A/N: Ehi, ragazzi! Nel capitolo precedente, Celes si è risvegliata da un coma dopo un anno durante il quale era sotto le cure di Cid, il suo mentore e padre adottivo, che però si è ammalato a causa dei suoi sforzi, e nonostante i suoi tentativi di curarlo dandogli da mangiare del pesce, Cid è morto di cancro ai polmoni. Intrappolata su un isola nel bel mezzo del nulla e credendo che tutti i suoi amici siano morti, convinzione simboleggiata da una colomba morta, Celes tenta senza successo il suicidio gettandosi da una scogliera e incontra un gabbiano ferito, scoprendo la bandana di Locke, che le fa tornare la speranza e la spinge a lasciare l'isola tramite la zattera che Cid ha preparato per lei prima di morire. Cosa dovrà affrontare Celes? E chi incontrerà per primo? Scopriamolo! Prima di iniziare, ho delle notizie: è uscita la versione Pixel Remaster di Final Fantasy VI. Come per le versioni Pixel Remaster degli altri cinque giochi classici, non ha i contenuti aggiuntivi dei port per Game Boy Advance Android, ma i Bushido di Cyan ora funzionano come in quest'ultima versione, che ora rimpiazza, la scena dell'opera è ora doppiata in tutte le lingue in cui il gioco è localizzato (inglese, giapponese, italiano, spagnolo, francese, tedesco e coreano) e la parte in cui Celes canta l'Aria di Mezzo Carattere ha ora una nuova prospettiva più cinematica. Per questo motivo ho apportato leggeri edit al Capitolo 14. Adesso cominciamo!
Capitolo 27: Nuove speranze: Sabin Rene Figaro
Dopo aver fatto un sogno in cui sentiva la voce di Leo, Celes si svegliò il mattino seguente, sotto la tenue luce color arancio. Guardò la mappa che le aveva dato Cid, ma non le risultava chiaro dove fosse. Prese un'altra mappa, quella del Mondo dell'Ordine come era pre-Apocalisse, e la confrontò con l'altra, con lo sguardo rivolto a metà verso le mappe e metà verso ciò che c'era davanti a lei. Le onde l'avevano portata al continente principale, e c'erano alcune isolette nell'area.
(''Dark World- Final Fantasy VI Pixel Remaster OST'')
(Obiettivo: Inizia a cercare i tuoi amici scomparsi.)
Personaggi:
Celes
Scendendo dalla zattera, Celes sentì il vento che le scompigliava i capelli, e mentre proseguiva per i campi vicini alla costa per cercare i suoi alleati, notò che qualcosa non andava, qualcosa di estremamente sinistro.
A differenza dell'isola, dove aveva visto animali morenti, qui non c'era niente se non campi desertificati e alberi morti. Di solito c'erano animali in giro, o almeno, prima dell'Apocalisse, ma stavolta, non c'era nessuno e non c'era nessun suono, solo un silenzio tombale interrotto solo dal vento. Era una sensazione di solitudine che non poteva sopportare, la metteva a disagio e quasi la spaventava. Guardò la mappa del mondo pre-Apocalisse e vide qualcosa sul retro. Era una faccina, uno schizzo di Locke, e quando la vide, le salì la tristezza. Gliel'aveva data quando stavano raggiungendo il Continente Fluttuante l'anno prima. ''Oh, Locke... dove sei?'' pensò, mettendosi le mappe nelle tasche e guardando la bandana di Locke. Mai prima la solitudine le mangiava le interiora. Continuò a viaggiare, e trovò con sorpresa una Magilite. Allora le Magiliti si erano davvero sparpagliate ovunque con la distruzione dell'Istituto di Ricerca Magitek l'anno prima. L'Esper raffigurato era Quetzalli, dall'aspetto di uno splendido uccello viola e verde dal piumaggio variopinto. Aveva ancora le Magiliti, ma non aiutavano molto la solitudine. Mettendosi in tasca la Magilite di Quetzalli, la ragazza si sedette, persa nei suoi pensieri.
(''Dark World- Final Fantasy VI Pixel Remaster OST-s'')
(''Celes' Theme- Final Fantasy VI Pixel Remaster OST'')
Con sorpresa di Celes, tre Magiliti levitarono via dalle sue tasche e brillarono, rivelando Maduin, Ramuh e Titano. ''Cosa? Oh, per un attimo mi ero dimenticata che voi Esper eravate con me.'' disse, sorpresa.
''Celes, sembri terribilmente tormentata.'' disse Ramuh.
''Ramuh, Maduin, Titano, non avrei mai pensato che tutto questo sarebbe successo. Sono molto preoccupata per i miei amici, e anche se so che sono vivi, non so dove sono, e non riesco a trovarli. E Terra... se devo dire la verità, è come una sorella per me, non vorrei che le succedesse qualcosa.'' spiegò Celes.
