VORTICE

Cap. 7

SAFFRON CITY

Che città triste- pensò Mist mentre guardava la luna in alto nel cielo- Sembra che nessuno abbia altro, che stare con il suo compagno di vita- guardò nelle vie, la gente che passava- Sembrano così felici…come se nulla che li circonda, abbia importanza. Un po' l'invidio…

Erano passati circa due anni, da quando era entrata a far parte della Sik. Se lo ricordava bene.

Aveva rincontrato Brock, aveva conosciuto Nick e tanti altri personaggi, tutti un po' particolari, della Sik.

Poi c'era il maestro Gaishi, che le aveva insegnato le basi delle arti marziali.

All'inizio si era detta, che non c'è l'avrebbe fatta ad imparare, che non era alla sua portata, però grazie ai suoi insegnamenti imparò molte discipline, come il karatè e altre arti marziali. Soprattutto aveva imparato l'autocontrollo…anche se difficilmente lo metteva in pratica, con le persone. Soprattutto con Ash. Già, lui era l'unico in grado di farla saltare dai gangheri. Se non fosse per il costante allenamento, sarebbe saltata addosso ad Ash e lo avrebbe strangolato, come un tempo fa.

Già, un tempo…- continuò a pensare Mist. Si sdraiò sul tetto e continuò a guardare il cielo, con le sue stelle- Le cose sono cambiate…non siamo più quelli di una volta. E me ne sono accorta, appena ho rivisto con i miei occhi Ash. Com'è cresciuto. Si, una parte di lui continua ad essere infantile, però non è lo stesso Ash, che ho lasciato quattro anni fa. In fondo, sono contenta che Brock mi abbia affidato questo incarico…ho potuto rivedere Ash, di persona. Comunque, Brock non sfugge alla mia vendetta! Ne ho passate così tante, che me ne devo prendere nota!

In quel momento pensò al momento in cui si era avvicinata ad Ash, per controllargli la giacchetta. Lo sguardo di Ash era diverso del solito…se ci pensava bene, i suoi occhi sembravano concentrati su di lei. Ma non lo sguardo di quattro anni fa, quando parlavano ore e ore di Pokèmon. Gli occhi di Ash, trasmettevano qualcos' altro, che Mist non riusciva a capire.

Sentì crescere dentro sé, un emozione nuova, che la metteva a disagio, ma anche le piaceva. Un misto di sensazioni travolgenti, come un uragano di pensieri.

Ad un certo punto si accorse di ciò che le stava succedendo, e scosse la testa, come per scacciare quelle sensazioni, quei pensieri. Non voleva, non voleva assolutamente ricascarci. Doveva stringere i denti e tenere duro, finché la missione non fosse terminata.

Ash si svegliò nel cuore della notte. Guardò davanti a sé, nel letto di Mist. Non c'era.

Forse è andata in bagno…no, ci sarebbe la luce accesa- pensò Ash- Forse è fuori. A quest'ora? Non aveva insistito lei per andare a dormire presto?

Ash si mise seduto nel suo letto. Era passato qualche giorno, da quando lui e Pikachu sono stati sbalzati in un altro mondo, da un uragano di nome Mist. Le aveva scosso l'esistenza, ma anche l'aveva resa più eccitante.

Era da tempo che non si muoveva, prima stava a poltrire tutto il giorno sul divano. E poi era venuto a conoscenza di fatti, che non ne era messo al corrente.

I suoi due migliori amici erano scomparsi, da quando il gruppo si era sciolto. Nessuno sapeva niente. Cosa poteva fare?

Volse il suo sguardo sul letto vuoto di Mist. Non sapeva se credere, che Mist era Misty. Avrebbe dovuto chiederglielo al momento buono, invece si era ritirato. Non ne aveva avuto il coraggio. E poi che motivo aveva Misty per ingannarlo? Non erano amici? Non si dicevano tutto? E se invece non era così? Se Misty non lo avesse mai considerato un amico?

Si alzò dal letto e pensò alle parole di quei uomini che lo cercavano.

