Naruto, ansimante e sudato, finalmente era arrivato a casa sua ed era andato tutto liscio. Con un ultimo balzo scese dal tetto per atterrare davanti alla porta di casa che aprì in fretta e furia cercando di essere più silenzioso possibile. Attraversò la cucina e il salotto portando Itachi nella sua stanza da letto in cui regnava un costante disordine. I suoi vestiti sparsi ovunque, alcuni dei libri che non aveva mai voglia di leggere erano caduti scompostamente in terra senza che lui li avesse raccolti. L'intonaco verde delle pareti, privato nella necessaria manutenzione, in alcuni punti si era alzato sgretolato lasciando trasparire delle chiazze bianche qua e là. Spesso era come se avesse sentito quella confusione direttamente dentro la sua testa, nessuno si era mai curaro di metterla a posto tranne il maestro Kakashi con i suoi buoni consigli. Tuttavia un insegnante e una famiglia sono due cose ben distinte, Kakashi per quanto paziente e disponibile potesse essere non aveva solo lui di conseguenza non poteva seguirlo ventiquattr'ore si ventiquattro. Naruto pensava spesso anche a Iruka, il maestro che aveva avuto prima di lui sentendosi, col senno di poi, in colpa per averlo fatto impazzire con il carattere difficile e ingestibile che aveva avuto da piccolo. Fece scendere il moro piano dalla sua spalla posandolo a sedere sul letto, gli sfilò la spada da dietro la schiena appoggiandola al muro, si accorse che Itachi, tremante e sudato, bruciava di febbre. Ma cosa ti è successo? Sei annientato. Ora capisco finalmente come il dolore fisico non valga davvero niente di fronte a quello dell'anima, spesso le persone si lamentano tanto per il primo mentre non considerano l'altro.

"Aspetta un momento, ti porto dell'acqua" tuttavia il biondo si assicurò che l'altro si reggesse a sedere da solo prima di allontanarsi.

Itachi iniziò a bere avidamente dal bicchiere che Naruto gli porgeva.

"Fa piano..." il biondo gli tolse il coprifronte tagliato e gli accarezzò dolcemente i capelli neri, aveva sotto gli occhi la persona che che amava da tutta la vita, ora erano finalmente soli e al sicuro ma ancora doveva trattenersi persino dalla voglia di dargli un bacio, prima doveva pensare a curarlo. Gli tolse le scarpe e i gambaletti che portavano tutti i membri di Akatsuki, gli slacciò la cintura bianca per sfilargli il sopra della divisa, Itachi gli lasciava fare tutto senza protestare, lo aiutò a stendersi nel suo letto togliendogli anche i pantaloni osservò il petto candido dal quale ormai sporgevano evidenti le clavicole e il costato. Lo guardava ansimare con gli occhi chiusi mentre tentava di dargli sollievo con una pezza bagnata. Nonostante la situazione aveva iniziato a perdersi nelle forme del suo corpo, era magro ma rimaneva comunque tonico, Naruto si accorse che erano le forme dei pettorali ad attiralo di più, non ne fu stupito, già se ne era accorto sbirciando nella parte a rete della sua divisa. Gli tamponò anche il ventre per rinfrescarlo, tremava ma era necessario, Naruto sentì il suo sesso gonfiarsi suo malgrado quando i suoi occhi caddero sull'ombelico del moro. Sospirò cercando di pensare ad altro per il momento. Arrovellava la sua mente su chi avrebbe potuto chiamare per darli una mano o anche solo una risposta. Io non posso fare più di così, perdonami. Itachi sembrò aver udito i suoi pensieri, infatti aprì gli occhi neri resi lucidi dalla febbre per guardare il viso di Naruto sconvolto dall'angoscia.

"Abbi ancora un po' di pazienza, vado a cercare qualcuno che possa aiutarti " gli disse mentre tirava su le coperte per coprirlo con cura.