''Sono certo che mia figlia stia bene.'' disse Maduin.
''Sembra che tu abbia passato tanto.'' notò Titano.
''È un po' un eufemismo, però sì, ne ho passate tante. Da quando Kefka ha distrutto il mondo, sono rimasta in un coma su un isola nel bel mezzo del nulla, ed è passato un anno intero. Cid è rimasto al mio fianco mentre ero svenuta, ma si è ammalato ed è morto ieri.'' disse Celes.
''Mi spiace per te.'' disse Maduin, con la testa bassa.
Titano strinse i pugni, pieno di una rabbia verso Kefka, e sembrava sul punto di colpire il suolo. ''Se vedo Kefka, provocherò un terremoto così forte da farlo cadere nel nucleo del pianeta!'' sbottò.
''Calmati, Titano. Non c'è molto che possiamo fare.'' lo fermò Ramuh.
''Come sai che i tuoi amici sono vivi?'' chiese Titano, calmandosi.
''Ho la bandana di Locke. Era avvolta attorno all'ala di un gabbiano ferito. Per me è un simbolo di speranza, e significa che lui è da qualche parte, ma prima di allora, tutti per me erano come morti. Nemmeno Cid aveva notizie di loro. Ero così vicina ad arrendermi, ma quella bandana mi ha fatto tornare la speranza. Sono forti abbastanza da combattere senza di me, ma sono preoccupata.'' rispose Celes.
''Saranno da qualche parte, riuscirai a trovarli. Continua ad avere speranza, non puoi affrontare Kefka da sola, ma se riuscirai a ritrovare tutti, potreste avere una possibilità. C'è una città là vicino, potresti cominciare da lì.'' disse il saggio Ramuh.
Con le sagge parole degli Esper, Celes si sentì più tranquilla. ''Sì, può darsi. Grazie, ora mi sento più tranquilla.'' disse.
''Combatteremo con te e i tuoi amici se avete bisogno di noi.'' disse Titano, prima che i tre Esper diventassero Magilite.
(''Celes' Theme- Final Fantasy VI Pixel Remaster OST-s'')
Celes continuò la sua ricerca con maggiore serenità rispetto a prima. Dando uno sguardo alla mappa, poteva capire che era vicina a una città. Mentre proseguiva di corsa con la speranza di trovare qualcuno, affrontando, con sua sorpresa, dei grossi, aggressivi lupi che cercarono di sbranarla, mantidi assassine con zampe a falce grosse abbastanza da tagliare un intero arto e avvoltoi giganti, vide un edificio molto alto. Si avvicinò di più, e gli edifici, l'architettura caratteristica e lo stile delle strade cominciarono a diventare più visibili, e riconobbe la città. ''Sono... sono ad Albrook!'' esclamò.
(''From That Day On...- Final Fantasy VI Pixel Remaster OST'')
Anche se Celes riconosceva Albrook, poteva vedere che c'era qualcosa riguardo la città che non riconosceva affatto. Le strade erano affollate, ma non c'era spensieratezza né speranza. Nessuno sembrava di buon umore. Gli uomini si lamentavano di come i loro affari stavano andando in bancarotta, i cani e i gatti randagi che giravano per Albrook erano scheletrici e sul punto di morire di fame, i bambini, in particolare gli infanti, piangevano per la fame o per l'impossibilità di permettersi una buona vita, e in più, sembrava che alcune case erano distrutte o abbandonate, così come alcune aree del porto, e gli sfollati e senzatetto erano seduti in un angolo stretto a scaldarsi col fuoco. Giurò perfino di sentire delle persone che ricordavano con nostalgia i tempi in cui c'era solo l'Impero, e ottenne la conferma quando una donna affermava che al massimo gli uomini erano solo costretti al servizio militare, ma come ora molti di loro erano morti e venivano uccisi per un nonnulla.
''Come si può fare anche solo un misero guil così...?'' piagnucolò un uomo.
''Sembra che tutto sia sfuggito di mano.'' disse Celes.
''Eccome se è sfuggito tutto di mano! Da quel giorno in cui l'Apocalisse ha distrutto il mondo, nulla è più lo stesso. Tutti nel mondo stanno soffrendo, l'acqua nei pozzi è sporca, quella dell'oceano sembra un mare di sangue e i mostri sono dappertutto. Mio fratello è stato attaccato da una mantide assassina che prima gli ha amputato tutti gli arti e lo ha ucciso facendolo a pezzi. È stato orribile, ho visto tutto, è successo il mese scorso.'' Colui che aveva parlato era un adolescente, e l'ex soldatessa, vedendo la sua espressione, notò che era palesemente sotto shock.
