Capitolo 23: I racconti del Cremisi
| Etheria |
| Deserto Cremisi |
Sebbene Etheria fosse un pianeta alieno, si potevano comunque assistere agli uccelli, simili a dei condor meno brutti, volare in cerchio per il cielo e sopra alla loro futura vittima. Ma chi era il soggetto a cui stavano puntando? Beh, Catra. Lei era lì, con indosso un mantello ed in mezzo alla infinita distesa di sabbia senza vita, rimanendo nel più completo silenzio, malgrado qualcuno, con voce distorta, la chiamasse «Catra! Ehi, Catra! Catra!». La gatta mosse allora gli occhi e riprese ad ascoltare attentamente, accorgendosi di Scorpia, che gli si avvicinava ansimante.
«Accidenti! Sei veloce sulla sabbia come su qualunque altro terreno!» esclamò la ragazza mastodontica, cercando di riprendere più aria possibile «Che cosa stiamo guardando?». A quella domanda, in stile Far West, passò una palla di erba secca trasportata dal vento. «IO sto guardando il Deserto Cremisi, il posto in cui Hordak mi ha mandata a morire.» disse Catra con irritazione «Non ho idea di cosa stia facendo TU, dato che l'ultima cosa che ti ho detto era di lasciarmi in pace!». «Lo so, è stato davvero nobile da parte tua! Mi hai allontanata per salvarmi e… Questo ci ha avvicinate!» spiegò con eccitazione l'altra. «Io non… Sai una cosa? Non ha importanza! Niente ha più importanza ormai!» sbottò Catra allontanandosi ed indicando il paesaggio «Sai cosa vedo qui? Tutto il mio duro lavoro ignorato per un unico errore, i miei sogni ridotti in polvere davanti ai miei occhi!». La gatta poi si voltò, volendo continuare ancora con il discorso, trovandosi qualcosa di strano alle spalle di Scorpia «Ma soprattutto sto guardando… Quello.». Il Capitano dell'Esercito seguì lo sguardo dell'amica, intravedendo lo scheletro di una mastodontica creatura deceduta da anni avvolto fra grandi tende.
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Tempo dopo, Catra e Scorpia stavano entrando nella bocca della bestia morta. «È stato abbandonato. Secondo il Corso d'Orientamento dei Capitani dell'Esercito, il Deserto Cremisi è disabitato.» informò la ragazza enorme. «Sarà meglio: non sono dell'umore per avere a che fare con della gente!» chiarì la gatta, spalancando la tenda alla gola della carcassa e trovandosi… Gente dagli sguardi poco amichevoli. «O la nozione potrebbe essere completamente sbagliata.» disse nervosamente la ragazza scorpione «Cavolo, avrei fatto bene a saltare il corso! Sai cosa intendo.». Catra non disse nulla: lanciò un urlo di frustrazione verso l'alto.
Successivamente, entrò con l'altra al suo seguito. «Ovvio che Hordak si sbaglia: è un recluso che vive nel suo laboratorio farcito di teorie! Perché ne sono sorpresa, dopotutto?» commentò lei con ovvietà all'altra. Si avvicinò poi ad una donna rettile ammantellata, trascinandola giù dalla seggiola «Spostasti! Sono stanca!». La lucertola dalle quattro braccia gli versificò contro e la ragazza gli ringhiò in risposta, scacciandola e finalmente sedendosi. Nel mentre si guardava attorno, si accorse che una lucertola più là che la guardava e lei gli fece cambiare dello sguardo emettendo un altro ringhio. «Ehi, Catra! Non discuto la tua leadership, ma magari non ci conviene attaccare briga con una moltitudine armata.» suggerì nervosamente Scorpia, mettendosi far lei ed il cliente. «A sì? E che cosa faranno? Mi manderanno a morire nel Deserto Cremisi? Ma guarda un po': io sono già qui!» ribatté irritata la gatta.
