I due si incamminarono nel bosco, verso il villaggio, Naruto aveva le guance arrossate dall'emozione, ogni tanto lanciava uno uno sguardo al moro che camminava silenzioso con gli occhi bassi non credendo ancora che fosse possibile il fatto che avesse accettato di seguirlo fino a casa sua, era un immenso rischio che aveva accettato esclusivamente per lui. Si chiese cosa passasse dentro quella testa nonostante si fosse reso conto da sempre che questa era stata un'impresa pressoché impossibile per chiunque, quegli occhi neri erano tanto belli quanto insondabili. Qualche cosa era scappata detta anche a Kakashi quasi per sbaglio. Era una serata di festa a Konoha, Naruto era sceso in piazza per ammirare i fuochi d'artificio quando Kakashi gli si era avvicinato sorridendo, nonostante nascondesse eternamente metà del viso sotto al suo bavaglio nero , l'ex allievo aveva notato il suo occhio destro assottigliarsi in quell'espressione di gioia.
"Maestro Kakashi!" lo aveva apostrofato il biondo salutandolo allegramente con la mano destra aperta e alzata al massimo.
L'uomo si era piantato davanti a lui con le mani infilate nelle tasche senza smettere di sorridere : "Non chiamarmi più maestro, ormai ti sei diplomato, ora siamo semplicemente dei buoni amici che possono parlare di tutto ciò che desiderano."
Naruto era rimasto un po' spiazzato da queste parole, sicuramente il suo ex insegnate si era accorto dei pensieri che lo stavano consumando da anni, alla fine era sempre stato un ottimo osservatore e non solo nei suoi confronti. Aprì la bocca tentato di liberarsi finalmente di quel macigno che si portava dietro da quando era poco più di un bambino ma le parole gli morirono in gola. L'argomento che avrebbe voluto affrontare, nonostante la piena disponibilità che Kakashi gli stava dimostrando, era troppo delicato, troppo pericoloso e rischioso.
L'ex maestro sospirò alzando gli occhi al cielo senza tuttavia tirare via le mani dalle tasche: "Sai Naruto, purtroppo la vita mi ha insegnato che i problemi possono solo ingigantire quando si decide di lasciarli nascosti invece di affrontarli. Per quanto riguarda me io purtroppo questa cosa l'ho capita troppo tardi quando non c'era più niente da fare, ma ciò non toglie che io soffra quando vedo qualche ragazzo commettere i miei stessi errori e questo mi spinge inevitabilmente a cercare di farglieli evitare cercando di dare i migliori consigli. Fallii già una volta quando ero più giovane e facevo ancora parte degli ANBU, il mio primo allievo fu un ragazzo di intelligenza e abilità nettamente superiori alla media, tanto che secondo me non avrebbe nemmeno avuto bisogno di un maestro, ma vedi Naruto, purtroppo aveva un carattere estremamente difficile, taciturno, freddo, introverso, sembrava che avere degli amici o allacciare dei rapporti con qualunque altro essere umano non gli interessasse. Appariva infinitamente spietato durante le nostre missioni omicide, solo io sembravo capire quando fosse grande il suo cuore e quando buona fosse in realtà la sia anima. Purtroppo non sono riuscito a dimostrare questo a nessuno, soprattutto a lui stesso, finì per scivolare letteralmente tra le mie dita distruggendo la sua vita senza che io facessi in tempo a intervenire. Sarei immensamente addolorato se vedessi anche te fare qualche sbaglio del genere, Naruto."
