Titolo: Searching for Suicune
Autrice: Shining Umbreon
Capitolo: 6/12 + epilogo
Rating: G
Note: La mia prima fanfic sui Pokémon, per di più l'ho scritta tempo fa, per cui fateci piano con le critiche!
Disclaimers: I Pokémon e tutto ciò ad essi correlati sono proprietà della Nintendo. La storia però è di mia invenzione! ^_^
Spero che la fanfic vi piaccia!
Capitolo6
Fin da quando ero un bambino, fin da quando mi aveva salvato la vita, il mio unico pensiero era ispirato a lui. Sentivo che Suicune doveva essere un mio Pokémon, e che prima o poi lo sarebbe stato.
Nessun parente o antenato della mia famiglia era mai stato un allenatore di Pokémon. Solo un mio lontano antenato era ricordato per aver avuto a che fare con i Pokémon. Era un osservatore di Pokémon, ma, nonostante avesse cercato dappertutto, non aveva mai visto un Pokémon Leggendario. Io sarei stato il primo a diventare un allenatore. Ed avrei cercato dappertutto la mia ambizione. Il leggendario Pokémon che mi era apparso, che mi aveva tratto in salvo dalla morte certa.
A quei tempi ero solo un bambino, ma ricordo tutto come se fosse stato ieri. Ero scappato dalla villa, stufo di essere sempre e soltanto circondato da persone dell'alta società, snob, e che pensavano solo a fare soldi. Io sentivo di essere diverso da tutti i miei parenti, anche dai miei genitori. Detestavo il loro comportamento, volevano che io diventassi come loro. Volevano che fossi ricordato come il grande Conte Eusine, di Blackthorn City. Fortunatamente, non mi sono mai arreso, e, nonostante notevoli difficoltà, ora non sono affatto una persona snob come loro.
Ricordo che non conoscevo affatto il mondo al mio esterno, quindi, dopo pochi passi fuori dalla villa, mi persi, senza sapere dove andare. Mi ritrovai davanti ad un fiume, e decisi testardamente di attraversarlo. 'Tanto so nuotare…' pensai, mentre mi buttavo in acqua. Evidentemente, mi sembrava soltanto di sapere nuotare. L'acqua era troppo alta, e mi trovai a muovere le braccia inutilmente, andando sempre più in fondo. Penso di aver perso i sensi, in quel momento. Sta di fatto, che, come mi risvegliai, ero completamente bagnato fradicio, e mi sentivo come se mi fosse andata l'acqua di traverso. Stavo sopra qualcosa di morbido ed azzurro, che ricordava molto il pelo di qualche Pokémon. In effetti, come cominciai ad alzarmi, notai che stavo sopra una creatura che non avevo mai visto prima in vita mia. In pochi secondi che quel Pokémon cominciò a correre, mi ritrovai davanti al cancello di casa. Ora, non so come Suicune sapesse che abitavo là, né come mai mi fosse apparso, quindi molti membri della mia famiglia dicevano che mi ero inventato tutto.
Ma era tutto vero, dannazione!
Comunque la pensassero i miei, e qualunque cosa volessero che io diventassi, ora mi trovavo davanti al cancello della mia villa, con tre Pokéball nella cintura, e con tutti i miei parenti attorno, che mi salutavano.
"Oh, Eusine, caro!" mormorò mia madre, in preda ad una crisi di pianto. "Non posso ancora credere che tu voglia intraprendere questo viaggio! Non mi sembra di averti mai insegnato a disobbedire ai tuoi genitori!"
"Lo so, lo so…" risposi, sentendomi un po' in colpa. "…Ma sento che devo essere qualcosa di diverso rispetto da ciò che siete voi…Se non lo farò, non credo di potermi mai definire una persona indipendente…"
"Sono d'accordo, Eusine." disse mio padre, l'unica persone nella mia famiglia che fosse favorevole alla mia aspirazione di diventare un allenatore e di trovare Suicune. "Mi raccomando, rendici tutti fieri di te…Anche se non nel modo in cui la maggior parte di noi avrebbe pensato…"
C'era una ragione ben precisa per cui decisi definitivamente di partire. Qualche anno dopo il mio incontro con Suicune, in un momento in cui i miei parenti stavano quasi per convincermi a lasciar perdere la mia ambizione di essere allenatore, trovai nella scatola delle cose che molto tempo fa erano appartenute al mio antenato osservatore di Pokémon. Una specie di lancetta, che ricordava quella di un orologio. C'era un foglio, allegato all'oggetto. Era, molto probabilmente, una pagina del suo diario:
'13- 06- 1754
Oggi ero alla ricerca della bussola che Tony ha da qualche giorno nascosto nella Burned Tower di Ecruteak City. Sfortunatamente, ho trovato solo la freccia. Non ho avuto il tempo di trovare il resto dell'oggetto, un tremendo dolore allo stomaco mi ha colpito, ed ora mi trovo all'ospedale. I dottori mi dicono che ho buone speranze di sopravvivere alla malattia. Ma io sento che non mi restano ancora molti giorni da vivere. Peccato, mi sarebbe piaciuto incontrare Suicune, sarebbe stato l'unico Pokémon Leggendario che mi sarebbe capitato di vedere. Da quel che ho visto nell'immagine di Tony, è un Pokémon meravigliosamente bello. Quanto vorrei che qualcuno della mia famiglia lo trovasse per me…Allora potrei finalmente riposare in pace.'
