Kisame camminava lentamente e sbuffando nel corridoio dirigendosi verso la sua stanza, aveva intenzione di prendere la sua canna da pesca e andare a rilassarsi sul molo, in fin dei conti il rifugio si trovava a poca distanza da mare e lui a quel pontile di legno ci era affezionato, non resisteva molto stando lontano dal suo elemento. E poi era là che aveva incontrato per la prima volta Itachi dopo che Pain glielo aveva assegnato come partner. Nonostante cercasse sempre di scacciarlo dalla testa, quello rimaneva uno dei migliori ricordi nella sua vita. Itachi lo aveva colpito già da lontano, di spalle, senza che ancora conoscesse né il suo viso e né la sua voce; era una giornata piena di sole, Itachi se ne stava seduto a guardare il mare che scintillava, una gamba in giù che pendeva verso l'acqua, l'altro ginocchio alzato con il gomito appoggiato sopra, qualcosa non andava però, teneva le spalle curve come se stesse trasportando un grosso macigno, questa fragilità aveva colpito Kisame dritto al cuore facendolo stupire di se stesso. Si stupì ancora di più udendosi sparare una serie di stupidaggini sul cannibalismo degli squali, Non sapeva più cosa inventarsi per catturare l'attenzione di Itachi, aveva persino finto di colpirlo con Samehada, non poteva farci niente, ormai aveva perso completamente il senno. Il moro finalmente gli diede prima il profilo delle lunghe ciglia e del suo naso perfetto, si era alzato in piedi finalmente girato a guardarlo, il suo bellissimo viso lo aveva folgorato all'istante, Kisame sentì il suo cuore forse battere per la prima volta. Come c'era da prevedere, Itachi se ne andò snobbandolo ma quello fu solo l'inizio, Kisame rimase lì come paralizzato, ancora adesso trascorsa un'eternità da quel giorno, non avrebbe saputo quantificare per quanto tempo. Ora, dopo tanti anni che lavoravano fianco a fianco, aveva imparato a capirlo al volo anche se Itachi, freddo e distaccato, non esternava emozioni e non parlava quasi mai. Scosse la testa per mandare via quei ricordi, adesso doveva accettare di dividere Itachi con gli altri, era convinto che voler bene ad una persona significasse lasciarla fare quello che desiderava senza interferire, forse avevano già iniziato ad andare e venire dalla sua stanza. Alla fine però entrava sempre lui e rimaneva con Itachi tutta la notte, questo almeno era chiaro a tutti e nessuno aveva mai osato obiettare. Cercò di concentrarsi su altro: Pain stavolta aveva veramente fatto del suo peggio, li aveva umiliati tutti senza pietà, forse non era mai arrivato a tanto prima di allora, Deidara non era più uscito dalla sua stanza dopo la storia del diario, Konan era fuggita fuori, Hidan e Sasori si erano consolati mettendosi a giocare alla Wii, Kakuzu era rimasto lì a mangiarsi gli ultimi dolcetti: non si potevano mica buttare via; chi ci poteva essere nella stanza di Itachi, dunque? Forse Tobi, quello era il giorno della scivolata nel cattivo gusto, allora. Accidenti, Itachi, ma che diavolo ti salta in mente?

Smettila, Kisame! Rimproverò se stesso.

Ma il pensiero gli scavava la mente come una trivella, decise di passare davanti alla stanza di Itachi per cercare di capirci qualcosa. Poi la smetto e vado a pescare, promesso!