«Ci siamo liberati di She-Ra e Infinite.» mormorò una voce. Catra e Scorpia si voltarono nella direzione da cui proveniva l'affermazione, rincontrando donna lucertola che parlava con una donna capra. «Mi stai prendendo in giro?» borbottò sorridente la gatta. Intanto, la donna parlava ancora «Se dovessi rivedere quei due, giuro che…». «Da che parte sono andati?» chiese all'improvviso l'ex Capitano dell'Esercito, interrompendole. La persona in questione si volta, osservando dall'altro al basso la ragazza «Chi sei tu?». «Hai detto che c'era ragazzo con le frecce, una ragazza scintillante, un mutaforma e una bionda: da che parte sono andati?» ridomandò la gatta. «Fila via gattina.» gli disse la capra. «Sei troppo sciocca per comprendere una semplice domanda? Dimmi la direzione, genio: al resto ci penso io.» informò il membro dell'Orda. «Ehi, Catra.» chiamò Scorpia. «Che c'è!?» esclamò l'altra. La ragazza mastodontica la tirò indietro «La cosa che ricordo è che Hordak ci ha mandate qui per la tecnologia degli Antenati e non per quei quattro. Perché dovrebbe interessarci sapere dove stanno andando?». «Quegli idioti sono a caccia della stessa cosa che vogliamo noi: è ovvio che siano letteralmente in mezzo al nulla!» rispose con rabbia Catra. Dalle due donne, intanto la più alta parlava «Ha avuto il coraggio di…». Ad interromperla di nuovo, questa volta in modo brutale, la gatta ordinò «Allora sputò il rospo! Dove sono andate!?». La capra si tolse la sua mano di dosso e si mise del tutto in piedi, rivelandosi alta il doppio della ragazza «Ci sono due regole nel Deserto Cremisi: il più forte vince ed il più debole perde!». Tutto tacque per qualche secondo, poi l'ex Capitano dell'Esercito scoppiò a ridere, attirando l'attenzione di tutti i presenti. «Allora, ricapitoliamo. Sai, anch'io so minacciare la gente, intimidirla: è una vecchia tecnica… Ma di questo non mi importa proprio un bel niente!» informò lei. «Alcune persone hanno una brutta giornata: io invece ho una brutta vita. Quando voglio una cosa… Me la portano via!» cominciò a parlare la gatta, buttando il suo mantello addosso al rettile a cui aveva ringhiato prima per rubargli il coltello d'osso e metterlo al tappeto con un calcio, salendo successivamente sul bancone «Quando vinco una battaglia, succede poi che perdo la guerra!». «Le minacce funzionano soltanto con chi ha qualcosa da perdere, ma io… Ormai ho già perso tutto!» continuò lei, andando faccia a faccia con l'avversaria «E non puoi essere tanto brava in queste cose perché ti sei già lasciata distrarre.». Si sentì dopo un colpo e l'altra cadde al suolo paralizzata, rivelando Scorpia. «Allora… Che cosa vogliamo fare?» chiese Catra con pura aria di sfida. «Ehi! Sai, non credo proprio ti possiamo consigliare una straniera! Sei al sicuro con noi! Ti porteremo ovunque tu voglia, capo!» sorrise nervosamente la donna capra. La gatta rimase un attimo a pensarci, poi si voltò verso l'uomo già derubato. «Bene.» mormorò lei.
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La Squadra Migliori Amici, con l'aggiunta di Huntara, stava osservando, da una altura, la mezza sepolta navicella, dalle dimensioni gigantesche, dei due predecessori di Adora e Ben. «Non riesco a credere di essere davanti alla navicella di Mara e Aron!» esclamò la bionda. «Come sapete che è di Mara e Aron?» chiese Glimmer confusa. «Light Hope ci ha indicato la zona di schianto di Mara e Aron poco prima che le stelle scomparissero.» rispose Benjamin. «Beh, non so chi siano Mara e Aron, ma quella è decisamente la navicella che dice i vostri nomi.» disse la donna. «Aspetta, cosa?» domandò confuso il portatore dell'Ultimatrix. «Dice i nostri nomi?» seguì l'ex soldatessa. «Non Adora e Benjamin: dice She-Ra e Infinite.» si spiegò meglio la guida mentre avanzava nel cammino, seguita dalle ragazze. «Insomma, non riesco a crederci: una navicella degli Antenati!» esclamò Bow a Ben, rimasti ancora sull'altura «Questa cosa ha viaggiato attraverso lo spazio! Pensa a tutte le cose incredibili che contiene!».
| Astronave di Mara e Aron |
«O potrebbe non contenere nulla: anche questa è una possibilità.» disse Ben a Bow mentre si trovava, con il resto della banda, dentro all'arrugginita ed abbandonata astronave millenaria. Adora si allontanò allora dal gruppo ed iniziò a vagare per la stanza «Non può essere! Allora il messaggio da dove proviene?». «Questa navicella è sempre stata qui?» chiese Glimmer alla donna. «Il Deserto Cremisi è stato colpito da una tempesta di sabbia e, quando è passata, questa è venuta alla luce.» rispose Huntara. «E poi la gente ha preso tutto quello che si poteva rubare e portare via.» continuò tristemente l'arciere. «Se non volevano che gli rubassero le cose, avrebbero dovuto sigillarla meglio! E poi, nessuno viene più qui.» ribatté la nativa del deserto. «Perché non c'è più nulla da rubare?» scherzò Glimmer. «Beh, quello… E perché è infestata!» rispose Huntara. «She-Ra! Infinite!» tuonò una voce distorta «Etheria! Andata!». «Da dove proviene quella voce?» si mise in guardia Ben. «E dov'è la porta!?» sbottò poi Adora con frustrazione «La navicella è enorme, ma la stanza è minuscola!». «Il disegno sotto i tuoi piedi potrebbe essere la porta?» domandò Benjamin, indicandogli il disegno dello scudo di She-Ra. La bionda guardò l'immagine per qualche secondo, sguainando poi la spada e trasformandola nello scudo. Subito, la pietra dell'oggetto magico cominciò ad emanare della luce e, lentamente, cominciò ad illuminare l'intera astronave. Al finire ciò, il velivolo sembrò essersi svegliato dal suo sonno, con ogni angolo illuminato da elegante linee viola e con il murales dei due eroi della leggenda. Successivamente, dal murales, si aprì una porta: ne uscì uno stormo di pipistrelli Etheriani. Una volta evitati, la voce distorta risuonò di nuovo «She-Ra! Infinite! Etheria! Andata!».
