Premessa: in questa fanfiction Linda conosce già da tutto che Lucifer era veramente il re dell'inferno.
Paradiso. Poche ore allo scontro Uriel e Lucifer nella chiesa sconsacrata.
Il paradiso sembrava più un quartiere residenziale con infinite villette, ognuna con un giardino dietro. Una delle ville era l'abitazione di Azrael, l'angelo della morte. Stremata dopo un'intensa giornata di lavoro planò nella veranda della sua abitazione. Le sembrò strano vedere la porta della veranda che dava nella sua camera da letto aperta. Capì che la serratura era stata forzata. Ancora più esterrefatta fu vedere un mobile nella camera distrutto. Era un piccolo tabernacolo dentro cui era esposta la sua spada, la spada di fuoco che Michele usò per sconfiggere suo fratello Lucifer. Una spada di fuoco che lei aveva forgiato per contrastare qualche anima troppo oscura che era un vero mostro dopo la morte. Invece all'epoca della ribellione di Lucifer, Michael d'accordo con il loro padre Dio gliela rubò, usandola. In seguito gli fu ridata ma nell'animo di Azrael era rimasto un enorme risentimento. Un risentimento accresciuto dal fatto che per tutti in paradiso era ancora solo una giovane angela che perdonava tutti. Come pensava era certa chi aveva nuovamente rubato la sua spada. La rabbia di Azrael divenne immensa. Una rabbia che si tingeva di malinconia al ricordo di Samael che era diventato Lucifer. L'unico che riusciva nel calmare la sua furia. Per eoni si era attaccata al ricordo di quel fratello, poi vi fu Ella. Infine riuscì nel trovare un nuovo confidente in Jesus. Però in quel momento nessun ricordo frenava la sua rabbia. Si concentrò, scoprendo che suo fratello Uriel era il ladro. Gli occhi le diventarono neri.
Nella sala del trono, dove accanto al trono di Dio c'era quello di Jesus, quest'ultimo percepiva che stava per succedere qualcosa di terribile. Ebbe appena il tempo di vedere un'ombra nera uscire dal paradiso, dirigendosi sulla terra.
Nella chiesa sconsacrata Uriel mostrò a Lucifer la spada di fuoco. Non ebbero tempo di fare altro. Tutte le finestre mezze rotte della chiesa erano come se scoppiassero. Sul pavimento dove erano finiti, Uriel e Lucifer videro la sorella Azrael procedere lungo la navata centrale. L'aspetto era quello della morte classica, coperta da un mantello nero con cappuccio. Si vedevano solo le mani scheletriche di cui una stringeva una falce ben salda. Solo il viso era quello di Azrael ma con gli occhi neri. Erano soprattutto le sensazioni di rabbia che i due eterni percepiamo dalla sorella. Uriel alzatosi dal pavimento tentò di dire qualcosa ma un ombra nera staccata dalla sorella Azrael divenne un bavaglio nero sulla bocca e manette ai polsi. Con voce roca Azrael disse facendo tremare la chiesa sconsacrata
"Ora di pagare i vostri torti verso di me"
In un lampo scomparvero i tre eterni. Rimase solo Maze, che aveva tentato di attaccare Azrael ma si era trovata di fronte un muro invisibile. Decise di chiedere aiuto ad Amenadiel.
All'attico.
All'attico Maze ebbe quasi una riedizione della scena nella chiesa sconsacrata. Azrael portò via la madre la Dea e Amenadiel. La demone non sapeva cosa fare.
Qualche ora dopo. Una sperduta isoletta nel centro dell'oceano.
Quello che sembrava una minuscola isoletta senza nulla che l'entrata di una grotta, in realtà si diramava nel fondo in altre grotte grandi e piccole. Delle torce illuminavano a giorno i vari ambienti. Era un luogo scoperto eoni prima da Azrael. Un luogo che l'angelo della morte aveva incantato per poter utilizzare solo lei. Era un luogo che per Azrael nei momenti pieni di rabbia le serviva per sbollire. Quel giorno decise di usare una zona per imprigionare chi riteneva colpevoli di averla fatta soffrire.
Aveva portato molti eterni anche di altre razze magiche sulla Terra in fondo a un enorme pozzo. In quel pozzo aveva posto delle torce come in qualunque altro ambiente. Soprattutto nessuno poteva uscire senza la sua autorizzazione. A tutti i suoi prigionieri che erano svenuti, legò al collo un semplice filo di ferro molto sottile.
Tra i primi a svegliarsi anche Lucifer. Si guardò intorno ancora stordito. Poi fu la volta del fratello Uriel. Amenadiel con la madre la Dea furono tra gli ultimi con qualcuno che non si aspettavano di trovare con loro. Quel qualcuno era Michael, il gemello di Lucifer.
Per tutti fu inutile usare la magia, la forza o contattare qualcuno fuori per aiutarli. Solo dopo ore dall'alto cade un aeroplanino di colore bianco di carta. Nel foglio Azrael gli spiegava, leggendolo Amenadiel
"Voi siete colpevoli verso di me Azrael di gravi offese. Per voi sono sempre stata una stupida che perdona a priori. Da oggi le cose cambiano. Nessuno di voi uscirà da questa prigione in vita. Vi lascerò qui dentro alla fame e alla sete. Nulla potrà salvarvi"
La Dea gridò verso l'alto
"Azrael non puoi farlo! Sono tua madre!"
