Assonanza

Capitolo 1: Incastro

Le strade della città brulicavano di transformers. Sebbene la tarda ora, il viavai non si fermava. Era una delle poche cose positive che Kaon aveva in comune con le altre città di Cybertron.
Alcuni transofmers avevano finito di lavorare e si dirigevano verso le proprie abitazioni o verso i vari luoghi di svago che la città offriva. I più gettonati erano i locali nei quartieri mediani, ma chi non poteva premetterseli si riversava nei bassi quartieri, anche se molti preferivano evitare di avventurarsi lì.
La maggior parte dei palazzi aveva le luci spente, ma a illuminare le strade erano numerosi lampioni e i transformers con le loro modalità veicolo. Dall'esterno poteva sembrava una scena quasi confortante.

In un appartamento in uno dei quartieri mediani le luci erano tutte spente. Eppure non tutti i suoi abitanti stavano dormendo. In una delle camere un giovane transformers era ben sveglio. Guardò di lato, verso la figura sdraiata sul letto accanto al suo. Dopo alcuni minuti passati a controllare se il più giovane stesse dormendo, il mechling si mise a sedere e si avvicinò al muro che separava la sua stanza con quella dei suoi fratelli. Sentendo in sottofondo solo il russare di uno di loro, il mechling ghignò e mise i piedi fuori dal letto. Controllò il suo subspace e, soddisfatto, si alzò. Fece per alzare un piede quando una voce squillante lo fece sobbalzare.
-Swindle, dove vai?-
Swindle si raddrizzò, cercando di nascondere la sua sorpresa, e rispose sussurrando.
-V Vortex! Eri sveglio?!-
Vortex si mise a sedere sul bordo del letto, i piedi a penzoloni, le pale che si muovevano all'unisono, e guardò il fratello.
-Uhm, sì. Allora, dove vai?-
Swindle assottigliò gli occhi, sapendo bene che, se non avrebbe risposto, l'altro sarebbe andato a svegliare se non uno, tutti i loro fratelli. Perciò guardò per un po' Vortex, poi alzò la testa e riprese a camminare.
-Esco.-
-Sì, questo l'avevo visto. E dove vai?-
Vortex poggiò le mani sul letto e si sporse in avanti con tutto il corpo, sorridendo quando il fratello si bloccò alla sua domanda e si voltò a guardarlo scocciato.
-Non sono affari tuoi.-
-No, ma Onslaught ha detto di non uscire da soli. E sai cosa fa se non facciamo come dice.-
-Questo se lo viene a sapere.-
Swindle sperò che almeno una volta Vortex potesse ascoltarlo. Ma invece il mechling sorrise.
-Oh, io so come non farglielo scoprire.-
-Vortex, no.-
Vortex balzò a sedere sulle ginocchia, le pale del rotore che si muovevano su e giù, e spalancò le braccia contento.
-Vengo con te!-
Swindle si portò una mano sulla faccia. Doveva aspettarsi una richiesta simile. Ma non voleva portare Vortex con sé. Cosa avrebbero pensato i suoi clienti nel vederlo con suo fratello minore? Ma se non l'avrebbe fatto, Vortex sarebbe andato a spifferare tutto a Onslaught, e questo Swindle non poteva permetterlo. Altrimenti tutto quello che aveva fatto in quelle notti sarebbe andato in fumo. In quel momento Swindle pensò quando e come Vortex avesse scoperto delle sue uscite: aveva sempre cercato di fare il minor rumore possibile, e il fatto che nessuno dei loro fratelli si fosse accorto di qualcosa indicava che ci era riuscito. Rassegnato nel non trovare una risposta, Swindle tolse la mano dalla faccia e guardò negli occhi gialli del fratello.
-Va bene.-
Nel sentire quelle due semplici parole il viso di Vortex si illuminò col suo sorriso, cogliendo di sprovvista Swindle. Il mechling volante iniziò a scendere dal letto, ma venne fermato da una mano gialla di fronte al viso. Le sue pale si immobilizzarono in sorpresa.
-Ma a delle condizioni.-
Vortex incrociò le braccia e guardò Swindle alzare le dita mentre elencava. Al mechling giallo non passarono inosservate le pale abbassarsi in seccatura.
-Non mettermi in imbarazzo. Nessun commento su come faccio gli affari. Non fare nessun riferimento dei miei metodi con i clienti.-
Si portò la mano al mento, l'altra sotto il gomito, pensieroso. Vortex colse il momento per scendere dal letto, ma prima che potesse mettere un piede sul pavimento, Swindle portò un dito davanti i suoi occhi.
-Non vagare da solo! E questo deve rimanere un segreto tra noi due. Sono stato chiaro?-
Vortex sbuffò divertito nel sentire il tono di Swindle: gli ricordava quello di Onslaught quando gli diceva di non fare qualcosa e si chiese se il mechling giallo avesse scelto apposta quel tono. Poi pensò a quello che aveva detto e imitò la posizione del fratello portandosi una mano al mento.
-Non stavi facendo la stessa cosa un breem fa?-
-Quello è diverso! So cosa sto facendo.-
-Mmh, no.-
Swindle notò il sorriso malizioso di Vortex e si frenò dall'urlare. Gli avrebbe solo dato soddisfazione e non voleva. Era già il ritardo con la sua tabella di marcia.
-Ugh. Senti, stai zitto e andiamo.-
Detto quello si diresse alla porta e, quando quella si aprì, osservò la stanza principale. La cucina era immersa nel buio, illuminata ogni tanto dai fari di qualche transformers in strada, la cui luce filtrava dalle tapparelle. Swindle guardò poi la porta della stanza accanto. Era chiusa e dall'interno si potevano sentire solo i leggeri ronzii di un mech russare. Swindle sorrise sodisfatto, ma una voce dietro di sé lo fece alzare sui piedi, i denti stretti per non urlare.
-Allora, andiamo?-
Swindle vide con la coda dell'occhio Vortex passargli accanto e dirigersi verso il portone d'ingresso, e, ringhiando leggermente, lo seguì.

Swinde sorrise vedendo un altro cliente andarsene soddisfatto. Portò le mani sui fianchi e guardò la scatola con gli shanix.
"Gli affari stanno andando benissimo!"
-Mmh, al momento non sta venendo nessuno, eh.-
Approfittò della pausa per sedersi su una delle tre scatole in metallo: le aveva trovate alcune notti prima, una grande da usare come bancone, e due più piccole come sedie. Abbassò lo sguardo a Vortex, seduto accanto a lui. Il mechling guardava con uno sguardo attento la folla di transformers. Swindle pensava che si sarebbe stancato nei primi breem della loro attività, ma invece Vortex lo stupì, e dopo circa due joor era ancora sveglio. Non aveva disturbato come pensava avrebbe fatto, ma era rimasto in silenzio a osservare la folla e Swindle lavorare. Non si aspettava che Vortex gli avrebbe ubbidito.
Pensò alle vendite della nottata e si portò una mano al mento.
"Ora che ci penso, con Vortex qui gli affari stanno andando meglio del previsto. E i clienti non sono come quelli delle altre volte." Rabbrividì al pensiero e lanciò un'occhiata a Vortex, ancora con lo sguardo fisso sui passanti. "E meno male. Non voglio che Vortex veda o senta quei tipi di transformers…" Swindle non sapeva cosa pensassero bene i suoi fratelli di lui, ma aveva la sensazione che non lo ritenevano molto responsabile. Forse per la sua età, o forse per il suo passato prima del loro incontro. Ma Swindle sapeva come muoversi in quei ambienti. E non era pazzo né stupido da lasciar che Vortex vi entrasse. Non l'avrebbe permesso.
Quella notte l'aveva portato con sé, e anche se si stava dedicando ai suoi affari, lanciava spesso delle occhiate al fratellino, conscio che, se Onslaught, Blast Off e Brawl fossero venuti a conoscenza di quello che stavano facendo, si sarebbero arrabbiati come non mai.
"Eh, molti hanno anche commentato di come sia adorabile Vortex…E hanno lasciato la mancia."
Swindle guardò la scatola con gli shanix.
"E se…"
Spostò lo sguardo su Vortex, incrociando i suoi occhi gialli.
"In fondo Vortex non si sta lamentando. E mi ha aiutato…"
-Ehi, Vortex?-
-Uh?- Vortex inclinò la testa, le pale dietro di lui si inclinarono in un modo simile, e Swindle dovette ammettere che in quel modo Vortex era adorabile. "Ma non sempre. Piccolo ma sa approfittare delle situazioni, eh. Ah! Proprio come me." Pensò divertito.
-…Che ne dici di accompagnarmi anche le prossime volte?-
Gli occhi di Vortex iniziarono a brillare alle sue parole e il mechling si drizzò. Quando parlò la sua voce era piena di stupore.
-Dici sul serio?!-
Swindle si ritrasse leggermente alla voce del più giovane: era così stupita e felice. Non la reazione che si aspettava. Un sorriso, forse. O un -Va bene.- alla Blast Off. Non quello. Era come se Vortex non vedesse l'ora di sentire quelle parole e passare del tempo con lui. Swindle abbassò gli occhi, trovandosi incapace di tenere lo sguardo di Vortex. Prese senza pensare l'unico oggetto rimasto sul bancone: quella notte aveva deciso di vendere qualche oggetto di bellezza, come specchi, vernici e lucidi. Rigirò tra le mani uno piccolo specchio e parlò.
-Sì, perché no. Non so come ci sei riuscito, ma i transformers che mi hai indicato si sono rivelati i clienti più redditizi della notte. In due joor guarda quanto abbiamo guadagnato!-
Indicò con una mano la scatola con gli shanix. Con un sorriso soddisfatto Swindle tornò al fratello e, poteva vedere la luminosità di quei due occhi gialli nascosti dal visore. Aprì la bocca, ma il peso improvviso intorno al petto gli bloccò le parole: Vortex si era slanciato in avanti e lo aveva circondato con le sue piccole braccia.
-Uh, Vortex?-
Era strano vedere il volante così affezionato in pubblico. Di solito lo era quando era imbarazzato, era a disagio, o aveva paura. In quei casi, qualsiasi fratello fosse con lui, si trovava all'improvviso le mani piene di un mechling tremante. Swindle si guardò intorno, cercando di capire cosa aveva causato quella reazione. Vortex non stava tremando e Swindle era ancor più confuso. Mise una mano sulla spalla destra del mechling, l'altra sul braccio sinistro, ma prima che potesse dire qualcosa Vortex, si allontanò da lui e si rimise a sedere sulla scatola.
-Hai altre cose da vendere?-
Swindle guardò confuso il mechling parlare tranquillamente, poi sospirò. Si aspettava di essere sorpreso dall'atteggiamento di Vortex, ma in realtà non sapeva cosa pensare. Vagamente si chiese se Vortex si comportasse in quel modo anche con i loro fratelli maggiori: quella era la prima volta che si comportava in quel modo con Swindle. Alla domanda il mechling giallo sospirò e si alzò in piedi.
-No. Questo è l'ultimo specchio ed è anche tardi. Torniamo a casa.-
-Oh. Ok.-
Vortex si alzò e prese la scatola con gli shanix che Swindle gli passò. Il maggiore dei due, dopo aver messo lo specchietto nel suo subspace, capovolse la scatola usata come bancone, vi mise dentro le due scatole più piccole e le prese in braccio. Si avvicinò a un vicolo e, fatto un segno a Vortex di aspettarlo all'entrata, si inoltrò nel vicolo buio. Nascose le scatole dietro un segnale in disuso, poggiato alla porta di un locale. Aveva esperienza che lì nessuno avrebbe guardato, soprattutto per la clientela ristretta di quel locale. Sistemò con attenzione le scatole e raggiunse Vortex.

Malgrado la tarda ora le strade erano ancora affollate e camminare evitando tutti quei passanti, per due transfomers piccoli come loro, era difficile. Swindle spinse Vortex davanti a sé.
-Domani a che ora? La stessa?-
Swindle spostò per l'ennesima volta lo sguardo dai passanti a Vortex. Aveva preso a farlo da alcuni minuti.
-No, ho finito la merce che avevo. Domani devo prendere quella nuova dal mio fornitore.-
-Capito. A che ora usciamo, allora?-
-Io esco. Tu no.-
-Cosa?! Perché?-
Vortex voltò la testa verso Swindle ma continuò a camminare. Il mechling giallo cercò di non ridere vedendo il visore giallo illuminarsi con indignazione e le pale rizzarsi dietro la schiena.
-Ho detto che mi puoi aiutare con le vendite. Non che puoi venire con me a comprare la merce.-
-Ma!-
-O quello o non vieni più. Decidi tu.-
Swindle ghignò vedendo Vortex cercare a fatica di ribattere. Vortex incrociò le braccia e si voltò di nuovo verso la strada. I due camminarono per alcuni minuti in silenzio, e Swindle non si accorse che il fratello aveva iniziato a rallentare. All'improvviso Vortex alzò una pala del rotore e colpì con la punta la spalla dell'altro mechling.
-Ah! Vortex!-
In risposta al tono arrabbiato, Vortex rise e iniziò a correre, evitando distrattamente i passanti stupiti e scocciati. Swindle ghignò divertito e inseguì il fratello
Lo raggiunse subito e i due iniziarono una gara improvvisata, tra spinte e risate.

Dopo diversi minuti arrivarono al loro palazzo. Dalla strada videro che le luci nel loro appartamento al penultimo piano erano ancora spente e i due si affrettarono a entrare e prendere l'ascensore.
Quando le porte si chiusero Swindle si appoggiò alla parete. Osservò come Vortex cercava inutilmente di non barcollare, ma cadde seduto sul pavimento. Swindle iniziò a ridere e Vortex si alzò subito in piedi.
-Zitto!-
Quando Vortex iniziò a colpirgli la gamba con dei piccoli pugni Swindle scivolò sul pavimento portandosi una mano sulla faccia, l'altra sulla spalla del volante, ridendo ancora.
-Swindle!-
-Ok, ok, la smetto. Pfft.-
Le porte dell'ascensore si aprirono e Vortex uscì imbronciato, seguito da Swindle. Lentamente si avvicinarono al loro appartamento e aprirono la porta.
Entrarono e Swindle inserì il codice di chiusura nella porta. Dalla camera dei loro fratelli non si sentiva nessun rumore; Vortex si sporse verso la stanza, ma Swindle lo prese per un braccio e lo portò nella loro camera. Vortex si buttò sul letto e si raggomitolò su sé stesso, gli occhi fissi sul fratello.
-Swindle.-
-Cosa?-
-Allora mi porti con te?-
-Te l'ho detto, non domani.-
-Sì. Ma le prossime volte?-
Swindle si sdraiò sul letto e si voltò verso il fratello.
