A/N: Ehi, ragazzi! Nel capitolo precedente, Locke ha superato la sua missione a Figaro Sud e ha liberato Celes Chere, una generalessa dell'Impero che si era ribellata a Kefka dopo aver saputo del suo piano di avvelenare Doma e che ha accettato di unirsi alla Resistenza, scappando assieme a lui. Adesso inizia la prima parte dello scenario di Sabin!
ATTENZIONE: in questo capitolo ci saranno descrizioni dettagliate di morti violente e scene disturbanti che non solo non sono adatti ai bambini, ma sono sconsigliate a chi è debole di cuore, per cui vi avvertirò inserendo un'avvertenza tra tre asterischi (***) quando inizieranno le scene a cui mi riferisco e metterò tra parentesi altri tre asterischi per indicare quando finiranno. Ricordatevi che questa fanfic manterrà ancora il rating T, e non farò mai fanfic col rating M. Scene come queste sono il motivo principale per cui la lettura di questa fanfiction è sconsigliata ai bambini al di sotto dei 13 anni. È consigliata la discrezione del lettore.
Capitolo 7: Cyan Garamonde: Il veleno dell'odio
(''Suspense-The Flood- Rayman OST'')
''SABIN!''
''Sabin! Ora sei da solo! Ci rincontreremo a Narshe! Buona fortuna!''
L'urlo preoccupato di Terra e la voce di Edgar furono le ultime cose che Sabin poté sentire oltre al suono della corrente del fiume Lethe. Ora Terra, Edgar e Banon erano in salvo, ma nonostante i suoi sforzi di nuotare controcorrente, l'artista marziale non era abbastanza veloce per raggiungerli, e venne spinto verso varie rocce. Con il corpo pieno di adrenalina, cercò di nuotare di lato per evitare le rocce o nuotare controcorrente per rallentare, ma la corrente lo trascinò sempre più velocemente, e fu sempre più difficile per lui evitarle tutte. Un'altro gruppo di rocce era sempre più vicino, ma non poté scansarsi in tempo, sbatté la testa e tutto divenne nero.
(''Suspense-The Flood- Rayman OST-s'')
Sabin si svegliò con il sole che gli brillava sulla faccia, e quando si alzò, vide il fiume Lethe alle sue spalle e si accorse di essere nel lato sbagliato. Doveva andare a Narshe, a ovest, e invece era naufrago a est. ''Dove sono finito?'' si chiese. Improvvisamente, pensò a suo fratello, a Terra e a Banon, che probabilmente erano già arrivati. ''Terra? Banon? Edgar? Dove siete? Edgar! Edgar, dove sei?!'' gridò preoccupato, con le mani davanti alla bocca.
Resosi conto che non potevano sentirlo, lasciò perdere, sperando che stessero bene. Entrò in una casetta nelle vicinanze, abitata da un vecchio fuori di testa che lo credette un orologiaio o un riparatore, chiedendogli di aggiustare le cose in casa sua. Sabin sentiva che non poteva fare queste cose, sono cose che farebbe Edgar, ma il peggio fu quando, avvicinandosi alla stufa per fare come voleva quel vecchio, finì per bruciacchiarsi un dito, e l'anziano lo cacciò di casa, minacciandolo di buttarlo fuori nel Veldt. ''Chi è quel vecchio bacucco? Chi si crede di essere? E cos'è il Veldt?'' si chiese, uscendo da quella casa molto scocciato. Notò poi un uomo misterioso vestito di nero, e con lui c'era un cane. Edgar gli aveva detto di lui. Era il mercenario Shadow. Si avvicinò al cane, che lo guardò minaccioso, e decise di ignorarlo, pensando che non gli piacciano gli estranei.
(''Shadow's Theme- Final Fantasy VI OST'')
''Tu sei Shadow, vero?'' chiese, e l'uomo annuì. ''Non potresti indicarmi la via per Narshe? Mi sono separato dai miei amici e li vorrei cercare.''
Shadow incrociò le braccia. ''L'Impero si è accampato nella foresta a sud-est di qui.'' disse.
''L'esercito imperiale? Perché?'' domandò il monaco.
''Hanno messo gli occhi sul castello di Doma. Si trova a sud di qui.'' rispose Shadow.
''Quindi stanno per attaccare anche questo regno. Devo raggiungere Narshe immediatamente, se mio fratello non mi vede tornare lì si preoccuperebbe!'' disse Sabin. ''Narshe è a ovest di qui, ma non posso nuotare controcorrente, e anche se riuscissi a tornare, non potrei affrontare l'Impero da solo.
''Allora l'unica via possibile è passare per Doma. Se vuoi, ti ci porto. Ti avverto però: sono un mercenario, e come tale, voglio essere pagato quando mi unisco a te, e quando non me la sento più, me ne vado.'' disse Shadow, con un tono particolarmente serio in quest'ultima frase.
''Quanti soldi vuoi che ti dia?''
''800 guil.''
