Capitolo 20: La famiglia di Bow

| Etheria |

| Bright Moon |

Bow era seduto sull'ala sinistra della cima del castello di Bright Moon mentre il sole sorgeva. Aveva cercato tutta la notte di capire cosa volesse dire "Serenia", "Portale", "Mara" e "Aron", ancora captate dal suo localizzatore. Comiciò poi a parlare fra sé e sé, mentre registrava il tutto «Serenia, Portale, Mara e Aron. Magari Mara e Aron erano fratelli ed il loro cognome era Serenia. O il Portale è un… Serenia?». Il ragazzo sospirò frustrato «Sarò molto onesto con te, futuro Bow, non ci sto capendo nulla.». L'arciere smise di parlare e si appoggiò al muro… Poi il tablet cominciò a lampeggiare di rosso ed a suonare. Bow lo guardò ed andò nel panico «No! Era oggi!? Non può succedere… Non adesso! No no no no no no!». Iniziò a correre via il ragazzo, scendendo dalla cima ed avviandosi nel Bosco dei Sussurri.

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I raggi del sole stavano lentamente illuminando la stanza dei due eroi, che dormivano beatamente nei loro letti. Il leggero vento poi, faceva sì che i cristalli emettessero una melodica melodia, che si univa perfettamente dal cinguettio degli uccelli. Niente avrebbe potuto rovinare questo incantevole scenario… A parte Glimmer. «Ragazzi!» gridò lei apparendo ai lati dei loro letti e togliendogli le coperte «Alzatevi!». I due adolescenti scattarono in piedi urlando ed armandosi: lei con un pugnale e lui trasformandosi in Rotolone. «Che succede!?» chiese il Pelarota Arburiano. «Chi c'è!?» domandò invece la bionda. «Si tratta di Bow!» spiegò la principessa, tirando fuori una freccia con un messaggio «È nei guai!».


| Bosco dei Sussurri |

Glimmer stava trascinando Adora e Ben per il Bosco dei Sussurri per trovare Bow, spiegandogli intanto cosa fosse successo quella mattina. «Localizzatore e frecce sono spariti: se n'è andato dopo aver lanciato il biglietto attraverso la mia finestra!» raccontò la principessa. «Il biglietto dice Sto bene e non seguitemi.» disse la bionda leggendo il messaggio. «Sentito? Sta bene.» tranquillizzò il ragazzo. «Non sta bene!» sbottò Glimmer fermandosi «Dobbiamo seguirlo! Se stesse bene, ci avrebbe detto che se ne andava! E dopo aver scoperto che il segnale riguardava Mara e Aron…». «Ok Glimmer. Avanti, calmati ora.» disse Benjamin. La principessa fece un bel respiro. «Dove va Bow quando non è a Bright Moon?» chiese l'ex soldatessa. La principessa di Bright Moon rimase in silenzio e diventò nervosa. «Sul serio?» domandò il portatore dell'Ultimatrix schiaffeggiandosi il volto. «Ci ricordi da quanto siete amici?» chiese Adora con serietà. «Ragazzi! Bow tiene molto alla sua privacy! Non ha mai parlato del suo passato o da dove provenga. MAI! E sapete quanto sia chiacchierone ed aperto solitamente!» si difese Glimmer, ricominciando a tirargli per un braccio ed a camminare «Qualcosa non va… E se fosse nei guai!?».

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Adora prelevò della linfa da un albero parzialmente rovinato «Bow è venuto di certo da questa parte, a giudicare i rami spezzati, la linfa…». «E dalle sue orme particolarmente definite?» chiese Ben indicando le impronte impresse nel suolo. Il gruppo seguì allora la scia e trovarono, nascosto fra le foglie, l'equipaggiamento dell'arciere. «È impossibile che Bow non si porti le sue frecce speciali!» esclamò la principessa, prendendo in mano tutta la roba «Ve l'ho detto: è nei guai!». Gli altri due annuirono, ma qualcosa attirò la loro attenzione «Che cos'è quel posto?». Glimmer guardò nella loro stessa direzione: scorse così un inquietante palazzo dall'aspetto abbandonato. Il trio si guardò e la principessa gli teletrasportò dentro.


| Biblioteca |

«Dobbiamo trovare Bow e portarlo via da questa…» mise in chiaro Glimmer, prima di accorgersi che dentro ad una «Biblioteca?». Ebbene, il posto era una biblioteca: ogni scaffale, del primo e secondo piano, era stracolmo di libri e di artefatti dall'aspetto prezioso. Adora si guardò confusamente attorno, per poi chiedere alla principessa «Sapevi di una biblioteca nel Bosco dei Sussurri?». L'altra scosse la testa mentre vagava per la sala. «Ma chi mai farebbe costruire una biblioteca in mezzo al nulla?» domandò Ben prendendo uno dei tanti libri in mano. Nessuno rispose, ma una porta cominciò ad aprirsi ed apparve… Bow.

