Appoggia la tua piccola mano nella mia (titolo originale: Put your little hand in mine)

Capitolo 1: La sveglia

..Put your little hand in mine..There ain't no hill or mountain we can't climb Babe..I got you babe..I got you babe..

Daniel si gira per poter guardare la sveglia con occhi assonnati. La sua testa stava scoppiando. Era come se un treno ci fosse passato sopra. Che ora era? Lui si domanda.

Dalla luce tenue che filtrava attraverso la finestra, non poteva essere così tanto tardi. Anzi, sembrava che fosse ancora molto presto. Più o meno la stessa ora in cui molte volte lui si era coricato a letto. Era abbastanza sicuro che la sveglia indicasse che erano le 6:30. Aspetta un secondo..Che sveglia era quella? Improvvisamente lui capisce che quella non era la sua camera.

Dove diavolo si trovava? Lui non ricordava di essersi fermato a dormire a casa di qualche donna la notte scorsa. Veramente, lui non ricordava molto riguardo alla notte precedente. O meglio a molte notti precedenti sin da quando LEI era partita. Oh, Dio non quella canzone, lui pensa..

I got you to hold my hand

I got you to understand

I got you to walk with me

I got you to talk with me

I got you to kiss goodnight

I got you to hold me tight

I got you, I won't let go

I got you to love me so

Daniel fà una faccia e spegne quella stupida radio sveglia per fare in modo che quella canzone smettesse di risuonare nell'aria.

Qualsiasi canzone, ma non quella. Era come se l'universo si fosse accanito su di lui, continuando a ricordargli la cosa migliore che lui avesse mai avuto nella sua vita. E che lui aveva semplicemente lasciato andare. Non aveva fatto niente per fermarla. Lui non aveva avuto neppure il coraggio di salutarla prima della sua partenza.

Proprio in quel momento, lui sente una voce famigliare: "Oh, Daniel..Bene, vedo che sei sveglio. Come ti senti?"

"Betty?" lui si mette a sedere di scatto, oh..Quella non era stata una buona idea, lui appoggia nuovamente una mano sulla sua testa cercando di capire come aveva fatto ad ubriacarsi in quel modo. Onestamente, lui non ricordava assolutamente nulla delle sere precedenti.

Principalmente, da quando Betty era partita per Londra, lui..Aspetta un secondo, lei non era a Londra. Lei era proprio lì. Ma come faceva ad essere lì? Lui gira la testa nuovamente, questa volta molto più lentamente, almeno quando il dolore alla testa gli permetteva di fare.

Era veramente lei. Betty, la sua Betty era lì, vicino a lui. Nel suo letto. O..Di chi era il letto? Lui si guarda intorno e vede quelle adorabili lenzuola della Sirenetta che lui ricordava con affetto. Lui torna a guardare Betty: "Betty, aspetta..Sei veramente tu..Tu sei qui..Quando sei tornata da Londra?"

"Londra? Daniel, tu devi essere ancora ubriaco. Ieri sera, io sono venuta a recuperarti in un bar a Union Square..Il barista mi ha detto che stavi bevendo raffinati scotches."

"Cosa? Union Square? Io non ci sono più stato da anni. Betty, tesoro, di cosa stai parlando? Non sapevo che tu saresti venuta a trovarci così presto. C'è già stato il lancio della tua nuova rivista? ..Ahhhhh..Ow! Dio, la mia testa mi sta uccidendo!".

Lei si avvicina per sedersi sul letto vicina a lui. Lei osserva la sua testa e appoggia una mano sulla sua guancia, cercando di coprirlo. Improvvisamente, lui vede una vecchia foto di lei sul comodino vicino al suo letto. La foto del giorno del suo diploma. Lui ricordava quella cosa? Aspetta…Lui era..?

"Cosa ci faccio nel tuo letto, Betty?" lui aveva capito esattamente dove si trovava ora. Lui era nel vecchio letto di Betty nel Queens. Esattamente nello stesso modo in cui si era svegliato tempo fa, quella mattina dopo che si era ubriacato il Giorno del Ringraziamento.