-L'ho detto prima, no? Se vuoi, puoi venire. Ma valgono le stesse regole. Capito?-
Vortex alzò il visore e sorrise, annuendo all'altro.
-Sì,grazie! Buonanotte Swindle!-
Detto quello non passarono molti minuti prima che si addormentasse. Swindle lo guardò per un po'. Era confuso e stupito da come erano andati gli affari quella notte, ma non si poteva lamentare. Non l'avrebbe mai detto che si sarebbe divertito lavorando con Vortex. Prima di rendersene conto, si addormentò.

Nelle notti successive i due giovani mechling continuarono a lavorare con le merci più disparate. Gli shanix aumentavano vendita dopo vendita e Swindle aveva deciso di cambiare programma: perché limitarsi nel quartiere vicino al loro appartamento, quando c'erano potenziali clienti nel resto di Kaon? Quando gli propose l'idea, Vortex non sembrò contrario, anzi.
Dopo le prime due notti si spostarono infatti nei quartieri vicini. Con grande soddisfazione di Swindle anche lì gli affari stavano andando bene. L'unica pecca era il dover spostare le scatole, ma aggiunte delle ruote estraibili alla scatola grande trovarono un modo per spostare più oggetti. -Più oggetti da vendere, più guadagni in arrivo.-, Swindle disse al fratello quando quello aveva mostrato dello scetticismo.
Quella notte Swindle aveva deciso di vendere un lotto di oggetti vari per la manutenzione, come bulloni e altri attrezzi. Accanto al mechling giallo Vortex sedeva sulla sua scatola e dondolava i piedi; il suo viso era fisso sui passanti e possibili clienti da indirizzare al fratello. Vide con la coda dell'occhio un mech allontanarsi dalla bancarella e lasciare posto ad una femme. Riportò la sua attenzione sui passanti, cercando con gli occhi i possibili ultimi clienti della notte; qualcosa di marrone e di veloce catturò la sua attenzione. Qualcosa di marrone e dalla stazza molto famigliare. Si bloccò e dopo alcuni secondi, senza distogliere lo sguardo dal punto in cui aveva visto quel transformers, sussurrò a Swindle.
-Ho visto Blast Off.-
-Cosa? Ti sarai confuso con un altro mech marrone.-
-Mh. Hai ragione.-
Vortex tornò a guardare la strada.
-Sono in totale quindici shanix. Grazie e arrivederci!-
Swindle mise le monete nella lor scatola. Si stiracchiò e guardò la folla. Vortex non gli stava indicando nessun transformers da alcuni minuti, ma la merce stava per finire e Swindle sapeva che nei giorni successivi avrebbe dovuto contattare di nuovo il suo fornitore.
"Dovrò comprare più oggetti…Ah, si sta avvicinando una cliente. Benissimo!"
-Uh?-
Swindle spostò lo sguardo dalla femme, che si stava avvicinando, sulla folla.
"Ma quello…"
-Vortex?-
Al sussurro del fratello Vortex si volò e inclinò la testa e le pale.
-Sì?-
-Ho appena visto Brawl.-
I due mechling si guardarono per alcuni secondi. Vortex si alzò in piedi sulla scatola e cercò tra la folla le figure dei suoi fratelli, mentre Swindle tornò a servire la cliente. Se c'erano davvero Blast Off e Brawl, quella sarebbe stata l'ultima del giorno. Mentre la femme osservava dei cacciaviti, Swindle fece scivolare sul bancone, verso Vortex, la scatola con gli shanix e la toccò un paio di volte.
-Prendila. Fra poco andiamo.-
Vortex prese la scatola e la strinse a sé, faticando a non farla cadere: era grande quasi come lui e molto più pesante.
-Li vedi?-
Vortex tornò a guardare la folla.
-No, non Swin Swin.-
La voce di Vortex si era alzata di una nota e Swindle si voltò di scatto verso il fratello.
-Vortex?-
Vortex si avvicinò al fratello fino a toccargli con una mano il braccio. Alzò un dito e indicò un punto imprecisato nella folla di transofmers. Swindle seguì con lo sguardo la direzione che stava indicando e vide due volti furenti guardare verso di loro. Passarono alcuni secondi prima che Swindle realizzasse che quelli erano i volti di Blast Off e Brawl. I due erano furenti e Swindle digrignò i denti per non urlare una parolaccia: la cliente era ancora lì, a guardarli confusa. I suoi fratelli si stavano avvicinando e Vortex si era letteralmente avvinghiato al suo braccio, ma quella femme aveva già in mano gli shanix per pagare, e Swindle non poteva interrompere una vendita scappando via. Stava faticando per farsi una certa reputazione.
Per quel motivo tornò a guardare la femme, un sorriso sul volto.
-Le chiedo scusa. Sa, è molto curioso e ogni volta che vede qualcosa di nuovo deve dirmelo. Basta questo set di cacciaviti?-
-Oh, non preoccuparti. Transformers della sua età hanno così tanta voglia di imparare! Sì, solo questi, per favore.-
-Non me ne parli. Sa cosa le dico? Per l'inconvenienza le faccio uno sconto!-
Vortex distolse lo sguardo, e Swindle notò le pale abbassarsi. Si sarebbe scusato con lui per averlo messo in imbarazzo, ma in quel momento voleva finire quella vendita e andare via da lì. Rischiò un'occhiata sulla folla e vide di sfuggita il visore arancione di Brawl. Quando il fratello urlò infuriato il suo nome seppe che l'aveva visto e si lasciò sfuggire una parolaccia. La cliente aveva lasciato il banco e Swindle non perse tempo: riprese la scatola degli shanix da Vortex e senza curarsi di raccogliere le tre scatole, iniziò a correre.
Rallentò quel tanto che bastava a Vortex di raggiungerlo e tentò di nuovo uno sguardo dietro le spalle. Blast Off e Brawl si stavano facendo largo tra la folla.
-Oh, ma che scoria!-
Sapeva che Blast Off si sarebbe trattenuto dal volare, per evitare richiami dai molti passanti, ma sia lui che Brawl avevano delle gambe molto più lunghe di quelle di Swindle e Vortex.
Vedendo Brawl vicino alle scatole, Swindle guaì spaventato.
-Oh, ma andiamo! Stupide gambe corte, non potete andare più veloci?!-
Era pronto a trasformarsi, ma poi con la coda dell'occhio vide Vortex cercare di tenere il passo e dovette cambiare idea.
"Tex ancora non può trasformarsi! Che faccio, che faccio?"
-Aaah…-
I suoi occhi viola nascosti dal visore dello stesso colore guardavano in ogni direzione, mentre si spingeva dietro i passanti.
-Tex, da questa parte!-
-Dov AH!-
Swindle prese senza guardare il polso di Vortex e svoltò improvvisamente dietro un angolo. Non si fermò a controllare se i loro fratelli li stavano ancora seguendo. Distrattamente sentì Vortex inciampare nel cercare di tenere il suo passo, e spostò la mano in quella del mechling.
I due si inoltrarono in diversi vicoli, e gli occhi di Swindle frecciavano nel trovare i sentieri cui si era abituato da piccolo e nel vedere se Vortex si stesse stancando. Se doveva portarlo in braccio doveva fermarsi e non voleva. Il mechling però non si lamentò, ma si tenne stretto alla sua mano.
Dopo alcuni minuti arrivarono di fronte al loro palazzo, e Swindle corse dritto all'interno e verso l'ascensore.
Dopo la piccola pausa nell'ascensore i due raggiunsero di corsa il loro appartamento e Swindle inserì il codice di apertura, passando a Vortex la scatola con gli shanix. Una volta entrati il più grande dei due corse nella loro stanza.
-Tex, puoi passarmi la scatola con gli shanix?-
Vortex strinse la scatola al petto e volò verso il fratello. Swindle prese la scatola e si inginocchiò accanto il suo letto, muovendo qualcosa al di sotto.
Vortex lo guardò per alcuni secondi, poi fece un piccolo verso, facendo saltare leggermente il fratello.
-Cosa c'è?!-
-Vado a vedere se stanno venendo!-
Prima che Swindle potesse aprire la bocca, Vortex era già uscito. Il mechling giallo tornò a guardare sotto il letto e, allungando le braccia, scoprì un pannello nel muro; vi inserì la scatola e lo richiuse, sentendo in sottofondo i passi leggeri e veloci di Vortex.
- Swin Swin, sono sul piano!-
Swindle saltò a sedere sulle ginocchia e si guardò intorno. Sentì la porta dell'appartamento aprirsi e istintivamente si accovacciò, gattonando sotto il letto. Vortex si affrettò a seguirlo e in silenzio osservarono timorosi la porta.
-Swindle, Vortex! Venite subito qui!-
Nel sentire la voce furiosa di Onslaught, Swindle piagnucolò e si avvicinò di più a Vortex. Una piccola pala si sistemò sopra di lui e Swindle sentì Vortex tremare.
Poco dopo la porta della loro camera scivolò aperta e da sotto il letto i due mechling videro un paio di piedi giganti dirigersi verso il loro nascondiglio.
-Devo farvi uscire io?-
Swindle e Vortex sobbalzarono al tono di Onslaught. Il ringhio fu abbastanza per far uscire Vortex dal nascondiglio, ma Swindle resistette. Vide Blast Off e Brawl entrare nella stanza.
-Swindle, esci. Ora.-
Tre semplice parole. Tono duro e che non ammetteva disobbedienza. Swindle uscì con riluttanza e si mise accanto a Vortex. A differenza del fratello, che teneva lo sguardo fissò sul pavimento e si torceva le mani, Swindle continuava a spostare gli occhi da una parte all'altra della stanza. Quando incrociò il visore giallo di Onslaught, e la rabbia che trapelava dal maggiore dei fratelli, Swindle sobbalzò e abbassò lo sguardo.
-Cosa accidenti pensavate di fare?-
Swindle e Vortex non risposero, e Onslaught scosse la testa.
-Torno a casa da lavoro, trovò Blast Off e Brawl nel panico perché non eravate nella vostra camera, usciti nel mezzo della notte. E dove vi abbiamo trovato? A DUE QUARTIERI DA QUI!-
Di nuovo nessuno dei due mechling rispose.
-ALLORA?-
-Stai esagerando.-
Quattro paia di occhi si spostarono velocemente sul più giovane dei fratelli. Brawl si portò un pugno davanti la bocca, trattenendo una risata per l'impertinenza di Vortex, e lanciando un'occhiata insicura verso Onslaught. Entrambi Blast Off e Swindle continuarono a guardare tra il maggiore e il minore. Blast Off si soffermò poi a guardare Onslaught, un piede mosso in avanti, mentre Swindle si portò le mani sul viso, cercando di non urlare a Vortex.
Poi Onslaught si avvicinò ulteriormente ai due, e parlò. La sua voce era calma.
-Pensi che io stia esagerando, Vortex?-
Vortex si strinse in se stesso, visibilmente conscio di aver fatto qualcosa di sbagliato.
-Rispondimi, Vortex.-
Vortex guardò invece le sue mani, continuando a muoverle.
-Sì…Poco!-
Disse la seconda parola frettolosamente. Onslaught continuò a parlare con una voce ferma.
-Poco. E non pensi che io sia giustificato a esagerare, uh? Dopotutto, siete usciti senza dire niente, quando chiaramente vi ho detto molte volte di non uscire mai da soli. Soprattutto di notte. E so che non è nemmeno la prima volta. Vi abbiamo cercato ovunque, e vi abbiamo trovato a due quartieri da qui. E ora tu mi vuoi dire che sto esagerando. Questa è semplicemente la reazione a quello che avete fatto, Vortex!-
Stava alzando la voce man mano che parlava e si fermò solo quando sentì una mano sulla spalla e la voce di Blast Off. Con la coda dell'occhio vide Brawl sorpassarlo e avvicinarsi ai due mechling.
-Onslaught!-
Onslaught si voltò di scatto verso Blast Off e il volante, sebbene si ritrasse leggermente, strinse la presa sulla spalla.
-Penso abbiano capito. Guarda Vortex.-
Onslaught grugnì, ma si voltò al cenno del fratello. Brawl si era inginocchiato di fronte ai due mechling e aveva circondato con un braccio Vortex, mentre cercava di farsi guardare da Swindle e di parlare con lui.
-Avanti, Swindle, guardami! Tanto ora o dopo devi parlare.-
Nel sentire dei singhiozzi Onslaught si immobilizzò e vide Vortex scosso da forti tremori.
Istintivamente si inginocchiò accanto a Brawl.
-Swindle, Vortex.-
Parlò con un tono molto più basso, e Brawl si voltò a guardarlo con il visore alzato; i suoi occhi gialli erano stanchi. Onslaught sospirò e parlò di nuovo.
-Vi chiedo scusa, non vi volevo spaventare.-
Quella parole attirarono l'attenzione di tutti e quattro i fratelli. Era insolito che Onslaught si scusasse con uno di loro: avveniva sempre il contrario e sentirgli dire quelle parole era quasi surreale.
Onslaught portò una mano sulla testa di Vortex e l'accarezzò, e Swindle alzò finalmente lo sguardo. Il mechling aveva alzato il visore e stava fissando il maggiore dei fratelli come se volesse dire qualcosa. Riabbassò invece la testa.
Spostandosi leggermente in avanti, Onslaught portò una mano sotto il mento di Swindle e lo alzò, così da poterlo guardare. Brawl ringhiò al gesto, ma non aprì bocca, limitandosi a osservare.
-Non volevamo farvi arrabbiare.-
La voce di Swindle era un sussurro e Onslaught sospirò, mentre Blast Off si sedette vicino ai quattro. Brawl sbuffò una risata, incredulo.
-Pensi davvero siamo solo arrabbiati?!-
-Uh?-
Onslaught riportò il dito sotto il mento di Swindle e lo convinse a voltarsi verso di lui.
-Eravamo preoccupati. Cosa pensi abbiamo pensato, non trovandovi in camera?-
La sua voce aveva quasi un tono di rimprovero. Swindle guardò il maggiore dei fratelli e in quel momento, come un puzzle, qualcosa nei suoi pensieri si connesse e il mechling giallo si lasciò sfuggire un piccolo -Oh.- . Sapeva che, se i suoi fratelli fossero venuti a sapere delle loro uscite, si sarebbero arrabbiati. Ma non aveva pensato all'altra reazione certa: era troppo preso dalle vendite da non pensare di far preoccupare i suoi fratelli. Un senso di vergogna lo invase e abbassò lo sguardo imbarazzato.
