A/N: Ehi, ragazzi! Nel capitolo precedente, Terra, Edgar, Banon e Arvis sono andati a parlare con l'Anziano di Narshe, e sono anche arrivati Sabin, Locke e i loro nuovi alleati, Cyan, Gau e Celes. Grazie alle informazioni ricevute da Celes, Locke ha informato che l'Impero stava per attaccare Narshe, e la Resistenza ha lottato per proteggere l'Esper congelato, sconfiggendo Kefka e il suo esercito e costringendolo alla fuga. Tuttavia, dopo che Terra e l'Esper hanno interagito, si è trasformata ed è volata via, così Edgar, Sabin, Locke, Celes e gli altri, partono per cercarla, mentre Banon e Arvis rimangono a proteggere l'Esper. Vediamo cosa succederà adesso.
Capitolo 12: Tristi ricordi
(Obiettivo: Cerca Terra a Figaro e Kohlingen.)
Personaggi:
Locke
Celes
Edgar
Sabin
Mog
Cyan
Gau
Prima di lasciare Narshe, Cyan andò a parlare con le guardie per rassicurarle che si potevano fidare di Terra e Celes, e la ricerca iniziò. I sette membri della Resistenza che erano partiti per cercarla sapevano che Terra era forte, ma erano comunque preoccupati. A un tratto, si sentì un suono, e quando Sabin guardò basso, sussultò. C'era un grosso scoiattolo arancione, con una ghianda in mano. ''Non quello! Non gli scoiattopatici!'' gridò, afferrandolo e stringendolo nel suo pugno così forte da spezzargli le ossa.
Cyan non era impressionato da quella scena. ''Messer Sabin, vi spaventate così tanto per un misero scoiattolo?'' commentò.
''Sabin ha avuto un brutto episodio con gli scoiattopatici quando era piccolo. Quando aveva tre anni, uno di loro lo attaccò e gli morse il dito. Ciò gli lasciò molta impressione.'' spiegò Edgar.(1) ''Gli scoiattopatici farebbero di tutto solo per mangiarsi delle noci.''
Locke scoppiò a ridere. ''Sabin, che ha la tartaruga addominale, ha paura degli scoiattopatici? Starai scherzando!'' disse.
''Aspettate solo che lo diciamo a Terra, kupò, già mi immagino la sua reazione!'' disse Mog tra le risate.
''Non è divertente! Quei cosi quasi mi staccarono il dito!'' gridò Sabin, irritato da quella reazione.
''Non credo che sia una cosa bella da dire, Locke.'' disse Celes.
''Oh, non lo sapevo... scusa, Sabin.'' mormorò Locke.
''Non fa niente. Ma quando hai tre anni, sei molto fragile.'' rispose Sabin.
''Spero che Terra stia bene. È una maga forte, ma ha i suoi limiti.'' disse il cacciatore di tesori.
''Sono preoccupato...'' mormorò Gau.
''L'unica cosa che sappiamo è che è volata a ovest. Dobbiamo trovarla.'' aggiunse Cyan.
Il gruppo giunse presto nel deserto, intravedendo il castello di Figaro da lontano, e Gau emise un grido. Non era abituato a camminare sulla sabbia bollente.
''Mi sa che non sei mai andato oltre Mobliz, vero, Gau? Quando io avevo tre anni in meno di te, camminavo sulla sabbia del deserto a piedi nudi.'' disse Sabin, ridacchiando.
(''Return of the Warrior- Final Fantasy III DS OST'')
''Re Edgar! Siete tornato!'' esclamò la guardia all'ingresso.
''Siamo venuti qui perché dobbiamo cercare una nostra amica che è volata via a ovest.'' disse Edgar.
La guardia rivolse lo sguardo via dal re e vide Sabin, cosa che lo riempì di gioia. ''Principe Sabin! Finalmente siete a casa!'' gridò.
''Casa, dolce casa! Non vivo qui da dieci anni, vado a dare un'occhiata in giro. Cyan, Gau, venite con me.'' disse Sabin, entrando.
Gau sembrava piuttosto meravigliato da ciò che vide, mentre Cyan era stupito dalle dimensioni del castello, ma le tecnologie del posto, soprattutto della sala macchine, non lo facevano sentire a suo agio. ''Quanti macchinari ci sono qui?'' chiese, un po' nervoso.
''Rilassati, non ti fanno niente. Figaro è recente come regno, è stato stabilito solo 200 anni fa.'' gli disse Sabin. Mentre esplorava il castello, molti membri del personale si precipitarono per vederlo, si inchinarono a lui e alcuni gli diedero delle pacche sulle spalle, rimanendo sorpresi da quanto muscolo avesse messo su in tutti questi anni.
(''Return of the Warrior- Final Fantasy III DS OST-s'')
(''Piranha Plant Lullaby- Super Mario 64 OST'')
Quando tutti si raggrupparono, Edgar disse che si sarebbero riposati stanotte, poi sarebbero partiti per Kohlingen, e andò a dormire nella sua camera da letto, mentre Locke e Celes andarono a dormire nella torre occidentale assieme a Mog, e Cyan andò in una stanza più grande, portando con sé Gau e Sabin.
''Dovreste riposare, messer Gau.'' disse il samurai, mettendo Gau nel letto e iniziando a togliersi l'armatura.
Il ragazzo selvaggio sentì il materasso e la soffice coperta, che lo rilassavano. Non aveva mai dormito in un sacco a pelo o in una tenda, figurarsi in un letto, e quella sensazione lo fece sbadigliare. ''Che sonno...'' mormorò.
''Comodo, vero?'' chiese Cyan, avvolgendo il suo mantello attorno al corpo di Gau e rimboccandogli le coperte, coprendolo fino al collo. Il ragazzo annuì e si addormentò con un sorriso.
