Giusto per avvisarvi prima di leggere:

Non sono una donna,

Purtroppo non sono un gigante della letteratura inglese del '900,

Tutto completamente gratis,

Ho solo giocato con la trama di due storie a me molto care.

Detto questo sentitevi liberi di commentare perché cercherò di correggere al meglio gli errori, prima volta quindi non ho chiesto aiuto a nessuno, e perché qualsiasi aiuto per migliorare la storia è utile, ammetto però che potrei decidere di non accettare tutti i vostri consigli, la storia mi piace così com'è per ora quindi se volete che la cambi dovrete convincermi!

Testo storia

'Pensieri'

"Discorsi"

"URLA"

Incantesimi

"Lingua dei serpenti"


La Guerra è Conclusa

Due giorni erano passati, il tempo che la famiglia Weasley usò per organizzare il funerale della loro unica figlia, il tempo che ci mise Molly per dimenticare il bene che voleva ad Harry e per incolparlo della morte della sua fidanzata, della sua unica bambina, Ginny.

Della famiglia i gemelli decisero di rimanere fuori dalla discussione, per il legame che avevano con Harry, cresciuto durante gli anni e durante la battaglia finale, ma lui stesso vedeva il dolore ogni volta che in casa veniva nominata la loro defunta sorella, Ron poi fu l'unico a difendere il suo amico di sempre, per la prima volta in ribellione aperta contro sua madre e suo padre, succube della rabbia della moglie ed in preda al dolore, o gli altri fratelli che ributtarono contro Harry la frustrazione di non essere stati presenti nel momento della morte di Ginny.

Probabilmente aveva aiutato la vicinanza di Hermione e l'esserci stato nel momento in cui la sua sorellina spirava tra le braccia del migliore amico, un guscio vuoto dopo la "Vittoria" con il nemico, come poteva essere felice o festeggiare, quando il motivo per cui aveva lottato, per cui si era sacrificato era qui davanti a lui senza vita.

Questi furono i due giorni di quiete, in cui la magica Inghilterra piangeva e seppelliva in silenzio le proprie vittime.

Poi, il delirio…

Il Wizengamot scelse infatti come al solito la via facile, perché alla fine i sopravvissuti al governo erano gli stessi che simpatizzavano con i mangiamorte, e a nulla servì l'operato del neo eletto Ministro della Magia Kingsley Shacklebolt, perché cambiare le leggi e le tradizioni, soprattutto quando il male era stato finalmente sconfitto? Perché non usare quelle stesse leggi per difenderci da un possibile nuovo Signore Oscuro? Cosa poteva mai essere Harry Potter, per poter sconfiggere uno stregone con cinquant'anni di esperienza mistica in più alla spalle in un duello? Solo la magia più nera poteva distruggere il più grande demone della società magica dopo Grindelwald.

Ma la cosa più comica? In un perverso senso dell'umorismo s'intende.

Che l'unica cosa che il nuovo ministro riuscì a far fare, in quella prima settimana dalla grande vittoria della Luce contro l'Oscurità, fu far arrestare tutti gli alleati di Lord Voldemort della battaglia di Hogwarts. Come? Citando una vecchia legge, senza questa non erano mica considerati terroristi i mangiamorte, erano ancora dei rispettabilissimi cittadini.

Ma con la citazione trovata in un vecchio libro da Susan, tra i tomi di legge della sua defunta zia, poteva essere dichiarato fuorilegge chiunque compisse azioni di guerra contro le tre Istituzioni Massime nel mondo magico: Hogwarts, il Ministero della Magia e Gringott (quest'ultima aggiunta dopo la ribellione dei goblin nata dall'affronto di non annoverare l'istituzione nel precedente elenco).

A questa azione consegui sì la cattura e imprigionamento degli ultimi mangiamorte rimasti, ma anche l'arresto per azioni passate, quali l'assalto alla banca dei goblin, di Ron Weasley, di Hermione Granger e di Harry Potter, e per l'assalto all'Ufficio Misteri da parte dei sopravvissuti membri dell'Ordine della Fenice, di Neville Longbottom ed infine di Luna Lovegood.

Contando che l'ordine era stato sterminato nella battaglia finale (i pochi sopravvissuti non facevano parte del gruppo che andò a salvare Harry ed i suoi compagni quando morì Sirius), solo i due ragazzi furono incriminati.

