Testo storia

'Pensieri'

"Discorsi"

"URLA"

Incantesimi

"Lingua dei serpenti"


Qualche spavento

Superata la notte in tenda e sotto la protezione di varie difese per evitare di essere notati, i tre decisero che era ora di creare un po' di confusione.

Era mattina inoltrata quando dalla torre di guardia, appena fuori dalle porte di Erebor, all'altezza di dove era stato costruito il primo muro di difesa per la battaglia contro Azog, una delle sentinelle avvistò un puntino avvicinarsi, puntino che continuava ad ingrandirsi e continuava a puntare alla città.

Poi, non fu l'unico ad accorgersene, tutta la squadra di tre avvertì una vibrazione nell'aria, come il colpo di un tamburo, ritmico. La cosa curiosa era che l'uccello in avvicinamento sbatteva le ali a tempo con la vibrazione.

Fu il più anziano dei tre, veterano sopravvissuto all'attacco di Smaug che unì gli indizi e impallidendo diede l'allarme. Una serie di colpi precisi che avvertirono la città e chi stava entrando che l'incubo di molti nani era tornato, un drago si stava avvicinando!

Scoppiò il panico, l'esercito riuscì a contenere a fatica la calca di nani, elfi e uomini che cercava rifugio; una volta che l'ordine era tornato, le porte furono chiuse e le baliste nelle postazioni di difesa furono armate.

La tensione era palpabile e tutti aspettavano solo l'ordine di re Thorin per lanciare i primi proiettili contro la bestia. Lo shock non diminuì quando videro che il drago in avvicinamento era solo una quarantina di metri in lunghezza, la metà di Smaug, il colore era sicuramente insolito, ma il suo arrivo voleva solo dire guerra per i nani in attesa.

Erano appena giunti sul parapetto tutta la guardia di Thorin ed i tre maghi, Hermione, Ron e Gandalf, quando il drago si fermò appena fuori dalla gittata delle armi d'assedio. Capito che la bestia era molto furba il nervosismo di tutti salì alle stelle, solo Gandalf ed un elfo che lo accompagnava scoppiarono a ridere improvvisamente.

I nani ed i due umani erano sbigottiti dal divertimento dei due, 'Sono forse impazziti?' pensarono tutti quelli attorni.

Il silenzio e le risate cessarono quando dalla viverna arrivò in volo un secondo piccolo drago fatto di luce, i due maghi capirono subito cosa stava succedendo, e quando l'animale si fermò a portata di voce di Thorin, che iniziava ad avere dei sospetti e quindi aveva fermato i movimenti della sua guardia, tutti tirarono un sospiro di sollievo.

"Allora, vi sembra questo di accogliere gli ospiti venuti ad aiutare per il matrimonio, io e Bilbo non vediamo l'ora di vedere come avete sistemato la città!" La voce di Harry ed il gusto con cui parlò fecero capire a tutti che erano vittime di uno scherzo.

Fu allora che il re fece richiamare i soldati in posizione, proclamando che non c'era nessuna emergenza, il drago non era ostile come sembrava e che si trattava solo di un alleato in visita.

Pochi si cedettero fino in fondo alla storia ma si fidarono di Thorin e aprirono le porte, lasciando avvicinare indisturbato l'enorme animale. Quando finalmente atterrò e dalla sua schiena smontarono un uomo ed un hobbit tutti capirono che davvero non c'era pericolo, anche se probabilmente nessuno avrebbe creduto al racconto della scena se fosse successa davvero sotto i loro occhi.

La sorpresa poi non diminuì perché una volta che Thorin ed il resto del gruppo presente sugli spalti arrivarono davanti al drago, questi si rimpicciolì fino a diventare grande quando un grosso gatto, facendosi poi prendere in braccio dal giovane mago.

Erano tutti ancora ammutoliti quando Harry si avvicinò sorridendo, seguito da un Bilbo che a fatica stava cercando di non ridere, ed insieme i due salutarono prima il re e la sua corte, poi gli altri amici presenti nel gruppo.

