in comando... E roba da mamme.» concluse Adora. «Ma non può essere qui. Non è mai stata qui. Non è possibile.» tornò a parlare l'altra ragazza per tranquillizzare. «Ma tu non hai visto quello che abbiamo visto noi.» dichiarò la mummia, seguita dalla bionda «O di quello che è capace.». «Sembra proprio che la Tessitrice d'Ombre ti abbia lasciato il segno da piccola. Ma stai bene ora: ti sei allontanata da lei!» disse poi Bow, abbracciando l'amica. «Questo non spiega perché ci sia io in mezzo.» affermò il Thep Khufan. «Mi sembra ovvio.» disse la principessa di Bright Moon, con uno strano sorrisetto sul volto. «Cosa?» domandò la mummia aliena. «Oh, sì che lo sai.» affermò l'arciere lasciando ancora confuso la mummia aliena, per poi tornare al discorso precedente «Comunque, non vi andrebbe di provare qualcos'altro per rilassarvi? Potremmo farci dei massaggi o potremmo trovare qualcosa da colpire, se siete abituati così.». «No, non fa niente. Sto bene, ma io... Ho bisogno di stare da sola per chiarirmi le idee.» rispose l'ex soldatessa. «Sei sicura?» gli chiese Glimmer. «Sì.» disse semplicemente la bionda. Glimmer e Bow si guardarono, per poi andarsene. Ben si ritrasformò, puntando seguire la coppia. Il ragazzo fu sul punto di arrivare alla porta, ma Adora lo fermò «Grazie.». Il portatore dell'Ultimatrix si stoppò e si voltò confuso «Grazie? Per cosa?». «Per esserci sempre per me.» rispose la ragazza. «È quello che fanno galantuomini come me, no?» domandò con ironia Benjamin, facendo ridere la bionda.
Il momento di battute e comico venne però interrotto da una improvvisa affermazione di Glimmer «Alla fine Adora ha perso la testa.». I due si girarono verso la voce, avvicinandosi alla porta per origliare. «L'hai vista lì dentro? Credo che stia impazzendo. Sta pure trascinando Ben nella sua follia!» concluse la principessa. «Adesso Glimmer si divertirà con Pelle d'Oca!» affermò Ben con tono irritato. I due uscirono dalla grotta. «Io non sono pazza!» urlò Adora. Fu strano: non c'era nessuno. Fuori c'era il solito paesaggio di Mysticor, ma di persone manco l'ombra. Rimasero in silenzio quell'attimo, pensando se quello che avevano sentito era vero o no.
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Il corridoio delle statue. Ogni importante mago di Mysticor era stato ricordato con un suo memoriale di pietra. C'era anche l'inquietante statua da cui era uscita l'ombra malvagia. Adora e Ben erano già da un po' a fissarla. «Sei solo una stupida statua.» disse il ragazzo guardando con odio il monumento. La bionda, intanto, si cercava di autoconvincere che fosse tutto a posto «Riprenditi Adora! È impossibile che la Tessitrice d'Ombre sia qui!». Neanche tempo due secondi che le loro ombre si fusero nella spia della strega. Non fecero in tempo a parare il colpo che vennero scaraventati a terra. L'unica cosa che videro fu l'entità spostarsi a grande velocità per la stanza. Urlarono la frase magica, diventando She-Ra e Infinite. Si misero poi spalla contro spalla, per evitare attacchi a sorpresa. Per un po' non accadde nulla, ma poi una familiare voce risuonò nel corridoio «Ehi, Adora.».
«Catra!» esclamò la guerriera. «Ma guarda! La micetta non ha imparato la lezione ricevuta a Salineas!» disse ridendo il cavaliere in armatura d'oro. Tutto tacque di nuovo. Rimasero nel silenzio i due, ad aspettare qualche mossa della gatta. Catra non attaccò, corse semplicemente. Il ragazzo si trasformò a quel punto in Frankenstrike, mettendosi a scrutare ogni angolo insieme alla principessa. «No, acqua.» schernì il Capitano dell'Esercito. «Appena ti trovo, finisco quello che avevo incominciato al Cancello sul Mare!» minacciò il Transylian. «Ti ha mandato la Tessitrice d'Ombre!?» interrogò She-Ra. «Tu che ne dici?» rispose la gatta «La Tessitrice d'Ombre ci controlla entrambe Adora... L'ha sempre fatto.». Dopo la risposta, dei passi si sentirono andare verso il Lunarium. «Ah no! Tu non ci scapperai!» dichiarò il Frankenstain alieno mettendosi ad inseguirla. «Ben, aspetta!» avvisò la Principessa del Potere, entrando nella stanza con lui.