Dicevano che lei gli mentiva e che loro sapevano la verità. Ma sarà poi vero? Se era vero che quella cimice era stata messa da loro nella sua giacchetta, di sicuro si dovevano trovare nei paraggi, in attesa di poter agire.

Ash stette zitto e pensò che forse quello era il momento più giusto, per poter capire meglio…e poi Mist non era lì e non avrebbe mai saputo quello che aveva intenzione di fare, se sarebbe tornato presto. Pikachu si svegliò in quel momento.

- Pika?- chiese sbadigliando.

- Pikachu…io devo incontrare quei tipi…- disse a voce bassa.

- Pika?!- saltò in piedi sorpreso.

- Non chiedermi perché sto facendo questa stupidaggine…cerca solo di coprirmi, prima che Mist torni.

- Pika, pika!

- Ti prego Pikachu, è importante per me…sei o non sei mio amico?

- Piika- disse un po' indeciso, ma poi si arrese alla supplica del suo allenatore- Pika!- gli diede la conferma.

- Grazie, Pikachu! Sapevo di poter contare su di te! Tornerò presto!

- Pika, pi!

- Si, starò attento, tranquillo- lo salutò e uscì dalla stanza.

Però Pikachu non era per niente sicuro, anzi temeva per la vita di Ash. Quei uomini misteriosi, non scherzavano.

Ash sgattaiolò fuori dall' hotel senza farsi notare. Camminò per un po' per le strade di Saffron City.

Anche se ormai la maggior parte della cittadinanza stava dormendo a quell'ora, alcuni negozi e bar erano aperti, per la gente che non dormiva la notte. Le poche luci dei negozi illuminavano i viali. Ash continuò a camminare.

Che cosa sto facendo?!- si chiese preoccupato- Sto da alcuni minuti camminando senza sosta e senza meta. E poi non è detto che loro mi stiano cercando…- si fermò con lo sguardo fisso per terra. Non sapeva che pesci pigliare.

Ad un tratto arrivò la risposta che cercava. Un uomo tutto in nero, gli apparve davanti dal nulla. Ash rimase così sorpreso, che rimase senza parole e senza muoversi.

L'uomo gli sorrise e gli indicò di seguirlo. Ash era indeciso all'inizio, poi lo seguì.

L'uomo lo condusse un luogo appartato. Nel buio non si poteva vedere niente, ma Ash capì di non essere solo. Altri uomini erano lì.

- Sapevamo che saresti venuto a cercarci- disse un uomo, avanzando verso Ash.

- Io…

- Si, lo sappiamo perché sei qui. Sei in cerca di risposte, vero?

Ash mosse il capo, in segno di consenso.

- Ebbene, però le domande hanno il loro prezzo.

L'allenatore lo guardò con aria interrogativa.

- Vogliamo che tu ci segua dal nostro capo. Ti vuole vedere. Dopo di ché, ti porteremo a casa tua, d'accordo?

Ad Ash questa proposta sembrava conveniente e realizzabile.

- Va bene- disse.

- Allora, che vuoi sapere?- chiese l'uomo.

- Io…perché sono qui?

- Perché tu sei un elemento importante per la Sik. Farebbero di tutto per averti. Ma noi glielo vogliamo impedire.

- Importante, io? E cos'è questa Sik?

- Tu hai un dono importante…e la Sik è una congrega di mafiosi, che trama per la conquista del mondo.

- Eh? Ma Mist…

- La ragazza che sta con te, fa parte della congrega.

- Non è possibile…e tutto quello che mi ha detto…?

- Bugie. Era l'unico modo per ottenere fiducia da te.

- Non posso crederci.

- Noi abbiamo fatto di tutto per portarti via, prima che arrivasse la ragazza, ma tu hai desistito…e così è iniziata la caccia.

- Mist mi ha mentito? Eppure mi era sembrata così sincera…- appoggiò la mano tra i capelli.

- Sapeva che eri ingenuo e che saresti cascato nella sua trappola.