''E io ho perso la mia fidanzata a causa di un dinosauro, l'aveva divorata!'' esclamò un uomo.
''Mi dispiace per voi. Io ero in coma per un anno intero da quando Kefka ha causato l'Apocalisse, quindi non ho visto nulla se non le condizioni del mondo dopo che mi sono svegliata.'' disse Celes.
''Meglio per te.'' disse il giovane.
(''From That Day On...- Final Fantasy VI Pixel Remaster OST-s'')
Una casa crollò, causando la morte della famiglia che era dentro di essa. Un raggio abbagliante che rilasciava fiamme sul suolo l'aveva colpita nel centro. ''OH, NO! LA LUCE DEL GIUDIZIO! SCAPPATE!'' urlò una signora.
Urla di terrore echeggiarono per tutta Albrook mentre il raggio si avvicinava ad alta velocità verso gli abitanti, che cercavano di scappare. Celes riuscì a malapena a schivare quel raggio, e quando esso scomparve, altre due case erano distrutte. Risultato: dieci morti.
(''Sad Olivia- Paper Mario: The Origami King OST'')
L'atmosfera era ancora più raccapricciante di quanto non lo fosse prima, con persone, soprattutto donne, che si disperavano e piangevano per i propri cari. Alcuni sopravvissuti che erano vicini alla Luce del Giudizio quando aveva colpito avevano manifestato dei sintomi anche gravi, dato che una ragazza era crollata a terra a seguito di un emicrania, un bambino aveva un suono strano nelle orecchie, una ragazzina della sua età aveva perso l'udito. Celes rimase immobile per circa un minuto a causa dello shock prima di dire qualcosa. ''Cosa cazzo era quella cosa?'' chiese.
''Quella è la Luce del Giudizio. Kefka è diventato un vero e proprio dio ora. Dalla cima della sua torre, lancia un raggio che distrugge ogni forma di vita che colpisce. Lo fa quando si annoia o sente che le città gli resistono, uccidendo gli adulti che non lo venerano. Coloro che non sono stati uccisi ma hanno visto da vicino questo raggio distruttivo sviluppano effetti collaterali e disturbi di vario tipo: emicrania, epilessia, tinnito, apnea ostruttiva del sonno, perdita dell'udito o della vista, danni oculari, stress post-traumatico e tendenze suicide erano gli effetti più collaterali secondo un medico dell'ospedale della città. I morti non trovano pace, e anche coloro che sono stati uccisi da Kefka prima dell'Apocalisse non riescono a riposare in pace.'' disse un uomo.
Sentendosi la bile tornarle in gola, Celes corse via e vomitò in un bidone della spazzatura. Non era mai stata così spaventata in tutta la sua vita, nemmeno quando Kefka l'aveva stuprata, momento che con il tempo non le faceva così tanto paura, ma che le lasciava ancora il ricordo spiacevole. Aver sentito quelle parole dall'uomo le ghiacciava il sangue. Sembrava una storia horror, ma era la terribile realtà. Non sapeva nemmeno cos'era che le scatenava queste fortissime sensazioni di paura, disgusto e orrore. Forse il fatto che Kefka, la persona peggiore mai esistita sulla faccia del pianeta, era diventato un dio, e quando pensò ai morti, le tornarono in mente Banon, che aveva fallito nel suo scopo, Leo, che non aveva potuto unirsi ai buoni, e anche a quei poveretti del regno di Doma, in particolare Elayne e Owain. Ora sapeva come si sentiva Cyan a riguardo. Dopo un po' di tosse, andò a parlare con un giovane studioso. ''Dove si trova Kefka ora?'' gli chiese.
''Kefka è di certo sulla sua torre, al centro del continente principale in cui siamo. Vector non esiste più, così come l'Impero Gestahliano, e le sue strade, le sue macerie, le sue ceneri, tutti i suoi resti compongono una torre alta fino al cielo. Secondo le nostre analisi, l'interno è composto da diverse stanze di ciò che prima erano il Palazzo Imperiale e l'Istituto di Ricerca Magitek. Ho anche scoperto qualcosa riguardo i mostri. Con l'Apocalisse, Kefka ha scatenato potenti mostri come Humbaba e Mortifero, il mostro che infesta i cieli, e ci sono anche gli otto draghi leggendari, ognuno che usa attacchi di un certo elemento: il Drago rosso, specializzato nell'elemento fuoco, il Drago blu, specializzato nell'elemento acqua, il Drago aureo, che padroneggia l'elemento tuono, il Drago dei ghiacci, specializzato nell'elemento ghiaccio, il Drago tempestoso, specializzato nell'elemento vento, il Drago terrestre, specializzato nell'elemento terra, il Drago osseo, specializzato negli elementi veleno e oscurità e il Drago sacro, specializzato nella luce sacra. Si dice che facciano la guardia a un potere particolare, la Crociata, e che quando gli otto draghi cadranno, il potere risorgerà. Non ne so molto, ma sembra associato con la Triade della Discordia.(1)'' rispose lo studioso.
