Capitolo 24: Corsa contro il tempo
| Etheria |
| Bright Moon |
Angella stava studiando la mappa di Etheria con tutta l'Alleanza delle Principesse, sebbene mancassero Adora, Ben, Bow e Glimmer. Ma non c'era tempo da perdere: se l'Orda aveva un secondo esercito, ancora più forte di quello che avevano affrontato negli anni, dovevano vincere ora. Tutti i presenti stavano lavorando, pensando o… Facendo gli scansafatiche come Mermista. Ma, ehi: l'universo colpisce prima o poi! E con ciò, Glimmer apparve nella stanza con Bow e Huntara e fece prender un infarto alla Principessa dell'Acqua.
«Oh! siete già qui?» chiese sorpresa la principessa di Bright Moon «Perfetto!». «Sì… E voi dov'eravate finiti?» chiese irritata Mermista mentre si rialzava, accorgendosi poi della donna del Deserto Cremisi «Questa è una nuova forma di She-Ra o di Infinite?». «No! Lei è Huntara, la leader del Deserto Cremisi… O lo era.» rispose Glimmer mentre la persona in questione giocava con la mappa olografica «Non abbiamo tempo per approfondire: dobbiamo arrivare alla zona della paura!». «Il mondo non si ferma solo perché non sei qui.» informò sua madre «Stavamo pianificando il nostro attacco all'Orda.». «Che sollievo!» esclamò Bow «Perché Catra ha rapito Adora e Ben.». Tutti si voltarono di scatto, smettendo di lavorare, con sguardi scioccati. «L'Orda… Ha catturato Adora e Benjamin?» domandò con shock la donna alata. «Il che significa che possono aprire un portale quando vogliono, visto che hanno sia la spada che il bracciale!» aggiunse Glimmer. «Cosa? Io non capisco.» mormorò Angella. «Quindi non c'è tempo da perdere!» sbottò la figlia. «Glimmer, sta calma!» ordinò Angella. «Dobbiamo andare nella Zona della Paura!» continuò lei. «Dobbiamo? Non andrai da nessuna parte finché non mi racconterai tutto!» sbottò ora la regina «Glimmer, esci da qui! Adesso!».
| Zona della Paura |
Hordak stava riparando assieme a Entrapta la macchina per il portale. «L'armatura potrebbe essere la mia opera migliore!» esclamò con orgoglio la tecno/principessa mentre osservava il leader dell'Orda sollevare, grazie all'armatura, un enorme pezzo della macchina e scostarlo più in là nella stanza. Quando ebbe finito, anche lui parve felice di ciò che poteva fare, ma poi un piccolo cortocircuito gli fulminò la mano. «Non c'è alcun motivo di agitarsi!» tranquillizzò Entrapta avvicinandosi. «Io non mi agito… Non mi agito mai.» corresse il signore oscuro, porgendo il braccio fulminato. «Non potete aspettarvi che tutto funzioni da un giorno all'altro!» disse la scienziata mentre riparava l'arto, lanciando poi lo sguardo alla macchina «Come la nostra macchina. Non abbiamo ancora trovato il pezzo mancante per superare l'interferenza planetaria: se ci provassimo adesso, il portale non rimarrebbe stabile abbastanza a lungo da far passare qualcuno.». Hordak la guardò e spiegò «Noi dobbiamo aprire un portale solo per un breve istante… abbastanza a lungo da inviare un segnale verso il Grande Horde: una volta che lo riceverà, non avrà problemi ad aprire un portale dalla sua parte.». «Ed a quel punto dovrete andare con loro.» concluse con tristezza la scienziata, ma riuscendo a riprendersi con «Ma ci sono ancora tanti dati da raccogliere: che fretta c'è? Dobbiamo solo continuare a lavorare finché la macchina non sarà perfetta!». Hordak non disse nulla, ma gli sorrise calorosamente.