Sabin tirò fuori dalle tasche alcune monete equivalenti a una somma di denaro pari a 800 guil e le passò a Shadow. ''Comunque, non mi sono presentato. Mi chiamo Sabin, e vengo dal regno di Figaro. Ho sentito di te, Shadow.'' disse.
''Capisco. Questo è il mio cane, Interceptor.'' rispose Shadow, mentre accarezzava il suo cane. Era freddo e non aveva amici se non Interceptor, l'unico che gli stava a cuore. A Sabin, tuttavia, non importava il fatto che potrebbe essere poco affidabile, bensì il fatto che ora aveva una guida.
(L'assassino ninja Shadow si è unito al gruppo!)
L'esplorazione a sud non fu molto problematica. I due non si imbatterono in mostri se non in gatti randagi e conigli selvatici dall'aria aggressiva. ''Interceptor, prendili!'' ordinò Shadow, che aveva tirato fuori un kunai, un coltello piccolo e leggero tipico di un ninja.
Interceptor obbedì senza esitazione agli ordini del padrone e balzò addosso ai conigli e ai gatti, cominciando a morderli ovunque e a ucciderli lentamente. Sabin guardò la scena disgustato, e riuscì al massimo a sferrare un calcio contro uno dei gatti. ''Shadow, senza offesa, ma lasci mangiare al tuo cane di tutto?'' chiese, mentre vedeva il cane decapitare gli animali selvatici e divorare la loro carne.
''Devo pur dargli da mangiare. E comunque, mangia qualunque tipo di carne.'' rispose Shadow. ''Comunque, non manca molto all'accampamento imperiale.''
(''Shadow's Theme- Final Fantasy VI OST-s'')
''Siamo arrivati all'accampamento.'' disse Shadow, vedendo l'accampamento imperiale in una zona secca.
(Obiettivo: Esplora l'accampamento imperiale con Shadow e cerca un modo per tornare a Narshe.)
Personaggi:
Sabin
Shadow
(''Main Theme- Metal Gear Solid OST'')
''Setaccerò ogni singola area di questo posto. Ci deve pure essere un percorso che conduca a Narshe.'' disse Sabin. Nell'area c'erano diverse tende, e vide anche alcuni Blindati Magitek nelle loro stazioni di ricarica.
''Presto, nasconditi!'' sibilò Shadow, e i due si nascosero. Potevano sentire le voci di due soldati dell'Impero in armatura marrone.
''L'hai saputo anche tu?'' chiese uno dei soldati.
''Ti riferisci a...'' disse l'altro, venendo zittito.
''Shhhh! Abbassa la voce! Se Kefka ci sente, saremo spacciati!'' lo rimproverò l'altro, e Sabin, pur non avendo mai visto o incontrato Kefka, sapeva che aveva tentato di uccidere Edgar, Locke e Terra perché erano scappati assieme a lei. Il soldato si guardò intorno per vedere se c'era Kefka nell'area. Dato che non c'era, continuò. ''Si dice che Kefka stia cospirando di scacciare il Generale Leo e sostituirlo.''
Il secondo soldato era molto irritato da quella frase. ''Quel pagliaccio? Se quel mostro diventa generale, io giuro che diserto l'esercito!'' disse.
''Shhhhhh! Zitto! Se ti sente, finiremo in cella!'' sbottò l'altro.
''Va bene, va bene!'' esclamò l'altro. Improvvisamente vide che Kefka stava per uscire da una tenda. ''Eccolo che arriva! Presto, alla tua postazione!''
Sabin per poco non rise per l'aspetto di Kefka. Era ridicolo, e gli sembrava un pagliaccio psicopatico.
''Ehi, tu! Tieni gli occhi bene aperti?'' chiese Kefka, rivolto al primo soldato.
''Sissignore, Kefka.'' rispose il soldato, ma il suo tono nascondeva una certa scontentezza.
''Risparmiami i convenevoli e fai il tuo lavoro!'' sbottò il pagliaccio. ''E se batti la fiacca, ti farò pentire di essere nato!''
Con questa minaccia, Kefka se ne andò, lasciando i due soldati ancora più scontenti di prima. ''Grrr... chi si crede di essere, quel pomposo, altezzoso buffone?! Che vuole da noi? Il generale Leo ha tutte le buone qualità e a Kefka sono rimaste le altre!'' si lamentò il secondo soldato. Come già detto prima, tutti sanno che Kefka è estremamente impopolare anche nel suo stesso esercito, e non gli importava niente di niente e nessuno eccetto se stesso.
L'altro soldato, nel panico, gli mise la mano davanti alla bocca. ''Zitto! Quante volte te lo devo ripetere? Parla piano!'' lo rimproverò. ''Il generale Leo è un brav'uomo, ma quel Kefka è matto!''
I due soldati vennero raggiunti da un'altro soldato imperiale, in armatura nera con una grossa ascia in mano. ''Voi due! Stiamo per sferrare l'attacco al castello, e voi dovreste unirvi allo squadrone d'assalto. Muoversi!'' ordinò, e i soldati lo seguirono.