Gli sbigottiti da questa decisione erano troppo pochi, la maggioranza voleva solo voltare pagina e chi voleva vendicarsi a tutti i costi o poteva guadagnarci qualcosa da questa decisione non aiutò di certo, con l'esilio o l'incarcerazione a vita di due eredi il ministero avrebbe potuto inoltre impossessarsi dei beni delle tre famiglie cadute in disgrazia.

Queste erano le due opzioni per chi fu trovato colpevole: incarcerazione ad Azkaban per il resto della loro vita, un'inferno visto che riappacificarsi con i dissennatori una volta tornati utili alla comunità e sotto il controllo del Ministero era stato facile, oppure esilio dal mondo magico. Quest'ultima opzione prevedeva due possibilità, si poteva cancellare la memoria e mettere un blocco alla magia del colpevole o mandarlo nella prossima grande avventura tramite l'Arco, nella Stanza della Morte.

A nulla servirono le lettere e le proteste, solo dai pochi famigliari e amici ancora in vita, il Wizengamot si era espresso e senza quella legge non si sarebbe riuscito a punire i veri colpevoli, per il Bene Supremo anche il Ministro della Magia fece la sua decisione. Una settimana fu il tempo dato ai cinque ragazzi per prepararsi, un tempo ben preciso e un tetto massimo di spesa, non si poteva certo lasciar prosciugare i conti di tre antiche famiglie purosangue.

La signora Longbottom, nonna di Neville alla notizia ebbe un esaurimento e morì per infarto quella notte stessa mentre si trovava all'ospedale di San Mungo. Solo la presenza dei suoi amici permise al giovane di riuscire ad organizzare un veloce funerale e a programmare un fondo pensionistico al fine di salvaguardare le cure per i suoi genitori.

Una settimana più tardi, una decina di giorni dalla battaglia davanti alla scuola, tutti i colpevoli erano dove dovevano essere, chi ad Azkaban, chi tra i babbani senza neanche un ricordo del mondo magico e gli ultimi cinque nell'Ufficio Misteri, davanti all'arco di pietra.

Qui una folla di spettatori e giornalisti, capitanati dalla famosissima Rita Skeeter, era in attesa, pronta a vedere coi propri occhi e a raccontare la conclusione di quella che sarebbe stata chiamata la Seconda Guerra del Sangue.

Davanti a tutti, e circondati da un cordone di Auror e Hit-Wizard c'erano loro: il nuovo Signore Oscuro (la macchina mediatica del governo aveva continuato al massimo a riportare l'immagine di Harry-Prossimo-Signore-Oscuro-Potter a tutto il mondo) e i poveri quattro ragazzi succubi delle sue macchinazioni ed i suoi desideri, uniche vere vittime del provvedimento.

"Ultime parole?" Chiese il nuovo direttore dell'Ufficio Applicazione della Legge sulla Magia.

"Mettiamo fine a questa farsa." Fu l'unica risposta da Neville, il solo che si prese la briga di riconoscere l'esistenza dell'uomo vicino a loro.

"Così sia!" E con una serie d'incantesimi i cinque furono gettati oltre il velo, sparendo per sempre dall'universo che li aveva così ingiustamente esiliati.


Nuovi inizi, nuove possibilità

Arrivarono, ovunque la destinazione fosse, in una notte di luna piena, il clima mite faceva sembrare fosse estate ed il colore della foresta vicina confermava l'idea.

Avevano appena fatto in tempo a notare la casa poco più avanti e stavano per discutere il da farsi, ma il rumore alle loro spalle però non diede il tempo di pensare troppo perché si girarono tutti di scatto con la bacchetta in mano, i riflessi nati durante la guerra non erano facili da controllare, soprattutto se si pensa che erano passati neanche due settimane dall'ultima battaglia.

Ecco davanti a loro la causa del rumore, un orso enorme, qualcosa che avrebbe fatto sembrare un nano i suoi cuginetti Grizzly in America nel Nord.

Lo shock non passò subito perché lo stesso orso, inizialmente diffidente, sembrò avvertire un odore particolare nell'aria e, dopo una serie di sniffate verso i cinque immobili ragazzi, 'Stai immobile! Nessun movimento brusco!' pensava a ripetizione Ron, iniziò a cambiare forma come fosse la loro cara professoressa di Trasfigurazione, e davanti a loro si palesò un omone di due metri con una folta barba nera come i suoi capelli e due enormi braccia.

