FLAG. 271 Adesso Ricordi?

*Così*

Keima si risvegliò nell'infermeria della scuola, con la mano sinistra fasciata. Accanto a lui Elsie che lo guardava insistentemente. Quando aprì gli occhi le si gettò addosso facendo fatica a trattenere le lacrime.

"Nii-Sama, che cosa hai fatto?"

Keima ricordò tutto con un brivido: "Un Dio… c'è un Dio dentro di me. E questa volta non è un sogno."

"Che cosa intendi dire?" – Elsie era stupita.

"Le sorelle Jupiter cercavano i loro fratelli, ricordi?"

"Sì,"

"Ho appena scoperto che io sono l'Ospite di uno di loro."

"CHE COSAA?!" – Elsie urlò ma Keima mise il dito davanti alle sue labbra facendogli segno di abbassare la voce.

"Chiudi il becco, Elsie! Ci noteranno."

"Quindi, un Dio ti è entrato nel corpo? E senza chiederti il permesso?"

"Già, e si sta prendendo gioco di me."

"Dobbiamo subito avvisare le dee."

"Sì, ma prima dobbiamo finire le lezioni, non credo che non attirerei l'attenzione."

"L'attenzione di chi?"

"Di qualunque persona indesiderata, non vorrai che succeda quello che successe QUELLA VOLTA. – Keima si ricordò quella volta che Apollo si era manifestata davanti a tutti, era scappata e la stavano pure per uccidere. Keima non poteva permettersi assolutamente di essere quasi ucciso. - E adesso torniamo in classe, questo contrattempo mi è costato quasi tutta la prima lezione." – Keima abbassò la testa. Sembrava calmo dall'esterno ma all'interno aveva pensieri su pensieri che si accumulavano. Mai, mai e poi mai voleva rivedere le sorelle Jupiter e nemmeno le loro ospiti. Il piano di Keima per farsi dimenticare dalle sue vecchie conquiste stava funzionando alla grande. Ora perché tutto questo? Tra tutte le persone di questo pianeta, o anche della nazione, proprio lui aveva avuto la sfortuna di essere scelto da uno dei tre fratelli Jupiter. Ah ma certo. Perché, secondo Cupido, lui poteva rompere le catene del suo cuore. Keima avrebbe voluto dirgliene più di quattro a Cupido in quel momento: ma non poteva farlo. Almeno non senza attirare l'attenzione e quel giorno ne aveva già attirata troppa. Infine si rassegnò e continuò suo malgrado a seguire le lezioni (più o meno). In realtà cominciò a giocare ai galge per lo stress ma qualcosa non andava: "Che mal di testa! E che male alla mano…" - si lamentava sottovoce.

"Ohi! Socio! Guarda che non ho finito di parlarti. Fammi manifestare! Togliti gli occhiali!" - Cupido gli parlava telepaticamente ma Keima tentava di ignorarlo ed entrò addirittura in Modalità Dio della Conquista per riuscirci. - Tanto non puoi ignorarmi. Puoi provarci ma non ci riuscirai. Vuoi ascoltarmi? Non ignorarmi! Socio. Socio! SOCIO! KEIMAAAA!" - e il mal di testa di Keima aumentò ancora di più assieme al dolore della mano che veniva messa sotto sforzo dalla Modalità Dio della Conquista.

Keima pensò con tutte le sue forze: (E vuoi stare zitto?!) - e *Swish!* la PFP scivolò dalle mani di Keima. Keima si buttò per afferrarla e rimase in bilico tra la sedia e il pavimento.

"Bella mossa!" - si complimentò Cupido.

"Ma vuoi…" - *Bang!* Keima, perse la concentrazione, scivolò portandosi appresso la sedia. Però la PFP non era rotta…

"Kasturagi! - lo rimproveró il Prod Kodama - Alzati in piedi! E vieni a tradurre questa frase!"

"CUPIDOOOOO! Idiota! Cretino! Stupido! Imbecille di prima categoriaaa!" - Keima stava per urlare queste cose come un matto, ma si trattene per un pelo. La classe lo stava fissando a tal punto che ricomincio a giocare facendo finta di nulla.