''Non va bene per niente. Se sconfiggono Doma, le cose si faranno ancora più dure.'' commentò Sabin, preoccupato, e Shadow annuì. Vennero attaccati da un Blindato Magitek e due soldati imperiali, ma il monaco distrusse facilmente il macchinario con la sua forza fisica, mentre Shadow lanciò un coltello in faccia a uno dei due soldati, e Interceptor, dopo aver bloccato un attacco rivolto al suo padrone, uccise il nemico con dei morsi che penetrarono la sua corazza.(1)
Anche un Satellite, un dispositivo d'allarme costruito dall'Impero con il Magitek, attaccò, emettendo una luce che quasi accecò il mercenario, che comunque colpì con il suo kunai per due volte. Sabin concentrò la sua energia e usò una nuova tecnica di Jujitsu. ''Fenice nascente!'' Sabin venne circondato da un'aura arancione, e comparvero di fianco a lui due copie illusorie che attaccarono assieme a lui con una serie di pugni e un calcio seguiti da un montante che scaraventò in aria il Satellite. A mezz'aria, il monaco fece sparire le copie e colpì il Satellite con un'altro pugno che lo fece cadere. La sagoma di un grosso uccello di fuoco comparve dietro di lui e gli infuocò le mani, e quando sbatté i suoi pugni contro il Satellite, scatenò una grossa esplosione.
Il dispositivo d'allarme non era del tutto distrutto, e sparò un Laser Magitek che Sabin riuscì ad evitare, seguito poi da un missile. Interceptor saltò davanti al suo padrone, subendo il colpo, e il missile gli esplose in faccia. Nonostante ciò, stava bene, a parte un po' di pelo bruciacchiato, e caricò il Satellite prima di distruggerlo a morsi. ''Bravo cane.'' disse Shadow, accarezzando Interceptor.
''Questa è una tecnica che ho appreso col tempo, se lo vuoi sapere.'' disse Sabin, e Shadow sembrava quasi impressionato.
Oltre il ponte che attraversava il fiume, Sabin vide un enorme castello, e a poca distanza da esso, una città piuttosto grande. Notò anche che dei soldati stavano cercando di assediare il castello. ''Questo dev'essere il Castello di Doma, e la capitale non è lontana. Sono preoccupato, l'Impero sta attaccando.'' disse.
''Nasconditi, Sabin!'' esclamò Shadow, trascinando Sabin dietro una pila di casse.
Attento a non farsi scoprire, il monaco sporse la testa per vedere meglio. Un soldato imperiale stava parlando con un'altro uomo, di sicuro uno dei suoi superiori, Leo Cristophe. Era alto, con la pelle scura(2), occhi marrone scuro e capelli corti e biondi, e indossava una giacca da militare verde con motivi gialli, spallacci blu e stivali blu. ''Generale Leo! I domeani si sono rifugiati nel castello!'' disse il soldato.
Leo era pensieroso. ''Capisco. È la loro strategia difensiva preferita.'' disse.
''Generale, al suo ordine, siamo pronti per dare l'assalto al castello.''
Ciò che disse Leo sorprese Sabin. ''Abbi pazienza! Attaccare ora causerebbe troppe morti inutili.''
''Ma Generale, sono pronto a cedere la mia vita per l'Impero!'' protestò il soldato.
Leo mise le mani sulle spalle del soldato. ''Ascoltami. Vieni da Maranda, vero?'' il soldato annuì, e Sabin ricordò che Edgar gli aveva detto di cosa successe nella città di Maranda. Diciotto anni prima, la città venne conquistata e resa uno stato fantoccio dell'Impero, e di recente, i cittadini avevano protestato contro la brutalità delle guardie imperiali e volevano l'indipendenza, così l'Impero, sotto il comando di una certa generalessa, devastò Maranda, uccidendo molti innocenti e costringendo la maggior parte degli uomini a unirsi a loro. ''Se muori, dovrò dare la cattiva notizia alla tua famiglia. Cosa dovrò dire quando arriverò alla loro porta con la tua spada? Come potrò guardarli in faccia? Tu sei un'essere umano prima di un soldato, quindi non sacrificarti invano. L'Imperatore Gestahl non lo vorrebbe.'' disse.
A sentire queste parole, Sabin pensò che Leo si sarebbe subito guadagnato il suo rispetto, dato che era l'esatto opposto di Kefka. Un'altro soldato disse a Leo che l'Imperatore gli aveva inviato un piccione viaggiatore, e il generale entrò nella tenda dalla quale era uscito, lasciando il comando al soldato col quale aveva parlato.
