A/N: Ehi, ragazzi! Nel capitolo precedente, i nostri eroi hanno raggiunto le statue della Triade della Discordia, ma sono arrivati troppo tardi: Kefka e Gestahl li hanno preceduti, e Kefka ha ordinato a Celes di uccidere il resto dei membri della Resistenza, che erano con lei. Tuttavia, Celes ha scelto di rimanere fedele a loro e ha pugnalato Kefka, che poi ha ucciso Gestahl e spostato le statue della Triade. Shadow è tornato per salvare Celes, e poi tutti sono scappati, mentre l'Apocalisse, causata da Kefka spostando le statue, ha distrutto il mondo, la Blackjack è stata distrutta e tutti sono stati separati. Cosa succederà a loro? E in che stato è il mondo? Scopriamolo!

ATTENZIONE: i temi di questo capitolo comprendono decadenza, morte e suicidio, e potrebbero urtare la vostra sensibilità. Anche i capitoli successivi potrebbero includere temi come questi. Si consiglia la discrezione del lettore.


Capitolo 26: Celes nel Mondo in Rovina

Un anno dopo...

''Passò un anno dall'Apocalisse. In questo mondo ormai squilibrato, terribili mostri erano ovunque, e Kefka aveva vinto. Era riuscito nel suo intento, e non c'era più nessuno a fermarlo. O forse sì, ma la gente lo temeva ora più che mai. Io e i miei compagni eravamo vivi, ma separati. Da qui cominciò la nostra ultima, disperata lotta contro Kefka, e cominciò con Celes...'' raccontò Mog.

Con l'Apocalisse, sembrava come se tutto fosse cambiato drasticamente. Gli uccelli sembravano avere difficoltà a volare, come se l'atmosfera si fosse rarefatta. Il mondo sembrava ridotto a un ammasso di arcipelaghi sparpagliati qua e là. Una piccola isola a sudovest, in particolare, era nel bel mezzo del nulla, senza altre isole attorno. A poca distanza dalla costa, c'era una piccola casa dall'aspetto fatiscente. I muri erano decadenti e sporchi, e il tetto sembrava abbastanza pericolante. Una misera casupola, insomma.

Nella catapecchia viveva un uomo sopravvissuto all'Apocalisse. Era Cid, ma sembrava cambiato notevolmente, quasi invecchiato, nonostante fosse passato solo un anno. Alcuni ciuffi dei suoi capelli rossicci si stavano lentamente ingrigendo, i suoi baffi erano spettinati, i suoi occhi erano stanchi e pesanti, i suoi movimenti erano deboli e non sembrava per niente sano, come se avesse trascurato il suo corpo e i suoi bisogni: aveva perso una quantità notevole di peso perché non mangiava abbastanza e sembrava notevolmente più magro. Le sue preoccupazioni erano su qualcos'altro, o meglio, qualcuno.

Al centro della stanza, c'era un letto con una giovane donna sopra. Non era altri che Celes Chere. Risvegliatosi su quell'isola solitaria, Cid aveva trovato Celes svenuta e l'aveva portata alla catapecchia per controllare le sue condizioni. Dopo aver fatto alcuni test, scoprì la terribile diagnosi: era in coma. Così, l'aveva appoggiata sul letto e l'aveva attaccata a dei macchinari, lasciandola vestita solo con l'intimo in modo che potessero funzionare bene, e i mesi passarono. Le aveva attaccato la flebo, i tubi e i vari macchinari in modo che le sue funzioni vitali fossero tenute sott'occhio fino al suo risveglio, come se fosse in ospedale in terapia intensiva. Probabilmente Celes avrebbe già compiuto diciannove anni in quel periodo. Non passava giorno in cui l'ex scienziato dell'Impero Gestahliano non la teneva d'occhio, passando infinite notti insonni a sperare nella sua sopravvivenza e a pregare, e con tutti i suoi sforzi, la sua salute ne stava cominciando a risentire.