''Gau sembra sentirsi molto a suo agio in quel letto. Dopotutto, sembra che abbia sempre dormito a terra, e non è molto igienico.'' disse Sabin. Gli accarezzò la testa e notò che si era già addormentato. ''Guarda, sta già dormendo profondamente.''
''Buonanotte, messer Gau.'' sussurrò Cyan, accarezzando i capelli di Gau. In quel momento, gli tornò in mente Owain. Ricordava di come ogni notte prendeva in braccio il suo figlioletto per portarlo a letto e di come gli dava il bacio della buonanotte, e questo lo fece sorridere, per metà di tristezza per la nostalgia di quei felici ricordi, e per metà di felicità, rendendosi conto che Gau gli ricordava qualcosa di Owain.
''Cyan! Non ho mai visto un genuino sorriso sul tuo volto!'' disse Sabin, sorridendo anche lui.
''Vado a dormire. 'Notte, messer Sabin.''
''Buonanotte, Cyan. Buonanotte, Gau.'' disse Sabin, andando nella vecchia camera da letto che un tempo condivideva con Edgar nella torre orientale, situata al piano di sotto rispetto alla biblioteca e due piani sotto la camera del re, e cercò di addormentarsi.
(''Piranha Plant Lullaby- Super Mario 64 OST-s'')
Quella notte, Sabin non riuscì a dormire. Perso nei pensieri, uscì dalla torre e andò nel corridoio che conduceva alla sala del trono, e aprì il portone con un dito solo. Ancora si stupiva del fatto che nella sua infanzia e prima adolescenza non riusciva ad aprire il portone senza qualcuno dietro ad aiutarlo, e ora, una leggera spinta con il suo mignolo era sufficiente. ''Il castello non è cambiato molto...'' mormorò, sedendosi sul trono sinistro. ''Però, ora è tutto diverso... mamma e papà sono morti...'' Chiuse gli occhi e pensò a quella triste notte, dieci anni prima.
(''Coin Song- Final Fantasy VI OST'')
(Dieci anni prima...)
Un diciassettenne Sabin era nel corridoio, sentendo delle voci tra il personale. Le condizioni di salute di suo padre, il re Stewart, erano peggiorate.
''Stanotte, le sue condizioni di salute sono peggiorate ancora di più. È possibile che non ce la farà.'' disse una guardia al cancelliere. Altre guardie cominciarono a farsi domande su chi tra Edgar e Sabin dovesse succedere al trono dopo la morte del re, tutte domande iniziate dal popolo. Preoccupato, il gemello più giovane andò a parlare con Edgar per chiedergli cosa stesse succedendo, e lui, irritato, gli rinfacciò il fatto che il suo volto si stava smagrendo e sembrava scavato. Tutto ciò che sapeva è che l'Impero Gestahliano lo aveva avvelenato.
Per due giorni interi, Sabin era così preoccupato per suo padre che non riuscì a dormire, ma stavolta, le cose sarebbero cambiate, e non per il meglio. Guardava dalla scalinata con il cuore che gli batteva all'impazzata nel petto mentre dei dottori controllavano il re assieme alla sacerdotessa. I dottori sembravano rattristati e delusi. ''Sacerdotessa, il re è... è morto.'' disse uno di loro.
Quando Sabin sentì quella frase, gli si fermò il cuore. ''Nooooo! Vi sbagliate! Non può essere!'' gridò, e corse giù per le scale piangendo. Tutti gli altri lo videro andarsene, e la sacerdotessa sembrava preoccupata.
Anche Edgar stava avendo problemi a dormire, e quando sentì le grida di Sabin, si rese conto che qualcosa non andava, e pur essendo ancora in pigiama, uscì dalla loro stanza e lo trovò in corridoio. ''Sabin, che succede?!'' gridò, preoccupato. Tuttavia, suo fratello corse via, salendo un'altra scalinata. ''Sabin! Sabin, aspettami!'' Non riuscì tenere il passo con lui, e quando chiese che cosa era successo, venne a sapere che il re era morto. La notizia era sconvolgente per lui, e non poteva biasimare il suo gemello per aver reagito in quel modo, anche se il loro padre era quello che lo disprezzava a causa della sua malattia genetica e della sua salute fragile, era sconvolto anche lui, ma doveva essere forte almeno per lui. Trovò suo fratello all'esterno, disperato come mai prima d'ora.
''Edgar... non può essere... perché?!'' singhiozzò Sabin.
''Oh, Sabin... Allora te l'hanno detto che papà non ce l'ha fatta. Mi dispiace davvero.'' disse Edgar tristemente, e vedendo il fratello annuire, gli mise una mano sulla spalla. La sacerdotessa uscì dalla porta.
''Edgar, Sabin, eccovi qua. Vostro padre ha detto che vorrebbe lasciare il regno di Figaro a tutti e due, per cui verrà diviso in due.'' disse.
Sabin si girò di scatto, con disgusto puro sulla sua faccia, e la sua disperazione era sostituita dalla rabbia, ma i suoi occhi azzurri erano ancora pieni di lacrime. ''Mi fate tutti schifo! Tutti sanno che l'Impero ha avvelenato papà, lo dicono tutti! Eppure tutti pensano solo a chi sarà il prossimo re! Nessuno è triste, nessun lutto, nessuna preparazione dei funerali, niente di niente!'' gridò. ''E non è importato a nessuno nemmeno che mamma è morta di parto dopo averci dato alla luce...''
A sentire quella frase, Edgar si rattristò. Dato che la loro madre, la regina Christiel, era morta di parto, non l'avevano mai conosciuta, e fu proprio questo a spingerlo verso le sue manie di donnaiolo, provandoci con tutte le donne possibili, da sua zia alla nutrice, dalla sacerdotessa alle serve, o a fare promesse di matrimonio alle bambine.(2)
La sacerdotessa venne colta alla sprovvista da quella frase. ''Non è vero-'' disse, venendo interrotta. Sabin, ancora più arrabbiato, sporse la mano in avanti, zittendola.
