Giusto per avvisarvi prima di leggere:

Non sono una donna,

Purtroppo non sono un gigante della letteratura inglese del '900,

Tutto completamente gratis,

Ho solo giocato con la trama di due storie a me molto care.

Detto questo sentitevi liberi di commentare perché cercherò di correggere al meglio gli errori e perché qualsiasi aiuto per migliorare la storia è utile, ammetto però che potrei decidere di non accettare tutti i vostri consigli, la storia mi piace così com'è per ora quindi se volete che la cambi dovrete convincermi!

Testo storia

'Pensieri'

"Discorsi"

"URLA"

Incantesimi

"Lingua dei serpenti"


Piccoli piaceri

Dopo una breve camminata il gruppo decise di accamparsi su una lieve altura ad un centinaio di passi dalla parete, mentre gli elfi si erano offerti di fare una perlustrazione del territorio circostante, i cinque maghi si guardarono negli occhi e con il sorriso di chi sta preparando qualche scherzo tirano fuori dalle loro sacche cinque tende.

Essendo periodo autunnale, non c'era così caldo a dormire la sera e non pochi tra gli uomini ed i nani borbottarono che i cinque maghi erano di stoffa molto debole, soprattutto i tre stregoni, alle due streghe nessuno aveva diretto nessun commento.

Thorin fu l'unico coraggioso e decise di lamentarsi bonariamente ad alta voce, dicendo "Guarda te, capisco le due dame, ma che tre uomini, guerrieri impavidi, cresciuti e temprati dalla battaglia debbano usare la tenda per un po' di vento fresco, quello non lo capisco, a meno che non abbiate tirato fuori le vostre tende per offrirle alle dame elfiche in nostra compagnia." E più parlava più sorrideva.

"Certo che no!" Rispose Neville, sorprendendo tutti con la sua brusca risposta, "Pensavamo di offre a tutti un posto con noi!"

Dopo un secondo di stupore generale, scoppiarono tutti a ridere, Dwalin fu il primo a riprendere fiato e commentò con fare fintamente rispettoso "Mastro Neville mi spiace dirvelo ma non credo ognuna di quelle tende sia un giaciglio abbastanza comodo per più di un hobbit. Soprattutto non la tendenza di dormire abbracciato ad un altro uomo, nano o elfo che sia … A meno che in quella tenda non si nasconda una bella dama del mio popolo!"

A quel punto le risate ricominciarono, ma finirono presto perché Hermione decise di prendere parola e dire "Mi spiace dover far sapere a tutti che non ci sono donnine di vario genere nascoste nelle nostre tende. Però ammettiamo di volerci godere qualche piccolo piacere, e quindi pensavamo, visti i numeri, di offrire una tenda per il gruppo di nani e Bilbo, una tenda per gli elfi, una per gli uomini, una per noi cinque e l'ultima come raduno per tutti dove discutere i prossimi passi."

Solo la serietà sulla sua faccia evitò che il gruppo scoppiasse a ridere ancora di più per l'assurdità di quello che avevano sentito, tredici nani ed un hobbit, per quanto piccoli, non sarebbero mai passati in una tenda di due metri per uno. Peggio poi sarebbe stato per gli elfi o gli uomini, venti individui non ci sarebbero stati neppure uno sopra l'altro.

I pensieri di tutti però si spensero quando, dopo aver invitato Thorin, Legolas e un rappresentante di Esgaroth, i cinque stregoni entrarono senza difficoltà nella tenda destinata a fare da centro di comando.

Prendendo coraggio Legolas e Tauriel aprirono il telo dell'ingresso e rimasero senza parole, all'interno potevano vedere i cinque maghi muoversi in un salone dove avrebbero potuto sedersi a consiglio in cerchio una cinquantina di persone, e cosa ancora più assurda, potevano vedere delle porte che davano su altre stanze al lato opposto della sala.

Anche Thorin, Balin e i tre uomini messi a capo dei cacciatori da Bard esclamarono stupiti al prodigio su cui avevano posato gli occhi. A quel punto tutti i presenti, meno chi doveva fare il primo turno di guardia decise di entrare nelle proprie tende, scoprendo un mondo tutto nuovo.

