Giusto per avvisarvi prima di leggere:
Non sono una donna,
Purtroppo non sono un gigante della letteratura inglese del '900,
Tutto completamente gratis,
Ho solo giocato con la trama di due storie a me molto care.
Detto questo sentitevi liberi di commentare perché cercherò di correggere al meglio gli errori e perché qualsiasi aiuto per migliorare la storia è utile, ammetto però che potrei decidere di non accettare tutti i vostri consigli, la storia mi piace così com'è per ora quindi se volete che la cambi dovrete convincermi!
Testo storia
'Pensieri'
"Discorsi"
"URLA"
Incantesimi
"Lingua dei serpenti"
Il tempo passa, l'avventura s'avvicina
Era passato poco più di un anno e mezzo da quel famoso mattino dove i Portatori della Luce nacquero su Arda, e per fortuna tutte le preparazioni fatte prima di attraversare il Velo della Morte funzionarono.
Un abituale viaggiatore infatti avrebbe a stento riconosciuto la capanna di Beorn, o forse solo quella, perché la terra circostante era cambiata parecchio.
Quattro case erano state edificate coi legni e le pietre del luogo, Ron ed Hermione dopo qualche mese in tende separate avevano finalmente deciso di portare avanti la loro relazione e si erano trasferiti in un'unica casa. Piccoli ma confortevoli cottage, almeno da fuori, con rune per l'espansione dello spazio interno ogni casa era equivalente a poco più che un campo da calcio.
Al loro interno una larga camera personale con bagno privato ed acqua corrente, uno studio con biblioteca enorme, la gioia di Hermione quando riuscì a trovare l'incantesimo per copiare i libri, una cucina con sala da pranzo, giusto se qualcuno voleva stare per suo conto perché altrimenti i pasti erano sempre da Beorn, una camera per gli ospiti con bagno annesso, una palestra con spazio per provare gli incantesimi ed una sala per i propri interessi personali: chi una serra, chi un laboratorio di pozioni, chi altro…
Il tutto circondato da un muro ed una palizzata con rune per aumentarne le difese e per creare dei sistemi d'incantamenti e protezioni magiche contro chiunque avesse intenzioni ostili o animali selvaggi, pericolosi per gli abitanti del nuovo villaggio. Era stata una faticaccia cercare le pietre adatte, ma Hermione era una perfezionista e voleva solo il meglio per il loro villaggio.
In quei mesi ognuno dei cinque compagni cercò di prepararsi al meglio, oltre a diventare degli Animagi o muta-pelle come provava a convincerli a definirsi Beorn, e ognuno di essi, grazie anche all'enorme quantità di magia che c'era nell'ambiente intorno a loro, divenne particolarmente specializzato pur tenendo delle capacità minime simili, quali incantesimi per la cura delle persone, della vita di tutti i giorni o trasfigurazioni.
Hermione divenne la loro esperta studiosa, teoria magica, Rune e Aritmomanzia erano diventate le sue compagne, come compagno invece bastava Ron e la loro relazione ormai solida. Da notare poi il suo cercare continuamente di portare elementi della tecnologia del XX secolo, o il loro corrispettivo magico. Forma Animagus: Kneazle dello stesso colore dei suoi capelli.
Ron non sorprese nessuno con la sua capacità strategica, tradotta in competenze che lo avrebbero reso papabile a lavorare in una squadra di spezzaincantesimi alla Gringott. Aggiungiamo che l'allenamento con Beorn nella lotta e una buona dieta lo aveva reso un temibile avversario, per capacità e per il fisico possente, sempre che non decidesse di tirare fuori arco e frecce, solo gli elfi potevano superarlo aveva assicurato il muta-pelle. Forma Animagus: Lupo rosso, col pelo più simile ai capelli di Ron che alla sua controparte della Florida.
Neville fu quello che più di tutti divenne simile a Beorn, superò di altezza anche Ron (era circa 1,90m) e finì per arrivare a poco meno dei due metri con braccia larghe come tronchi. La sua statura però nascondeva l'animo più mite del gruppo, più intento alla cura della natura e allo studio delle piante che altro, tale il suo fervore per Yavanna e il suo rispetto per il creato che in sogno ella gli svelò il segreto per svegliare la vita negli alberi. Da quel giorno gli orchi che si arrischiavano a girovagare per la foresta vicina venivano trovati stritolati giorni dopo, i nuovi Pastori degli Alberi, o più comunemente chiamati Ent, si dimostrarono difensori gelosi del territorio. Forma Animagus: un enorme orso bruno, come il loro padrone di casa naturalmente.