La risata di Michael irritò la Dea che tentò di lanciargli un maleficio ma non c'erano poteri. Nel frattempo Lucifer si era tolto la giacca, mettendola su delle rocce per sedersi. Il re dell'inferno disse dopo aver battuto più volte le mani verso il fratello Uriel
"Complimenti. Siete riusciti tutti voi in paradiso nell'impresa di aver fatto sbroccare un anima buona"
Uriel urlò contro Michele che tentava senza successo di scalare le rocce
"Michael tu mi avevi detto che non c'era pericolo nel prendere la spada a Azrael. Che nostro padre lo voleva e…"
Michele tappò la bocca del fratello con la mano destra, provocando la sorpresa di Amenadiel e Lucifer che si alzò in piedi. L'angelo nero allontanò Michael dal fratello Uriel, domandando
"Michael che vuol dire? Nostro padre non voleva la detective morta o nostra madre all'inferno?"
Michael alzò la spalla sinistra buona, rispondenti
"Avevo cercato di svegliare nostro padre. Magari sapere Lucifer tornato all'inferno gli avrebbe fatto piacere"
Uriel si portò le mani tra i capelli, allontanandosi da quella specie di famiglia. Si sentiva in trappola. Dalla sua Amenadiel urlò in alto
"Azrael ascoltami! Senza volerlo sei riuscita nello scoprire le macchinazioni di Michael contro tutti noi"
Amenadiel fu spinto dal fratello Michael, iniziando i due una rissa. In quel momento a Lucifer non importava di loro, voleva solo uscire da quel posto per tornare dalla detective con il loro mondo. In fondo però voleva aiutare la sorella Azrael. Conosceva fin troppo bene la rabbia di sentirsi solo e poco considerato. Tornò a sedersi dove era prima, cercando di trovare una soluzione mentre gli altri tentavano di separare Michael e Amenadiel che ancora si picchiavano.
La mattina dopo. Mercato dell'antiquariato a Los Angeles.
Chloe giunse con la figlia Trixie nella via dove si svolgeva il mercato dell'antiquariato a pochi minuti dall'apertura. Tentava di non mostrare alla figlia la sua preoccupazione per Lucifer, sapendo quanto ci tenesse a lui. Dalla sua Chloe era certa fosse in ansia per Lucifer solo perché gli serviva al lavoro. Una certezza che si stava sgretolando per una sempre più profonda preoccupazione non riuscendo nel trovare o raggiungere telefonicamente Lucifer. Il giorno prima il suo consulente civile le aveva confidato che doveva incontrare un fratello che veniva dal paradiso. Chloe era certa fossero le solite metafore di Lucifer sulla sua famiglia, ritenuta da lei però molto pericolosa. Tentò nuovamente al cellulare di Lucifer ma risultava spento. Provò con quello di Maze ma si inseriva la segreteria telefonica. Respirò profondamente, sorridendo alla figlia Trixie che le mostrava su una bancarella delle vecchie riviste. Decise di staccare per il momento. Non voleva turbare la figlia di nove anni, non immaginando quanto conoscesse.
Trixie conosceva bene da madre, capendo che era in ansia cercando di non farglielo capire. La bambina sperava che Lucifer la potesse aiutare. Le mancava il consulente civile di sua madre che il giorno prima aveva invitato a quel mercato dell'antiquariato. Lucifer le aveva risposto
"Monella sarei felice di venire con te e tua madre a un mercato dell'antiquariato. Purtroppo domani avrò un impegno improrogabile. Se mi sbrigo prima vi raggiungo"
Sperando Trixie con tutto il cuore lo facesse. Lei adorava da sempre i mercati dell'antiquariato ma in quegli ultimi tempi ancora di più. Perché sapeva distinguere le varie razze magiche sulla Terra. Non l'aveva mai detto a nessuno, neanche a Lucifer, Maze o i suoi genitori. Soprattutto perché i suoi genitori li trovava fin troppo razionali. Mentre lei grazie alla vicinanza di Maze e Lucifer si era accorta di molte cose magiche intorno a lei. Sapeva bene che Lucifer era veramente il re dell'inferno, Maze una demone e così via. Molto aiuto per quella consapevolezza l'ebbe dalla biblioteca nell'attico di Lucifer, fonte di informazioni. Proprio in quella biblioteca senti Lucifer dire a qualcuno al cellulare
"Non posso far vedere alla detective e sua figlia il mio aspetto da inferno. Sono certo le perderei. Perderei tutto questo angolo di vita conquistato"
Trixie dovette faticare per non dire a Lucifer che non aveva minimamente paura di lui, avendo visto quella forma da inferno. Fu quando Lucifer era nell'hangar disteso sul pavimento mezzo morto, ferito da Malcom. Lo sentì pregare il padre Dio di salvare Chloe, non lui. Da quel momento Trixie provò un affetto enorme per quell'essere magico che nonostante avesse paura dei suoi abbracci, lei era certa fosse buono. Anzi su Lucifer sperava che potesse diventare il suo patrigno o meglio il papà del cuore come lei amava dire. Una definizione che piaceva a suo padre Dan, immaginandola denominare mamma del cuore l'eventuale nuova compagna.
