Capitolo 22: Il Deserto Cremisi
| Etheria |
| Deserto Cremisi |
Il Deserto Cremisi: una landa desertica e senza vita. A decorare l'ambiente si trovavano colossali scheletri di creature morte da più di qualche secolo, cactus di ogni forma e dimensione, strane creature e varie increspature nel terreno profonde varie centinaia di metri. «Grazie di essere venuti con noi ragazzi.» ringraziò Ben a nome suo e di Adora mentre camminava attraverso il suddetto deserto con Bow e Glimmer al loro fianco. «Non c'è di che!» sorrise l'arciere. «Ed alla regina sta davvero bene che ce ne andiamo così? Una missione nel Deserto Cremisi non è troppo rischiosa per lei?» chiese la bionda. «Detesta l'idea… Ecco perché non le ho detto che venivamo qui!» rispose la principessa «E poi, nessuno ha ancora un piano per impedir a Hordak di aprire un portale!». «Quindi, rintracciare il messaggio di Mara e Aron fino alla sua fonte è la migliore pista che abbiamo.» concluse Benjamin in tono ovvio. «In più, per essere un deserto inospitale, questo posto è piuttosto bello!» commentò Bow, vedendosi passare davanti un uccello «Oh… C'è perfino un tenero uccellino!». Il gruppo si fermò vedendo il pennuto posarsi su una pianta, ammirando come quella landa non fosse così orribile come si diceva… Poi il volatile venne improvvisamente congelato. «Come non detto! Questo posto è terrificante!» sbottò impaurito il ragazzo di colore. «Ok… Sappiamo che fa paura ed è pericoloso, ma se c'è qualche cosa qua fuori che ha a che fare con i portali, dobbiamo trovarlo! Per la Ribellione e… Per noi.» tranquillizzò la bionda, nonostante si intristì per l'ultima parte detta. L'arciere cominciò allora a sbattergli il localizzatore in testa, ricordandogli che non sarebbe stata sola. «Da quale parte ora Bow?» domandò sorridendo il portatore dell'Ultimatrix. Bow si ritrasse allora dubbioso «Allora, piccolo problema… Il mio localizzatore è… È morto.». «Quindi siamo senza una mappa e le piante sono malvagie? Bene!» commentò l'altro ragazzo con sarcasmo. «Va tutto bene! Veniamo da Nord, quindi se continuiamo ad andare verso Sud incroceremo il centro!» tranquillizzò Adora, andando poi a spaccare con calcio un pezzo di roccia, rovesciandolo e posizionandosi un ago di ferro, che indicò di fronte a sé «E sono una guida esperta grazie all'addestramento di sopravvivenza dell'Orda! Dobbiamo solo continuare ad andare… Da quella parte! Problema risolto: ho tutto sotto controllo!». L'ex soldatessa cominciò allora a camminare verso la destinazione con Ben dietro di lei, sebbene Glimmer e Bow fossero scettici sulla faccenda… Soprattutto quando la principessa notò che lì vicino si trovava uno skiff dell'Orda abbandonato ed un cadavere.
| Zona della Paura |
«Giorno 135: questa potrebbe finalmente essere la volta buona! Inizio il test» registrò Entrapta di fronte, con Hordak, Emily e Imp, a quella macchina che doveva essere ciò che gli avrebbe permesso di aprire un portale, premendo poi l'enorme bottone rosso presente «Ci siamo!». Premuto il pulsante di avvio, si iniziò a formare la sfera energetica verde, che iniziò a sollevare da terra tre grossi pezzi ed a posizionargli attorno a sé. In seguito, si aprì il vortice. I due scienziati sorrisero al lavoro finalmente ultimato, ma qualcosa andò stortò: l'allarme iniziò a risuonare per l'edificio e la macchina cominciò a destabilizzarsi. «Qualcosa non va: spengo tutto!» disse la tecno/principessa correndo ai comandi. «No, sciocca! Finirà per saltare!» avvertì il leader dell'Orda prendendola per un braccio. Ci fu ancora una frazione di secondo, prima che tutto saltasse in aria come aveva detto Hordak.
Una pesante e fitta fumera nera si alzò dopo il collasso della macchina, che si era accartocciata su sé stessa. Hordak era riuscito a tirare indietro Entrapta prima del botto, ma dovette sacrificare parte della sua corazza che lo teneva in piedi. «Questo non ha alcun senso: dovrebbe funzionare!» esclamò scioccata la ragazza mentre si rimetteva in piedi e si avvicinava al rottame «La macchina non aveva abbastanza potenza, quindi abbiamo aggiunto la tecnologia degli Antenati! Poi stava facendo saltare la rete elettrica e l'abbiamo reindirizzata! Ora funziona, ma non vuole attivare un portale!». Entrapta rimase lì a scervellarci per qualche minuto, mentre Hordak si rialzava in piedi ed i due assistenti degli scienziati sbucavano fuori dal loro nascondiglio, poi guardò a terra ed osservò un pezzo rotto «E come se ci fosse una chiave, ma se Catra porterà la tecnologia dal Deserto Cremisi…». Hordak cominciò allora a ridere dal suo tavolo da laboratorio «Catra non riuscirà mai a tornare da quell'impresa inutile! La macchina è un fallimento: abbiamo finito qui! Vattene!». «Ma quello era solo il primo test.» gli disse la tecno/principessa «Se provassimo…». «Ho detto che abbiamo finito!» sbottò Horadk voltandosi furioso contro di lei. Entrapta non disse nulla e, dopo l'incitazione di Emily e Imp, se ne andò via come ordinato, nonostante ci tenesse ancora al lavoro.
| Deserto Cremisi |
Il Deserto Cremisi non era praticamente mai rumoroso, dato gli scarsi "turisti" che richiamava la zona arida di Etheria, ma oggi sarebbe stato uno di quei giorni in cui si poteva assistere un Vulpimancer, Bestiale, che portava sulla schiena Adora, Glimmer e Bow, in preda alle urla di terrore, che scappavano da un gigantesco pitone a tre teste, fino a cadere da una piccola altura e scampare ai predatori.