Il biondo si era sentito letalmente rimescolare dal lungo discorso di Kakashi, il suo ex maestro di sicuro lo stava spronando a confidarsi con lui o con chiunque altro che considerasse un amico. Non aveva idea di chi fosse il ragazzo di cui gli aveva raccontato, tuttavia era certo che anche lui aveva avuto a che fare con qualcuno di molto simile e che questa persona gli aveva rubato il cuore. Il desiderio più grande della sua vita ovviamente era incontrarlo di nuovo o anche solo avere sue notizie. Mi basterebbe sapere come stai e avere la certezza che tu abbia potuto trovare finalmente un poco di sollievo dal dolore. Se ti sei dimenticato di me o non ti suscito interesse non importa. Quando giunsero in piazza anche Sasuke e Sakura naturalmente Naruto non avrebbe potuto più dire assolutamente niente a Kakashi in loro presenza, tuttavia le sue parole erano finite con il colpire il bersaglio come sempre, ecco perché aveva continuato a guardarlo per il resto della serata con l'occhio destro colmo di luce.
Ora che Itachi camminava al suo fianco Naruto si chiese come avesse trascorso tutti questi anni, quali fossero stati i suoi sentimenti nei suoi confronti e se fosse stato soltanto un caso il fatto di averlo incontrato nel bosco poche ore prima, molto probabilmente no visto quanto stava rischiando per avere la sua compagnia. Mi hai pensato ininterrottamente giorno e notte come io ho fatto con te? Qualcosa mi fa capire che probabilmente mi hai cercato di proposito. Sono certo che anche tu non hai mai potuto confidarti con nessuno. Osservava il suo bellissimo profilo in parte nascosto dai capelli, il suo naso perfetto rendendosi conto ora pienamente di che inferno dovesse essere stata la sua vita. Non è giusto che per te ci sia stato soltanto dolore, farò tutto quello che è in mio potere per cercare di alleviarlo. Si era reso conto di aver ingenuamente rivolto questo pensiero alla linea della sua mascella e al suo orecchio destro.
"Tra poco sarà sera, ci conviene aspettare il buio per passare inosservati" propose Naruto
"Sì, ci stavo pensando anche io" Itachi evidentemente era preoccupato anche se non lo dava a vedere. Tuttavia il biondo era riuscito a cogliere una nota di apprensione ben mimetizzata nella sua voce.
Nell'oscurità della sera che avanzava, i suoi capelli sembravano ancora più neri, e la sua pelle ancora più candida, Naruto era estasiato, gli sembrava di vivere in un sogno; gli tornò alla mente la prima volta che aveva visto Itachi, da piccolo, era andato a trovare Sasuke e stavano nella sua stanza a giocare.
"Sasuke, sto morendo di fame, non possiamo scendere a fare merenda?"
Erano nella stanza del suo migliore amico al piano superiore della casa, tante volte Naruto si era domandato come facessero gli altri a dimenticarsi letteralmente di mangiare.
"Uffa, sei sempre il solito, Naruto, pensi solo al cibo."
Sasuke aveva sbuffato deformando per un attimo il suo viso perfetto. Era uno studente modello all'epoca e eccelleva in tutte le materie al contrario di lui che finiva sempre per annoiarsi velocemente quando stava sui libri. Il fatto che fosse così difficile già allora strappargli un sorriso aveva attirato Naruto verso di lui in modo naturale. Il biondo aveva sempre avuto una grande dose di empatia e altruismo innati e questo lo portava a diventare una specie di soccorritore nei confronti delle persone che, come Sasuke, dimostravano di essere il suo esatto contrario. Non perdeva mai la fiducia che la sua positività lo potesse contagiare, vedere le persone sorridere felici era sempre stato uno dei suoi desideri più grandi e sentiva che era un po' come il suo dovere aiutare chi aveva difficoltà a riuscirci.
Il biondo mandò una risata imbarazzata massaggiandosi la testa mentre l'amico lo guardava senza perdere il broncio a braccia incrociate "E va bene, ingozzati pure" disse infine Sasuke sospirando.
Il biondino finiva sempre per averla vinta in un modo o nell'altro, era letteralmente irresistibile per tutti.