Questo si tramutò quindi in abbraccio spezza respiro da parte di Hermione e da una pacca sulle spalle, decisamente forte per vendicare lo spavento subito, da parte di tutti gli uomini e nani presenti.

A quel punto, Harry presentò Nives a tutti, che sorprese la folla quando decise di parlare telepaticamente a tutti con un veloce saluto. I più sbigottiti furono i due maghi che capirono di riuscire a sentirla nonostante tutte le difese mentali erette.

Finiti i saluti e le presentazioni, dopo la promessa da parte della dragonessa che sarebbe rimasta tranquilla in quella forma finché non si fossero ritirati per dormire, il gruppo rientrò in città, dove si sparse la voce che esisteva un drago bianco immacolato che ubbidiva ad uno stregone e che non avrebbe attaccato altre persone, elfi o nani.

La storia continuò a sembrare inverosimile fino a quando molti notarono che c'era proprio in città un giovane uomo con un drago in braccio, piccolo ma decisamente un drago. Lo scalpore diminuì quando tutti notarono che né il re, né gli altri della compagnia erano preoccupati, riuscendo così a calmare la popolazione.

La folla però non smetteva di aumentare, anche solo per la novità che tutti cercavano di vedere coi propri occhi, si arrivò al punto che l'esercito dovette intervenire e creare un corridoio per permettere al re di ricevere nelle sue sale i nuovi ospiti.

Una volta che riuscirono ad arrivare alla sala del trono, Thorin prese a parlare "Non so se essere contento e imbestialito Harry, è stato sicuramente uno scherzo ben fatto, ma preparati perché avrò modo di vendicarmi!" il mezzo sorriso del nano fece intendere che la rabbia era solo di facciata.

"Bhe, non potevo semplicemente bussare alla porta per entrare, avevo pensato di rendere epico questo matrimonio, e cosa c'è di meglio del far sapere a tutti che al proprio matrimonio era presente l'unico drago amico dei popoli liberi? La vostra faccia quando mi avete riconosciuto era solo un bonus in più." Rispose ridendo Harry, anche per nascondere l'imbarazzo.

"Ah!" esclamò Ron, che poi aggiunse "Non riuscirai a rubare l'attenzione, la mia futura sposa sarà l'unico argomento nei prossimi mesi!" meritando uno scappellotto da Hermione, seduta lì di fianco.

La strega quindi disse "Grazie per essere riuscito a venire Harry, per averci permesso di conoscere questa splendida dragonessa e grazie per aver portato Bilbo!".

"Non sarei mancato per nulla al mondo!" Rispose Harry e subito dopo di lui, i presenti sentirono nella loro testa "Neanche io, voglio sapere tutte le storie del mio Harry!", Nives era visibilmente eccitata di essere in mezzo a tanta nuova gente.

"Stai tranquilla Nives che di storie su Harry ne abbiamo parecchie, tutte molto interessanti!" Disse Ron facendo l'occhiolino alla dragonessa.

"Farò finta di non aver sentito … Bene allora, cosa serve fare? Sia io che Nives e Bilbo siamo arrivati in anticipo proprio per aiutare a rendere questa festa indimenticabile!".

Fu così che appena tutti ebbero modo di fare due chiacchiere con i tre appena arrivati, ognuno tornò a fare quello che stava facendo ed ai propri doveri, con l'eccezione di Harry, Nives e Bilbo, guidati da Hermione con un compito ciascuno, aveva infatti un programma serrato già tutto pronto, mancavano solo Luna, la sua damigella e Neville. Il gruppo da Bosco Atro era previsto arrivasse tra qualche giorno.