Celes rimase a bocca aperta a scoprire che ogni resto di Vector era praticamente diventato un ammasso di rottami a formare una torre. Continuò a parlare con i cittadini per chiedere loro se avevano visto qualcuno dei suoi amici, non ricevendo informazioni, ma a un certo punto, una giovane donna le disse che aveva una luce nei suoi occhi simile a qualcuno che era passato di qui. ''Chi era?'' chiese.
''Era un uomo. Sembrava aver gran fretta, per cui non gli ho prestato molta attenzione, ma so che era alto e muscoloso e aveva occhi azzurri, capelli biondi e la barba. Si è diretto a nord, verso Tzen.'' rispose la donna.
C'era solo una persona che per Celes combaciava in quella descrizione. ''Sabin... Sabin è passato di qua, allora! È uno dei miei amici, lo sto cercando da quando mi sono svegliata. Grazie, ora devo andare.'' disse, lasciando la città.
(''Sad Olivia- Paper Mario: The Origami King OST-s'')
(Obiettivo: Vai a Tzen per cercare Sabin.)
Uscita da Albrook, Celes sentì la sua speranza ancora più forte. Se Sabin era davvero passato da qui, allora era vicino. Armata con spada, scudo e ascia, combatté i nemici che giravano per i campi, come creature simili a tori, strane tombe con facce umane che sembravano avere vita propria, e, nelle vicinanze della costa, delle creature umanoidi simili a pesci, i sahagin. Le forme di vita già esistenti avevano subito delle grandi mutazioni a causa della magia e dello squilibrio della Triade della Discordia o erano morenti. Mentre camminava per la pianura, una lepre la attaccò, costringendola a ucciderla, e poco dopo, un gatto randagio a poca distanza iniziò a banchettare sulla carcassa. Pensò al fatto che esistevano creature che sfruttavano altre per catturare la loro preda, e avendo l'impressione che quel gatto avesse fatto questo con lei, cominciò a provare disgusto, dato che il felino stava mangiando in modo ferale come nessun altro gatto randagio che avesse visto, facendo schizzare il sangue nell'area circostante e ringhiandole contro non appena si avvicinava. Il suo ringhio però sembrava molto più acuto, sembrando come uno stridio che la fece tentennare, e il gatto le ferì un braccio prima che riuscisse a costringerlo alla ritirata.
(''Catastrophe- Final Fantasy VI Pixel Remaster OST'')
Una cosa era chiara ormai per Celes: questo mondo la voleva morta. Il Mondo in Rovina significava morte. Era un mondo ridotto a un guscio vuoto come un sepolto vivente, popolato da creature mostruose, caratterizzato dall'incombente presenza della morte, l'infelicità terrena per la perdita dei propri cari, la paura, la disperazione e la preoccupazione per il futuro, con i sopravvissuti condannati a un destino peggiore della morte, e come la penserebbe Locke, sembrava come una partita dall'esito incerto in cui l'avversario era in comune con tutti, ossia la morte, anzi, la macabra incarnazione della morte. I mostri erano prodotti di un male più grande, Kefka, le cui azioni sono così spietate e senza scrupoli da togliere la vita altrui, sviscerare il mondo, simbolo della fine di ogni speranza di vita o di felicità terrena e di un aldilà in cui i morti non riescono a darsi pace, e spolparlo fino allo sfinimento, rendendolo l'incarnazione del male che rappresentava il punto più basso di un mondo così crudele. Era tutto semplicemente orribile. Questo era quello che i cittadini di Albrook e non solo cercavano di dire. Mentre andava avanti, notò dei deserti che non c'erano affatto, e guardando le mappe, era chiaro che l'Apocalisse avesse anche favorito la desertificazione e la formazione di deserti che non esistevano prima. Dopo almeno quindici minuti nel deserto, sentì molto caldo, invidiando il fatto che Sabin potesse camminare a piedi nudi sulla sabbia in un luogo così caldo senza sudare come se soffrisse di ipertermia, e da come aveva detto quando dovevano cercare Terra, era ancora un bambino quando aveva cominciato a farlo, e giunta dall'altra parte, cominciò a desiderare di trovare qualcosa per velocizzare il processo, come una cavalcatura. Immaginatevi la sua sorpresa quando vide un chocobo. Non era cambiato molto, eccetto che sembrava più magro, ma era lo stesso uccello che conosceva.