Lei stava continuando ad affacendarsi intorno a lui, sorridendo furbescamente: " Ovviamente, ho dormito tra le tue braccia, Daniel."

Lui alza un sopracciglio, ricordandosi che lei già allora aveva cercato di prenderlo in giro con quel piccolo scherzo."Oh, davvero? Betty, non pensavo che fossi quel tipo di ragazza. E' un peccato che io non ricordo nulla.." entrambi potevano continuare quel piccolo scherzo, lui pensa, soprattutto dal momento che lui stava ancora sognando. Ma almeno, lei era lì nel sogno. Lui poteva vederla. Poteva anche toccarla? Lui si domanda.

Per testare la sua teoria, lui appoggia una mano sul suo braccio e lei lo guarda in modo strano: "Stavo scherzando, Daniel..Io ho dormito di sotto sul divano. Papi e Hilda mi hanno aiutata a metterti a letto. Credimi, tu non eri COSI' ubriaco!". Lei gli sorride e se lui non si stava sbagliando, lui pensa di averla vista arrossire leggermente.

"Oh" lui sorride, chiaramente godendosi il suo piccolo scherzo questa volta e amando l'idea di prenderla in giro a sua volta: "Così, tu mi stai dicendo, che noi non siamo stati a letto insieme ieri notte?".

"No!Sciocchino. Ti ho detto che stavo scherzando. Tu eri giù di morale per Sofia. Cosa è successo in quel posto dove siete andati a ballare? Sei riuscito a ballare la salsa? Ha funzionato?".

Lui scoppia a ridere, ricordando quanto era stato ridicolo cercando di mettere in pratica i passi che Betty gli aveva spiegato al telefono. Ridere così di gusto era doloroso per il suo mal di testa. Di nuovo, si porta una mano alla testa.

"Non soffocare! Non soffocare, Daniel" Lei afferra la sua mano. Dio, quanto gli mancava quel tocco. Quel sorriso! Aspetta..Quel sorriso. Lui la osserva più da vicino, oltre la nebbia che gli velava la vista in quel momento. Betty aveva di nuovo l'apparecchio?

"Hey, perché hai l'apparecchio? Io pensavo che tu l'avessi tolto".

Lei sospira, scuotendo la testa: "Chiaramente sei ancora ubriaco, Daniel. Tu sai benissimo che io non potrò toglierlo ancora per qualche anno. L'ortodontista mi ha detto il motivo per cui devo portarlo per così tanto tempo è perché i miei denti sono molto disallineati. Almeno dovrò indossarlo ancora due anni. O forse di più..Non ricordarmelo! Ma ascolta, vuoi parlare di quello che è successo con Sofia?"

"No, non mi interessa nulla di quella stupida puttana.."

Lei sembrava scioccata: "Daniel, per cortesia, modera il linguaggio! So che sei geloso del suo fidanzato, ma so anche che tu la ami.."

"No, non è vero. Lei è una manipolatrice, bugiarda..bhè io cercherò di moderare il linguaggio per te, ma tu sai cosa mi ha fatto. Mi ha usato, si è fatta una risata alle mie spalle solo per vendere la sua stupida storia..Tu, tra tutti, dovresti ricordare quanto mi ha ferito. Mi ha umiliato solo per ottenere quindici minuti di popolarità!".

Betty lo guarda come se gli fossero spuntate due teste: "Lei ha fatto tutto questo? Sofia? No, Daniel, io penso che lei ti ami veramente. Penso che la sua storia con Hunter sia solo la sua ancora di salvezza. Lei è spaventata di amarti perché lei non ti vede come il tipo che può decidere di sistemarsi. Ha paura di te e della tua reputazione, questo è tutto. Ma ci ripenserà, vedrai".