I due scesero le scale per andare in cucina, Naruto aprì il frigo e si mise a rovistare dentro senza dire niente e senza chiedere il permesso all'amico. Era così quando sentiva di avere confidenza con qualcuno, si muoveva assolutamente sicuro di sè e senza porsi troppi problemi. Nonostante non lo avrebbe mai ammesso, spesso Sasuke aveva segretamente invidiato la sua spontaneità e il suo essere pienamente se stesso in ogni occasione. Purtroppo il moretto si sentiva spesso trattenuto da dei freni invisibili ma allo stesso tempo molto potenti, a volte gli pareva di esserci quasi nato con quel desiderio di nascondere i suoi sentimenti e la sua vera personalità ad ogni costo. Probabilmente era proprio questo che lo aveva legato così tanto a Naruto, era come se desiderasse un po' imparare da lui come comportarsi per poter essere più felice.
"Sei un bel maleducato!" lo rimproverò Sasuke. Purtroppo quello che si vedeva all'esterno era sempre in netto contrasto con ciò che sentiva nel cuore. Era quasi come se avesse paura di mostrarsi debole e fragile rivelando i suoi sentimenti per questo temeva così tanto che quella corazza che si era costruito intorno potesse crollare da un momento all'altro.
"Io credo che invece il maleducato sia tu" una voce calma e gentile alle loro spalle "hai un ospite e non gli hai offerto niente"
I due si voltarono, Naruto rimase a bocca aperta, era apparso un ragazzo moro più grande di loro. Era sbucato non si sa da dove visto che era riuscito a non produrre assolutamente il minimo rumore, questo indusse Naruto a chiedersi da quanto tempo fosse là ad osservarli, Era molto simile, identico. avrebbe osato dire il biondo dopo qualche istante, a Sasuke tranne che per alcuni particolari che lo rendevano diverso e...migliore. I capelli dello stesso colore ma quello dietro di loro li aveva più lisci di Sasuke, Naruto era certo non aver mai visto una caratteristica simile in nessuno durante tutta la sua vita. Le ciglia molto più lunghe e folte, le labbra leggermente più carnose, gli stessi occhi, ma quello dietro li aveva segnati da delle profonde e strane fossette che lo rendevano ancora più intrigante accidenti, ma da quanto tempo non dorme? pensò ingenuamente Naruto spero che non abbia qualche problema più serio!
"Mio fratello Itachi" disse Sasuke alzando svogliatamente una mano nella sua direzione quasi la sua presenza lo stesse infastidendo, tuttavia il biondo fu certo che non fosse realmente così, era tutto solo un atteggiarsi come sempre.
"Piacere, io sono Naruto, siamo in classe insieme all'Accademia" il cuore del biondo rotolava a caduta libera, credette di essere sul punto di svenire, possibile che Sasuke avesse una meraviglia del genere come fratello? Non era rimasto mai così estasiato nonostante il minore fosse oggettivamente molto più bello, ma erano proprio questi piccoli difetti a rendere il più grande unico e particolare.
"Se volete vi preparo un tè, ho degli ottimi biscotti di riso, che ne dici, Naruto?" Itachi aveva incurvato le bellissime labbra in un impercettibile sorriso, gli occhi neri nonostante fossero taglienti avevano una profonda comprensione che stava brillando nelle pupille.
Il biondo non fu capace di spiccicare parola, Sasuke gli rifilò una gomitata sulle costole "Ehi, sei in trance per caso?"
Itachi accentuò il suo sorriso prendendo il bollitore dell'acqua, Naruto osservava i suoi morbidi capelli raccolti in una coda bassa e lenta chiedendosi come sarebbe stato passarci le mani in mezzo, poi si sedette tremante al tavolo.
"Che ti succede, sei sicuro di stare bene?" lo stuzzicò ancora Sasuke che si ostinava a mantenere il viso bellissimo imbronciato.
"Ehm...certo!" il biondo si massaggiava ancora la testa con fare imbarazzato. In realtà la sua bocca si era seccata di colpo, il rossore che di sicuro gli stava invadendo le guance contribuì a sprofondarlo ulteriormente nell'imbarazzo, non aveva la più pallida idea di come avrebbe potuto nasconderlo.