"Bhè? Cosa ci fanno dei muta-pelle davanti a casa mia? Non pensavo ci fossero altre famiglie ancora in circolazione…" Disse l'uomo con una voce potente come un temporale estivo.

Harry, il primo a riprendersi, se ne uscì con "Ma noi non siamo muta-pelle, siamo maghi, tu sei un Animagus!".

"Non so cosa sia un ani-magus, ma cinque sono gli Istari, gli stregoni inviati dai Valar nella Terra di Mezzo, e non credo proprio siate voi, no sembrate troppo giovani per i racconti che ho sentito… Voi avete un odore insolito per essere degli elfi o degli uomini, simile ma allo stesso tempo diverso… Come è simile al mio il vostro. Per questo so che siete muta-pelle, le vostre famiglie non vi hanno insegnato?" Fu la risposta alle parole del giovane.

"Non siamo di queste parti." Provò a spiegare Neville, "E da dove veniamo nessuno ha mai parlato o sentito parlare di muta-pelle…".

"Probabilmente è la stessa cosa ma detta con due parole diverse, culture diverse…" Ipotizzò Ron, sarà anche pigro a studiare ma per giocare bene a scacchi devi essere un minimo perspicace.

"A me piacerebbe imparare, se potete insegnarci!" S'inserì Luna.

"Ma per essere Animagi ci vogliono anni di studi e noi non abbiamo nemmeno finito l'ultimo anno di Hogwarts!" Continuò scandalizzata Hermione, 'Forse più del fatto di non aver potuto conseguire i suoi NEWT che dell'esilio…' Pensò Ron ridendo di nascosto.

"Direi che la nostra istruzione è l'ultimo dei nostri problemi in questo momento Hermione." Disse Neville.

"E vi ricordo che mio padre ed i suoi amici ci sono riusciti ben prima dei sette anni, perfino quel traditore di Peter c'è riuscito!" Aggiunse Harry.

"Ahem!" Interruppe lo sconosciuto. "Forse è meglio se riprendiamo il discorso domani mattina, per ora vorrei ospitarvi a casa mia, meglio non rimanere fuori la notte, non sempre la foresta è amica dei viaggiatori in questo periodo, cose strane si stanno risvegliando nelle terre qui vicino."

"Mi sembra giusto!" Rispose velocemente Harry.

"Ma Harry, come puoi …" Hermione sembrava pronta a iniziare a lamentarsi quando Harry l'interruppe ed iniziò a dire "Direi che da qualche parte dobbiamo capire dove siamo finiti!"

"E lui non ci ha ancora attaccati, pur potendolo fare molto facilmente, quindi per ora mi fido!" Continuò sottovoce Harry, sperando di non farsi sentire dallo sconosciuto.

"Non penso di attaccarvi." Disse sorridendo da lontano il muta-pelle, mentre si girava prima di avviarsi verso la casa, "Non dopo aver capito dal vostro odore che siete parte della mia stirpe, fra l'altro io mi chiamo Beorn, domani vi presenterete con calma."

Una volta girato però il sorrise venne un po' meno, e tra sé pensava 'L'unico strano rimane quel ragazzo magrolino, Harry credo l'abbiano chiamato, il suo odore è un misto, tra muta-pelle come gli altri e qualcosa di pericoloso, ma a questo si aggiunge come una ricetta a cui hanno aggiunto spezie esotiche, come fuoco, veleno e luce, strano… Vedremo domani, nei suoi occhi vedo l'onestà e la voglia di seguire la luce, non vedo menzogna o inganni.'

Le sorprese per il gruppo continuarono quando poi finalmente arrivarono alla casa di Beorn, oltre alle enormi dimensioni, dovute alla stazza del padrone di casa, furono infatti accolti da una muta di cani che prese a sistemare vestiti, letti, coperte e tutto il bagaglio degli ospiti stando sulle zampe posteriori, come fossero umani e sentissero il bisogno di stare in piedi.

Mentre bevevano da una caraffa del latte e mangiavano un boccone di pane rimasero tutti in silenzio, ad osservare quello strano mondo in cui era stati esiliati, nessuno ebbe il coraggio di chiedere se fosse normale per dei cani comportarsi così o se fosse tutto il frutto delle abilità di addomesticatore di Beorn stesso.

