Sì, l'ho capito che genere di uomo sono stato nel momento della mia morte, un miserabile che sì è vergognato persino di essere un eroe non avendolo detto fare secondo quelli che sono considerati ioni, ma chi li ha stabilità, in fondo? Gli stereotipi fanno parte del vasto mondo della menzogna. Trovavo imbarazzo nei complimenti sin da bambino, e non pensavo di meritare niente, compreso l'amore. Ero convinto di dover contare poco da non avere neanche il di provare emozioni, io sì, che forse non sono valso proprio a niente.

Se ho deciso di attenderti qui significa che esiste un motivo, vedi che ho sempre saputo qual è stato il giorno più bello della tua vita? La ragione è molto più semplice di quello che pensi, è stato il giorno migliore anche della mia. Avevo previsto di rivederti dopo poco il mio arrivo. Mi sono sempre reso conto delle tue mille attenzioni nei miei confronti, il tuo desiderio di prenderti cura di me non è mai caduto nel vuoto. Sono consapevole di averti ferito con il mio atteggiamento, ma purtroppo mi ero perso in un dolore più grande di me. Avevo voluto fare troppo e tutto da solo, solo un pazzo può caricarsi di un macigno di tale portata senza condividerlo con nessuno. Ti sarai chiesto mille volte il motivo per cui rifiutavo di aprirti il mio cuore e perché a volte stato troppo duro con te, lo vedevo che i tuoi occhi urlavano queste domande. Ma tra me e il mondo era presente un'intercapedine, tu non potevi vederla, nessuno lo poteva fare. Al suo interno trovò spazio una strada disseminata di corpi, la stessa strada in cui anche io ero cresciuto e che avevo percorso miliardi di volte. Corpi di bambini, di amici e di parenti. Dentro questa intercapedine, si trovavano anche coloro che mi avevano dato la vita, io non ti ho mai confessato che i loro corpi erano tagliati a metà. Non percepire più le tue stesse mani come parte di te, la tua testa si rifiuta di avercele ancora attaccate dopo che hanno fatto tutto questo. L'intercapedine tra me e il mondo era colma soprattutto delle lacrime del mio fratellono, non poteva capire che avevo annientato il suo cuore ei suoi sentimenti per salvare la vita, questo mi dilaniava così crudelmente che non così nemmeno io come ho fatto a sopravvivere. Ho passato tutto lo sciagurato tempo che mi rimaneva cercando di riscattare Sasuke con il risultato di ferire irreversibilmente anche lui. Ci sono riuscito, ma fare del bene, molto spesso, significa perdere la propria vita rimanendo nell'ombra, ma era la cosa giusta da fare per cui non mi pentirò mai di questo. Io ho avuto queste immagini davanti agli occhi ogni singolo istante della mia vita. ma era la cosa giusta da fare per cui non mi pentirò mai di questo. Io ho avuto queste immagini davanti agli occhi ogni singolo istante della mia vita. ma era la cosa giusta da fare per cui non mi pentirò mai di questo. Io ho avuto queste immagini davanti agli occhi ogni singolo istante della mia vita.

Di qualcosa eri venuto a conoscenza, è stato inevitabile, ormai tutti sapevano, ma non ti ho mai spiegato quanto era grande il mostro che mi portavo dentro e quanto faceva male straziandomi e gridando, il dolore intenso ti toglie ogni voglia di parlare, a furia di mandarlo giù mi sono ammalato Tu eri l'unico ad aver capito e avevo intuito immediatamente che ti preoccupavi tanto anche per questo. Anche tu hai fatto un similitudine alla mia, è vero, ma sono i contrasti che si creano in seguito a distruggereesperienzarti, giorno dopo giorno, ti divorano lentamente, ecco un altro dei motivi per il mio corpo era tanto debilitato. Iniziasti a capirlo la prima volta in cui abbiamo cercato di catturare Naruto, da infiltrati, può darsi anche molto prima. Io quel giorno bruciavo di febbre, vedevo che lo avevi avvertito, da mille piccoli particolari.