Sogni e speranze

La cerimonia fu stupenda, la città aveva deciso di omaggiare i due maghi, che tanto avevano aiutato in quell'anno per le riparazioni, creando una magnifica atmosfera. Luci per ogni sala e grotta pubblica, i nani avevano lustrato fino a far brillare ogni superficie ed ogni dettaglio. Gli elfi avevano abbellito la spianata dove era stata fatta la battaglia, creando il parco dove era avvenuta la cerimonia, mentre da Dale merci e attrazioni degni di un parco divertimento avevano creato il clima di festa ideale per tutti.

Gandalf aveva officiato la cerimonia, Saruman purtroppo aveva dovuto rifiutare l'invito dicendo che era preso dagli studi su come creare una fascia di vigilanza intorno alle terre di Mordor, ogni giorno più brulicanti di attività.

Il banchetto successivo ebbe solo un piccolo intoppo quando un enorme drago ubriaco aveva palesato la sua presenza e creato un gigantesco getto di fiamme bianche verso il cielo, come un enorme fuoco d'artificio. Per la fortuna di tutti, durò un momento e poi Nives crollò a terra addormentata, tra le risa di tutti i nani che avevano notato la mancanza di resistenza.

'Ah, non abbiamo mai avuto alcool e lei pensava di reggere più di un nano, la sua ingenuità le costerà cara domani mattina al suo risveglio.' Pensò Harry che magicamente spostò la dragonessa a bordo del parco. Fu uno dei pochi momenti in cui riuscì a distrarsi, infatti nella delegazione da Imladris era presente forse l'unica persona che aveva paura d'incontrare: Arwen.

'È ancora più bella di quanto ricordassi!' Ebbe il giovane mago come primo pensiero al notare il suo arrivo il giorno delle nozze, seguito da un momento di panico quando lei notò la sua presenza ed affilò lo sguardo.

Il momento della celebrazione però passò tranquillo ed il giovane mago pensò di averla fatta franca. Purtroppo per lui durante i festeggiamenti una mano si posò sulla sua spalla ed una voce conosciuta chiese "Possiamo parlare un momento?".

L'attimo in cui il suo cervello si spense bastò per essere agguantato dalla dama infuriata, Arwen poi lo prese per un orecchio e se lo tirò a presso, tra le risa di tutti quelli che conoscevano i due e lo sguardo allibito di sire Elrond e di Nives, la quale si mise subito all'inseguimento di quella, proprio come pensò al momento, 'Smorfiosa ruba-uomini'.

L'elfa non notò che era seguita e quando arrivò ad un angolo riparato si mise ad inveire contro il mago che a detta di lei, la aveva abbandonata e che aveva avuto la brillante idea prima di non far sapere mai sue notizie, poi di passare per Imladris senza fermarsi, e questo per ben due volte.

Finito di inveire, quando ormai Nives era pronta a saltarle addosso, e prima che Harry potesse provare a dire qualcosa, si lanciò al collo di lui e lo baciò, scoppiando poi a piangere quando si rese conto di quello che aveva fatto.

Harry ebbe un primo momento d'imbarazzo totale mentre gli veniva rinfacciato quello che anche lui sentiva di aver sbagliato, poi un secondo di shock in cui i suoi neuroni si spensero completamente ed infine una pausa in cui il suo cervello capì cosa era successo e spinse per fare l'unica cosa che credeva giusta: abbracciò Arwen e la baciò con abbandono a sua volta.

Sembrò funzionare, l'elfa smise di piangere e rispose al bacio con altrettanta passione, peccato però che nessuno dei due si accorse di una piccola dragonessa appena dietro gli alberi, la stessa che una volta vista la scena scappò indietro con le lacrime agli occhi.

Così Bilbo trovò Nives, nascosta in un angolo del parco a piangere mentre il resto delle degli invitati iniziava a banchettare, l'hobbit capì che era successo qualcosa e che la dragonessa non conosceva altri che lui e quindi decise di provare a consolarla, 'Un hobbit che consola un drago, ora le hai viste tutte Baggins!' pesò prendendo coraggio.