«Ok, per riassumere: le piante sono malvagie, la tecnologia non funziona ed a volte una duna di sabbia è in realtà un mucchio di serpenti color sabbia arrabbiati!» commento ansimando la bionda. Ci fu il lampo verde che segnava il ritorno a forma umana di Ben, che si apprestò a dire «Mi sembra una situazione ordinaria!». «Sì, ci stiamo prendendo la mano!» annuì l'ex soldatessa. Bow e Glimmer gli lanciarono occhiatacce mentre si rialzavano. «Perché non posso teletrasportarci fino al centro del deserto?» si lamentò la principessa. «Perché non sai dove si trova ed esauriresti il potere prima di riuscire a trovarlo.» rispose l'arciere. «Oh… Grazie per avermi ricordato che i miei poteri sono limitati!» sbuffò l'amica allontanandosi «Credi che non sappia che…». Non finì la frase Glimmer: cadde nelle sabbie mobili. «Glimmer!» la chiamò Adora, tuffandosi nel sabbia. Ben e Bow rimasero lì soli. «Si ricorderà che sotto terra manca ossigeno e che Glimmer ha il teletrasportò, vero?» chiese Benjamin. «Non lo so…» rispose vagamente l'arciere. Successivamente, riapparve la principessa ansimante «Sto bene! Dov'è Adora?». I ragazzi gli risposero indicandogli le sabbie mobili. «Agh!» gemette lei, sparendo e riapparendo con la bionda. «E le sabbie mobili: anche queste rientrano nella lista di cose da evitare!» disse l'ex soldatessa. «Wow… Stiamo imparando molto oggi!» commentò Ben con ironia. «Ragazzi, sapete che vi sosteniamo fino in fondo, ma forse non siamo del tutto preparati per questo.» gli informò Bow. «Ci serve solo un po' di riposo!» rassicurò Adora. «E magari una mappa, no?» aggiunse Ben. «O potremmo andare lì.» disse Glimmer, indicando un colossale scheletro di una creatura su cui erano fissi enormi tende. «Ok… Problema risolto!» esultò la bionda cominciando a dirigersi alla nuova destinazione «Saremo al riparo dal calore e magari c'è una mappa o dell'acqua interno!». «Meglio diventare 2x2: non si sa mai.» commentò il portatore dell'Ultimatrix mentre seguiva l'amica e maneggiava l'orologio.
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Dopo vari metri di cammino, Adora, 2x2, Bow e Glimmer raggiunsero la bocca dello scheletro. «Ragazzi, dubito che ci sia qualcosa di utile qui dentro.» gli informò l'arciere mentre giungevano ad una tenda posta alla fine della bocca «Il Deserto Cremisi è rimasto abbandonato per centinaia di…».
Tutti rimasero a bocca aperta e con gli occhi spalancati: un bar improvvisato, pieno di persone dall'aspetto minaccioso di ogni tipo, genere e forma. Sembrava di guardare la versione desertica del bar di Seaworthy, con la differenza che ci stavano persone seduti sulle costole della creatura ormai morta, gente che affilava le proprie armi e chi lanciava sguardi intimidatori al gruppo appena arrivato. «Fate i duri e cercate di non dare nell'occhio.» sussurrò Adora. 2x2 e Glimmer annuirono, con il primo che schioccava le nocche e con la seconda che sputava per terra in stile Far West, mentre entravano. Bow non fu sicuro di entrare, ma dovette arrendersi per essere rimanere fuori da solo. «Buon pomeriggio, amici avventori!» salutò serio il ragazzo di colore mentre camminava con il gruppo «Tranne per il fatto che non mi interessa granché se state passando se state passando un buon pomeriggio perché sono cattivo!». «Bow!» lo richiamò la principessa per zittirlo. «Non serve fare l'idiota per farsi picchiare, sai?» disse il invece il Tetramand. Adora non gli diede ascolto: l'unica cosa che aveva in mente era la barista ora. «Salve. Questo è il centro del Cremisi?» chiese la bionda arrivando al bancone. La donna, dalla pelle blu e con quattro corna da montone, non rispose e si voltò, continuando a fare semplicemente il suo lavoro. «Mi scusi. Ehilà, noi…» tentò ancora l'ex soldatessa, dovendosi fermare appena vide l'altra donna andarsene «Ok, non ha funzionato.». «Sai Adora, non sono sicura che queste siano il tipo di persone a cui dovremmo chiedere un mano.» la informò 2x2 mentre Glimmer e Bow si stringevano a lui sotto gli sguardi irritati dei clienti della taverna. Adora però, non fu dello stesso pensiero mentre si metteva in piedi sul bancone e chiamava «Ehilà! Scusate l'interruzione, ma non siamo di queste parti e speravamo che qualcuno ci potesse dare delle indicazioni.». Tutti i presenti si voltarono, ma nessuno disse nulla per la richiesta… Fino all'udire «Siete… Degli stranieri?».