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Il Lunarium, la stanza delle sacre lenti che alimentavano lo scudo magico di Mysticor. Come il corridoio, i due eroi lo trovarono vuoto. «Ma... Non può essere!» esclamò Frankenstrike «Come ha fatto a fuggire se non ci sono altre uscite!?». «C'è qualcosa che non quadra.» disse She-Ra. Improvvisamente, una nuova voce risuonò nel silenzio... O almeno, nuova per Ben, ma non per Adora. «L'Orda aveva grandi speranze per te, Capitano dell'Esercito. Che delusione.» commentò Hordak dopo una malefica risata. «Fatevi vedere!» dichiarò la guerriera guardandosi attorno. «La Ribellione crede davvero che tu possa salvarli?» continuò il leader dell'Orda «Niente può fermare l'Orda, tanto meno tu!». «Non sei il primo supercattivo che lo dice.» provocò il Frankenstain alieno. «Condurrai ognuno di loro, ogni Etheriano verso il completo e totale annientamento.» affermò Lord Hordak. She-Ra si tappò le orecchie non volendo sentire della possibile sconfitta. «Non starlo ad ascoltare, Adora.» si avvicinò Frankenstrike «Lui non può sapere se perderemo o vinceremo.». «Nemmeno tu, mutaforma.» ribatté il leader oscuro. «Ma se vinceremo noi, non rimarrà niente di Bright Moon se non rovine fumanti.» continuò Hordak, apparendo come riflesso in uno dei cristalli «Con i tuoi nuovi amici, Adora, sepolti sotto di esse.». La guerriera lanciò un grido e l'alieno un «Preso!», sparando un raggio magico e una scarica elettrica. Non presero nessuno, visto che la stanza era vuota, ma beccarono una trentina di cristalli sacri, che andarono per terra in frantumi o polverizzati. Notarono il casino che avevano appena combinato.
Anche Castaspella lo notò correndo nella stanza, allertata dal rumore. Non appena entrò, andò nel panico e si buttò a terra, prendendo in mano i frammenti. «Che cosa avete fatto!?» gli urlò contro la donna, cambiando l'espressione del viso da preoccupata a furibonda. «Ci dispiace, non volevamo.» si scusò Adora, tornata alla forma originale. Ben fece la stessa cosa ed aggiunse «Pensavamo di aver visto...». «Ragazzi!» interruppero Glimmer e Bow, arrivando di corsa e avvicinandosi ai due. «I vostri amici hanno distrutto delle antichissime scritture sacre!» spiegò con rabbia la maga, rialzandosi da terra «Avrebbero potuto distruggere le lenti che proteggono Mysticor!». «Loro non volevano, non lo farebbero...» iniziò a difendere l'arciere. Bruscamente, Castaspella interruppe «Sono queste, Glimmer, le persone con le quali vai in giro!?». Detto ciò, la donna se ne andò infuriata. «No, aspetta!» cercò di bloccare Glimmer, vedendo la zia andarsene. «Glimmer...» iniziarono i due accusati. «Non fa niente. Ci penso io.» disse la principessa interrompendoli, partendo ad inseguire la maga. Il duo colpevole la vide allontanarsi: l'avevano fatta grossa. «L'Orda non è qui, ragazzi!» disse Bow «Dovete dormire. Mi promettete che ci proverete?». Normalmente avrebbero risposto di no, ma a causa del disastro appena fatto si arresero «Ci proveremo.». Così tutti uscirono dalla stanza... Tranne l'ombra spia della Tessitrice d'Ombre, nascosta tra dei cristalli.
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Nella stanza da letto di Mysticor, i due stavano tentando di rilassarsi come avevano promesso a Bow. Stavano ancora digerendo le urla di Castaspella. Adora era sdraiata sul letto e Ben era seduto a fianco a lei. La bionda si stava deprimendo e il ragazzo stava pensando: se lui non aveva mai incontrato né Hordak né la Tessitrice d'Ombre, come faceva a vederli o ad immaginarseli? Le loro azioni vennero poi interrotte da qualcuno che stava bussando alla porta. Guardarono verso la fonte del rumore, trovandosi Glimmer varcare la soglia della porta.