-Allora non ci odiate?-
Vortex aveva alzato la testa e stava guardando col visore alzato i suoi fratelli. I grandi occhi gialli andavano da un fratello all'altro, per fermarsi infine su Onslaught. Il mechling inclinò la testa di lato, e delle lacrime azzurre scendevano sulle guance. Le sue pale erano slittate in basso.
Notando che nessuno stesse rispondendo alla sua domanda, aprì la bocca, ma i suoi fratelli iniziarono a parlare all'unisono. Le loro voci un insieme di sdegno, sconcerto e stupore.
-ODIARE?!-
-NO! Chi diamine ti ha messo in testa questa idea?!-
-NO, NO, no, no, Tex, non ci odiano! Penso…-
-Ovvio che non vi odiamo! Vortex, vieni qui.-
Onslaught si sedette e alzò Vortex da sotto le braccia, facendolo sedere sulle sue gambe. Lasciò una mano sul rotore e iniziò a massaggiarlo. Blast Off e Brawl si avvicinarono e Swindle si sedette sulle loro ginocchia.
-Vortex, Swindle, voglio che vi sia chiaro questo. Siamo arrabbiati per quello che avete fatto, ma non per questo vi odiamo. Posso dirlo con certezza, non posso odiarvi. E so che Blast Off e Brawl sono della stessa opinione.-
-Non ditelo nemmeno per scherzo! Odiarvi. Assurdo.-
Onslaught annuì con un leggero cenno a Brawl e Blast Off portò una mano confortante sulla spalla di Swindle.
-Eravamo solo preoccupati. Noi…- Blast Off sospirò. -Vi vogliamo bene. Possiamo arrabbiarci, ma solo questo.-
Vortex annuì, ma abbassò la testa. Sentì una mano posarsi dietro la sua testa e alzò lo sguardo, incontrando gli occhi gialli di Onslaught. Il mech blue e verde, oltre ad aver alzato il visore, aveva ritratto anche la maschera e ora stava sorridendo a Vortex. Era un sorriso dolce, confortante, raro sul suo volto ma che il mechling riconobbe come il sorriso che faceva quando li osservava in disparte.
Onslaught con un cenno della testa indicò a Vortex la sua mano aperta. Il mechling fece un piccolo sorriso e si sistemò sulla mano del fratello, il quale, senza alcuno sforzo, lo alzò. Vortex si sistemò nell'incavo del braccio e strofinò la testa sul petto del fratello. Onslaught iniziò a dondolare lentamente Vortex, e vide con la coda dell'occhio Swindle spostarsi verso di lui e semi sdraiarsi su una sua gamba, la testa sulle braccia incrociate. Anche Brawl e Blast Off iniziarono a rilassarsi e istintivamente Onslaught iniziò a emettere un calmo ronzio. Swindle chiuse gli occhi e si lasciò sfuggire un sorriso: Onslaught, subito dopo aver conosciuto Vortex, aveva preso l'abitudine di fare quel rumore per confortare e calmare il piccolo mechling. Si accorse subito che aveva lo stesso effetto sugli altri fratelli. Swindle non lo sapeva spiegare, eppure ogni volta che sentiva quel ronzio si sentiva rilassato, al sicuro.
Un piccolo suono portò di nuovo l'attenzione di tutti su Vortex: il mechling aveva chiuso gli occhi, un sorriso soddisfatto sul volto, e aveva portato entrambe le mani vicino al petto del fratello.
Onslaught non voleva disturbarlo, non quando finalmente si era calmato e stava per addormentarsi. Ma il mech aveva una cosa da chiarire col fratello, e non poteva aspettare.
Mosse su e giù il braccio, e Vortex cinguettò infastidito.
-Vortex.-
Al suo nome Vortex aprì gli occhi assonati e guardò in quelli di Onslaught. Inclinò la testa sul petto dell'altro.
-Uh?-
-Perché quella domanda?-
Vortex non rispose subito. Iniziò a pizzicarsi le mani con le punte delle dita e Blast Off prontamente prese un piccolo braccio, fermando il mechling. Vortex alzò lo sguardo verso il volante e Blast Off iniziò a strofinargli il braccio, cercando di fermare i tremori. Passarono alcuni minuti, poi Vortex rispose alla domanda.
-Non voglio che mi odiate…-
Le parole, dette da una bassa e piccola voce, riecheggiarono nella stanza come un bullone in un burrone dalla forte eco. Silenziose ma potenti, tanto che i quattro transofrmers barcollarono leggermente.
Notando il silenzio disagevole, Vortex nascose il viso nel petto di Onslaught, e parlò di nuovo, la voce in un sussurro. Le sua pale iniziarono a tintinnare per i tremori che percorrevano il suo corpo.
-Scusate.-
Il tono della voce scossero il maggiore dei cinque. Onslaught si raddrizzò e spostò Vortex quel tanto dal petto per alzargli il viso con un dito. Quegli occhi gialli luccicanti e pieni di lacrime erano un altro affondo; per quanto lo permise il piccolo spazio, Brawl e Blast Off si avvicinarono a Onslaught, fino a toccargli le spalle. Swindle non si spostò dal suo posto, ma, a pugni stretti, teneva gli occhi fissi su Vortex.
- Non ti devi scusare. Shh, shh. Va bene, non piangere.-
Onslaught dondolò avanti e indietro Vortex, una mano ad accarezzargli la testa in moti circolari.
-Ma-
-Shh, niente ma. Non siamo arrabbiati, ci hai solo sorpreso.-
-Io, io ho paura che hic, voi mi odiate. N non, v voglio...-
-Lo so, lo so. Ma non c'è nessun motivo per avere paura. Non possiamo odiarti, in nessun modo. Ok?-
-Uuhh…-
-Su, su, altre lacrime? Mechling mio, hai davvero così paura.-
Onsluaght incrociò gli sguardi preoccupati e stanchi di Blast Off e Brawl e sospirò. Nessuno di loro si sarebbe immaginato una cosa simile. Piangendo ancora, Vortex strofinò di nuovo la testa sul petto del più grande. Per alcuni minuti gli unici rumori erano i suoi singhiozzi. Poi, all'improvviso, Swindle si drizzò a sedere, attirando l'attenzione dei tre più grandi.
-Volevamo solo aiutare!-
Il suo viso era contorto in una smorfia e si stava mordendo un labbro. Sentiva le lacrime agli occhi, ma si rifiutava di piangere. Vedere Vortex singhiozzare in quel modo, e per quel motivo, aveva scosso qualcosa in lui. Un pensiero istintivo lo spingeva a calmare il piccolo mechling.
Vortex parlava troppo, e si impicciava sempre delle sue cose. Ma era il suo fratellino. Quando l'avevano conosciuto la prima volta, Vortex parlava raramente e a fatica si era aperto con loro. E Swindle ricordava ancora quella piccola faccia quando lo portarono nella loro casa: Vortex continuò a sorridere e a correre per l'appartamento per giorni. E quando Swindle si sentiva giù o era agitato per qualcosa, Vortex gli correva vicino, e, senza dire niente, lo abbracciava. Si comportava in quel modo con tutti i fratelli.
"Come può anche solo pensare che noi lo odiamo?!"
Swindle si sporse in avanti e strinse nella sua mano quella di Vortex. Il mechling stava tremando e Swindle abbassò gli occhi.
"Ha davvero paura…Tex…"
In quel momento un altro pensiero si face strada nella sua mente: e se era stato lui a farlo piangere? Era sua l'idea di uscire di notte, e non aveva vietato a Vortex di seguirlo. Anzi, spesso era Vortex a svegliarlo per uscire, come se avesse fretta di passare gran parte della notte a osservare suo fratello lavorare.
Ma Swindle non aveva pensato a come avrebbero reagito i loro fratelli, quando li avrebbero scoperti. Se l'avesse fatto, avrebbe pensato a qualcosa.
"E ora Vortex non starebbe piangendo."
Vedere quell'espressione su Vortex era sbagliato. A Swindle sembrava un affronto personale, e lo infastidiva.
Alzò la testa e guardò dritto negli occhi di Vortex. Il mechling lo guardava confuso, ma le lacrime continuavano a scendere sulle sue guance.
-Aiutare?-
Swindle non sentì Brawl. Era più occupato a pensare cosa dire a Vortex.
-Tex, stavamo aiutando, lo sai, vero? Quindi non c'è motivo di avere paura che ci odino. O che io ti odi. Non lo pensare nemmeno.-
Swindle non distolse i suoi occhi da quelli di Vortex, il quale alle sue parole annuì lentamente. Il mechling giallo sorrise lievemente, notando che l'altro aveva smesso di piangere.
-Potresti spiegarti, Swindle?-
Swindle voltò di scatto la testa verso Blast Off: il mech volante si era mosso leggermente in avanti e lo guardava con aria torva. A vedere la reazione di Onslaught, Blast Off gli aveva anticipato la domanda. Swindle esitò per alcuni secondi prima di rispondere. Le parole uscirono da sole.
-C'è un motivo se siamo usciti di notte e di nascosto. Sapevo che vi sareste arrabbiati se lo avesse saputo, ma volevo, dovevo, farlo. Che pensate, sia semplice indagare cosa vogliono i clienti, contrattare per accaparrarsi la merce giusta e rivenderla? Non lo è! Ma tanto che altro potevo fare?:
All'unisono i tre mech aprirono la bocca per rispondere, ma Swindle continuò senza badare a loro. Voleva fermare le parole, ma non ci riusciva.
-Vi ho sentiti qualche ciclo fa. Non ci vuole un genio per capirlo. Abbiamo bisogno di soldi. Sì, Onslaught ha il suo lavoro alla stazione, Blast Off va all'accademia e lavora in quel buco di ufficio, e Brawl lo stesso, scuola poi in quel magazzino. Vi state sdoppiando, ma non basta! Questa è l'unica soluzione che ho trovato, ok?-
La voce di Swindle si ruppe sull'ultima frase e il mechling abbassò lo sguardo.
Vortex cinguettò, confuso e triste, e si sporse col braccio, che Swindle aveva lasciato durante il suo sfogo, per raggiungere il fratello, ma venne tirato su da Onslaught. Vortex iniziò a protestare ma lo sguardo indecifrabile di Onslaught lo zittì. Il mechling non capiva la reazione alle parole di Swindle, ma aveva capito che era qualcosa di importante. Balzò con lo sguardo, gli occhi ancora luccicanti di lacrime, da un fratello all'altro: Brawl aveva alzato un braccio, teso verso Swindle ma dal suo viso si leggeva l'incertezza su cosa fare. Onslaught era silenzioso, quello strano sguardo sul suo volto rivolto al mechling giallo; Vortex vide però in quei occhi gialli una strana lucentezza. Quando spostò lo sguardo su Balst Off Vortex storse il muso perplesso, notando che il fratello aveva riportato il visore sugli occhi.
Passarono alcuni minuti, prima che qualcuno parlasse.
-Questa è forse la cosa più assurda che ti abbia sentito dire.-
La voce di Blast Off ruppe il silenzio con una feroce frecciata.
-Assurda?!-
Con uno scatto Swindle tornò a guardare Blast Off. Il volante non fece caso né alla ferocia né allo stupore in quei occhi viola, e continuò.
-Questa è l'unica soluzione che hai potuto trovare? Fare il venditore di strada a Kaon? E di notte per giunta? C'è un motivo- Nell'usare le stesse parole del fratello si lasciò sfuggire un mezzo ghigno. - Se vi abbiamo detto di non vagare da soli in città. Dopo i vorn passati lì, proprio tu Swindle dovresti sapere bene i motivi. Ma non solo hai disobbedito, HAI PORTATO CON TE VORTEX!-
Quella parole bloccarono Swindle. Sentire Blast Off urlare era sempre strano, ma quelle parole continuavano a girare nella mente di Swindle, e il mechling giallo non riuscì a frenarsi. Non volle. Il tono, le accuse, lo stesso fatto che fosse Blast Off a dire quelle cose incrementarono la rabbia e l'amarezza in lui.
-Ha deciso lui di venire con me! E sapevo cosa stavo facendo. È così sbagliato voler aiutare?-
Brawl distolse lo sguardo dai due litiganti. Era già difficile intervenire quando quei due iniziavano a discutere normalmente. E quella volta Brawl non poteva dare delle potenti pacche sulle schiene, né poteva parlare con entrambi e convincerli a rappacificarsi. Spostò lo sguardo sugli altri due fratelli: Vortex teneva gli occhi fissi su Blast Off e Swindle, e Brawl poteva vedere come il piccolo mechling si teneva contro il petto di Onslaught. Era come si si volesse mimetizzare nel metallo, la sua presa sulla mano del più grande e le pale tremanti erano un indizio di cosa pensava dell'intera situazione. Una mano verde coprì gli occhi gialli e Brawl alzò lo sguardo su Onslaught. Il mech blu e verde stava osservando la lite in silenzio, e non sembrava volesse intervenire, con lo sconcerto di Brawl.
-Onslaught, devi fare qualcosa.-
Altri insulti. Vortex si dimenò nella mano del fratello e nascose il viso nel suo petto. Brawl lanciò un'occhiata verso Blast Off e Swindle, strofinandosi un braccio in disagio.
-Ons?-
-Ti ho detto che non è compito tuo!-
-E cosa, me ne sto fermo? Invece di essere contento…Sei tu a essere assurdo!-
-Pensavo fossi più intelligente di così, Swindle.-
-Oh, allora illuminami, signor Blast Off.-
Dai due si poteva ora sentire trapelare il fastidio, la rabbia e altre sensazioni. Quella che colpì maggiormente Brawl era la tristezza in entrambi.
I due erano ora faccia a faccia e Brawl era già sul punto di farsi avanti e prendere di peso Swindle, il più vicino, e mettersi fra i due, quando la voce di Onslaught tuonò nella stanza, interrompendo definitamente la lite.
-Blast Off. Swindle.-
Voce ferma e decisa. Autoritaria. Era quel tono che tempo addietro, prima di incontrare Vortex, prima di comprare il loro piccolo appartamento, Onslaught era solito fare. Risentirla in quel momento era disorientante.
Brawl si affrettò nel rimettersi a sedere e allontanarsi dalla traiettoria di una probabile sfuriata di Onslaught. Il mech in questione si era drizzato, gli occhi duri fissi su Blast Off e Swindle, la mano sinistra stretta in un pugno sul ginocchio, mentre con l'altra teneva stretto a sé Vortex.
-Se avete finito questa inutile conversazione.-
Si fermò aspettando una replica dai due. Non che potessero farla: non solo il suo tono non ammetteva repliche, era anche riuscito, con quella sola frase, ad ammonire entrambi. Vedendo di avere la loro completa attenzione, continuò.