(''Home- Undertale OST'')

Cid non era da solo, almeno per un po', dato che l'isola era abitata da altri sopravvissuti, ma questo fu solo temporaneo, e si ritrovò da solo a occuparsi della donna che era come una figlia per lui, soffrendo sia fisicamente che mentalmente. Mangiava poco, quasi non dormiva, non usciva di casa e malapena si guardava allo specchio. Le poche volte che lo faceva, ignorava completamente le grosse occhiaie sotto i suoi occhi iniettati di sangue, quasi non reggendosi in piedi più spesso che non e a volte svenendo per la stanchezza, e mentre faceva ciò, il suo stato fisico peggiorava. Dopo diversi mesi passati così, cominciò a non sentirsi bene, e quello che sembrava un banale colpo di tosse o un raffreddore peggiorò in breve tempo, con brividi, il febbrone e difficoltà a ingerire il cibo. A causa della sua perdita di peso, aveva dovuto cambiare il suo cappotto giallo preferito perché era diventato troppo magro, e di conseguenza, il cappotto gli stava troppo largo. Non gliene fregava nulla però, si preoccupava più della salute di Celes che della propria, e controllava con frequenza paranoica lo stato di Celes per vedere se era viva, sospirando di sollievo a vedere il suo petto salire e scendere con il suo respiro.

Tre giorni dopo essersi ammalato, Cid cominciava a perdere le speranze, e aveva appena scollegato tutto dal corpo privo di sensi. Troppo stanco per rimanere in piedi, si sedette così pesantemente che per poco non ruppe la sedia, e appoggiò la testa sulla scrivania, stremato. A un tratto, sentì degli sbadigli, e intontito dallo sfinimento, alzò lentamente lo sguardo alla sua sinistra e vide Celes. Si era appena svegliata, e si stava mettendo addosso i vestiti, che erano sul lato opposto del letto. Sollevato come mai nella sua vita e di nuovo forte, si inginocchiò sul letto. ''Oh, Celes! Ti sei svegliata, finalmente!'' esclamò, e i due si abbracciarono forte.

Celes si staccò ed emise un nuovo, rumoroso sbadiglio. ''Cid... Cos'è successo?'' chiese.

''Celes... Credevo che non ti saresti più svegliata.'' disse Cid.

''Mi sembra di aver dormito per secoli.'' disse Celes, guardandosi intorno confusamente.

''Un anno. Mi sono ritrovato qui dopo la distruzione del mondo, e ti ho trovata svenuta. Sei rimasta in coma per un anno intero.'' la corresse Cid.

''Un anno intero? E hai passato tutto questo tempo a occuparti di me?'' chiese Celes, e Cid annuì.

Vedendo che Cid sembrava reggersi a malapena in piedi, Celes si alzò dal letto bruscamente. Gli rivolse subito lo sguardo, notando le pessime condizioni in cui era. ''Cid, dimmi una cosa. Perché sei conciato così? Che ti è successo?'' gli chiese, preoccupata.

''Sei rimasta in coma per così tanto tempo che ho cominciato a perdere la speranza. Per tutto l'anno mi ero occupato di te mentre eri svenuta, e ho temuto il peggio. A dire la verità, ho passato così tanto tempo a tenerti d'occhio che non ho pensato a me stesso.'' rispose Cid.

La ragazza lo guardò come se avesse cento anni, stupita. ''Dove siamo?''

''Siamo su una piccola isola deserta.''

Celes ebbe una brutta sensazione nel suo stomaco. ''Dov'è Locke? Cos'è successo agli altri? Hai notizie dei miei amici?'' chiese.