Per fortuna i tre stregoni si erano offerti come guida per spiegare i funzionamenti delle tre tende offerte ai loro alleati, dovendo soprattutto chiarire l'uso del bagno, decisamente futuristico per dei popoli rimasti all'età medievale.

Più che incantesimi e maledizioni, più che avere uno spazio più grande all'interno rispetto che l'esterno, l'abilità di avere acqua pulita per lavarsi fece aprire gli occhi sulle capacità che quei cinque stregoni potevano dimostrare. Per la prima volta, il primo turno di guardia divenne una punizione, soprattutto per chi continuava ad essere curioso del perché chi entrasse nella propria tenda diventasse così eccitato.

Mentre la maggior parte del gruppo si godeva le meraviglie dell'acqua corrente, calda o fredda a seconda delle preferenze, la comodità di avere un letto ed il tepore di un camino nella sala principale di ogni tenda, i membri più autorevoli delle varie razze presenti stava discutendo delle abilità dei cinque stregoni.

Hermione spiegò al meglio che nello studio di rune del loro vecchio mondo si era arrivati a capire come creare certi incantamenti, con il vantaggio di assorbire energia dall'ambiente e non dover essere ricaricati da un mano continuamente, solo l'attivazione richiedeva la presenza di uno stregone.

Purtroppo c'erano delle limitazioni, non tutti i materiali rispondevano allo stesso modo oppure erano adatti ad essere iscritti con rune, però quello che erano riusciti a ricreare poteva rendere la vita molto più comoda per tutti.

Thorin quindi decise di chiedere quanto potesse costare un opera di iscrizione per rendere l'idea di bagno privato in casa abbordabile a tutti, se fosse possibile illuminare le strade o le sale di Erebor oppure la creazione di bagni pubblici in alcuni punti della città, lui e Balin sparavano ininterrottamente idee e proposte ad Hermione.

La strega iniziò a capire cosa si provava ad essere dall'altra parte, lei che usava la stessa foga per quello che intendeva studiare, e la sensazione peggiorò considerevolmente quando a fare domande simili furono Legolas ed il gruppo di uomini.

Solo Luna, avendo avuto pietà di Hermione, ma solo dopo averla vista soffrire un po', richiamò l'attenzione con l'uso di un incantesimo che emetteva una suono fastidiosissimo e spiegò il suo pensiero: una volta sistemato il problema del drago (nessun dubbio sulla riuscita del piano) lei e Neville sarebbero partiti per Bosco Atro dove avrebbero vagliato la fattibilità delle richieste o proposte degli elfi, Ron ed Hermione si sarebbero occupati di Erebor, e poi Harry di Esgaroth, invece per Dale si sarebbe aspettato di capire con Bard le condizioni della città e la sua eventuale ricostruzione.

In questo modo si riuscì a creare un ordine in cui il portento della magia avrebbe potuto essere utile per tutte e tre le razze: prima i nani, che in cambio dell'aiuto nel ripulire dalle varie macerie la città di Erebor, avrebbero collaborato con Hermione ed gli altri stregoni nella fase iniziale, quando si sarebbero iscritte le rune; in contemporanea a loro gli elfi, con una pianificazione iniziale per capire cosa si poteva fare; infine gli uomini, iniziando i lavori ad Esgaroth e poi a Dale, una volta che i primi lavori di recupero fossero stati ultimati.

Stanchi delle discussioni e curiosi di poter testare le proprie tende, tutti i vari rappresentanti si ritirarono con il loro gruppo, facendo tornare la pace nell'accampamento.


Ultimi pensieri ed emozioni prima della sortita

Dopo la piacevole notte passata poco distante dalla parete che secondo Thorin e Balin nascondeva la porta, il gruppo si riunì per capire cosa fare.

"Il Dì di Durin è tra qualche giorno, abbiamo perso poco tempo a viaggiare guadagnando il tempo per riflettere e capire, ma la domanda è: aspettiamo il giorno giusto per usare la chiave di mio padre o abbiamo un metodo alternativo?" Chiese al gruppo Thorin, rivolgendosi principalmente però ai maghi.

"Hermione, direi che solo tu o Luna potete dare una risposta…" Commentò Neville, imbarazzato "Non è per niente il mio campo…", sentimento che svanì quando vide il sorriso d'incoraggiamento e la fiducia negli occhi di Tauriel.