-Avete entrambi ragione. Blast Off, sai cosa penso a riguardo.- Guardò intensamente il volante, una conversazione silenziosa tra loro. Blast Off alzò il visore e dopo alcuni secondi spalancò gli occhi. -Arrabbiarsi ancor di più non ha senso ora. Hanno capito.- Nel sentire quasi le sue stesse parole che aveva utilizzato lui alcuni minuti prima, Blast Off abbassò lo sguardo. Onslaught spostò lo sguardo su Swindle, e con un dito accarezzò una spalla di Vortex, la sua testa ancora nascosta nel petto del mech.
-Swindle. So che volevi aiutare. E sono fiero che tu voglia farlo.- Swindle incrociò le braccia, rifiutandosi di guardarlo. -Ma come ha detto Blast Off, non è il tuo compito.-
A quelle parole Swindle si voltò di scatto verso Onslaught, gli occhi spalancati e le braccia semi alzate. Onslaught alzò la mano, fermandolo prima che potesse parlare.
-Ascoltami. Quando abbiamo comprato questa casa, e quando Vortex si è unito alla nostra famiglia, abbiamo deciso che ognuno ha un suo ruolo preciso. So che ti ricordi la discussione che abbiamo avuto. Sei ancora troppo giovane per lavorare. Quello che devi fare ora è pensare ai tuoi studi.-
-Ma posso fare entrambe le cose!-
-No. I tuoi studi sono più importanti.-
Onslaught osservò il fratello mordersi un labbro e abbassare lo sguardo.
-So di cosa sei capace, Swindle. Non hai bisogno di dimostrare niente.-
Vedendo che Swindle ancora si rifiutava di guardarlo, Onslaught scosse la testa. Qualche volta si chiedeva se i suoi fratelli si comportassero in quel modo di proposito. Ognuno di loro aveva dei pregi e dei difetti. Swindle era intelligente, aveva delle spiccate doti comunicative, e sapeva leggere bene le persone. E aveva un ottimo senso degli affari. Tuttavia, una cosa che Swindle faceva spesso, era quella di chiudersi in sé stesso. Non che non si fidava dei suoi fratelli. Onslaught li conosceva bene. Sapeva che Swindle era protettivo quanto lui della loro famiglia. Ma quell'abitudine, ricordo di quando ancora non si conoscevano, di chiudersi, lasciava un divario tra lui e i suoi fratelli. Una volta Onslaught pensò a quello come una strana ironia: in quel senso i due erano simili. Ed essendo simili, Onslaught sapeva che uscire dal proprio guscio non avrebbe danneggiato il loro rapporto, ma avrebbe aiutato Swindle.
In quel caso però, quando Swindle era in preda a forte emozioni, Onslaught non poteva usare un approccio diretto, o l'altro si sarebbe isolato maggiormente; aveva affrontato più volte, e alcune volte doveva ancora farlo, lo stesso problema con Blast Off.
Sentì distrattamente Vortex muoversi a disagio nella sua mano e Onslaught aggiustò la presa; sentendo il piccolo verso soddisfatto del mechling, un'idea entrò nella sua mente e riportò l'attenzione su Swindle. Mentre stava decidendo su come agire, Swindle si era avvicinato verso Blast Off e il volante, ancora visibilmente stizzito per la loro discussione, aveva circondato con un braccio il mechling. Tipico di Blast Off: arrabbiarsi con i suoi fratelli, litigare con loro, di solito per una loro disobbedienza, per poi razionalizzare il tutto e confortare i suoi fratelli. Swindle non sembrava infastidito dalla cosa, e Onslaught pensò che almeno quella situazione era stata risolta. Ora mancava l'altro problema, grande quasi quanto l'orgoglio di Swindle. Ma Onslaught sapeva quali tasti toccare.
-Vortex, posso farti una domanda?-
Nel sentire il suo nome Vortex alzò la testa e incrociò lo sguardo del fratello.
-Sì?-
Onslaught sorrise e accarezzò la testa del mechling, emettendo un basso ronzio.
-Perché hai deciso di seguire Swindle?-
Una volta finito di parlare Onslaught sentì gli occhi dei suoi fratelli addosso. In special modo Brawl, riuscitosi a rilassare dopo la lite, fulminò con veemenza il più grande. Onslaught non ne fece un problema: quella domanda poteva suonare fuori luogo, soprattutto quando Vortex si era finalmente calmato. Non voleva turbare di nuovo Vortex, quella era ben lontana dall'essere la sua intenzione. E da come il mechling stava reagendo, la domanda non gli dava fastidio. Dopo alcuni secondi, infatti, rispose.
-…Volevo stare con lui. E vedere tutti quei transformers è stato divertente!-
Onsalught lo dondolò su e giù e Vortex rise divertito. Le sue pale si rialzarono leggermente.
Il mech guardò di sottecchi Swindle spalancare gli occhi, ora fissi su Vortex; continuava ad aprire e chiudere la bocca, come se volesse dire qualcosa, ma nessuna parola uscì fuori. Era tutto quello che bastava a Onslaught per capire che aveva ragione.
-Divertenti?-
Vortex si voltò verso Brawl, ignaro del tono divertito dell'altro.
-Sì! Un mech aveva una cosa strana sul polso. Swin Swin ha detto che probabl uh proba-
-Probabilmente.-
-Sì, quello! Che è per, oh. Grazie Blast Off!-
Vortex fece a Blast Off un sorriso luminoso, poi tornò a parlare con Brawl. Blast Off guardò tra i due e Swindle, ancora scioccato e con gli occhi fissi su Vortex. Il volante si chinò leggermente verso Onslaught, sussurrandogli:
-Non penso la tua idea stia avendo il giusto risultato.-
-Quale idea, scusa?-
Blast Off guardò Onslaught, volto impassibile, e Onslaught sogghignò: era certo che Blast Off avrebbe capito cosa voleva fare.
-Pensi davvero che questo non sia tutto parte della mia idea?-
Blast Off spostò lo sguardo su Brawl e Vortex. Il mechling, ancora seduto sulla mano del mech verde e blu, stava parlando animatamente delle notti passate col fratello, notando quante volte lo stava citando: quasi in ogni frase lo nominava. In quel momento capì qual era l'intenzione di Onslaught e si voltò verso di lui.
-Sei proprio un bullone.-
Onslaught in risposta mosse la testa di lato, un ghigno accennato sul volto. Blast Off sbuffò divertito ed esasperato. Era in quei momenti che si trovava ad essere contento che gli altri tre non erano a conoscenza di quel lato del fratello: per far capire qualcosa ai suoi fratelli Onslaught era capace di tutto. Blast Off aveva un'esperienza personale con quel lato. E a giudicare dalla reazione di Swindle, anche in quel caso Onslaught aveva ragione.
Guardò Onslaught in una silenziosa richiesta e il fratello gli fece un cenno con la testa.
-A quanto ho capito, ti sei divertito molto con Swindle.-
Vortex alzò la testa all'indietro, guardando il fratello sottosopra.
-Uh, sì? Ovvio!-
-Ah!-
Alla risposta di Vortex, Blast Off si lasciò sfuggire uno sbuffò divertito: così indignata e con una nota di ovvietà. Forse lo stava influenzando troppo, stava raggiungendo i suoi livelli di sarcasmo.
-Swindle però non mi faceva parlare con i clienti!-
Vortex alzò un braccio e indicò il mechling giallo, il quale, a quelle parole, aveva incrociato le braccia.
-Te l'ho detto perché!.-
-Perché?!-
Swindle sospirò e rispose con tono rassegnato. Come se avessero parlato per molte volte della stessa cosa.
-Perché quelle erano le regole!-
-Regole?-
I tre fratelli maggiori si guardarono dopo aver parlato all'unisono, seppur con toni differenti. Quella era una sorpresa.
Vortex imitò il mechling giallo e incrociò le braccia.
-Sì! Non parlare con i 'formers, non mettere in imbarazio-
-Imbarazzo.-
-Sì! Grazie Blast Off. Di non fare quello a Swindle, e di non andare in giro. Tutto noioso!-
-Tu, piccolo-
-Non hai detto di esseri divertito?-
Vortex abbassò lo sguardo e incrociò le mani, muovendo le dita avanti e indietro, imbarazzato. Lentamente, rispose a Onslaught.
-Sì…-
-Quelle regole non erano per farti un dispetto. Le ha date perché ti vuole bene e si preoccupa per te. Lo capisci?-
Vortex annuì e nascose il viso nel petto del mech, le pale dei motori semi abbassate in imbarazzo. Onslaught mosse delicatamente il mechling, e ripeté la domanda.
-Lo capisci?-
-Sì…-
-Bene. E cosa si dice in questi casi?-
Vortex alzò lo sguardo sul fratello e, a un cenno di questi, guardò Swindle.
-Scusa Swindle.-
-Oh. Fa niente, Tex.-
Swindle scrollò le spalle e colpì delicatamente, dove sapeva provava solletico, una pala del mechling, suscitando in Vortex un cinguettio divertito e infastidito. Quando Onslaught abbassò la mano per farlo scendere si trasformò in un verso di protesta, seguito a delle pale abbassate.
Con una carezza sulla testa e portandolo a sedersi su una sua gamba, Onslaught portò la sua attenzione sul mechling giallo.
-Swindle, vieni qui.-
Swindle guardò stupito il fratello. Abbassò lo sguardo, il corpo teso come pronto per scappare. Poi sospirò e si avvicinò al mech. Con una mano sulla spalla Onslaught portò Swindle vicino al petto e toccandogli il mento con un dito lo convinse a guardarlo. Con soddisfazione vide che Swindle si era visivamente, e finalmente, rilassato. Come aveva pensato, sentire il punto di vista di Vortex stava aiutando. Ora doveva dargli un'ultima spinta.
-Voglio fare un patto con te, Swindle.-
Swindle batté gli occhi confuso.
-Quale?-
-Fino a quando non sarai grande abbastanza, voglio che tu tenga i tuoi affari al minimo.-
-Ma come, io Aspetta. Dici sul serio?!-
Onslaught sorrise e accarezzò la testa del mechling.
-Sì. Nel frattempo puoi aiutare in un altro modo. In realtà lo stai già facendo.-
-Uh? E come, non ho fatto niente di speciale.-
-Mph. Fidati, lo stai facendo, solo che ancora non te ne sei reso conto.-
Swindle incrociò le braccia, ma mantenne lo sguardo del fratello.
-Invece di parlare per enigmi, perché non me lo dici?-
Onslaught fece per rispondere, ma Brawl lo interruppe.
-Ehi, non per disturbarvi, ma potreste rimandare a più tardi?-
I due si voltarono verso il mech verde, il quale indicò con un pollice Vortex: il mechling si era seduto su un ginocchio di Blast Off e si stava dondolando, gli occhi a fatica aperti.
-Il piccolino qui sta per cadere addormentato.-
-Non ho sonno!-
Parlò con una voce indignata, ma la bocca era impastata dal sonno. Blast Off sbuffò e, scuotendo la testa, prese Vortex per il rotore, portandolo nelle sue braccia.
-Davvero? A me sembra il contrario.-
Vortex cercò di dimenarsi dalla presa del fratello, ma le continue carezze sulla testa e sul rotore, unite al calore del volante, gli rendevano difficile concentrarsi.
-Nooo…-
Onslaught scosse la testa e fece segno a Swindle di alzarsi, prima di farlo lui stesso.
- Questo è oltre l'orario a cui siamo abituati. Tutti a dormire.-
Swindle guardò spaesato i suoi fratelli, e quando Brawl gli mise una mano sulla spalla, alzò la testa. Nel vedere la sua espressione Brawl scoppiò a ridere.
-Swin, ma che cavolo è quella faccia?!-
-Che?-
Swindle si girò completamente verso l'altro, barcollando leggermente. Il suo dondolio venne fermato da un dito del fratello.
-Che avete tutti e due, cadere addormentati così?-
Swindle lo guardò spaesato, e solo in quel momento si accorse di essere stanco. La cosa non lo sorprese molto. Senza dargli tempo di dire una parola, Brawl si chinò e lo alzò su un braccio. Il mechling cercò di dimenarsi, inutilmente: non solo Brawl era di gran lunga più forte di lui, era troppo stanco per alzare un solo dito. Rassegnato dall''essere portato in braccio, Swindle appoggiò la testa sulla spalla del fratello, e prima di rendersene conto si addormentò.

Swindle apri gli occhi in una stanza buia e si mise a sedere. Al suo fianco Brawl si girò verso di lui, ma non si svegliò. Alla sua destra Onslaught dormiva profondamente e Swindle poteva vedere Vortex accanto a lui, dormire sul petto di Blast Off.
Non si ricordava di essere entrato nella stanza dei suoi fratelli. Anche se si era appena svegliato, si sentiva ancora assonnato; appoggiò la testa sul petto di Onslaught e iniziò a vagare con lo sguardo. Non che potesse vedere qualcosa in quel buio, ma era un'abitudine che aveva da quando era piccolo, ben prima di incontrare i suoi fratelli: osservare qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, e trovare qualcosa di utile. Ora non ne aveva più bisogno, ma qualche volta, soprattutto per i suoi affari, si ritrovava a farlo. Altre volte lo aiutava a pensare.
I suoi pensieri tornarono a qualche ora prima e per l'ennesima volta un senso di imbarazzo lo invase: aveva pianificato tutto, ma non aveva pensato che i suoi fratelli si sarebbero preoccupati. Ripensò alla sua lite con Blast Off e chiuse gli occhi sospirando. "Ha ragione…A che pensavo, portare Vortex con me…sì, era contento, e non l'ho mai visto così, ma…"
Riaprì gli occhi e poggiò una guancia sul petto di Onsalught, guardandolo di sottecchi.
"A parte quello…Come posso aiutare?"
Swindle si toccò il mento con un dito, alzando la testa.
"Onslaught ha detto che sto già aiutando. Ma come?"
Sospirò e poggiò di nuovo la testa su Onslaught.
-Non riesci a dormire?-
Nel sentire il petto vibrare al tono della voce, Swindle alzò gli occhi e incrociò quelli gialli del fratello.
-Non proprio…-
Onslaught non rispose ma alzò un braccio e con la mano strofinò la testa di Swindle. Accanto a loro Brawl si mosse, e Onslaught abbassò leggermente il braccio, circondando sia il mech verde che Swindle. Per un po' nessuno dei due parlò, poi Swindle poggiò una guancia sul petto del più grande. Quando parlò la sua voce era più bassa di un sussurro.
-Cosa intendevi prima?-
-Mh?-
Swindle pensava che l'altro si fosse riaddormentato e che non l'avrebbe sentito. Non aveva molta voglia di riprendere quella discussione, ma alla fine la sua curiosità vinse.
-…Quando hai detto che sto già aiutando.-
Onslaught abbassò la testa quel tanto per guardare negli occhi viola di Swindle.