La porta di legno nero era socchiusa, ovviamente Itachi stava aspettando qualcuno, come sempre. Kisame non riuscì a fare a meno di affacciarsi, dentro sembrava non esserci nessuno e non si sentiva nessun rumore. Lo squalo spinse piano la porta, nonostante la sua mole, riusciva ad essere molto silenzioso se voleva, Itachi era steso sul letto, non si mosse. Kisame chiuse con cautela la porta sogghignando per essere stato lui il primo questa volta, si avvicinò al letto togliendosi Samehada dalle schiena e appoggiandola al muro. Itachi sembrava profondamente addormentato, gli occhiali dalla montatura blu scuro e dalle lenti strette e rettangolari gli stavano storti sul viso, nella mano destra, completamente molle e con le unghie pitturate di lilla, l'anello vermiglio infilato all'anulare; Kisame aveva sempre pensato che fosse il colore più bello e incisivo di tutto l'Akatsuki, teneva un libro che ora era abbandonato sul suo ventre con le pagine in basso,

Psicologia e Sociologia Generale, Kisame lesse il titolo, mai che leggesse qualcosa di rilassante o divertente, glielo tolse piano dalla mano per posarlo sul comodino notando che indossava dei pantaloni neri e aderenti di pelle ruvida, opaca e molto sottile, una cosa semplicissima che su di lui ci stava a pennello. Kisame si domandò se fosse possibile che un qualunque vestito potesse mai stare male su un corpo così perfetto. La maglia aderente con la scollatura a V era qualcosa di divino, i pettorali erano quasi tutti scoperti mentre le forme degli addominali erano perfettamente visibili sotto il tessuto nonostante non fossero né grossi e né esagerati, anzi a dire la verità era sempre stato piuttosto magro e sottile. Kisame si domandò il motivo delle maniche lunghe nonostante ormai la fine di maggio fosse alle porte, Itachi soffriva spesso e intensamente il freddo, al contrario di lui che aveva sempre caldo. Il suo pene gigante iniziò a gonfiarsi mettendo in tensione i jeans. Gli sfilò dolcemente gli occhiali, quelle manone riuscivano a essere molto delicate quando voleva, gli accarezzò piano le lunghe ciglia abbassate, percorse con le dita le fossette che aveva sotto gli occhi.

Che matto che sei, Deidara a pensare che sono occhiaie e che per giunta la colpa sia mia!

Scostò i ciuffi di capelli che aveva di traverso sulla fronte, quando in pausa non indossava il coprifronte si metteva comunque una sottilissima fascia elastica per evitare che la chioma gli desse troppo fastidio, ma essendo nera come i capelli, rimaneva praticamente invisibile. Sfiorò le labbra morbide e socchiuse, la grande mano azzurrina passò tra i lunghi capelli lisci come l'olio che Itachi aveva raccolto nella sua solita coda bassa, Kisame gliela posizionò piano sulla spalla destra. Osservava il suo petto muoversi al ritmo del respiro profondo e tranquillo, trovò delizioso il fatto che le pulsazioni di una vena del collo facessero vibrare lievemente la sua collana. Kisame si meravigliò di se stesso, non era mai stato attento a così tanti piccoli particolari, avrebbe potuto stare a guardarlo dormire per ore, ma il suo grosso pene ormai iniziava a fargli male imprigionato nei pantaloni, con il respiro accelerato iniziò a spogliarlo. Accecato dal desiderio, l'uomo squalo urtò la lampada di vetro verde che stava sul comodino, facendola frantumare sul pavimento.

Deidara, nella sua stanza, stava dando la lezione promessa a Tobi per spiegare la differenza tra etero e omosessuale, per farlo si avvaleva dell'ausilio di alcuni sex toys. Il biondo era rannicchiato sul letto ancora avvolto nella sua vestaglia di seta bianca mentre Tobi lo seguiva con attenzione stando seduto eretto e composto su una poltroncina. Finalmente si era deciso a togliersi quell'orrendo mantello nero rivelando una maglia aderente a collo alto marrone scuro con le maniche lunghe che diventavano un tutt'uno con i suoi guanti, e pantaloni dello stesso colore. Deidara aveva sempre avuto dei grossi dubbi su di lui, la parola travestito gli frullava spesso nella testa quando lo guardava per cui non sapeva bene se là sotto potesse nascondersi un uomo, una donna, un ermafrodito o uno stranosessuale qualsiasi. Ma ora, nonostante ancora non avesse un solo centimetro di pelle scoperta, almeno rivelava le forme del suo fisico, Deidara era stato felice di notare come anche lui fosse ben piazzato, le spalle larghe, le braccia muscolose, non gli chiese niente a proposito della maschera, ormai aveva capito che probabilmente sarebbe diventato vecchio senza avere il piacere di vedere la sua faccia, però almeno aveva capito che i capelli li aveva corti e neri.