Nel momento in cui Asuma e Kurenai ci scoprirono facce di tutto per prendere in mano tu la situazione evitando di farmi affaticare, volevi finire tutto subito e da solo, sfoderasti Samehada sicuro di intimorirli spaccando il selciato della strada con la sua punta, iniziasti da lì a comportarti in questo modo e io ne intuii immediatamente il motivo: lo facevi esclusivamente per me.

Vedi? Non è esatto, come hai sempre pensato, che io non avessi compreso assolutamente niente di te. iniziato ad amarti già allora, non avrei potuto essere diversamente, ma avevo paura di aggiungere altro dolore a quello già immenso che mi portavo dietro, temevo che questo potesse fermarsi completamente il mio cuore già traballante; lo sentivo che già da tempo non aveva più un ritmo regolare. Avevo intuito di avere poco tempo da vivere, ma non potevo andarmene prima di aver riscattato Sasuke. Era anche per questo motivo che cercavo di tenerti distanza, più ti premettevo di affezionarti a me, più avresti in seguito alla mia perdita. Per raggiungere questo scopo ti ho fatto del male, non sai quanto mi abbia afflitto, sentivo la mia anima lacerarsi ogni volta in cui ti voltavo le spalle, ti negavo il mio sguardo, una carezza, un sorriso o una semplice parola. Nonostante tutto, i nostri sentimenti reciproci sono stati capaci di scalare queste barriere, credo che al mondo non sia mai esistito qualcosa di più forte, vero e tenace.

Nel momento in cui fui costretto ad usare lo Sharingan ipnotico Kakashi, accorso in aiuto degli altrie due che contro per soccombere, potesti fare a meno di ricordarmi quanto fosse pericoloso abusarne. Avevi ragione, come sempre del resto, rimasi completamente senza forze, da quel giorno la mia vista comincia ad indebolirsi. Avresti voluto continuare il combattimento, tu, coraggioso e battagliero come sempre, ma io non ce la facevo più, per questo ti chiesi di andare via rimproveratoti di essere troppo esuberante e che io non ero lì con l'intenzione di scatenare una guerra. Non sai quanto mi abbia addolorato dirti queste cose di fronte ai nostri avversari, ma temevo che forse un giorno lo avresti scaricato un compagno che non durava niente come me. Sì, mi sarebbe dispiaciuto separami da te.

Sulla via del ritorno, quello scontro, la febbre e la dopo si impadronirono di me, ho cercato di nascondere fino all'ultimo il mio lucido viso di sudore e il mio lucido affaticato ingottandomi in quel mantello che tu detestavi tanto, era per questo che lo chiesi molto più ampio dell'effettivo bisogno. Tu mi guardavi in tralice senza proferire parola e facendo finta di niente, nel frattempo, però, rallentavi l'andatura. La tua tangibile mi giungeva, come mi raggiungeva il rispetto, tu così chiassoso e loquace di indole, ti sforzavi di rimanere in silenzio esclusivamente per questo motivo. Non te l'ho mai manifestato, come al solito, ma il mio cuore si scioglieva per questo.