Luna divenne invece la loro esperta di pozioni, il suo sguardo le permetteva di vedere collegamenti tra gli ingredienti come tra le cose che succedevano intorno a lei, ma nessuna scintilla nacque tra Neville e lei, nonostante fossero compagni affiatati nell'esplorazione di nuove pozioni o ingredienti magici. Forma Animagus: Volpe Artica, astuzia e innocenza, un equilibrio irraggiungibile a chiunque tranne che a lei.
Infine Harry, un anno e mezzo aveva aiutato a salutare Ginny fino in fondo, ma questo aveva aperto un vuoto che per ora lui aveva riempito con allenamenti, infatti in incantesimi e trasfigurazioni da battaglia era il migliore del gruppo, con la spada di Griffondoro era un avversario micidiale e le scorribande nelle vicine aree controllate dai goblin, sempre più lontane, ne erano la prova. L'unico problema rimanevano i momenti vuoti, ma per ora i suoi scudi creati con l'arte dell'Occlusione Mentale reggevano. Queste protezioni erano nate infatti dal bisogno di non farsi fagocitare da questo vuoto che sentiva, vuoto che si trasformò in fame durante la sua prima trasformazione in Animagus sei mesi dopo l'arrivo nella Terra di Mezzo, egli divenne un drago, ali e alito infuocato inclusi.
Fortuna vuole che erano vicino ad un lago e l'eventuale incendio, nato dal troppo entusiasmo fu subito domato, purtroppo i racconti di Beorn spensero la foga dei cinque giovani, i Draghi di Arda erano tutti servi dell'Oscurità … Se si fosse saputo, nessuno lo avrebbe accettato vicino alla propria casa, sempre che non decidessero di attaccarlo spinti dal timore che la sua bontà d'animo fosse solo un inganno.
All'inizio per fortuna era –solo- al livello di grandezza dell'Ungaro Spinato del torneo TreMaghi, -solo- otto metri, ed era facile nascondersi nella foresta … Ma col passare dei mesi, un anno dopo la prima trasformazione, le dimensioni erano più vicine alle leggende dei draghi del passato, quasi cento metri dalla testa alla coda spinata … Ormai Harry si trasformava nella palestra della sua casa e questi ultimi giorni solo per sgranchirsi o misurare la propria crescita.
Fu questo gruppo che un giorno apprese che squadre di mannari avevano iniziato ad avvicinarsi al loro villaggio, ormai formato anche da alcuna famiglie di cacciatori che abitavano nella vallata, boscaioli del Bosco Atro e due famiglie di elfi silvani i cui figli erano stati curati dei rimedi di Luna e Neville, tutti abitanti di aree vicine che si erano aggiunti una volta passati e capito che lì erano più al sicuro del resto della valle del fiume Anduin.
Squadre che nelle loro scorribande cercavano un nano, o almeno la sua testa, più precisamente Thorin ScudodiQuercia, Re Sotto la Montagna, per conto di Azog il Profanatore. Questo era quello che aveva scoperto Harry nella sua ultima sortita con Ron, Neville e Beorn in un accampamento degli orchi troppo vicino per i loro gusti.
Fu un pomeriggio dell'anno 2941 TE che al cancello della loro palizzata picchiò il legno un vecchio, era alto, barba lunga e classici abiti da stregone: cappello a punta, bastone, tonaca e mantello grigi. In sua compagnia si trovava un bambino o un uomo davvero molto basso oppure un nano davvero magro… Harry non sapeva decidere, ma era comunque un po' sospetto di un gruppo che manda avanti, apparentemente, i due elementi più deboli e nasconde come in agguato nel fogliame il resto del gruppo armato fino ai denti …
Per di più non un gruppo qualsiasi, ma una compagnia di nani con scudi aventi gli stemmi di Erebor, o almeno una parte del gruppo di esiliati e di sopravvissuti della famosa "Montagna Solitaria" dopo l'attacco di Smaug. 'Che siano loro il bersaglio dei mannari che continuano a comparire nella zona?' questo fu l'ultimo pensiero di Harry prima di decidersi ad andare ad indagare.
L'incontro che cambiò la storia
-Thump-Thump-Thump-
"Arrivo, arrivo!" Urlò Harry mentre si avvicinava alla palizzata.
Una volta arrivato al portone "Chi siete? Chiese agli sconosciuti.