Itachi mise loro davanti due tazze di tè fumante e un vassoio di biscotti, le sue movenze flemmatiche risultarono quasi ipnotiche agli occhi di Naruto : "scusate se non vi faccio compagnia, ma ho un po' da fare" e si allontanò di nuovo con gli occhi bassi e i capelli davanti al viso.
"Ma che vi prende a tutti oggi?" protestò Sasuke.
Naruto rimase non poco deluso, sperava che quel bellissimo moro si fosse seduto a parlare con loro, teneva le mani nascoste sotto le gambe per timore che Sasuke ne scorgesse il tremito, poco dopo espresse il desiderio di tornarsene a casa accampando la scusa di non sentirsi bene.
"Lo vedo!" fece Sasuke con il solito cipiglio. Il moretto sentì una morsa di preoccupazione attanagliarli lo stomaco, mentre osservava Naruto aprire la porta di casa sua per uscire senza neanche voltarsi indietro, tuttavia era destinata a rimanere serrata dentro di lui a doppia mandata come sempre.
Da allora a Naruto era capitato di vedere altre volte Itachi, ma il moro sembrava fare di tutto per evitarlo, spesso non lo salutava nemmeno, con il tempo Naruto si dimenticò di lui, o almeno così aveva creduto. Si era illuso che concentrare le sue attenzioni sulla sua migliore amica Sakura poteva essere la soluzione giusta per lui ma quella sensibilissima ragazza aveva già compreso ogni cosa solo guardando le sue iridi turchesi.
"Naruto, violentare se stessi e la propria personalità è il crimine più grande che si possa commettere nella vita, accettarsi per quello che siamo è la chiave per essere pienamente soddisfatti della propria esistenza senza rimpianti né rimorsi. Solo facendo in questo modo si può terminarla con un sorriso e in pace, bisogna lottare per quello che riteniamo giusto anche se non è condiviso dagli altri, sempre" gli aveva accarezzato i sottili e morbidi capelli biondi con un'espressione comprensiva e matura al tempo stesso certa che quelle parole prima o poi avrebbero centrato il suo cuore.
Un gemito strozzato interruppe il flusso dei suoi pensieri, Itachi era rannicchiato al suolo che si afferrava la maglietta con la mano destra in corrispondenza del petto, le sopracciglia leggermente aggrottate in una smorfia di dolore.
Naruto era corso verso di lui, gli si accovacciò accanto afferrandolo dalle spalle: "Che ti succede?"
"Niente, stai tranquillo ora mi passa."
"Siediti comodo, allunga le gambe"
Il moro si lasciò guidare da quelle mani premurose, Naruto gli si sedette accanto senza staccare gli occhi turchesi da quel viso pallido ed esausto. Naruto gli accarezzò dolcemente i ciuffi di capelli più corti che gli incorniciavano il volto prima di far scendere la mano sulla base del collo di Itachi che respirava con difficoltà. I suoi sospetti che si trattasse di un problema di cuore furono confermati quando avvertì il battito irregolare sotto le dita. Questo succede dunque a mandare giù troppo dolore? Se avevi bisogno di qualcuno io ti avrei accolto mille volte tra le mie braccia.
La mano affusolata di Itachi si posò lieve su quella di Naruto ancora sul suo petto, gli occhi neri si erano fatti dolci: "Sto bene ora, avevo solo bisogno di fermarmi qualche istante, possiamo proseguire."
Con questo aveva mandato il chiaro messaggio di non avere tempo per gli imprevisti, Naruto capì che non era il caso di insistere per questo lo aiutò a rimettersi in piedi senza dire niente.
"Itachi, ti ringrazio che rischi così tanto per me" iniziò Naruto, dopo che ebbero fatto qualche passo.
Il moro non rispose, teneva ancora gli occhi bassi, i capelli a oscurare parzialmente il viso, nessuna emozione tradita. Questo mandò un po' in crisi Naruto il quale cominciò ad avere l'impressione di camminare su uno strato di gusci d'uova: "non voglio sapere quello che fai nella tua vita, sono solo felice di come sta andando questa giornata, ti confesso che non mi sarei aspettato niente del genere uscendo di casa questa mattina."