-Con Vortex.-
Swindle batté un paio di volte gli occhi e alzò la testa confuso da quel tono ovvio. Voleva una risposta diretta, ma non si aspettava quella.
-In che senso?-
Onslaught sospirò: era stanco, e doveva andare a lavorare presto quella mattina, ma se Swindle aveva bisogno di capire, nel mezzo della notte, perché stava aiutando, non poteva rifiutarsi di rispondergli.
-In queste notti, non ti sei occupato di lui?-
-Sì? Mi sembra ovvio.-
Onslaught lo colpì delicatamente su una spalla per l'impertinenza e riprese a parlare.
-E non lo hai sentito come parlava dei joor che avete passato insieme?-
-Sì…-
-Swindle, davvero non ti sei accorto di cosa stai facendo?- Mentre parlava si voltò leggermente con la testa verso Vortex, vedendo le piccole pale muoversi leggermente mentre dormiva, poi tornò a guardare Swindle. -Non posso portarlo troppe volte al lavoro, ed è troppo piccolo per andare a scuola. Anche Blast Off e Brawl lo portano qualche volta con loro a scuola. So che tu, ogni volta esci di scuola, vai a prenderlo; vuoi occuparti di lui. Giochi con lui, lo aiuti quando noi non siamo a casa. Come in queste notti, nelle vostre uscite.- Swindle si ritrasse leggermente al tono su quella parola. – Non è una sorpresa che voglia stare con te. Vortex è ancora molto piccolo, e ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui. Tu l'hai sempre fatto.-
-Oh.-
Onsluaght sbuffò una bassa risata.
-Oh? Solo questo?-
Swindle distolse lo sguardo, e si mise le mani in testa, nascondendo il viso imbarazzato.
-Non ci avevo mai pensato. Ho fatto tutto senza accorgermene.-
Ed era vero. Gli sembrava ovvio che, visto che i suoi fratelli erano occupati, e che, con sua rabbia, si stavano sovraccaricando per guadagnare qualcosa, "E non capiscono che posso aiutarli anch'io in quello.", era lui a doversi occupare di Vortex. E con sua sorpresa il mechling sembrava gli si fosse affezionato molto.
Onslaught gli accarezzò la testa e Swindle riportò la sua attenzione su di lui.
-Ora capisci?-
-Sì…Ons?-
-Mh?-
-Gli shanix delle vendite…-
-Tienili.-
-Ma-
-Niente ma. Anche se non mi piace, te li sei guadagnati. Sono tuoi.-
-Grazie.-
Onslaught in risposta gli accarezzò di nuovo la testa.
-Prego. Ora però cerca di dormire, più tardi devi andare a scuola.-
Swindle annuì e si sistemò vicino il fratello, rilassandosi sentendo il suo ronzio. In sottofondo sentì Brawl dire qualcosa, Blast Off rispondergli in un mezzo sussurro e Onslaught riprendere entrambi. Malgrado il rumore, Swindle si lasciò sfuggire un piccolo sorriso contento. Il suo piano era fallito, ma si sentiva lo stesso soddisfatto. Onslaught aveva detto di non commerciare di notte. Non era colpa di Swindle se non aveva generalizzato.
Swindle chiuse gli occhi, una nuova risoluzione in mente: in un modo o in un altro, avrebbe aiutato i suoi fratelli.

Capitolo 2: Incognita

Stava calando la notte, sulla città di Kaon. Era sempre la solita danza, il ritmo ininterrotto dei vari livelli, i lampioni che, in un susseguirsi calcolato, iniziavano a illuminare le strade di pari passo all'ascesa del buio. Non vi era nulla di spettacolare, era il solito spartito che tutti gli abitanti di Cybertron seguivano, e che implicavano sempre quella solita dissonanza. Era risaputo, i livelli erano un'espressione della loro società, e quel senso di superiorità guadagnata si rispecchiava nell'illuminazione: la crisi durava da vorn, ormai, e la decisione di non accendere i lampioni nei livelli più bassi nelle città era stata presa per ovviare al consumo energetico. I lampioni più grandi e potenti si trovavano dopotutto nei livelli più alti, e con quelli i livelli più bassi erano illuminati senza dover attingere ai fondi riservati a questi. Una scelta approvata, discussa, ma comunque fatta e che da vorn era ormai in vigore. Non si poteva negare che dopo vorn ci si era fatta l'abitudine e con i ponti che collegavano i vari livelli che man mano che si scendeva diventavano sempre più pochi e stretti, i livelli medi e più bassi erano illuminati abbastanza per svolgere le mansioni notturne. E come parte dello spartito notturno, transformer di ogni tipo vagavano per le strade di quei livelli, chi tornava a casa e chi invece si dirigeva al locale più vicino. Era facile trovare gruppi che usciti dai propri luoghi di lavori volevano divertirsi, e non poteva negare che lui era uno di questi transformer. Un po' di sfogo e svago e poi tornava nell'appartamento con i suoi fratelli. Ma in quel particolare giorno Brawl non sentiva la voglia di seguire i suoi colleghi. Era per abitudine che li stava seguendo nel loro solito locale, ma invece si soffermò sull'uscio dell'entrata e, soffiando con frustrazione, si voltò. Una mano andò istintivamente al suo fianco, sopra l'apertura del suo subspace: non riusciva a capire, né a spiegarsi, il motivo per cui gli avevano inviato quel messaggio. Era certo di aver inviato tutti i suoi dati.
"È per il lavoro?"
-Ti vuoi levare di mezzo?!-
Brawl si spostò velocemente di lato, osservando come il mech che gli aveva appena urlato lo superò, e ricacciò indietro un ringhio. Grugnendo, Brawl riprese a camminare.
"No, non può essere per il lavoro, non hanno mai fatto storie con nessuno…Ma allora perché cavolo me l'hanno inviato?! Non ha senso…"
La sua mano destra si chiuse in un pugno e Brawl si sforzò dal non urlare; soprattutto quando si accorse di aver superato l'incrocio che doveva prendere. Si fermò, stringendo entrambe le mani in pugni, e cercando di contare mentalmente a dieci come gli aveva insegnato Onslaught. Brawl si voltò e tornò indietro, calpestando i piedi, ignorando totalmente gli sguardi infastiditi e le voci dei transformer che superava.
"…Non hanno accettato la mia adesione?"
La sua camminata furiosa rallentò fino a diventare un passo lento, per poi fermarsi nel mezzo del marciapiede.
"E che dico agli altri?"
Malgrado i suoi fratelli lo avessero incitato a iscriversi a un'altra accademia, avevano accettato lo stesso la sua scelta. Brawl aveva il sospetto che Blast Off fosse deluso di questa sua scelta, anche se non lo dava a vedere, e non si fosse invece iscritto all'accademia delle arti di Kaon. Certo, gli piaceva leggere ma di sicuro quella non era la sua idea di professione che aveva in mente. Se doveva seguire l'insistenza di Onslaught e frequentare l'accademia, preferiva una dagli insegnamenti più pratici. Inoltre, se avrebbe seguito il consiglio di Blast Off, era certo che ci sarebbero stati fin troppi problemi, e l'espressione che fece il volante quando gli disse quale accademia aveva scelto non era facilmente dimenticabile. Ma poi Blast Off si era offerto di accompagnarlo lui stesso per l'orientamento.
La strada era trafficata, ma anche volendo Brawl non poteva trasformarsi; inoltre, aveva voglia di camminare, anche se non era abituato a quel silenzio. E non si era nemmeno reso conto di essere arrivato al suo quartiere. Di solito lui e Swindle tornavano a casa insieme, ma da quando i due mechling erano stati beccati uscire di nascosto, Blast Off aveva iniziato a uscire prima da lavoro (a discapito dell'accademia) e prendere Swindle da scuola, Vortex sempre con lui, per tenerli d'occhio. Era strano camminare da solo, ma dall'altra parte Brawl non aveva nemmeno voglia di parlare con Swindle, né di sentire il suo blaterare. Ed eccolo lì, di fronte la porta dell'appartamento, a esitare. Non era da lui, tentennare con incertezza, aveva superato quel suo lato quando aveva iniziato ad abitare con gli altri. Sospirò, irritato con sé stesso per essersi permesso di pensare al sé stesso di quando aveva conosciuto Blast Off. Era passato molto tempo, da quando era quel piccolo e timido mechling impaurito che…No, doveva smettere di pensare a quel periodo. Sentì la rabbia, famigliare, ribollirgli dentro, cercando di triturare quel messaggio. Ma si frenò dall'urlare, solo perché i suoi fratelli l'avrebbero sentito e non aveva voglia che lo assillassero con le loro domande e rimproveri.
Contò mentalmente fino a cinque e inserì il codice nel lettore della porta.
Nella cucina trovò tre dei suoi fratelli seduti al tavolo: Blast Off aveva in braccio Vortex e stava leggendo un datapad al mechling. Era un'abitudine che il volante marrone aveva iniziato quando avevano adottato Vortex e con grande piacere di Blast Off, il mechling aveva da subito mostrato un interesse per quelle storie. Forse un po' troppo, visto che assillava uno qualsiasi di loro così che gli leggesse qualcosa…Era troppo difficile dire di no a quegli occhi.
Swindle invece sedeva di fronte a loro, chino su due datapad e lo sguardo che guizzava da uno schermo all'altro. L'istante in cui la porta scivolò aperta e poi chiusa, Vortex alzò lo sguardo e tutti i pensieri su quel messaggio sparirono nel vedere il sorriso del mechling.
-Brawl!-
Brawl si avvicinò al tavolo e accarezzò la testa di Vortex, facendo un cenno a Blast Off.
-Ehi, Tex, Swindle.-
Blast Off gli rispose con un suo cenno e si alzò, sistemando Vortex sulla sedia, lasciando che prendesse in mano il datapad. Mentre il mechling iniziò a picchiettare con uno sguardo concentrato sullo schermo, l'altro volante si diresse verso la cucina, lanciando uno sguardo irritato a Swindle.
- Vado a preparare l'energon. Sì, Onslaught mi ha detto che ha finito il turno. Swindle, Brawl ti stava parlando. E metti via quei pad.-
Swindle si fermò, il dito alzato mentre stava scrivendo qualcosa, e incrociò lo sguardo di Blast Off.
-Stavo controllando se c'erano degli errori.-
-Sì, e i volanti amano gli spazi chiusi.-
-Ah ah. Sì, stavo controllando. Problemi?-
Blast Off gli lanciò uno sguardo impassibile, anche se una delle sue ali sulle gambe si mosse in fastidio. I due mantennero lo sguardo per alcuni secondi, finché Swindle voltò la testa, borbottando qualcosa. Blast Off sbuffò irritato, ma si permise un mezzo ghigno per la piccola vittoria e tornò ad aprire la credenza in cui tenevano i cubi d'energon. Ne prese uno, mezzo pieno, e lo mise sul piano della cucina; aprì poi un'altra anta e prese cinque piccoli cubi vuoti e una confezione di minerali. Mentre Blast Off iniziò a preparare la loro cena, Brawl si massaggiò le spalle. Stirando con leggeri movimenti avanti e indietro i cingoli, si sedette accanto a Swindle, che nel frattempo aveva messo nel suo subspace i due datapad e aveva accesso l'olovisore.
-Allora, com'era il lavoro?-
Brawl scrollò le spalle e si appoggiò allo schienale della sedia.
-Come sempre. La scuola?-
Swindle grugnì e si stiracchiò sul tavolo.
-Ho una prova di matematica tra qualche ciclo. Sono formule abbastanza difficili.-.
-Tu le hai trovate difficili.-
-Ehi, non guardarmi così!-
Blast Off si avvicinò in quel momento al tavolo e, poggiati i cinque piccoli cubi, ora colmi di energon, incrociò lo sguardo di Brawl.
-Si, anch'io l'ho pensato.-
Brawl mosse gli occhi verso Swindle e ghignò quando il volante fece lo stesso. I due continuarono in quel modo, mimando con gli occhi e torsioni della bocca una conversazione, mentre Swindle li guardava infastidito. Dopo alcuni secondi grugnì e poggiò la testa sul tavolo, faccia su metallo.
-Odio quando fate così.-
Brawl aprì la bocca per replicare, ma in quel momento la porta d'ingresso scivolò aperta e chiusa, seguita da una voce famigliare.
-Mech.-
-Ons!-
Vortex, che fino a quel momento era concentrato sul datapad, saltò in piedi sulla sedia pronto a volare verso il più grande, solo per essere fermato da Onsalught con una carezza sulla testa. Detto mech gli sorrise, poi guardò gli altri, notando i cubi sul tavolo.
-Non avete ancora cenato?-
Blast Off gli porse un cubo, mettendone uno davanti a Vortex e indicando al mechling di sedersi.
-Stavamo aspettando te. Swindle, non ci provare!-
Swindle guaì sorpreso e alzò la testa da qualcosa che aveva chiaramente sulle gambe.
-Non stavo facendo niente.-
-Certo, come prima.-
Il volante sbuffò e, dopo aver riposto il datapad, che Vortex aveva lasciato cadere sul tavolo, nel suo scaffale della libreria, mise due cubi davanti a Swindle e Brawl, sedendosi poi col suo in mano accanto a Vortex.
Onslaught si sedette e guardò i due, poi prese un sorso di energon.
-Cos'ha combinato?-
-Niente!-
Brawl poggiò la testa sulla mano e guardò il mechling, un sorriso schernitore sul viso.
-Chissà perché ho la sensazione che tu stia mentendo.-
In risposta Swindle mosse, senza voltarsi, in un gesto vago una mano.
-Te l'ho detto, ho un esame fra qualche ciclo. Posso ripassare o volete disturbarmi di nuovo?-
-Attento a come parli.-
Swindle si ritrasse leggermente al tono severo di Onslaught e abbassò lo sguardo.
-Scusa…Ma voglio prendere un bel voto, ok?!-
-Allora non ti darebbe fastidio se volessi vedere il tuo datapad.-
-Eh? Quale?-
-Quello su cui stavi scrivendo. E non provare a dire che stavi facendo i compiti. So che li hai finiti un groon fa.-
Swindle guardò la mano di Blast Off, tesa davanti a lui, aprirsi e chiudersi velocemente in un gesto di sbrigarsi, poi il suo viso.