"Buona giornata, io …"Iniziò l'uomo, quando Harry, che da vicino aveva riconosciuto il famoso viandante grigio dalle storie sentite al villaggio, lo interruppe dicendo "Sicuramente dipende dalle notizie che porti, so chi sei e non sono sicuro tu goda di ottima fama, e sono ancora meno sicuro che il tuo modo di approcciare le nostre case sia stato il migliore, qui …"
Nemmeno Harry riuscì a finire, perché dopo un secondo di shock il compagno di Gandalf scoppiò a ridere! Solo dopo qualche istante che si prese per calmarsi spiegò ai due "Sembrano quasi le stesse parole che hai usato con me dopo che ti ho, tue parole, buongiornato", e riprese a ridacchiare per la faccia che fece il vecchio stregone alle sue parole.
Divertito dall'umore e dalla contagiosa risata dell'omino, Harry chiese cortesemente "Chi è dunque costui, il coraggioso che non ha paura di farsi beffe di uno stregone?"
"Bilbo Baggins, della Contea, al vostro servizio!" Rispose e dopo una breve pausa, notando che il giovane non aveva familiarità con il suo luogo di provenienza, "Sono un hobbit e compagno dello stregone Gandalf il Grigio in questa nostra avventura."
"Conosco di nome e di fama il tuo compagno Bilbo ed mentre tutti sono rispettosi del suo ruolo, molti sono anche restii ad accettare le sue parole, perché molte volte si presenta con cattive notizie."
"Ahimè, questo è il destino di chi girovaga per portare la luce dove l'oscurità rischia d'insediarsi, non è compito facile a volte portare la verità." S'inserì il grigio viandante, che poi chiese "E con chi abbiamo l'onore di conversare in questo giorno? Pensavo di trovare la dimora di Born il muta-pelle in questa valle, non un villaggio prospero, soprattutto contando la presenza di bande di goblin nei dintorni."
"Gli stessi goblin che sembrano cercare una compagnia di nani di Erebor, guarda caso mi sembra proprio che tra gli alberi ci siano persone sospette in agguato, o siete forse voi gli esploratori di una banda di fuorilegge?" Con queste parole si avvicinò Ron, insieme al resto del gruppo.
"Sono sicuro che come stava provando a dire Harry poco fa, sia stata solo una strategia d'avvicinamento poco ponderata, non accusare i nostri ospiti solo per tenerli sotto pressione, siamo persone civili e non ci siamo mai fatti problemi ad accogliere chi bussa alla nostra porta, i malfattori non riuscirebbero ad avvicinarsi così tanto o così facilmente." L'altro aitante giovane del gruppo cercò di diminuire la tensione portata dalle parole dell'amico.
"E per dimostrare la nostra buona volontà ci presentiamo, io sono Neville Longbotton, chi vi stava accusando per prendervi in contro piede è Ron Weasley, chi vi ha accolto al cancello è Harry Potter e le due affascinanti dame in nostra compagnia sono Luna Lovegood ed Hermione Granger, siamo un gruppo di compagni e amici capitati da queste parti circa due anni fa."
Continuò Hermione "Conosciuto Beorn abbiamo deciso di stabilirci per qualche tempo da lui, e negli ultimi mesi si sono aggiunti altri personaggi in cerca di rifugio dalle stesse bande che voi avete nominato, le stesse che parlano di una caccia all'uomo, o per meglio dire al nano. Lo stesso che probabilmente si trova nella boscaglia a distanza e che aspetta il vostro segnale." Finito di parlare il gruppo si mise in attesa che il resto della compagnia si palesasse fissando il loro nascondiglio.
Dopo qualche attimo di silenzio, Gandalf sembrò decidersi a fidarsi, non notando niente di sospetto o falsità negli occhi del gruppo che li aveva accolti al portone, e con un lungo fischio chiamò a raccolta il resto della compagnia di nani rimasta nel fogliame.
"In risposta alla vostra fiducia e alle vostre parole ecco la nostra compagnia: Thorin, il nostro capo, Dwalin, Balin, Fili e Kili, i più giovani, Oin, Gloin, Dori, Nori, Ori, Bifur , Bofur, Bombur, Bilbo si è presentato prima e come avete capito io sono Gandalf il Grigio." Così lo stregone presentò i suoi compagni.
"Dovete scusare le nostre maniere, ma sono tempi bui e molti sono sulle nostre tracce." Spiegò il più anziano del gruppo, Balin.
"Ma ora che ci siamo conosciuti vorrei sapere se possiamo trovare nel vostro villaggio riparo per la notte e la risposte ad alcune domande." Continuò Gandalf.
"Come detto da Neville, non vi chiuderemo la porta in faccia, chiediamo solo di seguire le poche regole del villaggio: non attaccate le persone al suo interno se non per difesa personale o dei propri compagni, non rubate e rispettate tutti quelli che incontrate, in fondo comportatevi da persone civili e non ci saranno problemi!" Rispose Ron, che poi riprese "Per le domande, credo si possa fare dopo cena, tenete però sempre in mente che certi segreti non sono da divulgare e quindi potremo non rispondere a tutte quelle che chiederete."
