TE LO DICO E TE LO DIRO' …. TI AMO

Nelle sue stanze Gurney Halleck fissava una lettera tra le mani. Seduto infondo al materasso del letto con aria smarrita. Le sue mille domande affollarono la mente senza darsi pace alle preoccupazioni. Viveva da tempo nel palazzo degli Atreides su Caladan nominato col titolo di Duca da Paul Atreides. Gli piaceva molto la posizione che ricopriva e soprattutto non gli dispiaceva affatto dare asilo a Lady Jessica. Eppure quella lettera lo catturò. La lettera fu scritta e spedita da una donna fremen su Arrakis informandolo che stava badando a sua figlia. La figlia che ebbe da una giovane donna che amò tantissimo; sfortunatamente lo tenne allo scuro di tutto. Si chiamava Hala, conosciuta durante la giovinezza su Giedi Prime. Ragazza dolcissima e molto bella.

Quei ricordi di Ala che possedeva erano nitidi e belli. Bei tempi passati insieme in tempi bui. Lady Jessica avvertì il suo avvilimento e sconforto, sotto quella scorza dura si nascondeva un inguaribile romantico. "Mio signore vuole dirmi che cosa c'è che non va?"

"Nulla milady" rispose con serietà "se vuole uso la voce su di lei" rispose scherzando con tatto "No, non serve" tacque per diversi istanti "cosa farebbe se scoprisse di avere una figlia che non sapeva di avere?" Lady Jessica restò sull'attenti "Beh cercherei la verità, agirei nel modo in cui mi hanno cresciuta"

"Come una Bene Gesserit" il tono stuzzicante di Halleck non le diede affatto fastidio limitandosi a sorridere "Se vuoi una mia opinione razionale allora ti direi di darle una possibilità, valla s cercare".

"So già dov'è. Su Arrakis, vive con una famiglia di fremen ad Arrakeen".

Jessica oltre che dar consiglio non poteva fare molto aspettava soltanto a lui fare la mossa. Passarono quattro gironi affinché non si decise ad andare su Arrakis ritornando nel pianeta di sabbia e dar un saluto all'amico Paul.

Andò solo Jessica preferì rimanere su Caladan. Il viaggio era lungo e per tutto il tempo ripensò ai bei momenti. Una seconda volta la rivide su Arrakis assieme agli Atreides.

FLASHBACK

Il Duca Leto Atreides se ne stava all'esterno del palazzo con le mani sul parapetto ad ammirare l'orizzonte di sabbia anche sapendo del caldo torrido. "Avete chiamo Duca?" Riconobbe la voce di Gurney Halleck dietro di sé "Si amico mio, Paul vorrebbe vedere la capitale Arrakeen anche io ma secondo la sicurezza non mi è permesso. Se ve la sentite di portare mio figlio ne sarei felice". Era difficile dire di no al Duca con quel sorriso confidente. Come il Duca volle assieme a guardie visitarono la capitale Arrakeen. Sembrava di trovarsi ad Agraba e magari vedere Aladdin rubare in giro; certo a vedersi era una città molto più futurista rispetto ad Aladdin. Paul Atreides sembrava attratto dalla città incuriosito da tutto. Il profumo della spezia era intenso nell'aria, dopotutto si trovava in ogni cosa. D'altro canto Gurney Halleck restava serio camminando accanto a Paul rispondendo alle domande restando vigile. Eppure sentiva qualcosa, una presenza costante addosso. Come un mastino annusava l'aria muovendo gli occhi a destra verso sinistra intravedendo una donna fremen dal viso coperto. "Per di qua" disse rivolgendosi a Paul. La donna fremen li seguì nuovamente e con mosse veloci la prese in disparte afferrandole il braccio con forte stretta.

"Gurney!" rispose Paul "E' solo una fremen!. Per favore lasciala" ma per Gurney Halleck quella donna qualsiasi risvegliò in lui un sentimento lontano scoprendole il viso riconobbe Hala invecchiata ma era lei la donna che amava con occhi azzurri da spezia contemplò il viso dell'uomo. I suoi nervi si ammorbidirono ed il cuore iniziò a pulsare forte "Mi scusi" rispose "Non volevo credevo solo ….."

"Credeva cosa signore?"posò lo sguardo su Paul "Lisan al Gaib!" chinò il capo "Il popolo fremen lo sa" Paul guardò la donna "Alzatevi vi prego" toccò la spalla con tatto "Io non sono colui che voi adorate"

"Invece si, la leggenda è chiara è il fato a decidere". Detto questo la donna si dileguò. Per il resto del tempo non proferì parola continuando a girare per la città. Quella sera si distese a letto fissando il soffitto. "Che ci fa su Arrakis?" pensò si girò e rigirò nel letto pensando a lei.