(''Main Theme- Metal Gear Solid OST-s'')
***ATTENZIONE: QUESTA SCENA CONTIENE UNA STRAGE DI INNOCENTI. SE VI DISGUSTA, NON SIETE OBBLIGATI A LEGGERLA, PASSATE SEMPLICEMENTE ALLA PARTE SUCCESSIVA.***
Shadow uscì dal suo nascondiglio, ma fu costretto a tornarci perché aveva sentito la malvagia risata di Kefka. ''Non appena Leo se ne andrà, trasformerò quest'acqua in un fiume di veleno, e chi lo tocca sarà morto e sepolto!'' ridacchiò il pagliaccio, inorridendo sia Shadow che Sabin.
''Dobbiamo fermarlo!'' dichiarò Sabin, sul punto di passare all'azione.
''Stai fermo, Sabin! Ti farai ammazzare!'' gridò Shadow, afferrandolo per il polso.
''Se stare lì impalato significa condannare Doma al suo destino, allora mi dispiace, ma NON voglio farlo! Dobbiamo fermare Kefka prima che avveleni il fiume!'' replicò Sabin.
''E lo faremo, ma non così. Dobbiamo aspettare il momento giusto.''
Leo, sentendo la risata di Kefka, uscì dalla tenda. ''L'Imperatore mi ha convocato. In mia assenza, NON causare danni.'' disse.
''Sistemerò la faccenda molto più in fretta di quanto avresti fatto tu, vedrai!'' sbuffò Kefka.
''Non sacrifichiamo le vite dei nostri uomini.'' replicò Leo.
''Uccidiamo i nostri nemici e basta!'' gridò il pagliaccio.
''Kefka, non voglio niente di disumano in mia assenza! È vero che i Domeani sono nostri nemici, ma sono sempre esseri umani.'' disse il generale Leo, con tono di rimprovero.
''Non dobbiamo avere pietà per gli alleati della Resistenza. E comunque, non ho avuto mai pietà per alcunché.''
Disgustato e di cattivo umore, Leo ci rinunciò, e Kefka, ora al comando, ordinò a un soldato di preparare il veleno da gettare nel fiume, non curandosi dei soldati imperiali prigionieri nel Castello di Doma.
(''Boss Battle 2- Kid Icarus Uprising OST'')
(Obiettivo: Ferma Kefka prima che avveleni il fiume!)
''Sei DISUMANO!'' ruggì Sabin, il suo viso rosso di rabbia e con il sangue che gli ribolliva dentro.
Shadow concordò con lui. ''Questo è troppo, anche per uno come me!'' gridò.
Inseguirono Kefka e Sabin lo prese a pugni, ma il pazzo lanciò la magia Thunder, colpendoli.
''Resta qui! Cercherò di prendere il veleno!'' disse Sabin, inseguendo Kefka, che aveva ancora in mano la bottiglia di veleno. Nonostante riuscisse a colpirlo un paio di volte, l'uomo-pagliaccio non ne risentì e non rallentò. ''Aspetta, vigliacco!''
''Hai detto ''aspetta''? Credi che sia un cane che obbedisce agli ordini?'' ridacchiò Kefka. Il monaco si trovò alle prese anche con alcuni soldati dell'Impero armati di spade e asce, che lo rallentavano. Quando arrivò al fiume, il pagliaccio stappò leggermente la bottiglia. ''Non c'è musica quanto centinaia di voci che urlano di dolore all'unisono!'' gridò, la sua risata quasi uno strillo, e lanciò la bottiglia in alto.
''Nooooo!'' urlò Sabin, che correndo il più in fretta possibile, saltò lontano... ma fu tutto inutile. Gli sembrava di essere in slow motion. Il suo salto non aveva abbastanza slancio, e mancò di poco la bottiglia, che si stappò e il veleno cadde nel fiume, la cui acqua diventò di un viola inquietante, e oltre al danno la beffa: Kefka, vedendolo arrivare, sporse la gamba all'indietro e gli diede un calcio in faccia, poi se ne andò soddisfatto. L'artista marziale sbatté i pugni per la frustrazione mentre vedeva da lontano persone che soffocavano e morivano dopo aver bevuto l'acqua, e vide Shadow dietro di lui. ''Mi dispiace, Shadow... Ci ho provato...'' mormorò tristemente.
''Hai fatto quello che potevi. Non potevi fare niente di più.'' rispose Shadow, e i due, assieme a Interceptor, rimasero a guardare la macabra scena. Il concerto della morte di Kefka era iniziato, e il loro tentativo di fermarlo era fallito.
(***FINE SCENA DELL'AVVELENAMENTO DI DOMA***)
(''Boss Battle 2- Kid Icarus Uprising OST-s'')
Allo stesso tempo, mentre Sabin e Shadow erano nell'accampamento imperiale, le sentinelle di Doma nel castello, vestite di verde e azzurro, erano nel panico. ''È la fine, siamo spacciati!'' gridò una di loro.
