Capitolo 15: La città fantasma

| Etheria |

| Zona della Paura |

Se non fosse stato per delle varie scariche elettriche, il laboratorio di Hordak sarebbe stato buio e tenebroso come ogni covo di un signore del male. Ma tornando a noi… Il leader Dell'Orda stava fissando ciò che stava provocando quelle scariche: una sfera d'energia. A nessuno era noto su cosa stesse lavorando Lord Hordak ma, qualsiasi cosa fosse stata, non doveva essere una cosa positiva. «Finalmente.» mormorò lui con gli occhi spalancati, piegando la chiave inglese che teneva nella mano destra. Al seguirsi, giunse Imp sulla sua spalla, volendo sapere cosa stesse succedendo. Fu in quel momento la sfera si spense in un accecante bagliore bianco e che i comandi esplosero. «Inutile.» ringhiò il signore oscuro. Il demonietto se la rise invece, ma venne poi buttato a terra. L'esserino alato vide cadere lo strumento da lavoro e Hordak andarsene, poi si avvicinò al congegno e ripeté «Inutile.».


| Bosco dei Sussurri |

Il quartetto di eroi si stava in camminando nel cuore della notte attraverso il Bosco dei Sussurri, parlando ancora degli eventi del giorno prima. «Non riesco a credere che Entrapta stia lavorando per l'Orda. La Tessitrice d'Ombre deve averla manipolata, vero?» chiese Adora mentre parlava con Glimmer. «Eh… Non saprei. Sembrava normale quando le abbiamo parlato… Normale per Entrapta, diciamo. Lei vuole stare con l'Orda. Hanno una tecnologia migliore, ma noi abbiamo la magia dalla nostra parte!» rispose l'altra. «Magia e tecnologia non sono del tutto separate: Entrapta è delle poche persone che lo ha davvero capito questo. È arrivata più vicino a combinarle più di chiunque altro.» si aggiunse Bow mentre sistema una sua freccia. «Ed adesso è con l'Orda.» susseguì Ben. Le ragazze, in testa al gruppo, si voltarono. «Beh, a chi serve Entrapta? Abbiamo Bow!» esclamò Benjamin, con un sorriso nervoso, mentre indicava il ragazzo a fianco. «Il vostro esperto di tecnologia e membro della comunità Etheriana degli inventori!» aggiunse l'arciere, con lo stesso sorriso dell'altro, mentre faceva esplodere accidentalmente la freccia truccata che aveva in mano. «Tutto programmato!» esclamarono i due colti in flagrante. All'improvviso, risuonò il nitrito di Swift Wind «Ehilà! Eccomi qui!». La bestia alata volteggiò in aria, poi atterrò e continuò «Amici, ho avvistato degli edifici più avanti: l'avamposto è vicino.». Glimmer strinse per istinto le sue mani in pugni, poi disse «Entrapta ha preso la sua decisione: noi non possiamo cambiarla, ma possiamo concentrarci sulla missione ed aiutare la nostra gente!» disse la principessa «Abbiamo perso i contatti con l'avamposto di Alwyn una settimana fa. L'Orda non è stata avvistata in quella zona, ma non si è mai troppo prudenti.». «Sono decisamente coinvolti: lo sono sempre.» commentò Adora. «Possiamo gestire l'Orda! Non mi interessa se hanno le invenzioni di Entrapta: non possono competere con noi! Affronteremo la cosa come facciamo in ogni occasione.» tranquillizzò la ragazza in rosa. «Con la forza bruta?» esclamò Ben sorridendo. «Rischiando di morire?» seguì Swift Wind con occhi spaventati. «No! No! Restando uniti e senza arrenderci mai!» rispose Glimmer. «E vai! La quintupla Squadra Migliori Amici al salvataggio!» esultò di colpo Bow, ricevendo solo sguardi confusi. «Perché siamo in cinque.» spiegò lui, non convincendo ancora nessuno. «Ok… Questo non me lo tolgo dalla lista.» si arrese l'arciere mentre si incamminava. A seguire tutti si aggiunsero, nonostante per Adora e Ben ci fosse qualcosa che non quadrasse.


| Zona della Paura |

Entrapta stava saldando uno dei tanti pezzi di tecnologia che possedeva… O meglio, l'avrebbe fatto se non si fosse dovuta fermare all'improvviso perché il tavolo si muoveva. La tecno/principessa si fermò dal saldare ed il tavolo rimase fermo. Tornò a saldare ed il tavolo tornò a muoversi. Cercò di tenerlo fermo mentre lavorava, ma fu del tutto inutile. Andò allora sotto il tavolo, solo per scoprire che una vita del mobile era svitata. «Emily, passami il cacciavite esagonale.» chiese cortesemente lei. Il robot a palla cominciò subito a cercare sul posto di lavoro, facendo cadere vari oggetti, poi passò alla montagna di cianfrusaglie accatastata più in là nel laboratorio, facendo crollare tutto e scavandoci dentro. L'oggetto non fu trovato. «Hai ragione: come facciamo a lavorare in questo modo!» gemette la scienziata buttandosi a terra.