- Ma sapeva così tante cose su di me…

- Certo che lo sapeva, perché aveva indagato su di te.

- Ma voi sapete chi sia in realtà Mist?

- Certo. Lei è…

- Fermi!- la voce della ragazza arrivava dall'alto.

- Mist!- esclamò sorpreso Ash.

Mist stava appollaiata sul tetto e saltò giù, frapponendosi tra Ash e gli uomini in nero. Indossava la sua solita tuta nera.

Ash la guardò preoccupato della reazione che Mist avrebbe fatto, ma lei non lo degnò neanche di uno sguardo.

- Non so che cosa voi abbiate in mente, però non pensiate neanche lontanamente di potervi prendere Ash! Ho degli ordini precisi, io!

L'uomo, che prima parlava con Ash, la guardò con un sorriso soddisfatto.

- Che hai da sorridere?!- chiese innervosita la ragazza.

- Eh, ormai è inutile. Ash sa tutto. E non ti seguirà più, vero Ash?

Mist si girò verso Ash e cercò di guardarlo negli occhi. Ash invece non se la sentiva e guardava da tutt'altra parte.

- Ecco, io…

- Ash, non vorrai mica seguirli. Mi sembrava di averti già spiegato che…

- Mi hai mentito!- disse, volgendo il suo sguardo su di lei.

- Come?

- Tu lavori per una banda di delinquenti…

- Ah, capisco- lo interrompè- Ti hanno fatto il lavaggio del cervello. Ebbene, sappi che niente di ciò che dicono loro, riguarda la verità.

- Neanche che tu lavori per la Sik?

- Beh, questo no.

- Vedi, mi hai mentita! E io che mi fidavo di te…- strinse i pugni e guardò con rabbia per terra.

- Allora perché li hai raggiunti?

- Eh?- Ash sollevò lo guardò.

- Se dici che mi credevi, perché sei andato in cerca di risposte?

- Io…beh, io…

- Forse non ti fidavi di me…e questo loro lo sapevano e hanno approfittato di questa tua debolezza, per raccontarti un mucchio di balle!

- …

L'uomo ghignò soddisfatto. Aveva raggiunto il suo scopo.

- Allora, Ash, a chi credi?- chiese l'uomo.

Mist lo guardò con aria seria. Ash non sapeva cosa fare, aveva una grande confusione in mente. Però ciò che sapeva, è che Mist ha sempre tentato di salvarlo da situazioni estreme. Ma forse era il suo lavoro.

- Ash, puoi rispondere?- insistette l'uomo.

- Ehm…io…non lo so.

- Che stai dicendo? Lo hai anche tu confermato, che Mist ti ha mentito, no?

- Però…

- Intendi dire che credi più a lei? Non hai intenzione di seguirci? Lo sai quali erano i nostri patti!

- Si, lo so, ma…

L'uomo si spazientì e fece cenno all'uomo di prendere Ash. L'altro uomo obbedì e afferrò Ash di forza.

- E- ehi! Che fate?! Mettimi giù, bestione!- si dimenò Ash.

Mist intervenne, ma venne presa alla sprovvista e sbalzata via da un altro uomo.

Si rialzò e cercò di raggiungere Ash, però si contrappose un uomo, molto muscoloso che ingaggiò con lei una lotta impari. L'uomo forzuto utilizzava anche lame molto taglienti, che ferirono Mist al braccio. 

- Ahia!- Mist si tenne il braccio sanguinante- Accidenti, è molto veloce- pensò.

- Mist!- gridò Ash, preoccupato, mentre tentava disperatamente di liberarsi, per correre da lei.

L'uomo gli andò addosso e Mist si scansò per un pelo, però la ferita al braccio era fastidiosa.

Decise di sbarazzarsi di quella arma pericolosa, che aveva in mano l'uomo. Così con un calcio indirizzato al braccio dell'uomo, gli fece cadere la lama.

- Bene, e adesso vedremo se farai ancora lo spaccone!- gli disse Mist.