"E non guardate me infatti, le domande su teorie e altre cose mentali le lascio all'amore della mia vita!" Disse sorridendo Ron, che non perdeva mai un momento per stuzzicare la sua ragazza.

"Concordo. Avrei il modo per eliminare completamente la porta, ma senza la finezza per farlo in maniera silenziosa o senza rischiare danni strutturali." Ammise anche Harry tra lo stupore generale dei nani che capirono subito l'enorme difficoltà e potenza che avrebbe richiesto lo sfondare una porta nascosta da rune nella roccia.

Luna intanto si era messa ad osservare la parete, ma forse il termine più giusto sarebbe stato avvertire, perché una volta di fronte chiuse gli occhi.

"AH!" esclamò la ragazza, spaventando Legolas e chi altro gli si era avvicinato, che incurante estrasse la sua bacchetta e produsse segni, rune e linee sulla parete.

"Ecco fatto! Il mio pezzo l'ho fatto, questa è la porta, o per lo meno il complesso di rune che protegge e può trasformare la parete davanti a noi in un ingresso, ci ho messo un po' perché la magia nelle linee si era un po' sbiadita, ma la magia nell'aria ha mantenuto bene le tracce." Disse Luna sorridendo, e quando vide lo stupore generale spiegò "Diciamo solo che ho uno sguardo del mondo molto più libero e particolare di quello della maggior parte delle persone."

Legolas non poté resistere e l'abbracciò facendola volare, era fiero di aver conosciuto Luna e si stava rendendo sempre più conto di quanto cara stesse diventando per lui. L'attacco poi da parte del padre e la paura che aveva sentito quando l'aveva vista cadere colpita da un dardo aveva risvegliato come un vento di tempesta dentro di lui, doveva proteggerla, senza di lei ormai era come se gli sarebbe mancato qualcosa.

C'era stato infatti tra i due, come tra Neville e Tauriel un lento avvicinamento, frutto sicuramente delle differenze culturali tra gli elfi e i due maghi da un altro mondo, ma quello che era nato come un leggero e quasi invisibile interesse nella camminata sotto gli alberi di Bosco Atro stava finalmente crescendo. Aiutò in tal senso scoprire durante le chiacchierate che essendo esseri dotati di magia, i cinque maghi avrebbero potuto rimanere in vita a lungo come gli elfi.

Unico scoglio che incombeva nei pensieri dei due elfi era 'Quando però sentirò la chiamata a tornare nelle terre dei Valar, potrà venire con me? O sarà preclusa la sua via poiché arriva da un altro mondo? Dovrò scegliere quindi tra la mia gente ed il mio cuore?'

Mentre le due coppie si scambiavano leggeri momenti d'intimità e occhiate ingenuamente pensate nascoste, tra le risate e gli scherzi del resto del gruppo, Hermione e Balin, il più erudito sulle rune naniche iniziarono a decifrare la funzione della porta.

Il nano si rese subito conto però che la giovane maga avrebbe potuto insegnare il mestriere a chiunque, anche ad un GranMaestro del regno di Khazad-Dûm, dove si dicesse avessero abitato i migliori inscrittori di rune del popolo di Durin. Decise quindi di limitarsi ad osservare e chiedere spiegazioni, come quando era ancora un giovane apprendista.

'Sarà utile che faccia notare la cosa anche a Thorin se possiamo convincere i maghi ad insegnarci anche solo qualche runa potremmo far ritornare l'età d'oro delle rune e le costruzioni del regno potrebbero ritornare ad essere le meraviglie del tempo deii nostri progenitori!' Pensò Balin mentre prendeva appunti con Hermione.

Quando ormai era pomeriggio inoltrato i due finirono di copiare e prendere nota di cosa volessero dire le varie rune e le varie linee, tornati insieme agli altri il gruppo si divise in tre: da un parte i più studiosi si misero a preparare un modo per aprire la porta senza far trapelare rumore o essenza magica e quindi senza avvertire in qualche modo il drago, qualora fosse nelle vicinanze della porta, una parte si mise invece ad organizzare l'esplorazione di Bilbo per capire dove andare e come, infine il terzo gruppo si mise ad organizzare la cena con quanto cacciato durante il giorno ed un servizio di ronda per la notte.

Quando tutti i gruppi avevano ormai cenato si decise di ritirarsi per la notte, l'indomani avrebbero iniziato l'esplorazione!