Poi la porta si aprì del laboratorio si aprì: ne uscì Catra, con in mano le armi ed i due eroi legati e imbavagliati, Scorpia ed il duo incontrato nel Deserto Cremisi. Giunti di fronte a loro, la gatta buttò ai loro piedi il duo nemico. In quel esatto momento, le due armi degli eroi presero ad illuminarsi alla pietra runica ed alla clessidra: si susseguì un aumento improvviso di energia da ogni apparecchio elettrico. L'ex Capitano dell'Esercito non ci diede peso e buttò a terra anche le armi. «Che c'è? Non vi aspettavate di rivedermi?» domandò Catra con sfida. «Oh… Hai una frusta adesso!» esclamò Entrapta. «Concentrati!» sbottò la gatta «Ho quello che vi serviva: questa spada e questo bracciale sono le chiavi per l'intero pianeta!». La scienziata perese i due oggetti, con contrarietà dei due eroi legati, e commentò «Suppongo che questo abbia senso: la spada di She-Ra ed il bracciale di Infinite sono tecnologia degli Antenati, e forse le più potenti che abbia mai visto! Per tutto questo tempo, era queste le chiavi che ci servavano! Immagino che dovremmo solo riuscire a capire come funzionano.». «Vi ho portato quello che vi serve per aprire un portale e distruggere le principesse una volta per tutte: che stiamo aspettando!?» esclamò Catra con frustrazione. Hordak la guardò, poi lanciò uno sguardo alla collega ed annuì, dirigendosi così alla macchina.
| Bright Moon |
Bow aprì la porta per il corridoio. Dopo di lui, saltarono fuori le teste di tutte le altre principesse per assistere preoccupate a ciò che stava avvenendo: la discussione fra Glimmer e Angella.
«Stiamo sprecando troppo tempo: dobbiamo agire! L'Orda adesso ha la spada, Ben, il bracciale e Adora!» esclamò la principessa mentre camminava avanti e indietro. «E con questo? Mi spieghi come intendi agire senza avere un piano? Non saremmo sprovveduti: non intendo mettere a rischio nessun'altro!» ribatté la regina avvicinandosi. «Prima che cominciassi ad essere sprovveduta, la Ribellione non aveva più fatto una mossa da anni! Hai bisogno di me!» gli disse Glimmer. «Io ho bisogno che tu sia un leader e questo significa non scappare via ogni volta che ti va!» ribatté Angella. «Che senso ha? Mi starai sempre addosso dirmi che cosa posso o non posso fare?» chiese la principessa con frustrazione. «Tu non ascolti mai! Io provo e riprovo a venirti incontro, a fidarmi di te!» rispose la regina. «Tu vorresti parlare a me di fiducia? Perché non mi hai detto che la Tessitrice d'Ombre è stata la maestra di mio padre?» cominciò ad interrogarla la figlia. «Io… È successo tanto tempo fa.» rispose la madre con insicurezza. La ragazza perse un po' di rabbia allora, ma continuò «Io sono convinta che dovremmo parlarne: lei conosce l'Orda!». «Non ci si può fidare di lei!» disse contraria la donna. «Dobbiamo assolutamente fare qualcosa! Lo capiresti se non fossi totalmente paralizzata dalla paura!» sbottò infine Glimmer. Angella fece apparire uno sguardo furioso, tanto da far paura alla principessa «Io sono la tua regina e ti dico che non possiamo permetterci di perdere nessun'altro. Escogita un piano che abbia successo, comandante Glimmer, altrimenti fatti da parte!». La donna cominciò a tornare nella sala riunioni.
I presenti all'interno iniziarono a correre ai loro posti mentre Bow apriva la porta alla donna. L'arciere lanciò poi uno sguardo all'amica, che ricambiò tristemente.