- Tze, con te mi basterà la mia sola forza- si lanciò su Mist.

Lei si spostava continuamente, però le era difficile rispondere ai suoi attacchi.

L'uomo la fece inciampare e l'afferrò per le spalle, lanciandola con tutta la forza, contro il muro del vialetto.

Si sentì la botta causata dalla caduta e Mist per terra, visibilmente inconscia. 

- Oh, no! Mist! Perché fate tutto questo?!- Ash gridò di rabbia.

- Se ci avresti seguito subito, senza procurarci guai, alla tua amichetta non sarebbe successo niente- gli disse freddo l'uomo, poi fece segno all'uomo che teneva Ash, di portarlo con loro alla macchina.

- Mist! Rispondi!- gridò Ash da lontano.

- Inutile che gridi, ormai sarà distrutta dopo un simile volo, del resto numero 111 è famoso per la sua ferocia nei combattimenti- rise- Per la tua amica non c'è speranza.

Ash lo fulminò con gli occhi. Gli avrebbe dato volentieri un pugno, in quel suo viso spregevole. Non voleva credere, di averlo creduto anche solo per un attimo. Invece Mist lo voleva proteggere…e lui non aveva avuto fiducia in lei. Se adesso erano in quel casino, era solo per colpa sua. Ash vedeva, pian piano, allontanarsi la figura di Mist.

- F- fermi!- si sentì una voce debole.

Era stata Mist a parlare. Con estrema fatica si rialzò da terra. La ferita sanguinava e aveva numerosi graffi, causati dalla caduta.

- Mist!- Ash era sollevato. Mist era ancora viva. Però avrebbe preferito che non si fosse alzata, perché adesso gli altri lo avrebbero di sicuro uccisa. E tutto solo per colpa di Ash- No, Mist, scappa via! Io me la caverò, non preoccuparti!

- Come posso lasciarti in mano di loro, me lo spieghi?!- ormai era in piedi, con la testa china e i capelli che le cadeva davanti.

- Non voglio che tu ti faccia male!

- Questa è la mia missione!

- La missione, la missione…è possibile che tu non pensi ad altro?! Perché vuoi rischiare la tua vita, per questa stupida missione?!- gli gridò Ash.

La sua voce sembrava quasi soffocata dalla frustrazione. Dalle sue guance scesero delle piccole lacrime.

Mist si sistemò una ciocca di capelli e guardò davanti a sé.

- Sciocco! So ciò che faccio! E non ho intenzione di morire adesso! Ho tante altre cose da fare, prima di andare all'altro mondo!

Ash la fissò. Ancora una volta gli sembrava di vedere un'altra persona.

Il suo modo di rispondere, la sua grinta…perché mi sembra di vedere Misty?- pensò Ash.

- Fai male a non ascoltare il ragazzo- disse l'uomo che l'aveva atterrata- Poco male, dì le tue ultime preghiere!- si lanciò di nuovo addosso a Mist.

Lei estrasse dalla cintura uno spray e glielo spruzzò in faccia, tenendosi la bocca chiusa.

Il numero 111 cadde, ancora prima di dare un pugno a Mist.

- Sogni d'oro, gorilla!- disse Mist, allontanandosi.

- Presto, fermatela!- disse l'uomo agli altri.

Quattro uomini gli furono addosso. Mist si preparò e contrattaccò.

- Presto, andiamo!- disse l'uomo all'altro che teneva Ash- Mentre loro tengono occupata la ragazza, noi ce la fileremo.

- Okey- disse l'altro e raggiunsero la macchina.

Mist prese un oggetto rotondo, che aveva un pulsante ad un'estremità. Si tappò le orecchie e schiacciò il pulsante.

Dall'oggetto partì un rumore molto assordante, che mise a tappeto gli uomini, compresi quelli con Ash, così lui fu libero dalla presa.

- Efficace, no?- disse soddisfatta.

Ash raggiunse Mist, però un uomo si svegliò e andò a riprendersi il ragazzo. Lui, istintivamente, gli diede un pugno in viso.