«Glimmer... Da un po' che non ci si vede.» iniziò Ben, ridendo nervosamente. «Senti, ci dispiace.» continuò Adora. «Risparmiatelo ragazzi. Come avete potuto farlo?» interruppe la principessa, chiudendo la porta ed avvicinandosi con rabbia ai due di fronte «Pensavo davvero che voi foste nostri amici.». Il duo iniziò ad allontanarsi ad ogni passo che faceva Glimmer. «A quanto pare non l'hai presa bene.» disse il portatore dell'Ultimatrix, seguito dall'ex soldatessa «Noi siamo vostri amici.». «Avete rovinato tutto quello per cui ho lavorato!» continuò l'altra ragazza «E per cosa? Per una pazza che dice di vedere cose non ci sono e per l'altro che, per fare l'amico di turno, gli dà retta!». Adora rimase in silenzio alle offese, ma non Benjamin «Adora non è pazza, Glimmer! Ed io non gli sto dando retta per il gusto di farlo!». «Ah... È così?» interrogò la principessa rosa «Allora è meglio che spariate tutte due da Mysticor!».
Con quelle parole, Glimmer si voltò verso l'uscita per andarsene. Vedendola sparire con lo sbattimento della porta, Adora chinò lo sguardo e Ben intuì che forse sarebbe dovuto stare zitto per non farla arrabbiare di più.
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Fuori dalla suddetta stanza, Glimmer, che era in realtà l'ombra spia della strega dell'Orda, si dissolse e puntò verso la sua nuova destinazione: il Lunarium.
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Dopo il disastro causato dai due, Castaspella si era un po' calmata in tempo per il rituale magico da compiere al Lunarium. Verso la fontana posta al centro, sei sciamani si trovavano ad accerchiarla. La zia di Glimmer era la settima maga, di fronte alla fonte acqua. Essa iniziò a disegnare in aria dei segni che presero forma, iniziando a meditare subito dopo. Sugli "spalti", Glimmer e Bow stavano guardando la scena per la millesima volta. «Ma vengono o no?» sussurrò la principessa riferendosi ai due non presenti. «Non volevo svegliarli.» spiegò l'arciere «Hanno bisogno di dormire.». Con quella affermazione i due tornarono a guardare Castaspella, in procinto a continuare il rituale. In quel momento avvenne l'eclissi: dal cielo, verso la stanza, arrivarono sei raggi viola. Zia Casta fece fluttuare uno alla volta i cristalli maggiori, ovvero quelli che alimentavano lo scudo.
Guardò poi la fontana, vedendo uno spettacolo preoccupante: l'acqua stava diventando nera come il carbone. La donna si fermò un attimo confusa, vedendo di scatto l'oscurità uscire della fonte ed espandersi nella stanza per raggiungere i cristalli della barriera. Tutti i presenti andarono nel panico e Castaspella provò a bloccarla, ma fu del tutto inutile: il rituale fu bloccato e la spia della Tessitrice d'Ombre si elevò dalla fontana, aggredendo i presenti.
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Ben e Adora stavano passeggiando all'esterno del tempio: cercavano di elaborare le dure parole di Glimmer. Non era loro intenzione causare danni, volevano colpire i membri dell'Orda che si erano intrufolati a Mystacor. L'unico problema era che nessuno gli credeva: tutti gli davano dei paranoici. A quel problema si aggiunse anche il fatto che lo scudo difensivo iniziò a scomparire.
Una volta sparito, il silenzio della notte venne rimpiazzato da urla di terrore ed esplosioni. Rimasero a guardare preoccupati il Lunarium per qualche secondo, dopo di che giunse Bow «Ragazzi!». «Andiamo! Dobbiamo uscire subito di qui!» urlò l'arciere correndo verso il punto da cui erano arrivati la mattina. «Che sta succedendo Bow!?» domandò preoccupato l'altro ragazzo aggiungendosi alla corsa insieme alla bionda. «L'incantesimo di protezione sta svanendo! Dobbiamo andare!» spiegò Bow. «Aspetta, fermo! Che vuol dire sta svanendo!? Dov'è Glimmer!?» chiese Adora cercando di fermare l'amico. Appena lo toccò, lo attraversò come se fosse un fantasma. Lei e Ben si fermarono appena capirono il tranello. Quando fu scoperto, l'ombra, che fino a stamattina gli inseguiva, si fermò e, guardandogli, dichiarò «Tutto quello che sta per accadere è colpa tua Adora! È SOLTANTO colpa tua!». Con quella frase, rivelò la sua vera forma e si dissolse.
