"Accidenti non vincerò mai contro Sasuke!"

Naruto sospirò sdraiato sul suo letto portandosi le braccia dietro alla testa. Avrebbe dovuto studiare ma aveva sempre considerato i libri una noia tremenda per questo rimase a fissare l'intonaco verde pastello del soffitto della sua stanza. Dalla finestra alla sua sinistra stava filtrando la luce ormai obliqua del tramonto, il ragazzo si voltò in quella direzione permettendo alle sue iridi, di un turchese intenso, di riempirsi di quel chiarore facendo ridurre le sue pupille a una capocchia di spillo. Il pensiero che lo tormentava da ormai tanti anni si era un poco placato sotto l'effetto del tempo, ma era ancora presente e lo feriva come la punta di un coltello. Avrebbe dovuto combattere contro Sasuke, il migliore, che si era diplomato a pieni voti all'Accademia. È vero, ma noi tutti ci siamo diplomati a diciannove anni, i prodigi che sono riusciti a farlo prima sono veramente rari... Una punta di malinconia si impadronì del suo stomaco, la immaginò come un palloncino che si fosse gonfiato all'improvviso. Tornò a guardare il soffitto verde su cui si stagliavano le ombre delle vicine abitazioni per distrarsi, d'accordo l'esaminatore Gekko Hayate era la persona più calma e gentile del mondo, ma quella sfida si preannunciava veramente difficile. Eppure erano amici, lui e Sasuke, da sempre. Nonostante il moro tenesse un atteggiamento freddo e apparentemente anaffettivo, Naruto sapeva che quelle emozioni che si sforzava tanto di reprimere dentro le aveva tutte. Sapeva benissimo che quell'arroganza tanto ostentata serviva per mascherare dolore e solitudine. Solo lo era anche lui, Naruto, solo che aveva semplicemente un modo diverso di gestire questa emozione. Sapevano tutto l'uno dell'altro, lui e Sasuke, da sempre, tranne una cosa. Fin da piccolo aveva cercato di attirare l'attenzione altrui facendo scherzi di ogni genere, lanciando battute in momenti poco opportuni usando anche un linguaggio colorito, questo finiva quasi sempre per attirare le ire sia dei suoi insegnanti che dei compagni ma per lui era pur sempre un obiettivo raggiunto: aveva smesso di essere trasparente davanti ai loro occhi. Lo vedevano sempre sorridere con quella mano che finiva a massaggiare i capelli biondi passando dietro la testa, ma nessuno mai si accorgeva delle lacrime che sgorgavano da quegli occhi azzurri mentre stava solo chiuso nella sua stanza stanza con la testa affondata nei cuscini, o andavano a bagnare le pagine di qualche libro che lui non aveva la minima voglia di leggere. Chissà cosa facevano mentre lui stava seduto al tavolo della cucina a mangiarsi schifezze in solitudine, d'altronde nessuno aveva mai cucinato per lui e non c'era mai stata nessuna persona che gli avesse insegnato a farlo. Nessuno era a conoscenza delle domande che si faceva incessantemente durante le sue interminabili notti insonni, ascoltando i grilli d'estate e il vento d'inverno. Come stai? Dove sei ora? Mi manchi, non potrò mai dimenticarmi di te, tu ti sei dimenticato di me? Sasuke era il suo migliore amico, è vero, ma c'erano cose che non poteva confessare nemmeno a lui, non poteva dirle alla sua migliore amica Sakura ne tantomeno ai suoi insegnanti. Con il passare degli anni era riuscito a farsi diversi amici, il suo carattere si era trasformato diventando molto empatico, altruista e comprensivo, ma era sempre consapevole che nessuno di loro avrebbe capito lui. Aveva vissuto un logorio interno di contrasti senza fine, a volte si buttava sugli allenamenti intensi per non pensare, si faceva assegnare una missione dietro l'altra per tenere la mente occupata. Senza la guida dei genitori