| Zona della Paura |
Entrapta aveva collegato la Spada della Protezione e l'Ultimatrix, attraverso delle pinze d'alimentazione, alla macchina per portali, sebbene stessero provocando sbalzi d'energia. Stava ora, di fronte a Hordak, a spiegare la situazione «Con la spada ed il bracciale collegati alla macchina per portali, saremo finalmente in grado di bypassare l'interferenza planetaria… Solo che non ho idea di come funzioni!». Il signore oscuro sorrise comunque alla ragazza, ma i mugolii dei due prigionieri, legati ad un palo ed imbavagliati attirò la sua attenzione «Loro devono stare per forza qui?». «Bella domanda… Non sono sicura se ci servano solo le armi o se ci servano anche She-Ra e Infinite.» commentò Entrapta «Ragazzi, non è che per caso voi lo sapete, vero?». La scienziata gli tolse la bandana che gli coprivano la bocca. «No, ed anche se lo sapessimo non lo diremmo all'Orda!» rispose con rabbia Adora. «Ma sappiamo che l'Ultimatrix NON è un'arma degli Antenati! Proviene da un altro mondo ancora!» aggiunse Ben. La tecno/principessa non gli diede retta e gli ritappò la bocca «Beh, a me piace scoprire le cose da sola!». I due eroi riuscirono successivamente a togliersi il bavaglio e prendere di nuovo parola. «Ti prego Entrapta: non puoi volerlo davvero!» esclamò la bionda. «La cosa non funzionerà!» seguì Benjamin. «Fate silenzio!» ordinò Hordak di colpo, voltandosi verso la collega «Entrapta, inizia!». La ragazza annuì, spaventata, e partì. «Sei un pazzo! Sai anche tu che quella non è degli Antenati, ma dei Galvan!» ringhiò l'ormai ex portatore dell'Ultimatrix. «Pazzo? È un mostro!» corresse con rabbia l'ex soldatessa «Mi avete separata dalla mia famiglia quando ero una neonata! Mi avete mentito per tutta la vita riguardo alle principesse, riguardo a Etheria e riguardo a chi sono!». «Non avrei potuto mentirti su chi sei, perché non ho mai saputo e non mi è mai importato di qualcuno così insignificante come te!» sorrise Hordak. «Dovrebbe importarvi, perché io e lei saremo coloro che si assicureranno che voi falliate!» ribatté Ben, con aria di sfida. «Io non fallirò: nessuno di voi due ha alcun potere per fermarmi!» ringhiò il leader dell'Orda «Io aprirò quel portale ed userò le vostre stesse armi per spazzare via il resto della vostra patetica Ribellione una volta per…». Di colpo l'armatura andò in cortocircuito e cadde a terra dolorosamente. Entrapta buttò a sul tavolo le armi ed accorse ad aiutare l'altro, rimettendolo in piedi. Hordak però sbraitò «Falla funzionare una volta per tutte!». E mentre se ne andava, il cuore della tecno/principesse si spezzava… E le due armi si accesero. La scienziata osservò impressionata la scena, potendo assistere agli oggetti, di cui l'Ultimatrix divenuto giallo, prendere il volo e posizionarsi, in stile rotazione planetaria al sole, sul palo da cui proveniva la sfera energetica verde del portale. I due eroi guardarono scioccati la situazione, mentre Entrapta si avvicinava entusiasta alla macchina.
| Bright Moon |
Due guardie sostavano di fronte alla "cella" della Tessitrice d'Ombre. Vigi al lavoro ed immobili come statue, esse non si accorsero di due individui nascosti nel corridoio che stavano pianificando di entrare. «Questa è una pessima idea!» disse Bow. «È una grande idea!» corresse con un largo sorriso Glimmer. L'arciere gli fece uno sguardo serio. «Ok, è terribile, ma che scelta abbiamo?» si arrese la principessa. Il ragazzo cercò di rispondere «Voglio aiutare tanto quanto te, ma la Tessitrice d'Ombre…». «Adora e Ben hanno bisogno di noi adesso! La Tessitrice d'Ombre conosce i punti deboli della Zona della Paura!» interruppe la ragazza, spiegando il suo punto «Almeno proviamo a parlarle!». Bow fu sul punto di dire qualcosa, ma non poté realizzare la frase dato che Glimmer lo teletrasportò via.
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Il duo riapparve nella "cella" della Tessitrice d'Ombre, mentre la strega sedeva comodamente su una sedia/materasso e leggeva un libro. «Principessa… Era ora.» disse la donna abbandonando il libro. «Sapevi che stavamo arrivando?» chiese Glimmer. «Di lui non avevo idea, ma di te… Sei in gamba: vuoi fermare l'Orda e sai che sono l'unica che può aiutarti a farlo.» rispose Tessitrice d'Ombre «Sai, devo ammetterlo: pensavo che ci avresti messo più tempo a parlare con me.». «Catra ha rapito Adora e Ben nel Deserto Cremisi: dobbiamo riprendergli prima che l'Orda usi loro e le armi per aprire un portale.» spiegò Glimmer. «La sua macchina è stata completata ed hanno Adora e Ben! Dobbiamo sbrigarci: se Hordak avrà l'opportunità si aprire un portale, lo farà immediatamente!» mormorò allarmata la strega «L'Alleanza non arriverà mai lì in tempo, ma forse…». «Cosa? Cosa c'è?» chiese la principessa avvicinandosi. «Fammi uscire da qui e potrò aiutarti a teletrasportarti dentro il cuore della Zona della Paura.» rispose la donna. «Ma io non riuscirei neanche ad avvicinarmi al confine senza esaurire il mio