"Betty, sei ubriaca o cosa? O lo sono io? Davvero tu non ricordi che Sofia Reyes mi ha scaricato in diretta Tv? Era su tutti i giornali. Io sono rimasto nascosto nel mio appartamento per una settimana, fingendo di essere a Rio. Ti ho spedito delle cartoline, ma poi tu sei venuta da me e mi hai trovato, spaventandomi a morte. E io ho spaventato te perché non sapevi che io ero lì." Lui stava aspettando un qualche segno che avrebbe dimostrato che lei ricordava ciò che lui stava dicendo, ma lei continuava a guardarlo stranamente come se non avesse la più pallida idea di ciò di cui stava parlando.

"Tu devi ricordarti di come mi hai preso in giro per il mio auto-abbronzante! Betty, tu mi hai detto che sembravo un oompah loompah! Andiamo! Ti ricordi? Ho lasciato delle macchie arancioni sul vestito bianco di Wilhelmina" lui sorride ricordando quel dettaglio.

Lei scuote la testa " Daniel, tu hai bisogno di riposare ancora un po'. Rimani qui. Io andrò in ufficio e tornerò più tardi. Cerca di dormire ancora un po'. Tu..Bhè, probabilmente ti sentirai ancora peggio prima di vomitare, ma dopo ti sentirai sicuramente meglio. Dovresti davvero cercare di mangiare qualcosa."

Dio, era straordinario il modo in cui lei si era sempre presa cura di lui, lui pensa. Come aveva fatto a non apprezzarla in tutti questi anni? Era stato davvero così cieco? Qualcosa si stava agitando dentro di lui. Lui sentiva come se tutta la sua vita stesse scorrendo davanti ai suoi occhi, torturandolo e ricordandogli quello che aveva ma che aveva sempre considerato scontato.

Lui allunga una mano e la appoggia sul polso di lei. "Betty, grazie..Grazie per esserti sempre presa cura di me. Tu sei così..Dolce. Io avrei dovuto ringraziarti più spesso per tutto ciò che hai fatto per me. Ma..Io non capisco. Perché ti stai prendendo cura di me adesso? Tu non lavori nemmeno più per me. Non so perché ma mi sento come se io stessi rivivendo la mia vita di tre anni fa. Voglio dire, perché stai parlando di Sofia? Io non la vedo da quando la MYW si è arenata e lei è partita."

Lei lo guarda con simpatia ma allo stesso tempo anche con sospetto: "Dio, Daniel, tu hai davvero bisogno di dormire sulla tua sbronza per un po'. Io ti avevo già sentito da ubriaco prima d'ora e tu dicevi un sacco di cose interessanti, ma questa volta, le cose che dici sono decisamente elaborate. Ci sono anche dei piccoli abitanti di un villaggio? Sofia e gli oompah loompah? Devo dirtelo, tu sembri abbastanza fuori di testa in questo momento, capo." Lei cerca di frenare la sua risata, ma lui poteva leggere anche preoccupazione nei suoi occhi.

Dio, era così dolce.

Un'ondata di emozione si riversa su di lui mentre ricorda con affetto tutto ciò che lei aveva fatto per lui nel corso degli anni, di come lei c'era sempre stata quando lui aveva avuto bisogno di lei.

Lui ha un improvviso spasmo, ricordando il messaggio che le aveva mandato quando era tornato a casa e aveva trovato Molly morta. "Molly".

Betty era alla finestra e stava aprendo le tende e lui è costretto a coprirsi gli occhi con una mano come un vampiro, troppo sensibile alla luce.

Lei ritorna vicino a lui: "Scusa, che cosa hai detto, Daniel? Molly? Chi è Molly? Tu hai abbordato una ragazza al bar di nome Molly?"

Lui la guarda, corrucciando la fronte: "Betty, sai benissimo chi è. Molly era mia moglie, lei è morta e tu mi sei stata vicina nel compiangerla."