Non riuscii a reggere oltre, il mio stomaco si ribaltò e dovetti liberarmi, appena feci in tempo a raggiungere il tronco di un albero per appoggiarci la mano sinistra. Dopo il primo violento conato caddi in ginocchio, ti avvicinasti alle mie spalle e, senza dire niente, mi avvolgesti il busto con un braccio per sostenermi mentre con l'altra mano mi mantenevi alta la testa. Mi ha sempre generato un mare di brividi il modo in cui mi tocchi, ti sforzi continuamente di misurare la tua immensa forza per non farmi male, anche in quel frangente fu così. Espulsi anche del sangue sporcando completamente il davanti del mio mantello, avvertivo il tuo timore, era intenso, ma nonostante tutto hai mantenuto la calma. Avevo sempre più difficoltà a respirare, mi sembrava di aspirare della lava incandescente. Mi abbandonai boccheggiante seduto in terra con la schiena sul tuo petto, non riuscivo a guardarti in faccia in quella situazione decisamente dignitosa, mi affidai alle tue mani come non era mai successo in precedenza. Senza esitare per un istante mi hai sollevato tra le braccia per portarmi nei pressi di un torrente che scorreva poco distante. Mi hai steso sulla sponda liberandomi del mantello macchiato e del coprifronte graffiato, simbolo inconfutabile di tutti i miei errori, allentasti la mia cintura affinché respirassi meglio.

Che delitto sarebbe stato un compagno come te, e che crimine dovevo, di lì a poco, commettere addolorandoti con la mia imminente morte.

Le tue mani possenti non ebbero la minima difficoltà a strappare un brandello della fascia di stoffa che ti avvolgeva la vita, la usasti per tamponare la mia fronte rovente dopo aver immerso nell'acqua fresca. Me lo passavi sul collo, dietro alla nuca, su quella parte del petto che la mia divisa lasciava scoperta, sui polsi. Pulisti le mie labbra incrostate di ogni cosa, il tuo tocco aveva una premura fuori dal mondo, nessuno mi aveva mai sfiorato in quel modo, né degnato di tanto riguardo. Chiusi gli occhi per non vedere il tuo viso stravolto dall'angoscia riuscendo solo ad ansimare; inizialmente la pezza bagnata mi faceva tremare di freddo, ma le tue cure amorevoli mi permisero in breve tempo di sentirmi meglio, respiravo più regolari. Te ne accorgesti all'istante, non ho potuto mai nasconderti niente, le tue mani sono diventate meno febbrili, aprii gli occhi scorgendo il tuo viso più disteso, ti ho sorriso, mi rispondesti allo stesso modo accarezzandomi i capelli. Eri forse più felice di scorgere quell'espressione così rara su me che del fatto che la febbre fosse passata. Ti allontanasti giusto il tempo di lavare il mio mantello, non indossare che lasciami di stucco tutti questi gesti, riuscii a mettermi seduto mentre ti osservavo la mia cappa ad un ramo per farla asciugare. Sei tornato offrendomi dell'acqua direttamente dalle tue mani, avevi il potere di incamerarne quanti ne desideravi, tuttavia mi pregasti di non esagerare per evitare che il mio stomaco rifiutasse tutto di nuovo. Eri forse più felice di scorgere quell'espressione così rara su me che del fatto che la febbre fosse passata. Ti allontanasti giusto il tempo di lavare il mio mantello, non indossare che lasciami di stucco tutti questi gesti, riuscii a mettermi seduto mentre ti osservavo la mia cappa ad un ramo per farla asciugare. Sei tornato offrendomi dell'acqua direttamente dalle tue mani, avevi il potere di incamerarne quanti ne desideravi, tuttavia mi pregasti di non esagerare per evitare che il mio stomaco rifiutasse tutto di nuovo. Eri forse più felice di scorgere quell'espressione così rara su me che del fatto che la febbre fosse passata. Ti allontanasti giusto il tempo di lavare il mio mantello, non indossare che lasciami di stucco tutti questi gesti, riuscii a mettermi seduto mentre ti osservavo la mia cappa ad un ramo per farla asciugare. Sei tornato offrendomi dell'acqua direttamente dalle tue mani, avevi il potere di incamerarne quanti ne desideravi, tuttavia mi pregasti di non esagerare per evitare che il mio stomaco rifiutasse tutto di nuovo. riuscii a mettermi seduto mentre ti osservavo appendere la mia cappa ad un ramo per farla asciugare. Sei tornato offrendomi dell'acqua direttamente dalle tue mani, avevi il potere di incamerarne quanti ne desideravi, tuttavia mi pregasti di non esagerare per evitare che il mio stomaco rifiutasse tutto di nuovo. riuscii a mettermi seduto mentre ti osservavo appendere la mia cappa ad un ramo per farla asciugare. Sei tornato offrendomi dell'acqua direttamente dalle tue mani, avevi il potere di incamerarne quanti ne desideravi, tuttavia mi pregasti di non esagerare per evitare che il mio stomaco rifiutasse tutto di nuovo.