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Catra entrò nella sala del trono di Lord Hordak. Si aspettò di vedere il grande capo seduto, come al suo solito, sul trono, ma non fu così: sembrava non esserci. «C'è nessuno? Lord Hodak?» chiamò lei incamminandosi nella stanza. Nessuno disse nulla, ma poté accorgersi del piccolo Imp in cima a delle tubature. «Dichiara le tue intenzioni, Capitano dell'Esercito Catra.» richiamò il leader dell'Orda nel suo laboratorio. La gatta si sistemò e tornò a camminare «Lord Hordak, ho pensato che dovremmo confrontarci, come facevate con la Tessitrice d'Ombre. Potremmo stabilire un incontro quotidiano e…». «Quindi, da quanto ho capito, mi hai disturbato senza alcuna ragione.» la fermò subito lui. «Non senza alcuna ragione: dobbiamo pianificare la prossima mossa. L'Orda è in una posizione di superiorità.» si difese il Capitano dell'Esercito. «Sprecare il vantaggio mentre il Bosco dei Sussurri ricresce faceva parte del tuo piano?» interrogò Hordak passandogli a fianco per raggiungere una leva «Farsi catturare faceva parte del tuo piano?». Spostò così la leva, avviando un campo magnetico rosa. «L'atmosfera di Etheria si è dimostrata una variabile che ha complicato i miei esperimenti.» commentò il signore oscuro. La ragazza cercò di ribattere, ma cominciò a tossire. «Ho semplicemente rimosso la variabile. Dimmi Capitano dell'Esercito: come sta andando il tuo respiro?» chiese lui girandogli attorno. La gatta avrebbe risposto, ma la cupola le stava togliendo l'aria: per poco stava svenendo. «Patetico… Proprio come tutto quanto su questo arretrato pianeta.» mormorò Hordak mentre tornava alla leva «Conosci la definizione di fallimento, Capitano dell'Esercito?». Spense allora la macchina, facendo sparire la cupola e permettendo all'altra di respirare. «Il fallimento è quando qualcosa cessa di servire ad uno scopo. Quando ciò accade, diventa inutile per me.» minacciò lui «Finora, il tuo operato è stato deludente.». «Non ho ancora fallito. Nessuno sa come far fuori le principesse meglio di me! Fidatevi e lasciatemelo fare.» ribatté Catra. «Dici di poter sconfiggere la Ribellione? Provalo.» sfidò Lord Hordak «Puoi andare ora.». La gatta si allontanò, con sottofondo Imp che ripeteva «Patetico. Patetico. Patetico.».


| Bosco dei Sussurri |

Il gruppo stava ancora camminando per il bosco. «Eh… Ehilà? Penso dobbiate saperlo: percepisco qualcosa di strano man mano che ci avviciniamo all'avamposto.» avvertì Swift Wind preoccupato. «Strano?» chiese Adora. «In che senso?» aggiunse Ben. «Non so descriverlo, solo… Strano.» spiegò il cavallo, guardandosi poi attorno «Cos'è questo posto?». «Alwyn è il fornitore principale della Ribellione di… Beh, approvvigionamento. In pratica è un enorme frutteto. Un enorme, gioioso…» Glimmer si stoppò appena vide l'avamposto abbandonato «Incredibilmente, inquietante frutteto.». La zona sembrava infestata… E i suoi alle spalle non erano rassicuranti. I quattro si voltarono di spalle: beccarono la bestia alata mangiare delle mele. «Che c'è? Le mele inquietanti hanno lo stesso sapore di quelle normali.» si difese lui fra un boccone e l'altro. Tornando seri, la principessa disse «L'avamposto deve essere più avanti.».