- E questo è per prima!- disse Ash deciso. Poi si rese conto di quello che aveva fatto, non appena l'uomo cadde ai suoi piedi- Eh? Ma…

- Bravo Ash, cominci già bene- disse la ragazza, sorridendogli.

- Mist, tu stai bene?- chiese Ash.

- Si, io bene. Adesso raggiungiamo l'hotel e prendiamo Pikachu e la moto.

- Ma come mi hai raggiunto? Ah, la ricetrasmittente che mi avevi messo!

- No, ero sul tetto dell' hotel. Ti ho visto uscire. Sai, non sei bravo come ladro.

- Questo doveva essere un complimento?- chiese ironico.

- Se lo preferisci…ahi!- Mist si chinò a terra. La ferita al braccio sanguinava ancora.

- Mist, devi curarti al ferita, si può infettare.

- Non abbiamo tempo. Quelli saranno subito sulle nostre tracce. Dobbiamo imbarcarci sulla nave.

- Adesso?

- Si.

Ash e Mist raggiunsero l'hotel, pagarono e presero Pikachu e la moto.

Dopo qualche minuto, erano già a bordo sulla nave da crociera.

- Ma ci raggiungeranno subito- gli fece notare Ash.

- No, adesso saranno altrove.

- Eh?

- Ho messo la loro cimice su un camion diretto a Miramare.

- Ottimo!

- Si, adesso io mi ritiro nella mia cabina.

- Abbiamo le stanze separate?

- Si, non sarà necessario tenerti d'occhio anche sulla nave. Qui sarai al sicuro, per il momento.

- Ehm…vuoi che ti accompagni?

- No- si diresse verso le stanze.

Ash sapeva che Mist c'è l'aveva con lui. Non le aveva creduto. Ma adesso sarebbe stato diverso. Guardò dalla banchina, che si allontanava sempre più dal porto di Saffron City.

Pensò a sua madre che in quel momento era in pensiero per lui, pensò a Brock e a Misty, finiti chissà dove. Pensò al prof. Oak e a Tracey. Pensò anche a Gary, il suo rivale.

Di sicuro adesso Gary se la starà spassando!- pensò Ash- Quanto lo invidio!

Poi gli venne in mente Mist e arrossì leggermente.

Però se non fossi qui, non avrei conosciuto Mist…e in fondo, anche se la mia vita è stata stravolta, sono contento di avere al mio fianco Mist.

Sentì pian piano, il rossore aumentare, mentre pensava più intensamente a lei

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TRENTO

Nick e Gary avevano appena superato la città di Cent e stavano arrivando alla fine di Trento.  

- La prossima città che dovremmo attraversare è Hotmod.

- Già sentita. Non per farne una tragedia Nick, però non è un bel posto. Si, insomma, è famosa come città dei banditi e dove nessuno è riuscito a sopravvivere.

- Ti spaventa?

- Chi, a me? Figurati! Lo dicevo per te.

- Ti spaventa- insistette lui.

- Stai sognando! Piuttosto, come farai a guidare a lungo con il braccio fratturato? L'incidente che abbiamo appena avuto con quei uomini, non è stata una cosa leggera, lo sai?

- Si, però non mi fa male. C'è la farò a resistere. Tanto manca poco.

- Poco? Mi dispiace per te, ma mancano ancora un bel po' di miglia!

- Come mai, adesso sei così preoccupato per la mia sorte? Non ti sapevo così caritatevole.

- Semplice, se tu non sei in forma, come potrai proteggermi? Ci tengo a salire da questa faccenda, tutto integro!

- Ah, adesso capisco. E io che mi ero illuso che eri cambiato!

- Credevi male! A proposito, sei sicuro che quel meccanico sapesse il fatto suo? Si, insomma, sembrava così insicuro quando gli hai mostrato la macchina, per fartela aggiustare.

- Perché era conciata male e poi è un modello che non è molto in commercio. Diciamo, raro. Ne esistono poche di questo modello.