Ormai si stava avvicinando il tramonto, iniziavo ad avere freddo con solo la mia divisa a maniche corte a coprirmi, ho sempre sopportato poco le basse temperature e tu hai sempre dimostrato di aver compreso anche questo. Nonostante fossi tornato in grado di camminare da solo, volesti portarmi ancora tu, questa volta ti avvolsi le braccia al collo e mi venne quasi istintivo posarti la testa sulla spalla lasciandoti un bacio sul collo, ti sei fermato un secondo per goderti il momento. Ti sedesti con la appoggiata ad un albero posizionandoti me in grembo, mi sono rannicchiato subito addosso a te, nel calore del tuo corpo, mi sentivo stremato e infreddolito e fu quasi come se le mie membra su muovessero da sole. Mentre avvolgevi entrambi con il tuo mantello, scivolai quasi all'istante nel sonno.

Quando la luce del sole mi costrinse a riaprire gli occhi, mi ritrovai ancora adagiato sulle tue gambe, nella stessa posizione della sera precedente. Mi resi conto di tenere la bocca sgraziatamente aperta, ma al vero amore questo non importa e io avevo la fortuna di aver trovato. Biascicai attirando immediatamente, ma senza volerlo, la tua attenzione; compreso che molto probabilmente non avevi chiuso occhio per l'intera notte era rimasto a braccio sinistro, molto forte per il mio busto nel timore che potessi avere ancora delle difficoltà respiratorie. Sentivo il calore di quell'amore, ritenuto immerito, avvolgere il mio cuore come un camino nell'inverno più freddo del mondo. Tuttavia non te lo dissi. I nostri sguardi si fusero l'uno dentro l'altro, sicuramente tu riuscivi a percepire ugualmente tutto ciò che mi sforzavo tanto di nascondere. Baciasti la mia fronte sfiorandola appena. Sospirai posandoti la testa sulla spalla assaporandomi quel momento tanto speciale. Mi guardasti di nuovo negli occhi con un piccolo sorriso, l'argento delle tue iridi divenne ancora più brillante, il tuo viso, nonostante fosse esausto, fu illuminato dalla gioia. Mi stendesti piano con la schiena sull'erba. Ti sdraiasti accanto a me mentre continuavi a tenere i tuoi occhi dentro ai miei, riavviasti con una mano i capelli che mi scendevano sul viso; lo so che non hai mai sopportato la mia mania di nascondermi con ogni mezzo possibile. Baciasti la mia testa con una tenerezza che non credevo possa esistere, quasi sfiorando appenami e attento a non toccarmi con i tuoi denti i quali potrebbero volermi lacerarmi la pelle in un solo istante. Mi avvolgesti le braccia intorno alla vita, io ti abbracciai le spalle possenti massaggiando la tua pelle ma levigata Avveniva tutto in silenzio e lento, il tuo desiderio era quello di dormire un poco tenendomi stretto e per questo stavi cercando di farmi rilassare, lo trovai di una dolcezza disarmante. Improvvisamente, però, fui riassalito dalla tentazione di non farti affezionare troppo a me. Ero consapevole che sarei morto presto, da quel giornosti a capirlo anche tu inizia la certezza che avresti un attimo l'inferno ormai era granitica e questo mi fece così male così da farmi avere di esitazione. Lo hai avvertito. Prima che potessi