-E perché?-
-Voglio vedere cos'altro hai cancellato.-
Onslaught poggiò il cubo sul tavolo e guardò Swindle dritto negli occhi. Brawl osservò i due e sogghignò da dietro il suo cubo: era sempre uno spettacolo vedere Swindle o Blast Off essere i destinatari delle ramanzine di Onslaught. Specialmente quando il più grande faceva lo sguardo del 'non cercare di mentire a me'. Anche se nessuno dei fratelli più giovani era prono a rassegnarsi sotto quegli sguardi…Non che far arrabbiare Onslaught fosse divertente, soprattutto per tutto quello che il mech aveva fatto e faceva per loro, ma qualche volta anche loro volevano fare come preferivano. Era comunque divertente vedere altri ricevere una severa ramanzina. Non era facile mentire quando il mech li guardava in quel modo…
-Hai cancellato qualcosa dai tuoi compiti?-
-Non dai compiti.-
Swindle ringhiò a bassa voce qualcosa, chiaramente rivolto a Blast Off, quando il volante gli anticipò la risposta, e, sempre guardandolo con un'espressione infastidita, storse la bocca in una smorfia.
-Un errore, tutto qui.-
-Ugh. Meh-
L'attenzione dei quattro si spostò sul più giovane, che stava bevendo in silenzio e con gusto il suo energon. Qualche goccia però gli era sfuggita e aveva creato una scia appiccicosa sul mento. Onslaught prese i fogli abrasivi che Blast Off gli passò e iniziò a pulire il mechling, ignorando le sue proteste; quando parlò di nuovo era però rivolto a Swindle.
-Uh uh. E quanto hai cancellato?-
Swindle borbottò qualcosa e Blast Off di rimando sussurrò a denti stretti, a quanto pare l'unico che aveva sentito cosa il mechling giallo avesse detto. Di riflesso Onslaught era l'unico che invece aveva capito il sussuro del volante e un solo sguardo bastò per far trasalire, seppur impercettibilmente, Blast Off, reazione che venne coperta da un movimento di spalle. Soddisfatto, Onslaught parlò di nuovo.
-Parla ad alta voce, Swindle.-
Swindle iniziò a picchiettare le dita su un lato del cubo, poi sul tavolo. Brutto errore, temporeggiare quando Onslaught voleva sapere qualcosa.
-Swindle, non voglio ripetermi.-
-Aaah! Va bene, va bene, parlo!-
Brawl frenò una risata, nascondendola con un sorso di energon. Ecco il secondo errore di Swindle. Rispondere a Onslaught con un tono incavolato? Era come giocare con una nitrotigre. E infatti, finito di pulire Vortex, Onslaught si voltò completamente verso Swindle, le sopracciglia alzate a mo' di invito retorico di riusare quel tono. Swindle fece una smorfia e distolse lo sguardo prima di parlare.
-Il testo che ci ha dato la prof spiega dei procedimenti sbagliati per risolvere alcuni problemi. Visto che si è rifiutata di darci quelli giusti, li ho cercati nel database.-
-Come fai a dire che sono sbagliati?-
-Perché non risolvono i problemi.-
-Oh…Aspetta un momento, brutto-
-Brawl. Questo non risponde comunque alla mia domanda, Swindle.-
-Ho risposto.-
-No. Mi hai detto il perché, ma io ti ho chiesto 'quanto'.-
-Se non lo dici tu, lo faccio io.-
Swindle lanciò un'occhiataccia a Blast Off e parlò di nuovo.
-Al massimo una pagina…-
-Fammi vedere.-
Swindle esitò per qualche secondo, poi passò il datapad a Onslaught. Il mech lesse in silenzio, la sua faccia impassibile. Quando alzò di nuovo lo sguardo, i suoi occhi si puntarono su quelli viola e ansiosi di fronte a lui.
-Si capisce che hai cancellato e riscritti completamente due capitoli interi,.-
-Erano quelli con i procedimenti sbagliati. All'inizio pensavo di dover correggere solo alcune parti, poi ho notato che era tutto sbagliato.-
-Ti bastava prendere degli appunti.-
- I miei appunti sono un casino.-
-Certo…Lo hai detto alla professoressa che ben due capitoli sono sbagliati?-
-Sì, e ha insistito che quelli erano i procedimenti giusti, anche quando le ho mostrato le formule e gli esercizi.-
Onslaught sospirò e diede a Swindle uno dei suoi sguardi ammonitori. Il mechling in risposta sbuffò e incrociò le braccia.
-Hai fatto bene a cercare i giusti procedimenti.- Si fermò, porgendo il datapad a Swindle.
-Ma hai a dir poco esagerato nel riscrivere due capitoli interi. Non ti chiedo come ti è venuta questa idea, ma voglio sapere una cosa. Cosa ti ha detto la professoressa quando le hai fatto notare la cosa?-
-Che me lo stavo inventando e devo attenermi a quello che il testo spiega.-
-Scusa eh, ma non ha dato retta a te, il migliore della classe?-
-Evidentemente sono bravo solo quando non faccio notare errori nei testi, Brawl, non lo sapevi?-
Brawl diede una spinta alla spalla di Swindle e aprì la bocca per replicare, ma venne fermato dalla mano di Onslaught.
-Allora perché hai cancellato e riscritto i due capitoli quando potevi prendere appunti su un pad vuoto? E non riusare la scusa degli appunti in disordine.-
-Non ne avevo uno vuoto, né uno che ha un po' di spazio.-
-Uh uh. E perché non ne hai comprato uno, o non hai chiesto a me o a Blast Off o a Brawl di comprartelo?-
-Costano e non volevo disturbarvi.-

-…-
-Vuoi che risponda o hai capito da te che quello che hai detto è una stupidaggine? Blast Off, hai per caso un datapad vuoto che non ti serve?-
Onslaught mantenne lo sguardo di Swindle mentre parlava, notando come la ruota della spalla destra si mosse leggermente all'indietro; ad eccezione di quello però il mechling rimase impassibile, anzi, era tornato a guardare l'olovisore.
-Più di uno e di formati diversi. Come ti serve, Swindle?-
Entrambe le ruote sulle spalle si mossero all'indietro e prima che Swindle potesse rispondere, Onslaught gli diede un altro dei suoi sguardi.
-Recupera i file e scrivi i procedimenti giusti sull'altro pad-.
-Ugh, va bene.-
-Stai facendo una scenata. Non è da te.-
-Scusami tanto, Blast Off, se mi dà fastidio che la mia professoressa si rifiuta di ammettere che il testo che ha scritto e che ci ha dato ha molti errori e si ostina a farci studiare lì! Alcune parti non hanno proprio senso!-
Onslaught sospirò, ma non riprese il mechling, dando spazio a Blast Off di farlo; tornò invece a bere il suo energon.
-Hai provato a parlare con la direttrice?-
-…Oh-
-La cosa più logica da fare e lui dice "oh".-
-Blast Off…-
-Andiamo Onslaught, lo sai che ho ragione.-
-N non ci avevo pensato, ok?!-
-Sì, e non perché temevi che, se l'avessi fatto, i tuoi compagni di classe ti avrebbero preso in giro.-
-Uh, correzione, non l'avrebbero fatto. Perché a differenza di te, io sono simpatico.-
-Cosa pretendi, quando sono invidiosi di uno più bravo di loro, fanno così.-
-E lui sa di cosa sta parlando.-
-Zitto Brawl.-
-Certo…-
Il mech verde fece un verso sorpreso al tono dell'altro.
-Swin, mi sorprende che tu non sappia cosa ha fatto Blast Off quando era più piccolo.-
Swindle si voltò completamente verso Brawl, un luccichio malizioso nei suoi occhi viola che non passò inosservato agli altri fratelli.
-Oh, riconosco questa voce. Dimmi tutti i particolari!-
Brawl si portò il cubo alla bocca e non cercò di nascondere il suo ghigno.
-Con piacere! Aveva più o meno i miei vorn e nella sua classe c'era un tizio a cui stava sui bulloni…-
-Ugh Brawl, stai sul serio tirando fuori quella storia?-
Brawl ignorò Blast Off; era difficile trovare qualcosa di cui Blast Off si vergognasse, e Brawl non poté fare a meno di lanciargli uno sguardo divertito e un ghigno. Prima di continuare il suo racconto, però, vide Onslaught incrociare le braccia. Non sapeva se era perché sapeva quello che stava per dire o perché non conosceva l'episodio.
"Oh, 'bè."
-Questo tizio continuava a rompere. Durante le lezioni, le prove. E ogni volta che Blast Off diceva qualcosa ai professori, questi dicevano che stava solo scherzando.-
-Era il loro cocco, solo per la sua famiglia…-
Swindle non si voltò verso il volante, ignorando cosa aveva detto, e lo indicò con un pollice, una nota sarcastica nella voce.
-Stiamo parlando di Blast Off. Come minimo gli avrà commentato sulla finitura.-
-Sì, questo lo pensi te. Blast Off fa l'altezzoso, ma tra noi è il più str- Brawl si fermò al veloce e basso ringhio. Si voltò verso Onslaught e al cenno che questi fece con la testa verso Vortex, gli occhi di Brawl si allargarono. In quei vorn aveva imparato a decifrare alcuni dei ringhi di Onslaught, e quello era ben riconoscibile: "Continua quella parola e se la ridice vedrai che ti faccio.".
-Cos'è Blast Off?-
Brawl sobbalzò e poggiò sul tavolo il cubo. Ovviamente Vortex doveva chiedere, doveva scegliere dalle frasi dette, proprio quella parola.
-Uno str…stra…strafottente!-
-E che significa?-
-Uh, che è…-
-Mi avevi quasi sorpreso con l'uso di quella parola, ma vedo che non mi deludi. Non sai nemmeno il significato.-
Brawl assottigliò gli occhi a quelle parole e indicò il volante al mechling.
-Vedi Blast Off? Ecco, lui è l'esempio perfetto.-
Detto mech lanciò un'occhiata fredda all'altro e con un clic della lingua si rivolse a Vortex, anche se i suoi occhi continuavano a guardare dritto in quelli di Brawl.
-Non sentirlo. Non sa nemmeno lui cosa significa, ecco perché ha detto quello.-
-EHI! Non è vero!-
-Allora digli cosa significa strafottente.-
Brawl ringhiò leggermente in risposta e guardò Vortex.
-Strafottente è chi dice di essere il migliore e superiore agli altri, quando invece non è così.-
-Notevole.-
-Se continui ti becchi un pugno.-
Blast Off scosse la testa e guardò Brawl.
-Devi fare così ogni volta?-
-Se tu continui a insultarmi, sì!-
-Tecnicamente hai iniziato tu raccontando quella storia.-
-Ma dai, è divertente!-
-No.-
-Tanto già lo sappiamo che non sei così serio.-
-Se vuoi racconto di quella volta quando ti sei-
-NO!-
-…La tua scaltrezza mi fa paura.-
-Davvero. Dimmi tutto, Blast Off!-
-Con piacere, Swindle. Potrebbe anche darti uno spunto su come fare.-
-Trattandosi di una cosa che ha fatto Brawl e conoscendoti, non so se sei sarcastico o sei serio.-
-Io invece mi chiedo ancora perché ogni volta dovete fare così. Un ciclo in cui beviamo energon normalmente è troppo difficile.-
Onslaught sospirò, vedendo che gli altri lo stavano palesemente ignorando e accarezzò Vortex sulla testa, quando il mechling si voltò verso di lui con un cinguettio confuso.
-Entrambi, Swindle.-
-Eh. Comunque, dimmi. Qual' è questo spunto?-
-Semplice. Umil-
Un sonoro rumore metallico risuonò nella stanza e Blast Off saltò leggermente, stringendo di riflesso il cubo che aveva in mano. Lanciò un'occhiata a Onslaught, seduto accanto a lui, e a denti stretti gli disse:
-E quello, per che cos'era?-
Onslaught prese un sorso di energon e, sottolineando ogni parola con la sua tipica voce che non ammetteva repliche, gli rispose.
-Lo sai benissimo.-
-E dovevi darmi un-
-Oh. Ora ho capito. Non è male come idea.-
-Sì, in effetti puoi fare cos-
Brawl si interruppe, sentendo un movimento sotto il tavolo, seguito subito da un guaito sorpreso provenire da Swindle.
-Ahia! Perché quel calcio?!-
Brawl iniziò a ridere nel vedere la faccia indignata di Swindle; ma le sue risate si attutirono quando spostò lo sguardo e vide l'occhiata torva che gli stava lanciando Onslaught. Brawl si trattenne dal mugugnare, scegliendo invece di sentire cosa il più grande era in procinto di dire.
-Non prendere sul serio quello che ha detto.-
-Tecnicamente non ho detto niente.-
Al ringhio basso del mech Blast Off alzò una mano e si voltò verso l'olovisore.
-Non l'avrei fatto comunque.-
Un semplice sguardo portò Swindle ad abbassare la testa, e questa volta Brawl ghignò.
- Prima di andare a dormire, recupera quei file. E fai presente alla direttrice la cosa.-
-Sì…-

Dopo aver finito di cenare Onslaught raccolse i cubi e li inserì sotto i getti per lavarli. Dopo averli messi ad asciugare si unì ai suoi fratelli sul divano.
-Che vediamo?-
Vortex, seduto sulle gambe di Brawl, distolse lo sguardo dall'olovisore e guardò Onslaught.
-Noi un film. Tu devi andare a dormire.-
Mettendo il broncio Vortex si voltò a guardare il fratello.
-Ma Blast Off!-
-Niente ma, Vortex.-
-Ma uffa! Perché io devo andare a dormire e voi invece guardate un film…-
Onslaught sospirò e si sedette accanto a Brawl.
-Pochi minuti e poi a dormire.-
Vortex annuì muovendo all'unisono le pale. I quattro più grandi si scambiarono un'occhiata: non era una novità che, una volta finito di cenare, Vortex volesse rimanere sveglio con loro. E quando riuscivano a metterlo a letto, il piccolo mechling si intrufolava nella stanza principale per guardare il film. La prima volta si era addormentato tra Swindle e Onslaught e tutti e quattro erano più che contenti che di solito sceglievano di guardare film comici o d'avventura. E puntualmente, dopo pochi minuti dall'inizio del film, Vortex si addormentava in braccio a uno dei suoi fratelli.