(''Home- Undertale OST-s'')

Cid sospirò. ''Mi dispiace, ma non ho notizie di loro da quando avete lasciato Thamasa l'anno scorso. Per quanto ne so, forse questa è l'unica isola non affondata sotto il livello del mare, e forse siamo soli in questo mondo crudele.'' disse. ''Da quel fatidico giorno, il mondo ora sta sprofondando in rovina, giorno dopo giorno. L'erba non cresce più. Le piante si seccano e appassiscono. Gli animali sono agonizzanti e morenti o mutati. Il sole è meno luminoso di giorno e la luna emette a malapena luce per illuminare la notte. Mostri orribili e potentissimi sono ovunque, e molti sono stati mutati. Per un po' di tempo, non ero il solo qui, ma le persone che erano con noi hanno perso la speranza e si sono gettate una dopo l'altra dalla scogliera a nord per la pazzia dopo aver patito fame, sete e solitudine. Uno di loro era un mercante che era naufragato qui e aveva una mappa, me l'ha data prima di fare la stessa fine degli altri. Non l'ho guardata perché avevo altro a cui pensare, prendila tu.'' disse.

A sentire queste parole, Celes rabbrividì ed ebbe un nodo in gola. I suoi amici, Locke compreso, erano scomparsi chissà dove, e forse non erano nemmeno vivi. ''Quindi, potrebbero tutti essere già...'' mormorò.

Cid si avvicinò a Celes e le pose una mano sulla spalla e l'altra mano nella propria. ''Dai, Celes, non prenderla così male. Possiamo comunque vivere qui, insieme, in pace. Ti ho cresciuto come se fossi tua figlia, siamo famiglia, ormai.'' le disse.

''Immagino di sì, Cid.'' disse Celes. ''O dovrei dire... nonno? Ti va bene se ti chiamo così?''

Cid scoppiò a ridere. ''Oh, Celes, mi fai arrossire! Tutto d'un tratto ho una nipote!'' esclamò tra le risa, e anche Celes rise. Tuttavia, iniziò a tossire pesantemente.

''Nonno, che succede? Non ti senti bene?'' chiese Celes, preoccupata.

''Non mi sento molto bene. Tre giorni fa, mi sono ammalato mentre continuavo a occuparmi di te, e non ho mangiato nulla da quando mi sono ammalato.'' rispose Cid.

''Vuoi che ti porti qualcosa da mangiare?''

''Portami del pesce, non c'è altro che possiamo mangiare. E non arrivano molti pesci in questo periodo. Vai alla spiaggia, è vicina, e dei pesci dovrebbero nuotare accanto alla riva.''

''Ok, mi occuperò di te. Tieni duro, ok?''


(''Credits- Conker's Bad Fur Day OST'')

(Obiettivo: Prendi del pesce per Cid.)

Personaggi:

Celes

Celes non voleva credere alle parole di Cid, ma quando uscì dalla catapecchia, rimase inorridita a ciò che vide e si rese conto che aveva ragione. Nei prati non c'era più l'erba verde, lasciandoli di un orribile color cachi, il suolo sembrava come in un deserto, non c'erano più fiori, gli animali selvatici come i roditori sembravano morenti e agonizzanti, gli alberi erano morti e privi della maggior parte dei rami, sembrando come se fossero stati bruciati da un enorme incendio, e la vegetazione era avvizzita e morta. Notò anche che il cielo era arancione e rosso. Normalmente, dovrebbe essere così durante un tramonto o un alba, ma c'era qualcosa di strano. Poteva vedere il sole, ma la sua luce sembrava più fioca, più debole. Ma la cosa che le raggelò il sangue nelle vene era l'acqua. L'acqua non era più limpida e cristallina, ma era rossa come il sangue, e in più, aveva un odore terribile, come se fosse inquinata e sporca. Alcuni pesci giacevano sul bagnasciuga, così come i loro scheletri.

Era come se si fosse schiantata la luna(1), e vedendo quello schifo, Celes paragonò immediatamente quel mondo a un mondo post-apocalittico. Cercò di concentrarsi sul prendere i pesci per Cid, ma toccare l'acqua era troppo da sopportare, figuriamoci l'odore. Puzzava di putresceina, cadaverina, uova marce... insomma, per lei sembrava l'equivalente della cosa più disgustosa di sempre, perfino più disgustoso di Kefka quando la stuprò il giorno in cui si ribellò a lui. Ignorando quella sensazione orribile, prese i pesci più vicini e li portò a Cid. ''Nonno, ti ho preso del pesce. Tieni, mangia.'' gli disse.

