Testo storia
'Pensieri'
"Discorsi"
"URLA"
Incantesimi
"Lingua dei serpenti"
Finalmente Re sotto la Montagna
Harry si sveglio al suono di bisbigli agitati e discussioni animate ma a bassa voce non lontano da se, sembrava che i nani fossero decisamente turbati per qualcosa e che i miei quattro amici stessero provando a calmarli, il giovane capì con un momento di ritardo che probabilmente lui era la causa della frizione nel loro gruppo, decise quindi di alzarsi, anche perché sembrava mattina quindi doveva aver dormito tutto il pomeriggio e tutta la notte dopo la battaglia.
Capì anche che aveva parte della testa coperta e quindi non riusciva a vedere bene da un occhio, 'ma solo per il gonfiore sembra' pensò il giovane sollevato dal non dover diventare come il caro vecchio Malocchio.
I suoi movimenti portarono il silenzio nella compagnia, tutti si erano accorti che ormai era sveglio e non pochi si misero in posizione ad estrarre le proprie armi in caso di bisogno, siano essi nani, elfi o uomini.
Questo però non scoraggiò i suoi quattro amici a lanciarsi verso di lui per festeggiare il suo essersi ripreso.
"Miseriaccia Harry, mi hai fatto prendere un colpo!" Iniziò Ron.
"Quando ti abbiamo visto svenire…" Hermione non finì la frase che lo stava già stritolando in uno dei suoi inconfondibili abbracci.
"Ci hai fatto preoccupare, ma sapevamo che ce l'avresti fatta!" disse Neville con qualche pacca sulla schiena.
Luna si limitò ad un abbraccio ed a uno dei suoi soliti sorrisi. Dietro di lei, guardinghi ma decisi arrivarono gli elfi, 'Se luna dice che non ci sono problemi, allora mi fido!' così pensava Legolas deciso a dimostrare la fiducia per la persona di cui era innamorato, e anche lui come Tauriel e quindi poi con qualche imbarazzo tutti gli elfi di conseguenza lo ringraziarono per quanto fatto contro Smaug.
Niente permette di fare un rapido calcolo mentale delle proprie priorità più del rischiare la propria vita o vedere il rischio che corre chi ami, finita la battaglia infatti, nei festeggiamenti della notte quando tutti capirono che erano tutti quanti vivi e vegeti, nessun morto o ferito grave o reso disabile, sia Legolas che Neville trovarono il coraggio di confessare i propri sentimenti, altamente ricambiati da due ragazze che stavano solo aspettando di sentire quelle parole.
Gli uomini del lago anche se diffidenti all'inizio non resistettero molto, alla fine si trattava di uno dei loro salvatori, e se si poteva trasformare in un enorme drago, meglio tenerselo amico.
Un po' più difficile fu il momento in cui i nani vennero a lui incontro, si capiva dallo sguardo che alcuni di loro, i più vecchi e più a lungo a contatto con le storie dei draghi come delle guerre trascorse a nord tra i serpenti del cielo e la stirpe di Durin, erano i più restii ad avvicinarsi, per fortuna Fili e Kili decisero di trattare Harry come sempre, giusto con qualche battuta in più sull'alito e il suo nuovo modo di acconciare i capelli da trasformato. Con i più giovani a non farsi problemi furono Balin, troppo saggio per non credere nelle parole degli altri quattro maghi, e suo fratello Dwalin, che rispettava Harry come un onorevole guerriero qualunque fosse la sua forma o l'abilità.
Thorin fu una sorpresa, si avvicinò deciso e con la faccia imperscrutabile , allarmando leggermente tutti i presenti, ma invece di tirare un pugno o iniziare uno scontro come alcuni pensavano, abbracciò il giovane mago e con le lacrime agli occhi lo ringraziò, perché anche grazie a lui finalmente potevano avere la loro casa indietro.
A quel punto anche i pochi testardi rimasti brontolarono semplicemente che non ci si poteva neanche più fidare delle storie, 'In tutte le storie il drago nero è cattivo, perché qui ce n'è uno buono?'. Questo riaprì un secondo giro di bevute per festeggiare a cui non si sottrasse nessuno dei presenti.