''Voi siete colpevoli proprio come loro! Siete tutti patetici, e mi fate tutti schifo! SCHIFO!'' urlò Sabin.
''Sabin...'' iniziò Edgar, ma nessun'altra parola arrivò alle sue labbra. Non sapeva cosa dire, sapendo che peggiorerebbe solo le cose, e lo lasciò a finire di sfogarsi.
''Impero di assassini...! Non la passeranno liscia!'' gridò il principe più giovane, tornando dentro e ricominciando a singhiozzare, e la sacerdotessa sembrava invecchiata di diversi anni per lo shock.
Il gemello più anziano decise che doveva affrontare la questione lui stesso. ''Sacerdotessa, ci lasci soli, per favore. Sabin è sconvolto, e ha bisogno di me. Non posso biasimarlo, ha sempre messo me e papà prima di sé, ignorando anche la sua salute fragile, ed è sempre stato più sensibile di me.'' disse, e la vecchia sacerdotessa, comprendendo che era una cosa importante, si fece da parte. Trovò il fratello in cima alla torre più alta, quella di vedetta, sospirò pesantemente e si inginocchiò, preparandosi a un'esplosione di pianto e allargando le braccia nel caso in cui accadesse. E ciò accadde. Sotto la luce lunare che imbiancava la sabbia del deserto, Sabin scoppiò di nuovo in lacrime e si gettò tra le braccia del fratello maggiore, piangendo sulla sua spalla. Edgar poté solo abbracciarlo stretto e accarezzargli i capelli nel tentativo di consolarlo, pur sapendo che non sarebbe cambiato nulla. ''Shhhhh... andrà tutto bene, Sabin... non piangere...'' sussurrò.
''Perché, Edgar, perché?! Perché papà doveva lasciarci? Non mi importa nemmeno se per diciassette anni della mia vita mi ha disprezzato per il mio fisico!'' singhiozzò Sabin.
Per Edgar, questa domanda fu come un colpo al cuore. ''Vorrei tanto saperlo, fratellino, ma non vorrei turbarti ancora di più.'' disse, e iniziò a pensare alla loro vita passata.
Tutti sapevano che il re Stewart Figaro, pur non essendo una cattiva persona o un cattivo re, era un uomo burbero che odiava la debolezza, e non si rapportò mai al figlio più giovane, ignorandolo, non dandogli mai attenzioni positive e disprezzandolo perché odiava il fatto che avesse un corpo flaccido, debole e fragile e una salute cagionevole, dato che a volte, quando inciampava e cadeva, finiva per stirarsi i muscoli o rompersi un paio di ossa delle gambe, e quando le sue condizioni di salute diventavano precarie, perdeva i sensi per ore, tutto a causa di quello stramaledetto difetto genetico ereditario che ereditò da suo zio Francis e da suo nonno. Insomma, non aveva un fisico che doveva rispecchiare un principe.
A otto anni, nel tentativo di contrastare la sua debolezza fisica e invertire la tendenza, il principe più giovane diventò allievo del più grande maestro di arti marziali del mondo, Duncan Harcourt, ma non lo rivelò a nessuno, nemmeno a suo fratello, dato che pensava che non approverebbero di tutto ciò, e malgrado i suoi sforzi, i suoi muscoli non volevano proprio svilupparsi, e la qualità della sua salute non accennò a migliorare. Disse qualcosa dell'allenamento solo a Edgar, ma era in gran parte una bugia, dicendo che stava prendendo lezioni private. A causa del tempo trascorso in addestramento o per le perdite di conoscenza quando spingeva il suo corpo ai limiti, Sabin tendeva a tornare al castello tardi o con qualche giorno di ritardo, e veniva spesso punito per essersi perso degli eventi della vita di corte, impedendogli di uscire per almeno due giorni.
Quando i principi presero parte alla Caccia del Formicaleone, entrambi riuscirono a superare l'esame, con Edgar che catturò il Formicaleone perché suo fratello lo aveva aiutato, ma Sabin aveva preso la febbre a esame in corso perché avevano passato il giorno prima a giocare sulla spiaggia di Kohlingen, e svenne quando tornarono a casa. Edgar si sentì in colpa e provava vergogna, sentendo di non aver averlo aiutato abbastanza, e come se non bastasse, il re mise in castigo il figlio più giovane per il suo ennesimo svenimento escludendolo dalla corte eccetto per i pasti. Questa, per il gemello più anziano, fu la goccia che fece traboccare il vaso: quando ciò venne annunciato, si arrabbiò ed ebbe una brutta discussione con suo padre davanti a tutta la corte, prendendo le difese di Sabin e accusandolo di trattarlo come un popolano di basso rango (la loro madre era una popolana lei stessa), e per punizione venne isolato per due giorni nella stanza che condivideva con Sabin. Da allora, il loro rapporto divenne teso, ma chissà perché, nonostante il modo in cui veniva trattato dal padre, Sabin si comportava come se niente fosse, cercando di placare le sempre più frequenti discussioni tra loro e difendendolo, dicendo che non ne valeva la pena. Edgar non sapeva come era possibile che Sabin, dopo tutto il trattamento ingiusto che aveva ricevuto, non provò mai rancore per nessuno, nemmeno per suo padre, ed era sempre rimasto un ragazzo innocente, gentile, puro di cuore e premuroso che sacrificava sempre se stesso e vedeva la famiglia come la cosa più importante del mondo.
Dopo alcuni minuti, Sabin smise di singhiozzare, ma piangeva ancora. ''Andiamo via di qui! Dimentichiamoci di questo assurdo regno di pazzi e viviamo la vita come vogliamo! Hai detto pure tu che non ti importa di essere re, no?'' disse.
