La notte era limpida e tranquilla, la falce di luna rischiarava lievemente il cielo stellato e un vento leggero accarezzava dolcemente il mantello dell'uomo che camminava immerso nell'ombra delle strade di Godric's Hollow. La luce della luna rischiarava appena i suoi lineamenti, disegnando giochi di ombre sul suo bel viso. Tutto in lui suggeriva fierezza e nobile lignaggio, dal naso dritto fino alla camminata sciolta e sicura. Il rumore dei suoi passi era lieve e si distingueva appena nel silenzio della notte.

Giunto davanti a una delle ultime case della via, l'uomo si fermò e il suo volto si distorse brevente in un ghigno carico di aspettativa.

Con un movimento lento e misurato estrasse un bastoncino lungo e sottile dalla manica della veste, nera come il buio che lo avvolgeva. Con grazia innata il mago diresse la propria bacchetta verso il cancelletto della casa e lo aprì, strappando un lieve gemito al ferro. Lentamente si avviò lungo il viale di accesso, il mantello nero ondeggiante dietro di lui, la bacchetta stretta nella mano, il braccio rilassato lungo il fianco, un ghigno quasi divertito sul volto, una luce d'impaziente attesa negli occhi. Attendeva quel momento da giorni e giorni e non si farebbe fatto scappare la possibilità di sorprendere i Potter con la sua visita quella sera d'estate.

Dal patio sentiva i versi di un bambino e i genitori ridere rilassati sussurrando di tanto in tanto, piano, frasi dolci. La mano attorno alla bacchetta si contrasse piano, come pregustando ciò che avrebbe fatto a breve. Lentamente e con molta cautela si avvicinò alla porta e la fece socchiudere con la magia, attento a non fare il minimo rumore. Con passo felpato l'uomo entrò nell'ingresso e si diresse verso quello che sapeva essere il salotto dei Potter.

Fortunatamente le origini babbane di Lily Potter avevano fatto si che alle pareti, al posto dei quadri chiacchieroni che animavano solitamente le case dei Purosangue, ci fossero semplici dipinti a olio e foto dei tempi della scuola e del matrimonio degli ex Grifondoro. Grazie a ciò l'uomo potè passare inosservato passando dall'ampio ingresso, i passi attutiti dalla spessa moquette color crema.

Il salotto era semplice, ma ogni dettaglio rifletteva l'amore che Lily Potter sembrava infondere a tutto ciò che toccasse: le foto magiche sulla credenza ritraevano i momenti felici trascorsi a Hogwarts, in alcune vecchie foto babbane sorridevano i genitori e la sorella della donna e una, un po'in disparte rispetto alle altre, la ritraeva abbracciata a Severus Piton all'età di undici anni. Alle pareti, accanto a stendardi di Grifondoro e dipinti babbani, al centro faceva bella mostra di sè una foto magica ritraente i Malandrini ai tempi del sesto anno: Prongs, Padfoot, Moony e Wormtail sorridevano verso l'obbiettivo, stretti l'un l'altro come se nulla mai avesse potuto separarli. Un peccato che uno di loro non la pensasse così.

I coniugi Potter volgevano la schiena all'ingresso, facili bersagli, e contemplavano una culla posta di fronte a loro. Sospeso sopra ad essa volava un boccino dorato, le piccole ali che battevano veloci come quelle di un colibrì per sfuggire alla piccola manina paffuta che spuntava dalla stoffa rossa e oro del lenzuolino. Grifondoro e cercatore fin dalla nascita. Marito e moglie guardavano incantati la creatura generata dal loro amore, ignari del fatto che dietro di loro l'uomo si preparava a colpire. Il mago alzò lentamente la bacchetta, assaporando ogni istante, e la puntò verso la schiena di James Potter, ex cercatore prodigio della squadra di Quidditch di Grifondoro. Fece un respiro profondo e, con un movimento rapido del polso, urlò:

"Rictusempra!"

James Potter iniziò a contorcersi e si accasciò sul divano, scosso da violenti singulti. Lily Evans, ormai Potter, lo guardò allarmata per un secondo, i grandi occhi verdi sgranati e velati dalla paura. Lo sguardo della donna si spostò verso la culla davanti a lei e subito gli smeraldi sul suo volto si indurirono per la determinazione e il coraggio che l'avevano resa un'orgogliosa Grifondoro. Simile a una leonessa che, nel momento del pericolo, fronteggia impavida l'avversario, pronta a morire per proteggere il proprio cucciolo, Lily Potter si portò con uno scatto davanti alla culla, la bacchetta tesa verso la porta, i capelli rossi come una fiamma attorno alla sua figura.

Stava per scagliare una maledizione quando, riconoscendo la figura tenebrosa del nuovo arrivato, abbassò la bacchetta e incrociò le braccia al petto, sollevando gli occhi al cielo con espressione scocciata.

Un'unica parola uscì come uno sbuffo dalle sue labbra rosse, pronunciata con tono che mal nascondeva la sua esasperazione:

"Sirius!"