Ora che erano tutti svegli e presenti bisognava organizzare le prime opere di pulizia delle città, spostando soprattutto il drago dalla sala e controllando che la presenza della bestia non avesse creato qualche maleficio, come la famosa malattia del drago.
Luna si ricordò inoltre che in suo possesso aveva ancora l'Arkengemma e decise con i suo compagni maghi che avrebbero restituito la pietra a Thorin dopo averla modificata in modo che la città finalmente libera di Erebor potesse avere un re con una vera corona.
Ai dubbi dei nani che negli anni avevano provato inutilmente a modificare la gemma con tutte le loro tecniche, la risposta di Neville fu semplicemente "Magia!".
Fu così che mentre Luna ed Hermione lavoravano alla pietra, gli elfi presero il posto degli umani nel fare la guardia alla città, troppo tempo sotto terra con un drago, volevano tutti vivere con più aria possibile intorno, mentre nani, uomini ed i tre maghi rientravano per vedere cosa poteva essere sistemato.
Nel frattempo erano stati inviati due messaggeri, uno a Bard per avvertirlo della vittoria e del bisogno di mandare gli ottanta uomini promessi, ed uno a re Thranduil con notizie simili e la richiesta di viveri, perché di prima mattina Thorin aveva mandato un tordo con un messaggio di vittoria e speranza ai cugini dei Colli Ferrosi, che ospitavano il suo popolo in esilio. Si aspettava sarebbe quindi arrivato prima un distaccamento armato che avrebbe permesso agli uomini ed agli elfi di tornare alle loro dimore.
Quando ormai era pomeriggio inoltrato ed una prima visita alla città era stata fatta, con qualche problema sistemato dall'evocazione di tre Patroni in modo che l'energia positiva facesse rinsavire dalla cupidigia i nani più colpiti, si ritrovarono tutti al campo insieme dove in una piccola cerimonia Balin, il più anziano e colui che conosceva meglio le tradizioni, incoronò Thorin Re sotto la Montagna.
I presenti non sapevano se essere più colpiti, soprattutto i nani, e commossi dalla notizia che finalmente Erebor poteva tornare in vita o dalla magnificenza della corona, le due streghe erano riuscite in una epica impresa, con una dose di fortuna avevano ammesso alla fine le due.
L'unico incantesimo capace di scaldare la pietra era una fiamma pericolosa poco meno potente di una fiamma di drago e l'avevano salvata come ultimo tentativo proprio nella difficoltà a controllarla, fortuna vuole che fosse un fuoco magico capace di bruciare anche spiriti maligni e spettri. Infatti, quando la fiamma iniziò a scaldare un grido si levò dalla gemma, molto simile al grido di un essere immondo, qualcosa di molto simile agli Horcrux della guerra con Tom.
Per fortuna avevano eretto un paio di barriere per avere privacy e nessuno aveva sentito l'urlo. In compenso la gemma sembrava quasi brillare ancora di più ora che era libera da qualsiasi entità o maledizione la stesse abitando.
Da qui il lavoro fu facile, riuscirono a darle la forma che volevano come una banda sottile che sopra il viso di Thorin diventavano due asce ribaltate incrociate a tue martelli alzati, con sette stelle a completare il disegno, come la costellazione di Durin.
Le rune incise avrebbero permesso a chi l'indossava di avere la mente protetta da chi voleva leggergliela o dominarla, avevano incluso poi un Intanto Patronum nella banda per evitare che qualsiasi spirito o essere oscuro potesse indossarla o toccarla, forse nemmeno starle vicini con facilità. Bilbo disse una volta descritte le protezioni che gli ricordava la corona dei Silmaril delle leggende, per la protezione e la luce che infondeva la gemma.
Fu quando la cerimonia era finita che i messaggeri tornarono con buone e cattive notizie, gli orchi si stavano mobilitando, Azog il profanatore era al comando con bande di Warg e goblin, troll delle montagne e orchi di Gundabad, ma allo stesso tempo anche gli eserciti dei popoli liberi erano in viaggio, sarebbe fortunatamente arrivati prima degli orchi perché più vicini, ma se la battaglia contro il drago era finita, la guerra con gli orchi era appena iniziata.