Il ragazzo di colore sospirò, mentre portava in mano una pila di libri, poi andò nel panico appena si accorse dei presenti. «Bow! Sono così felice di averti trovato!» esclamò Glimmer mentre l'amico correva a posare ciò che aveva in mano. Adora cominciò a spiegare «Siamo venuti a tirarti fuori da qui o a combattere i tuoi rapitori o non siamo sicuri di cosa siamo…». La principessa lanciò un gridolino di terrore e lasciò andare la mercanzia dell'arciere mentre si accorgeva che l'amico aveva l'ombelico coperto da una maglia «Che cosa ti hanno fatto!?». «Abbiamo le tue frecce! Contro chi combattiamo?» prese a parlare Ben, prendendo in mano l'equipaggiamento. «Con nessuno! Non dovreste essere qui: ve ne dovete andare subito prima…» spiegò Bow, fermandosi quando la porta da cui era passato si aprì. Nel giro di due secondi, afferrò la sua roba e la lanciò sotto un armadio, seguendo con la spada che la nascose in un vaso.

Quando ebbe finito, la luce si accese e due uomini entrarono. «Chi è là? Chi sono queste persone?» chiese l'uomo a sinistra. «Reggetemi il gioco.» sussurrò Bow, voltandosi ai due di fronte «Loro sono Adora, Ben e Glimmer, i miei amici dell'accademia! Ragazzi, vi presento i miei… Padri!». Il trio si guardò confuso e poi lanciò lo sguardo agli adulti: un uomo baffuto ed un uomo con i capelli rasta. «Ragazzi!» salutò quello a sinistra. «Siamo felici di conoscere finalmente i compagni di scuola di Bow!» sorrise l'altro con gli occhiali. I due accorsero poi ad abbracciargli, mentre il trio dava uno sguardo confuso all'arciere.


| Zona della Paura |

Alla Zona della Paura, Catra non aveva ancora trovato nulla di divertente nello scherzo della Tessitrice d'Ombre: i suoi sottoposti, all'oscuro della fuga della strega, lo stavano notando. La gatta stava infatti camminando davanti e indietro di fronte a Scorpia, Lonnie, Kyle e Rogelio «Bisogna incrementare la sicurezza: fate rapporto direttamente a me ed a nessun altro, raddoppiate le pattuglie e soprattutto…». Si trovò a zittirsi di colpo, vedendo la sagoma dell'ex mentore. Scattò indietro, rizzando il pelo per la paura. Poi si accorse che non c'era assolutamente nulla e gli altri la richiamarono la sua attenzione. «Stavi dicendo?» chiese Scorpia. «Sì! E-E Per qualsiasi cosa sospetta, fate rapporto a me!» concluse Catra rimettendosi composta. «Vuoi dire come il fatto che la cella Tessitrice d'Ombre è vuota?» domandò Lonnie. «Ho sbattuto la prigioniera in isolamento ieri sera!» sbottò il Capitano dell'Esercito «Come se dovessi giustificarmi con i miei sottoposti.». Scorpia si fece avanti «Avanti Catra: Lonnie stava solo rispondendo alla tua…». «Avete avuto gli ordini! Il prossimo che mi contraddirà, vedrà la cella della Tessitrice d'Ombre da vicino!» la interruppe la gatta, facendo segno verso la porta «Muovetevi!». I quattro si guardarono preoccupati. «Ho detto MUOVETEVI!» sbottò Catra. Lonnie, Kyle e Rogelio scapparono fuori, ma Scorpia, appena uscì dalla porta, si voltò «Catra…». L'altra gli lanciò un'occhiataccia e gli chiuse la porta in faccia.