«Odio quando ho ragione e dicono che ho torto.» disse Benjamin, per poi trasformarsi in un lupo mannaro. Adora guardò preoccupata il Lunarium, da cui provenivano le grida di disperazione, e poi il lupo bipede «Mi daresti un passaggio?». Ben-Lupo si abbassò, facendo segno di salire. Appena la ragazza fu in sella, il lupo lanciò un ululato e, su quattro zampe, iniziò a correre vero il tempio.
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Giunti nella sala principale, i due spalancarono gli occhi: tutti coloro che erano stati presenti alla cerimonia si trovavano a terra privi di sensi. Si guardarono rapidamente attorno, individuando anche Bow e Glimmer. «Adora.» tuonò una voce femminile, che la ragazza conosceva troppo bene. «Tessitrice d'Ombre!» gridò Adora dalla paura. Il Loboan lasciò stare la minaccia della strega e puntò verso i due amici, ma venne bloccato da un muro di oscurità. Le risate della donna riecheggiarono nella stanza mentre vedeva i due in preda al panico. Poi, di scatto, tirò via la bionda dalla schiena del lupo e quest'ultimo venne scagliato oltre il muro oscuro. «L'eclissi è quasi finita, Adora. Quando succederà, cadrà lo scudo protettivo. L'Orda riuscirà a conquistare Mysticor e ti riporterà a casa da me.» dichiarò la Tessitrice d'Ombre, mentre la ragazza si guardava attorno nel panico più totale e Ben-Lupo tirava artigliate al muro, che una volta squarciato si rigenerava. «Te lo sogni, vecchia pazza.» dichiarò l'alieno continuando a cercare di sfondare il muro. «Noi ti fermeremo.» continuò tremante l'ex soldatessa. «Perché? Per aiutare queste persone? Chi sono per te?» domandò la strega, apparendo improvvisamente davanti alla ragazza e indicando il lupo alieno, Glimmer e Bow. «Loro non ti capiscono. Proprio come non capivano me quando vivevo in mezzo a loro... Quando ero Light Spinner.» continuò la donna, avvicinandosi con puro odio a Castaspella. «Cosa?» esclamarono i due adolescenti alla rivelazione. «Loro temevano il mio potere oscuro.» aggiunse la Tessitrice d'Ombre, per poi guardare Adora «Non ti accetteranno mai... Non come ti accetto io.». «No, si sbaglia!» ringhiò il Loboan e seguita dalla ragazza, che estrasse la spada «Per l'onore di Grayskull!». A quella frase, la gemma dell'arma lampeggiò ma non la fece trasformare. «Sai nel profondo che ciò che dico è vero: tu sei la guerriera ambiziosa, feroce e spietata, che IO ho cresciuto.» dichiarò la strega avvolgendola nell'oscurità. Adora guardò l'arma preoccupata e cadde in ginocchio, nella consapevolezza di aver fallito. La donna fece sparire la cupola oscura e si avvicinò a lei «Alle principesse non importa nulla di te: loro vogliono usarti per la tua forza. Torna subito nella Zona della Paura. Regna al mio fianco!». Ben-Lupo ne aveva abbastanza di guardare e, in un impeto di rabbia, sfondò finalmente il muro «NO! Noi siamo i suoi amici: siamo stati gentili con Adora... Una cosa che lei non è mai stata!». «Stupido mutaforma: io l'ho preparata per la grandezza!» sottolineò la Tessitrice d'Ombre allontanandosi dalla bionda ed avvicinandosi al lupo alieno. «Ma non mi ha mai davvero amata.» iniziò Adora, interrompendola e mettendosi davanti a lei «Ha solo fatto i suoi giochetti mentali, io non sono nessuna delle cose che ha detto di me. Non sono come lei. Lei è amareggiata e crudele ed è lei che mi ha usato! Questo è ciò che sono. Ha fatto del male ai miei amici... Quindi adesso la pagherà!». Il lupo sorrise al discorso, ma la strega scoppiò a ridere «È troppo tardi: l'eclissi finirà a momenti! Mysticor cadrà e sarà colpa TUA!». A quelle parole, la Tessitrice d'Ombre iniziò ad avvolgere nell'oscurità la Spada della Protezione. Il Loboan lanciò un ululato sonico, allontanando la strega, e la ragazza corse verso l'arma. Una volta raccolta, la donna attaccò con quattro tentacoli di oscurità. Adora mise la spada davanti a sé per proteggersi, ma inaspettatamente l'arma si trasformò realmente in uno scudo ed emise un fascio di luce che