Naruto si era sforzato di farlo quel sorrisone soddisfatto che Sakura si era augurata di vedere sulla sua faccia dopo che era uscita da casa sua quella notte. Io mi sto impegnando, lo giuro, per te e per Sasuke, lo so che mi vuoi bene e io ora vorrei concentrarmi su di voi.Erano usciti insieme, una serata come tante al ristorante, Sakura aveva avuto l'idea di invitare anche Kiba affinché tenesse alto il morale del biondo con la sua esuberanza ed energia innate. Avevano tutti voglia di normalità, per dimenticare la fuga di Sasuke, ma questa era solo la versione ufficiale e solo due delle persone presenti a quel tavolo quella serra conoscevano tutta la verità. Nessuno sapeva, solo lei e Naruto, ogni tanto il biondo la vedeva dedicargli uno dei suoi sguardi dolcissimi e comprensivi con gli occhioni verdi, sapeva che lei in quel momento, se fossero stati soli, lo avrebbe abbracciato accarezzandogli i capelli.

"Che ti succede stasera, Naruto? Non hai la solita fame che ti viene davanti al ramen, ti senti bene?"

Il suo amico castano aveva notato subito quella differenza che era in lui. Purtroppo quella sera il biondo si era reso conto di non essere nemmeno di tanta compagnia, tuttavia Kiba aveva sorvolato su questo aspetto forse per non troppo invadente, difetto di cui restava preda facilmente per sua natura.

Naruto aveva sollevato gli occhi turchesi dalle mani che teneva intrecciate in grembo, incrociò dapprima il viso pallido di Sasuke e il suo sguardo tagliente, il moro lo stava squadrando da più o meno tutta la sera, Sakura, seduta al suo fianco, se ne era accorta e cercava di distrarlo continuamente, tuttavia Sasuke era sia intelligente che testone in un modo assurdo e questo inizia a insinuare infiniti dubbi nel cuore già provato di Naruto. Era impenetrabile il suo sguardo, come sempre, capire impossibile se avesse intuito qualcosa nel giorno in cui Itachi era stato a casa sua. Tuttavia da quando era ritornato sembrava ridiventare lento quello che era stato un tempo, l'infinita pazienza e l'amore di Sakura gli che dando una mano, anche se lui mai ringraziata, a causa del suo carattere schivo distaccato, non l'avrebbe ringraziata ,

"No, niente, Kiba, sono solo stanco tutto qui, mi sto allenando duramente in questi giorni, lo sai che dovrò affrontare il mio esame di selezione dei Chunin."

Tutti si voltarono istintivamente verso il moro, l'avversario era lui e erano consapevoli che non sarebbe stata una sfida da niente. Tu hai altro in mente, però Sasuke, siamo cresciuti insieme e il tuo dolore è tutt'altro che risolto, questa è solo la calma apparente prima della tempesta.

Naruto si sforzava di tornarci a quella normalità che aveva fino a pochi giorni fa, ma purtroppo era evidente che c'erano stati un prima e un dopo Itachi. L'insonnia si era di nuovo impadronita di lui, solo ora si stava facendo conto che aveva dormito bene solo durante la notte in cui aveva avuto Itachi steso al suo fianco, nonostante tutte le rivelazioni di Sakura a proposito della sua malattia terminale. Prima di quel giorno, i suoi occhi erano fissi su quel soffitto a chiedersi dove fosse, se stesse bene e se si ricordasse di lui. Dopoquel giorno, il suo sguardo era ancora perso su quel verde pastello, adesso, che Itachi non lo aveva mai dimenticato in tutti quegli anni tuttavia continuava a chiedersi dove fosse; e poi esiste quell'altra domanda su cui hai fatto volentieri finta di niente, quell'interrogativo che si sforzava di ignorare pur sentendolo bussare insistentemente nella sua mente: ci sei ancora? Non è stato più insieme nemmeno a guardarlo quel cassetto in cui riposto la sua poesia uscitagli dalle dita come un volo di farfalle e tenuta da quell'elastico rosso, gli sembrava che urlasse, quel cassetto. Lo aprirò il giorno in cui riuscirò a rivederti, altrimenti è meglio che anche lui si rassegni a gridare per sempre ignorato.