potere!» ribatté Glimmer «Non sono abbastanza forte per farlo!». «Ma io sono posso renderti più forte: sono ancora l'unica maga che è stata in grado di attingere da una pietra runica.» tranquillizzò la prigioniera «Se mi permetterai di accedere al tuo legame con la Pietra Lunare, potrò incrementare i tuoi poteri! Tu potresti teletrasportare tutti noi fin lì!». «Noi?» chiese Bow interrompendo. «Suppongo che possa venire anche tu.» rispose Tessitrice d'Ombre «Ci teletrasporteremo nel Sancta Sanctorum di Hordak, disattiveremo la macchina per portali e troveremo Adora e Benjamin.». «Puoi davvero rendermi così potente?» chiese Glimmer. «Tu ti vedi soltanto come una principessa, ma sei la figlia di un grande sciamano: hai un legame con la magia più potente di quanto immagini!» rispose la donna, porgendogli la mano «Lascia che te lo mostri.». «Lei vuole soltanto usare il potere di Glimmer per scappare!» ringhiò Bow. «Io voglio distruggere Hordak!» ribatté la strega mentre si metteva in piedi «Dobbiamo colpire adesso! Non si può permettere a Hordak di aprire un portale: non avremo un'altra opportunità. Lo sapete questo!». Glimmer rimase a pensarci qualche secondo, poi caricò di magia il pugno destro e colpì con tutta la forza la barriera magica. Successivamente, la principessa entrò nel cerchio e porse la mano a Tessitrice d'Ombre, mentre dietro Bow gemeva per disapprovazione.
| Zona della Paura |
"Kyle" aprì un armadietto degli spogliatoi dell'Orda ed afferrò una giacca rossa con lo stemma della fazione sul retro «Ehi, vuoi provarti questa?». «Non puoi prenderlo.» disse Scorpia mentre si avvicinava. «Rendiamo il tuo look più ufficiale!» dichiarò la donna capra, schivando il Capitano dell'Esercito e passando l'indumento dalla donna lucertola. «Non le entra neanche!» esclamò frustrata la ragazza mastodontica. La rettiliana risolse il problema: ruppe le maniche e creò un altro paio di fori per il secondo paio di braccia. Scorpia accorse a levarglielo, ma fallendo miseramente. «Niente male! Stai bene in uniforme!» commentò la capra, zittita da un colpo di frusta. Arrivò allora Catra, con un sorriso smagliante sul volto. «Catra! Catra, eccoti qua! Ti ho cercata dappertutto!» esclamò il Capitano dell'Esercito affiancandola. «Sì, beh… Ho avuto molto da fare.» disse la gatta arrotolando l'arma «Da un momento all'altro, Hordak aprirà un portale ed io sarò la ragione per cui l'Orda sconfiggerà le principesse!». Si zittì un attimo, per continuare «Ma, ehi… Non ci sarei riuscita senza di te. Grazie.». Scorpia non disse nulla, dato che "Kyle" si intromise ridendo.
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Entrapta osservava, seduta su Emily, la scintillante leva che avrebbe avviato il portale. «Hai ragione! Hai ragione! Hai ragione! Distogli lo sguardo!» si disse la scienziata, rimanendo comunque seduta lì per dire «Non posso! Perché Hordak ci mette tanto!?». «Entrapta.» chiamarono i due prigionieri, qualche passò più distante. «Non ti abbiamo mai voluto abbandonarti: pensavamo fossi morta.» disse Adora. La tecno/principessa abbassò la maschera da saldatore e si voltò «Catra ha detto che mi avete abbandonata!». «Catra direbbe qualunque cosa l'aiutasse ad ottenere ciò che vuole!» spiegò Ben. «Catra è mia amica… Almeno credo.» disse la scienziata, facendo apparire un grafico con il livello di amicizia su Adora, Ben e Catra «Sì, i dati dicono che lo è!». «Senti Entrapta, io lo capisco: una volta Catra era anche mia amica, ma ha preso delle decisioni sbagliate… E questa è una di quelle!» dichiarò la bionda. «Gli eserciti dell'Orda passeranno ed a quel punto non ci sarà speranza per Etheria! Non puoi aprire un portale!» continuò Benjamin. Entrapta non disse niente ma, inquietantemente e minacciosamente, si avvicinò al duo, ancora seduta su Emily. Si voltò, rimuovendo la maschera e sorridendogli «Sì che posso! Non lo sapete che le vostre armi fanno funzionare la macchina per portali? Non ho tempo di spiegartelo!». Cominciò allora a tornare al computer. «È troppo pericoloso!» gridarono i due eroi. «Tutte le esplorazioni hanno un elemento di pericolo! Ma pensate a cosa potremmo trovare: interi mondi, galassie e cose che non riusciva neanche ad immaginare!» ribatté Entrapta. «So cosa c'è là fuori: io vengo da là fuori!» informò Ben «Ma questa cosa non funzionerà!». «Entrapta, ti prego ascoltaci: gli ultimi She-Ra e Infinite hanno fatto in modo che non potessimo aprire un altro portale! Provarci potrebbe distruggere tutto!» seguì Adora. «Ho notato alcune anomalie nei miei esperimenti.» commentò la scienziata, maneggiando con i computer e facendo apparire tre "X" rosse sullo schermo «In effetti hanno posto un potenziale problema.». «Magari dovrei condurre altri test.» mormorò la tecno/principessa, voltandosi poi verso gli eroi «Non cercherete di scappare se me ne vado solo per un secondo, vero?». Il duo si guardò «No?». «Ok! Grande, lo apprezzo davvero tanto!» ringraziò lei andandosene «Andiamo Emily!».