Edgar sentì che concordava con lui, ma se nessuno succedeva al re deceduto, la dinastia si estinguerebbe. ''Questo è vero, ma che succederebbe se ce ne andassimo entrambi? Se nessuno di noi prende il posto sul trono, sarà la fine per Figaro, e papà non lo vorrebbe.'' disse.
''E allora chi di noi diventerà re? Molti dicono che dovresti essere tu il re perché sei il maggiore tra noi.'' chiese Sabin.
Il fratello maggiore, asciugando le lacrime di Sabin, tirò fuori una moneta che brillava sotto la luce della luna, reggendola tra il pollice e l'indice. ''Sabin, risolveremo la questione con il lancio di una moneta. Me l'ha data papà prima di morire. Se esce testa, vinci tu. Se esce croce, vinco io. Chi vince deciderà la sua strada, senza rimorsi né rimpianti. Va bene?'' chiese.
Sabin annuì. ''D'accordo.''
''Perfetto. Adesso lancerò la moneta. Sei pronto?''
''Sono pronto.''
''Bene. Uno... Due... Tre!''
Edgar lanciò la moneta in alto. Essa fece diversi giri in aria, prima di tornare sulla sua mano, che chiuse immediatamente e poi la riaprì per controllare il lato esposto. C'era mostrato il volto di un re di Figaro. ''Sabin, hai vinto tu. È uscita testa.'' disse.
(Fine flashback)
''E così, tu scegliesti la libertà.'' disse una voce. Sabin si spaventò e quasi cadde dal trono. Nella tenda alla sua destra, c'era Edgar, anche lui in pigiama. ''Sono passati dieci anni, e sei cambiato un sacco. Dal tuo fisico sei passato dall'essere un gamberetto a un'aragosta gigante!'' disse, uscendo allo scoperto.
''E tu sei il suo re granchio!'' replicò Sabin, e i due fratelli scoppiarono a ridere.
Edgar si sedette sul trono con un sospiro. ''Sabin... credi che papà sia fiero di me?'' chiese.
''Certo che lo sarebbe!'' rispose Sabin.
I due fratelli presero due calici e ci versarono dentro del vino. ''Brindiamo alla salute di due adulti un po' confusi! E a papà!'' disse il maggiore.
''E a mamma! E a tutta Figaro! Cin cin!'' concluse Sabin, e i due bevvero tutto il vino. ''Edgar, non riuscivi a dormire?''
''No, mi sono ricordato di così tante cose della nostra vita passata, e sembra che nemmeno tu sia riuscito a prendere sonno.'' rispose il re. ''Stavo pensando... se per quasi venti anni ti stavi allenando col Maestro Duncan, perché non hai detto niente a nessuno? Dicevi che stavi prendendo lezioni private.'' chiese poi.
''Lo erano. Ma papà non voleva che uscissimo molto, riteneva che stare troppo tempo fuori dal castello significasse negligenza, e per questo motivo non andavamo mai in missioni di ricognizione o incontri diplomatici. In parte capivo perché, il castello è nel bel mezzo del deserto e la capitale si trova oltre la caverna, ma conosciamo la strada a memoria. Inoltre, non voleva che ci associassimo troppo ai popolani. Devi sapere che prima di compiere quattordici anni, spingevo il mio corpo ai limiti durante l'allenamento col Maestro Duncan: anche quando concedeva le pause, non mi fermavo. Non mi lamentavo mai della mia malattia genetica prima della morte di nostro padre, ma pensavo che sottomettendomi a questo severo programma di addestramento, potevo invertire la tendenza.'' rispose Sabin.
''Sabin!'' esclamò Edgar, inorridito.
''Che c'è?'' chiese l'artista marziale.
''Capisco ciò che hai detto, ma questo è suicidio! A volte non tornasti a casa per due giorni di fila! Ho perso il conto delle volte in cui mi preoccupavo per te perché non tornavi la sera, o nemmeno il giorno dopo, e a volte venivo a sapere che avevi perso i sensi per due giorni interi!'' rispose il fratello maggiore, in tono severo.
Sabin abbassò la testa. ''Lo so. Forse sono stato egoista a passare tutto questo tempo fuori a rinforzare il mio fisico per contrastare quella stupida malattia genetica e lasciandovi nel castello. Per non parlare del fatto che per la mia voglia di rinunciare al trono, ho lasciato tutto a te.'' disse.
''No, Sabin. Non è egoismo. Hai sempre pensato agli altri prima di te stesso e non ti sei mai lamentato in pubblico del tuo difetto genetico. Il tuo addestramento ha dato i suoi frutti quando sei diventato adulto, e prendermi tutte le responsabilità è stata una mia scelta. Tra l'altro, penso che le ragazze potrebbero preferire te a me.'' rispose Edgar.
''Che vuoi dire?''
''Guardati. Non solo sei bello come me, ma sei molto muscoloso. C'hai pure gli addominali scolpiti, sono ben visibili anche se indossi la canotta o il pigiama. Per non parlare della tua barba. Sembri molto più virile di me.''
''A proposito, quando io e Cyan eravamo a Nikeah, una ballerina nella taverna aveva provato a flirtare con noi. Cyan l'ha presa male, soprattutto perché è rimasto vedovo, ma io non ci ho dato peso. Il Maestro Duncan, durante l'addestramento, insegnava ai suoi allievi anche a non cedere alla tentazione per evitare di venire sedotti e non commettere peccati. Sono certo che se non ci è riuscita quella ballerina, non ci riuscirebbe neanche una lamia.(3)''
''A proposito del Maestro Duncan, cosa gli è successo? Quando è stato ucciso?'' chiese Edgar.