crescere è davvero difficile e a lui mancavano quegli strumenti che sono necessari per gestire questo genere di situazioni. Mamma, papà, se foste stati qui con me sono certo che io avrei affrontato e risolto tutto questo con un sorriso. E ora quella sfida, sarebbe stata veramente difficile. Così mi sto sottovalutando, non va bene! Ma forse non era tanto difficile per il fatto che Sasuke era un avversario forte, quando perché guardarlo negli occhi nascondendo tutto quanto diventava sempre più difficile. Posso considerarmi il tuo migliore amico pur comportandomi così con te? Se tu sapessi la verità di sicuro non vorresti più vedermi, e così Sakura e lo stesso tutti gli altri. Mamma, papà, mi servirebbe un vostro consiglio ora. Mentre fuori ormai si era fatta strada la notte, Naruto strinse il pugno decidendo che avrebbe dovuto allenarsi duramente per vincere il combattimento contro Sasuke. Un'altra scusa per distarsi. Quando sarai lì non pensare, Naruto, non pensare! L'indomani mattina si era alzato all'alba per recarsi nel posto in cui si era allenato infinite volte con Kiba e Hinata. Aveva indossato la sua divisa arancione e si era avviato per le strade con l'espressione più determinata del mondo sul viso dalla carnagione rosea. Un sorriso lo sfiorava, di tanto in tanto, non era più quello sghignazzo beffardo che aveva avuto da ragazzino, ma una genuina espressione che illuminava il bellissimo viso del quasi ventenne. Aveva indossato il suo coprifornte, nonostante molte persone gli avessero assicurato che stava meglio senza, lui era certo del contrario. Ne andava giustamente orgoglioso vista la fatica che aveva dovuto fare per ottenerlo, creare delle copie per lui, da giovane, era stato veramente difficile. Anche quella volta Sasuke lo aveva snobbato essendo lui riuscito nell'impresa al primo tentativo. Sorrise ancora ripensando al passato. Era giunto intanto sul posto . Andò all'albero dove aveva inciso col kunai i record di velocità suoi e dell'amico Kiba e decise di partire proprio da quello: migliorare la velocità. Era stata davvero una gara estenuante quella volta con Kiba e lui ancora non aveva battuto il suo ultimo record scritto in alto. Gli tornò alla mente il bellissimo viso di Hinata quel giorno, era molto dispiaciuta che i due ragazzi l'avessero presa a rivalità in quel modo, si era messa in disparte con un'espressione contrita mentre loro continuavano ad accapigliarsi. Il giorno successivo Naruto l'aveva presa in disparte per tranquillizzarla spiegandole che a volte i ragazzi sono così tra loro, focosi e impulsivi, ma dopo pochi minuti ritorna tutto come prima e l'amicizia torna a trionfare. E poi, avevamo davanti una bellissima ragazza, ci siamo fatti prendere un po' la mano per accaparrarci un suo sguardo! Hinata si era rasserenata e Naruto aveva sorriso con lei. In realtà era stato sempre consapevole che le cose non stavano esattamente come le aveva spiegate a lui, effettivamente Kiba da quel giorno aveva iniziato a nutrire una gelosia latente nei suoi confronti, il biondo sperava che la faccenda fosse destinata a placarsi o avrebbe aggiunto altra sofferenza al suo animo già provato. Forse era per questo che, inconsapevolmente, aveva fatto in modo di non battere l'ultimo record dell'amico, ma ora, si stava palesando un motivo più che valido per provare a farlo. Da circa un'ora stava correndo senza sosta per superare quell'ultimo numero scritto in alto, quando decise di fermarsi appoggiando le mani sulle ginocchia. Era ansimante e col viso arrossato, sentiva l'abbondante sudore che aveva intriso la divisa arancione e gli aveva incollato i sottili capelli biondi alla fronte.

