Come fatto in precedenza ho inserito una Twi'lek nel mondo star trek.
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IL SOGNO
La Twi'lek color rosa salmone di nome Nimura con una fascia marrone per i lunghi lekku, si trovava ancora a letto nella cabina della nave pigra nell'alzarsi. Le mani del marito le afferrarono le spalle sussurrando parole dolci facendo di tutto per farla alzare. Pigramente si girò a supina sbadigliando. Diede un bacio al suo uomo Lo so che non ne hai voglia ma Scotty mi spellerà vivo se non ti presenti, sei una dei migliori ingegneri dell'Enterprise. Non era di buon umore, i suoi pensieri erano rivolti per il sogno da lei vissuto quella notte tenendo all'oscuro il consorte. Se chiudeva gli occhi rivedeva quell'immagine, una donna a terra morta. Va bene Leonard. Mi vesto e sono pronta ma McCoy la conosceva abbastanza da saper che teneva un qualcosa di peso in lei. Erano di ritorno sulla terra dopo un lungo periodo nello spazio buio, tutto l'equipaggio era stremato col desiderio di mettere piede sulla terra. La Twi'lek prestava servizio nel reparto ingegneria della nave al fianco di Scotty.
Se ne intendeva abbastanza di navi della federazione stando a bordo sull'Enterprise. Venne notata subito da Scotty prendendola sotto la sua ala per istruirla. Non era semplicemente una razza aliena sconosciuta per la federazione ma soprattutto era una Jedi curatore con poteri ereditati dal padre deceduto. Dopo due giorni l'Enterprise attraccò alla stazione spaziale della terra. Kirk fu lieto di dare a tutto l'equipaggio il permesso di scendere in franchigia. Nimura sbarcò col consorte a Washington per salutare una cara amica che non vedeva da molto tempo. Vedrai ti piacerà. Mi manca moto ripeteva. E' qui che lavora? All'NCIS? annuì. Saliti al piano la vide, Ziva, alla scrivania battendo il rapporto al computer restò per diversi istanti ammutolita, una carrellata di flashback le passò davanti. Ziva la strinse a se con orgoglio. Per lei fu una gioia vederla nel rosso della divisa, la federazione la prese come membro. Lui è mio marito, Leonard McCoy ufficiale medico di bordo
L'israeliana porse la mano in segno di cortesia con un grande sorriso. Tony con aria curiosa si presentò come "Agente molto speciale Anthony Dinozzo" con il solito sorriso seduttore studiò le forme anatomiche del corpo "Interessante" gli girava attorno lentamente "Non ho mai visto un'aliena come te" Nimura era stata informata da Ziva, su tutto riguardante Tony. La tempestò di domande cercando di sapere i piccoli segreti di donne tra le due amiche. "puoi chiamarmi Nimura, sono di razza Twi'lek, il mio pianeta Ryloth si trova molto lontano dal vostro".
"E come vi siete conosciute?"
"Arrivai molto tempo fa, la mia nave era in avaria entrando in orbita sulla terra precipitai nella terra di Ziva". Non aggiunse altro ma Tony capì perfettamente una creatura aliena precipitò sulla terra a Telaviv nei paraggi della fattoria dei David. Diventò subito amica di Ziva entrando nel Mossad per breve tempo prima di frequentare l'accademia della flotta. Quella notte fece lo stesso sogno, Ziva morta ma con un particolare in più vide il luogo dove sarebbe morta. McCoy cercò di calmarla, la coccolò tra le braccia aspettando che si calmasse, il battito diminuiva piano piano. La sua paura era di divenire come Anakin Skywalker, i sogni ripetuti con la stessa visione di morte la turbavano molto. "Nimura, dimmi che ti sta succedendo? Hai brutti sogni?"
"Ho visto Ziva morta. Io non posso permettere che ciò si avveri"
"è solo un sogno!" – "Noi Jedi possiamo vedere il futuro concentrandoci sulla forza, il futuro è sempre in movimento ma non posso permettere che ciò si avvenga".