Il gruppo si voltò, incontrando gli sguardi di una donna capra e di una lucertola ammantellata. «Sì… Immagino di sì.» rispose la bionda. La donna minuta ringhiò alla risposta «Non ci piacciono gli stranieri qui… E dato che il Deserto Cremisi non si è occupato di voi, lo faremo noi!». «Sto tremando come una foglia!» scherzò l'uomo rosso con quattro braccia. Stava per scoppiare una rissa, ma il rumore di una bottiglia che veniva spaccata in testa ad uno fermò tutto.
Il gruppo si voltò, vedendosi cadere a terra una rana umanoide, di colore arancione, crollare a terra svenuta ed una grossa donna, con la pelle viola ed i capelli bianchi, alzarsi in piedi e dirigersi da loro. «Eh… Non volevamo disturbarti.» disse la donna capra nervosamente, malgrado venne comunque buttata fuori da essa con la collega. «Ci sono solo due regole nel Deserto Cremisi: la prima è che il più forte detta le regole, la seconda è di non infastidirmi mentre mangio.» mise in chiaro la donna dalla lunga coda di cavallo bianca, voltandosi verso la squadra «Io ho stabilito la regola numero 1 e loro hanno infranto la numero 2.». Si fermò un attimo, dando uno sguardo a tutti gli altri «State fissando qualcosa?». Ancora, nessuno rispose all'interno del locale, ma questa volta lo fecero per paura mentre si voltavano nella direzione opposta. Dopo aver terrorizzato le persone, la donna si avvicinò al gruppo «Ehi, che state facendo? Chiedete aiuto a questi poco di buono? Non sapete che non ci si può fidare di nessuno nel Deserto Cremisi!?». «Al dire il vero… Fino a due minuti fa non sapevamo che ci fosse qualcuno nel Deserto Cremisi.» rispose nervosamente Glimmer. «Canaglie, criminali e fuorilegge di ogni tipo. Fate attenzione: la prossima volta potrei non essere nei paraggi a salvarvi.» informò lei, andandosene di nuovo al suo posto.
«Wow…» commentò 2x2. «Abbiamo bisogno di lei!» esclamò Adora, affrettandosi a raggiungerla. «Cosa!?» sbottarono gli altri due rimasti indietro. La bionda non ci fece caso, intromettendosi fra la donna che gli aveva appena salvati e la barista, tra cui stava scoppiando la buona e vecchia scintilla dell'amore «Ci scusi! Salve, possiamo unirci a lei?». La barista se ne andò ridacchiando e l'altra, ringhiando per l'interruzione, spostò l'ex soldatessa sulla sedia di fronte a lei. «Io sono Adora e loro sono Ben, Bow e Glimmer.» presentò lei mentre gli altri si sedevano «E siamo venuti a…». La donna sbatté il pugno sul tavolo riconoscendogli come «Biondina, tizio con quattro braccia, ragazzo, glitter: ricevuto.», presentandosi come «Huntara.» e continuando con «Ora che volete?». «Sono Glimmer.» corresse la ragazza rosa «Al dire il vero, principessa Glimmer.». «Oh… Una principessa! Anch'io: sono la principessa del Deserto Cremisi! Che ne dite? Non sono abbastanza sfavillante per voi?» scherzò Huntara, sebbene Glimmer non si sentì insultata ma bensì spaventata. «Stiamo cercando qualcosa nel centro del Deserto Cremisi.» spiegò Adora interrompendo la situazione «È importante che lo troviamo e tu sembri conoscere questo luogo molto bene: ci puoi accompagnare?». «Hai sentito o no quello che ho appena detto sul fidarsi sulle persone?» chiese la donna accigliandosi. «Sì, ma lo hai detto mentre ci stavi salvando quindi non puoi essere tanto male.» ribatté 2x2 «Che ne pensi?». «Scusaci solo un momento!» fermò Bow, voltandosi con Glimmer e compagnia. «Siete sicuri di questo voi due? Tutte le persone spaventose sono spaventate da Huntara… E di solito non è un buon segno!» mormorò l'arciere. «Potremmo semplicemente chiedere una mappa.» propose la principessa. «Con una mappa non supereremo le piante spaventose o le sabbie mobili o qualunque cosa ci sia là.» gli ricordò il Tetramand indicando l'uscita della taverna. «Ci serve una guida!» concluse Adora. «Se dico di no… Andrete comunque là fuori da soli e vi farete uccidere, è così?» si intromise Huntara alzandosi in piedi. «Insomma, non è l'ideale… Ma sì!» rispose Glimmer. La donna gli sorrise, afferrò il suo bastone retrattile modificato in lancia e porse la mano «Beh, sembra che abbiate una guida.». «Grandioso! Visto ragazzi? Problema risolto!» esultò la bionda stringendogli la mano.