''Grazie, Celes.'' disse Cid, prendendo le posate e cominciando a disossare e mangiare un pesce moderatamente lungo.

Passarono alcuni giorni, ma nonostante le cure di Celes, le condizioni di Cid non accennavano a migliorare. Tossiva sempre più pesantemente, sempre più spesso, e mostrava sempre più difficoltà a respirare. Una situazione difficile per Celes, che ogni tanto doveva anche convivere le sue ricerche di cibo con il difendersi da mostri mutati, tra cui anche draghi ridotti a scheletri per la mancanza di cibo. Non riusciva nemmeno a capire che cosa gli era successo, dato che Cid a malapena riusciva a concludere una frase senza un colpo di tosse, e la giovane non sapeva se si era preso una bronchite, una polmonite, un cancro ai polmoni o altre malattie respiratorie, e comunque non aveva le conoscenze mediche per saperlo. A un certo punto, Cid si rifiutò di mangiare.

Quando non era a procurarsi del cibo o a combattere contro dei mostri, Celes pensava ai suoi amici perduti. Guardò l'elenco con i membri della Resistenza e dovette segnare Banon e Leo come morti. Per quanto riguarda gli altri, li segnò con una matita con la scritta ''Scomparso/Scomparsa'' o ''Presunto Morto/Presunta Morta'', dato che da quel che ne sapeva, erano tutti morti. Guardò anche per la prima volta la mappa che le aveva dato Cid, e ciò che vide le fece rizzare i capelli. I tre continenti principali non esistevano più. C'era solo un continente principale nella parte meridionale della mappa, e Vector era completamente assente. Non c'erano nemmeno le montagne Sabre e il monte Koltz, ormai sommersi, e la Via del serpente che collegava Mobliz e Nikeah era sopra il livello del mare. Come aveva visto fuori, l'acqua era rosso sangue. Era intrappolata su un isola nel bel mezzo del nulla, da sola, con gli amici scomparsi e forse morti e senza una via d'uscita.

(''Credits- Conker's Bad Fur Day OST-s'')

''Celes... grazie per ciò che hai fatto per me...'' tossì Cid. Riusciva a malapena a parlare.

''Non potevo fare altro.'' disse Celes. ''Avanti, devi mangiare.''

''Ascoltami, devo dirti una cosa. Temo che non vivrò ancora per molto.'' disse Cid.

Celes spalancò gli occhi per lo shock. ''Nonno... che cosa vuoi dire?'' chiese.

''Sono malato. Io... io ho... ho il cancro ai polmoni. All'inizio pensavo che fosse solo tosse, ma poi è peggiorato subito. Fra poco, io morirò, e con me moriranno anche le mie scarse speranze di vedere Kefka sconfitto e il mondo ritornare in pace.'' ammise Cid.

''Cid...?''

''Non ce la faccio più...''

La visuale di Cid cominciò a diventare sempre più offuscata. Non riuscì nemmeno a muovere un muscolo, come se tutto il corpo si fosse irrigidito. ''Non puoi farmi questo...'' disse Celes.

''Non guardarmi così, Celes... Non ho molto tempo da vivere in questo nuovo mondo crudele...'' disse Cid, tossendo per l'ennesima volta.

''Non parlare, risparmia le forze.'' disse Celes.

''Ragazza mia, non pensare a me... pensa a te... Il mio incubo peggiore è pensare a te, perduta in quest'isola maledetta... Finché posso parlare, io... io voglio ringraziarti...'' mormorò Cid, con la voce soffocata.

''No, Cid, non morire... non c'è niente più e nessuno qui, non voglio perdere anche te...'' mormorò la donna, con un liquido che le pungeva gli occhi.

''Addio...''

Il corpo di Cid non si mosse più. I suoi occhi erano aperti, e il suo sguardo vuoto era diretto verso il soffitto sopra il letto su cui era steso.

''Nonno...? Che ti prende? Dai, apri gli occhi, non è divertente!'' disse Celes.