- E tu come fa ad averla?

- Contrabbando, se vogliamo così metterla.

- Facevi del contrabbando?! Oh, allora sono capitato proprio in buone mani!- disse sarcastico.

- Facevo del contrabbando- precisò- Ma ormai sono passati parecchi anni da allora.

- Comunque rimani un delinquente, che non si è consegnato nelle mani della giustizia.

- Senti, se io mi fossi consegnato alla polizia…a quest'ora avrebbero mandato un altro agente per proteggerti. E ti assicuro, che non ci avrebbe pensato due volte a lasciarti crepare.

- Unf, sempre così gentili, voi? Possibile che nel vostro gruppo, non ci sia qualche bella ragazza?- chiese, incrociando le braccia.

- Si, ce ne sono. Ma sono poche.

- Mh? E perché non è stata affidata una a me? Sarebbe stato meglio.

- Beh, la missione era stata affidata a me e la mia collega.

- E perché non lei?

- Lei è impegnata a proteggere un altro ragazzo.

- Unf, fortunato lui! E dimmi, com'è questa tua collega? La conoscerai bene, no?

- Ecco…più o meno. Diciamo che è stato uno strano incontro.

- Mh?

- Abbiamo lavorato insieme per ben due lunghi anni. E' come se la conoscessi da anni, però…- assunse un aria triste- A volte non la capisco. E a dire la verità, non so molto del suo passato. A volte se ne sta a contemplare le stelle, senza dire niente.

- Eh, una romantica?

- Se ti ascoltasse, ti ucciderebbe. Non vuole che si sappia in giro. Dice che le rovinerebbe la reputazione.

- Mh, non so perché ho questo presentimento…però mi sembra di conoscerla. Ma dimmi, com'è lei? Carina?

- Oh, molto carina- arrossì leggermente- soprattutto quando sorride. Cosa che fa molto raramente.

- Mi piacerebbe conoscerla- disse Gary- Chissà.

- La incontrerai dove andremo. Sempre che vinca lei la nostra sfida.

- Che sfida?

- Eh? Ah- ah…niente.

- Però, come mai una ragazza fa un lavoro come il tuo?

- …- Nick non rispose, ma rimase a pensare.

"Mi volete spiegare perché mi avete rapito?!"- chiese infuriato Nick.

"Uh, rapito…che parola grossa"- disse un ragazzo di carnagione scura, seduto comodamente sulla sua sedia- "Diciamo, prelevato"

"Rapito…prelevato…che differenza fa?! Cosa ci faccio qui?!"

"Con calma, Nick Jeson…risponderò alle tue e alle altre domande, dopo che sarà arrivata la tua futura collega"

"Collega?!"

Proprio in quel momento comparve dalla porta dello studio dell'uomo, una ragazzina accompagnata da un uomo.

Nick rimase a guardare la ragazza. Indossava una camicia e dei jeans. Il suo viso era imbronciato, come quando si fa i capricci con la madre.

"Ebbene, qualcuno è così gentile da spiegarmi che diamine ci faccio qui?!"- disse la ragazza, infuriata quanto Nick.

"Adesso che ci siamo tutti, possiamo cominciare"- disse quello di carnagione scura. Fece cenno all'uomo di uscire dallo studio e appoggiò i gomiti sulla scrivania "mi scuso inizialmente per i trattamenti ricevuti dai miei colleghi, per portavi qui. Non sanno fare il loro mestiere"

"Va dritto al sodo"- disse Nick spazientito.

"Ebbene, il motivo per cui siete qui, è molto semplice. Vi ho seguito dall'inizio, so tutto su di voi e so che voi siete i più adatti a fare questo mestiere"- disse lui- "Dovete sapere che questo mondo è malato, molto. La polizia ormai non può più fare niente. Già all'interno della pubblica sicurezza, gira un mucchio di persone corrotte, che pensano al loro bene, che a quello dei cittadini. La Sik, sotto mentite sfoglie si occupa di salvaguardare la popolazione da imminenti catastrofi"

Nick e la ragazza lo guardarono come se fosse un pazzo, in attesa di finire al manicomio.