Anche il suo cuore dovrebbe rassegnarsi a gridare in silenzio davanti a Sasuke ea tutti i suoi amici. Tranne Sakura, l'unica che sapeva, lei doveva essere pronta per essere il suo futuro sostegno quando sarebbe giunto il suo crollo, perché ci sarebbe stato, era inevitabile. Sarebbe accaduto il giorno in cui sarebbe stato certo che il cuore di Itachi aveva smesso di maltrattamento. accaduto, forse non domani, nemmeno tra una settimana o un mese, ma era una certezza che Naruto sarebbe stato costretto ad affrontare prima o poi. Spero che tu non debba sentire tanto dolore, amore mio. Tuttaviaun minuscolo bagliore di speranza si ostinava a rimanere vivo nel cuore del biondo, forse alimentato dal suo temperamento di natura solare, ottimista e positivo.

Eppure tutti sembravano incoraggiati a seguire la direzione che gli suggeriva il suo cuore, Sakura, Kakashi…

Il suo ex maestro gli aveva suggerito di affrontare i problemi della vita per non finire come quel ragazzo di cui lui si era occupato da giovane negli ANBU e per non cadere negli errori che lui stesso aveva commesso. Sakura aveva desiderato che lui vivesse la sua storia fino in fondo. Lui lo fatto, non si pentiva di aver ascoltato entrambi e di aver ascoltato alla persona che amava un poco di meritato sollievo, ma la parte difficile era adesso e non era certo di come avrebbe dovuto affrontarla. Hai un cuore immenso, Naruto, hai sempre messo i bisogni degli altri avanti ai tuoi.Sakura gli aveva dolcemente sorriso rivolgendogli quelle parole, quel giorno si riferiva a Sasuke e quello era il suo ringraziamento per portato indietro, tuttavia le sue parole erano valide anche in quest'altra situazione, ora più che mai.

Non era mai se quella notte era riuscito a prendere troppo sonno oppure no, era troppo simile a altre notti allontanarsi della sua vita per poter fare una notte. Le immagini si confondevano, gli occhi dolci di Sakura, l'ossidiana lucida di quelli di Sasuke e Itachi, così simili eppure profondamente diversi, il dolore scaturiva prepotente da entrambi; quello di Itachi era rassegnato, colmo di amore anche se represso e nascosto con ogni mezzo possibile, quello di Sasuke più ardente, con la voglia di agire e di combattere che ancora era tutt'altro che placata. Le poche volte in cui si addormenta ad addormentarsi Naruto sognava stati da un cielo completamente nero, sovrasta ricordava che una volta Sakura gli aveva dato una spiegazione su questo. Lui le aveva posto la domanda facendola sembrare frutto di pura curiosità,

"Questo sogno è tipico di qualcuno che sta vivendo una situazione di cui non vede la via di uscita."

Non aveva avuto il coraggio di confessare alla sua amica che quello scenario terrificante e sinistro faceva parte di lui da un sacco di tempo ormai. Chissà se ti torneranno in mente la mia domanda di quel giorno, Sakura, forse lo ha già fatto e probabilmente tu hai già capito tutto…

Avevato a farli quei sogni, ricominciato, non appena Itachi era uscito dalla porta di casa sua senza più guardarlo in faccia. Sasuke, la prima volta che l'ho conosciuto, parlò di se stesso affermando di odiare un sacco di cose. Non era esatto, in realtà ne odia una sola, quello che era il suo amore di un tempo, forse l'unico vero amore che ha mai provato nella sua vita. Chi sono io per intromettermi in questo? Tu sei ancora il suo unico amore, solo che per ora non riesce a vederlo.

Forse era poche finito per addormentarsi anche solo per ore, se ne accorse dal fatto che il bussare insistente di qualcuno alla sua porta lo fece sobbalzare la mattina successiva, molto presto. Si mise a sedere sul letto passandosi una mano sul viso sfatto dalla domandandosi chi poteva essere a cercarlo poco dopo l'alba. Il rendersi che sicuramente si trattava di qualcosa di estraete urgente cancellò la sua conto spetti di andare ad aprire la porta completamente nato e solo con una t-shirt bianca e un paio di boxer addosso.

Aveva sempre pensato che gli occhi verdi sono il colore più raro del mondo, anche più del turchese dei suoi, era sempre stato convinto che facessero la loro figura anche arrossati. Forse ci guadagnano anche, in fin dei conti sono sue colori complementari. Non si pentì dell'idiozia che aveva appena pensato, gli era servita per rimanere saldo di fronde al viso sconvolto di Sakura. La ragazza era scossa da dei violentissimi singhiozzi tanto che non riesce a spiccicare parola.