"Continua quanto vuoi. Sopporterò il mal di testa…" - e fu proprio quello che fece.

****Ora di pranzo…****

Keima tirò con sé Elsie e si chiuse con lei nell'armadietto delle scope.

"Perché siamo qui, Nii-Sama?"

"Per non essere notati. – Keima si tolse gli occhiali – Ehi, ci sei, Cupido?"

"Ci sono, ci sono. Non sono un Dio sonnolento come la mia sorellina." – Cupido si riferì a Mercuris.

"Che fortuna…" – sussurrò Keima.

"Che hai detto?" – cupido aveva sentito, ma fece finta di nulla.

"Ho detto, che devi uscire dal mio corpo, subito."

"Impossibile."

"Che significa, impossibile?!" – Keima si stava agitando.
"Credi davvero che noi dei possiamo saltare da un ospite all'altro come se nulla fosse? Sarebbe troppo comodo."
"Non me ne frega nulla! Mi butto anche dal terzo piano, pur di farti sparire!" – disse Keima pensando in extremis.

"Beh se l'Ospite si suicidasse è ovvio che il Dio sparirebbe dal suo corpo di conseguenza. Ma non ci provare." – lo dissuase Cupido.

"Dicevo per dire. Questo è il piano B." – rassicurò Keima.

"E il piano A, qual è?" – gli chiese Elsie.

"Deve dirmelo Cupido."

"Allora… - pensò Cupido - Per farmi uscire dal tuo corpo devi…"

"Devo…" – chiese Keima impaziente

"Devi fare qualcosa, poi qualcos'altro ed infine farmi uscire!" – Cupido gesticolò indicando a caso.

"E che diavolo vuol dire?!" – gli urlo Keima infuriato.

"Vuol dire che non so cosa fare. – disse alzando le braccia al cielo – E che di questo problema non me ne frega assolutamente nulla. Ma probabilmente le mie sorelline sapranno qualcosa."

"Io giuro che se non esci dal mio corpo entro stasera io…"

"Ti pregherei di non ingoiare il cianuro." – gli disse Cupido, seriamente.

"Il cianuro? Ma inculati! – sbottò Keima - Da che cosa lo tiri fuori il cianuro? Da cosa come ti viene in mente?"

"Hai detto che il suicidio era il piano B…" – gli ricordò Cupido.

"Qualcuno mi uccida…" – si arrese Keima.

"No! Niente suicidio assistito!" – cominciò ad urlare Cupido.

Keima prese un respiro e: "*****CENSURA PESANTE!*****" – volarono parole e gesti inimmaginabili.

"Il cianuro, suicidio assistito, ma questo Dio è pazzo." – disse Keima mentre cominciava a giocare alla sua PFP.

"Ehm, non usciamo?"
"Vai tu. Io rimarrò qui così non incontrerò nessuna ragazza. Se vedi qualcuna, non dire che io sono qua dentro."
"Ricevuto." – Elsie uscì dall'armadietto, ma riuscì a fare solo quattro passi che si imbatté in Yui e Ayumi.

"Elsie, hai visto Keima?"
"Io? Nient'affatto."

"E che ci facevi nell'armadietto delle scope?"

"Nulla di nulla. Non stavo affatto parlando con Nii-Sama e Cupido e…" – Elsie si morse la lingua ma era troppo tardi.

"Eh? Lui è là dentro?"

"M-Ma no…"

"Allora non ti dispiace se controlliamo?"

"F-Fate pure…"

La porta dell'armadio si aprì con uno Sbang, e Keima ne uscì correndo come un forsennato.

"Lo sapevo. – Ayumi cominciò a corrergli dietro. – Perché scappi?"

"Perché mi insegui?!"

"Dobbiamo parlare!"

"Non ho nulla da dirvi! Sparite!"

"Se ti fermi adesso eviterai di essere preso a calci."

"Grazie, ma no grazie. E poi io so fare una cosa che tu non sai fare, Missile Umano."