"Non so lo stregone, ma io sono interessato alla strada e alla presenza di goblin nella valle ed i territori adiacenti."
"La risposta a questa domanda è semplice, nessun goblin nelle vicinanze, almeno fino agli ingressi della valle, quelle bestie hanno imparato che il pedaggio per il loro passaggio è troppo alto per loro!" Disse sorridendo Ron.
"La risposta all'altra domanda è invece: sì e no, Gandalf." Disse Luna e lo sguardo lanciato allo stregone mentre parlava fu tale che lo shock bloccò qualsiasi pensiero, tranne uno 'Quello sguardo, perché è così familiare ma allo stesso tempo alieno? Come l'eco di qualcosa conosciuto, simile ma allo stesso tempo diverso.'
Ripresosi dallo stupore, quando la luce nello sguardo Luna si soffuse, Gandalf riuscì solo a dire "Mia Signora, qui ci sono molte cose nascoste e le mie domande portano alla luce solo nuove questioni, ma sono sicuro che non vi è oscurità in questo luogo, quindi attenderò con pazienza che vogliate rivelarvi."
"Direi che possiamo entrare riposare a questo punto!" iniziò Fili.
"Abbiamo avuto abbastanza discorsi seri per il momento!" Continuò Kili.
"Soprattutto bisogna iniziare a cucinare per la cena!" Le risate dei cinque giovani alle parole di Bombur, il nano più largo del gruppo, furono il segnale che la compagnia era benvenuta anche al resto del villaggio, rimasto ai margini ad osservare lo scambio.
Gli abitanti quindi decisero di preparare un banchetto, per accogliere i loro nuovi ospiti, tra cui erano stati riconosciuti, soprattutto dalle due famiglie di elfi, Thorin Scudodiquercia e Gandalf il Grigio, conosciuto ai pochi, e solo tra gli elfi, come Olòrin.
Fu con qualche ballata e delle danze, che si concluse la serata per la maggior parte del villaggio, contento dell'occasione per festeggiare e per le risate alle prove disastrose di Ron di far ballare Hermione, e di Fili e Kili che si divertivano a copiarli, almeno finché non si arrivò al bacio della coppia, e non si capì se Granger era più paonazza per le scene dei due giovani nani o per il bacio che il suo compagno le aveva rubato mentre volteggiavano in mezzo alle persone.
Una volta che però gli abitanti si furono ritirati tutti nelle proprie case, la compagnia e i cinque giovani si ritirarono in uno spiazzo al coperto fuori dalla casa del muta-pelle, con loro vi era il padrone di casa, Beorn infatti era tornato da una giornata di caccia e perlustrazione dei dintorni. Qui il silenzio crebbe, era il momento di raccogliere i pensieri e andare in fondo alle domande nate dall'incontro di oggi.
Ormai era chiaro a tutti che nessuno tra le persone presenti rappresentava un rischio per gli altri, erano stati tutti rispettosi compagni, anche se non particolarmente apprezzanti i nani della compagnia degli elfi, la festa era andata avanti senza problemi e le risate nate da battute rivolte a tutti i partecipanti del banchetto avevano permesso di far incontrare persone diverse tra di loro.
Ora però bisognava capire che impatto questo incontro avrebbe avuto sul viaggio della compagnia verso Erebor, e bisognava soddisfare la curiosità di Gandalf, solo aumentata dai piccoli atti di magia mostrata dai cinque giovani.
Domande e Risposte
Il silenzio, nato una volta che tutti trovarono un posto dove sedersi o appoggiarsi, fu rotto da Thorin che chiese ad Harry "Mi sembra di capire che tu sia il capo o il rappresentante del vostro gruppo, avete notizie della via e degli spostamenti dei Goblin nei dintorni di Bosco Atro?"
"Il capo del villaggio è Beorn, sua è la terra su cui abbiamo costruito le nostre case, io sono solo un rappresentante, uno che fa ampio uso dei consigli dei suoi compagni, ci definiamo una compagnia e solo perché c'era bisogno di sceglierne uno sono stato indicato." Iniziò Harry, che poi riprese "Come abbiamo iniziato a dire quando ci siamo incontrati, le bande dei Goblin stanno alla larga dal villaggio dopo che Beorn con il nostro aiuto gli ha fatto capire che era meglio girare al largo. Libera è la via quindi verso il reame boscoso, e l'unico pericolo potresti trovarlo solo all'interno delle sue radure ed i suoi sentieri."