Brawl si alzò in silenzio, spostando Vortex nell'incavo tra braccio e gomito e cullandolo in modo che non si svegliasse, e si diresse verso la stanza dei due mechling. Mise Vortex nel suo letto, spostandogli leggermente una pala che stava strusciando sul materasso. Tornò verso la porta trascinando i piedi e uscì, fermandosi però sulla soglia mentre la porta scivolò chiusa alle sue spalle. Di fronte a lui c'era un'immagine che difficilmente aveva modo di vedere, anzi, poteva contare sulle dita di una mano le volte in cui aveva visto quella scena. Swindle, addormentato su Blast Off con la testa sulle braccia incrociate sopra la gamba del volante. Non era poi così inusuale che uno dei cinque si addormentasse su un altro: dopotutto nel loro monolocale, prima che si trasferissero in quel livello, lo spazio era troppo piccolo per quattro mechling tra i quali tre erano di classe 'grande', e di conseguenza erano soliti addormentarsi uno sull'altro. In quei vorn era per esigenza, ma ora abitavano in un nuovo appartamento, uno con due camere da letto e non avendo più un unico letto a disposizione si addormentavano accoccolati (e francamente nessuno di loro definiva quell'atto come tale) solo in casi disparati, come la notte in cui avevano beccato Swindle e Vortex sgattaiolare fuori. A proposito di quella notte, Brawl era certo che Onslaught e Blast Off avessero deciso di essere più severi e freddi verso i due. Onslaught faceva sempre così quando uno di loro gli disobbediva, già quando Brawl era più piccolo; ma la sorpresa era l'atteggiamento di Blast Off, più freddo del solito. Non con Vortex, però. Nessuno di loro riusciva a essere freddo con il mechling, era troppo per lui e per loro. E Brawl capiva perché Blast Off si comportava in quel modo (Brawl si era trovato molte volte come soggetto di quell'atteggiamento, e più di quanto gli piacesse), ma almeno lui non era così duro con Swindle. Anzi, era abbastanza impressionato da come Swindle avesse continuato a sgattaiolare fuori per due settimane senza che uno di loro se ne accorgesse. Ad eccezione di Onslaught. Il più grande aveva l'inspiegabile abilità di scoprire sempre quando uno di loro gli stesse nascondendo qualcosa. E davvero, acconsentire che Vortex uscisse con lui non era stata una delle idee migliori che Swindle avesse avuto. Anche se Brawl avrebbe fatto la stessa cosa. Probabilmente.
Quindi, era strano vedere i due in quella posizione, come se fossero in attesa di un commento irriverente che Brawl era pronto a fare, se Blast Off non avesse parlato prima di lui.
-Non dire niente.-
-Non volevo dire niente, infatti.-
Brawl non nascose il suo sogghigno, specialmente dopo aver sentito il tono rassegnato del fratello. E proprio per dargli più fastidio, mosse i suoi cingoli in modo canzonatorio, prima di riprendere il suo posto accanto Onslaught. Il maggiore dei fratelli scosse la testa e si voltò verso Swindle.
-Se era stanco poteva andare a letto.-
-E soprattutto non addormentarsi sopra di me.-
-Non so, Blast Off. A vedere Vortex e Swindle e anche per esperienza personale, sei comodo per dormire.-
Blast Off guardò per alcuni secondi Brawl, inespressivo. Per un po' nessuno dei tre parlò, la loro attenzione tornata sul film di avventura. I due protagonisti, un mech e una femme, si erano appena rincontrati nello scantinato di uno strano palazzo. La 'reunion' era troppo melensa per i gusti di Brawl, ma almeno i due avevano iniziato a parlare dei mostri che avevano incontrato mentre si recavano lì. Aprì la bocca per commentare, ma invece si lasciò sfuggire un guaito sorpreso. Voltò la testa di lato, notando il sogghigno sul volto di Blast Off. Di certo il volante non si poteva aspettare che tralasciasse il ceffone che gli aveva dato sulla spalla. Brawl si slanciò in avanti, sdraiandosi quasi del tutto su Onslaught, e diede un ceffone sull'avambraccio del volante. Blast Off alzò quel braccio, pronto per rispondere e Brawl lo imitò, la mano semi aperta pronta a prendere il polso dell'altro. Nessuno dei due badò al sospiro infastidito, né avevano calcolato un terzo partecipante. Grande sbaglio da parte di entrambi. Una presa ferrea sulle loro spalle da parte di famigliari e forte mani, li fece squittire sorpresi. Questo li fermò? No, ma quando la presa aumentò di forza ali e cingoli si mossero in fastidio. Solo al ringhio ben famigliare i due si allontanarono con delle smorfie.
-Fatela finita.-
Ringhio più parole dette con tono basso. La combo che i fratelli più giovani, o meglio, tutti tranne Vortex, conoscevano molto bene. Durante quei vorn avevano imparato a riconoscere le variazioni dei ringhi e toni di Onslaught. Il mech di solito usava un ringhio basso quando uno di loro disobbediva, ma alcune volte faceva uso di frasi 'tipo'. Non erano tali quando aveva iniziato a usarle, ma dal momento che vide che Blast Off, Brawl e Swindle non lo ascoltavano nel novanta per cento delle volte, quelle frasi divennero un suo marchio. Comunque, non le utilizzava con la stessa frequenza dei ringhi. La combinazione dei due metodi era ancora più rara e usata, di solito, solo quando Onslaught era stanco dei reciproci punzecchiamenti dei suoi fratelli. E quello era il motivo per cui i due si rimisero a sedere nei loro posti. Anche se si scambiarono un'altra occhiataccia, ben sapendo che avrebbe suscitato uno scappellotto da parte di Onslaught. Cosa che fece, facendoli entrambi guaire alle due sonore pacche sulle loro spalle.
-Uh, che?-
Tre paia di occhi si spostarono su Swindle. Il mechling giallo si era semi alzato dalle gambe di Blast Off e guardava spaesato gli altri tre.
-Bene, sei sveglio. Ora smettila di usarmi come letto e vai su quello vero.-
Blast Off spinse con un dito una ruota sulla spalla e anche se Swindle non oppose resistenza, il mechling grugnì e si sedette accanto all'altro transformer.
-Sì, sì, non ti lamentare. Era comodo.-
-AH! Visto?!Avevo ragione io!-
Swindle aprì la bocca per dire qualcosa, ma la richiuse quando vide Onslaught mormorare un basso -Perché di notte devono essere così insopportabili…- prima di piantarsi un palmo sul viso.
-Che?-
-Brawl, se non stai zitto.-
-Che fai, eh?-
-Lo vuoi vedere, piccolo-
-Se non la smettete vi faccio zittire io.-
Blast Off e Brawl distolsero lo sguardo l'uno dall'altro. La combo di ringhio e parole usata due volte di fila era ancor più rara delle frasi tipo e sebbene entrambi fossero troppo testardi da rinunciare nel vincere, non volevano scoprire la mossa successiva di Onslaught se continuavano con il loro atteggiamento. Questo comunque non li fermò dal ringhiarsi a vicenda.
Swindle scese dal divano e si diresse verso la propria camera camminando all'indietro, gli occhi sui tre.
-Io, non faccio domande. Vado a dormire, buonanotte.-
-Ricordati di recuperare quei file.-
Swindle che si era voltato, si bloccò e guardò Onslaught.
-Ah, vero…Lo faccio subito.-
-Fallo domani mattina, quando sei più riposato.-
-Giusto…Ok. Buonanotte.-
-Buonanotte.-
-'Notte.-
Blast Off gli rispose con un cenno della testa e Swindle entrò nella sua stanza, la porta che scivolò chiusa dietro di lui.
I tre sul divano tornarono a guardare il film. Anche se era un genere che gli piaceva, Brawl non riusciva a rilassarsi e guardarlo: come poteva, se continuava a pensare a quel messaggio? Non era per il lavoro, di quello era certo. E allora perché l'ufficio gli aveva inviato quel messaggio? Forse si erano sbagliati e non era diretto a lui. Dall'altra parte, sapeva benissimo quanto quelli dell'ufficio registrazioni fossero puntigliosi. Una mano sulla spalla destra lo scosse dai suoi pensieri e Brawl si voltò, seguendo con gli occhi la mano, il braccio a cui era collegata e la faccia del proprietario, incrociando due occhi gialli seri.
-Scusa Ons, hai detto qualcosa?-
-Ti avevo fatto una domanda, e mi hai appena risposto. Ma la ripeto: cosa succede?-
-Cosa succede dove?-
-A te.-
Brawl guardò Blast Off, avendo capito che i due stavano usando una delle loro combo da 'fratelli maggiori' con lui.
-Niente? Sinceramente non so di cosa stiate parlando.-
-E questa è la conferma che stai mentendo. Sei stato stranamente silenzioso a cena.-
Brawl incrociò le braccia e sbuffò infastidito alle parole di Onslaught.
-Cosa, un mech non può bere il suo energon in silenzio?!-
-No, ma quando lo fai tu è inquietante.-
-Ah, giusto, solo tu puoi farlo. Giusto Blast Off?-
-Brawl.-
Brawl borbottò qualcosa e abbassò lo sguardo, infastidito. Lo sapeva che l'altro aveva ragione; e odiava quando Onslaught e Blast Off si coalizzavano in quel modo. Non poteva nascondere niente che i due non venissero a scoprire. Alcune volte Brawl pensava seriamente che entrambi avessero una qualche sorta di potere che facesse capire loro quando lui o i due mechling più giovani stessero nascondendo qualcosa. Era fastidioso e premuroso allo stesso tempo, da parte loro. E Onslaught aveva anche usato il suo tono da 'Lo sappiamo entrambi che mi stai mentendo'. Brawl grugnì di nuovo.
-Cosa? Ha iniziato lui!-
-Solo perché non ci stai dicendo perché sei agitato.-
Ed ecco Blast Off con il suo atteggiamento 'Non è vero, ma mi preoccupo troppo per te, quindi dimmi chi ti ha infastidito così che io possa sfogare il mio istinto di fratello maggiore'.
"Dovremmo sul serio cambiargli il nome, è troppo lungo. Lo devo dire a Swindle", Brawl pensò, ricordando tutti i nomi che lui e Swindle avevano dato agli atteggiamenti dei loro fratelli.
Sapeva benissimo che gli altri due lo stavano osservando, ma Brawl esitò lo stesso. Parlare o non parlare. Qualsiasi cosa scegliesse, non sapeva cosa fare con quel messaggio.
"BC saprà sicuramente cosa fare…E almeno non dirà niente a Ons e Blast Off…"
Malgrado volesse mantenere il messaggio un segreto, e occuparsi da solo della faccenda, sapeva benissimo che sia Onslaught sia Blast Off non avrebbero desistito nello scoprirlo. E la sua seconda opzione non era nemmeno giusta nei loro confronti, visto che lo volevano aiutare. Brawl grugnì e alzò la testa, mantenendo però lo sguardo sull'olovisore.
-È che oggi l'ufficio mi ha inviato un messaggio…Pensavo fosse quello dell'accademia, ma è quello del quartiere…-
-Cosa vogliono?-
-Beh, io non…Non l'ho capito.-
Blast Off scosse la testa, ma almeno, pensò Brawl, non commentò. Onslaught, invece, allungò una mano in una richiesta silenziosa e Brawl non tentennò nel dargli il suo datapad, dopo aver cercato il messaggio. Blast Off si sporse per leggere e, quando finì, guardò dritto negli occhi di Brawl. Era uno sguardo che il mech verde conosceva bene.
-Li hai chiamati per chiedere spiegazioni?-
Brawl lo guardò e si raddrizzò, contando mentalmente pensando alla risposta dell'altro transformer.
-Io…Non ci avevo pensato.-
-Ovvio che non l'hai fatto.-
Brawl aprì la bocca per rispondere a quel tono saccente ma Onslaught lo fermò, ridandogli il datapad.
-Domani andiamo all'ufficio. Blast Off, suppongo tu voglia venire.-
Blast Off si voltò verso l'altro transformer.
-Naturalmente.-
Detto quello il volante si alzò in piedi e si diresse verso la loro stanza.
-Vado a dormire. Buonanotte.-
Prima che Brawl potesse rispondere, la porta si era già chiusa dietro le spalle del volante. Sguardo di nuovo sull'olovisore, Brawl grugnì: anche se Blast Off non aveva detto niente di offensivo, le sue parole gli davano comunque fastidio. Non era colpa sua se non aveva pensato di contattare l'ufficio per chiedere spiegazioni. Appena visto quel messaggio aveva pensato (e continuava a farlo) che non avevano accettato la sua iscrizione, o che gli era stata annullata. O che l'avevano persa in qualche modo. Oppure si era dimenticato di compilare moduli che non sapeva nemmeno servissero.
-Non preoccuparti.-
Brawl si voltò e quando i suoi occhi incrociarono quelli di Onslaught, il mech mise una mano sulla sua spalla.
-Scopriremo di che si tratta. Lascia fare a me.-
Brawl non disse niente, annuì soltanto e tornò a guardare l'olovisore. Non era da lui, farsi 'ammorbidire' dai sentimenti in quel modo ma si sentiva sollevato nel sentire quelle parole.
-Sì. Lo so.-
Onslaught lo osservò per alcuni secondi, poi grugnì e gli diede delle pacche sulla schiena.
-Smettila di far finta di non avere sonno e vai a dormire.-
Brawl rise, fermandosi subito all'occhiataccia che gli stava lanciando Onslaught. Si alzò e dopo che Onslaught spense l'olovisore, i due andarono nella loro camera.

Dicono che la notte porti consiglio. Alcuni dicono che con la calma e il buio intorno a te, è più facile riorganizzare i pensieri. E quello non era il suo caso. I suoi pensieri erano incentrati tutti su un unico oggetto. Come si pretendeva che trovasse una soluzione al suo problema in quel modo? In più, pensare al motivo per cui gli avevano inviato quel messaggio non gli faceva prendere sonno.
Per l'ennesima volta si tolse di dosso il lenzuolo e si girò sulla schiena. Il soffice materasso sotto di lui sprofondò leggermente con il peso della torretta ma mentre di solito quella morbidezza era confortante, in quel momento lo infastidiva e di conseguenza era difficile trovare una posizione comoda e gli stava facendo venire sempre più voglia di urlare. Si rimise la maschera solo perché, se lo faceva, non voleva svegliare Blast Off e Onslaught.
"Che scoria…"
Odiava quando aveva sonno e non riusciva a dormire. Guardò di lato, dove si trovavano i letti di Onslaught e Blast Off. Li guardò dormire quasi con invidia. Ovviamente era l'unico con i problemi di sonno. E poi dicevano che era lui a russare come un nosoron. Si rigirò per altre sei volte e balzò fuori dal letto, dirigendosi verso la porta della stanza.
Avanzò tranquillo nel buio, avendo imparato a memoria la disposizione dei mobili, e con il passo più leggero con cui poteva camminare si diresse verso il divano. Accese l'olovisore con un comando vocale, l'audio abbassato al minimo, e si sedette, scorrendo i diversi canali. Si tolse la maschera e ringhiò quando iniziò per l'ennesima volta a scorrere tra i canali, non trovando niente di interessante. Il ringhio gli uscì più alto di quanto volesse e Brawl lanciò un'occhiata alla porta della sua camera, aspettandosi che Onslaught uscisse. La porta rimase invece chiusa; non aveva assolatamente nessuna voglia di sentire una ramanzina del mech perché era troppo rumoroso. Spense l'olovisore e accese le luci con un comando vocale, impostando la luminosità.