"Non credo che ti piacerebbe saperlo, Naruto, quello che faccio io nella vita" fece il moro dopo una lunga pausa con la sia solita calma.
Ormai erano nei pressi del villaggio, ma cercavano di stare lontani dalle strade e dai sentieri per ridurre al minimo il rischio di incontrare qualcuno. Il biondo si era chiesto per interminabili anni proprio questo, come se la passasse Itachi e cosa facesse. Era consapevole che Akatsuki gli aveva ordinato di catturarlo, ma non aveva mai creduto che Itachi potesse farlo sul serio, era abbastanza sveglio per capire che era entrato là solo per raccogliere informazioni, quel giorno aveva avuto proprio l'esatta conferma di quello che aveva sempre pensato e questo lo faceva sentire immensamente sollevato, poteva addirittura percepire la sua anima sorridere.
Naruto, nonostante fosse un rumore impercettibile, fu certo di udire il moro sospirare: "come sta Sasuke?"
Naruto abbassò gli occhi azzurri: "non so per quale esatto motivo ma credo che tu lo sappia meglio di me. È fuggito finendo nelle grinfie di Orochimaru. Non abbiamo saputo l'esatta posizione per un sacco di tempo fino a quando non sono riuscito a trovarlo per riportarlo indietro, ti stava cercando , sembrava completamente impazzito. Devo confessare che sono stato sollevato non poco venendo a sapere che non vi eravate incontrati. Tu tutto questo lo sapevi già, non è vero?"
Sto scoprendo fino in fondo ora il bene che mi hai sempre voluto, Naruto, grazie.
"Lui ti considera il fratello che non ha avuto, Naruto, anche se esternamente non lo dimostra, ti ho sempre accordato la mia piena fiducia su questo e continuerò a farlo."
Colpa mia. Spero che non sappia mai quello che sta succedendo oggi.
Come se avesse percepito i pensieri della persona che aveva accanto, Naruto sentì il suo stomaco stingersi in una morda di senso di colpa. Era meglio evitare che il discorso prendesse una brutta piega, il biondo non se la sentiva di rovinare tutto dopo anni di attesa, angosce, contasti e solitudine, per questo i due proseguirono in silenzio per un po'.
Naruto dovette riprendere il coraggio di guardare in faccia Itachi dal momento che lo sentiva respirare un po' affannato, si accorse che la sua faccia era lucida di sudore.
"Itachi, ti senti bene?"
Il moro non parve averlo sentito, fece ancora qualche passo poi crollò in ginocchio.
"Itachi!" Naruto si inginocchiò di fronte a lui e lo afferrò per le spalle.
"No...Naruto, non sto bene"
"Ah, ecco dove eri finito, razza di mascalzone!" una voce burbera e minacciosa li fece sobbalzare "non credi che sia il caso di rientrare? Avresti dovuto avvertirmi del tuo intento di andartene a zonzo per gli affari tuoi, poi mi tocca venirti a cercare e sinceramente avevo ben altri programmi per questa sera."
L'ombra gigantesca che si stagliava nel lieve chiarore fece un passo verso di loro, la luce della luna piena illuminò la pelle blu, due occhi argentati e tondeggianti e la ghigna da squalo di Kisame, era a torso nudo, i vestiti sembravano sempre un fastidio immane per lui, tuttavia non aveva rinunciato a portarsi dietro la sua cintura di cuoio con Samehada che per ora rimaneva tranquilla dentro le sue bende.
"E bravo Itachi, hai trovato finalmente il biondino che ci scappa sempre. Posso sapere cosa diavolo stavi combinando? Invece di portarmelo ci stavi andando a spasso insieme."
"Kisame, non so se ti stai accorgendo che non sta bene."