Erebor si prepara
La mattina dopo l'arrivo dei vari messaggeri, la compagnia e tutti gli uomini ed elfi presenti si riunirono, nel frattempo erano arrivati anche tutti gli uomini abili andati a Dale con Bard, gli altri si sarebbero rifugiati ad Esgaroth, una volta staccata dalla costa infatti sarebbe stato impossibile attaccarla, vista la totale inesperienza degli orchi o dei goblin con navi. Retaggio del fatto che Ulmo avesse maledetto ogni stirpe creata da Melkor con l'impossibilità di resistere nel suo dominio.
Una riuniti quindi si iniziò a pensare a come prepararsi per l'arrivo delle armate di Azog, andava innanzitutto spostato Smaug, così da creare posto all'interno della città per i feriti e l'ultima linea di difesa, poi andava fortificato l'ingresso. I cinque maghi si sarebbero presi la briga di spostare il drago ed iniziare a pulire l'aria dalla sua immonda presenza, i nani e gli uomini avrebbero iniziato le costruzioni con l'aiuto di Legolas e un altro elfo per far tener conto anche delle esigenze degli eserciti elfici, il resto degli elfi con Tauriel avrebbero creato un cordone di sentinelle per la sicurezza dei lavori e per intercettare qualsiasi esploratore nemico a portata di tiro.
La prima linea di difesa sarebbe stato un semplice fossato, semplice solo grazie ai cinque maghi che velocizzarono terribilmente il lavoro, profondo quattro metri e con pali appuntiti alla base, la terra tolta venne accumulata creando un muro di tre metri ed abbastanza largo da ospitare due file di uomini alla sua sommità, c'erano solo due ingressi, pieni di sorprese magiche pronte all'uso.
Per evitare che con il via vai di gente che lavorava o con l'arrivo degli alleati le trappole potessero accidentalmente entrare in funzione, Hermione aveva escogitato una runa che avrebbe protetto, come una membrana il meccanismo, solo una data parola detta nella sua vicinanza avrebbe fatto sciogliere la membrana e liberato il meccanismo.
L'intera costruzione sarebbe stata divisa in tre reparti, i due laterali con la porta annessa sarebbero stati controllati: a sinistra dalle due armate di guidate da sire Celeborn e dai figli di sire Elrond, e a destra dai nani ed i due contingenti degli uomini. La parte centrale sarebbe stata presidiata dal reparto in arrivo da Bosco Atro.
Qualora ci fosse stata una breccia o un reparto di fosse trovato in estrema difficoltà, si sarebbero tutti dovuti ritirare al secondo livello, simile al primo ma cun tre porte, una per reparto, le due più lontane e arretrate però, una volta invase, sarebbero state fatte saltare chiudendo quei due ingressi. Anche qui l'invasore avrebbe dovuto aver a che fare con varie trappole sparse per il terreno e protette da una seconda parola, diversa dalla prima.
Il terzo livello sarebbe stato all'ingresso della città con un muro di scudi sulla porta, mentre si sarebbero formate tre linee di arcieri sulle torri in rovina ai lati e dentro la città. C'erano voluti parecchi Reparo prima di riuscire ad avere un paio di postazioni in quelle torri, il fatto che fossero facili da far crollare rese facile immaginare cosa si poteva fare come ultimo livello di difesa, in caso di assedio e perdita di ogni contatto esterno alle porte.
All'interno della città, grazie all'opera di Luna e Neville si decise di organizzare un ospedale da campo per i feriti e, speravano tutti, per curare i vincitori sopravvissuti. Ron aveva dimostrato al sua efficacia a livello strategico e stava con Thorin, Balin, Bard e Legolas approntando le ultime modifiche alle tattiche e alle manovre da usare per ogni gruppo a seconda delle proprie capacità.
Hermione invece, aiutata dai nani più precisi: Bifur, Nori ed Ori, si era messa ad incidere rune sui muri ed i pali usati nei fossati, i nani incidevano e lei attivava lo schema. Dwalin aveva chiesto se esistevano rune per rendere indistruttibili armature, scudi o armi, ma quelle di quel tipo funzionavano meglio sulla roccia o sulla terra, potevano sì essere iscritte sul metallo o sul legno, ma il constate influsso di magia dall'ambiente, per renderle come descritto dallo schema runico, avrebbe reso fragile il materiale fino a farlo esplodere dopo un certo punto.