Appena si udì la porta del laboratorio chiudersi, e quindi che non c'era nessun altro se non loro, Ben sorrise. «È l'ora del BOOM!» rise il ragazzo. «Boom?» mormorò perplessa Adora. Benjamin non gli rispose e formulò «Ultimatrix, override comando funzione, codice 10.». La clessidra dell'Ultimatrix tornò di colpo ad essere verde e, con la sua solita voce maschile e meccanica, affermò «Override accettato. Comando vocale attivato.». L'ex soldatessa corrugò la fronte «Ben, che stai…». «Ultimatrix, autodistruzione in 30 secondi, codice comando 000, distruzione 0.». «COME!?» sbottò allora Adora. «Sequenza distruzione completata ed inserita. Detonazione meno trenta secondi.» informò nel frattempo il bracciale Galvan. «Rilassati Adora: con la carica di trenta secondi, si distruggerà solo l'Ultimatrix.» tranquillizzò Ben. «Questo non…» incominciò la ragazza, interrotta da un rumore acuto del bracciale. «E-E-Errore. Individuata i-i-interferenza nel dispositivo.» informò l'Ultimatrix. «COSA!?» sbottarono i due adolescenti. Il congegno cominciò ad emettere delle leggere scariche elettriche verdi, per poi stopparsi di colpo e tornando ad avere la clessidra colorata di giallo. «Sequenza di autodistruzione annullata.» informò infine l'Ultimatrix, avendo acquisito un'improvvisa voce robotica femminile. «No no no no!» gemette il ragazzo «Ultimatrix, override comando funzione, codice 10.». A differenza di prima, il dispositivo non gli diede retta… Ed impedì di salvare Etheria.
| Bright Moon |
La Tessitrice d'Ombre stava disegnando un cerchio magico al di sotto della Pietra Lunare. Bow e Glimmer invece, stavano facendo da guardia per assicurarsi che nessuno osasse interrompere. Peccato che tennero d'occhio solo un lato: alle spalle giunsero Perfuma, Mermista e Frosta. «Che cosa credete di poter fare?» chiese la principessa di Salineas. «Per favore, non cercateci di fermarci! È l'unico modo per salvare Adora e Ben!» pregò Glimmer, mettendosi davanti alla strega. «Non stiamo cercando di fermarvi, al contrario: vogliamo venire con voi!» rassicurò la principessa di Plumeria. «Siamo stanche della solita storia Non potete venire noi e È troppo rischioso.» spiegò Mermista. «Noi vogliamo venire con voi e lo faremo.» disse la principessa del Regno delle Nevi. «Un gruppo più numeroso sarà uno svantaggio!» prese parola Tessitrice d'Ombre «Io non…». «Ascolti, prendiamo noi le decisioni!» interruppe la principessa dell'acqua «Lei farà quello che deve fare, Strana Signora Spaventosa.».
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Angella si avvicinò alla stanza di Glimmer. «Glimmer.» chiamò la donna. Non arrivò nessuna risposta. La regina aprì la porta e se la trovò vuota. Si ritrasse confusa sul fatto, ma si precipitò preoccupata quando gli venne una possibile teoria.
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«Veloci! Forza!» incitò Tessitrice d'Ombre. Tutti si avvicinarono alla donna.