ritirarmi, fuggire lontano o respingerti, afferrasti il mio corpo, così piccolo in confronto al tuo, in modo più deciso. Mi sussurravi all'orecchio che, qualunque cosa fosse accaduta, saresti rimasto al mio fianco anche a costo di soffrire. Avevi compreso tutto, anche che stavo per morire e il mio timore di costringerti ad affrontare la mia perdita. Sentii le tue lacrime calde bagnarmi la pelle mentre mi giuravi che tu saresti stato l'ultima immagine che io visto dovrei chiudere gli occhi l'ultima volta e che avresti affrontato ogni dolore del mondo pur di starmi accanto fino alla fine. Una dichiarazione un po' rude, ma degna del tuo grande cuore. Dopo queste parole, mi baciasti la fronte e gli occhi con una dolcezza infinita. saresti rimasto al mio fianco anche a costo di soffrire. Avevi compreso tutto, anche che stavo per morire e il mio timore di costringerti ad affrontare la mia perdita. Sentii le tue lacrime calde bagnarmi la pelle mentre mi giuravi che tu saresti stato l'ultima immagine che io visto dovrei chiudere gli occhi l'ultima volta e che avresti affrontato ogni dolore del mondo pur di starmi accanto fino alla fine. Una dichiarazione un po' rude, ma degna del tuo grande cuore. Dopo queste parole, mi baciasti la fronte e gli occhi con una dolcezza infinita. saresti rimasto al mio fianco anche a costo di soffrire. Avevi compreso tutto, anche che stavo per morire e il mio timore di costringerti ad affrontare la mia perdita. Sentii le tue lacrime calde bagnarmi la pelle mentre mi giuravi che tu saresti stato l'ultima immagine che io visto dovrei chiudere gli occhi l'ultima volta e che avresti affrontato ogni dolore del mondo pur di starmi accanto fino alla fine. Una dichiarazione un po' rude, ma degna del tuo grande cuore. Dopo queste parole, mi baciasti la fronte e gli occhi con una dolcezza infinita. ultima volta e che avresti affrontato ogni dolore del mondo pur di starmi accanto fino alla fine. Una dichiarazione un po' rude, ma degna del tuo grande cuore. Dopo queste parole, mi baciasti la fronte e gli occhi con una dolcezza infinita. ultima volta e che avresti affrontato ogni dolore del mondo pur di starmi accanto fino alla fine. Una dichiarazione un po' rude, ma degna del tuo grande cuore. Dopo queste parole, mi baciasti la fronte e gli occhi con una dolcezza infinita.

Kisame Itachiva Itachi sorpreso dall'essere un campione era finito per diventare del silenzio logorroico.

"Lo so cosa stai pensando, Kisame, non mi hai mai visto parlare così tanto in vita tua. In realtà non stiamo parlando, qui dove ci troviamo i nostri pensieri e ricordi possono essere trasmesso direttamente dall'uno all'altro attraverso la mente, in realtà ci vuole una frazione di secondo per farlo, ma noi abbiamo l'impressione che l'esperienza sia molto più lunga Mi sono semper reso conto ti quando tu abbia ammesso per la nostra mancanza di dialogo, non posso ora rimediare al mio errore? "

"Ti prego, continua quanto vuoi" stavolta era Kisame che si trovava nella condizione di non saper cosa dire.

Itachi sorridi massaggiandogli ancora le mani.

