Se le dee dicono il vero, ed esistono anche gli dei maschili, allora arriveranno altri guai. Ma non per Keima. A lui non importa di questi affari. La sua decisione non cambierà. Non vuole più avere a che fare né con le dee, né con le loro ospiti e tantomeno con l'Inferno (che sia Vecchio o Nuovo). E poi, cosa potrebbe accadere? Che un fratello Jupiter scelga Keima come Ospite? Scherziamo? AHAHAHAH… Sì. Il danno è già stato fatto… Pronti per la scioccante rivelazione? Andiamo…
FLAG. 270 Il vero Dio della Conquista.
Nell'aula si sentivano le voci di tutti gli studenti. Non era cambiato niente, nemmeno i compagni. L'unica cosa che cambiava era quel cartello che recitava 3°B. Ma Keima se ne stava zitto immobile a giocare alla PFP e stava premendo i tasti così velocemente, ma allo stesso tempo così forte, che mancava poco che li rompesse, non aveva intenzione di parlare con nessuno, specialmente con le compagne che ospitavano le dee.
(Non voglio – pensava Keima nella sua testa – avere più niente a che fare con le dee e nemmeno con le loro ospiti, soprattutto con loro, non m'importa quanto mi amino. Ho voluto io che si dimenticassero di me, e lo voglio ancora adesso. Con questa storia finiranno per tentare di conquistarmi ancora. Quando ho detto a Chihiro di amarla lei mi ha rifiutato, è stato un disastro! E alla successiva proposta che le ho fatto lei mi ha respinto di nuovo. Poi ci siamo chiariti ma abbiamo deciso di rimanere amici fino a quando le acque non si fossero calmate. Ma adesso c'è un bel pericolo. Se rimango single allora loro non si dimenticheranno mai di me. Aspetta, io ho rifiutato ognuna di loro, quindi dovrebbero immediatamente arrendersi. No, sono sicuro che alcune non lo faranno, soprattutto se vengono incitate da Yui. Quella lì, non si arrende mai, eh? Anzi nessuna di loro si arrende, anche se nei miei sogni sono piuttosto furiose. Forse dovrei ignorarle e basta. Comunque che mi importa? Non verrò influenzato da uno stupido sogno. Io ho il controllo di me stesso e dei miei sentimenti.)
"Affermazioni incorrette e frettolose, Socio.
Keima si paralizzò all'istante. Ancora la voce! - Non hai il controllo del tuo destino, figuriamoci dei tuoi sentimenti." – ribatté la voce.
"Ma dove sei? Aspetta, sei almeno reale?" – sussurrò Keima.
La voce sembrò ignorarlo.
"Guarda sta arrivando tua moglie, non sei felice di vederla?" – disse la voce.
Keima a quel punto perse tutte le sue censure. Si alzò di scatto e, pensando che la voce fosse dietro di lui, si girò col fare minaccioso, e fece per sferrare un pugno alla persona dietro di lui. Ma rimase impalato dallo scoprire che dietro di lui non c'era una persona sconosciuta ma bensì Ayumi.
Mille domande stavano esplodendo nella testa di Keima, mentre Ayumi lo guardava stupita e arrabbiata.
"Keima, cosa stai facendo?" – era sorpresa dalla reazione senza motivo di Keima.
Keima non le rispose. Corse via dall'aula e si diresse verso il bagno lasciando tutti i compagni basiti e quasi scontrandosi con in prof Kodama che, vedendolo correre, iniziò ad urlare: "Katsuragi! Dove stai andando adesso? Ohi, torna indietro! KATSURAGIII!"- Ma Keima lo ignorava. Appena entrò in bagno socchiuse la porta, si sciacquò la faccia più volte e si guardò allo specchio.
"Basta. Basta! BASTA! Non ne posso più! Questa stupida voce. La spiegazione è facile. - Keima usò la sua razionalità - Sto diventando pazzo! Tutti questi eventi mi stanno dando le allucinazioni?" – Keima stava per sbattere la testa contro lo specchio.
"Mi stai dando dell'allucinazione?!" – rispose la voce offesa.
Keima stava per urlare alla "voce" ma non ebbe il tempo di farlo che una luce accecante illuminò lo specchio e lui vide, nel riflesso, una persona che sembrava il suo gemello ma con i capelli biondi, occhi azzurro cielo e un'aria a prima vista da spavaldo e sbruffone. E aveva un'aureola!
"Yo Socio! Hai delle palle per definirmi un'allucinazione, dopo che ti ho mostrato ciò che so fare. Comunque è vero che ne hai viste di tutti i colori, ma questa non te la perdono!" – disse il tipo offeso profondamente.
"UN'AUREOLA?! E-E tu chi cavolo sei?" – chiese Keima inorridito. La sua testa aveva tante risposte in quel momento ma ne aveva in mente una che nonostante gli faceva accapponare la pelle, sembrava quella più probabile. La sua teoria diventò sempre più accreditata quando vide che era riapparso il marchio del sogno nella sua mano destra.
"Che seccatura non ho ancora il controllo. Ma hai ragione, non mi sono presentato ufficialmente, è il momento del nostro meeting. - la figura si inchinò - Il mio nome è Cupido, primogenito di Giove e Giunone e Dio dell'Amore e tu, come puoi vedere, sei il mio fortunato ospite. Ed ora, perché non mi porti dalle mie sorelline. Katsuragi Keima-Kun?" – Cupido lo disse con voce superba.
Keima non trovava le parole. Sentì la sua testa scoppiare. Sarebbe voluto morire in quel momento. Rabbia, dolore, angoscia, sconforto, confusione e tutte le emozioni negative che qualunque persona possiede si stavano ammassando velocemente attorno a lui. Keima aveva perso il suo obiettivo. Non poteva allontanarsi dalle dee se il loro obiettivo era nel suo corpo. Keima perse il senno: "N-No. NO! NOOOOOOO!" – urlò e diede un pugno allo specchio dalla rabbia che si frantumò in mille pezzi e così facendo Keima si graffiò tutta la mano sinistra.
"Esagerato!" – commentò Cupido prima di smettere di manifestarsi e far scomparire il marchio dalla mano di Keima.
"Prima i demoni, poi le dee ed ora gli dei? Ma perché? Perché mi capitano tutte… a me?" – disse fievolmente Keima prima di accasciarsi a terra e svenire. Quell'urlo fu talmente forte che l'intera scuola si allarmò e tutti si precipitarono dal luogo in cui era partito. Lo spettacolo era inquietante ma allo stesso tempo senza senso. Lo specchio era frantumato, e Keima giaceva a terra svenuto con la mano sinistra piena di graffi e da cui usciva copioso il sangue. Ma che gli era passato per la testa a Keima? Era diventato pazzo? Anzi, era diventato anche autolesionista? Oppure peggio, voleva suicidarsi? Molte domande, nessuna risposta. Una certezza però. Keima doveva essere portato via da lì ed essere medicato all'istante.
Next Step. FLAG 271.
"Non ci credo. Non sta accedendo davvero."
"Socio, lasciami spiegare…"
"Lasciami stare!"
ADESSO RICORDI?
"Chihiro…"
"Katsuragi…"
"Non ricorda? Ci penso io…"
Nota dell'autore: L'avventura inizia ora. Cupido si è presentato. Il prossimo capitolo è pronto. Lo devo solo correggere e caricare. Sono pronti anche altri capitolo (sempre da correggere e caricare.). Forse sono brevi ma così ci metto meno tempo a spezzare le situazioni. Detto questo, alla prossima. New Game Start!