Itachi non aveva più la forza per dire nulla, aggrottò un attimo le sopracciglia prima di richiudere gli occhi sentendo il biondo che usciva di nuovo. A Naruto, dopo tanto pensare, era venuta i in mente una sola persona che potesse disturbare a quell'ora della notte capace di capirlo e contemporaneamente di aiutare Itachi: Sakura. La sua amica era stata sempre così comprensiva ma doveva ammette che questa era proprio una situazione singolare. Direi piuttosto al limite, ma Itachi sembra avere dei problemi seri, io lo amo e ho il dovere di fare tutto il possibile per risolverli. Era l'una di notte passata e le strade deserte, Naruto cercava di camminare il più veloce e silenzioso possibile intanto cercava di pensare a cosa avrebbe potuto dire per giustificarsi se qualcuno lo avesse incontrato. Mi è venuta fame improvvisamente e non avevo niente in casa… ehm… no. Volevo leggere ma tra quattro mura non riesco a concentrami, preferisco i rumori della notte… no, chi ci crederebbe? Non sapeva perché ma mentre pensava a queste stupidaggini gli era venuto in mente il viso di Kakashi che lo scrutava serio come quando era piccolo dopo che aveva commesso qualche disastro, istintivamente alzò un braccio per massaggiarsi la testa come faceva all'epoca in occasioni come questa. Tuttavia si rese presto conto che quelle divagazioni gli servivano per non pensare a Itachi che aveva lasciato solo nel suo letto in preda a quell'intenso malore. E se smettesse di respirare? Se succedesse in questo momento nessuno potrebbe aiutarlo, resisti amore mio, finalmente posso essere qui per te. Il panico lo stava attagliando rischiando di farli perdere la lucidità, il fatto che ormai fosse giunto davanti alla casa di Sakura lo salvò in extremis. Naruto bussò alla porta della sua amica. La ragazza dei capelli rosati gli aprì immediatamente, nonostante fosse in tuta in totale tenuta da casa il biondo spalancò la bocca per un attimo notando quanto stesse bene. Gli abiti comodi che indossava erano bianchi con delle rifiniture rosa perfettamente abbinate al colore dei capelli, gli occhi grandi e verdi nascosti dietro a occhiali dalla montatura di plastica rossa, segno evidente che la ragazza stava ancora studiando. I capelli rosati, ora che non avevano niente a trattenerli, le ricadevano sulla fronte alta. Il biondo aveva sempre pensato che le persone che avevano quella caratteristica fisica fossero davvero gradevoli di aspetto. Naruto le spiegò che un suo amico aveva bisogno di aiuto e che era un'emergenza, ma si guardò bene dal rivelargli di chi si trattava, Sakura, che stava per laurearsi in medicina, si precipitò a seguirlo dopo essersi sfilata gli occhiali e aver preso la sua borsetta bianca come la tuta. Lungo il tragitto la ragazza si accorse subito che Naruto era diverso dal solito: iperattivo, gli occhi azzurri erano lucidi e luccicanti, gli zigomi arrossati e parlava con un tono di voce alterato.

Lo prese un attimo per le mani preoccupata: "Naruto, sei sicuro di stare bene? Tu e questo tuo amico siete andati a qualche festa dove avete esagerato con qualcosa? Se vuoi che aiuti sia te che lui devi dirmi la verità."

"No, Sakura, io sto benissimo è lui che sta male e anche tanto. Facciamo presto sono seriamente preoccupato, ho dovuto lasciarlo a casa da solo."

Sakura si sentì tremare le gambe magre per un attimo, si rendeva conto forse solo adesso che la faccenda doveva essere più grave di quello che aveva pensato, Naruto era davvero in apprensione e lei era certa di non averlo mai visto così in tutta la sua vita. Nemmeno per Sasuke quando è fuggito.

Giunti davanti alla porta Naruto era più nervoso che mai, non sapeva come avrebbe reagito la sua amica, gli tremavano talmente le mani da non riuscire a infilare le chiavi nella serratura. Certo sarebbe stata un'impresa spiegarle perché Itachi era lì, magari si sarebbe arrabbiata talmente tanto da smettere di ascoltarlo, oppure sarebbe fuggita in lacrime da quella stessa porta che lui ora stava per aprire.

"Naruto, te lo chiedo per l'ultima volta, se sei tu quello che ha bisogno d'aiuto dimmelo, qualunque cosa tu abbia combinato io cercherò di capirti" Sakura cercava di mantenere la calma nonostante l'ansia crescente che aveva dentro.

"Dai entra" fu solo capace di rispondere lui con un sospiro e asciugandosi con una mano il sudore dalla faccia.

La guidò dritta nella sua stanza, non accese la luce lasciando che l'appartamento rimanesse in penombra. Questo atteggiamento iniziò a insinuare il dubbio che il biondo nascondesse qualcosa dentro Sakura, la sua apprensione aveva iniziato a trasformarsi in leggera stizza. Scorse la sagoma di una spada appoggiata al muro capendo subito che non poteva appartenere a Naruto, lui non era solito usare armi del genere, semplicemente non ne aveva bisogno, oltretutto era stata forgiata a misura per qualcuno poco più alto di lui.