(''Coin Song- Final Fantasy VI OST-s'')
Sabin sospirò pesantemente, ma rispose. ''Vargas lo ha ucciso tre giorni fa. È successo di mattina, il giorno dopo l'assedio a Narshe. Ho salvato te, Terra e Locke il giorno dopo che hai fatto scappare Terra nel cuore della notte.'' disse. ''Se per caso hai visto la cabina a nord di Figaro Sud, sono certo che ti sei chiesto se vivevo qui.''
''Sì. In quella casetta, ho riconosciuto i tuoi fiori preferiti, i piatti che usavi sempre e il tè che adoravi bere. Ci siamo anche imbattuti in un dojo, quando abbiamo notato le condizioni del posto.'' disse.
''Il Maestro Duncan vive a Figaro Sud, e Locke ha detto che aveva incontrato sua moglie mentre metteva i bastoni tra le ruote all'Impero, ma quella cabina vicino alla città è il luogo in cui sottopone i suoi allievi. Dopo aver lasciato il castello, mi sono trasferito lì e ho vissuto con lui. Pur essendo vecchio, il Maestro era un tipo tosto che dimostra sempre perché è il più grande maestro di arti marziali del mondo. Visto che nostro padre era poco presente nella mia vita e le poche attenzioni che mi dava erano negative, e che non abbiamo mai conosciuto nostra madre, vedevo il Maestro Duncan come il mio secondo padre, una figura paterna. Pur avendo un figlio al quale intendeva lasciare il dojo dopo il suo ritiro, si affezionò a me. Adorava la mia determinazione, che mi rese il suo migliore allievo, ma si preoccupava molto per me, soprattutto quando perdevo i sensi dopo essermi spinto troppo oltre nei primi cinque anni insieme. Vargas era un suo grande allievo, ma era invidioso e geloso di me, ed era anche arrogante, si pavoneggiava solo perché era suo figlio, e dato che io lo avevo sorpassato, credeva che suo padre avrebbe lasciato il dojo a me, e non a lui, ma io lo conoscevo bene e sapevo che non lo avrebbe fatto. Vargas lo aveva ucciso mentre ero assente, quando ero andato a comprare un po' di cibo per noi.''
(Tre giorni prima...)
(''Apt. 102- Kirby's Epic Yarn OST'')
Sabin sentì il canto di un gallo e si svegliò, vedendo il cielo di un colore giallo misto all'azzurro, indicando che era l'alba. Si vestì velocemente e andò in cucina, dove trovò il Maestro Duncan ad aspettarlo. I suoi capelli erano lunghi e folti, e aveva anche barba e baffi. Pur avendo una certa età, era ancora forte come in gioventù e piuttosto muscoloso. Tempo prima, quando Sabin aveva incontrato Banon, aveva notato una certa somiglianza nei due nell'aspetto fisico, portandolo a chiedersi se fossero imparentati o qualcosa del genere.(4) ''Buongiorno, Maestro!'' disse al suo insegnante.
''Oh, buongiorno, Sabin! Sei arrivato giusto in tempo per la colazione. Il tè è pronto.'' lo salutò Duncan. Quando finirono di bere il tè, era preoccupato. ''Ascoltami, ragazzo mio. Sono preoccupato riguardo Vargas.''
''Perché? Che è successo?'' chiese Sabin.
''È distaccato e se la prende con me da un po' di tempo. Mi ha accusato di favorire te.'' rispose Duncan.
''Ma questo non è vero! Io vi conosco, e Vargas è vostro figlio, avete sempre reso chiaro che volete lasciare a lui il dojo in eredità dopo il vostro ritiro!'' esclamò l'allievo.
''Lo so, ma non mi ascolta. Ho anche notato che da quasi un anno non è concentrato nelle mie lezioni, e non stava facendo molti progressi. Inoltre, da qualche anno non si sta comportando bene con gli altri studenti, credendosi chissà chi solo perché è mio figlio, e quando non riesce a raggiungere l'obiettivo, dà sempre la colpa a me o agli altri, e questo mi irrita.'' disse il maestro.
Sabin ebbe come l'impressione che qualcuno li stesse fissando, ma pensò che non fosse nessuno di importante. ''Forse è geloso di me perché sono il vostro miglior studente.'' disse.
''Può darsi. Non fraintendermi, ha un grande potenziale, è un buon studente e voglio comunque tramandargli il dojo, ma da un po' di tempo sembra che stia cedendo all'invidia e alla superbia.''
''L'ho notato anch'io. Mi guarda in cagnesco da quando saltò all'occhio che sono il vostro studente migliore, e questo va avanti da anni. Quando come esercizio dovevamo scalare il Monte Koltz, e a nove anni io riuscì ad arrivare in cima, lo sentì gridare com'era possibile che uno flaccido e debole come me ci fosse riuscito, e questa fu l'ultima cosa che sentì prima di svenire. Non può continuare così ancora per sempre.''
Sia maestro che allievo erano preoccupati da tutto ciò. ''Hai ragione. Comunque, non abbiamo cibo. Potresti andare a Figaro Sud a prenderne un po'?'' chiese Duncan.
''Certamente! Tornerò tra poco.'' rispose Sabin.
''Bene, grazie, Sabin. Ci vediamo tra poco.'' disse il vecchio maestro di arti marziali, mentre il suo allievo lasciò la casetta.
(''Apt. 102- Kirby's Epic Yarn OST-s'')
(''ACDC Town- Mega Man Battle Network 2 OST'')
Uscito dalla casetta, fece jogging mentre si dirigeva in città, e sorrise mentre sentiva la brezza lungo il suo codino. Era sempre stato un tipo mattiniero, e gli piaceva molto la vita all'aperto. Mentre guardava le lepri erbine saltellare tra gli steli d'erba, mise una mano sulla tasca dei suoi pantaloni e tirò fuori una cintura nera, guardandola orgogliosamente: rappresentava il rango più alto delle arti marziali, e il Maestro Duncan gliel'aveva data cinque mesi prima. Se la legò alla cintola, sopra la sua fascia verde, andò a Figaro Sud e comprò un po' di cibo al negozio della città, portando tutto in una busta. Essendo membro della Resistenza da un mese dopo aver rinunciato al trono, l'artista marziale seguiva attentamente tutto da lontano, prendendo parte del gruppo sia per vendicarsi dell'Impero Gestahliano che aveva ucciso suo padre, sia perché era preoccupato per suo fratello, soprattutto quando venne a sapere che aveva stretto un'alleanza con l'Impero, ma Banon gli spiegò subito che era un'alleanza finta, e che era con loro.