Qualcosa su una bancarella colpì l'attenzione di Trixie. A pochi passi da lei c'era una scacchiera in legno, finemente lavorata. La vendevano per pochi dollari mancando una regina bianca e due pedoni neri. Trixie era certa che Lucifer grazie alle sue conoscenze potesse aiutarla nel farle avere i pezzi mancanti. Gli scacchi erano un'altra sua passione. Una passione nata grazie a suo nonno paterno Erik, un vero campione di scacchi, Trixie poteva battere anche un adulto. Si avvicinò alla bancarella dicendo
"Prendo la scacchiera"
Nello stesso momento di un'altra voce. Voltatasi verso la voce sgranò gli occhi incredula. Nella biblioteca dell'attico aveva trovato un album con dei disegni di Picasso. L'artista in cambio di alcuni favori da parte di Lucifero aveva fatto dei ritratti di Azrael, la sorella minore che mancava al re dell'inferno. Ritratti così perfetti che In quel momento Trixie riconoscete l'angelo della morte, dicendole tutta felice
"Tu sei Azrael…"
Azrael era sorpresa, di solito gli umani avevano il terrore vedendola. Invece Trixie le allungò la mano destra, dicendole
"...sono felice di lasciare questa scacchiera a te. Perché Lucifer mi ha detto che sei la migliore con gli scacchi"
Azrael che era andata a quel mercato dell'antiquariato quasi per caso fu sorpresa di provare qualcosa di strano. Strano almeno per quelle ore dove percepiva solo tanta rabbia verso i suoi famigliari. Quella piccola umana che sapeva così cara a suo fratello Lucifero le aveva fatto scuotere il cuore. Il fatto che suo fratello parlasse di lei con toni così edificanti la destabilizzò. Strinse la mano destra di Trixie con la sua, dicendole quasi in un sussurro
"Ti ringrazio anima splendente"
L'arrivo di Chloe fu un ulteriore scuotimento dell'animo di Azrael quando dopo che Trixie la presento, la detective disse
"Lucifer dice spesso che Trixie e la mia collega Ella gli ricorda molto te"
Ricordando Azrael la sua amica Ella. Con le gambe molli si appoggiò a Chloe.
Intanto nel pozzo nelle viscere di un isola in mezzo l'oceano.
In quell'ambito la fame e la sete si stavano facendo sentire. Quasi divertito Lucifer guardò i suoi famigliari tentare di salire le pareti del pozzo o togliersi il filo di ferro intorno al collo. Lui restava seduto pensando che sicuramente la detective Chloe avrebbe pensato che fosse fuggito via. Le aveva promesso di raggiungerla dopo il suo incontro con il fratello Uriel. Pensò a Trixie. Le aveva promesso dopo i fatti del poliziotto corrotto Malcolm di non andare mai via. In fondo non odiava la sorella Azrael, conosceva più che bene quella sensazione di tradimento da parte dei famigliari. Come desiderava quegli orsetto gommosi che soprattutto Trixie gli aveva fatto conoscere nei diversi gusti.
Al mercato dell'antiquariato Azrael con Chloe e Trixie si erano seduti al tavolo ovale fuori una pasticceria. La piccola umana scaldò il cuore pieno di rabbia dell'angelo della morte. Azrael solo con Ella si era sentiva così in sintonia essendo tutte due nerd. Dalla sua Chloe grazie alla figlia e Azrael non pensò per qualche momento alla preoccupazione di dove era finito Lucifer. Seppure la detective non capiva molto dei discorsi da nerd della figlia e Azrael, adorava vedere quanto la sua scimmietta fosse empatica, comprendendo chi era un pericolo o meno. Fu però Azrael nel notare qualcosa di strano in Chloe, domando dopo aver finito la sua fetta di torta alla cioccolata, ordinata anche da Trixie e Chloe solo una Coca Cola in lattina
"Chloe qualcosa ti turba?"
Rispose Trixie, volendo finirla con il tentativo della madre di non darle preoccupazioni
"Siamo in ansia perché Lucifer manca da più di ventiquattro ore…"
Chloe guardò la figlia sorpresa che le disse
"...mamma, sono offesa mi credi così stupida"
Chloe voleva chiarire con sua figlia ma Azrael disse con la voce spezzata
"Non potevo fare altro. Mi hanno obbligata"
Il sesto senso da detective di Chloe si attivò, intuiva che Azrael sapeva qualcosa. L'angelo della morte disse con lo sguardo basso
"Detec…Chloe voglio essere totalmente sincera. Perché forse…"
Azrael fu scossa da singhiozzi di pianto
"...mi sento così spezzata"
Azrael fu sorpresa dalla mano di Chloe e di Trixie che coprirono la sua destra sul tavolino.
Circa un ora dopo. Appartamento Chloe e Trixie.