"Fa vedere" Kisame lo afferrò brutalmente per un braccio sollevandolo in piedi, siccome Itachi aveva il capo abbassato, l'uomo squalo lo tirò maldestramente per i capelli per guardarlo in faccia.
"Ehi, vacci piano!" Naruto protestò stringendo i pugni. Doveva ammettere che stentava a capire perché avessero messo in squadra insieme due tipi così diversi che non avevano niente di compatibile sia fisicamente che di atteggiamento. Si chiese se per caso tra loro due non esistesse qualcosa di diverso che andava ben oltre il rapporto lavorativo, questo pensiero lo colpì come una coltellata improvvisa nello stomaco. Tuttavia non era per niente intimorito dal fatto che ora Kisame lo avesse trovato, l'apprensione per Itachi riusciva a superare anche questo.
"Accipicchia, non hai una bella cera, sei più bianco del solito" commentò Kisame, poi accorgendosi che non si reggeva i piedi, lo prese in braccio: "vieni andiamo via, ci penseremo un'altra volta al biondino, comunque grazie per averlo scovato."
Itachi, forse solo perché sfinito, appoggiò istintivamente la testa sulla spalla di Kisame.
Naruto si sentì trafiggere da una saetta di gelosia, non poteva certo permettersi di perdere ancora Itachi dopo averlo ritrovato in seguito agli anni anni di sofferenza che entrambi avevano passato, e poi da quel poco che aveva avuto modo di vedere, era riuscito a comprendere che forse il suo problema di salute era piuttosto serio : "Kisame, ha bisogno di cure, devo portarlo immediatamente al villaggio"
"Non dire stupidaggini, biondino, lo sai che Itachi è un traditore e che non uscirebbe mai vivo da lì. Da chi lo faresti curare, sentiamo" Kisame lo strinse ancora di più a sé come per dimostrare a Naruto che il legittimo proprietario del moro fosse lui.
"Naruto tremava di rabbia: "non uscirà vivo nemmeno se gli neghi le cure necessarie, eppure è un tuo amico, pensavo ti interessasse la sua salute"
"Scherzi Uzumaki? Questo mascalzone ha la scorza dura, qualche giorno di riposo e tornerà come nuovo, gli è successo altre volte, è un testone, purtroppo non riesce mai capire che non deve stancarsi" la ghigna di Kisame si stava facendo più insolente di minuto in minuto.
"Tecnica Superiore della Moltiplicazione del Corpo!"
"Allora vuoi la guerra!" Kisame posò Itachi a terra con la schiena appoggiata ad un albero affinché vedesse tutto e non si perdesse neanche un attimo mentre lui annientava Naruto "ripeto che avevo altri programmi per la serata ma tu sei un'autentica scocciatura, biondino, tuttavia quando ti entra un sasso fastidioso come te nella scarpa bisogna tirarlo via al più presto."
L'uomo squalo impugnò Samehada che iniziò a liberarsi dalle bende mostrando la sua gigantesca bocca e il suo corpo violaceo pieno di punte, non si chiese quale copia di Naruto fosse quello vero, non era necessario.
"Rasengan!" le copie di Naruto iniziarono a far ruotare il chakra una nella mani dell'altra, l'energia azzurra illuminò la notte.
"Sì, fatti sotto, povero illuso!" gli occhi di squalo di Kisame scintillarono mentre le branchie che aveva sotto si dilatavano, iniziò a ridere di gusto come se quello per lui fosse nient'altro che un gioco.
Le copie di Naruto si scagliarono contro Kisame con i Rasengan caricati al massimo, lo squalo puntò Samehada in direzione di Naruto, ma senza avvicinarsi; il biondo e le sue copie scaricarono tutta la loro rabbia su Kisame, non poteva schivare tutti i colpi, non sarebbe stato possibile, e poi anche Itachi, quel giorno aveva elogiato la sua forza...