| Deserto Cremisi |
Scorpia si stava sganasciando dalle risate, mentre camminava per il Deserto Cremisi a fianco a Catra e dietro alle due donne reclutate al bar «Oh, cavolo! Gli hai proprio messi in riga! Non ho mai visto una stanza piena d'assassini con un'aria così spaventata! È stato un onore esserne testimone!». «Stai parlando di quei falliti?» chiese la gatta mentre sfoggiava, con orgoglio, la sua nuova giacca in pelle appena rubata «Gli ho insegnato che cosa succede se solo provano a minacciarmi!». «Beh, non ci disturberanno più ormai, questo è certo!» continuò a ridere la ragazza mastodontica mentre tirava una pacca poderosa alla donna lucertola, facendola finire involontariamente nei cactus più avanti e facendo sì che venisse congelata. «Ops! Scusa!» mormorò il Capitano dell'Esercito dispiaciuta, voltandosi verso la capra «Puoi portarla qui? Grazie.». «Scorpia, non devi chiederlo.» informò l'amica, tirando fuori il coltello ed ordinando «Riportala qui idiota! Muoviti!». La donna obbedì subito e partì di corsa. «In fondo questo posto non è brutto come dicono!» commentò allegramente l'ex Capitano dell'Esercito mentre passava di fronte ai nuovi scagnozzi. «Hai ragione, in fondo è carino! Clima caldo, guardando le increspature sul terreno eviti le sabbie mobili ed il mio esoscheletro adora questo clima asciutto!» annuì Scorpia al suo seguito. «E puoi prendere tutto quello che vuoi: più sei cattiva, più ottieni.» concluse Catra. Si mise allora davanti alla donna capra, che stava trasportando la rettile congelata, ed ordinò «Dammi la pistola spara dardi!». «Uh… Certo.» disse la donna, porgendogli l'arma. «Visto?» chiese in seguito la gatta mentre si voltava per assistere all'amica applaudirgli. «Ti chiamerò… Kyle.» pensò infine l'ex Capitano dell'Esercito mentre tornava dall'altra. «Eh… Cosa?» mormorò "Kyle". «Sta zitta e continua a camminare… Kyle!» sbraitò Catra. «Okay.» annuì subito la donna. Le due soldatesse dell'Orda scoppiarono a ridere. «È così divertente!» esclamò Scorpia. L'amica non disse niente all'inizio, ma dovette ammettere alla fine che «Sì… Lo è.». La ragazza mastodontica si fermò stupita per quella frase, facendo il più grande sorriso che potesse fare. «Smettila subito o mi rimangio tutto!» chiarì la gatta notandola. «Non sto dicendo niente!» si difese Scorpia sorridendo. «Stai facendo quella strana espressione che fa capire a cosa stai pensando!» ribatté l'altra. «vuoi dire… Sorridere?» chiese confusa il Capitano dell'Esercito. La ragazza sbuffò e tornò a camminare «Senti, sto solo riconoscendo…». La ragazza mastodontica la fermò all'improvviso, indicandogli le sabbie mobili che ribollivano di fronte. «Che formiamo una bella squadra, tutto qua.» concluse Catra irritata. «Certo! Che bella squadra siamo noi!» dichiarò con orgoglio Scorpia. La gatta ridacchiò e tornò a camminare, con al seguito la ragazza scorpione e "Kyle", che ancora portava la tizia congelata.