"Immagina la scena di combattere ed avere la tua spada che ti esplode in mano durante la battaglia, ottimo solo per azione suicide. Non siamo neanche ora riusciti a capire se esiste un numero massimo di colpi prima che ciò avvenga..." Concluse la spiegazione Hermione.
"Ecco perché le stai mettendo sul legno invece, anche se esplodono nel fossato noi siamo protetti!" Esclamò Bilbo che stava ascoltando.
"Già, Harry è il nostro esperto nello scoprire modi nuovi per difendersi e combattere, è sempre stato il suo talento. Pensate che nel nostro mondo ha passato meno di un anno ad addestrare dei ragazzini a difendersi e ci riuscì talmente bene che in poco meno di dieci riuscimmo a tener testa a dei violenti maghi oscuri che volevano attaccarci, ed erano il doppio più numerosi." Disse la strega per far capire come mai nessuno avesse commentato quando Harry aveva deciso che si sarebbe occupato lui di seminare qualche sorpresa per gli orchi.
Dopo la spiegazione, il termina -Sorpresa- assumeva un significato davvero pericoloso, ed il rispetto per il giovane mago aumentò considerevolmente tra i presenti.
Con la runa trovata da Hermione e la possibilità di sbizzarrirsi, Harry diede libero sfogo a tutta la sua creatività, la battaglia sarebbe stata la dimostrazione che lui era un degno figlio dei Marauders di Hogwarts.
Tutti erano all'opera e verso la fine della giornata il primo livello di difesa era stato ultimato, dopo una veloce cena erano tutti nelle proprie tende a riposare, l'indomani sarebbero arrivati i loro alleati.
Il mattino infatti arrivò come promesso e con lui i primi esploratori, si era deciso che Thorin avrebbe accolto suo cugino Dain II, per spiegargli la situazione evitando incontrasse per primo gli elfi e si potesse in qualche modo evitare un problema, Legolas e Tauriel avrebbero accolto il contingente del loro popolo, mentre Harry e Bard avrebbero accolto il gruppo di Imladris con il gruppo dei Dunedain del Nord.
I tre gruppi di ambasciatori si misero in marcia per venire incontro ai rispettivi gruppi, Legolas fu il primo a raggiungere il suo gruppo, guidato da suo padre Thranduil e da Gandalf, che salutò calorosamente vista la lunga amicizia che li legava, con il padre ci fu qualche imbarazzo ma si capiva che era più per l'ignoranza di come indirizzare quello che era avvenuto tra loro più che per dell'astio ancora presente.
Il re sorprese tutti e decise di fare la prima mossa, togliendosi l'elmo, mostrando le ferite che aveva sempre nascosto, e andò ad abbracciare il figlio.
"Ti chiedo perdono Legolas, la rabbia e la paura mi hanno fatto sragionare ed ero cieco alla sofferenza che stavo infliggendo a te, se nel tuo cuore trovi la forza per farlo accoglimi ancora come tuo padre." Disse Thranduil che iniziava a commuoversi.
"Ne ho sempre avuto solo uno di padre e non voglio perderlo!" Rispose Legolas mentre rispondeva all'abbraccio.
Sarebbe stato un momento davvero commuovente se non fosse che, sciolto l'abbraccio, il re decise di chiedere "Quando hai intenzione di presentarci chi hai scelto come regina allora? Ho notato che hai scelto l'unica dama umana con lo sguardo che può rivaleggiare dama Galadriel." Le risate di quelli attorno a loro bastarono a coprire qualsiasi imprecazione uscisse dalla bocca dell'elfo imbarazzato.
"Ma saranno questioni per più tardi, il mio esercito deve arrivare in tempo per aiutare a fortificare la città di Erebor, Gandalf non vede l'ora di salutare la compagnia ed io devo delle scuse ad un sacco di gente, spero solo di riuscire a renderle accettabili." Aggiunse il re.
"Ci riuscirai, Thorin si sta dimostrando degno della corona che indossa e saprà rispondere con giustizia ad un cuore sincero." Con queste parole il contingente si rimise in marcia verso le fortificazioni.