"Stai facendo del tuo meglio, Naruto, ma se vuoi battere Sasuke, ancora non basta" qualcuno aveva parlato alle sue spalle con un tono infinitamente suadente e cordiale.

Il respiro di Naruto si fermò come sospeso in un fermo immagine. Non era la sorpresa di avere qualcuno dietro che lo stava osservando, non si trattava di spavento, piuttosto qualcosa seppellito nella memoria che ora si stava muovendo come un pesce preso all'amo dopo anni di apparente quiete. Iniziò a voltarsi lentamente con gli occhi azzurri sgranati, il cuore gli rotolava nel petto come a volerlo sfondare dall'interno ma non più per l'effetto della corsa. Aveva quasi paura di quello che stava per vedere. Deglutì con la bocca arida mentre completava il suo dietrofront. Il turchese dei suoi occhi fu catturato da due pupille nere come il buio e dalle loro ciglia folte e lunghe.

"Itachi, che ci fai qui?" Naruto cecava di mantenere il controllo per evitare di svenire, ma si vedeva che il suo viso era impallidito di colpo. Quel moro affascinante non gli aveva quasi mai rivolto la parola le poche volte che si erano incontrati da ragazzini, prima che le sue azioni lo portassero inevitabilmente lontano. Era sempre stato terribilmente schivo e riservato senza che lui ne avesse mai capito il reale motivo. La frase che gli aveva rivolto, poi, suonava alquanto strana, Naruto si chiese se si trovasse lì per caso o se lo avesse cercato di proposito. Non ha paura di me? Vuole sfidarmi, desidera catturarmi? Ora le sue gambe avevano iniziato a tremare mentre Itachi piegava leggermente la testa da un lato, come per studiare meglio Naruto; il movimento gli fece scivolare delle ciocche di capelli corvini sugli occhi. Lo sguardo del biondo si mosse contro la sua volontà, quasi in automatico. Scivolò sul collo così aggraziato di Itachi, indugiò un attimo sulla collana, fino a fissarsi sulla parte a rete della maglietta grigia a maniche corte che lasciava intravedere i pettorali. Si era tolto quell'orrendo mantello nero che testimoniava la sua appartenenza ad Akatsuki, Naruto si domandò se lo avesse sfilato da poco o se proprio non lo avesse portato con se dall'inizio. Si rendeva perfettamente conto di stare perdendosi in particolari insignificanti, ma la situazione in cui era venuto a trovarsi così all'improvviso gli aveva provocato un'emozione così intensa e ingestibile da dover cercare delle distrazioni forzate per non impazzire.

"Naruto, che ti succede?" il moro continuò con la sua voce calma e suadente accennando un sorriso mentre gli occhi neri scintillarono. Naruto non riuscì a proferire parola, sentì il viso avvampare, l'immenso imbarazzo, i dubbi, la felicità, tutte queste emozioni che stava provando nel medesimo istante, fecero muovere la sua mano destra come se avesse vita propria, portandola nel suo consueto gesto di massaggiarsi la nuca. Non appena si rese conto di aver ceduto ancora una volta a questo stupido vizio, si rimise composto arrossendo ulteriormente.

"Itachi, scusa, ma io non riesco a capirti" Naruto, nonostante avesse un terremoto dentro, si sforzava di apparire il più possibile normale "Sai che dovrò battermi con tuo fratello...cioè...insomma...da che parte stai?"

Già, come lo sai? Il moro emise un sospiro impercettibile, ma Naruto riuscì lo stesso a percepirlo, i suoi occhi neri vibrarono un poco guardando intensamente il biondo. Vuoi vedere che... Naruto sentiva la felicità che voleva esplodere dentro di sé ma si impose di darle un freno, non voleva illudersi, in fondo Itachi non era una persona molto incline a lasciarsi andare.

"Potrei fare qualcosa per darti una mano, qualche consiglio per migliorare la velocità" il moro era impassibile.

Naruto non ci stava capendo più niente, adesso Itachi appariva freddo come sempre, eppure era certo che poco fa…

"Ho bisogno di rendermi conto di cosa sai fare, non solo nella corsa"

Itachi gli lanciò addosso una manciata di shuriken, Naruto rimase interdetto, le sue iridi azzurre e limpide si dilatarono, in una frazione di secondo si chiese da dove li avesse tirati fuori, era sicuro di non aver visto nemmeno il suo braccio muoversi, forse un impercettibile spostamento dei lunghi capelli neri raccolti nella sua solita cosa bassa, d'altronde tutti sapevano che era leggendario per la sua velocità.

Scommetto quello che vuoi che ha l'elastico rosso riuscì a pensare Naruto prima di iniziare a schivare i colpi, e pensò anche di non averlo mai visto pettinato diversamente… schivati tre shuriken, ma dovevano essere almeno cinque, eh sì, uno per dito, almeno che non abbia usato anche l'altra mano...

Naruto fece una capriola all'indietro appoggiando la mano destra a terra.…

Però è terribilmente bello, proprio come nei miei ricordi…questa distrazione gli fu fatale, uno degli shuriken gli graffiò la guancia. Il biondino aggrottò lo sguardo tenendosi una mano sul taglio, alcune gocce di sangue gli macchiarono la divisa arancione.

"Non va per niente bene, Naruto, sei troppo distratto, non so come pensi di superare le eliminatorie, forse sto perdendo il mio tempo" Il moro voltò le spalle come per andarsene.

Naruto vide che, sì, c'era l'elastico rosso tra i suoi capelli; fu annebbiato dalla disperazione perchè ora è diventato così freddo? Io non riesco a capirlo è un enigma vivente.

Itachi si voltò di nuovo verso di lui, non completamente, la sua pelle bianchissima seminascosta dalle ciocche di capelli e il profilo delle sue lunghe ciglia gli apparvero da sopra la sua spalla sinistra.