| Zona della Paura |
«So che Hordak mi ha detto di andarmene, ma ho delle idee per la macchina del portale!» spiegò Entrapta a Emily mentre vagava nel laboratorio del signore oscuro. Il robot non si convinse di compiere quella follia e cominciò subito a spingere via la sua creatrice. «Emily! La vuoi smettere!?» ordinò la tecno/principessa, finché non sbatte contro qualcosa. Si voltò, trovandosi una delle tante capsule con… Un embrione di pipistrello? «Curioso.» commentò la scienziata, nascondendosi appena sentì Hordak. Cominciò a spiarlo, mentre ansimava sul suo tavolo da laboratorio e varie braccia meccaniche tenevano varie componenti meccaniche. Gli arti di ferro gli rimossero le parti dell'armatura, lasciandolo con la sua normale corporatura scheletrica. «Ok Emily… Potresti avere ragione.» sussurrò Entrapta iniziando ad allontanarsi «In silenzio… In silenzio…». E mentre lo diceva, tese un filo che, in stile domino, portò alla distruzione di vari tubi della stanza… Ed alla caduta di mezzo soffitto. Hordak si voltò di scatto, beccando Entrapta «Eh… Salve!». «Vattene via!» ordinò lui voltandosi del tutto «Vattene sub…». Di colpo si fermò, cominciando a tossire ed a soffocare, finendo poi per svenire mentre Entrapta, Imp e Emily accorrevano da lui.
| Deserto Cremisi |
Huntara pose la sua arma su una roccia, come aveva fatto tempo prima Adora, che, con il magnetismo, gli puntò in avanti. Riprese l'arma e la sguainò, riprendendo a camminare. «Quindi, per essere un luogo che si suppone sia disabitato, il Deserto Cremisi è di sicuro abitato.» disse Ben mentre veniva affiancato dalla bionda e veniva seguito dagli stremati a terra Bow e Glimmer. «Il deserto accoglie ogni tipo di persona: scappano dalla legge, dai nemici, da regni diversi…» spiegò la donna. «Dall'Orda?» continuarono i due adolescenti. «La guerra distruggerà tutti gli idioti che si sono fatti coinvolgere.» disse lei. «E tu da cosa stai scappando?» domandò l'ex soldatessa. Huntara si fermò, si voltò di scatto per appendere al muro l'adolescente ed infilzò un insetto blu a fianco al volto della giovane. «Huntara non scappa da niente! Hai capito!? Io ho scelto di stare qui!» rispose la donna, mangiando la testa della bestiola appena catturata e riprendendo a camminare. Adora e Ben la guardarono in silenzio, finché la ragazza urlò «Aspetta!» e tirò un sasso più avanti sul percorso, rivelando le sabbie mobili. «Niente male biondina!» commentò Huntara. «Che posso dire: imparo in fretta!» si vantò l'altra. «Arrogante… Mi piace!» continuò la donna. «Quello potrebbe essere colpa mia.» pensò Benjamin avvicinandosi. «Prendetevi un po' di tempo: vi troverete bene qui.» gli disse la guida. «No, grazie: questa è stata una terribile giornata piena di serpenti!» spiegò il ragazzo con la faccia di uno che aveva visto cose impossibili. «Onestamente, non sapremmo cos'avremmo fatto senza di te.» gli sorrise l'ex soldatessa. Huntara ricambiò il sorriso, per poi improvvisamente sbuffare irritata e tornare a camminare.
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Più tardi, quando era ormai quasi notte, il gruppo si ritrovò in una zona del deserto con meno sabbia e molte più roccia affilate. In testa si trovavano ancora Huntara, Ben e Adora, inarrestabili dal camminare. Dietro, Glimmer e Bow stavano sul punto di strisciare a terra, sebbene riuscissero ancora a parlare. «Dovremmo dire qualcosa?» chiese a bassa voce l'arciere. «No: noi gli sosteniamo. Ora shh!» rispose la principessa. «Tu shh!» ribatté il ragazzo di colore. Cominciarono così a zittirsi a vicenda, cercando di prevalere sull'altro. «I vostri compagni di viaggio sono… Rumorosi.» gli disse Huntara mentre di sottofondo quelli dietro cercavano di silenziarsi. «Sì, beh… Non sono sempre così.» informò Ben. «È solo perché è stato un lungo cammino da Bright Moon.» disse Adora. «Bright Moon?» mormorò confusamente la donna, accelerando il passo ed allontanandosi. I due adolescenti furono sul punto di unirsi a lei, ma Bow, che era uscito vincitore dalla discussione con Glimmer, gli fermò «Ascoltate: so che il mio localizzatore non funziona, ma sono sicuro che questa è la direzione sbagliata… Una direzione diversa da quella in cui stavamo andando!». «Ehi, non andremo da nessuna parte senza Huntara.» gli ricordò la bionda. «Sarà una scorciatoia, non preoccuparti.» rassicurò l'altro ragazzo. «Siamo arrivati!» gridò la donna, alle porte di un tunnel.
La squadra la seguì dentro e, una volta raggiunto l'altro lato, trovarono una cava su cui stava una roccia al centro, stile meridiana. La banda scese giù e si avvicinò alla roccia. «Arrivati dove?» domandò Glimmer. Ben triò un calciò al macigno, aspettandosi che reagisse o qualcosa del genere. «È un sasso… Un normalissimo sasso, uguale a tutti quelli che abbiamo incontrato fino a qui.» commentò lui. «Questo… Non può essere il centro del Deserto Cremisi: non c'è niente qui, ma ci deve essere per forza qualcosa!» esclamò Adora «Ne ero sicura: il messaggio diceva…». Una puntura alla gamba sentì all'improvviso la bionda. «Cosa?» mormorò lei togliendosi una freccia da cerbottana, per poi crollare al suolo. «Adora!» la chiamarono gli altri, venendo successivamente colpiti uno dopo l'altro. Adora e Ben tentarono di compiere un ultimo tentativo cercando di afferrare ed usare le loro armi, ma alla fine caddero bloccati a terra. «Dardi paralizzanti… Ma probabilmente lo avevate già capito essendo qualcuno che impara in fretta.» spiegò Huntara, avvicinandosi con alle spalle le attaccabrighe del bar.