Il gruppo si nascose così dietro a degli alberi. «Non vedo nessun soldato dell'Orda.» dichiarò la bionda. «Al dire il vero non si vede nessuno. Dove sono?» ribatté Benjamin. «Magari sono tutti dentro.» teorizzò la principessa. «Do un'occhiata. Ho aggiornato il localizzatore per rivelare i loro segnali: se sono qui li troveremo con questo.» tranquillizzò Bow attivando il tablet… Che cominciò ad emettere un fastidioso ronzio acuto. L'arciere cercò subito di spegnere tutto, quasi sfracellandosi a terra. Una volta spento, sospirò «Accidenti! Devo aver rotto qualcosa durante l'aggiornamento. Non temete: posso aggiustarlo!». Cominciò subito a lavorare sul dispositivo, sebbene fosse tutto inutile. «Eh… No, non so come aggiustarlo.» si arrese il ragazzo di colore. «Non fa niente: qualunque cosa stia succedendo qui, la risolveremo. Nulla potrà sfuggirci!» esclamò Glimmer, rimangiandosi la sua sicurezza «Anche se si raccontano storia di come Alwyn sia infestato.». «Infestato? Tipo da fantasmi?» chiese Ben. «Sono soltanto storie.» rassicurò la principessa «E anche se fosse vero, gli affronteremo: non c'è ragione di avere paura!». «Uh… La Tessitrice d'Ombre mi parlava di fantasmi quando ero una bambina nell'Orda… Come la storia della Principessa Piangente.» raccontò Adora «Uno spirito vendicativo che vaga per Etheria in cerca di vittime. Ti accorgi che sta venendo a prenderti quando senti il suo pianto… Poco prima che lei colpisca!». «Adora, quella è la Donna Piangente.» la interruppe il portatore dell'Ultimatrix. «Ne sei sicuro?» domandò la bionda. Il ragazzo avrebbe continuato, ma un improvviso rumore allertò tutti. «Cos'è stato!?» esclamò Swift Wind mentre tutti si mettevano in posa d'attacco. «Cos'era!?» si aggiunse Glimmer. «Non ne sono sicuro, ma mi sembrava di aver sentito qualcuno… Una voce.» rispose il cavallo terrorizzato. «Una donna che piange?» chiese Ben. «No. C'è qualcuno qui, ne sono sicuro. Dobbiamo trovarlo.» disse la bestia alata incamminandosi. Il restante del gruppo cominciò a seguirlo… Non accorgendosi di una figura sfocata che camminava attraverso il bosco.


| Zona della Paura |

«Il terzo battaglione è il più vicino: se attaccherà Erlandia, la Ribellione reagirà.» analizzò Catra mentre scrutava la mappa del mondo. «Eh… Sì, sì. Piccolo problema: il terzo battaglione si rifiuta di combattere perché non hanno le armature.» Informò Scorpia mentre teneva far le chele numerosi fascicoli «Hanno fatto… Agh, dov'è? Sei richieste per il rifornimento. Non le hai viste?». «Sono stata occupata, sai? Ho quasi fatto cadere Bright Moon e sono arrivata più vicino di tutti a conquistare il pianeta per l'Orda… Non che a qualcuno interessi!» rispose la gatta con irritazione. «A me interessa.» gli sorrise l'altra. Il Capitano dell'Esercito la guardò con serietà, poi dichiarò sbuffando «Va bene, dagli le armature.». «Ah… Ok. Sai, mi piacerebbe farlo… Ma l'armeria ha esaurito le armature.» informò la ragazza scorpione aprendo goffamente dei documenti. «Allora che ne facciano delle altre.» disse Catra allontanandosi dal tavolo. «Ok! Devo solo trovare quel fascicolo.» gli disse Scorpia, trovando problematico tenere tutti i fogli fra le chele con l'assenza di mani «Sono solo… Sono così sfuggenti! E scivolosi!». «Come sconfiggerò la Ribellione quando tutto ciò che faccio è questo stupido lavoro!» sbottò la ragazza gatto tornado alla mappa «Di certo la Tessitrice d'Ombre non si occupava di questo!». «Ah… Questi sono i suoi fascicoli: quindi probabilmente sì.» ribatté l'altra «Dico per dire… È una mia supposizione.». La gatta non stava andando da nessuna parte con quella faccenda, ma l'impianto d'areazione attirò la sua attenzione. Voltandosi con Scorpia, si trovò a vedere uscire Entrapta.

«Ciao!» salutò la tecno/principessa. «Non sei più una prigioniera. Non devi girare di nascosto.» gli ricordò il capitano dell'Esercito. «I condotti sono più veloci e non ho tempo da perdere!» riferì la scienziata, lanciandosi verso degli scatoloni «Mi serve un cacciavite esagonale… Immediatamente!». «Sono io quella che non ha tempo da perdere!» esclamò la gatta voltandosi «Non sei un genio? Arrangiati con quello che hai!». «Certo che potrei, ma è il principio!» gli disse Entrapta mentre scivolava sotto il tavolo e tornava successivamente indietro camminandosi sopra «Usare sempre l'attrezzo appropriato per il lavoro!». «Se non puoi aiutarmi, va bene: ne ho visto uno nel laboratorio di Hordak!» tranquillizzò la scienziata sul punto di tornare nel condotto dopo aver fallito la ricerca. Catra gli scattò allora subito contro e la tirò giù «So che sei nuova della Zona della Paura, e forse anche nello stare in mezzo alla gente, ma sappi che Hordak non è uno con cui scherzare! In nessuna circostanza ti dovari avvicinare al Santa Sanctorum di Horadk!». Una volta libera dalla presa, Entrapta esclamò «Definisce il suo laboratorio un Santa Sanctorum!? È di classe!». «Concentrati! Devi promettermi che per nessuna ragione ti avvicinerai a Hordak! Promettilo!» sbottò la gatta. «Ok, ok! Lo prometto.» tranquillizzò la tecno/principessa. «Catra!» richiamò all'improvviso Scorpia, circondata dai fascicoli. «Eccolo! Ok, l'armeria non può forgiare armature perché hanno esaurito Irido… Iridu… Io… Iridel…» lesse con difficoltà la principessa oscura «Il punto che hanno esaurito la roba luccicante per forgiare le armature.». Catra sospirò «Quindi, dove ne troviamo dell'altro?». «Oh… Eh… Non ho un fascicolo a riguardo.» ammise la grossa ragazza. «Me ne occuperò io.» disse la gatta avvicinandosi e prendendo dei documenti «Ma tieni d'occhio Entrapta ed assicurati che non si avvicini neanche per sbaglio a Hordak!». «Ricevuto capo! Non la perderò di vista un secondo!» tranquillizzò Scorpia partendo… E tornando dopo qualche secondo «Non è che per caso hai visto da che quale parte è andata, vero?». L'altra la guardò male. «Sai una cosa? Lo scoprirò! Lo scoprirò!» si allontanò di nuovo la grossa ragazza. Catra sospirò frustrata.