"Cosa intendi dire? Non vigililano gli elfi sulla via che attraversa il loro reame, Tranduil è sempre stato un sovrano attento alla sua terra." Chiese Gandalf e prima che Harry potesse spiegarsi meglio, la voce di Thorin si fece sentire "Se vigila sul suo territorio come quello dei suoi cosiddetti alleati non faccio fatica a credere che avremo problemi!"
"Mai fidarsi di un elfo, hanno sempre problemi più importanti, questioni intellettualmente più spinose!" Fu il commento sprezzante di Dwalin.
"Via via amici, non potete sempre rivangare vecchie ferite, non guariranno mai così, e non tutti gli elfi sono uguali, ad Imladris siamo stati accolti con rispetto nelle sale di Elrord." Cercò di pacificare Gandalf.
"E prima di sentire altri commenti razzisti da parte vostra vorrei ricordarvi che qui con noi abitano alcuni elfi, tutti molto civili e rispettosi, vi chiedo di fare lo stesso. Potete avercela con certi individui per contese passate, ma non potete generalizzare, fatelo lontano da qui se non sapete controllarvi!" Tra le parole e l'aurea che si palesò intorno ad Harry, il discorso si chiuse e tutti si rimangiarono qualsiasi cosa volessero aggiungere.
"A questo punto, dopo lo spettacolo di Harry direi che possiamo passare alla domanda inespressa di Gandalf, giusto per spiegare un po' meglio quello che voi tutti avete avvertito ora e che lui ha percepito quando ci siamo incontrati." Continuò quindi Hermione a spiegare, su come loro cinque fossero tutti streghe e stregoni, sopravvissuti di una guerra magica, e che l'esilio, consistito nell'attraversare un portale su ordine del loro governo corrotto, li portò ad incontrare Beorn e a ricevere in sogno la prima notte una visione dei Valar dove fu predetto di aspettare l'arrivo di un'occasione per aiutare il mondo di Arda, non che fossero obbligati ad agire, ma fu richiesto come possibilità di migliorare il mondo e quindi anche le loro possibilità di vivere una lunga vita felice nella Terra di Mezzo.
Era ormai notte quando Hermione finì di spiegare come negli ultimi mesi avessero sentito voci di movimenti dei Goblin e dagli scontri con le loro bande avevano capito che un certo Azog aveva messo una taglia sulla testa di Thorin.
Visto che altre voci non si erano sentite, e che dai racconti degli altri abitanti l'unica cosa interessante, almeno da richiedere segretezza e l'accompagnamento di uno stregone, fosse l'antico regno di Erebor, forse la loro occasione era arrivata.
"Vi potrebbe interessare l'aiuto di cinque giovani stregoni e muta-pelle nella vostra avventura quindi?" Concluse il discorso Neville.
"Male non possono fare, anche se dovremo definire il compenso finale. La parola finale rimane però a Thorin, è lui il Re e capo della nostra spedizione." Fu Balin il primo a riprendersi dopo lo stupore di quanto ascoltato.
Sentendosi interpellato il nano disse "Anch'io come Gandalf non avverto malvagità o inganno sulla vostra lingua o nei vostri occhi, sono curioso poi delle vostre capacità e di scoprire se, nella peggiore delle ipotesi dovessimo scoprire che Smaug sia ancora in vita, possiate essere un aiuto nell'abbattere quell'abominio, siano dannati tutti i draghi e le loro progenie." "Aie" Fu il consenso di tutti i nani alle ultime parole del loro capo, non notando che nello stesso momento lo sguardo Harry si fece più buio e pensoso.
"Credo quindi che sia meglio dormirci su, e che domani al mattino potremo trovare risposta a questi quesiti, l'ora è tarda e domani dovremo rimetterci in viaggio." Così Gandalf concluse la giornata.
La mattina seguente vide alzarsi nani e compagni poco dopo l'alba, con qualche aiuto dai più svegli per chi si trovava in fatica durante la mattinata. La colazione fu abbondante e mentre una parte del gruppo, aiutata da Beorn, preparava provviste e cavalcature, pony di razza prestati dal padrone di casa, i cinque maghi, Gandalf, Bilbo, Thorin, Balin e Dwalin si presero un momento per capire cosa fare.
"Ho pensato molto stanotte alle vostre parole, e ho deciso di accettare il vostro aiuto, con voi dovremmo avere abbastanza forze da scongiurare il fallimento della nostra missione, soprattutto dopo aver capito che non dovremo affrontare eventualmente solo il drago, ma anche quell'infame di Azog il Profanatore e le sue bande. Per questo dobbiamo accettare tutto l'aiuto possibile." Incominciò a parlare Thorin.