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Tempo dopo, Catra e la sua gang raggiunsero una cava che, dato i numerosi scheletri e carcasse giganti di animali, pareva un cimitero. «È pazzesco! Ci sono davvero animali tanto grandi? Andiamo!» commentò Scorpia mentre si guardava attorno. «Non più ormai.» corresse la gatta. Mentre camminavano, l'ex Capitano dell'Esercitò si fermò. «Cosa…» cominciò a dire l'altra soldatessa dell'Orda, zittita da un gesto dell'altra. Catra mise sull'attenti le sue orecchie, analizzando ogni singolo rumore presente nella zona, poi si avventò sulla donna capra «Che stai cercando di fare!?». «N-Niente! Di che cosa stai parlando?» chiese la donna. «Catra, che succede?» domandò preoccupata Scorpia. «Succede che la nostra Kyle non stava prestando attenzione… E ci ha condotte dritte in un'imboscata!» rispose la gatta, potendo scorgere varie persone fra i resti scheletrici delle bestie morte.
Una volta beccati, tutti i presenti uscirono allo scoperto e cominciarono ad incitare, urlare ed acclamare. Il gruppo sotto attacco si avvicinò, mentre vedevano uscire dalla bocca di una bestia un serpente bipede in giacca di pelle e jeans.
| Astronave di Mara e Aron |
«Lo faremo al tre.» disse Glimmer davanti alla porta «Uno… Due…». «ASPETTA! Al tre o dopo il tre?» chiese Bow. Huntara si schiaffeggiò la faccia mentre gemeva per la frustrazione. «Al tre.» rispose Ben. «Uno… Due… Tre!» contò Adora, spalancando la porta con lo scudo davanti a sé e con la principessa e l'arciere abbracciati a lei in preda alle urla di terrore. Appena si accorsero di essere al sicuro, cominciarono a guardarsi attorno, trovandosi una tetra sala comandi ed una sedia per sedersi. Iniziarono a vagare per la stanza, osservando ed analizzando tutto ciò che ci fosse dentro. Fu così che Bow, toccando i comandi che si trovavano sulla seggiola di ferro, fece apparire il messaggio captato dal suo localizzatore. «Ci siamo! Questo è lo stesso messaggio del mio localizzatore!» esultò lui, finché lo schermo olografico non scomparve ed apparve, più avanti, una figura viola.
Adora e Ben spalancarono successivamente gli occhi appena la sagoma prese la forma della precedente She-Ra, che disse «Io sono Mara, She-Ra di Etheria, e sono morta.». «Mara! Abbiamo così tante domande per te!» esclamò entusiasta la bionda mentre si avvicinava con il ragazzo. «Prima domanda: dov'è Aron?» chiese il portatore dell'Ultimatrix. L'ologramma non disse nulla, ma sfarfallò di colpo e divenne l'ex Infinite, dichiarando «Io sono Aron, Infinite di Etheria, e sono morto.». «Ok, ma potevi farlo anche senza glitcciare così tanto.» scherzò Ben. L'individuo virtuale rimase ancora zitto, tornando ad essere She-Ra e ripetendo il precedente messaggio «Io sono Mara, She-Ra di Etheria, e sono morta.». «Ehm… Ciao. Noi siamo Adora e Ben.» si presentò perplessa la bionda. Ancora nessuna risposta ed altro cambio «Io sono Aron, Infinite di Etheria, sono morto.». «È piuttosto preoccupante.» commentò Huntara. «No… No… Non è tutto! L'abbiamo già fatto in passato!» disse Ben. «Di solito c'è una password o roba simile!» informò l'ex soldatessa, cominciandogli a dire «Eternia! Abbiamo la spada ed il bracciale! Noi siamo She-Ra e Infinite! Amministratori rilevati!». «Parla con noi!» ordinò Benjamin. I due ragazzi rimasero lì fermi ad osservare l'ologramma assai inutile, poi cominciarono a ridere come pazzi da manicomio. «Eh… Ragazzi?» chiamò preoccupata Glimmer. «Ovvio che è andato in loop!» sbottò Adora «È troppo ovvio!». «Quando mai un ologramma ci ha dati delle risposte dirette? Risolvi un enigma, allenati, non ve la prendete…» si aggiunse il portatore dell'Ultimatrix «Facciamo tutto quello che ci dicono in attesa di risposte e tutto quello che otteniamo è…». Il ragazzo non finì la frase: si mise solo ad indicare con odio l'ologramma in posa solenne. «Perché sono stata portata via alla mia famiglia e mi hanno obbligato a diventare un soldato!?» interrogò con rabbia la bionda mentre attraversava e tirava un pugno ai comandi «Perché siamo venuti qui se questo non era altro che un vicolo cieco!?». Fu allora che si illuminò qualcosa fra i pulsanti: apparvero gli ologrammi della spada e del bracciale nei loro appositi fori. «Ragazzi, ci dispiace. Magari possiamo…» cominciò a parlare Bow, venendo zittito dalla ragazza con un gesto.