| Alwyn |

Il gruppo stava vagando per Alwyn ad armi spianate. Il rumore dei passi e delle scintille di Glimmer erano le uniche cose che stavano risuonando nel cuore della notte. «C'è nessuno?» urlò Adora, sperando in una risposta. Swift Wind, impreparato, lanciò un urlo di paura. «Ah… Eh… Insomma… Eh… Chi è stato?» si difese il cavallo per astenersi «Ragazzi, vi prego, cercatevi di controllarvi!». Ben e Bow, intenti a guardare l'interno di un edificio da una finestra, non diedero peso alla bestia alata, ma si diressero alla porta e bussarono. Non ricevendo nessuna risposta, Bow aprì lentamente la porta, che emise vari scricchiolii. I quattro ragazzi si guaradrono allora sul da farsi. «Io aspetterò qui fuori in caso cercassero di cogliervi di sorpresa.» informò Swift Wind mentre indietreggiava per dirigersi dietro ad un cespuglio «E poi… Questa porta è piccola per i cavalli. Roba da maleducati!». Tornando all'edificio, Glimmer pianificò «Ok, al tre.». Il gruppo sguainò le armi. «Uno… Due…» contò la principessa «TRE!».

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La banda sfondò l'entrata, trovando… Nessuno. Si guaradrono tutti confusi, mentre Adora si avvicinava al tavolo ancora apparecchiato. «Il cibo è freddo: chiunque vivesse qui se n'è andato in fretta, ma è successo da un po'.» informò la bionda. «Non c'è traccia dell'Orda… Né segni di una colluttazione.» aggiunse Bow guardando in giro. «Se ne sono solo… Andati?» chiese Ben confuso. «È proprio come nella storia della Principessa Senza Testa.» commentò l'ex soldatessa «Lei va a caccia di notte, trascinando la gente fuori dai propri letti. Non lasciando altro che impronte insanguinate.». «No, Adora: quella è la storia del Cavaliere Senza Testa.» corresse il portatore dell'Ultimatrix. Adora stava per ribattere, ma una voce risuonò «Che avete trovato?». Tutti lanciarono un grido mentre si voltavano di scatto, trovandosi solo Swift Wind alla porta. «Scusate. Non mi piaceva stare lì fuori da solo.» disse il cavallo con tono dispiaciuto. Glimmer gli lanciò un'occhiata mentre diceva «Dovremmo controllare gli altri edifici.».

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Con ciò, tutti uscirono dalla casa e tornarono fuori, guardandosi attorno con ansia e scrutando ogni casa. Rimasero in silenzio per un po', poi Bow disse «Ehi!». Un urlò partì dagli altri adolescenti. L'arciere gli guardò. «Scusa. Che cosa dicevi?» dissero i tre di fronte. Il ragazzo di colore tornò a guardare ciò che aveva attirando la sua attenzione, indicandolo con una freccia. Il trio poté osservare una piramide nel centro del villaggio. «Questo vi sembra familiare?» chiese Bow. «Non ne sono sicuro.» ammise Ben osservandola. Adora rimase a pensare «Magari…». Degli improvvisi botti mandarono in panico tutti. Tutti si guardarono frettolosamente attorno, accorgendosi che era solo una finestra che sbatteva per via del vento. «Oh…» mormorarono tutti, accorgendosi che Glimmer era sparita ed era appena riapparsa. «Glimmer?» chiamarono i tre. La principessa ansimò spaventata, poi cominciò a ridere nervosamente «Mi dispiace tanto. Non so perché l'ho fatto.». «Questo posto è strano.» ammise infine Benjamin. «Come il covo della Principessa Non Morta.» disse Adora «In cui attira i soldati verso la rovina!». «Adora… Basta. Basta con queste storie dell'orrore dell'Orda.» mise in chiaro il portatore dell'Ultimatrix. «Quelli dell'Orda sono davvero fissati.» se la rise Bow. «Oh… Avete ragione. Non riesco a credere di averlo capito solo ora.» considerò la bionda. «Strano o no, abbiamo una missione.» gli ricordò Glimmer «È successo qualcosa che ha costretto la gente a lasciare le case: dobbiamo arrivare in fondo a questa storia.». Il gruppo riprese la perlustrazione… Non notando una figura camminare più in là alle loro spalle.