Che storia è questa? La ragazza aveva scorto la sagoma di una persona stesa sul letto dell'amico, si avvicinò senza indugiare per cercare di capirci qualcosa dal momento che Naruto sembrava non avere la minima intenzione di accendere la luce, Poi lo vide il moro ansimante e sudato, il lunghi capelli sparsi sul cuscino, parte di essi gli erano rimasti incollati sul viso. Lo riconobbe all'istante nonostante fossero passati anni, non poteva essere altrimenti data la sua somiglianza quasi totale con Sasuke. Si rifiutava di credere ai suoi occhi talmente tenacemente da avvertire la vista offuscata per qualche secondo. La rabbia e l'incredulità la fecero riprendere.

"Naruto, io davvero non ho parole, che diavolo ci fa Itachi a casa tua e per giunta sdraiato nel tuo letto?" il suo sguardo si abbassò mentre scuoteva la testa sconsolata "dopo tutto quello che abbiamo passato e che stiamo ancora passando da quando Sasuke è fuggito a ora che è tornato completamente sconvolto, dopo tutto quello che lui stesso ha dovuto subire, tu stavi qui a fare un festino a base di non so cosa con il peggior ricercato della storia, esigo una spiegazione!"

"Sakura, ti prego, l'ho trovato nel bosco mentre mi stavo allenando, da quello che ho capito soffre di cuore, non potevo certo lasciarlo lì a morire."

Sakura piegò la testa da un lato e la sua espressione si rilassò un poco: "Hai idea in che guaio ti potresti cacciare? E poi… bisogna che tu capisca che in questo momento stiamo tradendo Sasuke. Io come futuro medico non posso rifiutarmi di curare le persone, ma per quello che riguarda te, io spero che un giorno il rimorso non finisca per stritolarti."

"Tu sei la sola che può aiutarlo, davvero."

Vedendo gli occhi turchesi di Naruto diventare lucidi, a Sakura tornò in mente quel discorso che gli aveva fatto anni prima con cui gli aveva fatto capire che era importate sempre seguire la propria felicità e il proprio cuore e che queste erano le cose indispensabili per condurre una vita lunga e serena. Ora Naruto non poteva fare a meno di ascoltare il suo cuore, le sue parole avevano centrato il bersaglio, annuì sorridendo in direzione dell'amico essendo consapevole di questo.

Si avvicinò piano a Itachi, gli scostò i capelli dal viso sudato prima di tastargli la base del collo, il moro emise un lamento confuso, Naruto si chiese se fosse consapevole di ciò che gli stava accadendo intorno.

"Hai fatto bene a chiamarmi, avevi ragione sul fatto del cuore, purtroppo, ma ha anche la febbre alta, devo vederci chiaro, cercherò di fare quello che posso."

Sakura mise le mani sul petto di Itachi e corrugò la fronte per concentrarsi, il moro respirava a fatica, la faccia contratta, i capelli incollati nel sudore. Sakura chinò la testa e chiuse gli occhi, dalle sue mani scaturì un bellissimo chakra azzurro, Naruto era estasiato e preoccupato al tempo stesso. Il biondo, dopo poco tempo, aveva l'impressione che il respiro di Itachi si fosse già regolarizzato, Sakura infuse ancora la sua energia nel corpo del moro, poi staccò le mani, esausta.

"Uff..." sospirò

"Allora?" chiese impaziente Naruto

"Lascialo riposare tranquillo, domani si sentirà meglio."

Naruto guardò lo splendido moro nel suo letto, effettivamente ora sembrava semplicemente dormire, le lunghe ciglia erano chiuse ma rilassate e il respiro regolare, Naruto gli posò una mano sulla fronte: la febbre era sparita.

"Ti ringrazio infinitamente, Sakura, ora vai a riposare anche tu" la voce del biondo era piena di riconoscenza.

La ragazza aveva chinato la testa e uno sguardo triste si era impadronito di lei. Poi si voltò per andarsene. Naruto la seguì, quando fu sul punto di arrivare alla porta la ragazza si girò a guardarlo, aveva gli occhi lucidi.

"Naruto, devi sapere che il suo miglioramento sarà solo momentaneo, purtroppo questo è uno di quei casi in cui non poso fare niente, ma io sono tua amica e voglio essere sincera."

Naruto la guardava terrorizzato, aveva sentito le gambe iniziare a tremare.