I due eroi si avvicinarono agli ologrammi, inserendoci le proprie armi, o tutto il braccio nel caso di Benjamin, e tutta la sezione dei comandi cominciò ad accendersi. «Sezione delle armi in uso: attendere la fine della scannerizzazione.» disse una voce meccanica. Tutto rimase in silenzio prima che riprendesse a parlare «Spada della Protezione individuata: bentornata She-Ra.». Un altro periodo in cui tutto tacque, poi «Errore: dispositivo sconosciuto non identificato. Si prega di attendere la fine della scannerizzazione approfondita.». Il foro dove Ben aveva inserito il suo braccio con l'Ultimatrix iniziò ad illuminarsi subito di una luce bianca, poi la voce disse «Scannerizzazione approfondita completata: Infinity individuato nel dispositivo sconosciuto. Bracciale dell'Infinito individuato: bentornato Infinite.». Finito tutto il lavoro burocratico, la navicella si accese del tutto, facendo sparire l'individuo virtuale e facendo sì che la sedia al centro venisse illuminata.
Il gruppo poté quindi vedere apparire l'ologramma di Mara, seduta sulla sedia piena di ferite, e Aron, appoggiato al mobilio e con l'aria di non riuscirsi a tenere in piedi. La donna olografica premette vari pulsanti e poi guardò di fronte a sé «Non abbiamo molto tempo: a stento ce l'abbiamo fatta a scappare-pare-pare. Se state vedendo questo significa che brandite la spada ed il bracciale: siete la nuova She-Ra ed il nuovo Infinite.». «Vuol dire che noi abbiamo fallito.» prese parola l'uomo olografico «Saremmo dovuti essere gli ultimi… E ci dispiace davvero, davvero tanto.».
| Deserto Cremisi |
Catra, sotto tutte le urla degli avventori, guardava verso l'alto per capire con chi stesse andando a scontrassi, mentre Scorpia e "Kyle" si guardavano frettolosamente a torno. «Oh, no! È Tung Lashor!» disse la donna capra. «Scusa… Chi?» rise la gatta. «Tung Lashor guida la banda numero due del Deserto Cremisi. Ha sempre combattuto Huntara per diventare il numero uno e, ora che è sparita, governeranno loro.» spiegò lei. «Sembra che oggi sia… Proprio il nostro giorno fortunato.» dichiarò l'uomo, saltando giù dalla bocca scheletrosa ed atterrando con un grosso schianto a terra. Tutte, ad eccezione di Catra indietreggiarono spaventate. «Non avrei mai pensato che sareste abbastanza sciocche da mettere piede qui senza Huntara… Ma eccovi qua!» disse il serpente avvicinandosi «Ed ora lascerò le vostre ossa come avvertimento per tutti coloro che sfidano Tung Lashor, il più forte del Deserto Cremisi!». La gatta scoppiò a ridere «Detto così suona ancora più stupido! Sul serio? Tung Lashor! Chi di voi se l'è inventato?». «Vero! Sembra quasi che tu abbia perso una scommessa!» si aggiunse Scorpia. «Hai finito straniera?» chiese Tung Lashor assai infastidito, cominciando a portare la sua mano alla frusta che portava in vita per cominciare la battaglia. «Stai scherzando? Ho appena cominciato!» rispose l'ex Capitano dell'Esercito avvicinandosi «Ma ti sei sentito? Lascerò le vostre ossa! Che esagerazione! Sono sicura che da queste parti tu sia considerato davvero spaventoso!». Il rettile gli ringhiò in risposta. «Inoltre, loro non sono più con Huntara: sono con la sottoscritta. Infine… Mi piace quella frusta: credo che me la prenderò!» concluse Catra. «Ma davvero?» rise l'uomo «Parli troppo per essere una piccola…». «Almeno sai come si usa una frusta?» domandò di colpo Scorpia alle spalle del capo della gang nemica. «Non può essere difficile se la usa lui.» commentò la gatta alzando le spalle. «Ho detto…» cercò di finire il serpente con irritazione, ma venendo di nuovo interrotto dalla ragazza mastodontica. «È un lavoro di polso, sai? Tipo: wha ho! Hack! Frusta!» spiegò il Capitano dell'Esercito mentre gesticolava. «Non dirò "frusta" mentre uso la frusta: nessuno lo fa.» informò Catra. «Uh… Ho capito!» esclamò Scorpia «È meglio una frase ad effetto, tipo…».
«Basta così!» sbottò Tung Lashor «Ti toglierò quel sorrisetto dalla faccia!». A quel punto, l'uomo si tolse la giacca di pelle, rimanendo a torso nudo, ed iniziò a parlare alla sua banda «Coraggio, chi è il più forte del Deserto Cremisi!?». Tutti cominciarono ad urlare e gridare il suo nome. «E non dimenticatelo mai!» chiarì infine il rettile alla banda di Catra, dando finalmente iniziò allo scontro tanto cercato con un poderoso colpo di frusta. Catra e Scorpia evitarono il colpo, che innalzò una nube di polvere, e si divisero. Tangleashn cominciò subito ad inseguire la gatta mentre faceva ruotare la sua arma. Alle sue spalle, il Capitano dell'Esercito richiamò «Catra!», ma un gruppo di frecce gli sbarrò la strada, facendogli capire che avrebbe solamente potuto osservare e non aiutare.