Senza pensarci molto, la donna prese dalla tasca una verdura, l'Erba di Gysahl(2), e il chocobo si avvicinò, mangiandola. I chocobo adoravano mangiare le verdure, ma l'Erba di Gysahl era il loro cibo preferito. Contento del suo pasto, l'uccello emise il suo verso e permise a Celes di cavalcarlo.
Arrivare a Tzen non fu facile: c'erano diverse spaccature e monti che costrinsero Celes e il chocobo a cambiare direzione. A circa metà strada, vide la Torre di Kefka. Era altissima e arrivava fino al cielo, ma sembrava terribilmente contorta: le torri erano storte, non c'era un ingresso al livello del suolo e la struttura era un ammasso di rottami provenienti da ciò che rimaneva della capitale dell'Impero Gestahliano, Vector, sembrando così un ammasso di terra, acciaio e pietre a casaccio. Sembrava una sorta di monumento che rappresentava alla perfezione il nuovo stato del mondo. Quando Tzen era vicina, non lontano dalla costa, Celes scese dal chocobo, che corse via. Entrando nella città, notò che sembrava in condizioni peggiori di Albrook. Alcune aree, comprese delle mura, sembravano crollate, le strade erano rotte e crepate e diverse case avevano dei buchi sul tetto e sembravano pericolanti. ''Ma che sta succedendo qui?'' mormorò.
All'improvviso, la terra cominciò a tremare, come se qualcuno avesse lanciato la magia Sisma. In poco tempo, si sentirono urla di terrore all'unisono, tutte che dicevano cose del tipo ''LA LUCE DEL GIUDIZIO!'', ''OH, NO, NON DI NUOVO!'' o ''KEFKA L'HA RIFATTO DI NUOVO!'', e in un batter d'occhio, una massa di persone correva per le strade. La folla scappò da tutte le parti, e nel trambusto generale, finirono per urtare Celes.
Quando Celes si rialzò, vide che la Luce del Giudizio stava colpendo ancora. Schivando il raggio saltando via, vide che essa aveva colpito delle case, facendole crollare o distruggendole, e riuscì a malapena ad evitare calcinacci, mattoni, muri, pezzi di vetro, frammenti di mobili e quanto altro.
''La mia casa sta crollando, e mio figlio è intrappolato là dentro! Qualcuno può salvarlo?'' chiese una signora dall'aria disperata.
''Ci proverò! So che potrebbe sembrare una pazzia, ma posso farcela!'' rispose Celes.
Un grosso palazzo cominciò a crollare, ma poco dopo, si fermò, e si sentì un grugnito.
(''Catastrophe- Final Fantasy VI Pixel Remaster OST-s'')
Celes guardò alla sua sinistra e vide un uomo che cercava di trattenere la casa, sollevandola con entrambe le mani. Lo riconobbe immediatamente. ''Sabin!'' gridò, felice di rivederlo.
''Celes! Lieto di rivederti!'' esclamò Sabin, altrettanto felice.
''Dobbiamo uscire di qui, Sabin!'' disse Celes.
''Aspetta! Se mi muovo da qui crollerà! Devi entrare là dentro e portare il bimbo in salvo!''
''Ce la farai a trattenere quel peso?''
''Riesco a trattenere la casa, ma anch'io ho i miei limiti. Qui dentro ci sono diversi scorpioni e tarantole. Stai attenta alle tarantole, rimarrai temporaneamente paralizzata se ti mordono, e sono anche in grado di pietrificarti. Nelle mie tasche c'è un anello che ti renderà immune alla pietrificazione.''
Celes prese l'anello di cui parlava Sabin e se lo mise in tasca. Era un anello apparentemente pregiato. ''Grazie, Sabin. Tornerò presto!'' disse.
''Fai presto però, altrimenti perderò la presa e verrò schiacciato! Non riuscirò a reggere il peso della casa ancora per molto, giusto qualche minuto.'' replicò Sabin, e la donna entrò.
(''Looking for Shaun- Heavy Rain OST'')
(Obiettivo: Un bambino è intrappolato nella casa! Trovalo e salvalo entro 6 minuti!)