| Zona della Paura |

«Dilemma etico n°… 63!» registrò Entrapta mentre era davanti alla porta di Hordak «Ho detto a Catra che non sarei entrata nel laboratorio di Hordak, ma se lei non lo scopre conta lo stesso?». Emily emise qualche rumore robotico in risposta. «Potrei fare un salto lì, prendere l'attrezzo e filarmela! Nessuno lo saprebbe mai… Ma io lo saprei.» rifletté la scienziata camminando avanti ed indietro «Non dovrei farlo… O dovrei? No, non dovrei.».

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Più tardi, Entrapta e Emily entrarono. I due si nascosero dietro varie apparecchiature, osservando il signore oscuro al lavoro su qualcosa ed il piccolo Imp guardare il suo padrone. «Quello è un cacciavite esagonale!» mormorò felice la tecno/principessa quando intravide il fatidico oggetto sul tavolo vicino a Hordak. Cominciò allora ad avvicinarsi per afferrare lo strumento, quando venne distratta dalla sfera di elettricità della creazione del leader dell'Orda. «È davvero fantastico!» commentò la scienziata, zittita subito da Emily. Successivamente, tutto si spense. Entrapta ne rimase delusa, ma se la diede a gambe appena vide Hordak dare di matto ed uscire dal laboratorio con Imp. Una volta sola, uscì dal suo nascondiglio. «Non c'è ragione di infuriarsi così per un esperimento fallito: il fallimento è parte vitale di ogni impresa scientifica!» disse lei prendendo la chiave inglese e parlando con Emily «E se mi fossi arresa con te dopo la prima esplosione? O la cinquantesima?». Iniziò a dirigersi in seguito verso la porta, ma si fermò di colpo mentre guardava il suo robot «Lo so, me ne dovrei andare… Ma devo restare per la scienza!».


| Alwyn |

Bow e Glimmer si affacciarono ad una finestra, nella speranza di trovare qualcuno. In quel esatto momento, una figura passò in lontananza. La principessa, l'unica ad averlo notato, si voltò e si guardò attorno: tutto parve normale. Giunsero poi Swift Wind, Ben e Adora, anche loro a mani vuote dalla ricerca. «È completamente abbandonata.» dichiarò la ragazza. Il trio stava per dire qualcosa, ma rabbrividirono ad un improvviso rumore... Simile al verso di una persona.

«L'avete sentito?» chiese Benjamin guardando il gruppo. «Sì! Finalmente, ve l'avevo detto: è uno strano suono.» rispose il cavallo cercando di scacciare via il brivido. «È come se qualcosa… Qualcuno… Stesse cantando.» commentò la bionda. «Io non sento niente!» disse Glimmer con palese paura «Probabilmente è solo il vento!». La voce si fece più forte, rendendo il fatto innegabile. «È vero! Adesso qualcosa anch'io!» andò nel panico Bow. Si guaradrono tutti a torno, tonando infine una figura sfocata camminare fra gli alberi. «Lì! C'è qualcuno lì!» indicò Adora, sguainando poi la spada. «Ci penso.» disse Ben avviando l'Ultimatrix «La finisco io questa storia: da fantasma…». Il ragazzo premette il quadrante del bracciale, sparendo in un lampo verde e riapparendo come uno spettro grigio con un occhio verde. «A fantasma!» concluse Pelle d'Oca, avviandosi nei meandri della foresta. Il resto della banda vide l'Ectonurita partire, rimanendo a bocca aperta. «Ma se Ben si è trasformato in un fantasma, questo significa che…» iniziò la bionda a parlare, fermandosi con gli occhi spalancati. «Ben!» richiamò l'arciere partendo a razzo. «Aspetta!» aggiunse Glimmer al seguito. Swift Wind e Adora si unirono alla corsa, non volendo rimanere nella città fantasma.


| Zona della Paura |

Entrapta rimosse un cavo dalla creazione di Hordak per rimpiazzarlo con un altro. Si mise successivamente a saldare un pezzo per concludere il tutto, ma ormai era stata beccata: Hordak era alle sue spalle. La tecno/principessa non ci fece però molto caso, continuando ad avvitare dei pezzi. Anzi, osò pure lamentarsi «Ehi! Mi state togliendo la luce! Se solo poteste farvi da parte!». «Fuori! Va!» ordinò il leader dell'Orda. «Beh, solo un secondo: ho quasi finito.» rispose lei rimettendosi al lavoro. Il signore oscuro rimase confuso. Entrapta alla fine completò il lavoro e, mentre veniva spinta da Emily, rassicurò «Tutto fatto! Ok, alla prossima!». «Ci saranno delle terribili conseguenze per questa eclatante infrazione al regolamento!» minacciò Hordak. «Usavate dei cavi non isolati e gli ho sostituiti! Riprovate: dovrebbero reggere la tensione ora!» informò invece la ragazza mentre la porta del laboratorio si chiudeva.