"I membri della Sik si occupano delle cose che nessuno farebbe, missioni impossibili, insomma"

"Tipo il film di missione impossibile?"- chiese Nick.

"Beh, si, però questo non è un film, ma la realtà. E qua si rischia la vita ogni giorno. Un giorno ci siete e un altro…"- lasciò la frase incompleta.

A Nick sembrava tutto un po' troppo surreale la faccenda.

"Ma perché proprio noi?"- chiese la ragazza, che era rimasta in silenzio.

"Voi siete i più idonei. Si, ci vorrà un po' di preparazione…però in breve sarete capaci di sgominare i nemici"

"Come fai a saperlo?"- chiese Nick.

"Ricordate, io non sbaglio mai. E se dico che voi c'è la farete, ho ragione. Ma questo adesso dipende da voi…siete disposti a chiudere con il passato per entrare alla Sik?"- chiese.

"Chiudere con il passato…cosa intendi dire?"- chiese Nick.

"Se intendete entrare a far parte della Sik, nessuno di chi vi conosce, né parenti, né amici, dovranno sapere dove vi trovate, né che lavoro fate"- disse serio- "E' un sacrificio molto grande. Per i vostri familiari, sarà come se foste scomparsi nel nulla"

"Vuol dire che risulteremo morti?"- affermò Nick.

"Esattamente"

"Beh, per me non è un problema. Non ho una famiglia….e  i miei amici…beh, ci guadagnerei solo a starne alla larga"- rispose Nick, semplicemente- "E poi ho sempre sognato di fare l'agente segreto!"- disse eccitato.

La ragazza l'osservò seria e ritornò con lo sguardo sul ragazzo dietro la scrivania.

"Chi vi fa pensare che accetteremo?"- disse lei.

"Beh. Non ho detto che avreste accettato. Ho solo sperato. Del resto per questo lavoro, bisogna essere molto in gamba, per resistere. E poi Nick, non credo che tu abbia molto da perdere. So che sei un contrabbandiere di automobili rare e che la polizia irlandese non vede l'ora di acciuffarti"

"E' vero. Però guadagnavo molto"

"Anche qui sarà lo stesso"- disse lui- "E inoltre penseremo noi a sistemare la faccenda, con la polizia del tuo paese"

"Grande! Quando si inizia?"

"Quando vuoi"- disse il ragazzo di carnagione scura- "E tu?"- si rivolse alla ragazza.

"…ci devo ancora pensare"- disse seria- "Nel caso rifiutassi, potrei tornarmene a casa?"

"Certo, però…"

"Però?"

"Dovremmo cancellare alcuni ricordi, degli ultimi giorni, dalla tua mente…capisci, è per la sicurezza della base"

"Si"

"Nel frattempo che ci penserai, ti verrà mostrata la tua stanza momentanea. Se avrai deciso, e io spero di si, di unirti a noi, ti verrà affidato un appartamento e un lavoro, come copertura"

"Mh"- si alzò dalla sedia- "Beh, se hai finito, io me ne andrei"- disse la ragazza.

"Certo"- chiamò l'uomo che era fuori dalla porta- "accompagnala alla sua stanza"- disse.

Una volta che la ragazza fu fuori dall'ufficio, il ragazzo seduto dietro la scrivania, spiegò a Nick le regole che doveva rispettare e tutte le altre norme di avvertenza. Gli fece firmare dei fogli, dopodiché gli mostrò il suo appartamento.

"Ti piace?"- chiese il ragazzo.

"Wow, sempre meglio di quella che avevo nel mio paese"- disse Nick.

"Bene, ti lascio sbrigare tutte le altre formalità"- fece per andarsene.

"Aspetta! Tu sai il mio nome, ma io non so il tuo…come ti chiami?"

"Chiamami Brock. Da oggi in poi sarò il tuo superiore e sarai sotto la mia tutela"

Se ne andò e Nick cominciò la sua nuova vita.

