FRIENDZONE
L'appartamento dava un senso di pace in perfetta armonia coi gusti di lui. Un bel condominio in un ottimo contesto architettonico. Si aggirava tra le stanze con curiosità ma con quella sensazione di non sembrare in prestito. La piccola serra davvero carina piena di ogni genere di piante appese o posate sui vari piani in sottovasi di dimensioni diverse. Piante sempre verdi, piante rampicanti, edere, piante grasse etc …. .
I colori alle pareti omogenee, i quadri, le foto appese in modo ordinato con cornici abbinate all'arredo della stanza. La casa la vide durante l'indagine su di lui, sul rapimento dell'ex moglie ma non la osservò con interesse come in quel momento.
Sfiorava le dita sui muri, sulle cornici con un sorriso curioso.
L'uomo di casa preparò del tè freddo posato sul tavolo nel vassoio rotondo. "Ci vuoi il ghiaccio dentro?" Chiese lui
"Oh no grazie non voglio che mi resti sullo stomaco" rispose lei. Spostò la sedia indietro del tavolo della cucina. Lo guardava con interesse, lo scrutava, si conoscevano da poco ma lui considerava i membri della sua squadra amici con cui lavorare in ottimi rapporti anche sapendo di non essere come Gibbs e non volere sostituirlo.
Voleva molto bene a Palmer, il suo migliore amico con cui scherzare, bere caffè, pranzare insieme ma Parker possedeva qualcosa in più; per lei l'età non contava poteva essere suo padre ma quel suo modo di fare, la sua simpatia, cortesia e quel aspetto dolce, maturo e affascinante l'attraeva in particolare.
"Va tutto bene? Sei silenziosa"
"Tutto a posto, stavo solo studiando te"
"Mi studiavi?" Rispose corrugando la fronte "Bèh si …. Insomma ti sei unito alla squadra da poco e sappiamo poco di te ma è interessante scoprire particolare nuovi sul tuo conto".
"Ne sono lieto" commentò lui sfoggiando un sorriso.
Quel mese d'ottobre davano al cinema Samuel C. Johnson IMAX Theater per tutto il mese proiettava film vintage e quella sera davano il film "Rebecca" di Alfred Hitchcock del 1940 con Jean Fontaine e Laurence Oliver. Un classico film di thriller psicologico in bianco e nero.
"Adoro i vecchi film e soprattutto adoro Hitchcock" rispose lui. Il film incominciava alle 21.00 ed di tempo c'era per fare i biglietti e prendere i posti.
Quel pomeriggio passò in fretta, i due colleghi provavano un interesse reciproco. Nella sua vita Jessica non escludeva nessuno con la voglia di creare legami con ognuno di loro. Cenarono fuori casa presso un ristorante non troppo lontano dal cinema. Cenarono presto per arrivare un po' prima allo scadere dell'ora dell'inizio del film. Ci andava piano con lei. Adorava passare del tempo con lei, lasciandole sempre i suoi spazi. Il film da lui scelto andò a segno, le piacque molto lo vedeva dall'espressione positiva in volto "Che ne pensi del film? Insomma è un classico"
"Mi è piaciuto molto" rispose lei "Se lo dico all'agente DiNozzo mi lascia una sfilza di film da vedere" gettò una risata "Mi sono trovata molto bene oggi lo dico davvero, ma il prossimo film lo scelgo io". All'ingresso del cinema tenevano un espositore con le date dei film dell'intero mese.
Ne prese una copia aprendo l'opuscolo scorrendo il dito accanto ai titoli. Tra i John Wayne, Cary Grant, Gene Kelly, Clark Gable, Ava Gardner e tanti altri si focalizzò su alcuni tra Julie 1956 - Doris Day e Luis Jourdan
Man of the West 1958 - Gary Cooper e Julie London
Rear Window 1954 - James Stewart e Grace Kelly
High Socety 1956 - Grace Kelly e Bing Crosby. La scelta era difficile ma avevano un intero mese per vederli. Lesse le trame di ogni film con molta attenzione. "Va bene che ne dici di giovedì se il nostro lavoro lo permette?"
"Ci può stare" le aggiustò il foulard coprendo il meglio possibile il collo dall'aria autunnale. "Lesse il titolo del film il nome non gli pareva nuovo ma volle lo stesso ritornarci con lei.
I nomi che ho inserito nella storia sono alcuni dei miei preferiti, sapendo che Gary Cole (Parker) abbia 65 anni non ho escluso che non conosca il cinema classico.
Qualche metro più avanti sul marciapiede un carretto ambulante vendeva dello zucchero filato bianco, rosa e azzurro. Introdusse lo zucchero nella grossa bacinella in acciaio, girava lo stecco seguendo il senso orario raccoglieva i filamenti di zucchero. Jessica ne chiese uno azzurro "Mi ricordo di quando andavo alle giostre con mio padre ogni anno mi comprava quello azzurro" rideva per i vecchi ricordi nella sua mente strappando con le dita i filamenti di zucchero. Gli offrì un assaggio "Ne vuoi? Non vuoi ricordare anche tu i tempi passati?" emise un suono alzando un sopracciglio, ne staccò un pezzo sciogliendo in bocca il filamento. Camminarono un altro po' poi la riaccompagnò a casa.
Un pensiero le passò per la testa, quel pensiero che si vede in ogni film; quando l'uomo chiede di accompagnare a casa la donna e poi lo invita a salire. Non sapeva se fosse il caso o meno di farlo salire. "Eccoci qui" restarono zitti per qualche secondo "Allora ci vediamo domani al lavoro" disse lui. Fece un lungo respiro. Vedendo che si allontanava credendo di averlo deluso lo chiamò "Alden!" si perse nei suoi occhi verdi stringendo la mascella "Ci vediamo domani allora" lo fissò ancora e inseguito donò un bacio sulla guancia schizzando dentro casa. Parker rimase immobile li dov'era, si toccò la guancia cambiando colorito. Gli angoli della bocca sia alzarono "Al nostro prossimo incontro".