Deidara si era procurato un pene, una vagina, un sedere e una bocca di plastica.

"Allora, Tobi, iniziamo, seguimi con attenzione, tu sai che l'uomo possiede questo e la donna quest'altra cosa" il biondo fece una pausa per sondare le sue reazioni.

"Qui abbiamo tutti il coso, vero?"

"Esatto, tranne Konan che è una donna" Deidara continuò avendo l'impressione di avere di fronte un bambino di scuola materna "All'uomo etero piace la donna e quindi succede questo" avvicinò il pene finto alla vagina di plastica.

"Capito, ma Konan piace solo a Kakuzu"

"Bravo, Tobi, infatti Kakuzu è etero" continuò Deidara con infinita pazienza "Tutti gli altri, me compreso, siamo omosessuali, ci piacciono gli uomini e quindi due di questi insieme sarebbero incompatibili" mostrò ancora il pene cercando di farla più semplice possibile.

Tobi piegò la testa leggermente di lato per dimostrargli che ascoltava.

"Allora, visto che davanti siamo uguali, tra omosessuali può succedere sia questo che quest'altro" avvicinò il pene prima al sedere e poi alla bocca "È chiaro, quindi, che noi omosessuali ci divertiamo molto di più potendo scegliere tra ben due opzioni" Deidara concluse solennemente il suo discorso sorridendo soddisfatto.

"D'accordo, ma Zetsu cosa è allora? Non ha né pistolino e né sedere" chiese Tobi incrociandosi educatamente le mani in grembo.

Il sorriso scomparve dal viso roseo e delicato di Deidara : "Scusa, puoi spiegarmi tu come li sai certi particolari di Zetsu?"

"Ehm..." Tobi si agitò sulla poltrona.

Un violento rumore proveniente dalla stanza di Itachi, che era quella adiacente, li fece sobbalzare togliendoli entrambi dall'imbarazzo.

"Non ti muovere di qui, Tobi, vado a vedere che diavolo succede"

Deidara spinse la porta della stanza di Itachi che, come sempre, era aperta. Si fermò subito dopo la soglia paralizzato dalla scena che stava vedendo. I vestiti selvaggiamente buttati sul pavimento completamente cosparso di vetri verdi. Il corpo enorme, azzurro e nudo di Kisame sdraiato supino sul letto, Itachi, nudo anche lui, gli stava letteralmente seduto sulla faccia, ansimava forte con la schiena abbandonata all'indietro su due cuscini accatastati, la testa abbandonata lateralmente che gli faceva scendere il capelli sulla spalla destra. Dai rumori che sentiva e dal movimento del grosso pomo d'adamo dello squalo, Deidara intuì che stava facendo un lavoretto di lingua niente male tra i glutei di Itachi. Il biondo deglutì sentendo il suo sesso iniziare a gonfiarsi, si avvicinò piano al letto con gli occhi sgranati e il cuore che gli esplodeva, camminando con cautela per evitare i vetri sparsi sul pavimento. Arrivato in prossimità del materasso Deidara spalancò così tanto la bocca che sembrava arrivargli in terra, il pene di Kisame meritava davvero la fama che aveva, anzi era anche più enorme di come lo aveva immaginato, svettava tra le sue gambe possenti come un palo della luce azzurro, percorso da vene che sembravano tubi. Deidara si coprì la bocca con le mani stupefatto, poi si riprese, si tolse di dosso la vestaglia buttandola sul pavimento insieme ai vestiti degli altri due rimanendo completamente nudo visto che non indossava nessun tipo di biancheria intima. Itachi, emettendo un lieve gemito, inarcò la schiena facendo sparire ancora di più la faccia di Kisame tra le sue natiche sode e perfette, contorceva piano le gambe nel piacere, lo squalo gli afferrò i fianchi. Deidara, come attratto da un potente magnete, si era steso in mezzo alle gambe enormi di Kisame afferrando quella specie di missile con le mani ma non riuscendo a coprire completamente il suo diametro, si accorse che era più esteso dei suoi avambracci sia come lunghezza che come spessore, il glande era tanto quanto la sua mano ed era anche duro come il granito, non aveva mai visto niente del genere. Iniziò a masturbare l'uomo squalo con entrambe le mani, egli emise un grugnito ma nessuno abbandonò le proprie posizioni, il corpo di Kisame era veramente un ammasso di muscoli enorme, Deidara gli fissava gli addominali giganti, percorse il loro contorno con la punta delle dita sentendo che erano saldi come l'acciaio, la pelle era molto spessa ma liscia, nonostante tutto lo squalo non aveva un filo di grasso addosso. Moriva dalla voglia di far sparire quell'affare abnorme nella sua bocca ma già sapeva che sarebbe stato impossibile, per cui iniziò a leccarlo lungo tutta la sua lunghezza indugiando un po' di più sulla punta. Kisame gemette forte, Itachi aprì i suoi occhi neri resi lucidi dal godimento per vedere cosa stesse combinando il biondo, poi si abbandonò di nuovo sui cuscini.