Quando tornò alla cabina, gli parve l'impressione di sentire dei rumori strani, come oggetti rotti e suoni e altri suoni simili a uno che stava picchiando qualcuno, ma pensò che fosse solo la sua immaginazione. ''Maestro Duncan, sono tornato!'' chiamò. Non sentì nulla, e così bussò alla porta, ma non cambiò nulla, e cominciò a preoccuparsi seriamente. Aveva già perso suo padre dieci anni prima, e non voleva perdere anche lui.
''Maestro Duncan? Mi sentite?'' chiese. Nessuna risposta, solo un silenzio sinistro. Esitante, il monaco aprì la porta, appoggiò la busta a terra, tirò fuori tutto il cibo che c'era dentro e lo mise in frigo.
(''ACDC Town- Mega Man Battle Network 2 OST-s'')
Quando si girò e alzò lo sguardo, Sabin rimase così inorridito che per poco non sbatté la testa contro il frigorifero. ''Cosa diamine è successo qui?! Eppure sono uscito solo dieci minuti!'' gridò. I mobili erano rovesciati, il tavolo, alcuni vasi e l'argenteria, compresi i piatti, erano rotti, c'erano delle macchie di sangue sulle pareti e sul pavimento, e la casa in generale era in disordine. Gli sembrava come se fosse successo un terremoto, e con il cuore che gli batteva forte, controllò ogni stanza, ma non trovò niente se non altro disordine. ''Maestro Duncan! Dove siete, Maestro?!''
(''Sorrows Of Parting-Final Fantasy V OST'')
Quando Sabin arrivò nella stanza dove c'era il dojo, gli venne quasi un'infarto. La sala addestramento era in condizioni peggiori di ogni altra stanza: le tende erano strappate, diverse macchie di sangue erano sparse ovunque, soprattutto sul muro, i mobili e l'attrezzatura di addestramento erano rovesciati o rotti, e anche le finestre erano rotte, con pezzi di vetro sparsi per la stanza, e l'argenteria irriconoscibile, distrutta in minuscoli frammenti. Ma la cosa che provocò la sua reazione più di tutte era il corpo del Maestro Duncan, seduto sul pavimento davanti al muro nel suo stesso sangue, e senza esitare, corse subito verso di lui e lo scosse.
''Maestro Duncan! State bene?! Avanti, svegliatevi!'' gridò il giovane, nel panico. Si sedette, sollevò il corpo del suo maestro e lo appoggiò sulle sue gambe, rimanendo ancora più allarmato a vedere le sue terribili condizioni. I suoi capelli erano tutti arruffati, i suoi vestiti erano strappati a tal punto che il suo petto era scoperto, con dei tagli sanguinanti e altri tagli più piccoli gli ricoprirono le braccia. Tuttavia, la sua faccia era messa peggio di tutto il resto, con lividi ed ematomi grandi e piccoli ovunque, che gli ricoprivano completamente le guance, sangue che gli colava dalla fronte ed entrambi gli occhi neri, con lividi grossi come palle.
Con il cuore a mille, Sabin fece una serie di compressioni sul petto del suo maestro, come gli aveva insegnato. ''Eddai, avanti! Rispondetemi, Maestro! No! Non lasciatemi, vi prego!'' gemette. Non accadde nulla, e cominciò a piangere. Il suo maestro, colui che lo capiva meglio a parte Edgar, la sua figura paterna, il suo secondo padre, era morto, e a giudicare dallo stato della cabina, doveva essere stato un omicidio. Dopo un paio di minuti, smise di piangere, tolse il sangue dalla faccia del maestro e vide una fascia insanguinata. La riconobbe. Era la fascia di Vargas, e questo significava soltanto una cosa: lo aveva assassinato lui. Probabilmente, doveva aver origliato la conversazione, ma non per intero, e questo avrebbe potuto spingerlo a fare quel gesto crudele. Questa realizzazione lo rese furioso all'idea che il suo compagno di corso avesse fatto una cosa del genere perché era geloso di lui.
''VARGAS!'' urlò.
(''Sorrows Of Parting-Final Fantasy V OST-s'')
(''The Encounter- Kingdom Hearts HD 2.5 ReMix OST'')
Sabin sentì che avrebbe potuto uccidere qualcuno, ma sapeva che il suo maestro non sarebbe contento se lo facesse, quindi, una volta uscito dalla cabina, fece dei respiri profondi, calmandosi un po', ma era ancora arrabbiato. Incontrò un uomo anziano, che era un vecchio amico del maestro di arti marziali, e gli chiese di ripulire tutto l'ambaradam nella casa e dove fosse Vargas, scoprendo che era sul Monte Koltz. Mentre si arrampicava sulla montagna, intravide Edgar, e sorrise al pensiero di rivedere il fratello dopo dieci anni. Vide anche che assieme a lui c'erano un'altro uomo e una ragazza, e lo riconobbe come Locke, dato che Banon gli aveva parlato di lui, dicendo che era un'amico di Edgar, ma riguardo la ragazza, sapeva che era l'ex soldatessa imperiale che in meno di tre minuti distrusse cinquanta Blindati Magitek, come gli aveva detto Banon. Continuò a tenerli d'occhio, senza farsi vedere, ma quando arrivò in cima, vide Vargas attaccarli. Questo lo riempì di rabbia, soprattutto quando lo vide ferirli gravemente con una tecnica speciale e una serie di pugni e calci, e questa fu l'ultima goccia. ''Basta così, Vargas!'' gridò, saltando giù e colpendo il suo compagno di corso con un potente calcio in faccia, pronto a proteggere il fratello.