Ci mise un sacco a capire cosa fosse successo, e mentre sentì di essere felice per Harry, capì anche che Nives non sentiva il legame tra lei ed il mago come quello tra padre e figlia, anche perché era l'unico drago da lei conosciuto, diverso da lei e quindi non della stessa famiglia.

Tra i singhiozzi la dragonessa gli raccontò infatti che stava studiando come prendere una forma umana, al fine di essere adatta per Harry, ma che ci sarebbero voluti mesi, se non anni, e che nel mentre non poteva competere con una donna elfica, definita una tra le più belle che avessero mai camminato le terre dei mortali.

Aveva già dei sospetti dai discorsi fatti prima di arrivare a Bosco Atro, ma il bacio tra i due aveva spento ogni speranza in lei.

Con grande pazienza però Bilbo provò a spiegare che non era detta l'ultima parola, fino al momento del matrimonio non si può mai sapere, e che per di più in molti regni umani esisteva l'usanza di sposare più donne per certi uomini potenti. Harry era sicuramente un uomo con grandi poteri e quindi se fosse successo qualcosa di simile nessuno si sarebbe scandalizzato più di tanto.

Le parole dell'hobbit accesero un fuoco dove prima la tristezza aveva spento tutto, con grande determinazione Nives decise che avrebbe fatto di tutto per far avverare il suo sogno e che solo per oggi avrebbe lasciato campo libero alla sua rivale.

Questo fu anche il motivo per cui decise di accettare la sfida di Dain a chi avrebbe bevuto di più, con l'unica promessa che sarebbe rimasta nelle dimensioni attuali. Peccato per lei, ingrandirsi alla fine non cambiò il senso di ubriachezza e fece starnazzare al suolo addormentata la dragonessa.

Durante tutto questo Harry ebbe modo di parlare a lungo con la sua innamorata, della sua casa, del voler far crescere Nives, del voler girare il mondo ed Arwen raccontò i suoi di progetti, cosa pensava combaciasse e cosa si poteva organizzare insieme. L'elfa infatti era sicura della sua scelta, come tutti nel suo popolo quando incontravi la persona giusta te ne accorgevi al volo ed era per sempre.

Insieme furono visti arrivare, anche se si separarono subito, lei per andare a scusarsi con il padre per come si era comportata e lui per spiegare cosa fosse successo ai suoi amici più intimi.

"E con questa tutti siamo sistemati direi." Disse Neville una volta capito l'intrigo.

"Anche se per Harry credo non sia ancora finita la storia!" concluse con occhi sognanti Luna.

Per tutta la sera Harry provò a decifrare cosa volesse dire la sua amica con quelle parole, ma lei non gli spiegò mai nulla, raccontando invece le sue avventure. Tra lotte contro orde di ragni, lezioni di etichetta elfica e la costruzione di una riserva naturale poco a est della fortezza di Dol Gundur, ora totalmente ripulita dalla presenza malefica e difesa contro nuove corruzioni, Luna aveva avuto mesi impegnati.

Allo stesso modo Neville non si era annoiato, ogni spedizione per trovare ingredienti era trasformata in una caccia ai ragni per la sua fidanzata, che stava imparando sotto di Luna l'arte di creare pozioni.

In circa otto mesi di lotta e spedizioni, con l'aiuto dei regni di Lothlorien ed Erebor, Bosco Atro era riuscito a tornare sicuro dalla presenza di quelle bestie immonde, l'unica cosa che mancava da fare era quella di ripulire la foresta dalla malefica corruzione che ancora era presente nell'aria e nel terreno.

Qualora fossero riusciti a ripulire l'intero reame, si sarebbe potuto tornare a chiamare il regno Reame Boscoso e non più Bosco Atro.

Fu solo a fine serata, quando aveva salutato per l'ultima volta Arwen, che Harry si accorse che Nives lo aveva ignorato tutta la sera, ma non capendone il motivo decise di andare a dormire sdraiandosi vicino alla testa della Dragonessa. Il matrimonio era andato a meraviglia, la festa pure ed i due sposi avevano tenuto un sorriso vergognoso in faccia tutta la serata, per la cronaca anche lui sfoggiò la stessa espressione, il giovane mago quindi si addormentò sereno e soddisfatto.