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Angella spalancò la porta della "cella" della Tessitrice d'Ombre e, come pensava, era vuota. Si avvicinò a ciò che rimaneva del cerchio magico che imprigionava la donna e raccolse da terra un luccichio: si rivelò essere una scintilla che solitamente lasciava sua figlia quando usava i suoi poteri. Prese allora il volo per uscire dal castello.
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Tessitrice d'Ombre fece un rapido gesto con le mani ed accese il cerchio magico da lei disegnato. Evocò successivamente un altro perimetro tondo, di colore viola, davanti a lei, facendoci passare la mano in mezzo. Glimmer avrebbe dovuto ricambiare il gesto per funzionare il tutto, ma rimase lì ferma al suo posto.
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Angella stava sfrecciando fra i corridoi del suo castello con tutta la velocità che possedeva in corpo. Avrebbe fatto di tutto per impedire a sua figlia di andare alla Zona della Paura e compiere un suicidio.
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Glimmer afferrò la mano della Tessitrice d'Ombre. Cominciò allora a formarsi una turbine oscura attorno al pilastro che sorreggeva la Pietra Lunare: ciò fu così grande che Angella stessa poté vederlo appena uscita dal castello. «NO!» gridò la donna. Glimmer udì sua madre e si voltò, dandogli un ultimo sguardo prima di scomparire. Quando l'incantesimo fu completato, l'energia oscura emise un'onda d'urto che quasi fece schiantare a terra.
| Zona della Paura |
In un deposito della Zona della Paura, si formò un cerchio oscuro sul pavimento e, con una fiammata, apparve il gruppo. «Ce l'abbiamo fatta! Ce l'ho fatta»! è stato incredibile!» esultò Glimmer con entusiasmo. «Mi aspettavo un Sancta Sanctorum di Hordak spaventoso e non... Desolante.» commentò Bow stranito. «Sì… No, l'arredamento non è il suo cavallo di battaglia.» si aggiunse Mermista osservando l'area circostante. «Abbiamo puntato al Sancta Sanctorum di Hordak, ma l'abbiamo mancato.» informò Tessitrice d'Ombre «Non siamo lontani. Restate dietro di me e cercate di fare silenzio.».
In quel momento si aprì una porta ed uscì l'amica lucertola di "Kyle". «Dobbiamo andare!» avvertì la strega aprendo un'altra porta. «La tengo occupata io!» tranquillizzò Perfuma. Tutti gli altri annuirono e partirono inseguire la donna. Cominciò subito lo scontro fra il rettile e la principessa di Plumeria, che gli blocco la porta da cui erano passati gli altri.
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Il gruppo stava correndo per un corridoio quando vennero bloccati da Lonnie e Rogelio che giungevano dal lato opposto. La squadra sguainò subito le armi e mise in moto i propri poteri. I due dell'Orda spalancarono gli occhi preoccupati, tirando successivamente la leva a fianco a loro per far scattare l'allarme. «Tocca a me.» disse Mermista mentre si faceva avanti ed attirava a sé l'acqua delle fogne. «Non sono quasi affogata in queste fogne per niente!» esclamò lei con rabbia, facendo volteggiare l'acqua in aria. «Io voglio partecipare!» dichiarò Frosta, congelando l'acqua di Mermista. Fu così che, dopo aver colpito Lonnie e Rogelio con i cristalli, la strada fu bloccata dal duo congelato. Cominciarono successivamente a risuonare il rumore di numerose persone che giungevano lì: la cavalleria dell'Orda stava arrivando. «Li terremo occupati! Andate!» rassicurò Mermista. Il trio rimasto annuì e prese una strada a destra.