Fu una notte agitata per molti, tra chi sognava le ricchezze e la propria dimora ancestrale, chi di liberare la terra dal male personificato dal drago, chi pregustava la colazione, Ron e Bombur avevano fatto una strana amicizia e si vedeva che c'era del rispetto reciproco anche quando si rubavano il cibo a vicenda, soprattutto quando entrambi erano stati entrambi battuti ad una gara di mangiata da niente meno che Bilbo, insospettabile vincitore, finchè non fu spiegato che gli Hobbit hanno un metabolismo molto diverso sia dagli uomini che dai nani ed hanno bisogno di molte più calorie.

Lo steso Hobbit però non pensava alla colazione del giorno dopo, ne alla cena del giorno prima, nonostante avesse cucinato Harry in maniera divina, con tutto rispetto ai Valar. No, l'emozione principale era la paura, era quasi stato facile arrivare fin qui e dimenticare che sarebbe stato lui lo scout e scassinatore, 'Il primo a trovarsi di fronte il drago, il primo e da solo…'

Decise quindi di fare due passi per provare a cambiare i pensieri che ora non lo facevano dormire. E fu mentre passeggiava appena fuori dal campo sperando di schiarire la testa che s'imbatté in Harry, intendo ad osservare le stelle.

Solo all'ultimo il mago si accorse della presenza, e l'Hobbit era troppo nella sua testa per vedere dove stava camminando, alla fine ci fu una scena comica e una caduta da film.

"Per la miseria, davvero voi Hobbit sapete essere silenziosi!" Commentò Harry mentre si rialzava.

"E sappiamo stare anche con la testa fra le nuvole a quando pare!" Si lamentò Bilbo "Non so cosa mi è preso, ti chiedo perdono Harry non stavo proprio guardando dove andavo coi piedi!"

"Tranquillo. Anche io ero sovrappensiero, vedere così bene le stelle mi fa pensare che davvero siamo finiti in un altro mondo…" Commentò Harry, ammettendo il suo momento di debolezza "Mi sono fatto prendere un po' dalla malinconia, sai che avevo una fidanzata prima di essere trascinato nell'ultima battaglia contro il signore oscuro che terrorizzava il nostro mondo? Ginny, la sorella di Ron, capelli come fuoco e come fuoco la sua personalità, ci conoscevamo da anni ma le prime volte che mi incontrava non riusciva a dire nulla tranne qualche strano verso strozzato e poi finiva per scappare via imbarazzata."

"Da come lo dici, sembra che sia venuta a mancare prima che tu venissi esiliato qui, mi spiace per la tua perdita." Provò a dire Bilbo, non aspettandosi in una situazione simile con il giovane mago, anche perché sembrava sempre così sorridente, così sicuro e saldo.

"Grazie" Rispose Harry "Penso che la sua famiglia ce l'abbia ancora un po' con me, alla fine ero il bersaglio principale, lei solo una vittima degli eventi, una persona troppo coraggiosa per lasciare un amico o il suo fidanzato in pericolo e salvarsi la vita."

"Ma basta con le mie lagne, ho avuto modo di piangere e voltare pagina, solo sapere che abbiamo davanti a noi una battaglia finale, per di più contro un drago che sembra quasi su un altro livello rispetto all'ultimo signore oscuro affrontato, ha risvegliato qualche brutto ricordo… Dimmi cosa fai alzato tu a quest'ora della notte invece di riposarti!" concluse Harry aspettando una risposta da Bilbo.

L'Hobbit sostenette lo sguardo indagatore del mago solo pochi attimi prima di cedere "Paura, sono totalmente terrorizzato all'idea che domani debba entrare da solo e per primo in un enorme città sotterranea e per di più come riuscirò a giocare a nascondino con un drago mentre cerco una gemma mitica?" E dopo la tirata si sedette a terra tenendosi il viso coperto dalle mani.

Harry allora sedette con lui e mettendogli una mano sulla spalla disse "Hai ragione." E sotto lo sguardo incredulo continuò "Non dovresti andare da solo, se vuoi verrò io con te, posso rendermi invisibile senza la magia e seguirti, così in caso di aiuto posso essere il primo ad accorrere. Ci sarà qualche rischio in più ma in qualsiasi caso meglio avere qualche piano di riserva ed essere in due aumenta le possibilità che se succede qualcosa uno dei due possa tornare ad avvertire gli altri!"