Scoperta inaspettata

Il giorno dopo molti si svegliarono decisamente male, soprattutto una certa bestiona di quaranta metri che dovette sopportare la sua prima mattina dopo una sera di bevute. Per fortuna Harry ebbe pietà di lei e usò l'incantesimo preferito dai nani, riuscendo a ripulire dall'alcool il suo organismo.

I due, accompagnati da Arwen che continuava ad avvertire senza capirne il motivo uno sguardo di sfida dalla dragonessa, avevano un ultimo regalo per la coppia di sposi, e decisero che avrebbero aiutato a ripulire mentre aspettavano di consegnarlo ai festeggiati, rinchiusi ancora nella loro camera.

Sarebbe stata una delle ultime occasioni di stare insieme prima che Hermione e Ron partissero per un tour nei regni ad ovest, con l'obbiettivo di trovare un luogo adatto ad una scuola, nel mentre avrebbero cercato di capire se davvero esistevano solo dieci stregoni in tutto o se si sarebbe potuto ricreare Hogwarts anche nella Terra di Mezzo.

Era pomeriggio inoltrato quando i due sposi novelli riemersero dalle loro stanze, e solo perché probabilmente sapevano che avevano degli ospiti da salutare prima di partire per la loro luna di miele. Thorin chiamò quindi a raccolta gli amici più intimi e proprio in quel momento Harry decise di svelare la sua sorpresa.

"Hermione e Ron, siete stati i miei primi amici, quando ero solo un bambinetto di undici anni, un bambinetto spaurito che iniziava a conoscere un nuovo mondo, siete stati con me per tutti gli anni, nonostante al fatica e le minacce che continuavano a piovermi addosso. Voglio quindi ringraziarvi e donarvi qualcosa di meraviglioso che ho avuto modo di ricevere dal cielo durante il mio viaggio."

"Dal cielo?" Chiese incuriosito Ron.

"Già!" Spiegò Harry ridendo e poi continuò a dire "Durante una serata in spiaggia con Nives una stella cadente decise di arrivare decisamente vicino a noi, facendoci svenire per l'esplosione e per la magia usato nel difenderci. Quando riprendemmo i sensi la mattina dopo, ci svegliammo con un cratere vicino, e lì trovammo una pietra. Settimane di sperimentazioni portarono solo frustrazione, non riuscivo a capire cosa fosse."

"Finché un giorno non arrivai in un vecchio tempio, quello di cui vi ho raccontato, dove una setta oscura aveva trovato un nascondiglio, e lì scoprii che nelle vicinanze di artefatti malvagi la pietra brillava e danneggiava con la sua luce gli oggetti maledetti."

"Capii subito che avevo un tesoro tra le mani e capii anche che sarebbe stato il regalo perfetto per una coppia in cerca di un luogo dove erigere una scuola, questo poteva diventare una forma di protezione per l'edificio, una base per erigere difese magiche contro oggetti maledetti o simili."

Finito di parlare estrasse dalla sua bisaccia una scatola e la porse a Ron, che dopo averla presa la aprì. Tutti poterono ammirare il gioiello, incastonato in bande di metallo argenteo, il famoso Mitrhil, impossibile da trovare grezzo al giorno d'oggi, ognuna di esse con fitte rune per amplificare il potere di scoprire oggetti oscuri e proteggere dal loro influsso.

Tale era la bellezza e la luce stava emanando l'oggetto che solo Harry e Gandalf notarono la fitta di dolore che colpì Bilbo. Subito i due soccorsero l'hobbit dolorante e trovarono cosa fosse la causa: un anello, una semplice barra d'oro stava fumando nel taschino del loro amico. L'azione dei due richiamò l'attenzione del gruppo e Ron richiuse la scatola di colpo capendo che c'era qualcosa che non quadrava.