Linda bussò alla porta dell'appartamento di Chloe e Trixie aspettandosi di tutto. Chloe le aveva telefonato poco prima, rivelandogli che sapeva tutto di Lucifer, che era veramente il re dell'inferno. Soprattutto le disse che nel suo appartamento c'era la sorella di Lucifer, l'angelo della morte. Ad aprire la porta fu Trixie che disse alla terapeuta
"Diciamo che la mamma si trova al cinquanta per cento di accettazione"
Linda sorrise alla bambina entrando.
Chloe era dietro la penisola della cucina con un bicchiere trasparente pieno di un liquido rosso. Era visibilmente sconvolta. Vedendola in quello stato, Linda ringraziò che Trixie era tornata nel balcone dove era intenta in una partita di scacchi con Azrael. Avvicinata alla detective, questa disse a Linda
"Nel bicchiere succo di more. Vorrei bere del vino o altro di alcolico ma voglio restare lucida. Il succo di more lo trovo abbastanza forte. Linda dimmi!"
La terapeuta aprì le braccia, sedendosi a uno sgabello della penisola, dicendo con calma
"Cosa potrei dire. Forse finalmente"
Chloe la guardò sorpresa, quasi sussurrando
"Finalmente mi dici. Non immagini come mi sento"
Linda sorrise, dicendole con calma
"Chloe ero certa che prima o poi tu o qualcun altro sarebbe venuto a conoscenza che Lucifer e il suo mondo era veramente quello che diceva. Così mi sono preparata solo tre domande da farti…"
Chloe annuì positivamente, sperava così tanto che Linda mettesse ordine nel suo cervello in tempesta
"...la prima domanda: Lucifer o gli altri, come Maze o Amenadiel ti hanno mai negato cosa sono?"
Per Chloe fu un passo di consapevolezza, rispondendo alla terapeuta
"Non hanno mai smesso di dire cosa sono. Lucifer poi era il più…"
Chloe sgranò gli occhi
"...continuava con mille spiegazioni che il diavolo non sarebbe come lo descrivono. Che nessuno…"
Chloe ebbe la sensazione di respirare nuovamente
"...che nessuno lo aveva mai conosciuto bene, neanche Maze come lo conosciamo io e Trixie…"
Chloe indicò con la mano sinistra il balcone
"...Trixie lo sapeva! Aveva capito tutto. Mi martellata con spiegazioni che quasi nessuno sapeva descrivere veramente il diavolo. Che il re dell'inferno si può dire come il direttore di un carcere…"
Ridacchiò, sorpresa di se stessa
"...va bene Linda, sono stati sempre tutti sinceri. Però devi capire che era qualcosa di straordinario da accettare. Qualcosa…"
Chloe annuì diverse volte
"...va bene, non vuole le nostre anime per portarci alla perdizione. Già ampiamente spiegato da Trixie"
Linda celò con fatica la soddisfazione per quel primo punto a suo favore. Continuò con la seconda domanda
"A tuo parere, visto che sei una brava detective, Lucifer o gli altri del suo mondo hanno mai fatto del male a qualcuno per puro gusto di farlo?"
Chloe sedette a uno sgabello vicino a lei. Pensò bene, rispondendo
"In effetti no. Anche se Maze sembra piacerle lottare con gli altri non l'ha mai fatto con innocenti. Anzi Lucifer può dirsi il suo peggior giudice. Si trovò sia eccessivo, eccentrico. Però crudele con chi non lo merita mai…"
Chloe rivelò a Linda
"...quella che gioca a scacchi con Trixie, la sorella di Lucifer, Azrael ci ha fatto vedere una specie di ologramma. Un Lucifer dalla pelle bruciata. Linda io non l'ho detto a Trixie, però alcune ferite interviste sul viso o quello che restava, le mani…"
Chloe cercò di non farsi sentire dalla figlia abbassando la voce
"...perché l'ologramma lo faceva vedere vestito come sempre ma solo le mani e la faccia…"
In quel momento per Chloe era difficile rivelare quello che aveva visto su una persona che capì gli era cara
"...sono ferite da torture. Lo so perché durante l'accademia di polizia seguii un corso per riconoscere quelle ferite, per essere più vicini alle vittime…"
Linda annuì silenziosamente, facendo deglutire Chloe che continuò
"...quindi erano veri i racconti di Lucifer che dopo essere stato sconfitto, per millenni fu torturato in una cella. Poi fu buttato fuori dal paradiso, finendo in una pozza infernale, salvato da Maze"
Nuovamente, silenziosamente Linda annuì positivamente. Chloe tremò, ringraziando di sentire la voce di Linda dirle
"Se posso, vorrei farti l'ultima domanda"
Chloe annuì di si, perché se avesse parlato di certo avrebbe pianto. Allo stesso tempo si chiedeva come Lucifer dopo tutto quello che aveva subito, non avesse fatto guerre su guerre alla sua famiglia in paradiso. Invece aveva conosciuto un qualcuno che si riteneva degno solo del peggio che potesse esserci. Un eccentrico come lo credeva lei che era sorpreso di ogni gesto d'affetto. Colui, il suo Lucifer che un giorno le domandò alla centrale di polizia
"Detective, spiegami perché a tua figlia sono simpatico, mi definisce suo amico non per i miei soldi o il potere che possiedo?"