L'uomo, prima di dirigersi nella sua stanza diede l'ultimo avviso ai suoi misteriosi ospiti, "Badate bene di non girovagare la notte fuori dalla mia casa, come dicevo prima un pericolo sta crescendo là fuori e gli incauti viaggiatori rischiano di fare una brutta fine la notte, soprattutto perché i miei amici orsi stanno pattugliando il bosco qui vicino e non conoscendovi potrebbero decidere di attaccarvi!"

Le parole dell'uomo cariche di pericolo e minaccia inizialmente non conciliarono il sonno ma alla fine la stanchezza e la stranezza del loro arrivo fece in modo di dare il silenzio come unica risposta alle parole di Beorn, e pochi attimi dopo, scambiandosi uno sguardo d'incoraggiamento, i cinque stregoni si fecero guidare dai cani verso le due stanze che erano state preparate per loro.

Bastò poco per crollare sfiniti dopo le emozioni della giornata ed il silenzio finalmente regnò nella casa.


Sogni e Benedizioni

Al mattino cinque paia di occhi si aprirono assieme, sentendo il rumore che proveniva dalla cucina della casa di Beorn e creato dagli animali che stavano servendo la sua tavola. Finitosi di preparare i maghi entrarono nella sala apparecchiata con ogni ben di Dio, dove trovarono Beorn ad aspettarli.

Harry fu il primo, dopo essersi seduto a tavola, che prese la parola.

"Buona giornata a te Beorn, il mio nome è Harry Potter e, come credo anche i miei compagni, questa notte ho avuto una visione da uno dei Valar, anche se so solo chi ha parlato con me non degli altri, mi sono state dette molte cose ma la più impostante è che dobbiamo parlarti e che possiamo fidarci di te completamente, perché sei un uomo onesto che fa il bene di chi è tuo amico."

"Infatti! Grazie per la tua ospitalità, anche a me è stato raccontato di te in sogno, il mio nome è Hermione Granger e non vedo l'ora che c'insegni dove siamo finiti a vivere!"

"Inoltre, a me ha parlato Aulë, fabbro e creatore della razza dei Nani, per la mia conoscenza delle Rune Magiche" Spiegò Hermione.

"A me è comparsa Yavanna, patrona della natura e di tutto ciò che cresce sulla terra, per la mia passione delle piante" continuò Neville "Piacere di conoscerti Beorn, mi chiamo Neville Longbottom".

"Varda è colei che mi ha chiamato stanotte, signora delle stelle e creatrice della Luce in tutte le sue forme, la preferita dagli elfi." E aggiunse Luna arrossendo "Per il mio sguardo mi ha scelto, per il vedere oltre ciò che gli altri non vedono. Ah il mio nome è Luna Lovegood e non vedo l'ora che c'insegni come diventare muta-pelle!"

"Sono Ron Weasley ed Oromë invece è stato mio compagno di scacchi stanotte, mi ha sbaragliato in ogni partita tranne una e dal suo modo di giocare capisco l'astuzia e la strategia della caccia, suo dominio insieme all'arco e la lancia. La sua benedizione è arrivata come premio per le partite fatte e la mia unica vittoria." Disse Ron reso modesto dalla difficoltà della prova ma allo stesso tempo orgoglioso e motivato da quell'unica vittoria.

"Sono onorato di avere qui con me in casa gli emissari dai Valar, il vostro arriva annuncia tempi bui ma allo stesso modo opportunità di trionfo sul male e le sue perversioni." Rispose Beorn quasi sopraffatto dall'enorme circostanza in cui si stava trovando.

Concentrandosi poi su Harry chiese in maniera curiosa "Chi è invece che ti ha parlato e benedetto Harry?"

"Mandos è il suo nome, Signore degli Spiriti, Supremo Giudice, Custode delle Case dei Morti, Signore della Morte e del Destino." Rispose Harry, e, senza lasciarsi interrompere dal sobbalzo di Beorn alla menzione di chi lo aveva visitato in sogno, continuò "Per essere stato figlio di una profezia, e per aver unito a me tre dei suoi simboli persi nel nostro mondo di origine, sono stato scelto come suo emissario, come tutti noi non con obblighi o doveri, se non di aiutare i popoli di Arda, mai davvero abbandonati dai Valar."

"I Doni della Morte!" Esclamò a gran voce Hermione sbarrando gli occhi.

"Cosa?" Chiesero subito dopo Ron e Neville.

"La Bacchetta, il Mantello e la Pietra, i tre doni che la Morte, dice il racconto, donò ai tre fratelli Peverell." Rispose Luna.