| Biblioteca |

La Squadra Migliori Amici stava goffamente bevendo la loro tazza di tè mentre erano seduto su un divano rosso vicino al camino. Di fronte a loro ci stava George, seduto anch'esso a bere il tè… Prima che suo marito Lance apparisse alle spalle facendogli prendere un infarto. «Se volete qualcosa, basta che me lo diciate e ve lo porterò! O-O volete i salatini, vi porto i salatini!» disse sorridendo l'uomo con i capelli rasta, per poi andare via di corsa. L'altro lo guardò andare via, commentando «Sì… È così energico.». L'uomo baffuto guardò poi i quattro ragazzi «Voi adorerete frequentare l'Accademia delle Imprese Storiche con Bow.». «Eh… Sì, assolutamente sì!» rispose nervosamente Glimmer, tirando poi una gomitata a Ben e Adora, intenti a bere il tè. La bionda iniziò a parlare «Già! Non cambierei una virgola alla… Eh…». «Accademia delle Imprese Storiche!» concluse il portatore dell'Ultimatrix, arrivando in soccorso. I tre sorrisero poi nervosamente, lanciando uno sguardo a Bow, anche lui non messo meglio di loro. «Scommetto che siete qui per vedere la nostra collezione di manufatti degli Antenati!» esclamò Lance, piombando di colpo alle spalle degli adolescenti «Abbiamo dei nuovi frammenti di vasellame e…». L'uomo poi si stoppò e guardò il marito «Che stavo facendo?». «I salatini.» rispose Lance. «Oh, sì sì! Giusto, i salatini!» annuì l'uomo occhialuto, correndo di nuovo via. «Il vasellame è notevole: l'ha mandato il fratello maggiore di Bow.» spiegò l'adulto. «Il fratello!?» domandò scioccata Glimmer mentre soffocava nel suo tè. «Oh… Bow ha un fratello maggiore. Che bello!» commentò l'ex soldatessa. «È il più giovane di tredici!» aggiunse Lance, arrivato con calma e con il vassoio. Ora fu il momento di Benjamin per rischiare di morire soffocato dal tè «Tredici!?». «Tutti degli storici… Proprio come noi!» continuò lui «E come Bow, quando si laureerà e prenderà in mano alla biblioteca… Vero Bow?». L'arciere rimase in silenzio e scambiò uno sguardo agli amici, poi rigurgitò il tè nella tazzina. «Lascia stare Lance: sembra che nostro figlio non sia in vena di chiacchiere oggi.» scherzò George scoppiando a ridere mentre il marito alzava gli occhi al cielo e posava il vassoio. «Ok…» cominciò Bow alzandosi in piedi «Grazie per il tè ed i salatini, ma ai miei amici piacerebbe molto…». «Un giro nella biblioteca!» lo interruppe Lance, saltando fuori da dietro il loro divanetto «Il nostro Bow frequenta persone che condividono il suo entusiasmo per la storia! Aspettate di vedere la parte più antica della nostra collezione: un prezioso frammento di una pietra runica inattiva!». «Se non fosse per il valore storico, ce ne saremmo sbarazzati da tempo.» disse serio George, zittendo tutti «Non ci serve un promemoria delle principesse e della loro guerra.». «Ma l'Orda ha iniziato la guerra… E le principesse stanno combattendo per salvare Etheria.» ribatté Glimmer. «Sei giovane per ricordare la fallita Alleanza delle Principesse… Io no.» affermò l'uomo, alzandosi e dirigendosi al camino «Mi sono arruolato, ho combattuto per ciò che credevo giusto…». «Papà, possiamo evitare?» chiese Bow. «E quando sono tornato a casa… Il mio villaggio era ridotto in cenere.» continuò l'adulto «Ho giurato che la mia famiglia non si sarebbe più fatto coinvolgere nelle battaglie delle principesse.». Tutti abbassarono lo sguardo dispiaciuto. George rimase fisso verso il fuoco, prima di accorgersi che qualcuno gli teneva la mano: Lance. Si scambiarono uno sorriso, poi l'uomo con gli occhiali tornò ai ragazzi «Beh, so come alleggerire l'atmosfera: le foto di bambini! Ne ho di veramente stupende… Addirittura del primo bagnetto di Bow!». L'arciere spalancò gli occhi: tutto ma non questo! «Mostrerò ai miei amici la mia stanza adesso!» disse lui solennemente. «Voglio vedere le foto del bagnetto!» protestò Adora. «Seria?» chiese Ben. «La mia stanza… Adesso!» ordinò Bow.

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Bow si affrettò a spingere fuori dalla stanza i suoi tre amici, affrettandosi poi a chiudere la porta alle sue spalle. Lasciò andare un piccolo sospiro, ma Glimmer lo richiamò «Bow! Che sta succedendo!?». Il ragazzo si voltò, potendo scorgere la rabbia della principessa e gli altri due che mangiavano salatini. «I miei padri non sanno che sono della Ribellione: credono che frequenti un collegio e che al momento sia in vacanza.» rispose lui. «È per questo hai mai parlato del tuo passato? Pensavo che fosse perché era oscuro e doloroso per te, ma i tuoi padri sembrano così gentili e normali!» esclamò Glimmer. «Ascolta, adoro i miei padri, ok? Non ho mai parlato di loro perché…» cominciò l'arciere, aprendo leggermente la porta per vedere i suoi genitori parlare «Hanno deciso quando ero piccolo che sarei rimasto a casa e che avrei preso in mano la biblioteca quando si fossero ritirati, ma io volevo viaggiare e combattere!». «Ho fatto l'unica cosa giusta da fare.» continuò Bow, richiudendo la porta «Ho imparato in segreto a tirare con l'arco e finto di essere in un collegio inesistete!». I tre davanti lo guardarono confusi. «Sembra una cosa davvero elaborata, Bow.» commentò Ben. «Hai provato a parlargli?» chiese Adora. «Avete visto come sono: non mi ascoltano proprio! Pensano di sapere quello che voglio.» si lamentò il ragazzo di colore «E se Lance sapesse che non voglio essere uno storico? Peggio: se George sapesse che sono un soldato della Ribellione che combatte a fianco delle principesse? Credo che ne morirebbero!». «Quindi continuerai a mentirgli!? Per sempre!?» interrogò Glimmer indignata. «Non per sempre, solo… Per il prossimo futuro.» rispose l'arciere nervosamente «Fino a questo momento ha funzionato: vi prego… Per me!». La principessa dovette coprirsi gli occhi: lo sguardo da cucciolo del suo migliore amico era impareggiabile. «E poi… I miei padri hanno la più grande collezione di manufatti degli Antenati che si possa trovare a Etheria: questo è il posto perfetto in cui cercare risposte su She-Ra, Infinite, il messaggio di Mara e Aron, Serenia… Tutto quanto!» si difese Bow. A quella frase, Adora e Ben ebbero la sua più completa approvazione. «Certo, perché no?» esclamò la bionda con sicurezza «Possiamo fare gli studenti!». «Tecnicamente non è del tutto mentire: io andavo a scuola prima di essere arenato qui su Etheria!» si aggiunse il portatore dell'Ultimatrix. Glimmer si schiaffeggiò il volto «Sono sicura che sarà un disastro.». «Beh, lo sarà con quell'atteggiamento!» la informò Bow aprendo la porta… E richiudendola subito. «Comunque, credo di aver detto nelle mie lettere che Glimmer frequenta fisica, Ben storia, Adora arte, nessuno di voi è una principessa, ha poteri o proviene da un altro mondo... E ci siamo conosciuti al primo anno.» si raccomandò lui, mentre gli amici facevano facce terrorizzate «Ok? Andiamo!».