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Il trio corse per vari metri, prima che la voce di Catra risuonasse «Lonnie, perché hai…». La gatta smise subito di parlare appena si accorse dei presenti «Tessitrice d'Ombre?». Nessuno disse nulla, ma Bow cominciò ad estrarre le frecce e la strega prese la mano di Glimmer per influirgli il potere. «Sapevo che era passata al nemico, ma sta davvero tenendo per mano una principessa in questo momento?» derise la ragazza dell'Orda. «Non ha senso provare a combatterci: tu non hai alcuna possibilità! Unisciti a noi o fatti da parte!» minacciò Tessitrice d'Ombre. Catra sorrise e cominciò subito ad attaccare con la frusta. Di conseguenza, Bow cominciò a scagliare numerose frecce, che bloccavano l'avversario in una sostanza verde, ma l'avversaria schivò ogni attacco, finendo per rispedire il colpo al mittente. «Bow!» chiamò preoccupata Glimmer. «Non perdere la concentrazione!» avvertì la strega, ricordandogli che c'era di fronte una gatta arrabbiata «Concentrati!». La principessa si mise allora a teletrasportarsi, con la donna, per tutto il corridoio, evitando ogni attacco e colpo di Catra. La ragazza dell'Orda smise ad un certo punto di attaccare, decidendo il momento giusto: fu così che riuscì a legare il braccio di Glimmer con la frusta. Il problema dopo però, fu che la Tessitrice d'Ombre afferrò la corda e la fulminò, paralizzando l'avversaria. «Catra… Non dobbiamo essere per forza nemiche. Io posso aiutarti, posso offrirti una via d'uscita.» disse la strega avvicinandosi. «Davvero? Adesso sta dalla parte del bene? Lei mi ha fatta diventare così ed ora vuole fare la parte della buona!?» ringhiò Catra con rabbia. La donna la zittì e la sollevò con un'aura oscura. «Sa cosa mi è successo dopo che è scappata? Almeno le importa!? Non vedeva l'ora di scappare da qui, da me!» continuò ad urlargli la nemica, cominciando poi a piangere «Ma è tornata per Adora!?». «Sono tornata per fermare Hordak. Io mi assicurerò che venga distrutto. Non costringermi a distruggere anche te.» avvertì Tessitrice d'Ombre, assorbendo più potere da Glimmer. «Io mi assicurerò che vinceremo! Apriremo quel portale e poi non rimarrà più niente di lei o delle principesse!» ringhiò la gatta. La strega rafforzò allora la presa dell'aura, torturando nel dolore l'avversaria. Bow, che intanto si era liberato, venne ad interrompere il tutto «Basta! Sta assorbendo troppo potere!». La donna mollò in quel momento la presa, lasciando Glimmer e facendo tornare a terra Catra. La gatta si rialzò successivamente, estraendo un teaser. «No!» giunse di colpo "Kyle" a fermarla «Non gli puoi combattere: sono troppo forti!». Con ciò, le due fecero dietro front e si diedero alla fuga.
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Entrapta stava mandando la sua ciocca di capelli a frugare dentro a degli scatoloni. Lì ad assisterla c'era Scorpia, che parlava «Cavolo, mi piace molto poterti aiutare! È bello stare con te! Lo so: sei stata occupata con Hordak e Catra. Insomma, lei ha le sue nuove amiche.». Si zittì successivamente il Capitano dell'Esercito, accorgendosi che Entrapta era troppo occupata a lavorare al computer, simulando gli effetti del portale su Etheria, per ascoltarla. «Non va bene!» sbottò la scienziata frustrata. «Vuoi che me ne vada anche tu? Probabilmente io? Ti sono d'intralcio.» mormorò tristemente l'altra ragazza, venendo però tirata dalla tecno/principessa. «No, non è quello. Ho eseguito delle diagnostiche sul portale.» tranquillizzò lei «Guarda.». Scorpia andò a vedere lo schermo: vide un susseguirsi di esplosioni e botti. «Hai ragione… Non va bene!» commentò la ragazza mastodontica «È questo che succederà? Voglio dire, nella realtà?». «Questa è solo una dimostrazione: quello che accadrà sarà davvero molto peggio!» rispose Entrapta «Se i miei numeri sono corretti, e lo sono, se apriremo un portale, le anomalie saranno catastrofiche! Sconvolgeranno il tempo e lo spazio, creando una realtà distorta che collasserà su sé stessa, cancellandoci dall'esistenza!». E con ciò ammise «Non avrei mai pensato di dirlo, ma non possiamo proprio farlo.».