"Sasuke..." sembrava ancora più magra e fragile in quel vestitino bianco.

"Dai, vieni dentro" Naruto l'aveva afferrata per le esili spalle tremati conducendola in cucina.

Non più il tavolo di legno adesso, lo avevano disintegrato lui e Itachi travolti dalla passione, gli era tornato raro in mente la risata che aveva fatto il moro quando lui ce lo aveva sbattuto sopra, cosa più cristallina di un diamante di conseguenza ancora più preziosa. Un valore inestimabile che sarebbe andato perso con lui, una cosa effimera e fragile come tutte le unicità del mondo, Naruto aveva avuto la fortuna di averla vista e l'onore che fosse stata dedicata a lui. Fece sedere la sua amica a quello che ora era un tavolo di plastica provvisorio, di quelli che si trovano nei campeggi.

"Ti preparo un tè."

Non le chiese il motivo per cui era così distrutto, era terrorizzato da questa circostanza perché la immaginava, le sue mani tremavano mentre metteva il bollitore sul gas, la speranza era dura a morire per uno con il suo temperamento per cui, al momento, respirava ancora.

"Sasuke è sparito di nuovo" Sakura aveva pronunciato la frase d'un fiato per evitare che i singhiozzi la interrompessero ancora.

Ora Naruto smise di respirare, lo aveva previsto, avrebbe voluto che quell'apnea durasse per sempre in modo da potergli togliere la vita. Come faccio senza di te?

Tuttavia fu costretto a riprendere fiato, Sakura era stata una roccia per lui fino a quel momento, ora era lei ad avere bisogno di sostegno e non poteva certo tirarsi indietro: "ne sei sicura?"

La domanda era più per se stesso che per lei. Dimmi di no, dimmi che è solo un incubo.

La ragazza si era accasciata sul tavolo con la faccia tra le mani così dando la risposta senza bisogno di ulteriori parole.

Naruto strinse i denti e dovette racimolare tutta la forza di cui era capace per pronunciare poche parole: "andremo a cercarlo, subito, ti fidi di me? Già una volta ho fatto di tutto per riportarlo a casa, di do la mi parola anche questa volta."

Si sedette accanto alla sua amica accarezzandole i capelli rosati mentre lei si sforzava di sorridergli accettando la tazza che le aveva offerto. Naruto dovette voltare un attimo il viso per nascondere le lacrime.

Piangeakura, quella ragazza se così comprensiva per la sua vita era già così tanto tanto durante la sua giovane vita per lui era stata assegnata così tanto con tutti nonostante la sua giovane vita per quell'amore in cui aveva semper creduto e per cui lotta avevato come unassa tra mille difficoltà.

Piangeva, il suo migliore amico così divorato dai sentimenti negativi i quali solo un'illusione destinato presto a scomparire, sotto c'era quell'amore per loro non erano a loro infanzia vedere e giovinezza rubate. Io credo che la maggior parte del maschio tu te lo sia inflitto con le tue stesse mani, Sasuke. Tuttavia sono fiducioso, presto capirai ogni cosa.

Piangeva per se stesso e per il suo amore perduto. Devo essere forte, ora più che mai. Quelle lacrime non scesero, avrebbe avuto tutto il tempo del mondo quando sarebbe stato di nuovo solo.

Dopo poco più di un'ora, lui, Sakura, Yamato, Kiba, Kakashi e Hinata si erano organizzati per trovare e riportare a casa Sasuke. Nessuno aveva la certezza matematica del motivo che lo aveva spinto ad allontanarsi di nuovo ma la sensazione era lì che serpeggiava silenziosa nel cuore di tutti senza che nessuno lo ammettesse apertamente. Ancora una volta Sakura si stava sforzando di essere forte, solo Naruto visto le sue lacrime, ma ora si stava impegnando al massimo nonostante lo strazio che la dilaniava. Entrambi erano consapevoli del dolore dell'altro anche se dato da motivi diversi e contrastanti. Non dovrebbe mai potersi incontrare, queste ragioni, ciò non impediva due ragazzi di comprendersi consolarsi a vicenda; come due binari che non si toccano mai ma che correranno l' uno al fianco dell' altro fino alla fine. Un rapporto d'amicizia unico al mondo; Naruto si riteneva fortunato, nonostante tutto, che questa perla rara e preziosa fosse solo per loro. Per questo si sentì tremendamente in colpa quando, nel primo pomeriggio, deciso di separarsi dal resto della squadra, era accaduto qualcosa percepito solo da lui, aveva avvertito tremare leggermente il terreno, una lieve scossa tellurica, forse, oppure poteva trattarsi del vento spostato da un violento temporale imminente. Una potente energia smuoveva violentemente il mondo. aveva avvertito tremare leggermente il terreno, una lieve scossa tellurica, forse, oppure trattarsi del vento spostato da un violento temporale imminente. Una potente energia smuoveva violentemente il mondo. aveva avvertito tremare leggermente il terreno, una lieve scossa tellurica, forse, oppure trattarsi del vento spostato da un violento temporale imminente. Una potente energia smuoveva violentemente il mondo.