Huntara e la sua gang scaricarono Adora, Glimmer e Bow in una fossa molto profonda. Con la coda nell'occhio, la bionda poté scorgere la donna sorreggere la Spada della Protezione e Ben. «Gli stranieri sono un rischio per noi, sebbene ci "offrano" armi gratis.» spiegò Huntara mentre l'affiancavano le altre due con le armi dell'arciere «Vi avevo detto di non fidarti.». L'ex soldatessa vide poi le tre portare via l'amico con loro.
| Zona della Paura |
Hordak si svegliò di colpo ansimando, accorgendosi di essere coperto da un lenzuolo blu. «Sorpresa! Vi ho preparato una zuppa: la zuppa mi fa sempre sentire meglio!» esclamò Entrapta, arrivando con un vassoio su cui c'erano numerosi bicchierini di minestrone e posandoglielo sulle gambe. La scienziata prese allora un cucchiaio con i capelli e tentò di imboccare l'altro. Hordak rifiutò di essere trattato come un moccioso, sebbene l'altra più volte fino a circondarlo con otto cucchiai. Mentre la tecno/principessa si arrendeva, il leader dell'Orda posò a terra il vassoio, che Imp odorò e quasi vomitò. «Ok, una grossa zuppa probabilmente sarebbe meglio, ma sono così carini!» spiegò intanto Entrapta. «Non intendo discuterne.» chiarì Hordak tentando di alzarsi, ma cadendo due passi dopo. La ragazza lo sorresse con i capelli, notando la situazione del corpo dell'altro «La vostra armatura vi… Tiene insieme.». «La cosa non ti riguarda!» si rimise in piedi il signore oscuro mentre si voltava dalla parte opposta. La tecno/principessa gli si mise subito davanti e, mentre lo spingeva alla capsula di vetro alle spalle, disse «Voi siete di un altro pianeta, la creatura in quella camera di stasi vi assomiglia ed avete della tecnologia che compensa il vostro corpo: come scienziata non mi fermerò finché non avrò capito che succede! Ora ditemi tutto!». Hordak rimase un attimo sorpreso, poi ringhiò irritato «Vuoi sapere cosa sono?» e tirò un pugno alla capsula di stasi «Sono un clone!». Entrapta rimase in silenzio alla rivelazione. «Un clone dell'imperatore di metà universo conosciuto.» sorrise lui «Il Grande Horde.».
Hordak: la sua storia ed il suo sogno
Da qualche parte, in un'astronave dalle dimensioni colossali ed immaginabili, si trovava una stanza gigantesca, piene di capsule con individui tutti uguali fra loro, ma soprattutto… Erano similari al loro leader e creatore.
«Il Grande Horde ha clonato sé stesso, formando un esercito per conquistare gran parte di ciò che conoscesse: pianeti, mondi e galassie sono caduti di fronte a noi!»
Una flotta di astronavi, tutte marchiate con lo stemma dell'Orda, volava per l'infinito cosmo, bombardando ogni singolo pianeta che gli capitava a tiro: si poté così assistere all'estirpazione ed all'estinzione di massa di numerosissime specie che vi abitavano.
«Sebbene ciò, questo non significava che fossimo onnipotenti e… Imbattibili.»
Ai confini dell'impero del Grande Horde, in mezzo a centinaia, se non migliaia, di astronavi abbandonate, distrutte o esplose, due individui stavano combattendo senza esclusioni di colpi: il primo, l'avversario, era una Chimera Sui Generis, un grande calamaro antropomorfo, ben corazzato ed armato di una spada; il secondo, il giocatore di casa, assomigliava un demone bianco con quattro occhi, di cui tre nel lato destro, che sorreggeva un cannone portatile sul braccio destro. Quei due combattenti, quei conquistatori, sarebbero stati per sempre ricordati e temuti: loro erano Vilgax ed il Grande Horde.
«Io comunque, ero il suo primo generale… Ma c'è stato un difetto nella mai clonazione.»
Hordak stava parlando con il Grande Horde su qualcosa, probabilmente a qualche prossimo piano d'attacco, quando cominciò a tossire ed a non sentirsi bene: a poco a poco, cadde in ginocchio. Hordak rimase a tossire per ancora qualche secondo, quando il suo leader lo fece voltare e lo prese per la gola.
«E chi è difettoso… È inutile per il Grande Horde.»
Il Grande Horde sbatté fuori Hordak dalla sua cerchia di primi generali, facendolo diventare uno dei tanti ed insulsi soldati dell'esercito di cloni, mentre lo mandava su qualche pianeta che stava attaccando e conquistando con ogni modo possibile.
«Sono stato mandato a morire in prima linea ma, durante la battaglia, un portale si è aperto e mi ha fatto schiantare su Etheria… Bloccandomi qui.»
Hordak stava camminando per quella che sarebbe stata una landa desolata da lì a poco quando, all'improvviso e senza spiegazione, accadde l'impossibile: un portale violaceo sia aprì alle sue spalle e lo risucchiò. Al risvegliò, non era più sul pianeta che il Grande Horde stava attaccando, ma bensì in un prato pieno di cristalli di ogni forma e dimensione.
«Con nient'altro che un'astronave rotta, ho costruito un impero!»