| Zona della Paura |

Catra era sul suo letto, analizzando e buttando per aria numerosi fogli per la stanza. Ad interrompere il suo lavoro, arrivò Scorpia «Ehi Catra. Ascolta, ho cercato qualsiasi cosa sospetta proprio come hai detto tu, ma questa è la Zona della Paura, quindi si parla praticamente di tutto! Speravo che mi potessi dire cosa dovrei cercare esattamente.». La gatta gli ringhiò rabbiosamente «Se passassi più tempo a seguire gli ordini invece di mettergli in discussione, non dovrei dirtelo io! Ora vattene fuori!». L'altra a quel punto sospirò ed andò dall'altra parte del letto «Ok gatta selvatica: non volevo essere costretta a farlo, ma… Non mi lasci altra scelta.». «Che stai facendo?» interrogò il Capitano dell'Esercito mentre vedeva la ragazza mastodontica prendere la coperta fra le chele. Scorpia gli fece uno sguardo minaccioso… Poi gli sorrise e l'avvolse nel tessuto, prendendola successivamente in braccio. «Shh. Dimentica le tue preoccupazioni: sei al sicuro, sei al sicuro.» tranquillizzò il Capitano dell'Esercito. «Smettila! Basta! Lasciami andare!» cominciò ad ordinargli Catra mentre provava a liberarsi «Sei impazzita!?». «Shh. Sei al sicuro. Non c'è niente che non possiamo affrontare.» continuò la ragazza mastodontica. A quel punto, la gatta svuotò il sacco «Ho perso la Tessitrice d'Ombre! Come potremmo affrontare questo!?». Scorpia si zittì, con la faccia ricolma di terrore «Cosa?». «La Tessitrice d'Ombre è scappata: devo trovarla prima che Hordak scopra la verità!» gli rivelò il Capiatno dell'Esercito. «Beh… Non devi farlo da sola! Io sono conte e scommetto che Entrapta può costruire un localizzatore.» la rassicurò l'altra. «No! Entrapta è sempre con Hordak e non sa mantenere i segreti: appena lo saprà, lei lo dirà a lui e sarà la fine per me!» esclamò Catra. Scorpia la posò allora sul letto, liberandola dalle coperte «Allora ci assicureremo che non accada. Troveremo la Tessitrice d'Ombre noi e non una parola uscirà da qui.». La gatta gli sorrise… Ma se avesse saputo della presenza di Imp nel condotto di aerazione avrebbe iniziato a pianificare la fuga e non la ricerca della Tessitrice d'Ombre.


| Biblioteca |

George e Lance stavano orgogliosamente facendo fare un giro della biblioteca alla Squadra Migliori Amici. Ogni singolo oggetto che gli avevano mostrato apparteneva agli Antenati, ma nulla gli aveva aiutati con la loro segreta missione su Mara e Aron. Proprio ora, Lance gli stava mostrando una teca dopo l'altra «Questa è una caraffa di colonia di mille anni fa... E questa è un'antica tavoletta che ha più di due millenni!». L'uomo raggiunse poi un armadio… Indicandone la sezione in basso del mobilio, dove si trovava una tendina «E qui… È dove Bow faceva i suoi travestimenti quando era piccolo!». L'adulto scostò la tendina color lavanda, rivelando numerosi giocattoli e peluche, il tutto mentre imbarazzava suo figlio. «Mi faccia indovinare: si fingeva un pirata?» chiese Glimmer. «Oh, no. A Bow non piacciono i pirati. Giocava a fare lo storico: si preparava a prendere in mano la biblioteca già dall'allora.» rispose Lance, voltandosi poi verso l'arciere «Vero Bow?». «Vero.» rispose l'interlocutore con largo sorriso finto. «Mi scusi signore, come storico esperto degli Antenati, sa qualcosa riguardo alla leggenda di She-Ra e Infinite?» chiese successivamente Adora appena la stanzetta di Bow venne ricoperta. «Ottima domanda!» si complimentò Lance «Delle traduzioni accurate sono difficili da trovare, ma crediamo che i loro veri nomi fossero "He-Ra" e "Infinity".». «Beh, non è vero!» commentò Ben, cercando di non ridere assieme alla bionda. «Ma non puoi saperlo con sicurezza, vero Ben?» disse il ragazzo di colore con non chalance e per paura che la copertura saltasse. «Combattevano entrambi "Per il potere di Grayskull" e "È il momento dell'eroe".» continuò il padre. «È "Per l'onore di Grayskull".» corresse l'ex soldatessa. «Senza contare che Infinite combatte quando "È l'ora dell'eroe".» aggiunse il portatore dell'Ultimatrix. Bow spalancò gli occhi dalla paura. Fortuna volle che suo padre fosse troppo entusiasta di mostrare l'ultimo pezzo della collezione dei due eroi leggendari «E Infinite si trasformava in un drago, che alle volte She-Ra cavalcava!». Fu allora che Lance si scostò, rivelando uno splendido vaso su cui era disegnata la Principessa del Potere a cavallo dell'Eroe dell'Infinito, trasformato in un Dragons. I due adolescenti spalancarono gli occhi al sapere questa notizia. «Aspetti, cavalcava un drago!? / Aspetti, si trasformava in un drago!?» esclamarono Adora e Ben all'unisono, avvinghiandosi alla teca «Anch'io vorrei…». Non poterono finire la frase che Bow gliela tappò subito, confondendo lo storico. «Comunque… Che stavo dicendo?» si chiese successivamente l'uomo. «Sciocchezze sulle principesse.» rispose George, infastidendo Glimmer.