Sakura riprese fiato e proseguì :" Non ho capito di cosa si tratta ma ho compreso che a Itachi rimane poco da vivere, il suo fisico sembra essere compromesso in ogni singola cellula."

"Cosa vorresti dire?" il biondo ansimava

"La sua vita è come una candela giunta alla fine, qualcosa l'ha consumata velocemente e forse lui già lo sa, per questo ti è venuto a cercare, goditi la tua storia fino in fondo, Naruto, senza pentirtene, ne hai il diritto, già l'ho visto che le mie parole di anni fa ti hanno messo sulla strada giusta."

Naruto intuì che forse era proprio per questo che abusava dello Sharingan senza preoccuparsene.

"Buona notte Naruto, quando ti rivedo promettimi che avrai un bel sorriso soddisfatto sulla faccia, e hai capito cosa intendo!"

Sakura dovette sparire velocemente nella notte per evitare di scoppiare a piangere davanti al suo amico. Il fatto che Itachi avesse un male terminale la fece sentire un poco sollevata dal senso di colpa nei confronti di Sasuke, tuttavia era consapevole che se lui fosse venuto a conoscenza di quello che era appena successo avrebbe potuto impazzire di dolore. Il suo migliore amico poi era innamorato della persona che lui più odiava al mondo. Mi dispiace Sasuke, ma mi sono sentita in dovere di fare qualcosa per Naruto, anche lui ha sofferto e già sa che dovrà farlo ancora affrontando la perdita di Itachi. Le venne in mente in giorno precedente alla sua fuga, si era colpevolizzata a lungo per non aver colto le eventuali avvisaglie che potevano esserci state, tuttavia ripensandoci adesso con senno di poi realizzò che era stata una giornata normalissima, anzi, addirittura bella. Ma forse Sasuke in quel modo aveva semplicemente trovato il modo di tranquillizzarla affinché non sospettasse niente. Sei sempre stato intelligente in modo inarrivabile per tutti. Quel giorno era andata a trovarlo a casa sua come faceva spesso, la sua solitudine aveva sempre avuto il potere di dilaniarle l'anima. Si era seduta su quel letto ordinassimo, a differenza di quello di Naruto mentre lui , steso a pancia in giù, sembrava non volerne sapere di scollare gli occhi neri dal libro che stava leggendo. Lei aveva dovuto sin da piccola imparare a gestire il dolore degli altri. Alla fine io posso ritenermi fortunata, invece Sasuke e Naruto non lo sono stati affatto. Ben presto però si era resa conto di essere molto più tollerante nei confronti del moretto, La risposta non tardò ad arrivare, la sentiva nel calore che le invadeva il corpo e l guance ogni volta che guardava il suo bellissimo viso, e nella sua intimità che ogni volta si inumidiva. È davvero un peccato che quel viso sia sempre deformato da dolore, io devo fare qualcosa. All'epoca il bellissimo moretto portava i capelli come a lei era sempre piaciuto, la fronte scoperta con due ciuffi più lunghi laterali che incorniciavano i grandi occhi scuri e la linea del mento. Ci teneva alla sua immagine per cui amava anche un po' trafficarci con i capelli sempre pettinati alla perfezione.

"È una bellissima giornata, che ne dici se andiamo a farci due passi?" Sakura aveva incrociato le gambe magre sotto il vestitino rosso che le andava a pennello, non era certa nemmeno lei se fosse stato per gestire l'imbarazzo o per darsi un atteggiamento di disinvoltura.

"Non lo vedi che sto studiando?"

"Andiamo, è domenica, se ti prendi qualche pausa ogni tanto ti accorgerai di riuscire a memorizzare meglio."

Doveva ammettere che quell'atteggiamento da burbero aveva iniziato ad attirarla non poco. Si era girato a guardarlo dolo dopo pochi secondi Eh, già, avrà dovuto finire il paragrafo, non sia mai lasciarlo a metà! Quella divisa con la blusa blu scuro e gli scaldamuscoli bianchi uguale ai pantaloncini le aveva sempre fatto girare la testa. Sebbene il moro riuscisse alla perfezione a nascondere i suoi sentimenti, lei si era accorta del cambiamento che aveva fatto negli anni nei confronti degli amici, se era notevolmente avvicinato emotivamente sia a lei che a Naruto. Ora i suoi occhi neri la guardavano in modo tagliente.