Lei scuote la testa e gli porge un bicchiere d'acqua e un paio di aspirine: "Ecco. Prendi queste. Penso che io rimarrò qui ancora per un po', tu mi stai davvero facendo preoccupare, magari hai battuto la testa al bar o qualcosa del genere. Tu potresti avere una concussione insieme alle allucinazioni dovute alla sbronza. Non ti ho mai visto così fuori di testa prima d'ora.. Forse dovrei chiamare tua madre o portarti all'ospedale. Hai bevuto qualcosa che questa Molly ti ha dato, Daniel?

Tu sai che molte ragazze che sanno chi sei potrebbero arrivare a drogarti e fingere che tu..sei il padre del loro bambino o che tu le hai promesso di sposarle, o cose di questo tipo. I ragazzi come te dovrebbero essere più prudenti prima di ridursi fuori controllo. Anche le donne possono approfittarsi dei ragazzi, solo che lo fanno in modo diverso. Tu davvero devi essere più prudente. E' un po' come quando si va a fare immersioni, tu dovresti andare a bere con qualche amico."

Lui sorride vedendo la sua premura per il suo benessere. C'era mai stato un momento in cui lei non fosse così coinvolta nella sua vita da quando aveva iniziato a lavorare a Mode? Betty sembrava ancora più materna e apprensiva per lui di come se la ricordava. O forse, gli sembrava così perché lui era sempre stato troppo egoista per accorgersene, lui pensa con una fitta di senso di colpa.

Non c'era da stupirsi che lei avesse deciso di partire e di attraversare un oceano. Probabilmente, lei non vedeva l'ora di scappare da lui e da tutti gli stupidi drammi in cui lui l'aveva sempre coinvolta, lei non vedeva l'ora di vivere la propria vita.

Ma c'era un fatto innegabile che continuava a girargli in testa ( per quanto lui riuscisse a pensare lucidamente a causa del dolore alla testa) e cioè che Betty era lì. La sua Betty. Lei non era a Londra.

Almeno, non nella sua piccola fantasia. Perché lui era sicuro che fosse una fantasia. Lei non sapeva nulla di Sofia o dei suoi magheggi. Betty doveva essere una sorta di manifestazione o come qualche psicologo super pagato chiamava ciò che uno vedeva quando diventava pazzo.

"Betty? Posso chiederti una cosa?".

"Certo, Daniel."

"Questo ti sembrerà pazzesco.."

Lei si siede nuovamente vicino a lui sul letto, questa volta sorridendo e annuendo con la testa: "Sono sicura che lo sarà. Questa non è una buona giornata per te, vero?" lei accarezza la sua testa dolcemente.

Lui afferra la sua mano, tenendo il suo sguardo su di essa: "Che anno è questo?".

Lei corruccia la fronte: "Seriamente? Wow tu devi davvero avere una concussione. Tu sai chi sei? Chi sono io? Tu ti ricordi dove abiti, Daniel?" lei sembrava davvero preoccupata.

Lui cerca disperatamente di mettersi a sedere, ma lo fa con estrema fatica: "Ahhhh..Rispondi semplicemente alla domanda..Che anno è? Per te".

"Va bene, Okey, per me così come per la maggior parte delle persone nel mondo oggi è il 2007. Che anno è per te, Daniel?" lei sembrava parlare come se lui fosse all'asilo o le avesse detto che veniva da Marte.

"Per me è il 2010, Betty".

"Oh, davvero?2010? Sul serio? Daniel! Andiamo! Tu pensi di essere un uomo dello spazio che viene dal futuro adesso?Io ho delle antenne o qualcosa di simile? Portami dal tuo capo" lei ride mentre porta le sue mani sopra la sua testa e alza le sue dita indice a mo di antenne.

"Chi è presidente?" lei gli chiede. Lui conosceva la sua Betty. La scrittrice, la ricercatrice. Lei non prendeva nulla sotto gamba. Lei avrebbe avuto un sacco di domande per lui ora, lui realizza. Forse non avrebbe dovuto iniziare quel discorso senza fine. Forse avrebbe dovuto continuare a recitare quella piccola fantasia come se lui non fosse tornato nel passato.

"Barack O'Bama" lui risponde succintamente.