"Per quanto riguarda l'altro pezzo del tuo discorso." E qui lo sguardo divenne più determinato che mai "Non dubitare mai delle tue capacità, molti degli elfi con noi, se ho sentito bene i discorsi di oggi, sono ancora increduli per le tue abilità, Tauriel e Ainwen, la sua vice, stanno aspettando di sfidarti ad una prova di abilità proprio perché non ci credono e non pensano sia possibile, soprattutto perché è successo nella loro foresta!"

"Quindi Bilbo Baggins, domani fidati di me e fidati di te stesso, perché io farò lo stesso!


Dall'incontro …

La mattina dopo le persone erano pronte, qualche cambio di piano minimo, e l'aggiunta di Harry non fu motivo di dispute per fortuna. Decisero di studiare un metodo per potersi rintracciare anche senza magia mentre erano invisibili, Luna naturalmente ebbe l'idea ed Hermione la rese possibile migliorandola.

Entrambi avrebbero avuto due pennarelli che lasciavano un segno dove coloravano solo per tre minuti, l'avrebbero usato per segnare informazioni ed il fatto stesso di essere fermi, scrivendo alla propria destra rispettivamente. In questo modo si sarebbero potuti orientare tra di loro.

Sia il mago che l'hobbit quindi entrarono dopo che Hermione finì di attivare la porta, e velocemente gli altri la chiusero dietro di loro, per evitare che spifferi o rumori da fuori disturbassero la ricerca.

Parlandosi a cenni i due decisero di avanzare, quando arrivarono alla fine del corridoi i due decisero di mimetizzarsi, Harry mostrando il suo mantello e Bilbo il suo anello, gingillo particolare che diede una strana sensazione al mago, ma non c'era tempo per discuterne ora, finito il tutto avremmo avuto tutto il tempo per studiarne le abilità.

Non era stato facile per Bilbo raccontare dell'anello, o del come se lo era procurato, però aveva trovato in Harry un amico sincero che a sua volta aveva raccontate parti importanti ed intime di se stesso la sera prima. Visto poi che il mago aveva già un artefatto simile, il giovane hobbit aveva deciso di confidare il suo segreto, definita un arma segreta micidiale, tra le abilità di Bilbo e le prodezze dell'anello avrebbe potuto scappare sotto il naso a chiunque senza battere ciglio.

Stando a breve distanza tra loro iniziarono quindi l'esplorazione, sempre in allerta e inorriditi dalla quantità di cadavere che trovarono in giro, chi era rimasto bruciato nei corridoi, chi senza ferite apparenti negli armadi o in piccoli anfratti, chi invece aveva perso parti del corpo nella lotta probabilmente. Il peggio però fu trovare scheletri troppo piccoli per essere nani adulti, dietro porte chiuse, abbracciati tra loro in un angolo come ad aspettare di essere salvati. La tristezza e la rabbia di queste scene creavano sembravano continuare ad aumentare, perché ogni corridoi ed ogni stanza portava i segni della malvagità del drago.

Quando però passarono alle sale più grandi notarono che le vittime erano molto meno, la notizia però non rallegrò i due perché entrambi sapevano che i primi che avevano trovato erano stati semplicemente risparmiati dal finire nello stomaco della bestia.

La ricerca continuò a lungo finché, probabilmente verso mezzogiorno, i due non arrivarono nella sala del trono, la più vasta delle caverne scavate dai nani, e li furono resi quasi ciechi dalla luce che, entrando da un sistema di specchi collegato all'areazione della montagna, si rifletteva sulla montagna di monete, gioielli e cristalli presenti.

Sembrava proprio che Smaug avesse deciso di raccogliere nella stessa stanza tutte le ricchezze della città, 'Adesso come la trova l'Arkengemma?' Pensò Bilbo davanti a quella spropositata ricchezza.

La mano di Harry sulla sua spalla lo tranquillizzò, per fortuna avevano trovato un modo sapersi individuare, altrimenti sarebbe stato difficilissimo cooperare, avendo poi la stessa mappa sapevano che strada avrebbero fatto ed il giovane mago aveva come compito principale quello di seguire Bilbo, quindi difficilmente si sarebbe separati a lungo e permettendo quindi ad entrambi di arrivare alla sala del trono insieme.