(''The Encounter- Kingdom Hearts HD 2.5 ReMix OST-s'')
(Fine flashback)
''Mi dispiace, fratello mio. Forse avrei dovuto fare qualcosa di più.'' disse Edgar tristemente.
''Non importa.'' rispose Sabin. ''Ciò che importa è che ora siamo di nuovo insieme. Il Maestro Duncan non vorrebbe che io continui a piangere la sua morte, vorrebbe che io continuassi a combattere. Tu sei mio fratello, e non posso permettere che Kefka commetta altre atrocità dopo aver messo a fuoco il castello e cercato di ucciderti perché hai fatto scappare Terra, per non parlare del fatto che ha avvelenato Doma, portando via da Cyan tutto ciò che gli era caro, per cui continuerò a combattere con te e gli altri come membro della Resistenza.''
Edgar sorrise e abbracciò il fratello. ''Per tutto questo tempo hai avuto un bravissimo insegnante. Sono sicuro che sarebbe molto orgoglioso di te. Grazie, Sabin.''
''Ehi, non c'è di che. Hai sempre dato la precedenza a me che a te.'' disse Sabin.
''Sensazione reciproca.'' rispose il gemello maggiore. ''Avanti, dovremo andare a dormire. Dobbiamo essere pronti.''
''Va bene. Buonanotte, Edgar.''
''Buonanotte, Sabin.''
I due fratelli andarono nelle camere da letto situate dietro le tende e si addormentarono.
Il mattino dopo, il gruppo si riunì, e Gau sembrava eccitato, mentre Locke sembrava non aver dormito proprio. Parlarono con il vecchietto nella sala macchinari, che accettò di portarli al deserto presso Kohlingen. Durante la strada, dovettero affrontare un'avvoltoio, delle vespe, un lupo assetato di sangue, e perfino lo scheletro di un drago, e arrivati in città, Locke condusse tutti nella casa di un vecchio erborista che lo riconobbe. Nel piano di sotto, c'erano diversi vasi con delle rose rosse, e al centro, c'era un letto con il corpo senza vita di una giovane donna dai capelli blu, ma seppure sembrava morta da tempo, il suo corpo era preservato, impedendo la sua decomposizione.
''Rachel...'' mormorò Locke. Quasi in trance, condusse tutti nella casa a nord-ovest, mezza abbandonata, e guardò il pavimento. ''Non sono riuscito a proteggerla...''
''Di chi state parlando, messer Locke?'' chiese Cyan.
''Si tratta di quella donna?'' chiese Celes.
Il cacciatore di tesori sospirò. ''Sì. Rachel... era la mia fidanzata.'' disse.
''Cosa?! È successo qualcosa?'' chiese Sabin.
(''Forever Rachel- Final Fantasy VI OST'')
Locke si girò e cominciò a spiegare tutto. ''Vi racconto come è cominciato tutto. Mio padre era un cacciatore di tesori, e lo seguivo spesso nelle sue avventure. Dopo la sua morte, tuttavia, tutti a Kohlingen mi definivano un ladro da quattro soldi, ma Rachel era l'unica a non ritenermi tale. Ci innamorammo l'uno dell'altra, ma suo padre non approvò la nostra relazione, così, per cercare di dimostrargli di essere degno di lei, la portai all'avventura in una caverna in montagna. C'era un prezioso tesoro che volevo regalarle per il suo compleanno.'' disse.(5)
''Un'anello di fidanzamento?'' azzardò Edgar.
Il cacciatore di tesori venne preso alla sprovvista, ma annuì. ''Ok, mi hai beccato. Volevamo sposarci, ma quel giorno, quattro anni fa, cambiò tutto.''
(Quattro anni prima...)
''Locke! Cosa andiamo a cercare oggi?'' chiese Rachel, molto eccitata, mentre lei e Locke entravano nella caverna.
''Lo vedrai. Presto sarà il tuo...'' disse Locke, facendole l'occhiolino e facendo strada con la sua torcia. ''C'è un tesoro fantastico qui intorno. Deve essere in questa montagna.'' Proseguirono finché non giunsero a un ponte che divideva la caverna in due sezioni, ma esso cominciò a tremare. Il ponte era vecchio e instabile, e stava per crollare.
''Locke! Attento!'' gridò Rachel. Il cacciatore di tesori non fece in tempo a reagire, e la sua fidanzata lo spinse dall'altra parte. Ora era al sicuro, ma prima che Rachel potesse reagire, il ponte crollò, facendola cadere nel burrone.
''RACHEL!'' urlò Locke. Senza esitare, saltò giù e controllò le condizioni di Rachel. Era priva di sensi e con dei brutti lividi sanguinanti sulla fronte, ma era viva. La riportò a casa e rimase al suo capezzale dopo aver scoperto che era caduta in coma.
Qualche giorno dopo, Rachel si risvegliò. ''Rachel! Stai bene?'' chiese Locke.
La ragazza si guardò intorno confusamente. ''Non... non ricordo niente...'' mormorò.
Questa frase mandò in tilt il cervello di Locke. ''Cosa?! Vuoi dire che... hai perso la memoria?'' chiese, e Rachel annuì.
In quel momento, giunse il padre di Rachel, che in preda alla furia, lo afferrò per il colletto della giacca e lo sbatté fuori con un calcio nel sedere. ''Vattene via di qui! È colpa tua se Rachel ha perso la memoria!'' urlò, la sua voce così forte che poteva essere sentita da tutto il villaggio.