(''Cyan's Theme- Final Fantasy VI OST'')
''Un momento! Non è ancora finita!'' gridò una voce. Un uomo di mezz'età alto e robusto uscì dalla sala del trono. Indossava un'armatura azzurra e nera con finiture dorate, spallacci bronzei e un mantello azzurro. I suoi capelli neri, legati in un'elegante coda di cavallo da una fascia blu, erano piuttosto lunghi, e quando sciolti, gli arrivavano alle spalle. I suoi spessi e ben curati baffi neri e alcune rughe sulla faccia indicavano la sua esperienza in battaglia, ma anche il suo bell'aspetto non toccato dalla sua età. Era Cyan Garamonde, leader dell'esercito di Doma e samurai al servizio del re, che reggeva una lunga lama curva, una katana.
''Cyan, signore! Che cosa ci suggerisce?'' chiese una delle due sentinelle.
''Se riusciamo a sconfiggere il comandante, il nemico batterà in ritirata. Lo cercherò sul campo di battaglia.'' disse Cyan, lasciando il castello.
''Buona fortuna, signore!'' dissero le sentinelle.
(Obiettivo: Uccidi il comandante nemico per fermare l'assalto dell'Impero!)
Personaggi:
Cyan
Alcuni soldati imperiali stavano cercando di arrampicarsi sulle mura del castello, senza successo, e un paio di essi attaccarono Cyan, ma lui, dopo anni di combattimento, era un vero e proprio veterano, e pur a cinquant'anni d'età, sembrava ancora essere al suo apice. Si imbatté nel comandante nemico, che cercò di colpirlo con la sua ascia, ma il samurai bloccò il colpo con la katana e lo colpì con un fendente orizzontale, poi si preparò a usare una tecnica di combattimento tipica dei samurai, il Bushido, dall'omonimo codice di morale dei samurai. ''Zanna!'' Affondò con forza la sua katana nel petto del comandante nemico e lo uccise, lasciandolo in una pozza nel suo sangue che gocciolava ancora dalla katana, che rimise nel fodero.
''Il comandante è caduto! Scappate!'' gridarono i soldati imperiali, dandosi alla fuga, e le sentinelle esultarono a gran voce. Cyan suggerì di rifugiarsi nel castello e tenere d'occhio il nemico per sicurezza.
(''Cyan's Theme- Final Fantasy VI OST-s'')
Qualche minuto dopo, Cyan era sulla torre di vedetta del castello con una sentinella, che disse che l'Impero stava per preparare un altro assalto, ma lui ignorò il messaggio, notando che l'acqua era strana. Rimase inorridito quando vide che delle persone nel castello stavano soffocando e morendo, alcune sentinelle caddero giù dalle torri e l'acqua era di un viola inquietante. ''Quello è... VELENO!'' gridò.
''Che vigliaccheria... Vergogna!'' sbottò la sentinella, la sua voce piena di disgusto.
(''Speedy Comet in Orbit- Super Mario Galaxy OST'')
(Obiettivo: Esplora il Castello di Doma e controlla se ci sono sopravvissuti!)
''Dobbiamo avvertire il Re! Presto!'' esclamò Cyan. Scese immediatamente le scale, seguito dalla sentinella, e aprì le porte della sala del trono, sperando che il re non fosse morto. ''Sua Altezza!'' gridò.
Il re era disteso a terra e dolorante, ma era ancora vivo. ''Chi... è...?'' gemette.
''Sono Cyan, sua Eccellenza!'' rispose Cyan, con un'inchino, e si inginocchiò.
''Oh, Cyan... la vista mi abbandona... non riesco a vedere il tuo volto...'' disse il re, tossendo pesantemente.
Il samurai vide alla sua destra un calice rotto, con un liquido viola, proprio quell'acqua avvelenata. ''Eccellenza! Dovete resistere!'' esclamò, sempre più preoccupato.
''Cyan, signore...'' mormorò la sentinella, inorridita.
''Vai a controllare se ci sono sopravvissuti nel castello, presto! Controlla anche se ci sono sopravvissuti in città!'' ordinò il samurai.
''Ricevuto!'' disse la sentinella, girando per le stanze.
''Cyan... hai difeso questo regno quando mio padre era ancora Re... Ti ringrazio per il tuo servizio... Perdonami... Non sono riuscito a proteggere il regno...'' gemette il re.
''No, risparmiate le forze, Eccellenza!'' gridò Cyan, sempre più nel panico.
''Sono preoccupato per la tua famiglia... va' da loro...'' mormorò il re.
''Eccellenza!'' gridò il samurai, vedendo il suo Re esalare il suo ultimo respiro, e resosi conto che era morto, corse subito da una parte all'altra del castello.