"Sì, il Mantello, cimelio della mia famiglia da generazioni, essendo i Potter discendenti di Ignotus Peverell l'ultimo dei tre fratelli, la Bacchetta passata da Grindelwald a Silente, conquistata senza saperlo da Draco Malfoy la notte che Albus fu ucciso e infine conquistata da me durante la battaglia finale, e infine la Pietra, cimelio della famiglia Gaunt, discendenti di Cadmus Peverell, il secondo dei fratelli.

Tom aveva usato l'anello, dove era incastonata la pietra, come Horcrux senza saperlo, questa fu poi nascosta nel boccino regalato da Silente a me nel suo testamento." Continuò a spiegare Harry davanti agli sguardi increduli dei suoi compagni.

"Unendo i tre doni sono diventato non il -Padrone della Morte- come alcuni credono, ma l'Emissario della Morte, Mandos a essere precisi."

"E come tutti voi ho ricevuto dei doni. Prima una benedizione: una vita lunga come gli elfi poiché su questo mondo la magia è potente e quindi il nostro corpo viene più nutrito da essa, poi una promessa: la capacità di poterci ritirare nelle sale dei Valar quando avremo sentito che il nostro tempo su Arda è finito, ed infine un aiuto e ricompensa per aver accettato di arrivare in Arda."

"Nel mio caso i poteri dei tre doni: più potenza e controllo magico anche senza bacchetta, l'invisibilità del mantello e la possibilità di parlare coi morti della pietra." Terminò così la spiegazione Harry.

Beorn a quel punto chiese "Non era meglio tenere nascoste le tue benedizioni? Non che conto di raccontarle in giro dopo quello che mi avete detto, ma sotto tortura o con l'inganno si dicono molte cose…".

Harry sorrise e rispose "Meglio essere aperti il più possibile con chi sai di poterti fidare, non voglio segreti che distruggano la fiducia tra di noi, siamo solo noi cinque del nostro mondo…"

Alle parole toccanti del loro amico tutti e quattro si alzarono in piedi andando ad abbracciarlo, 'Vale la pena seguire chi sai che ti apprezza!' questo fu il pensiero che in modi diversi tutti e cinque condivisero in quel momento.


Nuova squadra all'opera

Il silenzio dopo le parole di Harry non durò a lungo, lo stomaco di Ron chiarì a tutti quali erano le priorità in quel momento, stemperando anche la pesantezza dei discorsi.

"Direi che non possiamo sprecare il cibo offerto dal nostro padrone di casa!" Disse Ron mentre si riempiva il piatto.

"Non potete iniziare a studiare come mutare la vostra pelle a stomaco vuoto!" Tuonò Beorn quando finì di ridere.

"Allora buon appetito!" Concluse Neville.

Finito a lavorare di mascelle i cinque ragazzi aiutarono, soprattutto grazie agli incantesimi di Hermione e Luna a sistemare la tavola e le stoviglie, 'Vedere Beorn a bocca aperta mentre piatti e posate si lavano da solo è impagabile' pensò Harry.

Una volta riuniti tutti fuori sotto il portico all'ingresso fu la volta degli altri spiegare quali fossero i loro doni: Hermione ricevette un aiuto nella forma di conoscenza delle Rune usate su Arda e di come mescolarle con quelle imparate ad Hogwarts, Ron intuitivamente sapeva usare perfettamente arco e lancia, Neville la capacità di evocare ed animare piante ed infine Luna non dovette dire nulla, il suo sguardo s'illuminò ed intuirono tutti che il fantomatico –Sguardo Magico- del loro vecchio mondo sarebbe stato poca roba in confronto.

"Grazie per la fiducia che mi avete mostrato, per essere al pari vostro mi ripresento, sono Beorn dei muta-pelle, ho la capacità di diventare un orso bruno e di comunicare coi miei simili, odio gli orchi e non mi fido degli altri popoli, ma immagino questa cosa dovrà cambiare se il vostro arrivo preannuncia dei cambiamenti." Con questa domanda inespressa Beorn, dopo aver afferrato l'avambraccio come segno di rispetto con tutti i suoi ospiti, si mise in silenzio osservando i cinque stranieri capitati sul suo terreno.