"Davvero? So che la sua campagna elettorale sta andando piuttosto bene. Così noi abbiamo davvero eletto un afro-americano? Bhè, bene per gli Stati Uniti. Cos'altro è successo nel 2010? Qualcosa di interessante?".

"Certo, un sacco di cose, Betty. Il presidente Obama ha mandato qualche uomo in incognito dietro a Bin Laden e lo hanno ammazzato" lui sorride sapendo di aver guadagnato la sua completa attenzione.

Lei lo guarda stranamente: "OH, davvero? Bene! Cioè..Bhè tu sai cosa voglio dire."

Lui annuisce: "Oh, e Fidel Castro si è dimesso nel febbraio del 2008, penso. Poi vediamo, uh c'è stato un grande terremoto in Cina sempre in quell'anno. Quella cosa sugli adroni in Svizzera è stata accesa, così gli elettroni hanno incominciato a muoversi al suo interno. Io mi ricordo che tu hai letto riguardo a questo e che è realmente accaduto. Poi nel 2009 c'è stata un'epidemia di influenza suina che ha spaventato tutti. Hanno incominciato a mettere ovunque disinfettanti. È stato abbastanza inquietante per un po'. Molte persone erano in panico. Alcune hanno iniziato ad indossare maschere sugli aerei e cose di questo tipo. E penso che abbiano scoperto anche un buon vacino per AIDS. Queste sono le belle e le brutte notizie successe in quell'anno."

Lei lo guarda, sorridendo: " Molto bene, Daniel. Hai incluso roba scientifica e medica così come politica. Di cui io so che non ti interessa molto. Io dovrei piuttosto chiederti chi ha sfilato a Parigi nel 2009 o quali celebrità si sono lasciate. Queste sono le materie in cui sei maggiormente esperto."

"I Saints hanno battuto i Colts al Superbowl" lui la interrompe.

Lei scuote la testa: "Certo, Daniel. Io andrò a fare una doccia ora. Si spera che quando avrò finito, tu sarai di nuovo tra noi e non sulla tua navicella spaziale o sul tuo disco volante. Ma io ti avviso, torna a dormire se non vuoi perdere gli ultimi neuroni che ti rimangono." Lei porta con sé alcuni vestiti. Un paio di jeans e una t-shirt, un reggiseno e dell'intimo.

Lui si domanda se aveva mai visto Betty indossare un paio di jeans. Lui si accorge che la sua mente era un totale casino in quel momento. Okey, quindi lui era chiaramente allucinato. Ma lei era riuscita a farlo dubitare che fossero realmente allucinazioni. Sicuramente, lei era una di queste, ma lui non avrebbe potuto inventare un' intera vita che andava tre anni nel futuro, giusto?

Lui beve l'acqua che Betty gli aveva portato. Sembrava abbastanza reale. Lui sente Betty cantare. Cantare QUELLA faceva, perché stava cantando proprio quella canzone? Lui pensa. Se lei pensava veramente che quello fosse il giorno dopo il Ringraziamento nel 2007, loro non avevano ancora avuto il loro piccolo "appuntamento", giusto?

Lui stava incominciando a essere confuso, cercando di ricordarsi le cose. Lui sapeva una sola cosa, gli piaceva che indipendentemente da quale anno fosse, Betty sembrava essere lì, insieme a lui.

Sicuramente, lei sembrava abbastanza reale. Lui inizia ad avere dei pensieri completamente inappropriati, sentendola cantare nella doccia, forte e chiaramente stonata.

Era adorabile, lui pensa. Lui riesce a rotolare praticamente fuori dal letto, curioso di appurare quanto la sua fantasia fosse reale. Come avrebbe reagito se lui, bhè..Poteva veramente farlo? Lui alza le spalle, pensando perché no? Tutto quello non era reale, non poteva esserlo. Lui stava facendo un sogno semplicemente molto realistico.

Un sogno in cui avrebbe potuto vedere Betty nuda nella doccia.