Oltre alla sua vita di guerriero, Cyan aveva una famiglia tutta sua, della quale aveva una foto all'interno del suo orologio da taschino, e stava pensando alla sua bella moglie Elayne e al loro giovane figlio, Owain, con gli stessi occhi azzurri e capelli biondi di sua madre. Voleva molto bene a loro, ma la sua vita di guerriero gli rendeva difficile stare con loro e lo aveva reso chiuso riguardo i suoi sentimenti, che faceva uscire solo quando era da solo, e a disagio con le manifestazioni d'affetto, perfino da parte di sua moglie, che voleva che lui fosse più aperto. Inoltre, a causa dello stile di vita tradizionalista della sua terra da 1200 anni (Doma non si era mai industrializzata), era tecnofobico, dato che non sapeva operare molto bene i dispositivi meccanici, e non gli piacevano in generale. ''Elayne! Owain! Dove siete?'' gridò, pieno di preoccupazione. Nessuna risposta. Solo un silenzio inquietante.
Dopo alcuni minuti di ricerca, si sentirono dei passi. Era la sentinella di prima. ''Cattive notizie, signore. Credo che siamo rimasti solo noi. Tutti i membri dell'esercito, i servi e i membri del personale sono morti, compreso il Re.'' disse, con tono afflitto.
Cyan ansimò per lo shock. ''E in città? Ci sono dei sopravvissuti?'' chiese.
''Sì, ma a causa del veleno, la popolazione è dimezzata. È un massacro totale. Mi dispiace, signore.'' rispose la sentinella.
Cyan non perse tempo e corse più veloce che poté verso la stanza dove risiedeva con la sua famiglia, alla destra della sala del trono, ma quando arrivò alla porta, l'ansia lo fermò, dato che non sapeva se Elayne e Owain fossero vivi.
(''Speedy Comet in Orbit- Super Mario Galaxy OST-s'')
***ATTENZIONE: LE SCENE DA QUESTO PUNTO IN POI SONO EMOTIVAMENTE INTENSE E PRESENTANO DESCRIZIONI GRAFICHE E DETTAGLIATE DI MORTI VIOLENTE. NON SIETE OBBLIGATI A LEGGERLE SE NON VOLETE, MA POTREBBERO ESSERE DISTURBANTI E TRAUMATIZZANTI PER I DEBOLI DI CUORE. SE QUESTE SCENE URTANO LA VOSTRA SENSIBILITÀ E NON CE LA FATE A LEGGERLE DEL TUTTO, SALTATE DIRETTAMENTE ALLA FINE.***
(''Warmth is Gone- Fire Emblem Fates OST'')
Esitante, Cyan aprì lentamente la porta, e quando entrò nella stanza, tutto ciò che successe dopo sembrò come se fosse al rallentatore. Vide Elayne distesa a terra, e sentì una fitta al cuore come se fosse stato preso a calci nell'inguine senza avere l'armatura addosso. ''No! ELAYNE!'' strillò, inginocchiandosi accanto al corpo di sua moglie, i cui occhi erano chiusi, e la strinse tra le braccia. ''Elayne, svegliati, te ne prego! Non lasciarmi!'' Nessuna risposta. ''Non puoi essere morta! No...!'' Le toccò la guancia e la sentì fredda, e il suo corpo era rigido come marmo. Era morta...
Il samurai aveva gli occhi pieni di lacrime che non riusciva a trattenere, non ora, e singhiozzava disperatamente, ormai vedovo. Aveva perso la sua amata moglie dopo anni felici insieme. ''Tutto questo... tutto questo è imperdonabile...'' mormorò. L'Impero non l'avrebbe passata liscia. All'improvviso, vide il corpo di Owain sul letto, e sperò che non fosse morto anche lui. ''OWAIN!''
Cyan corse subito verso il letto e tirò verso di sé la coperta lentamente, ma non appena fece ciò, gli si fermò il cuore come se fosse stato trafitto nel petto. Owain cadde dal letto, ai suoi piedi, in posizione supina. I suoi occhi erano aperti, ma erano vuoti e privi quella luce allegra tipica di ogni bambino, e fissavano senza vedere, suo padre, che lo prese in braccio. ''Figlio mio... No, no, no, no, no... No, non potete lasciarmi tutti e due...'' mormorò con voce roca e rotta. Sperava che non fosse vero, ma purtroppo, lo era. Anche Owain era morto, e l'incubo peggiore di ogni padre si era avverato.
''OWAIN! NOOOOOOOOOO!'' Cyan lanciò un'urlo straziante e lancinante che echeggiò per tutto il castello, e non gli importava che gli stesse lacerando la gola. Non era riuscito a salvare nessuno, nemmeno sua moglie o suo figlio. E Owain era troppo giovane per morire così, con tutta la vita davanti. Aveva solo sette anni. ''Perdonami... Ho fallito! Non sono riuscito a salvare nessuno... né te, ne tua madre, né tanto meno il re... Sono un fallimento! Non sono l'eroe che tu credevi! IO NON SONO NIENTE!'' singhiozzò, sbattendo ripetutamente i pugni a terra e contro il muro(3) mentre piangeva a gran voce e diverse lacrime cadevano sulle loro facce prive di vita. Mai più avrebbe ammesso a Elayne quanto la amava. Mai più avrebbe potuto dare al figlio lezioni di combattimento con spada, e mai più lo avrebbe potuto stringere tra le braccia.