Un'esplosione di luce azzurra, silenzio improvviso e subito dopo degli stranissimi e inquietanti suoni di deglutizione. Naruto e le sue copie si fermarono increduli a guardare Samehada che assorbiva tutto il suo chakra nella sua enorme bocca, come un buco nero per poi passarlo al suo padrone.
Kisame riprese a ridere a crepapelle :"hai visto, biondino? È tutto inutile!"
Samehada iniziò a muoversi da sola uscendo dalle mani di Kisame, l'uomo squalo fece dei segni velocissimi con le sue mani dalle unghie colorate di blu scuro: "Cinque Squali Famelici!"
Una terribile ondata d'acqua si sollevò dal terreno emettendo un tremendo boato di diga rotta, sulla sua sommità Naruto scorse degli spaventosi squali feroci che puntavano in picchiata verso lui e le sue copie, la maggior parte dei cloni andarono distrutti.
"2000 colpi concatenati di Naruto Uzumaki!" con le poche energie rimaste, Naruto creò altre copie per calciare via tutti gli squali creati da Kisame, uno di loro era proprio lui che rovinò a terra rotolando. Naruto fece una rovesciata con una mano a terra e cadde in mezzo a un cespuglio.
L'uomo squalo si rialzò, recuperò Samehada e, stringendo il pugno, gridò: " dove ti sei cacciato Naruto? Non abbiamo ancora finito!"
"Kisame" Itachi alle sue spalle lo chiamò con voce tranquilla "dai avvicinati, vieni qua, forse è meglio che andiamo via, vengo con te."
"Finalmente!" esclamò Kisame andando verso di lui.
Il moro era piegato in avanti con il viso nascosto dai capelli, ma, quando lo squalo si chinò su di lui per farlo alzare, Itachi sollevò lo sguardo all'improvviso; il rosso degli Sharingan brillava nel buio, le tre tomoe si unirono velocemente per formare una stella a tre punte.
Ha trovato una scusa per ottenere il contatto visivo! pensò Naruto ancora nascosto nel cespuglio.
Kisame si accasciò a terra attanagliato da quelle che sembravano convulsioni, in preda alla terribile tecnica ipnotica dello Tsukuyomi, probabilmente Itachi, nella sua mente, gli stava infliggendo delle terribili torture. Metteva paura i suoi occhi argentati erano rovesciati all'indietro mentre la sua bocca piena di zanne triangolari e affilatissime stava emettendo una marea di schiuma, gemeva scompostamente. Naruto si avvicinò velocemente, Itachi aveva usato quella micidiale tecnica sul suo amico esclusivamente per poter stare con lui! Kisame rantolava sull'erba, anche Samehada gli boccheggiava accanto come se qualcosa li collegasse.
"Non ti preoccupare, non l'ho ucciso anche se la scena appare terribile agli occhi, ne uscirà molto traumatizzato, ma è un osso duro" spiegò Itachi a Naruto che ora era in piedi di fronte a lui.
Gli Sharingan si erano spenti e ora il moro si premeva una mano sull'occhio sinistro, Naruto si inginocchiò davanti a lui vedendo che perdeva sangue.
"Dannazione, Itachi, se continui così diventerai cieco!"
"Non ha importanza..."
Naruto si chiese perché avesse fatto un'affermazione del genere, tuttavia subito dopo una terribile certezza iniziò a serpeggiargli dentro. La sua voce, nonostante tutto riuscì ad essere dolce mentre diceva al moro: "dai, andiamo."
Il biondo si caricò Itachi sulla spalla destra stile sacco di patate, contrariamente a quanto si era immaginato il moro non oppose la minima resistenza, i suoi muscoli erano molli in maniera preoccupante e anche la volontà sembrava essere stata spazzata via dal malore. Naruto si diresse, questa volta velocissimo, verso il villaggio. Volò tra i rami degli alberi, e poi sui tetti delle case sperando di non essere notato; l'ultimo tetto su cui atterrò fu proprio quello di casa sua, si assicurò che non ci fosse nessuno in strada prima di balzare davanti alla porta per entrare.