Raggiunsero allora una tenda, rivelando una roccia magenta. «Il frammento di pietra runica.» la presentò Lance «È l'oggetto degli Antenati più antico della nostra collezione.». «Ma basta parlare di noi.» si fermò lo storico «Parlateci dei vostri studi ragazzi!». Ora incominciavano i problemi per la squadra. «Ah… Sapete? La fisica è così bella!» esclamò nervosamente Glimmer. «Anche la storia è molto… Bella!» seguì Ben. «Vogliamo parliamo dell'arte?» si aggiunse Adora dandogli un'amichevole gomita.

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La bionda ed il ragazzo cominciarono ad avere una specie di conversazione improvvisata con Lance, mentre Bow cercava di zittirgli. Leggermente più in dietro, George iniziò a parlare con la principessa «è un vero piacere conoscerti, Glimmer. Devo essere onesto: pensavamo che Bow ti avesse inventata.». «Davvero?» rise lei. «Sì, sai com'è Bow: timido, silenzioso… Non ha molti amici.» rispose lui «Dalle sue lettere sembra che tu l'abbia fatto uscire dal suo guscio.». «Sì… Immagino di sì.» mormorò la ragazza.

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«Allora! Per la scuola abbiamo un problema sugli Antenati da risolvere!» gli fermò Bow, parlando con suo padre «Ma l'ultima parola ci sta creando difficoltà: avete mai sentito il termine "Serenia"?». «Oh!» esclamò Lance.

Lance e George consegnarono ai quattro un mucchio di pergamene, che posarono sul tavolo. «Serenia era il nome di una mitica eroina degli Antenati.» spiegò George, alzando poi gli occhi pensando al marito «Anche se alcuni di noi credono che si esistita davvero.». «Alcuni di noi credono anche che il vaso di Eleberon risalga soltanto ad un millennio fa.» ribatté Lance. «Tutto qui quello che avete trovato su Serenia?» chiese Bow, interrompendogli. «Oh no, anzi. Chiedo scusa. No, questi sono i reperti del primo piano: c'è molto di più al secondo!» rispose suo padre. «Ci vorranno delle ore.» gemette Glimmer. «Se non giorni.» disse Ben. «Ore, giorni, magari settimane e, se siete davvero fortunati…» corresse l'uomo occhialuto, voltandosi per guardare George «Potrebbe volerci una vita intera.». «Sei così sentimentale.» commentò suo marito. «Questo riguarda gli acquedotti, quindi è catalogato in modo errato.» se ne uscì Adora riponendo sul tavolo una pergamena. I due adulti si guardarono, poi si fiondarono al fianco della bionda. «Aspetta! Tu sai leggere la scrittura degli Antenati!?» esclamò Lance. «Eh… Studio anche linguistica. È un terzo corso o secondo: ho perso il conto.» rispose l'ex soldatessa con nervosismo. «Che significa questo!?» pregò George, rivelando sul suo braccio sinistro un tatuaggio in lingua degli Antenati. «Significa… Pranzo.» rispose l'adolescente. «Oh, no! Pensavo che significasse "Amore"!» gemette l'uomo baffuto. «Pensavi significasse "Amore"!» scoppiò a ridere l'altro «Mi piace questa ragazza!». Lo studioso continuò ancora a ridere, prima che dicesse «Al dire il vero, c'è un'altra questione che credo tu possa risolvere!». I due adulti cominciarono a portare Adora lontano dal tavolo e dal resto del gruppo, sebbene la ragazza non fosse molto d'accordo. «Non so, magari dovrei aiutare con il progetto scolastico.» disse lei. Lance non era d'accordo: si mise di fronte e cominciò a fare gli occhi da cucciolo. «Ma immagino che sia fattibile.» si arrese la bionda. «Grandioso! Avanti, Squadra Migliori Ricercatori!» esultò lo studioso, trascinandosi con sé l'adolescente ed il marito, mentre al tavolo Glimmer, Ben e Bow gemevano per la pila di roba da guardare.