"E sarebbe?"
"So fare le curve! – Keima rallentò di botto e girò a destra. Ayumi non riuscì a frenare e sbatté contro il muro facendovi delle crepe. – So fare le curve… Scherziamo?" – Keima riprese a correre ma si trovò davanti a sé Shiori e Tsukiyo.

"Non si passa…" – gli disse debolmente Shiori.

Voleva tornare indietro ma vide Yui avvicinarsi.

Allora entrò nella classe senza leggere il cartello. Una classe con dei ragazzi del primo anno. Ma subito venne circondato da tutti i lati e messo con le spalle alla finestra aperta.

"Allora, ti arrendi?"

"Cavoli, non ho via di uscita! – fece una finta per scappare ma venne accerchiato ancora di più – La via è una, Addio Mondo Crudele!" – e si buttò, di schiena dalla finestra, con un salto all'indietro.

"Non ci credo! L'ha fatto davvero?!"

"Ma è una finestra di secondo piano!"

Tutte si affacciarono una ad una e videro Keima era che tenuto per la manica da Elsie.

"Nii-Sama, sei pesante…"

"Smettila di lamentarti, e legami!"

"Sì! Resisti." – e gli avvolse intorno il suo manto di piume come imbracatura.

(Socio, sei un genio! Come sapevi che Elsie era lì?)

"Semplice, non lo sapevo."

(Sei pessimo…)

"Sta zitto! Ha funzionato! Chi se importa del metodo!"
"Ma con chi parla?" – si chiesero le ragazze tra di loro.
"Oggi vinco io ragazze. A dopo." – e Keima ed Elsie volarono in alto fino ad arrivare sul tetto.

"E se corressimo sul tetto?" – ma la campanella suonò appena Ayumi pronunciò la frase.

"Come non detto…" – e la squadra femminile abbandonò il suo obiettivo.

*A lezioni terminate*

"Muoviamoci Elsie dobbiamo andare subito da Diana." – disse Keima di fretta.

Ma mentre diceva queste parole andò a sbattere su qualcosa, anzi qualcuno.

"Nii-Sama stai bene?" – gli chiese Elsie preoccupata.

"Sì" - ma interruppe subito la frase vedendo la persona con cui si era scontrato.

"C-Chihiro" – disse Keima imbarazzato

"K-Katsuragi" – disse anche lei imbarazzata

"Ecco… io" – tento di dire Keima

(Caspita questa è quella ragazza senza dea, non ha i suoi ricordi quindi. - pensò Cupido – Mmh magari posso fare qualcosuccia.)

Detto questo Keima sentì una stretta al petto.

"Katsuragi – gli chiese Chihiro preoccupata – stai bene?"

Ma Keima non rispose la guardò semplicemente gli occhi. Gli occhi marroni di Keima erano diventati azzurri e guardavano insistentemente quelli di Chihiro. Ma quelli non erano gli occhi di Keima, erano quelli di Cupido. E in quel momento Cupido fece ricordare tutto quello che l'anima dell'inferno le aveva fatto dimenticare. Chihiro era evidentemente scossa e nel panico fuggì lasciando Keima basito.

"Che cosa… Che cosa hai combinato sciagura divina?!" – chiese Keima furioso.

"Mi sembrava ingiusto non poter amare ad armi pari, ah se vedi un'altra tua conquista fammi un fischio così le ridò i suoi ricordi… Mmh sciagura divina questa me la segno." – disse Cupido tutto "contento".

Keima sembrava sul punto di scoppiare, perché le dee non l'avevano avvisato prima? Se l'avessero fatto avrebbe evitato PRIMA tutte le sue precedenti conquiste in modo da non creare guai. Adesso invece Chihiro ricordava tutto e non poteva farci più nulla.

"Parassita infestante! Perché non ti fai i cavoli tuoi?!" – questo voleva urlare, ma capendo che era più importante sbarazzarsi di quella palla al piede e non aumentare la sua fama già nota da pazzo cominciò a correre a casa di Tenri.