Seguito poi da Balin "Per il compenso invece spero vi vada bene la condizione che tutti gli altri partecipanti hanno accettato, con voi cinque in aggiunta arriviamo a diciannove compagni, quindi fa un diciannovesimo del tesoro salvato dalle sale di Erebor in pratica."
"A nome del gruppo direi che va bene, non aiutiamo per soldi" Harry alzò il braccio per fermare il sicuro commento che stava per uscire dalla bocca del nano, "Ma apprezziamo e accettiamo il compenso deciso visto che ognuno di noi ha qualche sogno nel cassetto e avere dei liquidi da spendere non è di certo uno svantaggio."
"Bene!" disse saltando in piedi Dwalin "Ora non ci resta che capire di che pasta siete fatti!" e si mise in posizione con l'ascia sguainata a pochi passi dal gruppo.
"Nessun problema, propongo un 3vs3 per farvi testare le tre abilità maggiori del nostro gruppo. Per noi mando Neville, Hermione e Ron."
"Non sei tu il più forte Harry?" chiese Gandalf.
"Vero, ma solo se parliamo di combattimento, ognuno di loro ha delle specialità particolari, oltre che delle competenze di base diffuse tra tutti e cinque. Per esempio, Neville è il nostro botanico ed esperto di erbe, Hermione potrebbe scrivere poesie in rune magiche, Ron è il nostro stratega ed il più esperto nell'uso delle armi, Luna ha potenzialmente la cura per tutto con le su pozioni, io sono solo il più capace in cucina!" Rispose con il sorriso Harry, e tutti potevano vedere l'orgoglio per i suoi compagni nei suoi occhi.
"Allora direi che io ne rimarrò fuori, non sei il solo fiero dei suoi compagni e alleati." Disse Thorin con rinnovato rispetto verso questi cinque giovani. "A rappresentarmi mando Fìli, figlio di mia sorella e mio erede al trono, Dwalin, già in posizione nostro più esperto guerriero, e Dori, il più forte del nostro gruppo." E col sorriso aggiunse "Sempre che riesca a mangiare abbastanza!".
"Ehi!" si lamentò il nano mentre il resto del gruppo rideva.
"Prima direi Neville e Dori allora, per dimostrare che siamo muta-pelle, poi Dwalin e Ron per farvi vedere che ci siamo allenati da quando siamo arrivati e infine Hermione e Fìli, così che possiate vedere se siamo simili davvero agli stregoni come Gandalf." Al suggerimento di Harry, Thorin si dimostrò apprezzante e accettò la divisione.
"Vai Neville, fai vedere che bestia di uomo sei!" Urlò Luna come incoraggiamento, e forse per far anche imbarazzare il giovane, cosa che riuscì in pieno ma che venne nascosta dalla trasformazione, Dori non si trovava più davanti un giovane adulto muscoloso, ma un orso, grande come pochi se ne erano visti.
Con un ruggito la bestia caricò il nano, che schivò la montagna di muscoli e colpi la zampa posteriore della bestia con il suo lungo bastone rinforzato, niente asce in un incontro amichevole, tutto il resto era accettato dopo la descrizione delle capacità curative del gruppo.
La risposta al colpo non si fece attendere e solo la presenza dello scudo salvò il nano dal colpo fulmineo dell'orso, difeso ma non incassato benissimo perché la forza bloccò Dori quel secondo che permise all'orso di alzarsi a fatica sulle zampe posteriori e a calare una violentissima botta con quelle anteriori. Solo anni d'esperienza permisero di schivare e fu sempre quella che permise al più vecchio guerriero di prevedere le altre mosse dell'animale. Alla fine dell'incontro entrambi erano a pezzi, ma tutti avevano notato che se dori avesse avuto la sua ascia preferita l'incontro sarebbe finito molto prima.
"Direi che lo scontro può concludersi qui, dichiaro Dori il vincitore." Disse Gandalf, giudice auto dichiarato della contesa. Sia Harry che Thorin accettarono il verdetto, nessun astio esisteva tra i due ed era solo un incontro dove far conoscere le proprie capacità alla fine.
"Tutti voi potete come Beorn diventare orsi enormi?" Chiese Bilbo, rapito dalla violenza e forza dello scontro.
"No, ognuno di noi ha un animale a cui è più affine e che si palesò quando riuscimmo a trasformarci la prima volta." Rispose Luna, che poi proseguì a dire "Io ad esempio sono una volpe, Ron un segugio da caccia ed Hermione un gatto."
"Invece Harry cos'è?" continuò curioso Kili, mentre si avvicinavano Dwalin e Ron allo spiazzo adibito ad arena improvvisata.