Luna si mise dei guanti protettivi ed estrasse dal taschino l'anello rimettendolo subito a terra, come se si stesse bruciando le dita a tenerlo, cosa impossibile pensarono quelli che sapevano di che materiale erano stati fatti: pelle di drago.

Il silenziò calò nella sala, finché Gandalf non prese a parlare in una lingua oscura, tutti capirono che erano parole malvagie, ma allo stesso tempo notarono delle scritte comparire sull'artefatto, e, dopo una serie di esclamazioni sorprese, Legolas intonò "Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli."

"L'Unico Anello!" Esclamarono Balin, Thorin e chi altro aveva riconosciuto l'oggetto.

"State dicendo che questo sarebbe l'anello del potere di cui parlano le leggende?" Chiese Neville.

"Sì." Rispose gravemente Gandalf, che continuò "Ed ora dobbiamo capire cosa fare con esso, o per meglio dire, come distruggerlo!"

Dwalin estrasse l'ascia e si lanciò in un poderoso assalto, Elrond, che si stava avvicinando alla sala, sentito l'influsso delle parole oscure, era appena entrato ma non riuscì a fermare il nano in tempo. Con un boato la fedele ascia si ruppe in mille pezzi, facendo volare il nano all'indietro per la forza dell'esplosione.

Lo stesso sire elfico appena giunto vista la scena spiegò "Nessun artificio umano, o del popolo degli elfi, del popolo dei nani o degli hobbit può rompere l'Unico Anello, solo nel luogo dove è stato forgiato si può sperare di distruggerlo. Il monte Fato è l'unica possibilità."

"Lo stesso luogo che è tornato stranamente in vita un anno fa e che ora brulicherà di orchi e goblin, e chissà quali altri orrori." Commentò Thorin ancora stizzito che un anello d'oro potesse resistere l'acciaio del suo popolo.

"Proprio così! E quindi penso si ora che il consiglio dei Popoli Liberi si riunisca per decidere come muoversi e quali passi fare a tal proposito!" Disse Gandalf, che intanto aveva aiutato Harry a sistemare seduto Bilbo, solo ora ripigliatosi dalla brutta esperienza.

Lo stesso stregone riprese subito la parola e chiese "Siete tutti d'accordo se tra tre mesi da oggi, il tempo necessario per mandare dei messaggeri ai regni maggiori delle varie razze ed aspettare degli emissari, trovassimo tutti un momento per decidere come muoversi, so che ad alcuni sembrerà molto tempo, ma è il minimo per permettere a tutti quelli che potrebbero essere interessati di essere presenti." Spiegando inoltre più per i cinque maghi che per gli altri.

Il consenso fu unanime, anche nel decidere di tenere nascosta la terribile scoperta, inoltre venne determinato il punto d'incontro, i rappresentanti dei Popoli Liberi sarebbero convenuti tutti ad Ortanch, sede del rappresentante del Bianco Consiglio, Saruman, con la scusa di presentare a tutti i cinque maghi di cui si stava spargendo la voce.

Ebbe questa idea Gandalf, memore della richiesta di Harry di aspettare a presentare il suo gruppo allo stregone bianco senza la sua presenza e memore dalla richiesta di Saruman stesso, di invitare i cinque maghi alla sua torre dopo il matrimonio. 'Con questa posso accontentare entrambi senza irritare nessuno.' Pensava il vecchio viandante.

Sistemata la faccenda più urgente i cinque maghi, sotto gli occhi affascinati di tutti, crearono cinque blocchi, ognuno apribile solo da ciascuno di loro, per contenere e nascondere l'anello, il quale fu poi affidato di nuovo a Bilbo con le parole di Harry "Se sei riuscito a resistere alla sua tentazione fino ad ora puoi resistere altri tre mesi con tutte le protezioni che abbiamo messo in atto!".