Comprendendo Chloe solo in quel momento quanto sua figlia fosse più brava di lei nel capire a fondo le persone. Soprattutto Chloe rivelò a Linda non ascoltando le parole che stava dicendo
"Azrael ha detto che nonostante la mia vicinanza renda vulnerabile Lucifer…"
Ecco comparire le lacrime che Chloe temeva
"...lui era sempre accanto a me come consulente civile, proteggendomi a costo di morire"
Chloe non si trattenne più dal piangere.
Linda appoggiò la sua mano destra sulla sinistra di Chloe che era scossa da singhiozzi di pianto, dicendole con calma
"La mia terza domanda era se sapendo tutto quello che sai, vorresti nuovamente Lucifer con tutto il suo mondo nella tua vita? Nella vita di Trixie?"
Chloe annuì positivamente, dicendo con voce rotta
"Lo dobbiamo trovare…io devo parlare con lui…"
Con le gambe ancora molli, Chloe si alzò dallo sgabello andando al lavandino della cucina. Si sciacquò la faccia, dicendo a Linda
"Azrael deve sapere dove si trova. Si lo deve sapere. Voleva dirmi qualcosa ma l'ho frenata con tutte le mie domande"
Nel balcone.
Azrael durante la partita a scacchi con Trixie gli aveva rivelato cosa aveva fatto. La bambina, sorprendendo l'angelo della morte, ebbe parole comprensive verso di lei
"Ti capisco Azrael"
Azrael preferiva
"Ti prego, chiamami Rae-Rae"
Trixie le sorrise
"Bel nome. Però tu potresti andare da tuo padre Dio per dirgli quanto ti senti male. Fu proprio tuo fratello Lucifer che mi convinse ad essere sincera con i miei genitori. Perché avevo accettato il loro divorzio ma odiavo come si comportavano tra di loro. Le cose sono migliorate"
Azrael sospirò
"Mio padre Dio non ascolta più nessuno dalla caduta di mio fratello Lucifer. Sarebbe inutile"
Trixie ebbe un idea
"Puoi dirlo a Jesus. Se non sbaglio sembra più propenso ad aiutare. Lo dice anche la mia nonna paterna, di pregare Jesus in caso di necessità"
Non capiva come avesse fatto Trixie ma grazie a lei Azrael sentiva tutta la rabbia, il risentimento quasi scomparso. Decise di fare qualcosa, una decisione che le provocò un ridacchiare.
Uscite nel balcone Chloe e Linda ebbero modo solo di vedere Azrael volare via. Trixie gli disse con calma
"Non la vede nessuno grazie la magia degli angeli…"
Trixie si rivolse alla madre Chloe
"...mamma dobbiamo andare all'attico. Averti Maze di raggiungerci. Per strada ti spiegherò ogni cosa…"
La bambina voleva sapere, domandando alla madre Chloe
"...su Lucifer lo vuoi si o no nelle nostre vite?"
Chloe annuì positivamente.
Poco dopo, garage coperto del Lux.
Vicine all'ascensore che portava all'attico, Linda disse a Trixie, sorpresa delle capacità di quella bambina
"Quindi Azrael ha fatto tornare i suoi prigionieri nelle loro abitazioni nelle varie realtà. Solo le persone care a questi possono decidere se liberare o no da una sorta di arresti domiciliari"
Trixie confermò alla terapeuta con un segno di ok con la mano destra, aggiungendo
"Non potranno uscire dell'abitazione dove sono comparsi. Ora Azrael si trova in paradiso per parlare con il fratello Jesus"
In quel momento in paradiso
Michael, Uriel e la Dea si trovarono nella sala del trono in paradiso. Accanto al trono di Dio c'era quello di Jesus. Non vedendo nessuno i tre tentarono di scappare ma non potevano farlo. Da una porta laterale i tre furono più che stupiti di vedere Jesus che portava suo padre Dio nella sala del trono, tenendolo per il braccio destro. Il Dio era in pigiama e vestaglia blu scura, con i capelli lunghi e neri come la barba grigia che andava oltre il petto. Alla mano destra del Dio una tazza vuota di ceramica bianca. Dietro di due c'era Azrael. Vedendola Michael le andò contro minaccioso ma Jesus lasciò il padre Dio che aveva fatto sedere sul suo trono, avvicinandosi a Michael che si arrestò di colpo, dicendogli con tono calmo
"Michael non tentare di distruggere quel minimo di dignità che ti resta"
Dio vedendo l'ex moglie e lei lui, stavano per litigare. Il movimento della mano destra di Jesus bloccò Uriel, Michael e la Dea su tre sedie vicino a Dio al quale Jesus disse con tristezza
"Padre ora basta. Se non vuoi più essere Dio devi lasciare ad altri il tuo ruolo. Guardala…"
Indicò Azrael rimasta in piedi vicino i troni e Dio la guardò, notando che la luce che emanava la figlia era quasi spenta
"...tu l'hai eletta angelo della morte per la luce che portava alle anime morte. Una luce che anche per tua colpa scompare a poco a poco. Molte volte aveva bisogno di te ma non c'eri. Come puoi definirti un buon Dio?"