La battaglia si avvicina
Mentre si allontanava Thorin era preoccupato, sarebbe riuscito a convincere suo cugino a combattere al fianco degli elfi? Dalle notizie dei primi messaggeri l'esercito di Azog era forti di almeno ventimila tra orchi, goblin e mannari, c'era bisogno di tutto l'aiuto possibile.
'Ora capisco la frustrazione di Gandalf quando m'impuntai nel non voler andare da sire Elrond.' Pensò il nano avvicinandosi alle guardie del cugino.
"Salute a te cugino, ti accolgo come un fratello e ti ringrazio per l'aiuto che hai dimostrato sia negli anni passati che oggi venendo qui." Iniziò a dire Thorin.
"Che cosa vuoi che sia, la famiglia prima di tutto, soprattutto se ci sono orchi da mettere in riga, o meglio: sotto terra!" Rispose al saluto Dain.
"Per l'appunto, sono riuscito a trovare degli alleati contro gli orchi." Non fece in tempo a proseguire che il nano lo prese per le braccia e disse raggiante "Davvero, chi è riuscito a venire in nostro soccorso, quali reggimenti dei Vastifasci o dei Barbafiamma? O forse qualcuno dei Pugniferro ha deciso di accorrere alla chiamata del popolo di Durin? Dalle nazioni di Piediroccia, Barbedure o Nerachiave non può essere, sono troppo lontani ad est."
Thorin prese un gran respiro e interruppe il cugino dicendo "No, gli unici nani con cui combatterai sono quelli che ti hanno seguito dai Colli Ferrosi ed i miei compagni della compagnia. E si troverai gli ultimi uomini di sopravvissuti di Dale ed un gruppo di Dunedain del Nord, ma non solo uomini saranno nel nostro esercito."
Dain chiese allora "MA, allora chi?" E dopo un momento "NO, non puoi essere serio! A fianco degli orecchie a punta? Capisco che gli uomini siano una marmaglia poco utile alla battaglia a confronto di noi nani e che non si possa fare gli schizzinosi quando si vuole spaccare qualche testa agli orchi, ma tra tutti proprio a loro? Sono gli stessi che hanno preferito vedere bruciare la città che uscire dalla loro immacolata foresta!"
"ED INVECE sono serio!" Con una calma ed una regalità che pochi potevano eguagliare Thorin spiegò com'erano andate le cose e fece capire al cugino che non era possibile vincere senza gli elfi, "A meno che non tu voglia rimanere sotto assedio mentre si spera che un esercito nanico sia pronto a balzare fuori da sottoterra magicamente!"
"Se devo allearmi con gli elfi per avere mille combattenti in più e fare in modo che anche solo un nano in meno muoia per colpa di quelle bestie, parliamo di ventimila orchi e goblin, lo farò! Pagherò perfino loro il dovuto per l'aiuto ed il sangue versato, e sappi questo: penso che morire, anche se con orgoglio, combattendo dei cani rabbiosi non valga la pena. No, le bestie senza cervello le si uccide a distanza o senza sudarci sopra, perché si tratta solo di eliminare degli scarti, nient'altro." Concluse Thorin.
Dopo un attimo di silenzio Dain iniziò a ridere "AHAHAHAHAH" e con lui tutti i suoi consiglieri e le guardie presenti, "Ben detto cugino, si vede che hai la stoffa per essere re! Così sia quindi, sopporteremo la puzza di legno e frutti di bosco, ma solo perché ce lo chiede il Re Sotto la Montagna! Avanti soldati, abbiamo una battaglia da vincere ed una città da proteggere!"
Così finalmente l'esercito dei nani si rimise in marcia verso Erebor, con canti di guerra e di vittorie passate.
Nello stesso momento Harry e Bard venivano ricevuti dai figli di Elrond e dal comandante degli uomini del nord.
"Che i Valar siano con voi." Esordì il giovane mago, quando fu fatto entrare insieme a Bard nella tenda dove si trovavano i comandanti dei due schieramenti, "Mi chiamo Harry Potter e vengo con Bard della città di Dale per scortarvi alle fortificazioni di Erebor."
"E così siano anche con voi, sono Halbarad, capitano dei Dunedain del Nord, e con me sono Elladan e Elrohir, figli di sire Elrond." Disse l'uomo alto dai capelli scuri in piedi davanti al tavolo da campo.
