CHIARIMENTI IMBARAZZANTI

Una bella serata, una serata di quelle che di dimenticano letteralmente. È quello che si ripeteva Jessica Knight stesa in un letto che non era il suo con la paura di scendere per non voler sapere di chi fosse quella casa sconosciuta. Era chiaro che non fosse sola, qualcuno stava preparando la colazione in cucina per la scia di profumo. Respirò a fondo con la testa sotto le coperte bianche prima di mettere i piedi giù dal letto.

In punta di piedi si avviò fuori dalla camera da letto controllò il soggiorno poi il bagno per poi andare in cucina; la persona che non pensò mai di trovarsi davanti era proprio il suo capo. Rimase allibita sulla soglia della cucina. Di schiena in ciabatte a fascia con maglia a maniche corte e pantaloncini corti "Sei arrivata giusto in tempo, le uova sono pronte. Che fai li impalata non mordo mica!". Ci volle qualche istante per metabolizzare la situazione. La sua testa suonava come un tamburo senza aver memoria di quanto accaduto più che altro aveva dei flash sulla serata.

"Ieri sera ho bevuto un sacco non ricordo nulla"

"Hai voluto esagerare" rispose con voce profonda Parker "Io non bevo mai così tanto" i ricordi confusi ed il mal di testa non le davano tregua, ma un pensiero fisso echeggiava nella sua mente, la paura di essere stata a letto col capo. Parker oltre che essere il suo capo squadra era soprattutto troppo grande per lei poteva essere addirittura suo padre. La sua testa restava sorretta dalla mano fissando la schiena di Parker.

"Tieni la tua colazione" pose il piatto davanti a lei con garbo "Tieni anche questa ti farà passare il mal di testa" lo guardava con aria provata, avrebbe voluto mettere mano in quella chioma brizzolata e scompigliata avvertendo una sensazione diversa vedendolo seduto davanti a lei al tavolo rotondo da cucina "Ti piace la mia dimora?"

"Davvero carina" rispose con certo imbarazzo ma sorridente "Perfetta ad una persona del tuo genere" aggrottò la fronte "Del mio genere?"

"Lascia perdere … io intendevo dire …. " non finì nemmeno la frase, la situazione era già abbastanza imbarazzante addentando le uova nel piatto.

Parker sistemò sul bordo del letto una maglia pulita ormai stretta per lui, una magia color jeans a maniche corte forse a Jessica andava bene "Ti lascio il bagno ho finito". Di nuovo quella sensazione, quel profumo inebriante addosso a Parker poteva benissimo essere deodorante misto al profumo. Accettò la maglietta prendendola assieme a tutti i vestiti. Ebbe un flash improvviso della serata; ricordava chiaramente di aver baciato il suo capo davanti ai colleghi in festa con loro. Arrossì in volto lasciando cadere il bagnoschiuma nella doccia. "Oddio non può essere" si sentì ancora più tesa ma quelle sensazioni piacevoli provate la mandavano in tilt.

"Sei pronta? Andiamo al lavoro insieme"

"Con la tua macchina?"

"Si perché" Jessica quella domanda fu costretta a farla con vergogna "Parker per caso … te lo chiedi per curiosità mia ci siamo baciati ieri sera? Non ne sono sicura sai … " allargò le braccia "Che vuoi farci sei stata tu a baciarmi per prima. Stavamo giocando a obbligo e verità ….. "

"Mio dio!" incrociò le braccia rispondendo che non si ricordava gran che le si avvicinò e con delicatezza appoggiò le labbra carnose alle sue "Ora ricordi?" quel tocco di labbra, la barba pungente le provocò il ricordo di quel bacio, il cuore batteva veloce ed una vampata di calore le percorse il corpo.

"Scusa io non volevo pensavo che mi avresti respinto"

"Nessun Problema" tutta rossa velocizzò l'uscita di casa andando insieme al lavoro. ovviamente i commenti di Torres le diedero il benvenuto mostrando una foto dal suo telefono. Quel bacio immortalato da Torres divertito dalla situazione imbarazzante. Con una vena di cattiveria lo obbligò a cancellare la foto o così voleva una parte di lei dovuto dalla confusione.