Fu ancora Harry a prendere la parola, "Hai ragione, non sappiamo che piani abbia l'Oscurità, ma i Valar ci hanno consigliato di rimanere in questo territorio, perché tra un paio di anni al più tardi di qui passerà una compagnia che avrà bisogno del nostro aiuto, non siamo indispensabili, ma possiamo fare la differenza. Ed io ho deciso di accettare l'offerta Mandos, cosa ne pensate?".

Arrivò prima la sberla sulla spalla, poi la voce di Hermione "Ma ti sembra una domanda da fare? Non credi che avremmo accettato?", se non fosse che stava sorridendo uno avrebbe potuto pensare che fosse davvero arrabbiata.

"Ho tradito la tua fiducia troppe volte negli ultimi sette anni per lasciarti andare da solo ora!" Rispose Ron mettendo una mano sulla spalla al suo migliore amico.

"Avremmo potuto essere quasi fratelli, ma il fato e un megalomane con problemi famigliari ci ha diviso, devo recuperare tutto questo tempo perso, no?" Aggiunse Neville afferrando l'avambraccio di Harry come aveva fatto prima Beorn quando si era presentato.

"Siete tutta la famiglia e tutti gli amici che ho sempre desiderato non posso mica lasciarvi qui!" Concluse Luna.

"AHAHAHAHA" La risata di Beorn riecheggiò fino nella valle, "Una compagnia si è creata qui oggi, serve un nome e serve un rappresentante o una guida alla sua testa."

Nel silenzio Luna esclamò "Harry sarà il nostro rappresentante, alla fine è lui che ci ha unito tutti, che ci ha addestrato ad Hogwarts e guidato nelle battaglie contro Voldemort ed i suoi mangiamorte!"

"Se così vuole la compagnia allora accetto, ma che si sappia che mi aspetto il massimo da tutti voi, soprattutto dai tuoi occhi Luna, e che, per qualsiasi motivo, siamo tutti liberi di staccarci per una avventura personale, vi voglio felici, non incollati sempre al mio sedere solo perché così faremo nel futuro più prossimo!" rispose Harry con una maturità nata dalla guerra, dalla perdita di persone care e dalla fiducia che un nuovo inizio poteva voler dire una nuova felicità all'orizzonte.

Peccato che il momento emozionante finì bruscamente, "Pfiùù, Grazie Harry, non che tu sia brutto ma preferirei rimanere incollato al sedere di Hermione, la ragazza che mi piace, non al tuo!" Ron era migliorato ma continuava ad avere la capacità di dire la cosa più imbarazzante o meno opportuna … E la seconda sberla della giornata arrivò proprio a lui dalla sua bella, rossa come un peperone anche se sorridente. Le cose tra loro due sembravano girare per il verso giusto.

Passato il momento imbarazzante.

"Hai detto che i maghi su questa terra si chiamano … ?" Chiese Hermione.

"Istari, e si trovano tra di loro con gli esponenti più potenti e saggi del mondo elfico in quello che chiamano -Bianco Consiglio-" Rispose Beorn.

"Allora propongo un nome diverso, perché diversi siamo, e propongo –Portatori della Luce-, come dice Harry siamo venuti esiliati su questa terra ma solo perché abbiamo fatto la cosa giusta ed è questo che continueremo a fare. Sogno poi di trovare il mio posto in questo strano nuovo mondo, come credo tutti voi, e so che qualunque posto sceglierò anche se non avrò tutti voi vicini geograficamente saremo uniti in questo nostro sforzo, portare la luce nel buio." Forse era la luce o la forza delle sue parole ma Hermione aveva riempito di determinazione i suoi amici e Ron non poté fare a meno di dire "Stai tranquilla che non ti lascerò mai" guardandola negli occhi.

Lei rimase colpita da quello che vedeva nel suo sguardo e forse solo il fintissimo colpo di tosse di Neville ruppe il momento magico tra i due, o forse fu il successivo verso di finto disgusto, seguito dalle parole di Harry "Potete evitare certi scambi in pubblico davanti a noi poveri single?" e da uno scappellotto da parte di Luna che si stava godendo il momento al ragazzo in vena di scherzi.

'Anche se ammetto che ha fatto bene, dobbiamo trovare un modo di far parlare Harry, lo sguardo che aveva era troppo doloroso, non credo abbia ancora superato la morte di Ginny.' Pensò Luna.

"Bene!" Disse Harry, mandando giù il magone che nasceva dal vedere una coppia innamorata come lo erano stati lui e Ginny, "Direi che è ora di decidere il da farsi e di controllare se le nostre preparazioni sono state adeguate!"