Catra stava evitando tutti i colpi che l'altro stava provando ad infliggergli in successione. La gatta estrasse poi il suo coltello, prima di doversi levare per schivare un colpo, che provocò una grossa e profonda crepa nella roccia dietro di lei, ed iniziare a correre verso il sentiero da cui erano arrivati lei e compagnia. Tung Lashor riuscì però ad usare la frusta ed afferrarla alla gamba, per poi trascinarsela davanti a sé. «Dove sono finite tutte le tue chiacchiere adesso, gattina?» chiese l'uomo. «Catra!» chiamò preoccupata Scorpia. Il serpente cominciò a ridere per la sua supremazia, ma lo fu molto meno quando la gatta gli tirò della sabbia negli occhi e lo colpì con un calcio in pieno mento. «Tu… Piccola imbrogliona!» esclamò con rabbia Tung Lashor, affrettandosi a corrergli incontro e tornando a colpire numerosi colpi di frusta in successione, sebbene tutti andati a vuoto. Così, nello schivare, l'ex Capitano dell'Esercito andò ad atterrare su una lastra di roccia che navigava nelle sabbie mobili, ma la cosa fu possibile da usare nel modo migliore: poco prima che Tung Lashor arrivasse, gli saltò a fianco e lo fece inciampare, facendo sì che finisse nelle sabbie mobili. «Oh… Oh, no!» pianse l'uomo mentre iniziava lentamente ad affondare. «Oh, resisti!» gridò con sarcasmo la rivale. Il serpente gli lanciò subito l'altra estremità della frusta per essere salvato, ma Catra gli fregò l'arma appena l'ebbe in mano. «Grandioso! Grazie per la frusta!» scherzò lei andandosene mentre l'altro chiamava aiuto ed affondava.
«È stato troppo facile!» commentò Catra mentre si affiancava al suo gruppo. La gatta si voltò successivamente verso tutta la gang di Tung Lashor «Ora… Chi è il più forte del Deserto Cremisi!?». «Catra! Catra!» cominciò ad incitare Scorpia. Lentamente ed in successione, all'urlare il nome della vincitrice si aggiunsero "Kyle" e tutti i presenti ad assistere al combattimento. Per una volta, Catra stava ricevendo gli onori che si meritava. «E non dimenticatelo mai!» ricordò l'ex Capitano dell'Esercito, andando poi a prendere da terra la giacca di Tung Lashor e lanciandogliela a Scorpia, che la prese con grande felicità.
| Astronave di Mara e Aron |
«Non sappiamo cosa vi abbiano detto, ma non era andata male all'inizio.» disse Aron con qualche sfarfallio. «Eravamo i primi a colonizzare Etheria, a studiare la magia del pianeta.» seguì Mara, fermandosi un attimo per riprendere «Com'è potuto andare così storto?». «Light Hope usa l'arma-arma-arma-arma-arma.» riprese parola l'uomo olografico, inceppandosi. «Quale arma?» chiese Adora, sebbene ormai gli ologrammi si fossero impallati. «Bow, come procede? Lo hai già riparato?» domandò Ben, costretto a rimanere vicino alla sala dato che non poteva togliere l'Ultimatrix se volevano vedere il messaggio. «Ci sto provando, ma credo che il messaggio si sia danneggiato quando la nave si è schiantata.» rispose l'arciere al lavoro. Qualche secondo dopo, la registrazione riprese. «Abbiamo aperto un portale verso una dimensione completamente vuota e vi abbiamo tirato Etheria, lasciando dietro il Bracciale dell'Infinito.» spiegò Mara. «Abbiamo nascosti tutti dal resto dell'universo perché fossero al sicuro: questo è l'unico posto in cui non ci troveranno mai!» continuò Aron «Abbiamo visto che farebbero e le morti che seguirebbero!». «Non siamo riusciti a fermargli, ma ora possiamo farlo! Nasconderci è l'unica opzione!» concluse la donna olografica prima che gli ologrammi sfarfallassero. «Forse è passata una settimana… O forse migliaia di anni!» gemette Mara. «Non abbiamo mai voluto essere degli eroi… E non verremo ricordati come tali.» mormorò Aron, prima che l'allarme risuonasse. «Avete voi le armi ora: sono le chiavi dell'amministratori del pianeta. Con esse potete attivare un portale, ma vi scongiuriamo non farlo: lasciateci qui!» pregò la donna olografica. «Se aprirete un portale, seguiranno morte e distruzione!» spiegò l'uomo virtuale «Per il bene dell'universo Etheria deve restare a Despondos, altrimenti tutti quanti…». Di colpo tutto si spense. Tutti rimasero in silenzio ad assimilare il messaggio… Poi qualcuno, dall'oscurità della nave, cominciò a battere le mani.