(''Warmth is Gone- Fire Emblem Fates OST-s'')
(''The Unforgiven- Final Fantasy VI OST'')
Dopo minuti che sembravano ore, Cyan smise di singhiozzare, ma i suoi occhi erano ancora rossi e iniettati di sangue dal pianto, e la sua faccia era ancora piena di lacrime. Si rialzò e sfoderò la sua katana con un ruggito che non pareva nemmeno umano. ''NON LI PERDONERÒ MAI! L'IMPERO LA PAGHERÀ PER QUESTO!'' ringhiò, il suo corpo posseduto da una furia omicida sfrenata e inadulterata. La sua mente controllò il suo corpo, facendolo correre il più in fretta possibile verso l'accampamento dell'Impero a nord, desideroso di sterminare tutti quei soldati per quella vigliaccheria per poi unirsi a quei morti nell'aldilà.
I soldati imperiali attaccarono, ma avevano scelto la persona sbagliata con qui scherzare, e Cyan, spinto da quella furia omicida, combatté in modo spietato e cominciò a ucciderli in modi raccapriccianti: afferrò uno di loro per il collo e lo sbatté al suolo, facendogli perdere l'elmo, e gli spaccò la testa calpestandola. Ruppe il collo a un secondo soldato. Infilzò un temprale, un soldato imperiale armato di ascia e con armatura pesante, con la sua katana come fosse carne allo spiedo. Sgozzò un altro soldato. Decapitò un altro temprale. Tagliò un braccio a un altro soldato. A un altro ancora tranciò un'orecchio e un pezzo di naso, e addirittura, tranciò gli arti di un soldato, lasciandolo a morire dissanguato. ''NON AVRÒ NESSUNA PIETÀ PER VOI! CHI HA AVVELENATO IL FIUME?!'' ruggì. Stava scatenando un bagno di sangue nell'accampamento, e la sua armatura, così come il posto, era sporca del sangue dei suoi nemici, ma non si difendeva affatto, continuando a sferrare fendenti a destra e a manca senza mai parare i colpi.
''Sembra che quel guerriero sia sopravvissuto.'' disse Shadow, osservando la scena.
Sabin concordò con il suo compagno, ma rimase inorridito quando vide che Cyan era in svantaggio contro tutti questi soldati: un templare gli aveva fatto cadere la katana, e dietro il samurai c'erano delle casse, ma sembrava essere rassegnato al suo destino. ''Dobbiamo aiutarlo!'' gridò, equipaggiando gli artigli alle mani, e corse il più in fretta possibile per aiutare il samurai di Doma.
''Aspetta, Sabin!'' disse Shadow, ma il suo avvertimento venne ignorato, e senza altra scelta, lo seguì.
(Obiettivo: Aiuta Cyan a sconfiggere i soldati imperiali!)
Personaggi:
Sabin
Cyan
Shadow
''Teriaaaaa!'' gridò Sabin, lanciandosi sul templare proprio mentre stava per uccidere Cyan con la sua ascia, e lo colpì con un potente calcio volante che lo scaraventò via.(4) ''Lascia che ti aiuti!'' disse al samurai di Doma.
''Siete amico o nemico?'' chiese Cyan.
''Sono qui per darti una mano! Prendi!'' rispose il monaco, lanciandogli la katana in alto. Il samurai prese la sua arma al volo e sferrò un fendente in salto che mise fuori combattimento un soldato e un templare. Direttamente dietro di lui, Sabin sferrò un pugno e un calcio in testa a un soldato, facendogli cadere l'elmo, poi lo colpì con un calcio ad ascia sulla gola, immobilizzandolo e permettendo al suo alleato di finirlo con un fendente allo stomaco con la katana.
Shadow giunse subito dopo, lanciando uno shuriken a un altro soldato. ''Vi copro io.'' disse.
(Il samurai Cyan si è unito al gruppo!)
''Forza, dobbiamo lottare insieme!'' esclamò Sabin.
''Ero giunto alla stessa conclusione! All'attacco!'' gridò Cyan, e lo scontro continuò.
Un ufficiale dell'esercito imperiale colpì con la sua ascia l'artista marziale, che si riprese e sferrò una serie di calci che lo disarmò, mentre Shadow lanciava shuriken e coltelli contro i soldati. ''Lasciate fare a me!'' disse Sabin. Si abbassò ed eseguì una spaccata rotante che colpì tutti i nemici intorno a lui, e Shadow ne uccise due con il suo kunai. Cyan sferrò un'affondo che uccise un templare, e Sabin bloccò da dietro un'altro soldato in una morsa, poi lo spinse in un'altro attacco del mercenario ninja, anch'esso fatale.
''Ne arrivano altri!'' disse Shadow.
Sabin fece cadere a terra un'altro soldato imperiale e lo calpestò con entrambi i piedi, provocandogli un dolore tale che gli impedì di reagire, e Cyan ne approfittò per sgozzarlo. I soldati si misero in una formazione a riga, e Interceptor si lanciò alla carica, colpendone alcuni, ma non tutti, e venne colpito da un brutto calcio. Dopo ciò, i nemici si disposero a colonna.