"D'accordo, me ne vado e ti lascio in pace" Sakura si finse offesa mentre in realtà voltava la testa per celare il sorrisetto che le stava tendendo le labbra leggermente colorate da un lucidalabbra. Aveva appena fatto in tempo a sollevarsi dal letto che una mani l'aveva afferrata forte al polso destro. Il bel viso di Sasuke non aveva minimamente cambiato espressione, ma lei era certa di aver scorto un luccichio che prima non c'era. Il moro si era alzato in piedi sul letto afferrandola dalle ascelle per sollevarla e sbatacchiarla in mezzo alla catasta di cuscini bianchi e morbidi che amava tenere sul suo letto. Dopo quell'iniziale gesto brutale sembrò calmarsi, le sue mani divennero così delicate da sembrare un soffio d'aria calda mentre le sfilava il vestito con uno sguardo così adorante da far sentire la ragazza onorata di questo. Non cambiava espressione in modo plateale il moro, era come se lei avesse imparato a leggergli direttamente nell'anima. E Ora sapeva che desiderava il suo corpo, non quello delle sue amiche più formose e procaci come Ino e Hinata, ma proprio il suo, magro e androgino. Si era spogliato anche lui frisandola dritta negli occhi con l'espressione di uno che aveva appena catturato la sua preda. Mugolava di piacere mentre lui le baciava il piccolo seno sfiorandole la pelle con il respiro rovente, contorceva le gambe allenate mentre le mani di Sasuke le scendevano lungo la vita fino ad afferrale le natiche. La faceva sentire desiderata e ora lei si abbandonava totalmente in estasi a quel piacere. Le dita del moro penetrarono il suo sedere mentre le baciava il ventre, Sakura pensò con la mente annebbiata dal piacere che la nella sua intimità dilatata al massimo non avrebbero incontrato la minima resistenza, tuttavia Sasuke aveva deciso di essere incisivo al massimo anche quel giorno. La sua bocca rovente le si era posata improvvisamente sul clitoride facendola sussultare, era incredibile come quelle labbra sottili sapessero succhiare con tanta avidità e nei punti giusti. L'aveva portata quasi vicino all'orgasmo di proposito per poi interrompersi mettendosi a cavalcioni sopra di lei penetrando la sua bocca con veemenza. Mentre la affettava con forza dai capelli spingendo e grugnendo, Sakura non poté fare a meno di pensare a che piacere le provocasse quell'essere usata come un oggetto di puro eros. Aveva iniziato a sentire le prime goccioline del piacere del moro farsi sempre più intense, lui uscì dalla sua bocca per affondarle subito dopo la faccia nel suo seno riuscendo contemporanea mente a penetrare la sua intimità che lo accolse facendolo scivolare dentro la sua carne bollente felice di farsi infilzare. L'orgasmo che raggiunse quella volta fu forse il più intenso di tutta la sua vita la squassò dentro letteralmente. Sasuke, perché proprio quel giorno? Era per dimostrarmi che mi amavi perché non eri sicuro che saresti potuto tornare oppure lo hai fatto per dimostrarmi di essere tranquillo affinché io non sospettassi niente? Non lo sapeva, era certa solo di come poche ore dopo fosse scoppiata a piangere tra le braccia di Naruto pregandolo di riportarle a casa il ragazzo che amava. Quando ti sentirai un po' meglio te lo chiederò, ma ho idea che questo accadrà solo dopo che avrai raggiunto il tuo obiettivo, se tu sapessi che in questo momento si trova a casa di Naruto e che per lui è la persona più importante del mondo!