«Chi è là?» chiamò Huntara, preparandosi allo scontro «Vieni fuori ed affronta Huntara!». Nessuno rispose all'invito della sfida, ma due dardi paralizzanti colpirono immediatamente Glimmer e Bow, che caddero a terra. Un colpo fu sul punto poi di colpire anche Adora, ma Ben, levatosi dalla sala comandi, gli parò il volto con l'Ultimatrix. A seguire, "Kyle" e la donna lucertola fecero il loro ingresso trionfante… Accompagnati dall'intera ex gang di Tung Lashor. «Voi due vi siete unite a Tung Lashor?» ringhiò con rabbia Huntara mentre lei ed i due adolescenti venivano accerchiati. «Non si sono uniti a lui… Si sono uniti a me.» corresse Catra, apparendo sulla sedia della navicella. I due eroi spalancarono gli occhi alla gatta, che mormorò «Ciao, idioti.». L'ex Capitano dell'Esercito schiccò poi le dita, dando segno di sparare i proiettili paralizzanti. Adora e Ben furono sul punto di essere colpiti, Huntara si mise in mezzo e si sacrificò, crollando a terra. A quel punto, Benjamin cercò di scegliere rapidamente un alieno, ma venne bloccato da un poderoso colpo di frusta da parte di Catra, e Adora core subito alla spada, ma venne rubata dalla gatta, sempre con la frusta, e successivamente bloccata da Scorpia. «Forse è la vittoria più veloce che abbia mai ottenuto!» commentò sorridendo la leader della banda. «Vittoria? Tu non ha ancora vinto!» esclamò il portatore dell'Ultimatrix, riprovando con il suo secondo tentativo. «Sei sempre così melodrammatico, vero?» derise Catra, facendo volteggiare la spada legata alla frusta. Benjamin si vide quasi la lama in faccia quando indietreggiò e si portò l'orologio davanti a sé. Quello che successe dopo fu assurdo: la Spada della Protezione strisciò incredibilmente sulla giuntura che teneva l'Ultimatrix legato al polso dell'utente, facendo sì che il bracciale… Si rimuovesse. «Non è vero!» gridò il ragazzo scioccato mentre vedeva l'arma Galvan schiantarsi al suolo. «Ok… Questo mi sta bene, ma non era calcolato.» borbottò la gatta colpita. Ad interrompergli, Huntara si rialzò in piedi, sebbene ansimasse per la fatica. «Huntara! Portali via!» gridarono i due adolescenti. La donna annuì e sollevò Glimmer e Bow, dando iniziò ad una corsa sfrenata per fuggire, pestando chiunque fosse sulla sua strada. «Fermatela!» ordinò Catra mentre saltava su Ben e si appropriava dell'Ultimatrix. Benjamin cercò di lottare, ma un colpo della coda di Scorpia lo mandò al tappeto. «Ben!» urlò Adora, prima di fare la stessa fine.
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Con armi e calici in mano, tutti festeggiavano ed esultavano la vittoria appena conquistata con grande facilità del loro nuovo leader. «Brindo alla cacciata di Huntra dal Deserto Cremisi!» gridò "Kyle", seguita da un grido di gioia. «Per aver conquistato questo prezioso bottino!» continuò la donna, seguita ancora da un'esultazione. «E un brindisi… Al capo Catra, la miglior leader che abbiamo mai avuto!» concluse la capra, facendo continuare le urla di contentezza della banda. La gatta sorrise mentre sedeva sulla sedia al centro della sala, con la spada ed il bracciale fra le mani, udendo complimenti ed urla. Notò poi arrivare Scorpia, e decise di fargli una sorpresa: si alzò in piedi e disse «A Scorpia! Brindiamo a Scorpia!». Tutti esultarono alla ragazza mastodontica. «Cosa? Troppo buoni! Ragazzi, vi ringrazio! Accidenti!» balbettò il Capitano dell'Esercito con completo imbarazzo. In quella frazione lei e Catra si lanciarono uno sguardo. La gatta comciniò a ridere e portò, mano nella chela, l'amica fuori dalla stanza.