"Spera di non saperlo mai, se lui decide di trasformarsi vuol dire che siamo in guai seri!" La luce del suo sguardo impedì a quelli in ascolto di proseguire nel discorso, e tutti alla fine si concentrarono sul secondo duello.
"Via" con le parole di Gandalf, Dwalin e il suo lungo bastone rinforzato si avventò su Ron che parò facilmente il colpo con le la sua lancia spuntata. Proseguì un lungo duello dove le abilità dei due fu messa alla prova, entrambi avevano trovato un degno avversario, e solo l'esperienza del nano gli permise di finire il duello con la vittoria, anche qui fu palese che i maghi avevano abilità nel combattimento ma non l'esperienza nel combattere, si vedeva che non erano proprio novellini e che la guerra gli aveva segnati, ma davanti ad un avversario abile erano in svantaggio.
"Complimenti, non vedo l'ora di allenarti durante il viaggio Ron" Si congratulò Dwalin mentre aiutava ad alzarsi l'avversario, che rispose "Grazie, posso finalmente dire che finalmente trovo qualcuno che mi aiuti ad allenarmi, i miei compagni non sono più una sfida per me dal punto di vista delle armi bianche, ma prima o poi avrò la mia vendetta con arco e frecce!".
"Per quello allora ti lascio nelle mani di Kili, il nostro più abile arciere!" Rispose ridendo allo scambio Thorin, felice che l'amico avesse trovato una anima simile nel giovane.
"Quando vuoi e come vuoi, io sono sempre pronto!" urlò il giovane nano accentando la sfida.
"Direi che abbiamo solo l'ultimo incontro." Prese a dire Bilbo, e subito Gandalf, notato che sia Hermione sia Fìli erano in posizione, diede il via al duello finale.
Meno di un secondo durò, al secondo passo del nano la ragazza rispose con una parola e un movimento di bacchetta, con uno "Stupeficio" e un getto di luce rossa, Fìli crollò incosciente come un sacco a terra.
"Sì! E almeno l'ultimo siamo riusciti a vincerlo!" disse Harry tra lo stupore generale, "Non potevamo proprio perdere sempre, siamo maghi, ad un certo punto dovevamo dimostrare la nostra magia!".
Inizia il viaggio
Inutile dire che dopo lo spettacolo dato da Hermione con i suoi due incantesimi, dovette anche rianimare Fìli per tranquillizzare e far capire a Kili che il fratello era solo stato reso incosciente, Gandalf fece il terzo grado a Harry ed i suoi amici, i quali si dilungarono su ampie descrizioni.
Prima sui vari incantesimi d'attacco e di difesa, sulla trasfigurazione (qui più difficile perla presenza di magia così pesante nell'aria e nelle cose), sulle protezioni nate dalla scritture di rune su pietre posizionate e nascoste ai bordi del villaggio, sulla creazione di oggetti che permettevano di viaggiare a grandi distanze, anche se solo in posti già conosciuti, sulle tende e le borse con spazi più larghi di quelli che sembravano, una montagna di domande che creavano altre domande.
Solo quando ormai fu orario di pranzo inoltrato e dopo aver sentito tuonare la pancia di Bombur per la decima volta, e Luna decise di dirigere il suo famoso sguardo allo stregone, si riuscì a fare una pausa.
"Alla fine dei vostri discorsi credo di avere un'idea più chiara, voi avete un più ampio repertorio da cui attingere rispetto a noi Istari, il nostro vantaggio però rimane la nostra più alta forza negli incantesimi che usiamo, quello che voi potete fare usando dieci incantesimi io riesco a farlo in uno, ma allo stesso tempo con la vostra creatività siete comunque più pericolosi in molte situazioni, soprattutto se avete modo di preparavi con le vostre competenze runiche, o se bisogna agire in scaltrezza. Ci faranno comodo le vostre capacità, soprattutto per l'esplorazione della montagna." Concluse Gandalf mentre si sedevano al tavolo per rifocillarsi.
Fu un pranzo veloce, la compagnia aveva fretta di muoversi.
"Direi quindi a questo punto che potete lasciare a noi anche lo spostamento fino alla Montagna Solitaria, tra scope e tappeti siamo pronti quando volete a portarvi a destinazione. Se partiamo tra poco potremmo arrivare al lago Lungo e alla città di Esgaroth poco prima del calare del sole e sistemarci lì prima di cercare notizie fresche." Propose appena finito di mangiare Hermione.
"Allora così sia" disse Thorin, accettando l'offerta, curioso di questo nuovo modo di viaggiare, soprattutto se fosse davvero così veloce come spiegava la ragazza.