Dio si sentì colpito nel profondo. Stava per controbattere ma guardò l'ex moglie e i due figli. Vide intorno a loro qualcosa che nessuno oltre Dio poteva vedere. Vide l'ombra della dannazione eterna. Un qualcosa che mai aveva potuto prevedere nel suo creato per i suoi famigliari. Si raddrizzò sul trono, dicendo a Jesus con un profondo senso di colpa
"Va bene Jesus. Ammetto di aver approfittato della ribellione di Samael per lasciarmi andare. Ero certo di avere buoni sostituti…"
Lo sguardo accusatorio di Dio verso i figli Uriel e Michael li impaurì, abbassando la testa
"...Ammetto anche di aver gestito male la mia vita privata…"
Dio guardò l'ex moglie la Dea che distolse lo sguardo sdegnata
"...aiutami Jesus. Dimmi cosa devo fare"
Azrael sorrise, dopo tanto le cose in paradiso sembravano potessero migliorare.
Nell'attico.
Più volte Lucifer aveva tentato di andare via dall'attico. Solo in quel momento voleva avere le ali. Azrael aveva spiegato come a tutti cosa aveva deciso. Per Lucifer fu terribile sapere che la detective Chloe e la figlia sapevano tutto. Piuttosto che vedere la sua detective arrabbiata con lui, magari disgustata per il suo essere re dell'inferno e per l'aspetto bruciato, preferiva tornare all'inferno. Non credeva la sorella Azrael che Trixie sapesse tutto fin dall'inizio, accettandolo da sempre. In tutto quel momento di ansia per Lucifer, lui si sentì ancora più esasperato trovando suo fratello Amenadiel in cucina che aveva in pratica svuotato il frigo, mangiando anche i condimenti. Il fratello gli domandò sorpreso mentre finiva una confezione di gelatina ai frutti
"Se muoio di fame cambia qualcosa?..."
Amenadiel alzò le spalle
"...calmati. Non c'è bisogno di essere così ansioso. Chloe e Trixie ti accettano comunque. Quindi smettila di fare il pazzo"
Lucifer afferrò la confezione di gelatina si frutti gettandola lontana, quasi ringhiando al fratello
"Non può essere vero. Nessuno di umano, di intelligente, di buono come Trixie e la madre che aggiungo bellissima, potrebbe accettarmi"
La voce di Chloe bloccò Lucifer
"Ti ringrazio per i complimenti. Però dovresti cambiare idea su te stesso"
Voltatosi Lucifer non ebbe modo di dire altro, trovandosi in uno degli abbracci di Trixie. Il filo di ferro intorno al collo di Lucifer e Amenadiel scomparve come ogni impedimento ad andarsene dall'attico. In quel momento Lucifer aveva altro per la testa e Amenadiel desiderava proprio capire come sarebbero evolute le cose per suo fratello.
Lucifer domandò a Trixie che lo abbracciava per la vita
"Non…non ti faccio paura?...disgusto per quel mio aspetto bruciato?"
Trixie scosse la testa non lasciando l'abbraccio, aggiungendo
"Tu sei mio amico, il mio magico amico come Maze…"
Trixie sporse la testa oltre Lucifer, dicendo ad Amenadiel
"...tu devi essere Amenadiel, il fratello di Lucifer. Piacere di conoscerti"
Amenadiel stava per rispondere a Trixie ma lo sguardo molto arrabbiato di Linda lo frenò. La terapeuta si avvicinò a Amenadiel, dicendogli con tono professionale, freddo
"Da quello che mi hanno detto, tu sei afflitto da un profondo attaccamento maniacale a tua madre"
Amenadiel sgranò gli occhi, voleva spiegare. Spiegare come si era sentito escluso dal padre Dio, come la madre sembrava volergli veramente bene ma in quel pozzo aveva capito che voleva solo usarlo. Tutte queste considerazioni portarono Amenadiel nel capire che il suo rapporto con i genitori era veramente complicato. Annuì positivamente, dicendo a Linda
"Linda…dottoressa, non sbagli. Vorrei il tuo aiuto"
Linda sorrise soddisfatta, per il primo passo del suo nuovo paziente.
Nel frattempo Lucifer, sempre con Trixie abbracciata alla sua vita, le domandò mentre con mano destra incerta accarezzava i capelli della piccola umana
"Trixie, mia sorella ha detto che tu puoi decidere se siamo liberi o meno. Ti ringrazio di averci liberato. Così io potrò tornare all'inferno"
Trixie si allontanò da Lucifer quel tanto da guardalo in faccia, quasi gridando con rabbia
"Non devi andare via! Persino la mamma ti vuole qui con noi. Non devi tornare in quel luogo che odi!"