Deidara passò ancora la sua lingua su quel siluro come se fosse un gustoso ghiacciolo al puffo, stavolta depositò diversi baci sulla punta facendo sussultare l'uomo squalo, il quale sentiva anche la carezza dei suoi capelli biondi e folti sui testicoli e sulle poderose cosce.

Kisame fece scendere Itachi, dalla sua faccia sferrandolo dai fianchi e sollevandolo come se non fosse niente, si girò a pancia in giù per iniziare a leccarlo tra le gambe con la sua enorme lingua scivolosa, alternava passate sul linguine e sui testicoli, il moro era in iperventilazione. Deidara, che ora aveva davanti il sedere d'acciaio di Kisame, lo penetrò con l'indice destro, lo squalo non si mosse per cui aggiunse anche il medio, passando presto a tutta la mano sentendola avvolta dal calore di quell'enorme corpo bollente. Si sentì stringere lo stomaco pensando all'eventualità che il suo anello turchese potesse sfilarsi proprio in quel momento perdendosi nel corpo dello squalo, come si sarebbe potuto giustificare? Sarebbe stato un autentico disastro e avrebbe rischiato di prendercele di santa ragione! Decise di sfoderare la lingua che aveva nascosta nel palmo della mano , iniziò a passarla lentamente all'interno del corpo bollente di Kisame, lo squalo tremò sospirando interrompendo per qualche istante il lavoretto che stava facendo a Itachi. Deidara, accortosi che Kisame gradiva aumentò l'intensità del movimento, la lunga lingua aveva preso un movimento ciclico e circolare, Kisame gemeva al ritmo del suo movimento. Moriva dalla voglia di penetrarlo con il suo sesso teso allo spasimo ora che aveva lubrificato bene in suo interno. Si mise a cavalcioni delle sue cosce giganti allargando piano il sedere d'acciaio con le mani, si stupì di come il suo sesso sparì agevolmente dentro quell'ammasso di muscoli duri e potenti. Deidara sgranò gli occhi celesti sentendosi completamente avvolto dal suo calore, gli sembrava di essersi immerso in una piscina di acqua termale, si muoveva piano dentro di lui con il respiro tremante mentre Kisame emetteva dei sonori gemiti continuando a lavorarsi Itachi con la lingua. Il petto di Itachi di alzava e si abbassava in modo evidente mentre il gigante gli leccava il pene con delle lunghe passate, con una delle sue manone glielo posizionò incollato al ventre iniziando a lambirne ritmicamente la punta con la sua lingua morbida e bagnata, ogni leccata provocava un scossa di piacere intensissima al moro che accarezzava il capelli spessi e a spazzola del compagno. Itachi iniziò a sussultare e a gemere a ogni tocco della lingua di Kisame, poi, tremando forte, lasciò andare la sua eccitazione in faccia allo squalo e sulla sua stessa pancia, Kisame leccò via tutto, i suoi sensi acutissimi e particolari beneficiavano al massimo di tutti i profumi e sapori, lui trovava quelli di Itachi assolutamente divini. Kisame si sdraiò di fianco facendo uscire delicatamente Deidara che si muoveva pianissimo dentro di lui facendolo scendere dalle sue gambe, tirò forte Itachi per una gamba facendolo stendere al suo fianco, lo girò come se fosse una bambola e poi fece sprofondare il suo smisurato sesso dentro di lui afferrandolo saldamente per una gamba, il