Entrando nella casa, Celes ricordò la casa in fiamme a Thamasa, quando Terra, Locke, Mog e Strago entrarono là per salvare Relm, ma stavolta non era in fiamme. C'erano delle fiamme qua e là, ma l'incendio non era ancora molto sviluppato, e c'erano invece muri distrutti, mobili rotti e mostri ovunque. Se la distruzione di Vector e le condizioni decadenti di Albrook e Tzen non bastassero, questo era un'altra prova di quanto il mondo stesse andando a catafascio. Ovunque c'erano scorpioni, grandi e piccoli, e alcuni ragni, le tarantole di cui parlava Sabin. Le tarantole attaccavano in gruppo, per cui non fu facile per Celes colpirle prima che la mordessero, e quando veniva morsa, rimaneva bloccata come se il tempo si fosse fermato, facendole perdere tempo. Non aiutava il fatto che potessero pietrificarla.
''Aiuto! Qualcuno mi aiuti!'' urlò il bambino intrappolato.
''Tieni duro, sto arrivando!'' disse Celes. I mostri non erano così difficili da sconfiggere, ma erano fastidiosi, e a questi si aggiungevano pure degli spettri che le fecero perdere tempo. Scese le scale e raggiunse una porta, che però era chiusa. Cercò per le stanze, cercando di capire dove si era nascosto il bimbo. Dopo circa due minuti, non lo aveva trovato, ma poteva sentire le grida più chiaramente, e ascoltando con attenzione, scese di nuovo le scale.
Nello scantinato c'era un camino. La stanza era in fiamme, e Celes si guardò intorno, trovando chi cercava. Un bambino biondo era sopra il camino. Era spaventato, e si era nascosto lì per cercare di mettersi al sicuro. ''Ho paura! Non voglio morire!'' gridò il bimbo.
''Tua madre ti sta aspettando fuori. Vieni con me, ti porterò in salvo.'' disse Celes. Con esitazione, il bambino scese dal camino e si aggrappò alla sua spalla.
A causa del fumo che si faceva sempre più denso man mano che le fiamme si intensificavano, l'ex soldatessa cominciò a tossire e ad avere difficoltà a vedere cosa c'era di fronte a lei. Mentre combatteva, pensava che usare le magie sarebbe stata una pessima idea, dato che causare anche solo un esplosione con la casa in queste condizioni avrebbe fatto saltare in aria tutto, e non voleva fare casini con le perdite di gas. Dopo essere stata punta da uno scorpione, si sentì improvvisamente debole, lasciandola esposta all'attacco di una tarantola, che le sparò addosso una sostanza viscosa simile a bile e la morse. In quel momento, cominciò a sentirsi il corpo diventare rigido e vide perché. Le sue gambe stavano diventando grigie. Stava iniziando a trasformarsi in pietra, e questo le fece perdere la presa sul bambino, che cadde a terra spaventato, mentre i mostri gli si avvicinavano.
''Non posso morire qui. Non adesso.'' mormorò Celes. Sapeva cosa fare. Si mise una mano in tasca, prese l'anello che le aveva dato Sabin e se lo mise al polso. In poco tempo, la pietrificazione venne annullata, e l'eroina fece fuori gli scorpioni con la sua ascia.
Sbarazzatasi dei mostri, Celes si guardò intorno per cercare un'uscita e vide una finestra, mentre la porta d'ingresso sembrava essersi serrata. Aprì la finestra e vide Sabin, ancora intento a trattenere la casa, ma sembrava sul punto di cadere. ''Sabin, ho trovato il bimbo! Stiamo per uscire!'' lo chiamò.
''OK, Celes!'' disse Sabin. Arrampicandosi dalla finestra, Celes e il bambino uscirono, al sicuro, e Sabin appoggiò la casa a terra. Essa crollò, e l'artista marziale rotolò via dal pericolo, coprendosi la testa per proteggersi dai calcinacci mentre il bambino poteva riabbracciare la madre.
(''Looking for Shaun- Heavy Rain OST-s'')
(''Staff and Credits- Resident Evil 3 Remake OST'')
Anche se non c'era più panico, c'era aria di tempesta. Diversi cittadini erano ancora scossi, e alcuni stavano imprecando contro Kefka e la Luce del Giudizio. Respirando pesantemente, Celes guardò Sabin. Non era cambiato molto nonostante fosse passato un anno intero. Tuttavia, poteva vedere che la sua barba era un po' più lunga, le sue braccia erano più grosse, la sua tartaruga addominale era più evidente e i muscoli delle sue gambe erano più visibili. Era più forte che mai, insomma. ''Sabin... sei vivo!'' disse felicemente, gettando le braccia al collo di Sabin.
Mentre la abbracciava, Sabin rise. ''Ma certo che sono vivo! Credevi davvero che la fine del mondo avrebbe potuto togliermi di mezzo?'' chiese, tra le risate.
''Per un po', sì.'' rispose Celes. ''Cosa è successo qui? Sembra di essere a Zozo, vedendo come tutto sta cadendo a pezzi.''
