Capitolo 3: Il passato riaffiora

"PAPÀ!"

Disse l'ultima parola con veleno togliendosi la maschera e tutti guardarono scioccati cosa c'era lì sotto.

La parte destra della sua mascella era rossa sangue, squamosa e con zanne al posto dei denti esattamente come la mascella di lucifero…

Tutti nella sala erano scioccati, e l'unica cosa che riuscì a dire Lucifero fu: "p-papa?!"

"SI ESATTO! SONO IO ADAM JACKSON, TUO FIGLIO!"

Adam si guadò intorno vedendo gli sguardi sconvolti di tutti ma i suoi occhi puntarono su Damian che lo stava guardando, lo sguardo di Adam si sciolse per pochi istanti e tutti poterono udire:

"scusa fratellino, non volevo che lo scoprissi così…"

Tirò fuori dalla tasca un oggetto che gettò a terra e in un baleno la stanza si riempi tutta di fumo, dentro tutti tossirono e quando alla fine la polvere si posò videro che l'umano non c'era più.

Nella stanza ci fu solo silenzio, nessuno sapeva come reagire in quella situazione, perfino Narissa che era sempre con uno sguardo spento e impassibile mostrava segni di shock, tutti guardarono Lucifero aspettandosi una qualche spiegazione, poi Lucifero disse:

"Comandante Jill." Riferendosi al demone gatto

"Si mio re?" rispose stando sull'attenti,

"tu e il resto delle guardie girate il castello e dintorni e vedete se mio…" si fermo subito prima che potesse finire "…l'umano sia ancora nei dintorni"

"Si volta altezza!" e Jill e il resto delle guardie andarono fuori dalla sala del trono chiudendo la porta, Damian era ancora vicino a Styx e Tentadora anche loro aspettandosi qualcosa poi Lucifero con aria affranta si rivolse hai guardiani del figlio:

"Maggiore Styx, Tentadora, portate mio figlio fuori, io e mia moglie dobbiamo parlare."

"Si vostra altezza" risposero entrambi mentre scortarono Damia fuori dalla sala con il principe ancora in stato di shock.

Passò quasi un'ora, e le porte non si erano ancora aperte, Tentadora stava massaggiando la schiena di Damian per confortarlo, mentre Styx si muoveva da una parte all'altra come un giocattolo caricato a molla, Poi Damina chiese a Tentadora:

"Ma secondo te cosa succederà?"

"non ne ho idea Damy… davvero"

"Incredibile credevo di averle viste tutte ne corso della mia vita ma ha quanto pare mi sbagliavo" disse il demone Blu con la sua solita aria nevrotica.

All'improvviso le porte si riaprirono e Damian deglutì, pensando a ciò che gli avrebbero detto, alla fine Damian arrivo davanti ai suoi genitori, avevano le espressioni che avevano di solito, come se quello che è appena successo non fosse mai accaduto.

Dopo un minuto di interminabile silenzio Lucifero disse guardando negli occhi suo figlio: "Cammina con me figliolo…"

Damian non capiva questa scelta di parole ma preferiva non chiedere, quindi si allontano insieme al padre.

Appena usciti dalla sala del trono Lucifero non disse una parola per tutto il tragitto e questo preoccupava Damian, alla fine uscirono dal castello ed entrarono nei sotterranei con le pozze di lava, alla fine lo sciacallo demoniaco prese coraggio e chiese:

"Eamh… per caso sono nei guai?" disse con voce tremante

La faccia di Lucifero da seria si ammorbidi e disse al figlio: "no Damian tu non hai fatto niente…" sospirò e continuò: "io ho commesso un errore…"

Questo sorprese Damina non poco: "che cosa intendi?"

"Vedi c'è una cosa che finora ho rivelato solo a tua madre, e che non ho mai avuto il coraggio di confessarti…"

I due si sedettero e il re dell'inferno inizio:

"Vedi Damian… io… ero già stato prima nell'oltremondo."