Il leader dell'Orda rimase confuso mentre tornava a guardare la sua creazione. Anche Imp, seduto per terra, era assai perplesso. Il signore oscuro tirò la leva per avviare la macchina, ma essa non funzionò. Pronto allora per dare alla ragazza una lezione, Hordak si voltò ed iniziò ad andare verso la porta, ma tornò subito indietro appena la sfera d'energia si accese. «Allora aveva ragione!» commentò lui osservando il tutto in funzione. «Certo che avevo ragione!» esclamò Entrapta, riapparendo al suo fianco con Emily. Il leader dell'Orda rimase sorpreso di riaverla a fianco, mentre veniva derubata da Imp. «È bellissimo! È una fonte d'energia, non è vero?» disse lei osservando la sfera verde «Cosa costruite che necessita di una tale potenza?». La scienziata corse allora verso vari monitor, sebbene Hordak fosse irritato. «Riconosco queste formule! State facendo esperimenti con i portali?» chiese la tecno/principessa «Insomma so cosa sono, ma i portali multidimensionali sono puramente teorici: nessuno è mai arrivato vicino a creane davvero uno!». Entrapta poi si voltò verso Hordak «Giusto?». «Ovviamente, una persona di un pianeta arretrato quanto il tuo non può assolutamente comprendergli.» commentò il signore oscuro allontanandosi. «Ehi! Va bene, sono io che vi ho fornito una fonte d'energia funzionante… Quindi ditemi tutto!» sbottò la ragazza inseguendolo. Hordak rimase un attimo in silenzio, cominciando poi a spiegare «I portali non sono teorici: sono reali… Ed io ne aprirò uno.». «Davvero!? Posso aiutarvi!» pregò lei «Pensate solo alle possibilità: potreste trasportare truppe, armi e tutto ciò che vi serve da un lato del pianeta all'altro!». «Pensi troppo in piccolo: non mi sorprende. Non puoi comprendere minimamente il potenziale che possiede un dispositivo di questa natura.» ribatté il leader dell'Orda avvicinandosi al tavolo da lavoro. Entrapta rimase a pensare ed a guardare l'invenzione, poi una lampadina gli si accese in testa «Aspettate! Se Etheria è un pianeta arretrato, questo significa che ce ne sono degli altri?». «Certo che ci sono: ci sono innumerevoli galassie piene di innumerevoli altri pianeti!» rispose Horadk «Etheria è l'unico pianeta in cui mi sono imbattuto che sembra non riuscire a capirlo.». «Altri pianeti? E voi ci siete stato!?» esclamò euforica la scienziata. Il leader dell'Orda fece apparire un ghigno sul suo volto.

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La Tessitrice d'Ombre giaceva nella sua cella dal suo affronto contro Hordak. Se non fosse stato per Catra, che andava di tanto in tanto a vantarsi di quanto avesse fatto meglio di lei il lavoro, sarebbe stata abbandonata da tutti. E parlando di Catra… La gatta fece sparire la barriera per entrare nella cella. «Ho contattato ogni miniera sotto il controllo dell'Orda: non hanno il materiale per altre armature e senza armature non posso attaccare Erlandia!» esclamò la ragazza buttando a terra i fascicoli ed avvicinandosi alla donna «Cerca di sabotarmi! Dov'è il fascicolo mancante!?». «Il materiale che cerchi proviene dalla Fucina… Proprio qui, nella Zona della Paura.» rispose la strega. Catra rimase zitta, poi sbuffò «Va bene.» ed iniziò a levare le tende. «Essere me non è proprio come te lo immaginavi, vero?» disse Tessitrice d'Ombre prima che la ragazza se ne andasse «Suppongo tu abbia pensato che Hordak ti avrebbe lasciato gestire le cose adesso.». «Lo fa!» esclamò la gatta voltandosi «Posso fare ciò che voglio!». «Ma non si fiderà mai abbastanza da rivelarti i suoi veri piani.» aggiunse la donna «Non prenderla sul personale: non l'ha mai fatto con me.». «Non so di cosa stia parlando.» ammise il Capitano dell'Esercito «Magari Hordak non si fidava di lei… Ma si fida molto di me.». Le due si scambiarono sguardi di sfida. Poi Catra riattivò gli scudi e se ne andò.