''Se hai sentito parlare della Luce del Giudizio allora sei già a conoscenza del suo potere distruttivo. Ha colpito le città più volte, e l'ultima volta che ha causato distruzione a Tzen a parte adesso è stato la settimana scorsa.'' disse Sabin.
''Lo so. Un uomo ad Albrook mi ha detto che coloro che non vengono uccisi dalla Luce del Giudizio ma sono troppo vicini ad essa subiscono gravi effetti collaterali, dalla semplice emicrania fino allo sviluppo di gravi forme di epilessia, apnea ostruttiva del sonno, danni all'udito e alla vista, comportamenti simili stress post-traumatico e, in alcuni casi, istinti autolesionisti e suicidi.'' spiegò Celes.
''Questo è certo, hanno subito un destino peggiore della morte, se lo chiedi a me. C'è anche di peggio, sai. Tre settimane fa, la Luce del Giudizio ha attaccato Tzen, e un uomo non è più in grado di parlare. Penseresti che sia rimasto muto, ma ti sbagli. Ha letteralmente perso la bocca, e per farsi capire usa i gesti o dei cartelli.'' aggiunse Sabin.
Celes si fermò improvvisamente. L'uomo di cui parlava Sabin si avvicinò, e la ragazza si rese conto che non stava mentendo. Sulla sua faccia c'era uno spazio vuoto dove sarebbe dovuta esserci la bocca, e i suoi occhi erano spalancati, con lo sguardo da shell shock. Nella mano destra reggeva un cartello con la scritta ''Non ho bocca, e devo urlare(3)'', il che la fece rabbrividire. ''Usciamo di qui e parliamo da soli.'' disse, visibilmente scossa.
Celes e Sabin lasciarono Tzen e si fermarono su una scogliera vicino alla costa. ''Allora, Celes, dove sei stata tutto questo tempo?'' chiese Sabin.
''Diciamo che è difficile spiegare tutto.'' rispose Celes. ''Tu, invece?''
''Nel corso dell'anno, non ho mai perso la speranza. Ho viaggiato per il mondo per cercare mio fratello e i miei amici, combattendo contro i mostri nel processo.'' disse Sabin.
''Beh, di certo hai vissuto quest'anno meglio di me. Pensavo che eravate tutti morti.'' disse Celes.
Sabin guardò l'amica con uno sguardo preoccupato. ''Perché? Che è successo?''
''Sono stata in coma per tutto l'anno da quando c'è stata l'Apocalisse, e quando mi sono svegliata, io e Cid eravamo su un'isola nel bel mezzo del nulla. Ho una mappa del Mondo dell'Ordine, come era prima dell'Apocalisse, e Cid mi ha dato la mappa di quello che ora è il Mondo in Rovina, apparteneva a un mercante che era con noi. L'isola si trova qui.'' rispose la ragazza, prendendo la mappa e indicando l'isola.
''È successo qualcosa?'' chiese Sabin.
''Dato che ero in coma, Cid ha passato tutto l'anno a occuparsi di me, ma quando ho ripreso i sensi, non aveva notizie di nessuno di voi.'' rispose Celes. Mentre parlava, la sua voce assunse un tono triste. ''Non so se dovrei dirti ciò che è successo dopo.''
''Voglio saperlo, Celes. Puoi dirmi tutto.'' la esortò Sabin.
Celes sospirò. ''Cid si è ammalato a causa dei suoi sforzi nel prendersi cura di me. Aveva il cancro ai polmoni. Era magro, zoppicava e sembrava non reggersi in piedi quando mi sono svegliata. Per qualche giorno, ho preso del pesce per lui dato che era la nostra unica fonte di cibo, ma non è bastato. È morto, proprio davanti a me. Come se ciò che abbiamo testimoniato l'anno scorso non bastasse, ho dovuto vedere morire colui che era un padre per me.'' disse, col respiro pesante. Sembrava non voler dire cosa veniva dopo, ma Sabin la incoraggiò con un cenno. ''Da quel che ne sapevo, tu, Terra e tutti gli altri eravate morti, e quando sono salita su una scogliera e mi sono imbattuta in una colomba morta, questo era la prova che in questo mondo nulla è più lo stesso. Cid mi aveva detto che questa scogliera era quella in cui tutti coloro che erano con me e lui si erano uccisi. Ho perso del tutto la speranza, credevo che la mia vita non avesse più senso senza di voi, che eravate chissà dove, morti, e... mi... mi sono gettata giù dalla scogliera.''
Sabin guardò Celes scioccato, rendendosi di dove voleva andare a parare. Aveva tentato di togliersi la vita. ''Che cosa hai detto?! Hai tentato di suicidarti?!'' esclamò.
''Sì... non sapevo nulla di voi, non avevo notizie, per quanto ne sapevo, eravate morti.'' rispose Celes, in lacrime.