Ma non ci fu nessuna risposta. ''Cid...'' La donna scosse il corpo di Cid, che non reagì.

(''Celes' Theme- Final Fantasy VI OST'')

''No! NO! Avevi promesso che non mi avresti lasciata! Nonno, rispondimi! Dimmi che è tutto uno scherzo!'' gridò Celes, con le lacrime agli occhi. Il silenzio nella stanza era la prova che l'uomo che l'aveva cresciuta come un padre era morto. Incapace di guardarlo ancora, corse via piangendo. Non prestava assolutamente attenzione all'ambiente che la circondava, ma corse apparentemente alla cieca, senza sapere dove stava andando. Le sue gambe sembravano come se stessero andando in pilota automatico, e quando riaprì gli occhi, si accorse di essere sulla scogliera di cui parlava Cid, quella sul lato nord dell'isola.

Dalla cima della scogliera rocciosa, Celes poteva sentire il suono del mare mosso, con le onde che colpivano la roccia con forza. A un tratto, si fermò quando sentì un suono improvviso, come se qualcosa fosse stato schiacciato. Alzò il piede e arretrò per vedere cosa aveva calpestato.

Era una colomba. Aveva le ali rotte, e in più, era morta. Il puro uccello bianco simbolo di pace che giaceva senza vita sulla scogliera era il simbolo di un mondo oramai desolato e distrutto, dove la vita stava morendo, dove ogni speranza era perduta e dove gli umani erano stati sterminati, compresi forse i suoi amici, dei quali non aveva notizie, e anche Locke, colui che... stava davvero pensando questo? Si era davvero innamorata di lui?

Raggiunta la cima della scogliera, Celes ripensò a cosa aveva detto Cid a riguardo, di come tutti coloro che si erano arresi si erano gettati da lì. Si avvicinò al bordo, pensando a tutti. Locke non potrà più proteggerla. Terra, a cui teneva come una sorella, non potrà più contribuire a salvare il mondo. Mog non potrà più essere al suo fianco. Edgar non potrà più flirtare con le donne o fare battute con Locke. Sabin non potrà più portare con sé gli insegnamenti del Maestro Duncan, né aiutare suo fratello. Cyan, che finalmente l'aveva accettata pienamente, non potrà più combattere. Gau non potrà più avere una vita normale a parte quella nel Veldt. Setzer non potrà più scommettere su nulla. Relm non potrà più vivere il resto della sua infanzia, né diventare una pittrice professionista. Strago non potrà più tornare a Thamasa. Shadow non potrà più pareggiare i conti con Kefka. Arvis era probabilmente morto anche lui, lasciando i resti decimati della Resistenza senza leader per la seconda volta in due settimane. Perfino Umaro, nell'improbabile ipotesi della sua sopravvivenza, tornerebbe ad essere uno yeti spietato e bestiale senza Mog a tenerlo a bada, dato che era l'unico che poteva renderlo docile, e dubitava che fosse sopravvissuto. Banon e Leo erano già morti da tempo. Avrebbe potuto scappare da quell'isola che per lei risultava come una prigione, se solo avesse delle ali, ma non le aveva. ''Non c'è più nessuno... Nemmeno Locke, che ha promesso di proteggermi... Non posso più continuare così... La mia vita non ha più senso in questo mondo crudele...'' mormorò.

Incapace di affrontare o tollerare la situazione, Celes si avvicinò ancora di più al bordo della scogliera dal quale tutti coloro che erano su quell'isola si gettarono, togliendosi la vita. Era ormai convinta che non valeva la pena continuare a vivere da sola in un mondo così crudele. Pensò a Locke ancora una volta e si rese conto che non poteva più nascondere il suo amore per lui. Vivere senza lui così era come la notte senza stelle, come se al posto della primavera fosse arrivato l'autunno, anzi no, l'inverno, il freddo, ostile inverno, in cui il mondo appariva abbandonato, desolato. Pensava anche a Cid, colui che per anni era stato come un padre per lei e che ora era morto, chiedendosi se sarebbe sopravvissuto se avesse fatto di più.(2) Con un respiro profondo, si buttò giù dalla scogliera. Appena toccò l'acqua, silenzio.