Dopo che Sakura fu scivolata via nella notte, Naruto chiuse piano la porta e ci si appoggiò di schiena, se era vero che Itachi stava per morire doveva sfruttare fino all'ultimo secondo il tempo che aveva per stare con lui; Itachi aveva conosciuto solo dolore nella sua vita, lui lo amava e aveva il dovere di fargli avere almeno un po' di felicità. Sarebbe stata dura nascondere quella verità l'indomani, tuttavia se davvero lo amava e desiderava dargli un poco di sollievo, avrebbe dovuto fingere che l'aver saputo della sua imminente perdita era stato solo frutto di un brutto sogno. Tornò dal suo amore, si sedette sul bordo del letto e si mise a osservarlo, dormiva tranquillamente con le labbra leggermente socchiuse, le vene del collo si vedevano pulsare appena appena sotto i cerchietti metallici della collana che non si toglieva mai, il moro emise un sospiro, forse sognava, il biondo sperò che si trattasse di qualcosa di bello mentre una lacrima gli scendeva lenta e silenziosa su una guancia rosa. Naruto gli iniziò ad accarezzare la testa e il viso delicatamente per paura di svegliarlo.So che nel sonno non si sente dolore, sono felice che almeno in questo momento tu sia sereno. Spero che la mia presenza domani mattina, possa alleviarti quella disperazione che ti assale ogni volta che apri gli occhi in una nuova giornata.Passò le mani tra i folti capelli, tolse l'elastico rosso che li tratteneva e se lo mise al polso sinistro, lo baciò sugli occhi chiusi sentendo il solletico di quelle ciglia così lunghe. Nonostante avrebbe potuto guardarlo dormire anche per l'intera notte, Naruto capì che era giunto il momento di seguire i consigli di Sakura, per ora doveva lasciarlo tranquillo.Sogni d'oro amore mio, per quanto possibile.il biondo si spogliò, si infilò una t-shirt bianca stendendosi anche lui nel letto. Gli prese delicatamente la mano inerte, poco dopo si addormentò con i capelli di Itachi che gli solleticavano la faccia e il calore della sua pelle sul corpo.

Naruto fu svegliato dalla luce che filtrava dalla finestra e dal cinguettio degli uccelli, Aprì gli occhi e gli ci volle qualche istante per realizzare cosa gli facesse un solletico tale da fargli scappare da starnutire: la sua faccia era ricoperta di capelli neri, si liberò da essi con la mano e si voltò verso lo splendido moro addormentato accanto a lui, sarebbe stato al settimo cielo se quella non sarebbe stata probabilmente l'ultima occasione che aveva per stare con lui. Devo smetterla, ho il dovere di godermi tutto fino in fondo per far star bene anche lui.

Alla fine non riuscì a trattenersi e starnutì, Itachi aprì gli occhi all'istante mettendo subito a fuoco quelli chiari di Naruto.

"Ciao, come ti senti?" disse piano il biondo.

Il moro sorrise, il suo viso sembrava quello di un angelo : "mai stato meglio"

Sorrise anche Naruto, sollevato. Sembrava davvero stare bene, la sua pelle sebbene fosse bianca di natura, sembrava aver ripreso luminosità, forse era stato un sogno sul serio quello in cui Sakura gli diceva che stava per morire.

"Sai Naruto, forse tu fino a ieri hai creduto tutto il contrario ma io aspettavo questo momento da tutta la vita, ho cercato di dimenticarti e di farmi dimenticare da te per tenerti lontano dal dolore di cui è intrisa la mia esistenza, ma non ci sono riuscito; era per questo che ti evitavo sempre, spero di non averti ferito troppo."

"Come ci si può dimenticare di te, Itachi?"

Il moro lo zittì con un bacio, le sue labbra erano calde e morbide placarono dentro Naruto il dolore generato dalle parole di Sakura, la sua lingua gli si insinuò nella bocca con decisione pur mantenendo una dolcezza infinita. Il biondo, prese in mano le redini, lo spinse con le spalle sul materasso mettendosi sopra di lui, Itachi non indossava niente tranne l'intimo, Naruto un po' si rammaricava di non essersi goduto il momento mentre lo aveva spogliato ma, viste le condizioni in cui versava la sera precedente, non era stato possibile. Il biondo si tolse la maglietta e riprese subito a baciarlo cercando di rifarsi ora di quella mancanza, il corpo di Itachi era allenato ma rimaneva comunque magro. Senza staccare le labbra dalle sue, Naruto gli passò le mani dietro le spalle sollevandolo un poco per abbracciarlo, il moro fece lo stesso, strinse Naruto con le sue braccia forti. Il biondo si staccò dalle labbra del moro per baciarli il collo aggraziato mentre Itachi chiudeva gli occhi sospirando, la sua pelle era molto più chiara della sua nonostante fosse scuro di occhi e di capelli, lo baciò al centro del petto accarezzandolo sui fianchi, Itachi si contorceva nel piacere. Naruto stimolò con le sue labbra i capezzoli eccitati del moro, li mordicchiava mentre sentiva il respiro di Itachi accelerare. Non poteva ancora credere di avere quel corpo sotto di lui, in balia delle sue mani, dopo averlo desiderato invano per anni senza poterne parlare con nessuno e logorato dai dubbi sulla sua sorte, la sua pelle candida era incredibilmente calda. Lo baciò sul ventre che fremeva per la voglia, infilò la lingua nell'ombelico, trovando quella parte del corpo terribilmente sexy, Itachi sospirò più forte accarezzando con forza la testa bionda del compagno. Naruto tremava, si lasciò sfuggire un lieve gemito, i boxer neri e aderenti del moro non nascondevano minimamente la sua erezione, Naruto non li tolse subito ma lo baciò dove era più sensibile attraverso di essi, Itachi gemette forte contraendo i muscoli. Naruto sfilò i boxer del compagno con cura, il suo sesso era teso allo spasimo, il biondo lo baciò come aveva fatto prima ma senza la barriera della stoffa, Itachi ebbe un sussulto come se avesse scoperto ora quel piacere per la prima volta; Naruto si stese in mezzo alle sue gambe e, afferrandolo per le natiche, spinse la sua bocca fino in fondo, il moro mugolava muovendosi dentro la bocca del biondo; Naruto si sentì afferrare i capelli, Itachi era fuori controllo la sua mano era molto forte e il biondo fu sicuro che fosse sul punto di strapparglieli. Il respiro del moro era tremante, anche il suo corpo ebbe un fremito e venne senza avvertire nella bocca di Naruto; i suoi muscoli si rilassarono compresa la stretta della sua mano sui capelli biondi che ora si era trasformata in una dolce carezza. Naruto si era accorto si essere venuto anche lui sulla gamba di Itachi, appoggiò la testa sull'altra gamba aspettando che l'affanno gli passasse e godendosi le carezze del compagno sui capelli.