moro lo accolse tutto senza un gemito, le sue natiche si incollarono al bacino di Kisame. Deidara non credeva ai suoi occhi, si chiese se fosse realmente dentro, ebbe la sua risposta affermativa non appena lo squalo iniziò a stantuffare Itachi con dei movimenti profondi anche se non violenti, spingeva con le sue potenti gambe ma si vedeva che cercava comunque di trattenersi, nonostante fosse un colosso appariva addirittura aggraziato e flessuoso. Il biondo si sentiva ribollire di eccitazione a vedere uniti quei due corpi così diversi ma entrambi bellissimi, si sentiva avvolto dal calore, moriva dalla voglia di spingersi ancora dentro a qualcuno, il suo sesso era talmente eccitato da stargli quasi incollato alla pancia, era un po' intimorito di tornare da Kisame, era il tipo macho che aveva sempre desiderato, ma il suo siluro era ovvio che era solo per Itachi. Almeno era riuscito a godere di quel corpo statuario che lo incuriosiva da una vita. Anche la sua bocca piena di zanne incuteva timore, c'era il rischio di trovarselo staccato da un momento all'altro. Fu attratto dal viso candido di Itachi, osservò le sue lunghe ciglia serrate, allungò una piccola mano smaltata di nero ravviandogli i ciuffi corvini da davanti, quelle labbra morbide e piene, sì, erano sue. Deidara entrò piano nell'apertura bollente del moro, emise un lungo gemito, la bocca di Itachi era terribilmente calda e morbida, spinse di più, il velluto delle labbra carnose si posò sui suoi testicoli. Il biondo piegò la testa all'indietro ansimando, sentì i suoi stessi capelli solleticargli la schiena magra e sottile. Afferrò la testa di Itachi, con una mano, fece un poco di forza sulle gambe sottili e lisce iniziando un movimento ritmico ma sinuoso di bacino. Il moro era sballottato dai colpi di entrambi che però si erano involontariamente sincronizzati, aprì gli occhi neri trovandosi davanti la nuvola dorata dei capelli di Deidara, aveva più volte notato come fossero più folti dei suoi. Kisame iniziò ad emettere dei forti grugniti, Deidara ansimava rumorosamente, il letto cigolava, facevano un baccano tale da non accorgersi del calpestio di piedi calmo e regolare nel corridoio.

Deidara inarcò la schiena e, quasi gridando, raggiunse il suo orgasmo nella bocca di Itachi, Kisame riempì il suo corpo di una quantità spropositata di seme bollente mentre piegava la testa all'indietro con le vene del collo gonfie al massimo. Lo squalo poi si accasciò accanto a Itachi sentendo i suoi imponenti muscoli rilassarsi di colpo, abbracciò dolcemente il moro baciandolo sulla nuca, Deidara si sdraiò affannato dalla parte opposta, verso i piedi di Itachi.

Il rumore della porta di legno aperta furiosamente li fece sobbalzare.

"Che scena pietosa!" Pain si disegnò nella cornice dell'uscio

Kisame sgranò i suoi occhi argentati provvedendo velocemente a coprire le sue parti intime e il corpo di Itachi stremato e grondante seme ovunque, Deidara scattò in piedi per nascondersi sotto le coperte anche lui.

"Dovrei licenziarvi tutti in tronco" sentenziò il Deva rimanendo calmo come sempre e piegando la testa lateralmente "ma diciamo che a certe condizioni che potrei anche fare finta di niente..."