Ziva fu disposta a parlare col dottor McCoy. il turbamento della Twi'lek nei confronti di Ziva era una questione seria non riusciva a darsi pace per il sogno continuo, McCoy era preoccupato per Nimura, ormai sposati da 3 anni si amavano molto e per lei farebbe ofni cosa. Ziva come amica cercava di non dargli tanto peso, confessando al martiro si averla già vista in questo stato. Lei come auo padre furono addestrati nell' arte del salvare vite, diventare Jedi guaritori. Ma non sempre desiderare di più è un bene non si può andare alla ricerca di maggior potere. "Posso solo garantirle che non mi accadrà nulla". le dispiaceva doverlo lasciare ma un caso piuttosto complesso l'attendeva. la cosa incuriosì McCoy, un klingon senza l'aspetto di un klingon trovato morto al cadavere di un marine. volle vedere il corpo aul tavolo operatorio analizzando con i suoi strumenti l'anatomia "È un klingon rifatto, cioè trasformato in umano come infiltrato. Ho già visto un caso simile sulla stazione spaziale K7". Alla fine le vacanze di riposo finirono per essere rimandate collaborando con la squadra di Gibbs "Conosco una persona che può aiutarci. vi devo avvisare che si tratta di un klingon".
La Jedi corse per prendere una navetta libera ma per partire doveva essere al completo e per una persona non partivano "La prego faccio parte dell' Enterprise, lavoro in ingegneria al fianco del Signor Scott per favore decolli, una persona è in pericolo" ringhiò con rabbia al guidatore della navetta. Ma non l'ascolto restando li dov'era. con furia prese i comandi della navetta facendola decollare dal suolo dritta alla stazione spaziale. Ziva assieme a McCoy e Tony diretti alle priginioni della stagione. Le celle erano chiuse in campi di stasi, all'apparenza era tutto tranquillo il prigioniero era ancora in cella sdraiato sull lettino. "È tutto in ordine dottore non sembra esserci nessuna minaccia"
"è strano però" rispose McCoy "Phaser su stordimento. non ci servono morti". Tutto tranquillo, il corridoio era sgombero solamente le guardie di sicurezza passavano lungo il perimetro e nessuno di loro vide movimenti strani. Per sicurezza gli agenti speciali dell' NCIS scortarono il prigioniero klingon fuori dalle celle cercando un posto sicuro. disattivarono il campo di stasi prelevando l'uomo. diversi klingon piombarono sulla loro strada puntando i Phaser, ringhiando vollero il prigioniero ma era chiaro che gli agenti non furono intimiditi affatto dalle loro minacce. il fuoco su aprì scagliando colpi a vicenda, Tony spinse contro la parete il prigioniero legato rotolò a terra colpendo a colpi di Phaser i klingon. Nemura arrivò sulla stazione in tempo seguendo le guardie di sicurezza in rosso. gli scontri avvennero sul ponte cinque, lei era solo al terzo infilandosi nel turbo ascensore con altre guardie identificandosi con nome e grado.
sembrava tutto tranquillo McCoy e i due agenti se la stavano cavando bene anche in tre. un klingon prese il prigioniero liberandolo dalle manette e consegnandoli un Phaser. Con l'arrivo al piano vide la situazione sotto controllo "è scappato" gridò McCoy "da quella parte" controllò che Ziva stesse bene e poi ricorse i klingon in fuga. sulla stazione spaziale c'era l'allarme rosso e seguendo il computer verificò la posizione dei fuggitivi. correvano per livelli della stazione scendendo per raggiungere i teletrasporti ma furono bloccati dalla sala controllo pigiarono i bottoni ma la voce del computer segnava "teletrasporti disattivati" scesero di altri livelli per raggiungere la sala delle navette. La Jedi gli sbarrò la strada "siete al capolinea" il sorriso maligno del klingon si alzò verso l'alto puntando il Phaser su di lei, sfoderò la spada laser minacciando il klingon. sparò dei colpi ma con la lama viola respinse i colpi. ai piani superiori un klingon si liberò dalla stretta di Tony prendendo un pugnale dallo stivale colpendo Ziva alla schiena "Ziva!" Tony colpì il klingon stendendolo a terra il Phaser era puntanto su "morte". "È morto" McCoy controllò i parametri vitali ma invano.