"O forse no, facciamo un'altra prova, raccogli gli shuriken che ti ho lanciato" ordinò il moro avvicinandosi a Naruto, era più alto di lui, la maglietta grigia era in po' larga ma sotto il biondo scorse il suo fisico atletico. Naruto fece come gli aveva detto, staccò la mano insanguinata dalla guancia tagliata, gli veniva da piangere, possibile che Itachi non avesse nemmeno controllato la ferita, ma davvero aveva un cuore così freddo? Eppure prima gli era sembrato tutto il contrario. Io lo so che non sei così, il dolore ti ha trasformato, non so nemmeno come tu possa reggere una sofferenza così grande tutto da solo. Voglio credere che sia percorribile anche la strada contraria, sono fiducioso che l'amore possa sciogliere ancora il tuo cuore perché uno ce l'hai e io sono l'unico ad aver compreso quanto sia grande. Desidero che tu capisca che con me non sei solo.

Itachi indico a Naruto alcuni alberi da usare come bersaglio: "Vorrei vedere se li centri tutti usando una mano sola."

Naruto spiccò un salto, doveva avere la visione di tutti i bersagli contemporaneamente e per questo avrebbe dovuto superare le chiome degli alberi, caricò il colpo con tutta la rabbia che aveva, gli occhi gli si riempirono improvvisamente di lacrime sfocandogli la vista, per questo manco diversi bersagli.

Naruto atterrò leggero dal balzo e osservò Itachi dirigersi verso uno dei tronchi che aveva colpito, il moro passò la mano sullo shuriken conficcato nella corteccia notando che era andato molto in profondità: "Non hai molta mira ma la forza è notevole, vediamo come te la cavi con il corpo a corpo."

" D'accordo" Lo sguardo di Naruto si indurì un poco "Colpo concatenato di Naruto Uzumaki!"

Il biondo non fece nemmeno in tempo a creare le quattro copie di sé che prevedeva la tecnica che Itachi lo aveva immobilizzato alle spalle sfiorando la sua gola con la lama della spada.

Accidenti, ma come ha fatto? Naruto realizzò in quel momento di non essersi nemmeno accorto che Itachi avesse la spada con sé ddannazione, come sono distratto! Non poteva che essere diverso, quel bel moro, il suo sguardo, era la sua rovina, gli ribolliva il sangue. Sentiva le innumerevoli notti insonni che aveva trascorso nella sua vita crollargli addosso all'improvviso. Notti durante le quali era stato dilaniato dall'apprensione, il timore che Itachi fosse morto, ferito o semplicemente infelice lo aveva dilaniato alla stregua di una belva feroce assetata di sangue.

"Sei morto" Itachi allentò la presa lasciandolo andare.

Naruto si voltò di scatto: "Attacco multiplo travolgente!" tantissime copie del suo corpo si scagliarono contro Itachi; il moro schivò tutti i colpi così velocemente che Naruto non riusciva nemmeno più a vederlo, si fermò di colpo stupito, era come se Itachi si fosse volatilizzato nel nulla, poi si voltò, il moro era là che accennava un impercettibile sorriso con la sua solita calma; il biondo iniziò ad innervosirsi sul serio: "2000 colpi concatenati di Naruto Uzumaki!"

Naruto creò un numero veramente elevato di copie, che si scagliarono come proiettili su Itachi, il biondo, questa volta era sicuro di averlo messo in difficoltà, aveva intenzione di mostragli seriamente le sue abilità, ora, senza più cedere alle distrazioni. Tuttavia si ricordò all'improvviso che quegli occhi neri nascondevano un'arma micidiale: lo Sharingan ipnotico; Naruto volle pensare che Itachi non potesse arrivare a un tale livello di crudeltà contro di lui. Il biondo si preparò a lanciare in aria Itachi a suon di calci, quando si sentì afferrare alle spalle e strascinare a terra. I due rotolarono sull'erba fino a trovarsi uno di fronte all'altro, ansimanti, erano così vicini che Naruto poteva sentire il respiro del moro sul viso avendo l'impressione che profumasse leggermente di fragole, o era una sua impressione? Di sicuro era un odore alquanto particolare, niente di sgradevole ma un piccolo campanellino d'allarme non potè fare a meno di suonare nella testa di Naruto. Il biondo era sicurissimo che Itachi non avesse fatto per niente sul serio nella lotta o lui non avrebbe avuto nessuna speranza; prese coraggio facendo uno dei gesti che stavano attendendo da una vita passando attraverso giorni e anni di angoscia e di silenzio forzato, anche lui alla fine aveva dovuto trascorrere il suo tempo nascondendo le sue emozioni e i suoi veri sentimenti. Allungò una mano per spostare le ciocche corvine di capelli che nascondevano il viso di Itachi, gli occhi neri ora avevano una sguardo tremendamente dolce, difficile credere che nascondessero il micidiale Sharingan; le fossette profonde e marcate lo rendevano ancora più affascinante. Naruto si era domandato più volte perchè le avesse, era l'insonnia a causa delle sue missioni notturne o semplicemente il suo viso era fatto così? Era presente di sicuro qualcos'altro, l'intenso dolore e quella missione notturna di certo avevano sconvolto qualcosa dentro di lui. Gli occhi azzurri di Naruto indugiarono sulle labbra di Itachi, morbide e leggermente carnose, nonostante la bocca fosse piccola. Ripresosi dall'affanno, il moro si sollevò a sedere, imitato subito a Naruto, che non riusciva a scollargli gli occhi di dosso, prese le mani del biondo tra le sue e le sfiorò con la sua bocca morbida; gli slacciò il coprifronte e iniziò ad accarezzargli i capelli chiari. Naruto fremeva, sentiva delle ondate di calore attraversargli il corpo mentre l'erezione iniziava a premergli contro i pantaloni. Dunque Itachi non era così freddo come poteva sembrare, questo dentro di se Naruto lo aveva sempre saputo, la conferma di questo ora lo faceva sentire sollevato come non lo era mai stato in vita sua. Quelle volte che lo aveva visto, ancora bambino, quando faceva visita a Sasuke, Naruto era convinto che quasi nemmeno lo avesse notato, e invece...il sogno di tutta una vita, di cui ormai aveva perso le speranze, si era avverato all'improvviso.