La porta in quel momento si aprì, rivelando Catra e "Kyle". «Catra!» salutò Scorpia, ma venendo spinta a terra dalla gatta, che afferrò la scienziata. «Perché non sei nel laboratorio di Hordak!?» sbottò l'ex Capitano dell'Esercito. La tecno/principessa pensò ad una risposta, ma l'altra sbraitò «Non c'è tempo! Dobbiamo azionare la macchina per portali!». Entrapta si liberò subito dalla presa e gli andò alle spalle «Non possiamo! Aprire un portale adesso sarebbe disastroso: finirebbe per collassare e distruggerci tutti! Adora e Ben avevano ragione!». «Quei due idioti hanno ragione.» ripeté Catra, cominciando a ridere «Quei due idioti ottengono tutto quello che vogliono! Ma non sta volta. Sta volta sarò io a vincere! Non mi interessa a quale costo: apriremo quel portale adesso!». «No! Non lo farò!» sbottò la scienziata «Devo a dire a Hordak, lui capirà!». La ragazza si voltò per partire, ma un colpo di teaser la mandò dritta a terra. Catra ansimò un attimo, prima di ordinare alla donna capra «Portala fuori da qui!». «Cosa vuoi che ne faccia di lei?» chiese la donna. «Non mi interessa! Sbarazzati di lei!» esclamò in fretta la gatta «Mettila su un vascello per l'Isola delle Bestie!». «L'Isola delle Bestie!? Non puoi!» contrastò Scorpia. L'ex Capitano dell'Esercito gli puntò l'arma in faccia «Vuoi essere la prossima!?». La ragazza mastodontica abbassò lo sguardo sconfitta. Catra buttò allora l'arma e seguì lo sgherro, che si era caricata Entrapta, mentre Scorpia cadeva in ginocchio.
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Il trio stava ancora correndo per il laboratorio di Hordak. Ad iniziare ad infastidirgli giunse Imp, mettendosi a volare sopra le loro teste e graffiandogli o tirandogli i capelli. Non ci volle però molto per Bow stenderlo con una freccia a rete. Il problema vero arrivò dopo: tre robot gli sbarrarono la strada. Glimmer afferrò subito la mano della Tessitrice d'Ombre. «Glimmer, no!» gridò l'arciere. «Non c'è altra scelta!» si giustificò la principessa, guardando poi la strega «Fallo!». La donna iniziò allora ad assorbire la magia della ragazza e preparare un incantesimo d'attacco.
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La spada ed il bracciale stavano sprigionando energia per tutta la stanza. «Lei ce l'ha fatta!» commentò con entusiasmo Hordak mentre osservava la scena. «Le principesse sono qui!» arrivò di colpo Catra correndo «Non c'è tempo: dobbiamo aprire il portale!». «Dov'è Entrapta? Ho bisogno di lei!» chiese il signore oscuro. Per via di ciò che aveva appena combinato, la gatta saprò «Secondo voi chi le ha fatte entrare?». Il leader dell'Orda ebbe il cuore spezzato a quell'affermazione e sbatté il pugno verso un pezzo d'acciaio «Ma lei non lo farebbe!». L'ex Capitano dell'Esercito scoppiò a ridere. Hordak gli ringhiò contro in risposta. «Davvero credevate che fosse dalla nostra parte? Non dovete fidarvi di nessuno!» disse Catra, voltandosi un attimo verso i prigionieri, di nuovo imbavagliati «Specialmente di una principessa o di un eroe: vi useranno solo per ottenere ciò che vogliono!». I due abbassarono lo sguardo sconfitto. «Aprite il portale e facciamola finita!» concluse la gatta tornando a guardare il suo capo. Hordak non poté fare altro che continuare con il piano.
«Da questa parte!» risuonò la voce di Bow, fermandogli. «Bow!» chiamarono Adora e Ben, liberandosi dal bavaglio. «Lasciate perdere: tirate quella leva!» gridò Catra, mandata subito dopo al tappeto da un colpo della Tessitrice d'Ombre. A seguire, Bow scagliò una freccia a Hordak, ma questi l'afferrò al volo e sollevò in seguito un pilastro che lanciò al trio. La principessa e la strega combinarono i loro poteri, facendo volteggiare il pezzo di ferro e facendolo schiantare altrove. In conseguenza a quell'azione, tutto il laboratorio cominciò a collassare su sé stesso ed a distruggersi. E tutto questo, il trio e Hordak furono messi da parte e lontani dalla leva per il portale. Tre persone però, furono lì vicine: quelli erano Adora, Ben e Catra. La gatta si avvicinò alla leva, volendo porre fine a tutto. «Catra! Ti prego: no!» pregò la bionda. «Neanche tu vivrai abbastanza per sbatterci la vittoria in faccia!» gridò Benjamin. L'ex Capitano dell'Esercito si voltò, gli sorrise e tirò la leva, attivando il portale. La macchina prese vita come l'ultima volta: sollevò i pezzi da terra e gli mise in posizione, con le armi al centro. Poi, dopo l'accecante luce… Non ci fu assolutamente più nulla.