Trixie guardò la madre Chloe che Lucifer trovava fin troppo calma. La detective capì che doveva dire qualcosa, Qualcosa al suo consulente civile per farlo restare. Oltre questo voleva dirgli qualcosa che provava da tempo per lui ma gli aveva nascosto. Con calma Chloe disse alla figlia Trixie
"Scimmietta certo che voglio che Lucifer rimanga con noi. Però devo dirgli due parole in privato…"
Guardando Lucifer che era piuttosto in ansia
"...Lucifer per piacere seguimi…"
Ci pensò su
"...nella dispensa di questa cucina…"
Era grande quanto la cucina
"...nella tua versione da inferno"
Lucifer era confuso, divenendo nella versione bruciata vedendo con piacere che Trixie non era minimamente spaventata. Nella cucina entrò Maze che disse a Amenadiel con tono canzonatorio
"Sei infelice perché la mammina non c'è più? Piccolo angelo triste!"
Amenadiel si trattenne da dire o altro a Maze visto la presenza di Trixie. Linda rivelò qualcosa ad Amenadiel
"Maze fa la dura ma era veramente preoccupata durante la scomparsa di te e Lucifer"
In quel momento fu Maze che si frenò per la presenza di Trixie.
Nella dispensa.
Chiusa la porta della dispensa, Lucifer non si aspettava mai che le mani della sua detective si posassero sulle sue guance bruciate. Quel tocco dopo eoni era per lui un lenitivo. Con tono lieve, Chloe gli disse
"Non provare più nel sentirti un mostro con me o mia figlia. Sei meraviglioso anche così…"
Il cuore di Chloe si riempì di ulteriore amore per Lucifer, vedendo quegli occhi di fuoco sorpresi e con delle lacrime
"...Non pretendo che tu voglia essere più che mio amico ma devo dirtelo Lucifer, io ti amo"
Baciando quelle labbra bruciate, trovando che erano morbide.
Quel bacio sconvolse ogni cosa in Lucifer. Non si aspettava mai una reazione del genere. Quella dichiarazione d'amore da parte della detective fu come se spazzasse via ogni spina che sentiva da sempre intorno al suo cuore. Il re dell'inferno che dopo essere diventato re aveva deciso che nessuno era degno di parole d'amore da parte sua, certo che nessuno lo avrebbe amato, voleva dire a Chloe qualcosa. Ogni intenzione di Lucifer si perse in quel bacio. Divenne nella versione angelica, pregando che quella sensazione non finisse mai.
Solo la necessità di respirare obbligò Chloe e Lucifer nel dividere le labbra. Però Lucifer non voleva dividersi dalla sua detective, cingendo alla vita il suo amore con il braccio destro. Quel gesto sorprese Chloe. Cercando di non perdere il coraggio, Lucifer le disse mentre le accarezzava il viso con la mano sinistra
"Detec…Chloe io non voglio essere solo il tuo amico. Io voglio essere il tuo fidanzato o come si dice in questi casi. Perché io ti amo, ti amo Chloe"
Nuovo bacio che provocò dietro le spalle di Lucifer una fuoriuscita imprevista.
Un terribile tonfo allarmò gli altri in cucina. Amenadiel aprì la porta scoprendo un mare di piume bianche. Tra queste comparve il viso sorridente di Chloe che disse raggiante
"La dispensa non è abbastanza grande per queste ali"
Risero di cuore tutti, anche Maze mentre Chloe tornò da Lucifer che odiava le sue ali che si erano incastrate. Con delicatezza Chloe gli disse fissandolo bene negli occhi
"Confermo che ti amo. Però tre cose dobbiamo metterle in chiaro. Non amo roba orgiastica o scambi di coppia…"
Luvifer annuì non immaginando Chloe quanto fosse geloso di lei, avrebbe strappato il cuore a chi avesse tentato di portarla via da lui o solo pensato di fare sesso
"...da oggi in poi quando sei con me al lavoro dovrai mettere un giubbotto antiproiettile leggero…"
Nuovo assenso di Lucifer, pronto a tutto per farla felice
"...in ultimo, Linda mi ha detto che tagli le ali quando ti ricrescono. Se lo rifai io e sicuramente anche Trixie non vogliamo più vederti"
Lucifer stava per ribattere quando vide la sua destra piegare la punta verso Chloe. Era come si fosse inchinata. Rassegnato Lucifer annui nuovamente di si, ricevendo un nuovo appassionato bacio. Dopotutto, pensò Lucifer, non era così male quelle ali se piacevano alla sua Chloe.
Qualche ora dopo.