| Bosco dei Sussurri |

Pelle d'Oca vagava nel Bosco dei Sussurri, cercando di seguire l'inquietante voce che risuonava nell'oscurità. Solo per qualche minuto, fu raggiunto ben presto dal resto della banda, malgrado Bow si schiantò a terra nella sua corsa per raggiungerlo. Adora aiutò l'arciere a rialzarsi, sebbene quest'ultimo parve notare qualcosa di strano nella colonna centrale di Alwyn. «La luce proveniva da queste parti.» lo riportò alla realtà l'Ectonurita guardandosi attorno. Una risata distorta gli riportò nel silenzio. Ne susseguirono altri di rumori e versi, prima che Bow iniziasse a dire «Lì è da quella…». Ovviamente non continuò… Quando lo spettro gli apparve davanti. Tutti lanciarono un grido di terrore ed i due eroi cominciarono a colpire, sebbene il nemico fosse sparito. «Dov'è finito?» chiese il fantasma alieno. «L'abbiamo preso?» domandò invece Adora. «No!» rispose Glimmer in preda al terrore. «Scappate!» avvertì lei successivamente appena vide l'entità venire verso di loro. Cominciarono a correre… Poi apparvero due fantasmi davanti a loro. «Scappate dall'altra parte!» gridò di nuovo la principessa che, con l'intera squadra, fece dietro front. Tutti corsero fino a dei cespugli, zona circondata da fantasmi. «Ragazzi, fate qualcosa.» pregò Swift Wind. «Tipo cosa!? Agitarli contro la spada!?» esclamò Adora «Posso affrontare l'Orda, ma non una cosa del genere!». «L'ultima volta che affrontato il paranormale, i fantasmi si facevano male quando gli colpivi! Loro NO!» dichiarò Pelle d'Oca. «Basta raccontare storie di fantasmi! Ho avuto paura da quando siamo arrivati!» sbottò Glimmer «Catra aveva ragione: sono pessima in queste cose!». «Ed io non posso sostituire Entrapta!» si aggiunse Bow «Non riesco nemmeno a far funzionare il localizzatore!». «Ed io continuò a sentire delle cose da quella grossa roccia appuntita!» informò in seguito il cavallo. «Da quella roccia!?» rifletté l'arciere guardando i fantasmi «Un attimo!». Il ragazzo iniziò a camminare verso le due entità, mentre la principessa urlava «Che stai facendo!?». Pelle d'Oca e Adora non persero tempo: il primo lo tirò indietro con i tentacoli fuoriuscenti dal di sotto della sua pelle e la seconda sferrò un colpo di spada, a martello, contro i nemici… Rivelando canali in azzurro. «Ma certo! Questo posto è una rovina degli Antenati!» esclamò Bow. «Allora questi non sono fantasmi.» realizzò l'Ectonurita mentre rilasciava l'amico ed iniziava ad incamminarsi con l'altro. «Ma non possono essere ologrammi: non possano andare in giro da soli.» aggiunse la bionda. «Ma guardateli… Guardateli attentamente.» incitò l'arciere. «No grazie! Sono a posto!» informò Glimmer tenendo gli occhi chiusi. «Si muovono in una sorta di loop.» disse Bow. «Come una registrazione?» chiese Pelle d'Oca. L'arciere tornò a camminare verso le entità, mentre la principessa riapriva, con timore, gli occhi e notava l'amico inerme dalle figure. «Oh… Sta salutando!» commentò tranquilla la ragazza, riferendosi all'ologramma che gesticolava con la mano. Lei ripeté il gesto e disse «Al dire il vero, sapete una cosa? È comunque inquietante!». Swift Wind annuì all'affermazione. «Credo di sapere da dove vengano: venite con me.» disse il ragazzo di colore facendo strada.


| Zona della Paura |

Catra stava andando via dalle prigioni, quando Scorpia iniziò a raggiungerla ed a richiamarla «Catra! Catra! Ehi Catra!». La gatta sospirò frustrata mentre l'altra si fermava per riprendere fiato e commentare «Sei veloce!». «Ad ogni modo, ho trovato il fascicolo!» annunciò la grossa ragazza avvicinandosi «Indovina un po'?». «Il materiale viene prodotto qui nella Zona della Paura.» concluse la gatta. «Bellissima e geniale.» complimentò Scorpia. La ragazza gatto rimase con lo sguardo serio per qualche secondo, data la sua irritazione, ma si trasformò in preoccupazione quando vide Entrapta assente. «Dov'è Entrapta!? Dovevi tenerla d'occhio!» sbottò la gatta. «Sai, lei è… Lei… Lei è… Non so dove sia in tutta onesta, ma rimedierò! Perché è questo il tipo di amica che sono! Quindi non c'è di che!» ammise la grossa ragazza. L'altra gli ringhiò di rabbia.