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«Riesci a crederci!? Hanno detto che questa è una festa!» esclamò Catra sorridendo «Mi piace: quando torneremo ci saranno tantissime feste in più!». Scorpia ricambiò il sorriso, ma poi lo perse «Eh… La vecchia signora del deserto è scappata.». «Lasciala fare! La cosa più importante l'abbiamo noi!» tranquillizzò l'altra, indicando le due armi «Hai sentito quegli ologrammi? Queste sono le chiavi per l'intero pianeta! Quando le riporterò nella Zona della Paura, Hordak vedrà quanto valgo e tornerò di nuovo al comando!». Scorpia aveva allora del tutto perso la felicità che aveva in corpo, ma aveva un piano B «O, beh, forse potremmo anche non tornare.». «Cosa?» domandò confusa l'altra «Perché non dovremmo tornare?». «Perché non ami stare lì?» rispose con tono il Capitano dell'Esercito con tono ovvio. «Ma non è… Vero.» ribatté la gatta, abbassando lo sguardo a terra. «Ti prego, ascoltami: in un solo giorno, hai sconfitto le bande del Deserto Cremisi e sei diventa la loro leader!» dichiarò Scorpia «Non ti ho mai vista così felice! Credimi… è la prima volta che ti vedo VERAMENTE felice!». Catra tornò a guardarla negli occhi, con un evidente rossore sul volto. «Quindi perché dovremmo tornare? Restiamo qui! Dimentica Hordak, dimentica la Ribellione, dimentica tutti loro!» continuò il Capitano dell'Esercito «Potremmo governare il Deserto Cremisi insieme: solo noi due! Potremmo… Sai… Essere felici.». «Io… Io non…» balbettò Catra imbarazzata «Devo controllare i prigionieri.». Con ciò, si voltò e se ne andò, intristendo Scorpia.
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Catra aprì la porta, trovandosi la donna serpente che aveva messo di guardia ed i due prigionieri, finalmente svegli e legati, che cercavano di liberarsi. «Catra!» chiamarono loro nel vedere la gatta «Tu non puoi fare una cosa del genere!». «Beh, ciao anche voi.» scherzò l'ex Capitano dell'Esercito, facendo poi segno alla guardia di andarsene. «Cosa non posso fare sta volta?» chiese la ragazza dell'Orda avvicinandosi. «Hordak vuole aprire un portale e trasferire il resto dell'esercito dell'Orda a Etheria!» esclamò Ben con rabbia «Non possiamo permettere che accada!». «Il resto dell'esercito dell'Orda?» domandò Catra. «Hordak fa parte di un gigantesco esercito malvagio di un altro mondo!» spiegò irritata Adora. La gatta scoppiò a ridere mentre si abbassava alla loro altezza «Non ci si annoia mai con voi! Perché dovrei essere contraria? Così noi vinceremo e voi prederete!». «Perderemo tutti se Hordak usa la sua macchina per portali!» sbottò Benjamin. «Light Hope, Mara e Aron hanno detto che aprire un portale metterà tutti in pericolo!» continuò la bionda. «Darete retta a qualunque stranezza ti raccontino dei vecchi ologrammi, non è vero? Dovreste provare a smetterla.» gli prese in giro l'altra, alzandosi, allontanandosi leggermente e guardando con orgoglio le armi «E poi come sapete che cosa sta facendo Hordak?». «Ce l'ho detto la Tessitrice d'Ombre.» dissero in coro i prigionieri. Catra perse il suo sorriso di sfida mentre udiva il nome e si voltò. «Ve lo ha detto la Tessitrice d'Ombre? Come ha fatto la Tessitrice d'Ombre a dirvelo?». «Non lo sapevi?» chiese Ben confuso. «Come!?» ordinò l'ex Capitano dell'Esercito afferrandogli entrambi per la gola. «Catra… La Tessitrice d'Ombre è a Bright Moon.» rispose Adora. La gatta si ritrasse all'informazione e gli lasciò andare. «Lei mi ha abbandonata… Per voi! Tutto questo è successo a causa vostra!» ringhiò con rabbia Catra, voltandosi ed andandosene. «Catra? Catra, per favore devi ascoltarci!» gridarono a vuoto i due prigionieri.
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Catra stava camminando con rabbia per l'astronave, emanando rabbia da tutti i pori e non ascoltando nulla di ciò che c'era intorno a lei, se non l'informazione data dai due che gli rimbombava in testa. «Ehi, Catra!» disse colpo Scorpia. La gatta si fermò: era tornata alla festa senza neanche accorgersene. «Guarda dove vai, capo!» scherzò l'altra. Catra si guardò attorno e rimase nel suo silenzio. «Catra, stai bene?» chiese preoccupata la ragazza mastodontica. L'ex Capitano dell'Esercito rimase nel suo silenzio, con le lacrime che gli uscivano leggermente dagli occhi, dicendo poi «Noi torneremo indietro. Torneremo indietro ed apriremo un portale: riusciremo a distruggere tutti quanti!».