"Salute a voi, sia da parte mia, Elladan, che da parte di mio fratello. Vi ringrazio per l'aiuto e spero possiate spiegarci cammin facendo quali sono i vostri piani per la battaglia." Continuò uno dei due elfi, indistinguibili tra di loro, 'Spero non siano come i gemelli o Ron potrebbe avere un infarto!'.
Mentre si stavano mettendo in marcia fu subito chiaro a tutti che l'uomo del nord era sicuramente troppo serio per Harry, che invece trovò delle anime affine nei gemelli, Bard quindi prese su di sé con molta calma il compito di spiegare al capitano cosa si stesse preparando per le difese, trovando più facile parlare con un altro essere umano che con dei principi elfici.
Quelli stessi principi che stavano continuando a ridere ad ogni spiegazione che il giovane mago dava sul funzionamento delle varie trappole istallate nel campo davanti alla porta della città.
Fu quindi senza intoppo che i tre gruppi si ritrovarono davanti alla città, appena oltre il primo livello delle fortificazioni, qui infatti si era deciso di ritrovarsi per costituire il consiglio di guerra e definire una volta per tutte posizioni e tattiche.
Thorin che si trovava già all'interno della tenda accolse calorosamente tutti quelli che erano arrivati, molto toccante fu il momento in cui Thranduil formalmente decise di scusarsi con il sovrano per il torto arrecato nella sua città, momento quasi subito distrutto dallo sbuffare di Dain che decise però di non commentare e permise al re elfico di allontanarsi senza problemi.
Una volta che tutti si furono presentati con il numero di forze portati con sé, fu possibili anche mettere al corrente degli spostamenti degli orchi, la notizia più pressante.
Disse quindi Thorin "Davanti a me avete la mappa della piana di Erebor, come vedete abbiamo diviso il terreno in tre settori, ognuno con i suoi tre livelli di difesa e le strade per muoversi, alla conta finale siamo: 1'103 nani, 143 uomini del nord, 347 uomini di Dale ed Esgaroth, 6 stregoni, 500 elfi di Lothlorien, 500 elfi di Imladris e 2'000 elfi di Bosco Atro, in totale 4'599 soldati. I nostri scout ci dicono invece che Azog ha dato fondo alle fortezze di Dol Gundur e Gundabad, verrà a noi incontro con forze pari ad almeno 30'000 unità, tra goblin, come numero maggiore, Orchi di Gundabad, mannari e crediamo forse un centinaio di troll. Non sappiamo se pensa di attaccarci solo di notte o se ha un modo per proteggere i suoi troll, ma penso sia meglio prepararsi al peggio e dare per scontato che abbia un metodo."
"Dai movimenti osservati dai nostri esploratori, sono entrati in tunnel scavati dai mangiaterra a due giorni di cammino da qui, muovendosi senza problemi e dando qualche ora per riposarsi prima di entrare in battaglia, potrebbero arrivare tra domani sera e il mattino dopo." Disse Balin, uno dei pochi nani a saper parlare la lingua dei tordi che ancora abitavano la montagna.
"Bene allora, abbiamo una giornata e poco più per finire di preparare al meglio la festa di benvenuto, ognuno vada dove sente di essere più utile, tra le fortificazioni qui fuori, l'ospedale da campo all'ingresso della città e l'ammassamento delle risorse per le difese nei punti segnati sulla mappa." Così Thorin cancellò la seduta e mise in moto tutti i presenti.
La battaglia è cominciata
Le costruzioni erano pronte, le risorse in posizione ed i soldati dei tre reparti erano anche riusciti a fare qualche manovra per provare le tattiche previste.
Mentre i soldati riposavano, era da poco iniziata la sera in cui si prevedeva arrivassero gli eserciti orchi, si iniziò ad avvertire un leggero tremito dalla terra, alcuni dei cavalli si stavano innervosendo, le capre ed i cinghiali da guerra dei nani iniziarono a mostrare un livello di agitazione poco normale.
Questo fu il primo segnale, poi il tremito aumentò e nella spianata appena fuori dal primo livello difensivo comparirono tre grossi buchi, con dei mostri, simili a vermi ma con bocche piene di zanne, al loro interno. Fu facile capire perché venissero chiamati mangiaterra, anche da chi li vedeva per la prima volta.