Hordak, dopo anni e anni di lavoro, lotte e fatica, si trovava ora in cima al palazzo della Zona della Paura: poteva ammirare il paesaggio industriale che aveva creato distruggendo quello naturalistico e floreale. Con un sorriso, si aspettò a conquistare il mondo, per poi completare la sua invenzione e la sua via di fuga per tornare all'Astronave Madre: la macchina per il portale.
«Quando il portale si aprirà, porterò gli eserciti di mio fratello per SCHIACCIARE la Ribellione!»
Hordak riuscì a ultimare la sua creazione dopo molti anni dal suo arrivo. Mosse la leva in avanti e la macchina prese vita, sparando un raggio azzurro nel cielo che, successivamente, prese la forma di un cerchio. Da lì cominciarono ad arrivare senza sosta, numerose navicelle dell'Orda del Grande Horde.
«Ed il Grande Horde vedrà che si è sbagliato! Non sono difettoso… Valgo qualcosa!»
Mentre la sua flotta stava facendo a pezzi Etheria, il Grande Horde scese sul pianeta e si diresse di fronte al suo ex primo generale. Lo vide lì, dopo averlo mandato a morire come un comune e semplice soldato, ancora in piedi e vittorioso. Gli posò una mano sulla spalla mentre l'altro sorrideva malignamente.
Fine
Hordak tirò un pugno alla capsula amniotica in cui galleggiava l'embrione di quello che doveva essere il suo clone. «Ma la mia macchina per portali non funziona, non ho conquistato il pianeta e non sono riuscito a clonare un nuovo corpo per me stesso.» ammise lui con aria sconfitta «Forse… Forse il Grande Horde aveva ragione: sono un fallimento.». E dopo tutto quel discorso solenne… Si accorse che Entrapta stava trafficando al suo tavolo da laboratorio. «Oh, no no no! Sto ascoltando! Vi ho sentito!» rassicurò la scienziata mentre mandava all'aria vari pezzi «Ho un'idea, ma mi servono i miei strumenti! Torno subito!». Con ciò, entrò dentro il tubo d'areazione sopra alla sua testa e se ne andò via. Hordak rimase lì, assieme a Emily e Imp, con lo sguardo pieno di scetticismo.
| Deserto Cremisi |
«Ok! La nona volta è quella buona! Tenetevi tutti!» tranquillizzò Glimmer dal fondo della buca «Uno… Due… Tre!». La principessa si teletrasportò con il restante della banda, ma non riuscendo ad apparire sul terreno e ricadendo nella fossa. «Bow, tutto bene?» chiese Adora una volta atterrati. «Per fortuna, il fatto che siamo atterrati tutti sulle mie costole, mi distrae dagli altri miei lividi!» gemette il ragazzo con dolore. «Ci riuscirò sta volta!» dichiarò solennemente la principessa «Un… Attimo!». Ed al decimo tentativo, fece riapparire lei e la squadra a fianco della buca.
Finalmente libera, Glimmer si alzò frustrata «Sono davvero stufa! Siamo imbrogliati, derubati, privati di un membro della squadra, temporaneamente paralizzati ed ora siamo bloccati in mezzo…». «Glimmer!» zittì Bow, indicandogli una triste Adora che guardava il ciglio del burrone. «Insomma… Sono felice che finalmente siamo usciti da lì.» disse la principessa con largo sorriso nervoso. La bionda però, non disse nulla. «Adora?» chiamò l'arciere preoccupato. L'ex soldatessa allora si alzò e andò ad appoggiarsi ad una parete rocciosa «Compiere questa missione mi ha fatto capire di avere il controllo. Dopo gli ultimi giorni… Mi serviva davvero, mi servivano risposte. Se scoprirò di più su Mara e Aron, scoprirò di più su me stessa ed un modo per aiutare Ben a tornare a casa.». «E troveremo quelle rispose: non siamo ancora stati battuti!» tranquillizzò Bow, avviciandosi con Glimmer alla ragazza «Certo, il viaggio è stato un vero disastro e hanno rapito Ben.». «Piuttosto normale per noi a dire la verità!» commentò la principessa. «Ma sappiamo che tu e Ben ne state passando tante e vi guarderemo le spalle, qualunque cosa voi dobbiate fare!» rassicurò il ragazzo. «E poi, non sei stata tu a rubare le armi, a rapire Ben ed abbandonarci qui.» gli ricordò Glimmer. «È Huntara» mormorò Adora. «Esatto! È tutta colpo di Huntara!» ringhiò la principessa. «No! È Huntara!» esclamò la bionda, indicandogli una scia di impronte.
| Zona della Paura |
Entrapta accese il saldatore e cominciò a correre per tutto il laboratorio «Questa cosa sarà molto divertente!». «Non mi serve il tuo aiuto in questo!» sbraitò Hordak. «A tutti serve aiuto qualche volta e non dovreste essere arrabbiato perché non siete perfetto!» disse la scienziata mentre lavorava sugli arti meccanici che solitamente dotavano Hordak dell'armatura, indicando successivamente il suo robot a palla «Guardate Emily: la sua programmazione ha dei problemi, la sua gamba sinistra si blocca ed è rumorosa. Ehi, è stravagante: è per questo che mi piace!». «Le imperfezioni rendono la sperimentazione scientifica possibile! L'imperfezione è bellissima!» esclamò in conclusione la tecno/principessa, sorridendo all'altro «Almeno per me.». «Ora… Mettetevi qui!» disse lei afferrando il leader dell'Orda e posizionandolo per cominciare «Siete fin troppo ossessionato dalla storia del fallimento! Insomma, io sono un fallimento!». «Tu non se un…» iniziò a parlare il signore oscuro, venendo subito bloccato da una ciocca di capelli viola. «Io non mi integro. Sono diventata amica di Adora e Ben, ma loro mi hanno abbandonato… Poi sono diventata amica di Catra, ma lei non mi parla più. Ma questo non significa che io mi arrenda!» continuò la scienziata, premendo infine un pulsante per dare il via al procedimento per aiutare Hordak «Ho trovato altri pezzi di tecnologia degli Antenati e non c'è un modo migliore di usarlo di questo!». Il leader dell'Orda non diede ascolto all'ultima frase, troppo occupato a tirare ringhi di dolore ed essere sommerso dagli arti robotici.