Fu però durante l'esplorazione della sala che si iniziarono a sentire dei rumori sospetti, i nostri eroi avevano finalmente scorso la famosa gemma, ma dovevano prenderla fisicamente per paura che la magia rivelasse la loro presenza al drago, la cui posizione era ancora sconosciuta.

Posizione che si scoprì essere un po' troppo vicina a Bilbo per i suoi gusti, aveva in mano la gemma e nello stesso istante quello che sembrava un opera in metallo si aprì, rivelando un enorme occhio protetto da una membrana.

L'urlo ed il volo, perché facendo un passo indietro iniziò a rotolare giù dalla montagna di monete, furono involontari ma decisamente rumorosi, tanto che nel secondo successivo all'occhio si unì il resto del muso, poi il collo le spalle, gli arti anteriori e poi il resto del corpo del drago fino alla coda.

Una bestia così non esisteva da anni nella terra di mezzo e guardandola Harry ebbe come primo pensiero 'Il drago della coppa Tremaghi sembra un cucciolo a riguardo! Sarei curioso di sapere Hagrid o Charlie cosa direbbero ora trovandosi davanti ad un gigante simile!'

Perché proprio come le leggende raccontavano, davanti a loro stava l'ultimo esemplera conosciuto dei giganti serpenti alati, discendente di Glaurung, ma simile ad Ancalagon per la presenza delle ali. 'Saranno 150metri di sputa fuoco volante e corazzato, siamo finiti!' Pensò Bilbo.

Nello stesso momento Harry si palesò davanti al drago e urlò, attirando la sua attenzione "Smaug, per i crimini da te commessi sei bandito dalle sale di Erebor! Esci e lascia questo luogo ai suoi legittimi proprietari, esci! Prima che la mia compagnia arrivi in rinforzo, sono disposto a darti una seconda possibilità se è possibile evitare un inutile conflitto."

Finito lo spavento, Bilbo capì che Harry stava parlando anche a lui, mentre distraeva il drago, e si fiondò verso l'uscita.

Quello che all'inizio sembrò un semplice rimbombo esplose in una fragorosa risata, Smaug infatti rispose "Un giovane umano, forse uno stregone anche, quale piacere avere ospiti dopo tanto tempo, perdonerò l'impertinenza solo perché è da tanto tempo che non faccio due chiacchiere, mi manca la compagnia e gli ultimi nani sono morti molti anni fa …"

"Per quanto riguarda la tua proposta, credo dovrò rifiutare, mi sento davvero a mio agio in codesta magione, e poi dover traslocare è una tale seccatura, una fatica immane dover spostare ogni singola mia moneta, ogni singolo mio cristallo, ogni singola MIA GEMMA!"

Mentre parlava si avvicinò al mago e le ultime parole si trasformarono in un ruggito, senza fiamme per fortuna, ma ugualmente devastante se non fosse stato veloce Harry a difendersi dal rumore.

"Quindi ora voglio sapere chi era con te qui poco fa e dove pensa di portare l'Akengemma!" "Che poi come fanno a pensare questi stupidi esseri che un drago non avverta quando lo stanno per derubare …"

Harry aveva capito che doveva guadagnare tempo e l'ultima frase sibilata dal drago gli diede la possibilità perfetta. "Stupido essere sarai tu, non solo ladro e brigante ma anche senza la classe che ci si aspetta da un essere della tua statura, cambi lingua sperando di insultare non capito chi ti sta di fronte!"

Smaug rimase scioccato, "Un parlatore della lingua segreta dei serpenti? Com'è possibile? Cosa sei in realtà?" Chiese guardingo tornando verso la fine alla lingua comune.

"Chi sono io?" Chiese Harry "Vengo da troppo lontano perché tu possa comprendere, la tua lingua segreta invece è un abilità che alcuni della mia famiglia hanno avuto con se da tempo immemore!"

"Impossibile, sono la progenie di Glaurung, grazie ai poteri del nostro creatore, può usare quella lingua ed in te non sento nessuna presenza oscura!" Smaug, finito di parlare, provò ad annusare l'aria ancora una volta "Infatti, non sento in … UN MOMENTO!"