''Aspettate! Fatemi parlare con lei! Ha detto ''sì''! Avevamo intenzione di...'' gridò Locke, ma non riuscì a finire la frase.
Anche Rachel uscì. ''Ti prego, vattene! Non so chi sei, ma so che i miei genitori si arrabbiano ogni volta che vieni qui!'' disse. Il suo tono non aveva rabbia, ma sembrava spaventata, e suo padre chiuse la porta in faccia a Locke.
Il cacciatore di tesori rimase dov'era per molto tempo, finché un uomo non gli parlò. ''Locke, è meglio che tu te ne vada, per il bene di Rachel. Senza di te, si farà una nuova vita.'' disse.
Locke, dopo una serie di denigrazioni ricevute dai cittadini, lasciò Kohlingen avvilito. Un'anno dopo, tornò al villaggio, ora in fase di riparazione, e scoprì che in sua assenza, l'Impero Gestahliano aveva attaccato Kohlingen pochi giorni prima. Fortunatamente, non era stato conquistato, ma era stato gravemente danneggiato e doveva essere ricostruito. Quando però entrò a casa di Rachel, la trovò morta a causa di una ferita allo stomaco. Tutto quello che poteva fare era piangere sul suo cadavere. Portò il suo corpo dall'erborista, che accettò di preservarlo.
(Fine flashback)
''Venni così esiliato da Kohlingen, e quando tornai un'anno dopo, scoprì che Rachel era stata uccisa dai soldati imperiali quando avevano assediato il villaggio mentre non c'ero. Una vecchietta mi aveva detto che le era tornata la memoria prima di morire, e che l'ultima cosa che aveva detto era il mio nome, e il suo amore per me.'' disse Locke, con voce rotta.
Edgar, che sapeva già tutto, abbassò la testa tristemente. ''Quelle persone orribili, sempre loro, kupò!'' sbottò Mog.
Gau ascoltò tutto con tristezza. ''Mi dispiace...'' disse.
''Le mie condoglianze, messer Locke.'' disse Cyan.
Sabin aveva le lacrime agli occhi. ''È per questo che sei diventato un cacciatore di tesori? Ed è per questo che ti sei unito alla Resistenza?'' chiese.
''Sì. Da molto tempo si dice che esista un tesoro leggendario capace di far resuscitare i morti. Dicono che ha a che fare con la Fenice, il leggendario uccello di fuoco immortale. Sono parte della Resistenza da tre anni, e mi sono unito al gruppo per vendicarmi dell'Impero. Per colpa loro, ho perso la mia fidanzata, e da allora, cercavo di proteggere ogni donna che incontravo nella speranza di rimediare al mio errore.'' rispose Locke.
(''Forever Rachel- Final Fantasy VI OST-s'')
''Locke... mi dispiace, non lo sapevo...'' mormorò Celes, mettendogli una mano sulla spalla. Allo stesso tempo, si chiedeva se l'avesse salvata solo per redimersi dagli errori del suo passato.
''Non avrei dovuto lasciarla da sola, non me ne sarei dovuto andare... l'ho delusa...'' singhiozzò Locke. ''Non sappiamo nemmeno dov'è Terra, potrebbe esserle successo qualcosa di terribile. Forse ho deluso anche lei...''
''L'unico modo in cui potresti deludere Terra è non andare a cercarla!'' gridò Sabin. ''Quindi per favore, Locke, non è il momento di affliggersi per questo, dobbiamo continuare a cercare indizi!''
''Sabin!'' esclamò Locke.
''No. Sabin ha ragione. Non sappiamo dov'è Terra, ma sono certa che la troveremo, starà bene.'' disse Celes.
''Messer Sabin, incarnate gli esempi del Maestro Duncan, mi avevate parlato di lui.'' commentò Cyan.
''Ho imparato molto da lui. Era un po' vecchiotto, ma non c'era nessun maestro di arti marziali alla pari con lui, ed era un uomo saggio.'' disse Sabin.
''Dove andremo, kupò?'' chiese Mog.
''La nostra prossima opzione è andare a Jidoor, a sud di qui. Forse qualcuno di Kohlingen ha visto Terra volare in quella direzione. Però è un po' lontana. Suggerirei di prendere in prestito qualche chocobo.'' rispose Edgar.
A/N: Adesso abbiamo scoperto la storia dei fratelli Figaro e perché Locke è come lo conosciamo. Ricordi tristi, ma che servono per capire i personaggi. Ma dov'è Terra? E cosa potrebbe succederle? Scopritelo nel prossimo capitolo! A presto!
(1): Questo è spiegato nel manga basato sulla storia di Edgar e Sabin, e anche il profilo di Sabin dice che odia gli scoiattopatici. Gli scoiattopatici sono degli scoiattoli che appaiono come nemici in Final Fantasy V.
(2): Secondo il manga, le manie di donnaiolo di Edgar iniziarono proprio per la mancanza di figure materne dovuta alla morte della madre dopo aver partorito lui e Sabin, spingendolo fin dalla tenera età a cercare compagnia con le donne. Nel manga, viene anche mostrato che Christiel, la madre dei due gemelli, era una popolana.
(3): Le lamiae sono delle donne con la parte inferiore del corpo di serpente capaci di sedurre gli uomini. In Final Fantasy II, questo accade anche nella trama, dato che la principessa Hilda che Firion salva nella Dreadnought è in realtà una lamia regina.
(4): Lo sprite di Duncan è lo stesso di Banon, eccetto che entrambi hanno animazioni esclusive a uno dei due, pur avendo due serie di sprite distinte con tutte le animazioni di entrambi, e i colori sono diversi: i pantaloni di Duncan sono marroni anziché rossi, il suo mantello, i capelli, la barba e i baffi sono più scuri e le sue vesti sono blu scuro anziché verdi.
(5): Alcune di queste informazioni non sono citate nel gioco, ma dagli sviluppatori.