Senza far sapere nulla della sua uscita dal palazzo prese un ornicottero verso Arrakeen. Non sapeva dove trovarla ma voleva vederla. Uomini fremen lo insultavano o denigravano in lingua locale "Non sei di qui vero?"

"No" una ragazza fremen lo attirò a se "da questa parte" con dolcezza lo condusse presso un vicolo scuro; una ragazza fremen e aggraziata dai lineamenti ben definiti "Sto cercando un'amica. Di sicuro la conosci"

"Io conosco molte persone" si atteggiò a lui con interesse accarezzando il suo volto con le dita "che brutta cicatrice"

"Possiamo parlare di altro? Ho piuttosto fretta" rispose con durezza afferrandola il polso "Sahmeen!" Una voce fuori campo interruppe la copia. Indugiò nell'ombra, mostrando gli occhi blu dell'lampione. Era Hala che con un gesto di capo mandò via la ragazza.

"Che ci fai su Arrakis?"

"Quello che fai tu"

"Io sono qui come Atreides, Ormai ho una vera famiglia che mi ha accolto. E gli Atreides sono la scelta giusta". Hala sospirò distogliendo lo sguardo da Halleck "Hala!" Appoggiò le dita sotto il mento a punta "Guardami"

"Perché te ne sei andato? Mi avevi promesso che non mi avresti mai lasciata".

"Non mai stato facile" non sopportava la sua riluttanza nel rispondere alle domande le evitava sempre. "Per la spezia e riavere una mia vita" rispose rispondendo alla domanda fatta in precedenza "comunque ci vedremo molto spesso, verrò a lavorare dagli Atreides". Si guardò attorno sparendo nell'ombra.

Hala nei giorni successivi venne assunta a palazzo Atreides come donna della servitù. Gurney Halleck la fissava dietro le colonne portanti del palazzo, osservandola da lontano. "Stanotte da me" poi le sfiorò le labbra con in fugace bacio. La sera calava ed il caldo dava pace agli abitanti. Gurney Halleck spense i globi luminosi per distendersi e dormire illuso di vedere Hala. Ma in realtà bussò alla porta chiedendo il permesso per entrare "Sapevo che saresti venuta"

"Che cosa vuoi da me?"

"Parlare. Per prima cosa chi è Sahmeen?"

"La figlia di una amica, mi prendo cura di lei". Sapeva di aver detto una bugia, non era ancora il momento giusto di rivelargli che fosse sua figlia. La creatura che amava di più. Avvertiva anche lei l'impulso di donarsi a lui ma le mancava quella voglia che aveva un tempo o per lo più non sapeva se fosse il caso. Era intenzionata ad andarsene ma Halleck la prego' di restare. Quello sguardo le fece cambiare idea. "Siamo troppo vecchi per questo"

"Non c'è età per l'amore". L'attiro' a se stringendola alla vita incollando le labbra alle sue. Si spogliarono a vicenda coricandosi sul letto coricati l'uno sull'altro per tutta la notte.

PRESENTE

Halleck indossò la tuta distillante pronto per metter piede sulla sabbia. Fu felice di rivedere Paul Atreides cresciuto. Con un abbraccio caloroso diede lui il bentornato su Arrakis. Purtroppo Lady Jessica non riuscì a venire riferendo il suo dispiacere al figlio. Cinse a se il corpo magro di Paul volendo sapere ogni novità anche se piccola, Cladan era lontana da Arrakis ed ogni nuova novità poteva interessare. Il palazzo degli Atreides faceva un altro effetto, ristrutturato dopo gli attacchi degli Arkonnen. Osservandolo gli ricordo quella notte di distruzione e morte. L'immagine fissa in testa raffigurante la morte di Hala tra le braccia, la vita si spegneva lentamente vedendola scivolar via chiuse le palpebre per far scomparir l'immagine tragica in testa. "Non devi perderla. Promettimelo, promettimelo" gli occhi ormai vuoti lo supplicarono di mantenere la promessa "Chi non devo perdere? Hala chi non devo perdere" con le sole forze rimanenti si sforzò di pronunciare le ultime volontà tra una lacrima e l'atra "Tua figlia". Rimase impietrito chiedendole chi fosse ma orami era morta.