Alcune delle vedette, una volta che gli enormi mostri si furono ritirati nel terreno, notarono poi che sulla sommità dalla collina vicina venivano montate delle strane costruzioni lignee con delle bandiere, fu Halbarad dei dunedain a notare che probabilmente quello era il centro di comando e con quelle bandiera Azog probabilmente pensava di dirigere la battaglia.
A quel punto un corno fece capolino e attirò l'attenzione degli eserciti dei popoli liberi, come risposta una serie di urlì trapelò dai tre ingressi e come un fiume nero l'esercito oscuro fece il suo ingresso.
A quel punto ogni soldato corse alle sue postazioni in attesa dello scontro. Purtroppo era notte e quindi solo gli elfi o migliori arcieri del nord presero mano agli archi, solo loro potevano sperare di centrare il bersaglio a quell'ora, anche le baliste dei nani erano state posizionate al secondo livello, per evitare che nell'eventuale ritirata dalla prima linea di difesa il nemico riuscisse a catturarle.
Azog decise di mandare avanti metà della sua cavalleria di mannari e goblin, seguiti da una formazione di goblin con scale e rampiconi per un primo assalto alle postazioni difensive e poi, più lenti, un gruppo di troll con tronchi per provare a sfondare i due portoni. Seguivano a distanza ma pronti ad entrare in combattimento un secondo gruppo di goblin ed un reparto di Orchi di Gundabad, grossi più di un uomo, corazzati ed armati.
Le bande di mannari furono fermate dalle trappole dei nani, semplici sfere con punte affilate nascoste nel terreno e difficilmente visibili di notte mentre si corre e si schivano le frecce nemiche, quando la prima linea rallentò per il dolore alle zampe si creò un tappo che favorì gli arcieri, vennero così mietute le prime vittime.
Il reparto dei goblin in arrivo però aveva degli ordini precisi e in una scena altamente brutale superò i mannari feriti ma ancora vivi, senza fermarsi ed in due punti creando più morti delle frecce elfiche.
Quando fu a portata delle scale o a tiro dei rampiconi, il reparto di Azog subì invece gli effetti delle prime trappole di Harry, con esplosioni colorate e nubi di fumo fluo, le vittime si trovarono a stringere la versione spuntata e peluches delle proprie armi, oltre che essere ricoperti di un liquido che s'illuminò al buio, aiutando anche gli arcieri meno esperti a prendere le mira al buio.
Tra quelli uccisi dalle frecce e quelli finiti nel fossato perché accecati dai fumi o dal liquido fluorescente, furono pochi a raggiungere le fortificazioni, pochi e disarmati non poterono resistere contro gli eserciti sugli spalti, dei circa cinquemila goblin, duecento mannari e venti troll, solo un centinaio di goblin riuscì ma ritirarsi.
Purtroppo però i troll prima di essere tutti uccisi dalle lance e le frecce dei difensori riuscirono a danneggiare parte dei portoni e a riempire coi loro cadaveri e quelli dei goblin sezioni del fossato, creando così delle teste di ponte aggiuntive.
Azog sapeva che sarebbe stato uno scontro brutale, ma aveva le sue armi segrete e aveva preparato soldati a sufficienza, l'unico dubbio che ebbe fu per le strane trappole, ma era stato avvisto dal suo Signore Sauron che tra i difensori ci sarebbe stato uno strano stregone, unico bersaglio da catturare vivo e consegnare a lui.
Senza perdere tempo allora comandò la seconda ondata, non erano passate neanche due ore dall'inizio della battaglia, aveva tempo prima dell'alba.
I difensori videro allora avanzare verso di loro un numero doppio di attaccanti, c'erano quasi diecimila goblin, con varie scale e armi d'assedio, una cinquantina di troll sempre con tronchi o mazze enormi e, per il terrore di chi ne conosceva la forza, un migliaio di orchi di Gundabad, con armatura e armi nere.
Per fortuna i difensori ebbero un momenti di respiro tra la prima e la seconda ondata e ciò permise ai cinque maghi di evocare indietro agli arcieri le frecce ancora utilizzabili, fu possibile anche rincuorare l'animo di chi, combattendo nella notte, stava perdendo coraggio alla vista della marea nera in arrivo.