Due giorni dopo, mentre si dirigeva verso la sede Sik, rincontrò la ragazza che era con lui il primo giorno.

Nick le andò incontro e la salutò.

"Ciao! Ci si rivede!"

"Si"- affermò lei, seria.

"Allora, che hai deciso?"- chiese curioso- "Rimarrai?"

"Si"

"Magnifico, collega!"

"Come mai sei così contento?"

"Bho, forse perché non sarò l'unico disorientato, qui. E poi mi servirà una mano per sgominare i delinquenti"

"Dimmi, ti credi già un super eroe?"- chiese lei, con un tono un po' seccato.

"Beh, più o meno"

"E allora farai bene a scendere dai tuoi bei sogni, super eroe! Se credi che tutto questo sia solo un divertimento, sei sulla strada sbagliata!"- disse seria.

Nick ci era rimasto un po' male per la reazione della ragazza. Sembrava molto nervosa.

"Io non pensavo a quello"- spiegò Nick- "Non mi credo una celebrità. Però cerco di prendere questo incarico il più positivo possibile! E tu hai rovinato tutto!"

"Oh, scusami tanto…super eroe!"- disse in tono ironico.

"Senti, non è perché non ti sto simpatico, che mi tratti in questa maniera?"

"Sei di nuovo fuori strada. Io tratto tutti così, se lo vuoi sapere"

"E non c'è verso che tu cambi?"

"No!"

Nick sbuffò. Poi ci pensò su, sorrise e avanzò prima di lei.

"Ebbene, io credo il contrario. Mi farò accettare da te, con le buone o le cattive maniere. Vedrai, diventeremo amici!"- si girò verso lei e gli strizzò l'occhio.

La ragazza rimase sorpresa. Invece di spaventarlo, Nick sembrava più allegro. Anche troppo, Nick stava camminando senza guardare davanti.

DENG. Nick era andato a sbattere contro una colonna e cadde per terra.

La ragazza lo guardò un po' seccata e sbuffò. Ma non poté fare a meno di sorridere alla scena.

Nick si massaggiò il viso.

"Ohi, ohi, che male! E tu perché sorridi?! Non potevi avvisarmi?"

"Pensavo che i super eroi avessero gli occhi, anche dietro la testa"- scherzò.

Il viso della ragazza sembrò leggermente più tranquillo.

"Spiritosa"- si alzò in piedi- "Comunque, sono contento di averti strappato un sorriso. Sei più carina"

"Per caso sei un rimorchiatore?"

"Beh, mi do da fare"- scherzò. Poi tese la mano verso la ragazza- "Mi chiamo Nick, piacere!"

"E io mi chiamo Misty"- strinse la sua mano- "Ma puoi chiamarmi anche Mist"

"Allora socia, quando ci mettiamo in azione? Sono ansioso di nuove avventure"

Mist non rispose, ma si limitò a sorridere e insieme si diressero allo studio di Brock.

- Ehi…mi stai ascoltando?- la voce di Gary lo riportò alla realtà.

- Eh? Cosa…

- Ti stavo parlando e tu non mi ascoltavi. Non sai che è maleducazione, pensare ad altro? Sembravi come incantato.

- Già, scusa…-disse Nick- E' solo un ricordo…a cui tengo molto… 

CONTINUA…

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Okey, ho finito anche il settimo capitolo (Quanto sono indietro! Mi sto dilungando troppo!).

Questo capitolo è il più lungo degli altri (beh, quasi).

Allora, come vi sembra che sta proseguendo la storia? Vi prego, ditemelo!!! (;_;) Ma siate indulgenti con me (sono una frana -_-'). 

Scrivetemi anche, se non capite qualcosa (magari mi sono espressa male nella fiction).

Beh, che altro dirvi? Godetevi il prossimo capitolo! L'ottavo, per la precisione! E' quasi pronto…devo solo aggiungerci qualcosa.

Pokèmon e company non sono di mia creazione!

By Ya-chan