Naruto risalì verso il viso di Itachi e lo baciò facendogli sentire il suo sapore, poi posò la testa sul petto del moro rimanendo a rilassarsi in silenzio e abbracciati. Il piacere era esploso come una potente bomba dopo anni di repressione, in quei pochi minuti nessuno dei due aveva fatto caso ai tempi o a prolungare il contatto di proposito, entrambi si erano lasciati trascinare solo dall'istinto.

"Ho bisogno di farmi una doccia" Itachi sollevò le coperte e si alzò completamente nudo dal letto, indossava solo la sua collana e l'anello vermiglio. Naruto osservava imbambolato le sue natiche perfette e sode e la cascata dei capelli che gli aveva invaso le spalle e la schiena.

"Sì, anche io" la sua bocca era secca. Naruto lo seguì, ma prima si tolse l'elastico rosso che aveva sfilato dai capelli di Itachi e che aveva ancora al polso lo nascondendolo sotto il cuscino, inconsciamente aveva deciso di tenerselo. Quando non ci sarai più mi attaccherò anche a questo pur di avere qualcosa di te.

"Hai qualcosa con cui potrei legarmi i capelli? Ho perso l'elastico e sciolti iniziano a darmi fastidio"

"Devo cercarlo" Naruto tornò nella sua stanza, e visto che non aveva intenzione di rendergli il suo prezioso cimelio rosso, si mise a cercare altro non trovando di meglio di uno di quegli orridi elastici gialli da cartoleria. Si rammaricò del fatto che la gioia di vederlo con i capelli sciolti fosse già finita.

Iniziò a sentire lo scroscio dell'acqua quindi si avviò verso il bagno, aprì piano la porta e indugiò silenzioso davanti alla cabina della doccia appannata. Posò l'elastico giallo che aveva ancora ingenuamente in mano sulla mensola sotto lo specchio poi mosse le sue mani verso i vetri. Aprì lentamente, Itachi era di spalle fermo a prendersi il getto d'acqua sulla faccia, i capelli bagnati incollati alle spalle.

"Entra, Naruto" disse con gentilezza e senza stupirsi, si era accorto comunque di lui.

Il moro si girò a guardarlo attraverso le nuvole di vapore, lo prese per le spalle attirandolo versò di sè sotto l'acqua :"Vorresti darmi una mano a lavarmi?"

Naruto si mosse senza dire niente, chiuse il rubinetto e si mise a insaponare i capelli di Itachi, oltre che lunghi che erano tanti e, bagnati, si trasformavano in una massa piuttosto pesante. Il moro chinò la testa per permettere a Naruto di arrivarci meglio, intanto si godeva quel massaggio inesperto ma che riusciva ad essere la cosa più eccitante del mondo. Sorrideva di nascosto sentendo che il biondo aveva difficoltà a districare le dita in quella foresta. Naruto non aveva dimestichezza a fare certe cose, lui i capelli li aveva sempre avuti corti, aveva messo un po' troppo sapone e in poco tempo si formò una massa di schiuma abnorme che iniziò a scendere sulla faccia di Itachi.