Con un agilità non prevista il drago fece un paio di passi indietro "Cosa sei davvero? Com'è possibile che io senta un odore famigliare su di te? Famigliare ma impossibile, non puoi essere lui e nemmeno sei così vecchio … Non è possibile che tu sia un suo discendente lui non ne ebbe, era troppo superiore ai suoi simili per mischiarsi …" Smaug però venne interrotto dai suoi borbottii quando delle urla risuonarono da una delle ale secondarie collegate alla sala.


allo scontro!

Bilbo infatti era riuscito a portare la gemma a Thorin che non fece però in tempo ad ammirarla, perché dopo sentito che Harry si era scoperto per salvare l'hobbit chiamò a raccolta la compagnia, loro e gli elfi sarebbero entrati ad affrontare il drago, gli uomini del lago sarebbero riusciti per mantenere l'uscita sicura e il campo difeso, con la presenza di orchi e goblin in giro la sicurezza non era mai troppo.

Il nano quindi consegnò la pietra, resistendo all'impulso di ammirarla, a Luna che la mise in una delle loro sacche magiche al sicuro, e guidò il gruppo nei corridoi con il vento ai loro piedi mentre pregavano tutti che Harry stesse riuscendo a distrarre il drago abbastanza a lungo.

L'arrivo dei suoi compagni segnò l'inizio della battaglia anche per Harry che decise di capitalizzare la distrazione del drago e riuscì a ferirlo, superando la protezione della membrana con un incantesimo perforante, togliendogli l'uso dell'occhio destro.

In risposta al dolore Smaug inondò di fuoco la sala e solo i maghi poterono evitare che i loro compagni venissero immolati dalle fiamme gettate contro di loro. Quando però il flusso si spense nugoli di frecce iniziarono a piovere ovunque, cercando anche solo un punto debole, senza però trovarlo, la corazza del drago sul dorso, la testa, le zampe o le ali era impenetrabile, i nani intanto si erano diretti verso i piani più alti vicini alle fortificazioni, dove speravano di trovare qualche rimasuglio delle famose lance forgiate nella vecchia città, l'unica vera arma a loro disposizione che avesse qualche possibilità di infliggere delle ferite.

Anche i maghi si trovarono ben presto a lottare contro la disperazione, le rosse squame erano impenetrabili, sembravano quasi riflettere ogni tipo d'incantesimo, e lanciargli contro o fargli piovere qualcosa contro non ebbe risultati migliori, l'occhio sinistro era l'unico punto debole per i loro incantesimi, peccato per loro Smaug aveva imparato la lezione e si affidava più agli altri sensi, estremamente affilati, oltre che a continue vampate di fuoco.

Quest'ultime stavano prosciugando le riserve magiche dei cinque, che continuamente dovevano creare scudo per proteggere i compagni o guarire le ferite, più che direttamente dal drago, morte sicura per la vittima, dai danni che il suo muoversi creava, calcinacci, pietre che esplodevano o si scioglievano, queste erano le cause delle ferite più diffuse.

Probabilmente solo un incantesimo molto concentrato e rinforzato avrebbe potuto ferire la bestia ma per quelli ci voleva tempo e Smaug non ne stava concedendo per nulla.

Fu Ron però a ricordarsi delle parole di Bard sull'eventuale unico punto debole del drago, schivando a mala pena una zampata ed un paio di fiammate, riuscì ad arrivare dietro la stessa colonna in cui si trovava Harry ed a lui descrisse la sua idea.

'È un'idea pessima, ma è forse l'unica speranza per riportare a casa la pelle.' Pensò Harry che orami sapeva di non poter tenere nascosto il suo segreto, sapeva bene che ci sarebbero state delle ripercussioni, anche gravi immaginava sentite le storie durante il loro viaggio.

Il giovane passò quindi la famosa spada di Godric Griffondoro all'amico di sempre e si gettò allo scoperto, tra le urla e la costernazione dei suoi compagni. Creò poi uno scudo per proteggersi dalla fiammata del drago e girandosi verso Thorin che sapeva essere su una balconata urlò "Thorin, ti chiedo scusa di aver tenuto questa cosa segreta a te ed alla compagnia, ricordati le mie parole IO SONO SEMPRE LO STESSO HARRY!"