Damian ora era ancora più sorpreso prima di un mese fa, a Lucifero non andava giù che Damian passasse il suo tempo a Safe Heaven, e ora scopre che lui c'era già stato e non gliel'aveva mai detto.

Lucifero continuo il racconto: "circa quattro anni prima di incontrare tua madre ed avere te, io mi sentivo… annoiato, era vero, ero il re dell'inferno ma era tutto lì, a parte le guardie e i miei assistenti non avevo nessuno con cui parlare, mi sentirmi solo."

"Poi un giorno mi sono chiesto come fosse l'oltremondo e soprattutto Safe Heaven, così decisi di andare lì per un giorno sotto copertura per vedere com'era, pensavo che un cambio di scenario potesse aiutarmi ad alleviare la mia solitudine, così mi travestì da umano ed andai a Safe Heaven, e quando lo intravidi vidi che era completamente diverso dal mio regno… era bello, soleggiato, colorato, tranquillo."

"Mentre passeggiavo per le vide della città vidi una pubblicità che sponsorizzava un concerto di musica classica e decisi di vederlo, assistei a molte performance, quando vidi lei…"

Il suo viso divenne quasi nostalgico.

"Era una donna che suonava il violoncello, e lo suonava meravigliosamente, alla fine della sua performance il pubblico le fece una standing ovation, ma io volevo farle dei complimenti concreti, così a fine concerto la trovai e le feci i complimenti per la performance, si chiamava Isabelle lei mi ringraziò e mi invito a bere qualcosa con lei, facemmo conversazione e ridemmo, una cosa tira l'altra e la nostra serata e finita in un modo particolare…"

"Che intendi con… oooooooooh" finì Damian capendo cosa intendesse suo padre.

"Il mattino seguente mi svegliai prima di lei, e vedendola capi che quello che avevo fatto era sbagliato, così lasciai un biglietto in cui dicevo chi ero in realtà e che fosse stato meglio che non ci fossimo mai più visti…"

Damian ha ascoltato senza lasciarsi scappare nessuna parola.

"ma a quanto pare, non si può scappare dal passato per sempre, ma non credevo sarebbe tornato in questa modo…"

Damian guardo suo padre negli occhi, che in quel momento stava mostrava vergogna sul viso, cosa mai vista dal re dell'inferno e chiese:

"Quindi questo vuol dire…"

Ma Lucifero rispose prima che potesse finire:

"Si Damian… quel ragazzo Adam… e tuo fratello."

Anche se Damian lo sapeva già, sentendolo da un'altra persona gli faceva sentire un nodo dentro lo stomaco, ma non sapeva decidersi se era buono o brutto.

All'improvviso Lucifero mise la sua mano sulla spalla del figlio "minore" e gli disse in tono pacato, "ascolta Damian, non ti impedirò di tornare in superfice, hai degli amici, una ragazza, e non voglio che tu perda tutto a causa di un mio errore…"

"sembra che lui ce l'abbia solo me e non sembrava che volesse farti del male, ma finché non trovo il modo di risolvere questo problema devi stare attento ok?"

Damian fece un cenno col capo e il padre continuò: "ascoltami, se lo vedi in superficie scappa nella direzione opposta il più velocemente possibile, me lo prometti?"

finì con un misto di serietà e preoccupazione, poi Damian rispose: "si papà."

"Bene" si volto e inizio ad allontanarsi mentre Damian era ancora seduto con una faccia pensierosa sul viso, "Damian non vieni?" chiese Lucifero a Damian.

"S-si Papà, ma adesso voglio stare un po' da solo, tornerò più tardi…" "ok figliolo" e Lucifero usci dalle segrete, lasciando Damian a pensare.

Damin iniziò a ricordare di quando lo aveva incontrato per la prima volta, appena lo ha visto a subito sentito una strana connessione con lui, pensava di aver trovato semplicemente un amico, che invece era il suo fratellastro, non sapeva che pensare, da una parte continuava a chiedersi: "perché non me lo ha detto?!" mentre un'altra parte diceva con gioia "io… ho un fratello!"