"Sakura, so che questa è la chiave di tutto, ma ho necessità di occuparmene da solo. Tu lo sai il perché. Non separarti dal resto della squadra, io non so se questa pista mi porterà verso Sasuke, ma ho bisogno di seguirla, per me stesso."

La sua amica aveva annuito lasciandolo andare e raccomandandosi di fare attenzione, lo osservò allontanarsi nella luce, era stata una giornata di sole fino poco prima, ma ora alcune nubi temporali iniziarono a farsi strada nel cielo come spuntate dal nulla.

Naruto correva seguendo nella che ora percepiva distintamente come delle grida, erano strazianti, urla di dolore sua vita aveva dovuto udirne un bel po', purtroppo, ma queste al loro interno avevano qualcosa di spaventoso. Una perdita di paura.Il lamento agghiacciante di un cuore dilaniato che aveva perso la voglia di vivere. Un tremendo odore di atomi smaterializzati aveva colpito le sue narici, un ritorno alle origini più arcaiche della materia che ora si stava disfacendo, un po' come quel pianto angoscioso era la cosa più antica del mondo. La gambe di Naruto tremarono diventando molli e pesanti, le grida di dolore avevano a che fare con quella disintegrazione e con lui stesso, ormai gli era fin troppo chiaro, tuttavia voleva la certezza che quel capitolo della sua vita fosse davvero concluso o non avrebbe avuto più ritmo per il resto dei suoi giorni. Non procedeva casualmente come avrebbe potuto sembrare osservandolo da fuori, era sconvolto, è vero, ma si sentiva tirato come da dei fili invisibili, l'attrazione di quell'istinto che cade in errore. Improvvisamente una casetta costruita interamente in pietra apparve davanti a lui come se si fosse materializzata dal nulla. Una grossa e forte quercia sul davanti.P er poi dissolverti / come foglie di quercia d'autunno.

Il marroncino, come a volersi mimetizzare con l'ambiente circostante, un piccolo giardino, un marciapiede stretto e anch'esso dello stesso materiale del muro,ndosi sul lato sinistro, all'ora sede, si poteva ammirare sicuramente il giusto tramonto. Una persona inginocchiata poco distante dal portone d'ingresso, come se fosse stata colpita da un fulmine appena messo piede fuori di casa, singhiozzava stringendo forte qualcosa nel pugno destro. Naruto riconobbe in pochi secondi la sua pelle blu carta zucchero e il suo corpo muscoloso all'inverosimile fasciato solo da una canottiera nera e da pantaloni di cotone dello stesso colore. Rimase impressionato anche lui da come quell'uomo, nonostante la sua mole, potrebbe essere in quel modo dai sentimenti.Tra poco lo sarò anche io, non sei costretto ad essere per forza in contrasto con me, la mia cattura ti è stata ordinata e tu esegui senza nemmeno sapere il reale motivo, sono convinto che adesso dobbiamo più che sostenerci a vicenda. Naruto scavalcò il piccolo cancellino della casa avvicinandosi senza il minimo timore. Non ho paura di te, piuttosto delle tue parole. L'uomo squalo con cui aveva combattuto solo pochi giorni prima per amore, era lì buttato per terra come una bambola rotta, Naruto si avvicinò fin quando fu certo che l'altro vedesse i suoi piedi accorgendosi senza alcun dubbio della sua presenza, prima di iniziare a parlare.

"Kisame, sono qui per il tuo stesso motivo" Naruto non aveva sentito il bisogno di aggiungere altro, aveva notato all'istante uno di quei cerchietti argentati sfuggire dalla gigantesca mano dell'uomo squalo, sapeva che gli altri due erano nascosti all'interno .