(''Celes' Theme- Final Fantasy VI OST-s'')


(''Zelda's Lullaby- The Legend of Zelda: The Wind Waker OST'')

Quando Celes sentì i suoni delle onde, capì di non essere riuscita nel suo intento. Aprì gli occhi. Era di nuovo sulla spiaggia di prima. Sconfitta, si mise a sedere gemendo, e nella sua visuale annebbiata, vide un uccello. Un gabbiano era sulla sabbia, accanto a lei, e cinguettò mentre le toglieva le alghe dal volto. Sospirando rumorosamente, lei lo guardò. ''Sei stato tu a prenderti cura di me? Perché vorresti sprecare i tuoi sforzi ad aiutare una come me? Io ho già perso tutta la speranza...'' mormorò con voce rotta. Voleva piangere, ma sentiva che non poteva.

Il gabbiano le mordicchiò delicatamente un orecchio con il becco e le si posò sul suo braccio, ma poi emise un suono che sembrava un grido di dolore. Celes alzò lo sguardo e capì perché. La sua ala destra sembrava in un angolo anormale ed era fasciata. Notò anche qualcos'altro che la lasciò di stucco. Sopra la fasciatura c'era una bandana blu legata attorno all'ala, e la riconobbe perfettamente. ''Questa bandana... non è possibile...'' disse a bassa voce. ''Ehi, uccellino, da dove vieni? La persona che ti ha fasciato la ferita è ancora viva?'' chiese all'uccello, slegando la bandana. Il gabbiano le si appoggiò su un dito e cinguettò di nuovo, poi volò via verso l'ignoto.

Anche se non poteva capire cosa voleva dire il gabbiano, a Celes bastò guardare la bandana per capire una cosa. Era la bandana di Locke. Questo significava che era ancora là fuori, da qualche parte. ''È vivo... Locke è vivo!'' disse a sé stessa, felice di sapere che non era la sola in questo mondo. Si alzò in piedi mentre l'acqua le accarezzava i piedi, sotto la tenue luce del sole poco basso sopra l'orizzonte, e quando toccò con le labbra la bandana, poteva sentire l'odore di Locke. Doveva cercarlo, ma sapeva che essendo su un isola, c'era solo acqua, quindi doveva pianificare.

(Obiettivo: Trova un modo per lasciare l'isola.)

Scese la notte, e la luna era l'unica fonte di luce, ma sembrava rossastra e non emanava molta luce. Dopo alcuni piani infruttuosi, Celes entrò di nuovo nella catapecchia e chiuse gli occhi di Cid, poi vide una lettera. Era destinata a lei, ed era stato proprio Cid a scriverla. A giudicare da quanto fosse difficile da comprendere la grafia, era come se fosse stata scritta di fretta o con enorme difficoltà. Cominciò a leggerla.

''Cara Celes, non so sei ancora viva, o se ti sei svegliata dal coma. Se vedrai questa lettera probabilmente significa che non ci sono più. Non so cosa penserai di me. Voglio che tu sappia che sei troppo giovane per rimanere intrappolata come un uccellino in gabbia. Tu e la tua amica Terra vi siete liberate dalle catene di Kefka e dell'Impero, ma temo che ora tu sia intrappolata in una prigione che nemmeno il grimaldello di un certo tuo amico potrà aprire. Devi andartene da quest'isola. I tuoi amici sono probabilmente là fuori, da qualche parte. Vai a cercarli. C'è una scalinata segreta presso il tavolo. Spostalo e scendi le scale per arrivare allo scantinato. Lì troverai una zattera, con la quale potrai finalmente uscire di qui e iniziare la tua ricerca. Dopo la mia morte voglio che tu cremi il mio corpo e trasporti con te le mie ceneri finché tu e i tuoi amici non sconfiggerete Kefka una volta per tutte e salverete il mondo. Quando il mondo tornerà normale, fai volare via le mie ceneri al vento. La libertà ti attende, là fuori. Buona fortuna.- Con affetto, nonno''

Usando le candele e la magia Fire per farsi luce, la giovane donna cominciò a fare un funerale privato per l'uomo che l'aveva cresciuta. Prese della legna, lanciò Fire su di essa per accendere il fuoco, e ci mise sopra il corpo, che cremò nel giro di pochi minuti. Con sguardo triste, prese le sue ceneri e se le mise in tasca.