Tony appoggiò il corpo di Ziva sulle gambe, era ancora viva ma debole. gridava il suo nome, fece di tutto per tentar di tenerla in vita, anche McCoy come medico superiore cercò di salvarla con i suoi strumenti ma la forza di volontà della Israeliana venne meno chiudendo gli occhi. prima di lasciarsi andare mormorò nell' orecchio di Tony "Non cambiare mai Tony, rimani il clown che sei... ti amo Tony" spegnendosi. Nimura avvertì la perdita, un mancamento appoggiandosi alla parete del corridoio. La rabbia divampò in lei stringendo i denti, con la forza scagliò a terra i due klingon "Noooo!" l'urlo intenso fece divampare ancor di più la sua rabbia e dolore. con passo svelto si avvicinò verso i corpi scagliati a terra intenta ad ucciderli con un solo colpo di spada laser. la lama viola era vicina alle gole klingon ma poi qualcosa in lei spense il desiderio di vendetta tirando indentro la lama.
ordinò alle guardie di Portali nelle celle e chiamare il capitano Kirk. salì al piano aspettando con impazienza l'apertura delle porte del turbo ascensore. La scena tragica apparve sotto i suoi occhi, Trony stringeva al petto il corpo morto di Ziva. gli occhi bagnati e rossi fissi nel vuoto. "Tony spostati"
"il corpo è ancora caldo, non voglio che si raffreddi" ma la Jedi non aveva tempo da perdere con sgarbo chiese di staccarsi da lei. la distese a terra girandola a pancia in giù, connettendosi con la forza posò la mano sulla ferita. Sentì la forza, il suo potere di guaritore era potente, lo usò per salvarla. poco alla volta la ferita si emarginò e Ziva riapri gli occhi, il cuore incominciò a battere e i polmoni si caricarono di aria. La vita tornò nel suo corpo. Tony rimase incredulo, gli occhi erano ancora lucidi e rossi "Allora mi ami davvero" sorrise "Non essere ridicolo Tony"
"in realtà percepisco amore l'uno per l'altro".
"ne sei sicura?
"Certo agente DiNozzo sono uno Jedi!". Ziva le fu molto grata abbracciandola forte "grazie per riavermi ridato la mia vita" tradotto dall' ebraico. l'ordine sulla stazione spaziale ritornò con l'arrivo di Spock e del capitano Kirk chiedendo un rapporto completo. McCoy visitò in infermeria della stazione spaziale l'agente per scrupolosità. Seduta sul lettino convincendo che stava bene ma il dottor McCoy non lascia andare i suoi pazienti se non è lui a dimetterli. Prima la pressione, poi il cuore, la luce nelle pupille. Finalmente disse che era sana e poteva lasciare l'infermeria. Anche Gibbs si aspettava un rapporto completo dopotutto la famiglia del marine morto si aspettava che il colpevole fosse consegnato alla giustizia. Gibbs non amava i Klingon come ogni terrestre ma questo non voleva dire che li avrebbe voluti vedere morti. i guerrieri Klingon pretendevano di essere uccisi per non aver portato a termine la missione sbraitavano in lingua incomprensibile per l'agente Gibbs, con sguardo di ghiaccio rifiutò la proposta dei Klingon "Io non uccido ma il carcere si". I suoi uomini stavano bene e grazie alla Jedi Ziva era salva. "Grazie" spostò i suoi Lekku rosa salmone dando tutta la sua attenzione sorridendo "fa parte del mio addestramento salvare vite".
"Vi addestrano per salvare vite?" annuì "Anche mio padre usava il potere per salvare altre vite" si rattristì ripensando alla sorte del padre morto sul campo durante l'ordine 66. Costrinse la figlia a fuggire dandole una nave per fuggire. "L'ironia è che non ha potuto salvare se stesso". Visti i fatti l'Enterprise dovette ripartire. Nimure però sentiva di aver bisogno di respirare un po', ebbe un momento di rabbia facendole perdere il controllo. McCoy capiva se le faceva bene allontanarsi dalla federazione per un po' lui non la volle ostacolare la strinse a se appoggiando il mento sul capo di lei. spostò le labbra sulla fonte pressando il bacio. "Ho bisogno di pace per un po'. Esiste un isola Ahch-to"
"Resta tutto il tempo che ti serve tesoro"accarezzò il volto liscio lasciandola andare. Ahch-to il luogo di nascita dell'ordine dei Jedi, un mondo inesplorato, un posto tranquillo dove ritirarsi. Nimura riempì i polmoni d'aria inginocchiandosi a terra sentendo al tatto il suolo sotto i palmi.