''State indietro!'' gridò Sabin, che stava preparando una tecnica di Jujitsu. ''Cannone effluvium!'' Sporse le mani in avanti e sparò dai palmi un raggio di luce sacra che investì tutti i soldati nemici, e l'esplosione li scaraventò via.
(''The Unforgiven- Final Fantasy VI OST-s'')
Cyan, scioccato da ciò che aveva visto, quasi mollò la presa sulla sua katana. ''Cos'era quello?'' chiese.
''Te lo spiegherò dopo. Comunque, noi due facciamo una bella squadra insieme. Sono Sabin, dal regno di Figaro, e questi sono Shadow e il suo cane Interceptor.'' rispose Sabin.
''Vi ringrazio. Io sono Cyan Garamonde, di Doma. Piacere di conoscervi, tutti voi.'' disse Cyan, stringendogli la mano. ''Suppongo che abbiate testimoniato l'avvelenamento del fiume.''
''Così è stato. Usciamo di qui.'' disse Shadow.
''Devo vendicare i miei compatrioti e la mia famiglia! Se becco il responsabile, io...'' ringhiò Cyan, preso da una rabbia improvvisa, ma Sabin lo fermò afferrandogli il polso.
''Aspetta, Cyan. Capisco come ti senti, ho visto tutto anch'io, ma dobbiamo scappare! Ti prometto che vendicheremo le morti di questa tragedia, ma se non scappiamo, i soldati imperiali ci uccideranno!'' disse l'artista marziale. Guardò poi intorno a sé e quasi vomitò alla carneficina causata quasi del tutto da Cyan, con diversi cadaveri e masse di macchie di sangue sparsi ovunque, e c'erano anche alcuni arti e teste mozzate qua e là. ''Per di più, hai fatto un pasticcio qui. Guardati, sei tutto sporco di sangue! Dobbiamo uscire di qui!'' aggiunse.
(***FINE PARTI SCONSIGLIATE AI DEBOLI DI CUORE***)
Infatti, una voce gridò di averli visti, e i tre si rifugiarono dietro le casse. Sabin era sollevato di essere riuscito almeno a salvare Cyan, ma non c'era tempo per una pausa. Dovevano scappare al più presto.
A/N: Oh, no, che carneficina! Sabin ha incontrato Shadow, che lo sta aiutando a tornare a Narshe, ma Kefka ha avvelenato Doma, uccidendo tutti nel castello eccetto una sentinella e Cyan, che dopo aver perso la moglie e il figlio, si è unito al gruppo! Se questo capitolo potrebbe risultare un po' troppo lungo per voi, è perché avevo scelto di intrecciare la parte di Sabin e Shadow nell'accampamento e quella di Cyan nel castello di Doma facendole accadere allo stesso tempo, e non volevo dividere una piccola sezione di gioco in due capitoli. Inoltre, come ho già detto nel capitolo precedente, voglio dividere lo scenario di Sabin in tre parti. Detto questo, spero che la lunghezza (non ho mai scritto un capitolo più lungo di 5000 parole) non vi dispiaccia e che questo capitolo vi sia piaciuto! A presto.
(1): Nel gioco, Interceptor può subire e bloccare gli attacchi fisici (eccetto quelli imbloccabili) rivolti a Shadow e sferrare poi un potente contrattacco tra ''Assalto'' e ''Zanne selvagge'', che ignora le difese, e questo conta come stato alterato positivo invisibile, per cui, a causa di un bug con la magia blu Anatema, che fa a cambio di stati alterati con chi la riceve, Shadow può perdere permanentemente l'aiuto di Interceptor.
(2): Negli artwork di Amano, Leo ha la pelle scura, ma non negli sprite delle versioni fino al port per GBA. Questo è dovuto alle limitazioni tecniche riguardo i colore utilizzabili per i personaggi, ma nei port successivi a questo e negli spin-off, la sua pelle negli sprite venne resa più scura, seppure non quanto negli artwork, e visto che Leo è brevemente utilizzabile, questo lo rende il primo personaggio di colore giocabile nella serie, seguito poi da Barret di Final Fantasy VII.
(3): In Metal Gear Solid, nel finale non canonico in cui Meryl muore perché Snake ha ceduto alla tortura di Ocelot, ha una reazione molto simile, esprimendo il suo senso di colpa in preda alle lacrime dopo aver trovato il suo corpo senza vita.
(4): Questo grido di battaglia viene dalla Sonic Adventure 2, quando Sonic distrugge l'Egg Golem nella Dark Story. Il calcio volante è invece ispirato a una scena in Kingdom Hearts III, dove Hayner, un ragazzo di Crepuscopoli, tenta di attaccare Ansem, Studioso dell'Oscurità (quello falso e l'Heartless di Xehanort), con un calcio, senza successo.