Non avevano idea di quanto tempo fosse passato quando riaprii gli occhi, mi resi conto solo in quel momento di essermi addormentato, mi sentivo molto meglio. Tu avevi espresso il desiderio di lavarti mentre io continuavo a non dire niente, erano forse ventiquattr'ore esatte che non aprivo bocca, tenervo lo sguardo basso, quel desiderio di tenerti a distanza per impedirti di affezionarti che ora era tornato non mi abbandonava più. Ti incamminasti in direzione del vicino ruscello, da lontano ti osservai mentre ti spogliavi completamente i tuoi abiti ammucchiati sulla sponda. Avvertendo il tuo stesso desiderio, rimasi con addosso solo la mia collana la quale non si era più mossa dal mio collo dal giorno in cui Sasuke me l'aveva regalata allacciandomela lui stesso. Hai aspettato che ti raggiungessi. Ti sei immerso nell' acqua tendendomi una mano per aiutarmi a scendere, era fresca e pulita, devo ammettere che la trovai un sollievo. Ti sedesti prendendomi in grembo, io ti lasciavo fare abbandonandomi al galleggiamento, tuttavia smesso di guardarti, trovavo insopportabile tra poco tempo quel viso, così amorevole, sarebbe stato considerato dal dolore. Mi strofinavi lavando il mio corpo e chiedemi di rilassarmi, decisi di darti retta, chiusi gli occhi stendendomi di schiena nell'acqua, mi tenevi delicatamente giusto per evitare che la corrente mi trascinasse via, mi massaggiavi, insinuavi la mani tra i capelli che galleggiavano nell'acqua. Alla fine, dopo che mi sollevasti il busto per mettermi in posizione seduta, decisi che era giunto il momento di smettere. Ho commesso un errore, non avevo il diritto di farti soffrire. Il mio destino era già segnato, probabilmente non era troppo tardi per tornare indietro, non potevo essere così egoista per il breve tempo che avevo a disposizione, non avevo mai goduto di niente in vita mia tanto valeva che rimanesse in quel modo. Uscii dall'acqua lasciandoti lì senza avvertirti. Raggiunsi velocemente la mia divisa con l'intenzione di infilare le mani nelle tasche a recuperare le pillole di cui mi imbottivo da tempo per prolungare forzatamente la mia vita e che ti tenere nascoste. Ne ingoiai due senza un goccio d'acqua, in fretta, prima che tu potessi scorgermi, mi davano sonnolenza ma almeno calmavano un po' i battiti irregolari del mio cuore. Rimasi al sole solo il tempo di asciugarmi, avevo intenzione di rivestirmi e ricominciare la nostra vita come se quel giorno non fosse mai esistito. Per te. probabilmente non era troppo tardi per tornare indietro, non potevo essere così egoista per il breve tempo che avevo a disposizione, non avevo mai goduto di niente in vita mia tanto valeva che rimanesse in quel modo. Uscii dall'acqua lasciandoti lì senza avvertirti. Raggiunsi velocemente la mia divisa con l'intenzione di infilare le mani nelle tasche a recuperare le pillole di cui mi imbottivo da tempo per prolungare forzatamente la mia vita e che ti tenere nascoste. Ne ingoiai due senza un goccio d'acqua, in fretta, prima che tu potessi scorgermi, mi davano sonnolenza ma almeno calmavano un po' i battiti irregolari del mio cuore. Rimasi al sole solo il tempo di asciugarmi, avevo intenzione di rivestirmi e ricominciare la nostra vita come se quel giorno non fosse mai esistito. Per te. probabilmente non era troppo tardi per tornare indietro, non potevo essere così egoista per il breve tempo che avevo a disposizione, non avevo mai goduto di niente in vita mia tanto valeva che rimanesse in quel modo. Uscii dall'acqua lasciandoti lì senza avvertirti. Raggiunsi velocemente la mia divisa con l'intenzione di infilare le mani nelle tasche a recuperare le pillole di cui mi imbottivo da tempo per prolungare forzatamente la mia vita e che ti tenere nascoste. Ne ingoiai due senza un goccio d'acqua, in fretta, prima che tu potessi scorgermi, mi davano sonnolenza ma almeno calmavano un po' i battiti irregolari del mio cuore. Rimasi al sole solo il tempo di asciugarmi, avevo intenzione di rivestirmi e ricominciare la nostra vita come se quel giorno non fosse mai esistito. Per te.