Visto che Amenadiel aveva svuotato il frigo dell'attico, Lucifer ordinò quasi tutto il menù di un ristorante italiano in zona. Così si ritrovarono al tavolo della cucina Chloe, Trixie, Linda, Maze, Amenadiel che non disdegno qualcos'altro da mangiare, soprattutto uno stupito Lucifer. Perché quel momento per lui poteva dirsi un momento quasi familiare. In paradiso fin dai sei o sette anni, le riunioni familiari intorno a un tavolo erano solo tra fratelli e sorelle della stessa età, raramente i genitori. Quando aveva compiuto quasi dieci anni scoprì che lui con gli altri erano in una specie di nursery angelica. Un periodo di spensieratezza che finì per lui come per gli altri fratelli e sorelle, trovandosi improvvisamente in una specie di caserma militare dove solo il più forte poteva eccellere. In quell'ambito vide sgretolarsi qualunque affetto fraterno. Fu per lui così sconvolgente che quando nascette Azrael con altri, lui cercò di fargli provare sempre un minimo di famiglia seppur in un ambito solo militare. Dopo la sua caduta seppe che Jesus arrivato in paradiso aveva abolito quel crescere solo in un ambito militare per i giovani angeli. In quel momento le mancava più di altre volte sua sorella Azrael, desiderava il suo perdono, sentendosi in colpa per non aver lottato per rivederla. Era certo sarebbe stata bene in quella piccola famiglia che si era trovato. La voce di Trixie riportò Lucifer alla realtà, dicendo
"C'è Azrael con due sconosciuti"
Fu Amenadiel che chiarì chi erano gli altri due
"Nostro padre Dio e nostro fratello Jesus"
Lucifer era pronto a tutto per difendere la sua piccola famiglia. Diventò nella versione bruciata sfoderando ali di pipistrello. Disse ai tre, con un Dio rimesso a nuovo
"Voi due andate via…"
Riferito a Jesus e il padre Dio
"...non azzardatevi nel fare niente"
Jesus alzò le mani, dove erano evidenti le cicatrici della crocifissione. Disse con calma a Lucifer cui Amenadiel, alzatosi in piedi faceva segno con la mano destra di calmarsi
"Lucifer non siamo qui per toglierti o farti alcun male…"
Trixie strinse nella sua mano sinistra quella destra di Lucifer che cercò di restare calmo
"...siamo qui piuttosto perché nostro padre Dio è Azrael devono dire qualcosa a tutti voi…"
Jesus guardò il padre
"...papà sai che devi farlo. Ti farà sentire meglio"
Dio iniziò
"Premetto che non mi pento di come siano andate le cose con te Lucifer. Dopotutto mi avevi dichiarato guerra. Però il dopo potevo gestirlo meglio, non lasciandolo nelle mani di Michael con i suoi…"
Lucifer era scioccato, tornando nella sua versione angelica. Amenadiel non era da meno, tornando seduto per non cadere. Suo padre mai aveva chiesto scusa
"...anche con la mia ex moglie potevo essere più elastico…"
Dio respirò profondamente
"...ora veniamo alle novità. Vostra madre la Dea ed io parlando in modo quasi civile abbiamo deciso per una tregua. Lei ora possiede un suo universo, dove potrete visitarla quando volete…"
Stavolta Lucifer dovette sedersi, rinfoderate le ali da pipistrello. La mano di Trixie che stringeva la sua e Chloe avvicinata lo rincuoravano che era tutto vero. Dio spiegò
"...visti i tanti crimini, Michael con i suoi sono stati esiliati nell'universo della mia ex moglie…"
Dio guardò suo figlio Lucifer che per la prima volta non vide il padre Dio autoritario
"...Samael…"
Lucifer stava per gridargli che era Lucifer ma attese
"...non posso dividerti dalla reggenza dell'inferno ma ti permetto di gestirlo da dove vuoi. Non dovrai più tornarci. Se devi potrai mandare la tua demone, Maze cui permetto di avere le ali…"
Maze quasi si strozzò mentre stava bevendo del whisky, Dio si rivolse a Chloe
"...sei un'anima splendente. Spero che mio figlio non più vulnerabile vicino a te possa esserti utile…"
Chlie annuì di si, liberandosi da un peso enorme, fu la volta di Amenadiel
"...figlio ti consegno ogni tuo potere e diritto in paradiso. Spero tu sia il tramite con Jesus a un ulteriore miglioramento di questo universo…"
Quelle parole commossero Amenadiel
"...ora credo voglia dire qualcosa Azrael"
Jesus annuì alla sorella.
L'angelo della morte disse con sguardo basso
"Come ho fatto con tutti gli altri…"
Azrael guardò Lucifer
"...ti chiedo scusa Lu…"
Guardò Amenadiel
"...ti chiedo scusa Amenadiel. Mi sentivo visi arrabbiata e sola"
Lucifer seppure ancora scosso dalle tante rivelazione del padre Dio le disse con un ampio sorriso
"Sia io che Amenadiel ti perdoniamo Azrael…"
Amenadiel annuì positivamente
"...ma in verità io almeno devo ringraziarti…"
Lucifer guardò Chloe e Trixie
"...Sei riuscita nello sbloccare un intreccio che era diventato fin troppo complicato. Quindi grazie Azrael…"
Lucifer si rivolse a Jesus e suo padre Dio mentre Azrael era più sollevata
"...per quanto mi sia strano dirlo, sono felice del vostro arrivo"
I tre scomparvero dall'attico. Subito Maze si alzò in piedi, raggiunta da Trixie. La demone sfoderò delle enormi ali di pipistrello. In tutto quello stupore, Lucifer domandò alla sua Chloe, quasi in un sussurro
"Rassicurami Chloe, non si tratta di un loop infernale"
Chloe lo baciò, rassicurando quell'essere eterno, così stranito di non sentirsi più solo.
FINE