Quando tutto fu finito poté sentirsi… Bene. «La vostra armatura è più un esoscheletro adesso. La tecnologia compensa il vostro corpo organico!» spiegò lei, mentre Hordak osservava con ammirazione la sua nuova corazza senza mantello. «Allora, come vi fa sentire?» chiese Entrapta. «Potente!» rise il signore oscuro, voltandosi però dopo e balbettare «Io… Io… Mi rendo conto del lavoro che ci hai messo a farla. È davvero… Tecnologicamente efficace…». Hordak si fermò, trovandosi Imp a calciargli il piede sinistro e scimmiottargli contro. «Eh… Non importa cosa ne pensi.» si rivoltò lui «Tu non sei un fallimento e chiunque sostenga che tu lo sia, è un completo idiota!». «Grazie.» disse Entrapta sorridendo «Anche me piace essere vostra amica.».
| Deserto Cremisi |
Era notte fonda nel Deserto Cremisi. Huntara e compagnia si era accampata attorno ad un fuoco per passare la notte… Tutto mentre la donna lucertola tentava di rimuovere l'Ultimatrix da Ben. «Quale parte di "indistruttibile" non vi è chiara?» chiese il ragazzo legato ed annoiato, mentre la rettiliana buttava via quello che era il quinto coltello rovinato dal dispositivo Galvan. «Zitto tu! Lo toglieremo… Prima o poi.» esclamò Huntara, occupata ad osservare la Spada della Protezione far le sue mani. Benjamin alzò gli occhia al cielo, mentre la donna a fianco passava al sesto tentativo, e lanciò un avvertimento alla mezza capra, intenta a giochicchiare con una freccia di Bow «Non le toccherei se fossi in te!». «E perché?» chiese con sfida lei, finendo per attivare la freccia trappola e rimanendo bloccata nella reta. «Per questo motivo.» rispose il portatore dell'Ultimatrix. Huntara si alzò allora in piedi e, con due colpi di spada, liberò la collega «Smettila di scherzare!». «Andiamo… Ci stiamo solo divertendo!» si difese la ragazza capra, indicando poi al ragazzo «Non hai visto la sorpresa sulle facce degli stranieri?». Huntara e Ben ringhiarono. «Guarda qua… Credo che a Huntara piacciano!» commentò lei «Ti senti in colpa?». La donna rimase in silenzio mentre dietro la donna rettile cominciava a preoccuparsi ed a fermarsi dal suo lavoro. Fu così che, nel giro di due secondi, il leader mollò la spada a terra, afferrò l'altra e l'appese al muro «Ho fatto tutto ciò che dovevo per tenerci al sicuro!». L'altra donna se la rise «Vuoi dire per tenere TE al sicuro. Fai tanto la dura, ma stai scappando da qualcosa che ti spaventa… Esattamente come ognuno di noi.». La grossa donna scagliò un pugno alla roccia «Io non scappo da niente! Sono Huntara del Deserto Cremisi!».
E dopo l'avvertimento, una sfera rosa la colpì in piena faccia. «Che bello! Io sono la principessa Glimmer di Bright Moon e faccio scintille!» dichiarò la principessa, sparando un altro colpo per colpire la donna capra ed atterrando a fianco alla spada leggendaria. «Questa sì che sia chiama entrare con stile!» commentò Ben. Glimmer sorrise e tentò di estrarre l'arma ma, quando lo fece, Huntara gli arrivò in scivolata, gli fece perdere la spada e se la riprese. La ragazza passò al piano B: si avventò sull'equipaggiamento di Bow e sparì, riapparendo a fianco dell'ostaggio e risparendo ancora una volta. I tre criminali si guaradrono attorno, non accorgendosi in tempo di Adora che arrivava alle spalle del capo, facendola cadere. A seguire, cominciarono a piovere frecce e cristalli verso la donna capra, che se la diede a gambe, mentre Glimmer appariva di fronte al terzo membro della banda e faceva in modo che la seguisse.
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«Quella è mia!» disse Adora cercando di prendere la spada. «Allora vieni a prenderla!» sfidò Huntara, dando un calcio alla bionda e riuscendo a rimettersi in piedi. Messi ora faccia a faccia, l'ex soldatessa sfoderò il bastone retrattile della donna. «Quella è mia!» ringhiò l'avversaria. «Allora vieni a prenderla!» disse Diamante alle sue spalle. Huntara si voltò di scatto e lo colpì con la lama dell'arma, sebbene fosse fatto di pietra. I due cominciarono a combattere con spada contro braccio, trasformato in una punta affilata, mentre Adora riusciva a capire come far funzionare l'oggetto fra le sue mani ed unendosi alla rissa.