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Hordak osservava la sfera d'energia mentre Entrapta ritoccava il tutto con saldature e giramenti di manopole. A lavoro finito, la sfera si fece grossa il doppio. «Questo, probabilmente, è il massimo con cui si possa lavorare.» informò la scienziata «Se avessimo altra tecnologia degli Antenati, potremmo generare più voltaggio.». Hordak non disse nulla e rimase a guardare la macchina. In quel momento, entrarono di corsa Catra e Scorpia. «Mi dispiace Lord Hordak! Entrapta è nuova da queste parti! Vi prometto che non vi disturberà più!» rassicurò la gatta avvicinandosi. «Sei tu che mi stai disturbando Capitano dell'Esercito, con la tua intrusione inopportuna!» la stoppò il leader dell'Orda. La ragazza rimase confusa. «Io sto lavorando! Con il valido aiuto di Entrapta.» aggiunse lui. «Hai sentito Emily? Non avevo mai avuto un compagno di laboratorio prima d'ora!» esclamò la tecno/principessa al suo robot. Catra rimase in silenzio a guardare i due, poi venne invitata dal ringhio di Imp ad andarsene. La gatta e Scorpia levarono così le tende.


| Alwyn |

Alla torre di Alwyn, Bow e Glimmer stavano rimuovendo varie radici, rivelando la scrittura degli Antenati. «Ci siamo! Il rumore proviene da qui!» esultò Swift Wind. «Assomiglia al faro di Light Hope.» analizzò Adora. «È un'antenna. Immagino che questo avamposto sia costruito su qualche centro di comunicazione degli Antenati.» spiegò l'arciere facendo pulizia. «Quando il Black Garnet ha sconvolto il pianeta, deve aver fatto in modo che il centro si azionasse.» rifletté Ben. «Ed ora sta cercando si inviare dei vecchi messaggi in memoria.» aggiunse il ragazzo di colore «Adora, se traduci, potremmo essere in grado di spegnerlo.». Lui e Glimmer passarono poi davanti al duo con una grossa radice, mentre Adora indicava due ologrammi «Quindi… Loro sono gli Antenati?». «Sì, perché?» chiese sorridendo l'arciere, osservando un uomo ed una bambina olografica. «In verità… Gli immaginavamo come dei 2x2 con l'intelligenza di Materia Grigia, ma invece sono persone normali che inviano messaggi ai loro cari.» rispose Ben a malincuore. «Messaggi che non hanno mai ricevuto a causa di ciò che hanno fatto Mara e Aron al pianeta.» seguì la bionda con lieve irritazione. Benjamin e Swift Wind si avvicinarono, facendogli capire che ci sarebbero stati per lei. L'ex soldatessa gli sorrise e si avviò a spegnere l'antenna. Una volta disattivata, gli ologrammi durarono solo più qualche secondo prima di sparire. «Riposate in pace ora.» mormorò Adora. Tutti la guardarono, contagiati dalla sua tristezza, ma Bow si ricordò di una cosa: i civili. «I contadini saranno fuggiti dai fantasmi quando quest'affare si è acceso da solo.» rifletté l'arciere prendendo il localizzatore «Dovremmo potergli trasmettere un messaggio per fargli tornare.». «Vai, così! Credo che la Ribellione si troverà davvero bene con te… Mastro Inventore Bow!» complimentò Glimmer. «Grazie Glimmer!» ringraziò il ragazzo «Ora che l'antenna dovrebbe tornare tutto alla normalità.». Bow iniziò a lavorare sul suo tablet, quando lo strumento non iniziò a rappresentare un insieme di scritte corrotte. «È di nuovo quel messaggio.» disse l'arciere. «Sembra la scrittura degli Antenati.» commentò Ben. «Ma l'antenna l'abbiamo spenta.» ricordò Swift Wind. «Beh, se è la scrittura degli Antenati, non riesco a leggerla: è troppo deteriorato.» informò Adora. «L'hai detto tu stesso: il localizzatore deve essere rotto.» disse Glimmer. Bow rimase a guardare l'insieme delle scritte «Sì… Deve essere così.».


| Deserto Cremisi |

Da qualche parte di Etheria, in un deserto, una forte tormenta di sabbia stava soffiando sulla zona. Il paesaggio arido e vuoto era decorato solo da sabbia, dune, rocce… E un'astronave. Il velivolo veniva lentamente disseppellito dal vento, rivelandosi un enorme mezzo. Anche la porta per accedervi si stava pian piano liberando dalle ostruzioni.

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Dentro l'astronave abbandonata, varie scritture degli Antenati erano visibili… Visibili per una piccola luce proveniva dai comandi. Osservando meglio, la luce era uno schermo acceso. Osservando, si poteva scorgere il messaggio di Bow in maniera nitida.