La mano di Paul finì sulla spalla ritornando nel presente. "Brutti ricordi amico. Ti va del caffè di spezia?" annuì con voglia "Così mi racconti cosa posso fare per te". Sorseggiarono del caffè di spezia accomodati al tavolo della sala da pranzo "Paul sto cercando mia figlia" mostrò la lettera "L'ho sempre saputo amico mio. Ho visto tua figlia cresciuta su Caladan" Paul serrò gli occhi leggendo le visione future.

"Che vita posso darle su Caladan, lei vive qui su Arrakis Paul credi davvero che verrebbe via con me?". Paul riaprì gli occhi con lentezza "E' tua figlia Gurney!. Io l'ho vista" Poi aggiunse "Ti porterò da lei. nella lettera si dice che vive con questa donna. La troveremo". Arrivati a Arrakeen (con indosso le tute distillanti) avanzarono nella sabbia incamminandosi per le vie del centro. I fremen si inchinarono al passaggio del messia. Gurney seguiva l'amico con qualche passo di dietro. Girando per la città trovarono presto ciò che stavano cercando, la donna confidò in Paul dove trovare la figlia; donna anziana, fremen di Arrakeen disse qualcosa in lingua antica lanciando occhiate al serio Gurney retto con mani dietro la schiena. "Dice che ci condurrà da lei e vuole parlarti". Girò attorno all'uomo rigido senza guardarla negli occhi. "Ho sempre saputo che fosti tu il padre …. Speravo che fosti più furbo"

"Che vorresti dirmi?"

"Tua figlia, l'hai già vista" si accigliò marcando le rughe in fronte "Non ti sei mai accorto di quanto fosse uguale a te in tutto" la mente lavorava elaborando i pensieri "Sahmeen!" l'anziana sorrise stringendosi le braccia. Con un cenno di poi condusse i due uomini presso la casa. Aveva già uno stivale sulla soglia quando un pugnale sfiorò il collo di Gurney che riuscì a fermare l'attacco anche senza aver lo scudo attivato "Mi avresti ucciso davvero?" bloccò la mossa fissando lo sguardo della ragazza intensamente gli occhi blu di spezia incollati sugli occhi impavidi del padre "Mi restituisci il coltello?" ci pensò diversi secondi prima di allentare la presa "Ti sei addestrata bene"

"Chissà da chi ho appreso?" ripose il coltello nel fodero della cintura "Mamma mi ha sempre parlato di te e non sbagliava affatto. Mi ha sempre parlato di te ma secondo lei era troppo presto per incontrarti"

"Perché? Avevo il diritto di sapere" alzò le note del tono vocale "Tutto questo tempo e non mai visto la verità. Solo dopo la sua morte l'ho saputo". La giovane figlia Sahmeen porse una scodella di cibo allungandola nelle mani messe a noce. "Ha voluto tenerti all'oscuro. Ma quando ha visto il legame crescere si è ricreduta. Per tutto il tempo passato su Arrakis non hai mai saputo la verità". Non sapeva che pensare, aveva tutto il diritto di sapere la verità. Durante il periodo su Arrakis si dedicò a lei ignaro del legame di sangue dicendole più volte che se avesse avuto una figlia sarebbe stata come lei. Alzò l'angolo della bocca al pensare a quei momenti; le insegnò l'arte del combattimento come sapeva fare.

"Padre non rivanghiamo i vecchi tempi" qualcosa nel suo cuore si smosse lasciando scivolare una lacrima sul viso. La delicatezza della figlia levò la lacrima col dito "Torniamo a casa"

"Questa è casa tua"

"No" rispose "Ho vissuto come fremen ma sono sangue del tuo sangue" tese la mano attendendo la prese del padre. Le visioni di Paul si presentarono veritiere "Che ti dicevo amico mio?!" non proferì parola ma solo un sorriso. Restarono pochi giorni come ospiti di Paul prima di ripartire per Caladan. "Portate i miei saluti a mia madre"

"Con molto piacere" si strinsero con un forte abbraccio "Pronta per venire a casa?". Giunti su Caladan la notte stava calando e il clima scendeva. Gli occhi blu di Sahmeen restarono fissi all'orizzonte appoggiata col petto al parapetto del terrazzino "Ti trovi bene? Ora è casa tua" abbassò il capo in segno di rispetto al Duca di Caldan "Non inchinarti a me, mai. Il tuo rispetto mi appartiene già" restarono un altro po' stretti l'uno all'altro godendosi l'atmosfera di Caladan.