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Bow stava correndo per un rialzo roccioso mentre cercava di mirare con l'arco e tentava di non farsi colpire dalla cerbottana paralizzante della donna capra. Il ragazzo dovette abbassarsi un paio di volte, perdendo il tiro, ma alla fine riuscì nell'impresa e fu in grado di bloccare ad una roccia la sua avversaria. La donna però si levò in fretta la freccia e tentò una fuga, ma non fece in tempo ad evitare la freccia trappola di Bow. L'arciere esultò, ma un'esplosione in lontananza attirò la sua attenzione.
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La donna rettile usò tutta la forza che possedeva nelle sue quattro braccia per colpire Glimmer, ma non poté fare niente per impedirgli di teletrasportarsi in continuazione. La rettiliana balzò subito dove si trovava la ragazza, finendo per colpire di nuovo la sua nuvola di scintille. La ragazza apparve leggermente più indietro di dove si trovava l'altra, provocandola con una pernacchia. La donna rettile corse dall'adolescente e appena tirò un pugno, sebbene ad una parte rocciosa e non al suo obiettivo. Fu così che, dopo una leggera spintarella di Glimmer, il tutto gli crollò addosso.
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Adora e Diamante non si sarebbero arresi contro Huntara, sebbene riuscisse a resistergli. Il duello, con spade, lance e arti di pietra, si stava prolungando in un testa a testa per entrambe le parti, finché la donna non riuscì a respingere indietro il Petrosapien ed a mettere a terra la bionda. Diamante stava per accorrere, ma la sua avversaria puntò la lama verso il volto dell'ex soldatessa. «Un passo in più… E la sua testa salta!» avvertì lei. «Non ha bisogno di avvicinarsi.» informò Adora mentre l'uomo di pietra, sorridendo, cominciava a sparare cristalli. Huntara schivò i frammenti in arrivo, ma non impedì l'altra di rialzarsi, di dargli una testata e di buttarla a terra, perdendo la spada. In quella frazione, Glimmer riapparve con Bow vicino all'arma leggendaria e la lanciò all'amica «Veloce! È il momento di She-Ra e Infinite!». «Aspetta! Voi sapete di She-Ra e Infinite?» domandò scioccata la donna. «Sappiamo di She-Ra e Infinite?» derise la bionda afferrando la Spada della Protezione. «Noi siamo She-Ra e Infinite!» dichiarò Diamante. A seguire, la frase magica ed il lampo della trasformazione rimbombarono ed inondarono le orecchie e gli occhi: apparvero ora la Principessa del Potere e l'Eroe dell'Infinito.
«She-Ra e Infinite… Sono delle persone.» commentò scioccata Huntara. «Dove hai sentito parlare di She-Ra e Infinite?» interrogò il ragazzo avvicinandosi con l'altra. «Dopotutto, non è una cosa che ti insegnano… Nell'Orda.» continuò la bionda, puntando la lama sul volto. «Ero un soldato dell'Orda. C'hanno detto che eravamo eroi, che liberavamo Etheria dalle malvagie principesse, ma quando ho visto cosa stavano facendo, come Hordak sacrificava i suoi soldati…» cominciò Huntara a spiegare, fermandosi un attimo a guardare la principessa «Beh, sai cosa ho visto: tu eri una di noi. È lì che hai imparato a combattere, vero? Riconoscerei quell'addestramento ovunque.». «Hai disertato? L'ho fatto anch'io e mi sono unita alla Ribellione.» disse She-Ra, levandogli la spada da davanti il volto. «È una follia! Dei ragazzi non possono fare la differenza contro il potere dell'Orda, perfino due alti e splendenti come voi! È inutile provarci!» esclamò la donna. «Può darsi, ma non siamo soli. Non rimarremo a guardare mentre la gente viene colpita e non intendiamo scappare!» ribatté solennemente Infinite. «Huntara, ci serve il tuo aiuto: abbiamo bisogno che ci aiuti a trovare quello per cui siamo venuti. Insieme possiamo porre fino alla guerra.» la pregò in seguito la Principessa del Potere. «Abbassate immediatamente le vostre armi!» tuonò poi alle spalle la donna capra, tenendo in ostaggio Glimmer mentre l'altra a fianco teneva Bow «Andiamo Huntra: prendiamo il bottino ed andiamo via.». La donna in questione si rialzò da terra e gli andò incontro, per poi afferrarla, lanciarla sulla rettiliana e farle fuggire.
Raccolse successivamente da terra la sua lancia, mormorando «Avete ragione: quello che ho visto dell'Orda mi ha spaventata e sono fuggita… Ma non voglio più fuggire: affronterò i miei problemi a testa alta! E se state cercando di fermare la guerra, allora… Allora farò tutto ciò che posso per aiutarti!». I due eroi leggendari sorrisero a quella dichiarazione. «Ora andiamo: abbiamo molta strada da fare prima di raggiungere la navicella!» informò Huntara, cominciando ad allontanarsi. I due adolescenti tornarono normale, guardandosi confusamente «Quale navicella?».
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Tempo dopo, Huntara portò i quattro ragazzi ad un'altura che fungeva da punto d'osservazione per il centro del Deserto Cremisi. La squadra lanciò sguardi increduli mentre osservavano la gigantesca navicella arenata nella sabbia. «Ragazzi… Quella cos'è?» chiese Bow. «È un astronave.» rispose Ben. «Ed apparteneva a Mara e Aron.» concluse Adora.