''Se davvero hai perso ogni speranza, allora perché dici che ti sbagliavi?'' chiese l'uomo.
''Quando mi sono risvegliata alla spiaggia dopo il mio tentativo di suicidio fallito, ho visto un gabbiano ferito. Era ferito a un'ala, e attorno alla fasciatura ho trovato questa bandana. Era la bandana di Locke, ne sono sicura.'' spiegò Celes, prendendo la bandana da un'altra tasca del suo gilet color oro.
''Non c'è dubbio. Quella è la bandana di Locke.'' disse Sabin.
''Ed è proprio questa bandana a rappresentare la mia nuova speranza. Se avevo trovato la bandana di Locke, significa che è ancora vivo, da qualche parte, e anche gli altri sono sopravvissuti.'' concluse Celes.
Dopo un po' di silenzio, Sabin sporse Celes verso di sé con un braccio. ''Ascoltami, Celes. Non sei sola. Non devi più sopportare tutto questo da sola.'' le disse.
Celes sorrise. ''Grazie, Sabin. Ora so che siamo tutti vivi. Per iniziare, dobbiamo ritrovare tutti gli altri.'' disse.
''E poi distruggeremo Kefka e riporteremo la pace. Certo che ti aiuterò!'' disse l'artista marziale.
''Allora, da dove cominciamo?'' chiese Celes, porgendogli la mappa.
''Vediamo... per iniziare, andiamo a sud finché non raggiungiamo la Torre di Kefka, poi andiamo a est. Una volta arrivati lì, giungeremo a una penisola a forma di serpente. Questa è la Via del serpente, che ora è in superficie a causa dell'Apocalisse, e da lì arriveremo a un bivio. A est c'è Mobliz, e a ovest, proseguendo verso nord, c'è Nikeah, situata su quella che sembra essere la testa del serpente. È un po' lontana, ma possiamo prendere il traghetto per arrivare a Figaro Sud, verso ovest. Sono certo che troveremo Edgar da quelle parti.'' disse Sabin, indicando le città con un dito. ''Tuttavia, conosco solo questo continente e l'isola dove si trova Figaro Sud, non possiamo accedere alla Torre di Kefka e al resto del mondo senza un'aeronave, e la Blackjack è stata distrutta, quindi non abbiamo nessuna aeronave.''
''Capisco. Beh, almeno ho un amico su cui contare.'' disse Celes, e i due si concessero una pausa prima di continuare il loro viaggio. ''Sai, mi sono promessa una cosa.''
''Cosa?'' chiese Sabin, incuriosito.
''Ho promesso a me stessa che Kefka avrebbe condiviso le sue ceneri con Vector e tutto il mondo. Che lo avrei distrutto... per sempre.'' rispose Celes.
(Il monaco guerriero Sabin si è unito al gruppo!)
''Ad Albrook, Celes giunse a conoscenza della Luce del Giudizio, e quando essa attaccò la città di Tzen, dovette salvare un bambino intrappolato in una casa che stava crollando. Proprio in quell'occasione, si ricongiunse con Sabin, che stava cercando di trattenere la casa, e dopo aver salvato il bambino, si confidò in lui. Fecero così rotta verso Nikeah per raggiungere Figaro Sud...'' raccontò Mog.
(''Staff and Credits- Resident Evil 3 Remake OST-s'')
A/N: La speranza di Celes è stata ripagata, e ha anche trovato il primo dei suoi amici, Sabin! Edgar sarà a Nikeah o a Figaro Sud? E che fine ha fatto il castello di Figaro? Scopriamolo al prossimo capitolo! Alla prossima!
(1): La Crociata è un Esper che si ottiene nel finale del gioco, dopo aver ucciso tutti gli otto draghi leggendari e contiene una parte del potere della Triade della Discordia. Tuttavia, dato che essi si attaccano a vicenda, causano gravi danni anche al gruppo, con risultati possibilmente fatali.
(2): L'Erba di Gysahl prende il suo nome da un villaggio in Final Fantasy III.
(3): Questa frase viene dal titolo del libro di fantascienza post-apocalittico di Harlan Ellison, uscito nel 1967, e dagli ultimi pensieri di Ted, uno dei cinque umani rimasti, dopo che lo psicotico supercomputer AM lo ha tramutato in una massa di carne informe perché si era reso conto che lui e gli altri quattro umani, per liberarsi dalla tortura di AM, devono uccidersi a vicenda e l'ultimo rimasto deve suicidarsi, ma AM, per impedirglielo, lo ha trasformato così. Questa frase è anche all'origine di un tropo che indica i personaggi che subiscono un destino peggiore della morte.