"C'è solo un problema" Iniziò a spiegare Gandalf, "Devo purtroppo lasciarvi e recarmi a sbrigare un'altra faccenda, notizie strane e poco auspicabili giungono da Dol Gundur, devo assolutamente controllare e portare notizie al Bianco Consiglio affinché si faccia qualcosa a riguardo!"
"Cosa si rischia a sistemare un problema alla volta, prima il drago e poi questo? Non è sempre saggio dividere le forze." Chiese Harry, grazie ai viandanti avevano appreso molto di questo mondo, ma non tutto a loro era chiaro ancora.
"Il rischio è che nel sistemare un problema si risvegli l'altro e c'è la possibilità che chi sta agitando le acque alla fortezza a sud di Bosco Atro si allei con il drago Smaug! Inoltre sono abbastanza sicuro che con l'aggiunta di voi cinque la mia presenza sia quasi superflua." Rispose Gandalf timoroso anche solo della possibilità.
"Capisco. Allora è deciso, Gandalf andrà a Dol Gundur, così che lui, ed il resto del Bianco Consiglio nel caso servisse, possano venire a capo di questo mistero. Noi invece ci dirigeremo verso la montagna, una volta che avrai sistemato i tuoi affari raggiungici. Speriamo di aver sistemato anche il nostro problema in questo lasso di tempo." Sintetizzò Harry, con un sorriso che disse chiaramente a chi lo conosceva che aveva in mente altro.
A quel punto tutti si diressero verso lo spiazzo che fungeva da piazza per il villaggio e rimasero sbalorditi, quando videro coi loro occhi ciò che prima avevano sentito solo nominare: tre Tappeti Volanti, con al comando Hermione, Luna e Neville, mentre Harry e Ron naturalmente erano in sella alle loro scope.
Lo stupore continuò quando capirono che tutti i loro bagagli riuscivano a stare sui vari tappeti assieme a loro, e non diminuì certo perché, dopo aver salutato Beorn e il resto del villaggio, il gruppo più numeroso partì a velocità straordinaria in direzione Nord-Ovest, verso il lago dall'altra parte del Bosco Atro. Gandalf invece riprese, in sella al suo fedele destriero, la strada verso sud, voleva accertarsi di cosa si nascondesse nella fortezza.
Dopo qualche minuto di viaggio Ron si avvicinò e chiese ad Harry "Cos'hai in mente di fare? Non cercare una scusa, conosco quel sorriso e penso di poter prevedere che tu voglia accompagnare di nascosto Gandalf nella sua esplorazione!"
"Perché non lasciare quella dannata fortezza agli elfi da gestire, se ognuno facesse il proprio dovere saremmo tutti a posto!" Interruppe Thorin, che grazie alla magia dei tre tappeti riusciva a sentire, nonostante il vento, le parole dette ad Harry.
"Penso non sia saggio avere un nemico alle spalle, mentre si avanza verso l'obbiettivo, alla fine siamo già divisi e voi quattro potete accompagnare facilmente il resto del gruppo alla Montagna Solitaria, no? Sapete bene anche voi che come esploratori siamo molto capaci E mentre Gandalf indaga la fortezza, io posso proteggerlo e voi continuate il viaggio verso la montagna. Con la mia scopa posso arrivare con Gandalf anche più velocemente." Propose Harry.
"E perché questo esploratore solitario dovresti essere tu?" Chiese Hermione con un tono pericoloso per chiunque la conoscesse. "Cos'è? Devi raggiungere la tua quota annua di pericolo di morte?" Hermione era davvero preoccupata per il suo amico, anche i nani se ne accorsero quando gli occhi le diventarono rossi mentre parlava.
"Mione, tranquilla, devo solo indagare ed aspettare che Gandalf risolvi il problema." Provò a spiegare il giovane alla sua migliore amica di sempre "E poi sappiamo che Ron serve come esploratore al vostro gruppo di Amanti-dei-Tappeti!" Aggiunse provando a farle tornare il sorriso.
Con un sospiro, e un abbraccio di conforto da parte di Ron, Hermione riuscì a calmarsi. "Va bene, l'idea ha i suoi meriti e sicuramente sei il più in gamba di noi, soprattutto a sopravvivere incidenti ed imprevisti! Ma se non torni, Merlino ti protegga, vengo a prenderti nelle sale di Mandos e ti riporto in vita così da farti a pezzi io stessa, chiaro?" Perfino Thorin quasi indietreggiò un passo davanti alla fermezza e alla forza che emanava Hermione mentre parlava.
"Grazie a tutti. Buon viaggio e ricordatevi di seguire i consigli di Luna, lei vede molto più lontano di tutti noi!" Con queste parole Harry cambiò rotta e si diresse verso la parte meridionale di Bosco Atro, cercando di raggiungere lo stregone.