Kisame aveva addrizzato le sue spalle possenti e squassate dai singhiozzi senta tuttavia alzare lo sguardo, le guance solcate da inarrestabili lacrime, una scena dilaniante a cui Naruto si era sentito di dare un poco di sollievo, per quanto possibile. Aveva afferrato le spalle dell'uomo squalo per guidarlo premurosamente in piedi, il contatto con la pelle sua lo stupì non poco levigata, era ma allo stesso tempo poco levigata, calda, assolutamente priva di peli e con qualcosa di gommoso, lui si era sempre fatto l'idea che invece fosse come quella dei veri squali, ossia ruvida e similitudine a carta vetrata. Ti mancano le sue mani, quando ti accarezzava, ora sei convinto che pelle dal colore così raro non conoscerà mai più niente del genere, forse nemmeno la mia…

"Non hai paura di me, biondino?" Kisame era scosso ancora dai singhiozzi, non si poteva certo arrestare a comando.

"No, perché dovrei? Tu stavi ubbidendo a degli ordini in contrasto con il tuo cuore, non vergognarti di averne uno."

"Dai, entra, credo che una chiacchierata a questo punto non possa danneggiare nessuno" Kisame raccolse Samehada da terra prima di avviarsi verso l'ingresso.

Naruto aveva capito all'istante che era stato colto di sorpresa dalla verità mentre si stava preparando a partire, sicuramente la sua intenzione era stata quella di correre in soccorso di Itachi, tuttavia lui doveva averglielo impedito in qualche modo.

La casa di Kisame appariva piuttosto buia all'interno, non appena gli occhi di Naruto si furono abituati al cambiamento d'intensità della luce, ne capì il motivo. La fonte attacca di illuminazione doveva essere dovuto essere quelle torce che ora si trovavano al muro inerti e freddi, lievi tracce annerite erano visibili ancora sul grigio della pietra che stava dietro, si trovavano in alto, vicino al soffitto, in una posizione e riaccese ogni giorno, il biondo fu immediatamente certo che non ha avuto nessun bisogno di una attenzione e manutenzione continua, per Itachi era sicuramente stato un gioco da ragazzi osano la loro capacità di bruciare in eterno. È stato un attimo / arderò per sempre!

Kisame si era seduto su quel gigantesco divano di pelle che si trovava davanti a quel camino di pietra di marmo, Naruto fece lo stesso sentendosi felice, per quanto possibile, che l'uomo squalo avesse offerto ospitalità a Itachi durante tutti quegli anni nei quali lui era stato divorato dalle domande e dai dubbi. Almeno hai avuto un punto di riferimento in cui trovare rifugio.

"Nemmeno Pain sa dove si trovi questa casa, invece tu sei arrivato dritto come un fuso, mi viene da pensare che sia stato Itachi a dirti della sua posizione."

Kisame era completamente diverso da come lo ricordava Naruto, non aveva assolutamente niente di spietato o mostruoso, il viso con i tratti da squalo sconvolto dalla tristezza, il dolore per la perdita di Itachi aveva riportato in superficie la persona che era stata prima che la vita condannasse anche lui a fare delle scelte. Naruto si augurò di non dover mai arrivare a un punto similitudine. Per Sasuke ormai probabilmente era troppo tardi, anche il suo amico era stato messo davanti a uno di questi atroci bivi in cui non si ha tempo per fermarsi a quale pensare strada sia giusto scegliere.

"No, Itachi non ha detto assolutamente niente; sono stato ad arrovellarmi per anni per lui a chiedermi se stesse bene e dove fosse, e anche… se si fosse dimenticato o meno di me fino a pochi giorni fa quando sono riuscito a incontrarlo. A dire la verità mi ha cercato lui."

"Tu lo hai capito il motivo di questo, vero Naruto? Lo sai perché ti è venuto a cercare."

Entrambi tenevano gli occhi fissi sul pavimento, tuttavia rimanevano calmi, avrebbero avuto tutto il tempo per farsi sopraffare dal dolore.

"Sapeva di avere poco da vivere e che sarebbe stata la sua ultima occasione per incontrarmi" Naruto sospirò, sapeva che con quelle parole aveva rischiato di ferire Kisame ancora di più.