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Quanto sarà passato da quando avevano iniziato? Secondi? Minuti? Ore? Fatto sta che non stavano trovando niente di utile! «Comunque non ne stiamo venendo a capo.» parlò Bow mentre posava un artefatto e crollava sul divano «Cosa c'entra un eroina mitologica degli Antenati con Mara e Aron?». Nessuno rispose, ma l'arciere poté scorgere Ben che gli indicava, con lo sguardo serio, Glimmer. «Ehi, Glimmer? Che succede?» chiese allora lui preoccupato. «Che succede a te, Bow!?» esclamò la principessa sul punto di piangere «Hai una famiglia segreta, dovresti essere uno storico, a quanto dicono odi i pirati e non mi hai parlato di niente di questo!». «Mi sento come se non ti conoscessi affatto!» sbottò infine lei. «Glimmer, tu sai assolutamente tutto di me… Sai tutto del vero Bow!» la rassicurò il ragazzo di colore «Fingo di essere chi non sono con la mia famiglia perché la verità gli ferirebbe!». «E la cosa ti sta rendendo molto infelice!» affermò la ragazza «Bow, i tuoi padri ti amano! Sono sicura che amerebbero il vero te!». «Questo non puoi saperlo.» disse Bow con serietà. «Lei no… Ma io sì.» interruppe Ben, ottenendo sguardi confusi. «Anche io tenni segreto la questione dell'eroe ai miei genitori… Finché non l'hanno scoperto e mi hanno visto mentre venivo pestato come un sacco da box.» continuò il portatore dell'Ultimatrix, ridendo nervosamente per l'ultima parte ma tornando serio «Ma gli ho fatto capire che se mi avessero fermato, se mi avessero impedito di essere l'eroe di cui la Terra aveva bisogno, avrebbero rinnegato tutti i loro insegnamenti di aiutare il prossimo.». «Ma non capisci Ben? Ho cercato di dirglielo in passato, ma non vogliono accettarlo!» si difese Bow «Quindi, continuo a fingere.». Ben e Glimmer si guardarono, voltandosi preoccupatamene verso l'arciere.

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«Questo è stato ritrovato nello stesso scavo del frammento di pietra runica.» spiegò Lance, mostrando a Adora una enorme palla blu «Il fatto è che non siamo d'accordo su cosa sia, quindi… Che cosa dice?». La bionda lesse la lingua antica posta sulla sfera «Questa è facile: è una password per aprirla! Dice "Eternia"!». Al pronunciare la parola, l'artefatto cominciò ad illuminarsi ed accecare i presenti. «Oh, funziona! È…» cominciò a farneticare Lance, mentre il suo volto cambiava in paura nel vedere la palla diventare una creatura arrabbiata «È… È…». «Un mostro!» esclamò George. La bestia insetto ruggì ed il trio di fronte a lui cominciò a correre lungo le scale, nel mentre il mostro si richiudeva a palla e si lanciava al piano di sotto: Bow, Ben e Glimmer poterono così vedere una palla da bowling passargli sopra la testa e trasformarsi in un insetto.

Lance e George corsero subito dai tre adolescenti mentre il mostro gli puntava. «È un Elementale!» gli avvisò Adora, dall'altro lato della stanza e vicina ad un vaso dove il ragazzo di colore aveva nascosto la Spada della Protezione «Sarà un gioco da ragazzi!». «Ci puoi scommettere!» aggiunse Benjamin, ora con gli sguardi puntati a lui mentre maneggiava l'Ultimatrix «E poi Rotolone deve mettere in chiaro che ci può essere una sola palla di cannone ambulante su Etheria!». «Ragazzi, aspettate!» cercò di fermargli Bow, ma fallendo appena i due gridarono le frasi e si trasformarono in She-Ra e Infinite. I due adulti guardarono gli eroi con completo shock. «Adora e Ben… Seguono un corso comune che riguarda She-Ra e Infinite!» trovò come scusa il figlio. Intanto, la bestia stava avanzando verso la famiglia. «Non vi preoccupate: ci penso io!» rassicurò She-Ra, per poi essere scagliata al piano superiore dal nemico. «Prenditela con qualcuno al tuo pari!» sfidò Infinite, trasformandosi in Ultra Rotolone. I due si misero a palla e cominciarono a fare un testa a testa per chi sarebbe stato messo al tappeto per prima. «Ehi, non prenderti tutto il divertimento!» esclamò Glimmer, mettendosi a sparare sfere magiche alla sfera nemica e permettendo al Pelarota Arburiano Evoluto di far schiantare al muro il contendente. «Resistete ragazzi! Arrivo!» si rialzò la Principessa del Potere, mutando la spada in uno scudo e lanciandolo contro il mostro, facendo sì che crollasse a terra.