Terminati i discorsi ed i provvedimenti, tutti decisero di ritirarsi e cenare nelle proprie stanze, molti cuori erano inquieti e pochi avevano l'animo adatto o la mente libera per continuare a festeggiare. Con un ultimo saluto, dopo il ringraziamento da parte degli sposi per lo stupendo e decisamente funzionante regalo, Harry ebbe modo di accompagnare Arwen nei suoi alloggi, pedinato a vista da Nives.

Quando poi riuscì ad andare a dormire, sotto richiesta della dragonessa, il giovane mago decise di uscire dalla città, si trasformò nella sua forma di drago nero e si mise comodo, riposando a stretto contatto con Nives che beata pensava 'Ah, sarà anche più bella, ma solo con me Harry può passare la notte!'


Un ultimo tentativo prima di partire

I tre mesi passarono velocemente e per occupare il tempo i cinque amici rimasero a stretto contatto, aiutando la coppia di sposi a finire il complesso sistema di rune pensato da Hermione per la difesa della città di Erebor.

Le mura ed il portone d'ingresso furono pesantemente potenziati, essendo formati alla base da enormi blocchi di pietra lavorata dai nani, gli stessi che si preoccuparono, dopo essere stati personalmente scelti dal re come apprendisti nello studio delle rune. Ora un manipolo di soldati poteva bloccare, se si chiudevano le porte e attivava così facendo le difese magiche, un esercito grande venti volte il loro numero.

La vera sorpresa però si trovava all'interno della città, uno straniero sarebbe rimasto sbalordito appena messo piede dentro di essa, infatti non vi si trovavano più lampade o artefatti simili, ma pietre brillanti che tramite rune assorbivano la magia dall'ambiente e creavano aree di luce di vari colori.

I tunnel poi erano stati migliorati, creando condotti di pietra per arieggiare molto più resistenti; infine era stato possibile, tramite l'installazione di pietre che emettevano luce solare, seguendo il ritmo del giorno e della notte fuori dalla montagna, la creazione di serre interne alla città, questo e la presenza di falde interne, protette contro avvelenamenti o corruzioni nemiche, rendeva l'idea di far morire di fame con un assedio il popolo in difesa assolutamente assorda.

Fu un lavoro oneroso per chi iscriveva e decisamente noioso per chi attivava le rune, ma portò grande delizia a tutti i partecipanti: gli abitanti per gli effetti, gli apprendisti per la mole d'insegnamenti ricevuti e la possibilità quindi di ricreare mirabili artifici come nei tempi antichi, gli elfi per la scoperta che quel poco di magia che c'è in ognuno di loro poteva attivare le rune, ed infine per Harry che vide Nives riuscire anche lei ad attivare e quindi usare consciamente la magia dentro di lei.

Gandalf inizialmente era un po' preoccupato per la trasmissione di conoscenze che avrebbero potuto alterare pesantemente gli equilibri di potere tra i popoli della terra di mezzo, soprattutto se fossero caduti nelle mani sbagliate. Per fortuna decise di portare i suoi dubbi ad Hermione prima di creare del conflitto, la strega quindi passò il resto della giornata a spiegargli il concetto di Contratti Magici.

Un contratto magico prevedeva la scrittura, con un inchiostro speciale ed in una pergamena allo stesso modo speciale, di una serie di regole che tutti i firmati decidevano di seguire, pena certe punizioni, attuate dalla magia stessa e quindi inevitabili, a meno che tu non sia un Valar probabilmente.

Entrando nel pratico Hermione spiegò che tutti quelli che volevano imparare a scrivere delle rune dovevano firmare uno di questi contratti, accettando di non comunicare quando imparato in nessun modo a chiunque non avesse a sua volta firmato uno stesso contratto o avesse di suo le conoscenze di quello stesso linguaggio.

Per poi proteggere meglio il segreto, ogni sistema runico usato aveva al suo interno un gruppo di rune che faceva dimenticare subito dopo l'occhiata quali rune fossero state iscritte, per chi non conosceva il significato delle stesse, rendendo impossibile copiarle e studiarle per proprio conto.