"A me invece faceva di tutto per nasconderlo, si imbottiva di pillole da anni, tuttavia io non sono mai andato stato uno sprovveduto, era da tempo che mi ero accorto che qualcosa non. Sai, Naruto, io non ho mai guardato nessuno come sono stato capace di guardare lui, era tutta la mia vita. L'ho perdonato anche avendo saputo che era innamorato di te e dopo che mi ha sottoposto a tremende torture pur di vederti. È tornato assicurandomi di volermi bene e, credimi, sembrava sul serio così, almeno fino a ieri sera. Non mi hai ancora spiegato come diavolo hai fatto a trovarmi."

Ora gli occhi argentati di Kisame erano puntati in quelli turchesi di Naruto, non c'era rancore reciproco nei loro visi, bensì comprensione.

"Ho percepito il tuo dolore, era atroce, intenso, degno del profondo amore che lo ha preceduto. Io lo so che lui ti amava come amava me, era sinceramente preoccupato e pentito per quello che ti aveva fatto. Itachi per noi era tutta la vita, lui ci amava entrambi allo stesso modo, lo ha capito forse fino in fondo solo in questi ultimi giorni, tuttavia noi non eravamo la vita per lui."

"Cosa intendi dire con questo?" lo sguardo di Kisame si era come intensificato senza lui aveva mosso un muscolo, Naruto ne aveva percepito l'energia.

"Nessuno di noi due era il suo amore più, quello vero, assoluto ed estremo che per tutti gli Uchiha si trasforma in un'autentica ossessione, conosco bene questo modo di agire, Sasuke lo ha identità e siamo migliori amici da quando siamo nati . Quell'amore capace di trasformarsi in odio se tradito rimanendo pur sempre un sentimento totalizzante e risocchiante. Nessuno di noi due era questo per Itachi, Sasuke lo era."

Kisame sospirò abbassando di nuovo lo sguardo sul pavimento, la sua esuberanza di un tempo era scomparsa insieme alla sia voglia di vivere: "tu lo sai cosa è successo oggi, non è vero? Itachi me lo ha detto senza timore ieri sera, i due fratelli si sono affrontati, ha messo me ancora sotto l'influsso dello Sharingan per impedirmi di intervenire, non mi ha fatto niente, ho solo dormito."

"Era questo lo scopo della sua vita, Kisame, né tu e né io, ma questo."

Naruto sperò che l'uomo squalo aveva trovato nelle sue parole quel minimo di conforto che gli vedeva impedito di commettere qualche sciocchezza, si ormaiva che era rimasto molto più sconvolto di lui, d'altronde era abituato da anni ad avere Itachi al suo fianco , ogni giorno, lavoravano insieme, vivono insieme…

"Siamo tutti soli, Kisame, tu non lo sei da oggi, lo eri anche prima solo che non te ne rendevi conto. Io sono sempre stato circondato da molte persone tuttavia la solitudine la conosco bene. Non ho mai potuto confidare a nessuno i miei sentimenti per Itachi, nemmeno al mio migliore amico come sarebbe normale, non ho avuto una famiglia che mi desse consigli, francamente non così sia cosa peggio, l'essere effettivamente soli o il sentirsi tali anche in mezzo alla gente. che se ti serve un amico sai dove trovarmi."

Il biondo si era alzato per dirigersi vero la porta, c'era una squadra che lo stava aspettando e un dovere da portare a temine: "Devo trovare Sasuke e riportarlo a casa, Itachi avrebbe voluto questo, lo aveva affidato nelle mie mani."

"Ti capisco, anche io non ti ho mai catturato perché Itachi non lo mai voluto veramente e non lo vorrebbe nemmeno adesso, torna pure quando vuoi."

Non si videro mai aveva più, Kisame lo previsto che dopo poco avrebbe raggiunto Itachi dovunque egli sia stato. Mentre ritornava dalla sua squadra, Naruto fu contento di avere le guance solcate dalle lacrime, anche loro uscivano come un volo di farfalle tenute prigioniere per troppo tempo così come aveva fatto quella breve poesia tenuta insieme da un elastico rosso dentro un cassetto di casa sua. Scendevi / morbido e caldo dai miei occhi / rotolando sulle guance …

Quel cassetto sarebbe rimasto chiuso per sempre, ma questo non sarebbe rimasto chiuso per sempre, ma questo non sarebbe stato impedito a parole di uscire, Naruto aveva pensato di donare quel foglio a I miei bisognotachi la volta che si doveva incontrareti ma ora la consapevolezza che non ce ne sarebbe stato bisogno prossimamente lo fece sorridere nonostante tutto. Itachi le aveva già lette quelle parole e in quel momento stava sorridendo anche lui, di questo Naruto fu completamente certo.