Nel mentre poi lei scendeva al piano di sotto e recuperava la sua arma per trasformalo in un lazo, i genitori di Bow diedero uno sguardo al loro figlio. «Ci danno proprio dentro con i loro studi!» commentò orgoglioso l'arciere con nervosismo, per poi andare in panico quando vide arrivare un mobilio verso di lui e dai suoi padri. Il trio corse subito via ed andò a nascondersi dietro ad un tavolo rovesciato. «Bow! Le tue amiche sono principesse e Benjamin un mutaforma!?» esclamò Lance. «Ci devi dire che sta succedendo! IMMEDIATAMENTE GIOVANOTTO!» ordinò George. L'arciere si arrese e disse «Dobbiamo agire prima che l'Elementale si rivolti contro di noi!». «Sai che cos'è quello!?» sbottò l'uomo con gli occhiali. «Ci siamo già imbattuti in loro in passato: attaccano solo quando vogliono proteggere qualcosa!» spiegò il ragazzo, mettendosi a pensare in fretta «Quindi cos'è che vuole proteggere!?». «Ti sei già imbattuto in loro in passato!? Chi sei tu!?» sbottò l'uomo baffuto scattando in piedi, mentre alle spalle il guardiano veniva scagliato in aria e ributtato a terra, alzando un enorme polverone. «Era accanto al frammento di pietra runica: lo starà proteggendo!» informò Lance. «Papà, sei un genio!» esclamò il figlio sorridendo, per prendere ed andarsene «prometto che vi spiegherò tutto, ma ora dovete fidarvi di me! Siamo d'accordo?». «Bow! Bow!» lo chiamò varie volte George, ma dovendo guardare impotente suo figlio allontanarsi.

She-Ra e Ultra Rotolone caddero a terra quasi sull'orlo dello sfinimento. Il mostro stava per finirgli, ma all'urlare di George «Bow, torna qui!» si voltò e cominciò a rotolargli contro. «Non importa!» dichiarò Lance zittendo il marito «Resta lontano! Resta lontano!». «Glimmer!» chiamò l'arciere. «Ci penso io!» tranquillizzò lei, apparendo dietro agli adulti e risparendo prima dello schianto del mostro. Riapparendo al piano di sopra, la principessa disse «È stato un piacere conoscervi!» e sparì di nuovo. I due uomini si guardarono scioccati e si affacciarono alla sporgenza, notando Bow correre all'armadio dove aveva nascosto le frecce. «Non ci arrivo!» gemette il ragazzo mentre cercava di arrivare all'equipaggiamento. Si ritrasse dal provarci, strappando la parte della maglia che copriva l'ombelico e riuscendo finalmente a raggiungere il suo amato arco. «Presi!» esultò lui.

Il trio si trovava faccia a faccia con il mostro, ormai ansimando per la fatica. La bestia stava per eseguire il suo attacco, una freccia fumogene, che lo colpì in pieno volto, lo fece sbattere contro la libreria. I tre poterono sorridere a chi avesse sparato il colpo: Bow. L'Elementale si voltò, assai furioso, e cominciò a rotolargli contro. L'arciere sparò allora subito una freccia rampino contro il frammento di pietra runica, afferrandola dalla teca, e lo mise davanti a sé, come per darlo all'insetto. Rimase tutto silenzioso e fermo per qualche secondo, poi il guardiano si srotolò e guardò attentamente la pietra. Lo prese successivamente con la chela e, con l'accecante luce con cui era arrivato, tornò ad essere una palla dormiente. Bow guardò con orgoglio il suo lavoro ben fatto, mentre giungevano Glimmer con «Bravo il mio Bow!» ed i due eroi leggendari con una pacca sulla spalla. «Che sta succedendo!?» tuonò in seguito George. I ragazzi si voltarono, potendo vedere l'uomo baffuto totalmente furioso e Lance preoccupato. Bow si incamminò allora con il volto dispiaciuto verso i suoi padri e, dopo qualche altro secondo di silenzio, spiegò come aveva promesso «Io… Vi ho mentito. Non c'è nessuna Accademia di Imprese Storiche: ho vissuto a Bright Moon, combattendo nella Ribellione a fianco a Adora, Ben e Glimmer.». I genitori si guadarono confusi. «Ma perché?» chiese Lance. «Non voglio essere uno storico… Io non ho mai voluto essere uno storico!» rispose il figlio «Non sono un topo da biblioteca, non sono un genio come voi due! Costruisco cose e sono un sodato: questo è ciò che sono e non posso mentire più al riguardo! Anche se so che vi sto spezzando il cuore.». I due uomini non dissero nulla, George cominciò ad avvicinarsi. Bow si preparò al suo destino, ma non si aspettava che sarebbe stato abbracciato. «Quello che ci spezza il cuore è che tu abbia pensato di doverci mentire su chi sei davvero.» lo rimproverò suo padre, staccandosi successivamente. «Non sei arrabbiato? Io sono un combattente voi odiate i combattenti!» disse l'arciere confuso. «Non potrei mai odiarti… Mai.» rispose l'altro «Se senti che il tuo posto è con la Ribellione, è lì che devi stare.». «Oh, Bow.» mormorò Lance avvicinandosi «Perché non ce ne hai mai parlato?». «Ci ho provato, ma non mi avete ascoltato: mi ascoltavate se solo dicevo quello che volevate sentire.» rispose il figlio. I due genitori si guardarono dispiaciuti. «Non avevamo idea che ti sentissi così. Noi… Noi stavamo cercando di incoraggiarti ad inseguire i tuoi sogni.» disse l'uomo occhialuto, cominciando a piangere «Pensavamo di esserti di sostegno, quando invece siamo stati orribili!». «Ti amiamo così come sei, Bow. E siamo fieri di te, qualunque sia il cammino che hai intrapreso nella vita.» tranquillizzò George. Fu ora il momento di Bow di piangere, dando un grande abbraccio ai suoi padri. Lo storico baffuto lanciò però uno sguardo agli altri tre adolescenti, intenti a lasciar cadere qualche lacrima «Questo è un abbraccio di famiglia… Ed anche voi siete la famiglia di Bow.». Con ciò, Glimmer teletrasporto lei e gli altri nella calorosa stretta.