Purtroppo la fabbricazione di tali contratti era rallentata dalla difficoltà di produrre l'inchiostro e la pergamena adatta, quindi si erano limitati ad usarla per la conoscenza delle rune, altrimenti avrebbero potuto usare questa abilità per proteggere qualsiasi tipo di segreto dalle orecchie del nemico.

La spiegazione di Hermione creò però un'altra domanda di Gandalf "Ma se un tipo di pergamena speciale può essere usata per iscrivere delle rune magiche, perché avete detto che solo pietra e gemme possono essere usati? Ad esempio, le bande di mitrhil di quella pietra portentosa che Harry ti ha regalato …"

La strega rispose "Infatti solitamente non si potrebbe, esistono però lavorazioni che permettono un certo materiale di resistere l'usura dei flussi magici, oppure certi materiali trovati in natura che fanno da eccezione, un esempio è il mitrhil, che si trova in posti molto particolari dove l'ambiente magico e la pressione della terra lo fa nascere.

Sappi che queste informazioni, tranne sul mitrhil che tutti conoscono, sono il più grosso segreto della mia arte, e se non contiamo chi ha già firmato il contratto, e quindi ha visto come te un possibile uso delle rune su materiali diversi da quanto raccontato, solo noi cinque, sei ora con te, ne siamo a conoscenza in tutta la Terra di Mezzo."

Soddisfatto della risposta lo stregone lasciò campo libero ai cinque maghi e decise invece di usare il suo tempo per convincere Saruman ad usare la sua torre come luogo d'incontro ed aiutare Thorin a chiamare a raccolta i rappresentati delle varie razze ed i vari regni.

Poiché il matrimonio era stato fatto in autunno inoltrato, il ritrovo sarebbe stato fatto verso la fine dell'inverno, era un brutto periodo per viaggiare ma l'urgenza di trovare una linea d'azione non permetteva di allungare maggiormente i tempi.

La fretta sentita dai cinque maghi perché si organizzasse un modo per distruggere l'Unico anello era poi aumentata considerevolmente quando una notte Harry decise che voleva testare la spada di Grifondoro. Si trovarono in segreto con Gandalf e Bilbo per non creare false speranze nel resto della compagnia, una volta adagiato l'anello su di un tavolo di pietra, il giovane mago brandì la sua fedele spada e sferzò un colpo micidiale.

Peccato che però il risultato non fu quello sperato, il gioiello era lì immutato, quasi a sbeffeggiare il loro tentativo, e la spada, anche se non in pezzi, mostrò per la prima volta nella sua storia un piccola ammaccatura. Scoraggiati i sei stregoni e l'hobbit misero al sicuro nuovamente l'anello e deciso di non parlare con nessuno del tentativo fatto, orami erano sicuri che solo un modo esisteva per distruggere quel maledetto artefatto!

Nessuno di loro seppe mai, se non molto più avanti nel tempo che quella decisione aveva avuto delle conseguenze, a sud di Erebor, in una terra lontana e circondata da montagne, sotto l'ombra di un vulcano. Lì infatti un urlo orripilante, seguito da altri nove, squarciò il silenzio della notte, mettendo in allarme la guarnigione di orchi e goblin presente.

Allo stesso modo le sentinelle di Osgiliath furono risvegliate dal loro tepore e la cittadella fu messa in allarme, fu una notte insonne per gli abitanti di Mordor e per i sorveglianti di Gondor, e di questi nessuno seppe mai cosa era successo per allarmare entrambe gli eserciti, che presero a maledire chiunque fosse la causa di tutto ciò.

I sette inconsapevoli bersagli di varie maledizioni, uno dei pochi casi in cui uomini e razze oscure si trovarono d'accordo, si ritirarono a dormire quindi, dovevano riposarsi ed essere pronti perché l'indomani sarebbero partiti per Orthanc, dove lo stregone bianco li aspettava, e dove si sarebbe deciso la sorte dei Popoli Liberi.