Il moro si sedette sopra le sue gambe stringendolo forte e credendo di limitargli i movimenti: "così non scappi, non più, e stavolta nemmeno io."

A Naruto quasi venne da ridere, avrebbe potuto lanciarlo a diversi metri di distanza, se avesse voluto, ma quella stretta era la cosa più bella che avesse mai vissuto. Itachi prese tra le mani bianche e affusolate il viso di Naruto e gli sollevò il mento, il biondo slacciò il coprifronte graffiato da Nukenin di Itachi, liberando i capelli neri che gli ricaddero sul viso. Il moro accostò le sue labbra a quelle di Naruto, prima dolcemente poi il bacio divenne più appassionato, Itachi respirava forte, ormai era inarrestabile, il suo granitico autocontrollo sembrava essersi sgretolato come un castello di carte. Il biondo si sentì quasi soffocare da quel bacio, la bocca del moro era molto morbida e bollente. Quel bacio che aveva spettato una vita nascosto nel silenzio. Naruto si sentiva sciogliere come burro mentre sentiva la carezza dei lunghi capelli di Itachi sulla faccia. Il bellissimo moro si spostò dalla bocca al collo di Naruto, mantenendo una dolcezza infinita, senza violenza, senza lasciare segni, manteneva anche in questo la sua calma proverbiale, il suo tocco pareva quasi qualcosa di evanescente. Un tremito diffuso però lo tradiva, il respiro irregolare, la pressione del suo sesso che Naruto aveva iniziato a sentire sul corpo: il moro era in preda all'eccitazione come un fiume in piena. Le mani eleganti di Itachi, con le unghie colorate di viola, iniziarono ad abbassare la lampo della divisa di Naruto lasciando il petto scoperto, l'affascinante moro iniziò a baciarlo mordicchiando i capezzoli, Naruto gemeva, aveva paura di venirsi nei pantaloni sentendo la pressione delle natiche perfette di Itachi vicino al suo sesso eccitato e di certo quello non era il posto più adatto per perdere il controllo, avrebbero potuto essere visti da qualcuno e questo avrebbe rappresentato un autentico disastro per entrambi. Itachi sollevò il viso e gemette forte tanto che Naruto pensò che fosse successo a lui quello che temeva.

" Itachi, forse è meglio se andiamo in un posto un po' più tranquillo, che ne dici di venire a casa mia?" la voce di Naruto usciva strozzata dall'immenso piacere e dal respiro ansimante.

Il moro lo guardò con gli occhi resi vitrei dall'eccitazione, sbatté le lunghe ciglia cercando di ricomporsi "Va bene" disse alla fine con un sospiro.

Naruto stentava a crederci, per Itachi entrare a Konoha era molto rischioso, eppure aveva accettato esclusivamente per lui. Non era accaduto ciò che aveva tanto temuto e cioè che il moro si era dimenticato completamente di lui. Si rese conto per la prima volta che durante tutti quei terribili anni entrambi avevano avuto sempre ben presente il viso dell'altro ed erano sopravvissuti l'uno nel cuore dell'altro.