Per fortuna che un nuovo caso portò la squadra sulla scena del crimine impegnandola a raccogliere prove e fotografare la scena. Almeno un po' di lavoro poteva distrarre l'agente Knight impegnando la mente nel prendere dichiarazioni dei testimoni. Come sempre Palmer arrivò con la battuta nel momento sbagliato restando congelato dall'espressione sul volto di Jessica da Dea Medusa. "Scusa" rispose dispiaciuto "Non volevo girare il dito nella piaga. Solo che formate una bella coppia" si sistemò gli occhiali cercando di riparare al danno fatto "Chi forma una bella coppia Palmer?"

"Nessuno agente Parker" sentendosi ancora più fuori luogo chiuse il cadavere nel telo di plastica. Dopo tutto era normale che i colleghi fossero curiosi di quanto successo anche loro si trovavano alla festa con lei e Parker. Ma il segreto imbarazzante doveva restare solamente tra Parker, Torres, Palmer e Kasie.

Kasie cercò di trattenersi concentrandosi sulle nuove informazioni del caso. "Sputa il rospo Kasie!"

"Non ho nulla da dire" Jessica si strinse le spalle guardando l'amica con cinismo "E va bene …. È successo qualcosa tra te e Parker?"

"Intendi oltre il bacio? …. Non ne ho idea" rispose, stufa di nascondere tutte le preoccupazioni "Ti rendi conto che non ricordo gran che di ieri sera?! Mi ricordo della festa, di aver bevuto tanto e di quel bacio e poi non ricordo nulla …. "

"Sembrerebbe che ti sia piaciuto"

"Kasie ….. non voglio pensarci …. Ma se fossi stata a letto con lui?" la faccia dell'amica fischiava guardando altrove. "Stamattina mi ha baciata ancora. E devo ammetterlo quel bacio mi mandato fuori di testa. Quelle labbra carnose, la barba pungente e quel profumo ….. questo è un nostro segreto promettimelo". Kasie euforica espose la gioia che sentiva dentro di se promettendo il silenzio. Una situazione non affatto semplice; non voleva altro che concentrarsi sul lavoro ma con Parker come capo squadra non fu affatto semplice. Quando incrociava il suo sguardo la mente ripescava quel bacio; quel bacio candido e morbido dandole vibrazioni positive e piacevoli. Si rese conto di essere stata sgarbata con Torres chiedendo scusa "Non preoccuparti per quella foto tienila se vuoi"

"Jessica l'ho già eliminata" rispose sorridendo "Pace fatta?"

"Pace fatta". Sistemato questo pensiero si concentrò su come affrontare l'argomento con Parker a caso chiuso.

Diede tutte le energie tra interrogatori e azioni in campo con la squadra assieme a lei concludendo il caso in quattro giorni. Finì di compilare il rapporto del caso digitando alla tastiera del computer con la luce della lampada accesa. "Parlate, ora"

"Nick è complicato"

"Non è complicato devi solo prendere il coraggio a due mani". Salvò il rapporto dando la stampa pronta per il direttore. Riempì i polmoni d'aria dirigendosi vero Parker "Sei ancora qui agente Knight?!"

"Agente Parker vorrei parlare se è possibile"

Spese la luce della scrivania pronto ad ascoltarla "Volevo solo sapere se noi stanotte siamo stati insieme" si grattò la barba "Ti scoccerebbe se fosse accaduto?"

"Beh …. Veramente …. "

"Scherzavo. Ma se lo vuoi sapere ti svelerò il segreto solo se bevi una birra con me"

Jessica accettò il suo invito recandosi nello stesso locale della festa. Parlarono di ogni cosa tralasciando il fatto di essere colleghi e lui il suo capo. "Allora mi dici la verità?" Parker inghiottì il sorso di birra avvicinando la bocca al suo orecchio sentendo il caldo respiro sul collo, la barba entrò in contatto con la pelle nuda sussurrando all'orecchio la verità che cercava.

Non ho specificato il finale, l'ho lasciato aperto per voi così che possiate scegliere voi