Decisi a dare maggiore speranza i cinque stregoni, su suggerimento dei Gandalf che sapeva quali fossero i punti deboli del nemico, si ritrovarono e decisero di lanciare un incantesimo nel cielo sopra la battaglia, al grido "Lumos Orbis Solem" una luce venne evocata sopra gli eserciti, illuminando i vari soldati e dando coraggio a chi difendeva il muro.
Purtroppo però Azog aveva messo in conto di dover combattere anche durante il giorno e aveva, grazie all'opera di un traditore, preparato un olio per coprire la pelle dei suoi soldati più suscettibili alla luce solare, trasformando un punto debole fatale in un semplice fastidio. La luce almeno però permise a chi come gli uomini ed i nani non vedeva bene nel buio di pareggiare lo scontro con le forze dell'orco bianco.
Questo diede un attimo di tregua ai difensori ma non modificò lo scontro nel modo che il vecchio Istari aveva sperato, mentre infatti i goblin continuavano a subire incessanti perdite, la stanchezza si iniziava a far sentire per i reparti che erano sul muro dall'inizio della battaglia.
Fu proprio un attimo di debolezza che permise ad uno dei troll rimasti di sferrare un colpo ben assestato al portone sotto la guardia degli uomini e dei nani. Naturalmente già indebolito dagli scontri precedenti, questo venne ridotto in pezzi e permise al reparto di orchi e goblin in agguato appena dietro al troll di irrompere nella spianata alle spalle dei difensori.
Fortuna o intelligenza di Dain, a capo di quel settore, quando aveva notato che il portone era quasi sul punto di cedere aveva formato un muro di scudi ai lati dell'ingresso, il troll e gli orchi quindi una volta superato il muro si trovarono ai fianchi un muro di lance e scudi e di fronte a loro una carica di nani a cavallo di cinghiali da guerra.
La carica permise di sgominare la banda che aveva fatto breccia e, uscendo ad intercettare i pochi sopravvissuti della seconda ondata, a dare momenti preziosi per far indietreggiare i difensori rimasti al secondo livello dove le riserve erano pronte ad entrare in gioco.
Le forze dei popoli liberi infatti si erano divise in tre gruppi: i nani e gli uomini in tre parti da cinquecento uomini ciascuna, con le prime due tra chi stava sul muro e chi in riserva nella spianata, mentre la terza era a riposo al secondo livello.
Gli elfi di Bosco Atro avevano due gruppi di seicento unità al primo livello, anche loro divisi in effettivi sul muro e riservisti alle spalle, ed infine gli elfi al seguito di sire Celeborn ed i figli di sire Elrond avevano trecentocinquanta unità sul muro e lo stesso numero in riserva. Il resto degli elfi dei due reparti era sul secondo muro a riposo come per i nani e gli uomini.
Quando fu chiamata la ritirata quindi i tre reparti entrarono al riparo del secondo livello di costruzioni difensive mentre le riserve ancora intatte facevano da retroguardia bloccando il più possibile i due ingressi con rocce e terra.
Azog poté solo guardare con rabbia mentre i nemici si ritiravano al sicuro ed il gruppo di cavalleria dei nani metteva in fuga i sopravvissuti alla seconda ondata. 'Ah! Certo avrei preferito aver messo la parola fine, ho un conto in sospeso con Thorin che deve aspettare la fine della battaglia. Ma niente di troppo grave, la feccia goblin ha solo un compito, prendere il numero massimo di frecce al posto dei miei uomini fino alla fine, è ora di chiamare il primo aiuto, magari mentre si rallegrano che la guerra sta andando come vogliono loro, sì … Lasciamo che sia cullati da quel falso senso di soddisfazioni al numero di goblin uccisi!'
Alla fine dei suoi pensieri l'orco bianco urlò "Dai il segnale per la terza ondata, voglio tutti i goblin in campo, quando avranno impegnato la linea nemica, manda il reparto di Dol Gundur, l'obbiettivo e danneggiare il più possibile le difese, non voglio niente tra me ed i nani coi loro alleati quando sarà l'ultima carica!" E al rumore delle bandiere risposero i passi dei reparti in marcia.