E nell'urlarlo, il suo messaggio si trasformo in un ruggito, sempre più profondo e pericoloso, così il suo corpo iniziò a cambiare.

Davanti allo sguardo incredulo di Smaug e dei suoi compagni il suo corpo si allungò, dalla schiena spuntò velocemente una lunga coda e due membrane come ali, il collo si allungò così come la mascella ed a partire dalla sua fronte fino alla punta della sua coda una serie di corna come spine uscirono.

Il corpo di Harry continuava intanto a crescere e mentre cresceva si riempiva di squame, i suoi artigli si allungavano, le membrane della schiena poi si unirono alle zampe anteriori e formarono un set di ali non dissimile da quelle dello stesso Smaug.

Nello stupore generale, come un affascinante spettacolo mortale, davanti alla bestia che fino a prima aveva continuato a sputare fuoco, comparì un secondo drago, nero come la notte, gli occhi verdi come due enormi smeraldi, con il dorso pieno di spine ed una coda che sembrava una mazza chiodata.

L'incantesimo fu spezzato quando Ron esclamò "Miseriaccia, non ricordavo fossi cresciuto così tanto negli ultimi mesi Harry! Comunque sia, spaccagli il muso amico!" E come tutti batté in ritirata perché non ci voleva un genio a capire che nel prossimo secondo lo scontro sarebbe salito ad un livello in cui loro potevano fare poco.

Infatti Smaug, preso dalla rabbia che un suo simile si fosse alleato con le altre razze per sottrargli il suo tesoro (Quale altro motivo poteva esserci per convincere un drago a combattere?) e lo avesse raggirato con storie milleggianti paesi lontani e ascendenze mistiche, caricò come una furia Harry e il colpo tra due esseri delle loro dimensioni fece perdere l'equilibrio quasi a tutti quelli ancora nella sala.

Chi riuscì ed ebbe il coraggio di affacciarsi poté raccontare di uno scontro leggendario, due esseri più alti di 100metri si stavano brutalmente attaccando davanti ai loro occhi. Molto simili tra loro se non per il colore e la presenza di molte spine sul dorso del drago nero, lo scontro non era impari, l'esperienza di smaug a combattere con queste fattezze si stava facendo notare e nonostante la perdita di un occhio e il fatto che Harry avesse gli artigli più affilati.

Quando ormai però tutti stavano pregando che il drago nero potesse vincere, magari ferendosi mortalmente speravano inconsciamente molti dei nani e degli elfi, uccidendo così Smaug, quest'ultimò riuscì a ferire rovinosamente il muso dell'avversario, lasciando dei segni enormi nella vicinanza dell'occhio che lo stesso Harry aveva tolto prima al drago rosso.

"Ah!" esclamò Smaug "Traditore della tua specie, si vede che sei solo un cucciolo troppo cresciuto non hai alcuna speranza davanti a me, sottomettiti e potrei pensare di salvarti la vita, siamo rimasti pochi alla fine noi draghi!"

"MAI!" Rispose Harry, che con un ultimo sforzo spinse Smaug contro la parete, rivelando a tutti il suo ventre.

"Cosa speri di ottenere? Le mie squame sono comunque troppo resistenti per le armi dei tuoi compagni! Non riusc…" Le sue parole non finirono perché vennero sovrastate da un grido.

"Wingardium Leviosa!" Ron con la mira che aveva affinato negli ultimi anni spedì la spada contro la bestia, proprio nel punto dove Bard aveva raccontato fosse la squama rovinata, l'unica imperfezione nell'armatura del drago.

Fu un attimo di silenzio in cui la lama trafisse la pelle di Smaug come fosse burro, Ron aveva metto tutta l'energia rimasta in quell'incantesimo, poi iniziò l'urlo di dolore, quando il veleno del basilisco iniziò a corrodere il sangue e gli organi del mostro.

Il quale non riuscì nemmeno a dimenarsi perché Harry riuscì fino all'ultimo nonostante le ferite e la stanchezza a tenerlo fermo.

Quando finalmente Smaug esalò l'ultimo respiro il giovane animago lo lasciò cadere a terra con un frastuono, poi si girò verso il fondo della sala dove stavano accorrendo i suoi compagni e arrivano con due passi nelle loro vicinanze svenne poco dopo aver ripreso le sue sembianze originali.