"Naruto, però così mi soffochi."

Il biondo si affrettò a sciacquarlo e vide che Itachi era molto divertito dalla sua poca esperienza.

"Prova con qualcosa di diverso" il moro gli si avvicinò con lo sguardo dolce.

Naruto di mise del sapone sulle mani e iniziò a massaggiargli il petto.

"Bravo, decisamente meglio."

Il moro chiuse gli occhi, Naruto lo fece voltare dolcemente, gli scostò i capelli dalle spalle e iniziò a fare lì il suo lavoretto, l'affascinante moro stava immobile lasciandolo fare; Naruto scese con le mani sulla vita e sui fianchi stretti di Itachi mentre egli continuava a non muoversi, il biondo prese coraggio mentre sentiva il suo sesso irrigidirsi di nuovo toccando e guardando quel corpo perfetto, fece scivolare le sue mani sulle natiche, con la scusa di insaponare iniziarono a farsi strada sulla sua fessura. Itachi sospirò profondamente pur rimanendo ancora immobile. Le dita di Naruto iniziarono a entrare nella carne tenera e bianca di Itachi, egli chinò il capo e si appoggiò con le mani ai vetri come per mantenere l'equilibrio emettendo un lieve mugolio. Il bellissimo moro si voltò e guardò Naruto con gli occhi pieni di voglia, lo spinse con dolcezza con la schiena contro il vetro cominciando a baciarlo, l'acqua scendeva a rivoli sulle loro guance. Itachi accarezzava il viso del compagno con le mani affusolate dalle unghie viola. Senza avvertirlo, gli salì in braccio allacciandogli con forza le gambe slanciare alla vita trascinando Naruto in basso fino a farlo finire seduto in terra, il suo sesso eccitato scivolò automaticamente dentro il moro come conseguenza del movimento stesso. Il biondo sobbalzò sgranando gli occhi, si era trovato all'improvviso dentro di lui, avvolto dal suo calore senza avere il tempo di prepararsi psicologicamente.

"Ti amo, Naruto, ti ho sempre amato, ho pensato a te ogni istante da quando me ne sono andato" Itachi si muoveva soave sopra di lui, Naruto deglutì senza riuscire a dire niente, aveva atteso questo momento per tutta la vita e ora si rammaricava di non riuscire né a muoversi e né a parlare; i capelli di Itachi gli gocciolavano acqua negli occhi, il moro era di una dolcezza incredibile, Naruto gli circondò la vita con le braccia mentre l'altro lo baciava ansimandogli in faccia, il biondo rovesciò la testa all'indietro raggiungendo l'estasi, lo stesso fece Itachi sulla sua pancia: "anche io ti amo Itachi" riuscì finalmente a dire.

Il moro si alzò in piedi e tese una mano a Naruto per aiutarlo a fare altrettanto. I due si lavarono scambiandosi sorrisi, poi finalmente uscirono dalla doccia e si avvolsero in due asciugamani bianchi.

"Questo poterebbe andarti bene?" chiese Naruto recuperando il brutto elastico giallo dalla mensola.

"Va benissimo" Itachi ripose sempre gentilissimo, per ora se lo mise al polso "Mi vuoi asciugare i capelli?" Il moro si mise seduto sullo sgabello davanti allo specchio per permettere all'altro di lavorarci agevolmente, Naruto prese il phon e iniziò. I capelli di Itachi, asciugandosi, anche se colpiti dall'aria calda, rimanevano lisci come l'olio e lucenti, Naruto si stupì di quanto tempo ci volesse, lui con i suoi faceva presto. Una volta finito di asciugare glieli pettinò con cura, al tatto erano morbidi e molto forti, Naruto avrebbe voluto farlo all'infinito ma la voce garbata del moro lo fece fermare: "Grazie, va bene così"

Naruto lo osservò mentre ricomponeva la sua coda bassa con l'orribile elastico che gli aveva dato lui. Si consolò pensando che comunque i ciuffi più corti sarebbero scappati da quella costrizione continuando ad incorniciargli la meravigliosa linea del mento.

"Itachi, che ne dici di mangiare qualcosa ora?" apparire il più normale possibile permetteva al biondo di mantenere evanescenti le parole di Sakura.

"Non ci posso credere, sei sempre il solito, Naruto!" il moro fece finta di rimproverarlo ma dentro di sé sorrideva e anche lui ritornò con i ricordi alla prima volta che si erano visti.