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George e Lance stavano studiando le parole sul localizzatore del loro figlio, dopo che egli gli aveva spiegato il motivo della ricerca. «In una delle nostre missioni, abbiamo ricevuto un messaggio da una fonte sconosciuta. Se sapessimo cosa significa Serenia, credo che potremo capire il resto.» spiegò Bow. «Serenia… Portale… Mara… Aron…» lesse Lance «Ok, ma quali sono le altre parole?». «Non lo so: è troppo rovinato per leggerlo.» rispose tristemente Adora. «Aspetta un secondo.» fermò George «Lance, questo schema cosa ti ricorda?». «Ah… Oh! Credo che tu abbia ragione!» esclamò il marito. «Che c'è?» chiese Bow. «Guardalo Bow, Guardalo attentamente. Che cosa vedi?» gli disse lo storico con i baffi mentre gli ridava il tablet. L'arciere guardò lo attentamente schermo per vari secondi, illuminandosi «Queste non sono parole, non è vero?». «Ora ci sei arrivato!» esclamò Lance con entusiasmo «George, prendi il proiettore!».

Dopo che Lance rese la stanza buia e George prese il proiettore, dall'apparenza una sfera multicolore, il secondo cominciò a parlare «Il mondo degli Antenati era diverso dal nostro: il clima, la lingua… Perfino il cielo era diverso, pieno di formazioni cosmiche che loro chiamavano…». Lance accese il dispositivo, facendo apparire… «Stelle!» dissero in coro Adora e Ben. «Gli Antenati erano soliti navigare per le costellazioni e dar loro il nome degli eroi mitologici… Inclusa Serenia.» spiegò l'uomo con gli occhiali. «La costellazione Serenia appare solo in estate e solo sopra ad un unico posto.» continuò l'altro, facendo apparire l'ologramma di un deserto. «Il Deserto Cremisi.» disse Glimmer nel riconoscere il luogo. «Allora è lì che dobbiamo andare.» commentò Adora. «E come vuoi andarci? Trovando la versione desertica di Falco del Mare?» scherzò Ben. «Cosa!? Non si può andare nel Deserto Cremisi! È terra di nessuno: un gigantesco deserto senza vita! Nessuno è arrivato così lontano e tornato indietro vivo!» avvertì Lance con preoccupazione. «Promettetemi di restare lontani da lì.» disse George con serietà.


| Zona della Paura |

Catra stava a malincuore vagando per il laboratorio di Hordak, dopo che quest'ultimo l'aveva fatta chiamare. «Volevate parlare con me, Lord Hordak?» domandò la gatta, con palese timore nella voce. «Sì, Capitano dell'Esercito.» rispose il signore oscuro mentre lavorava alla sua macchina «Volevo confrontarmi con te, come hai detto tu, come i miei ordini sono stati eseguiti.». «Sta andando tutto liscio.» riferì la ragazza. «Questo significa che la Tessitrice d'Ombre è stata trasferita sull'Isola delle Bestie, secondo i miei ordini?» interrogò lui, voltando leggermente la testa. Presa al sopravvento dalla domanda, rispose con finta sicurezza «Sì! L'ho mandata lì ieri, come avevate ordinato! Credetemi: noi non la rivedremo mai più!». All'improvviso, Imp cominciò a volare per la stanza con il messaggio «Ho perso la Tessitrice d'Ombre!». Il Capitano dell'Esercito cambiò lo sguardo di falsa sicurezza ed orgoglio in pura paura. «La Tessitrice d'Ombre è scappata! Devo trovarla prima che Hordak scopra la verità! Devo trovarla prima che Hordak scopra la verità!» continuò Imp, volando dal suo padrone. «Tu… Mi hai mentito!» ringhiò il leader dell'Orda, avvicinandosi ad una leva e spostandola in vanti. «Aspettate!» pregò Catra, accorgendosi che quella macchina era la stessa che toglieva la "variabile" che infastidiva Hordak: l'ossigeno. «So che le tue carenti misure di sicurezza le hanno permesso di scappare! So che hai taciuto la cosa e mentito su dove si trovasse!» sbottò Hordak, incamminandosi ad una inginocchiata ed asfissiata ragazza. «Ma peggio ancora…» continuò lui «Ti ho dato la possibilità di confessare, di provare il tuo valore a me, all'Orda! Questo era un test… E tu hai fallito!».


| Bright Moon |

Era notte fonda a Bright Moon e, dopo la faticosa giornata passata a fingere di essere studenti di un'accademia, a combattere un'Elementale e a ripulire il disastro post-combattimento, Adora e Ben si erano addormentati nei loro letti appena hanno toccato il proprio materasso. E mentre si giravano e rigiravano fra le coperte… La Tessitrice d'Ombre apparve a fianco dei loro rispettivi letti.