Sotto la scritta, c'era un'immagine di Suicune, e lo riconobbi immediatamente. Fu così che decisi di partire alla sua ricerca. Prima, avrei trovato il pezzo mancante della bussola, e poi l'avrei usata per trovare il Pokémon a cui dovevo la vita.
Mentre camminavo lungo il sentiero che portava al Dark Cave, improvvisamente, la freccia della bussola cominciò ad illuminarsi ed a ruotare. Sfuggì dalle mie mani e volò verso un sentiero che passava sopra la grotta che avrei dovuto attraversare.
Non volevo assolutamente perdere l'unica speranza che avevo d'incontrare Suicune, perciò, cominciai a seguire la freccetta che volava, senza fermarsi. La corsa era interminabile, ma, anche se sentivo un'enorme stanchezza, non volevo fermarmi.
La freccia si fermò improvvisamente lungo una grande discesa. Non sapevo neanch'io il motivo per cui si fosse fermata. Un'idea stupida poteva essere che lo avesse fatto per accertarsi che io fossi ancore dietro di lei e che fossi in grado di attraversare la discesa. Ma era impossibile, va bene che quella freccia fosse magica, ma che fosse addirittura viva non mi andava giù.
Come attraversai la discesa, notai che ero di fronte ad un cartello che diceva "Benvenuti a Goldenrod City"
'Oh, caspita!' pensai, fra me e me. 'Sono già a Goldenrod City?! Ma non è possibile!'
Sapevo quanto la città di Goldenrod fosse lontana da quella di Blackthorn, e l'idea di esserci arrivato in poco più di mezz'ora, mi confuse le idee ancora di più.
Non ebbi il tempo neanche di pensare, dato che la freccia ricominciò a correre. Questa volta, per rincorrerla, passai in mezzo alla città, sotto gli sguardi stupiti della gente della città. D'improvviso, sentii una mano afferrarmi il mantello da dietro. "Ehi!" esclamò la persona che mi aveva afferrato. Mi girai di scatto, notando che chi mi teneva era l'agente Jenny.
"Fai più attenzione. Non lo vedi che sta passando il treno?"
Improvvisamente, mi trovai la sbarra che ostacolava il passaggio sulle rotaie quasi sopra di me. Mi spostai in fretta da là, e vidi che la freccia si era fermata. Nel mentre che il treno passava, la freccia tornò verso di me, ed a quel punto mi convinsi che doveva essere davvero viva, in qualche modo.
Dopo qualche passo, trovai un altro cartello, davanti a me. "Benvenuti ad Ecruteak City."
Non potevo credere che fossi già arrivato. Sapevo che tra Ecruteak e Goldenrod si trovava il Parco Nazionale, ed io non avevo attraversato né visto nulla che d'aspetto s'avvicinasse ad un parco.
Entrai nella città, accorgendomi che ero partito da un'ora circa. Erano le tre del mattino.
Ero partito alle due, sapendo che per arrivare a destinazione ci avrei messo almeno quattro ore. Invece, il viaggio era durato molto meno di quel che avessi pensato.
La freccia cominciò ad illuminarsi sempre di più, man mano che mi avvicinavo alla Burned Tower. Dopo essere entrato, la freccia corse molto più in fretta verso l'altra parte della Torre, e d'improvviso scomparve. Cominciai a correre anch'io, e dopo pochi passi, sentii il vuoto sotto di me. Mi trovavo sopra un buco sul pavimento. Cominciai a gridare, notando che c'era un'enorme distanza da dove mi trovavo al pavimento del piano inferiore.
Quando mi risvegliai, ero sdraiato a terra, avevo un fortissimo mal di testa, e vedevo la freccia, ancora più lucente, girarmi intorno. Mi alzai di scatto, e notai di non essermi fatto assolutamente niente. Non avevo neanche un piccolo graffio.
Non appena mi alzai in piedi, sentii delle voci provenire dal piano di sopra. Mi nascosi dietro una parte del muro, quando mi accorsi che le persone stavano scendendo dove mi trovavo io. Erano un ragazzo ed una ragazza.
Non sapevo proprio cosa fossero venuti a fare alla Burned Tower, così cominciai ad osservarli. Dopo un po' di tempo, sentii degli strani suoni, poi, all'improvviso vidi che i due avevano tirato fuori dalla terra un oggetto lucente.
Le freccetta, si illuminò ancora di più, e cominciò a ruotarmi intorno, facendomi capire in qualche modo che dovevo andare dove si trovavano quelle due persone. Così, presi un bel respiro, e feci qualche passo indietro, prima di avanzare verso l'enorme sala. Notai che i due si erano accorti della mia presenza, e che il loro oggetto si faceva più lucente come la mia freccia si avvicinava.
Probabilmente, era quella la parte mancante della bussola. La freccia e l'oggetto in mano ai due brillavano della stessa luce celeste. E probabilmente, in qualche modo, anche quei due erano venuti a sapere della bussola. Tutte probabilità.
Ma una cosa era certa: nessuno di loro due sarebbe riuscito a fregarmi l'unica possibilità che avevo di catturare il Pokémon a cui avevo deciso di dedicare la vita.
Note dell'autrice: Eh…Ecco il personaggio che volevo tanto far entrare in scena: Eusine!! ^_^ Come ho già promesso a Flying Seadra, cercherò di farlo simpatico come gli altri personaggi. Allora, i ringraziamenti vanno ai soliti…Se non vi ricordate chi sono, andate a leggervi le note nei capitoli precedenti!