obbligò la strega ad allontanarsi per l'accecante luce. La bionda guardò confusa l'oggetto, ma venne riportata alla realtà da Ben-Lupo «Andiamo!». Il lupo alieno la mise sulle sue spalle e corse su uno dei cristalli giganti, per poi scalarlo. Mentre salivano, la Tessitrice d'Ombre rideva a crepapelle, sicura di vincere. In cima al pilastro il duo saltò su una piattaforma, venendo accerchiato dalla donna «Io posso darti Etheria. Possiamo governare insieme.». L'uomo lupo lanciò delle artigliate per far allontanare le ombre, ma la strega riuscì comunque a prendere per un braccio la bionda «Non eri niente prima che ti prendessi con me, Adora! Non sarai niente senza di me!». Adora si liberò della presa e Ben-Lupo tornò a correre verso il piedistallo centrale, inseguita dalla Tessitrice d'Ombre. Arrivati a destinazione, il duo si trovò di fronte alla strega «Adora... Smettila con tutto questo. Torna a casa ed abbandona il tuo cagnolino.». Il Loboan ringhiò irritato a Cagnolino e l'ex soldatessa mise lo scudo sotto la luce viola, che iniziò di nuovo ad emettere il bagliore. «Io non tornerò! Lei ha non più alcun potere su di me!» disse Adora puntando lo scudo verso la fontana al piano terra, che iniziò ad emettere numerosi raggi di luce azzurra. La stanza si riempì di luce, facendo dissolvere tutta l'oscurità nella stanza. La Tessitrice d'Ombre scomparve con un lungo «No!». «Principessa del Potere – 1, Vecchia pazza – 0.» commentò comicamente il lupo alieno, facendo ridere la ragazza. Intanto, tutti coloro che erano stati messi al tappeto iniziarono a svegliarsi, confusi su cosa fosse successo mentre erano incoscienti, e lo scudo magico intorno al regno tornò a funzionare.
Il duo scese dalla piattaforma e vennero accolti da Glimmer e Bow «Ragazzi! State bene!?». Adora gli abbracciò e Ben tornò alla forma originale, per poi seguire il gesto. «Stiamo bene. Sì, credo che stiamo finalmente bene.» rispose la bionda, seguita dal ragazzo euforico «Dovevate assistere ragazzi: è stato epico!». «Mi dispiace così tanto che non vi abbiamo creduti. Siamo stati... Dei pessimi amici.» disse l'arciere allontanandosi leggermente ed iniziando quasi a piangere. All'affermazioni i due eroi persero il sorriso. «Dai Bow, non dire così.» cominciò il portatore dell'Ultimatrix, cercando di consolare l'amico. «Bow, questo è ciò che fa la Tessitrice d'Ombre: manipola le persone ed allontana gli uni dagli altri. Ma non funzionerà più con me d'ora poi.» spiegò successivamente l'ex soldatessa. Vennero tutti poi interrotti dall'arrivo di Castaspella. «Mi dispiace è colpa mia se era qui. Ho messo in pericolo Mystacor.». «Ma se l'abbiamo salvata.» ribatté il ragazzo. Castaspella fu della stessa idea «Infatti, Adora. Tu e Ben avete impedito che la Tessitrice d'Ombre di prendere Mysticor. Glimmer sa scegliere bene i suoi amici.». La donna rimase qualche secondo in silenzio, per poi esclamare «Vi farò un maglione! Che taglia avete di spalle?». Il quartetto si riabbracciò di nuovo tra le risate. «Ora... Siamo davvero stanchi.» dissero in coro i due eroi.
| Zona della Paura |
Nella Zona della Paura, Catra si intrufolò nella stanza del Black Garnet. Era stata tutto il giorno a fare la guardia, poi la stanza si era improvvisamente aperta. La ragazza entrò dentro, vedendola piena di fumo. «C'è nessuno? Tessitrice d'Ombre?» iniziò a chiamare la gatta, senza ottenere risposta. Iniziò a camminare per la stanza, per poi trovare la strega attera e priva di sensi. Inizialmente la guardò con un attimo di paura: non l'aveva mai vista a terra priva di sensi o sconfitta. Poi, iniziò a ridere: dopo tutto quello che aveva fatto, forse, era anche il minimo. La ragazza si diresse verso la fontana «Ha affrontato la cosa nel modo sbagliato, vecchia.». Guardò il suo riflesso nella fonte d'acqua, continuando «Se vuole battere Adora... Deve puntare al cuore.». Rimase a guardare la fontana che non mostrò più il suo riflesso, ma il volto di uno degli amici della bionda: Ben Tennyson.