Celes si avvicinò al tavolo e vide un piccolo spazio oltre il quale c'era una scalinata ben nascosta. Abbassando la testa, passò dall'altra parte e scese le scale, giungendo allo scantinato, dove trovò la zattera menzionata dalla lettera. Guardò il suo padre surrogato per l'ultima volta e uscì portando con sé la zattera, spingendola in acqua e salendoci sopra.

L'acqua non era più furiosa, ma il mare sembrava calmo, facendo galleggiare la zattera con delicatezza. L'ex soldatessa guardò l'isola per l'ultima volta mentre si allontanava fino a scomparire dalla sua visuale. Non sapeva dove sarebbe andata, ma meglio ovunque che lì. Esausta, si addormentò speranzosa per il futuro.

''Celes si svegliò dopo un anno di coma, durante il quale il suo mentore e padre surrogato, Cid, si era preso cura di lei, a costo di ammalarsi di cancro ai polmoni. Cercò di farlo guarire dandogli da mangiare del pesce, ma Cid morì. Devastata dal fatto che i suoi amici erano scomparsi e colui che era un padre per lei era morto, si convinse che non valeva più la pena continuare a vivere, concepimento simboleggiato da una colomba morta, portandola a tentare il suicidio gettandosi giù da una scogliera. Quando però si risvegliò, si imbatté in un gabbiano ferito, e attorno alla sua ala trovò la bandana di Locke. E sarebbe stata proprio questa bandana a farle capire che i suoi amici, me compreso, eravamo ancora lì, da qualche parte. Prese una zattera e lasciò l'isola nel bel mezzo del nulla in cui si era svegliata, partendo con nuove speranze...'' raccontò Mog.

(''Zelda's Lullaby- The Legend of Zelda: The Wind Waker OST-s'')


A/N: E abbiamo completato il capitolo! Celes ha passato un brutto periodo tra coma e tutto il resto, ma l'ha superata, e trovando la bandana di Locke, ora è sicura che i suoi amici siano vivi, da qualche parte. Riuscirà a ritrovarli? Quale posto visiterà per primo? E chi sarà il primo con cui si ricongiungerà? Scopritelo nel prossimo capitolo! A presto!

(1): In The Legend of Zelda: Majora's Mask, la trama ha a che fare con Link che si ritrova in un mondo parallelo, Termina, dove lo Skull Kid, posseduto da una maschera piena di poteri oscuri, la Maschera di Majora, sta facendo uscire la luna dalla sua orbita per farla schiantare contro Termina nel giro di tre giorni, distruggendola, e Link deve vivere ripetutamente il ciclo di tre giorni e liberare i quattro giganti per fermare la luna e salvare Termina.

(2): La possibilità che Cid sopravviva è stata aggiunta tardi nello sviluppo, ma è molto difficile salvarlo. In questa sezione di gioco c'è un timer nascosto che inizia a 120 e scende di 1 ogni secondo se il giocatore non è nel menu o in una battaglia. Se scende al di sotto di 30, Cid morirà, ma se il giocatore riesce a portarlo a 255, guarirà e sopravvivrà. I suoi dialoghi quando gli si parla cambiano in base al timer, e il tempo nel timer aumenta o diminuisce in base alla velocità dei pesci: quelli lenti lo riducono di 16, quelli di velocità media sono pesci marci che lo riducono di 4 o pesci normali che lo riempiono di 16 e i pesci veloci sono deliziosi e aumentano il timer di 32. Secondo Dissidia Final Fantasy, la morte di Cid è considerata canonica.