Si sporse di lato, quel tanto per tendere una mano sugli scaffali che usavano come libreria. Non aveva nessuna preferenza e trovato un datapad dal titolo intrigante, lo accese e iniziò a leggere. Era arrivato a metà del primo capitolo quando sentì una porta scorrere aperta, poi chiusa. Brawl si lasciò sfuggire un ringhio frustrato e batté il viso sullo schermo del datapad. In quel momento non aveva proprio voglia di sentire una ramanzina. E forse nemmeno Onslaught voleva farla e quindi potevano tutti e due tornare a dormire. O, nel caso di Brawl, lui poteva tornare nell'impresa di cercare di prendere sonno e non uno stupido consiglio che qualcuno ha detto sia portato dalla notte.
-Brawl?-
Il mech alzò la testa. Quella voce era troppo morbida e squillante per essere di Onslaught. E infatti il mechling, proprietario di quella voce, lo stava guardando assonato dalla soglia della porta della sua stanza.
-Vortex? Che c'è?-
Vortex non rispose e si avvicinò a passi veloci al fratello. Vedendolo Brawl assottigliò gli occhi: da quando aveva imparato a volare, Vortex percorreva le piccole distanze solo in quel modo, e quando gli dicevano di non farlo, lui correva. Il mechling arrivò accanto a lui e prima che potesse arrampicarsi sul divano Brawl lo prese da sotto le braccia e lo fece sedere sulle sue gambe, sorridendo leggermente quando l'altro strofinò il viso sul suo petto e avambraccio.
-Mi dici perché sei sveglio?-
-Niente. Perché tu sei sveglio?-
-Ah ah, non rigirare la cosa!-
Vortex sbuffò e incrociò le braccia, voltando la testa leggermente in alto.
-Ho detto che è niente. E anche tu sei sveglio. Perché tu me lo puoi chiedere e io no?!-
Anche se era sorpreso che il mechling stesse usando un tono basso, l'impertinenza del più piccolo iniziava a infastidirlo. Ere pronto a riprenderlo (una delle poche volte che si decideva a farlo), quando si trovò davanti il datapad che aveva poggiato sul divano e il viso sorridente del piccolo transformer.
-Mi leggi qualcosa?-
-Ugh, Tex…-
-Per favore?-
I due si fissarono per alcuni secondi e Brawl sentì un po' di seccatura scivolargli via. Grugnendo prese il datapad dalle mani del mechling.
-Va bene. Ma poi mi rispondi!-
Si sporse con una mano verso la libreria e rimise su uno scaffale il datapad, bilanciando con l'altra mano Vortex sulle sue gambe.
-Che fai?-
-Prendo un datapad adatto a te. Questo no. No. Questo nemmeno…Questo perché è qui?! – Guardò velocemente verso la porta della sua camera e vedendola chiusa spostò lo sguardo sul viso del mechling.
-Che 'pad era?-
-…Uno noioso.-
-Ma ho visto le immagini sopra!-
-Giusto…Ma non è mio, è…di Blast Off. Lo sai che si arrabbia se prendiamo le sue cose senza permesso.-
-Non è divertente.-
Brawl annuì e sospirò sollevato. Rimise il datapad indecente sullo scaffale, spingendolo finché non lo sentì toccare il fondo.
-Ricominciamo…No, no. Ah, eccone uno!-
Brawl prese il datapad e lo accese, portando con un braccio intorno alle spalle Vortex più vicino a lui.
Dopo circa mezz'ora, a metà della storia, Brawl notò come il mechling si stesse dondolando, cercando di non addormentarsi. Ridendo sommessamente, Brawl spense il datapad e lo mise sul divano. Appena lo fece Vortex si drizzò, premendo entrambe le mani sul braccio, con cui il mech lo teneva, quando si sentì scivolare giù dalle gambe di Brawl.
-Ah! Vortex!-
Preso alla sprovvista dalla reazione del mechling, Brawl quasi non si rese conto di aver urlato e guardò velocemente la porta della sua camera, aspettandosi di vedere Onslaught, o Blast Off, oppure entrambi, uscire. Quando si accertò che la porta sarebbe rimasta chiusa (per il momento) alzò Vortex per il tallone con cui lo stava tenendo e lo fece risedere sulle sue gambe. Guardò in basso, una domanda sulla punta della lingua pronta per essere detta, quando notò le pale abbassate. Come se il mechling avesse paura. E solo in quel momento, da quando Vortex era uscito dalla sua camera, si rese conto che erano abbassate da prima. E stavano anche tremando, a giudicare dal loro leggero tintinnio. Non era allora una sorpresa se era sveglio a quell'ora della notte. Brawl ebbe la voglia di darsi più di uno schiaffo, ma si frenò e riportò la sua attenzione sul mechling.
-Tex, hai avuto un incubo?-
-No.-
Brawl prese Vortex da sotto le braccia e lo girò verso di lui, guardandolo dritto negli occhi.
-Hai avuto un incubo.-
Brawl osservò con la coda dell'occhio le quattro pale tintinnare una sopra l'altra, ma anche così Vortex tenne il suo sguardo.
-Era brutto?-
-Non lo so.-
-Come non lo sai?!-
-Non me lo ricordo più.-
-Ok…Vuoi tornare a letto?-
-Posso dormire con te?-
Brawl iniziò a sentirsi a disagio sotto quello sguardo luccicante. Onslaught aveva detto di non viziarlo troppo e di essere fermi nelle decisioni. Ma come poteva dire di no a quegli occhi? Non voleva e anche volendo non ci sarebbe riuscito. Per quel motivo si alzò, Vortex in braccio, e si diresse verso la camera dei suoi fratelli.
Camminò lentamente, cercando di non svegliare Swindle, e si sdraiò sul letto di Vortex. Il mechling era palesemente contento e Brawl si sentì come preso in giro: quella di certo non era la prima volta che Vortex escogitava qualcosa per dormire con loro o per non essere sgridato. Ma poi alzò la testa, vedendo le quattro pale ancora abbassate in quella posizione, ancora tremanti. Mise il mechling sul suo petto, ma Vortex si divincolò leggermente da sotto le sue braccia e si spostò invece sulla sua spalla.
-Vuoi dormire così?-
-Mh mh.-
-Contento tu…-
Brawl gli accarezzò la testa e aspettò che si addormentasse, guardando come lentamente le quattro pale si spostarono dall'essere sovrapposte. Brawl lanciò un'occhiata alla sua sinistra, verso il letto di Swindle; il mechling stava dormendo profondamente, un braccio penzoloni, con in mano un datapad, e l'altro sulla pancia. Quando sentì Vortex strofinare la testa sul suo collo, Brawl spostò lo sguardo su di lui.
-Buonanotte Tex.-
-'Notte…-
In pochi secondi il mechling si addormentò. Brawl si rilassò, sentendo i leggeri ronzii dei due piccoli transformer.

Se quella mano non smetteva di punzecchiarlo, era pronto a morderla. Un tocco, seguito da un secondo. Un terzo tocco dopo una breve pausa e poi la mano smise col suo punzecchiamento. E Brawl grugnì soddisfatto. Finalmente poteva tornare a dormire. Solo che 'poteva' era la parola chiave. Perché quando quella mano lo punzecchiò per l'ennesima volta, Brawl voltò leggermente la testa, rilasciando un basso ringhio. Sentì uno sbuffo divertito e poi di nuovo un dito di quella mano lo picchiettò sull'altra guancia. Brawl, che dopo la quarta volta che quella mano lo aveva picchiettato si era girato su un fianco, ringhiò di nuovo e mosse una mano dietro di lui, con l'intento di schiaffeggiare l'altra di chi era dietro. Quando sentì un risolino, aprì gli occhi e lanciò uno sguardo sopra la sua spalla. E con sua grande soddisfazione vide il viso infastidito dell'altro transformer.
-La vuoi finire?!-
-Buongiorno anche a te.-
Brawl si sedette, guardando scocciato Swindle, il quale ricambiò l'occhiataccia prima di fare qualche passo verso la porta della stanza.
-Ehi, non guardarmi così, me l'ha detto Onslaught di svegliarti. Prenditela con lui.-
-Ugh, è già mattina? Uh? Dov'è Vortex?-
-Secondo te? Di là a fare colazione.-
-Smettila di fare il rompiscatole. È troppo presto per 'ste cavolate.-
-Che fai, approfitti che Ons non ti sente?-
-Stai zitto. Come se tu non lo fai.-
-Beh, tecnicamente-
-Sì, certo.-
-Va bene, allora. Però dobbiamo parlare del vero campione in casa.-
Brawl sogghignò: nessuno dei due si faceva mancare la possibilità di sparlare di Blast Off, specialmente dal momento che loro fratello spesso li rimproverava del loro linguaggio osceno quando lui stesso usava parole 'poco educate' (a detta di Onslaught) con Vortex nella stessa stanza, ma il suo serbatoio gli inviò di nuovo una richiesta per dell'energon.
I due uscirono dalla camera. I loro fratelli erano già nel mezzo della loro colazione: Blast Off e Vortex sedevano al tavolo e il piccolo mechling cinguettò un saluto vedendo i due, mentre Blast Off fece loro un cenno con la testa. Il volante non era un tipo mattiniero.
Swindle si sedette al suo solito posto, un cubo di energon già sul tavolo ad aspettarlo per essere bevuto, e accese l'olovisore, alternando fra i vari canali.
-Scegli uno e basta.-
-Ugh, sto cercando…-
-Non è presto per le notizie d'economia?-
Brawl vide con la coda dell'occhio, mentre si dirigeva verso la cucina, Swindle muovere la ruota sulla spalla sinistra come risposta alle parole di Blast Off. Il mech verde sbuffò divertito: non era strana una colazione con una conversazione simile nella loro casa; e non era nemmeno strano che non trovando un accordo su cosa vedere, si ritrovavano a vedere il canale del notiziario cybertroniano per volere di Onslaught. Quest'ultimo stava bevendo il suo cubo di energon appoggiato a un piano della cucina e Brawl gli accennò un saluto con la testa. Brawl aprì il rubinetto del dispensatore di energon e riempì un cubo. Solo l'aroma era abbastanza per fargli attivare i ricettori gustativi.
L'unico rumore nella stanza era quello che proveniva dall'olovisore. Stavano avendo una colazione calma e anche a lui che odiava la calma, avere un giorno libero ogni tanto era un piacere. Brawl lanciò un'occhiata verso Vortex. Vedendo che il mechling stava bevendo con gusto il suo energon mattutino, Brawl canticchiò a bocca chiusa la sua soddisfazione. Prese un altro sorso dal suo cubo, lasciando che il gusto famigliare (di cui non era un vero e proprio fan) di energon all'oro sciogliesse l'intontimento della dormita. Si voltò verso Onslaught.
-Ons, quando andiamo?-
-Appena finito di fare colazione. L'ufficio apre fra poco e non vorrei trovare fila.-
-Uh? Dove dovete andare?-
Brawl ringhiò sommessamente. Swindle non poteva guardare e basta il notiziario economico e non origliare quello di cui stavano parlando, per una volta? E forse era la sua immaginazione, ma con la coda dell'occhio gli era parso di vedere in quegli occhi viola uno scintillio: Swindle sapeva? Brawl non sapeva quanto sapeva, ma sapeva. Leggere le emozioni dal viso di Swindle gli era ancora difficile, ma stava facendo pratica. Sentendo degli occhi continuare a guardarlo, Brawl spostò il suo sguardo sul piccolo transformer. Se Swindle sospettava che stesse nascondendo qualcosa, Vortex gli era dietro. Il problema era che, a differenza di Swindle, il mechling avrebbe iniziato a fare domande.
Prese un altro sorso, ponderando su cosa rispondere a Swindle; sentì Blast Off borbottare qualcosa e anche se non aveva capito, sapeva che si stava riferendo a lui. Ringhiò subito e avrebbe risposto a qualsiasi cosa l'altro avesse commentato, se non fosse per il sonoro clank che echeggiò nella stanza. Brawl guardò alla sua sinistra, notando alcune chiazze di energon sul bancone, cadute quando il cubo venne poggiato con forza da Onslaught.
-Dobbiamo andare all'ufficio iscrizioni.-
Swindle si raddrizzò. Guardò Brawl, poi il suo sguardo iniziò a vagare sui visi dei suoi fratelli, spostandosi veloce e indagatore su Onslaught, Blast Off per poi fissarsi su Brawl.
-Qual è il problema? Pensavo avessi dato tutti i documenti.-
Brawl in risposta mosse una mano in un gesto vago.
-L'ho fatto. Ma mi hanno inviato un messaggio…Hanno detto solo che c'è un problema, ma non quale.-
Swindle assottigliò leggermente gli occhi, ma non rispose, tornando invece a guardare l'olovisore.
-Ok. Blast Off, vai con loro?-
-Sì.-
-Non sappiamo quanto ci impiegheremo. Non appena abbiamo fatto, ti chiamiamo.-
Swindle annuì e spostò il suo sguardo su Vortex.
-Ok.. Ehi Tex, per un po' siamo solo io e te. Che vuoi fare?-
Nel sentire il suo nome Vortex distolse lo sguardo dall'olovisore, e dal cartone che stava trasmettendo, e guardò Swindle.
-Dove andiamo?-
-Mmh, non so. Al giardino?-
-Vicino l'ufficio c'è un piccolo giardino di cristalli. Potreste andare lì.-
-Eh, davvero? Non erano solo per i quartieri alti?-
-Tecnicamente sì. Il consiglio del quartiere ha voluto decorare gli spazi comuni con cristalli provenienti direttamente da Praxus.-
-Bel esempio di shanix sprecati…-
-Da una parte, sì. Ma non so, Ons. Sono belli da vedere e all'infuori di Praxus vengono comprati solo per sentirsi importanti. Eh, non sarebbe brutto averno uno.-
-…E dove vorresti metterlo?-
Swindle guardò Onslaught e alzò un dito verso il soffitto.
-Semplice: in terrazza.-
Brawl scosse la testa, ridendo mentre si sedeva al tavolo.
-Ti voglio proprio vedere portarli lì sopra.-
-Ma come, vuoi farti fuggire un'occasione per allenarti.-
-Lo puoi fare benissimo tu.-
-Sei tu il fissato con il sollevamento pesi.-
Brawl ringhiò qualcosa e Swindle gli lanciò un sorriso strafottente.
-Swin Swin, ci andiamo?-
I quattro si voltarono verso il piccolo transformer.
-Perché no. Scommetto che ti piaceranno.-
I cinque finirono il loro energon e in pochi minuti uscirono dal loro appartamento.
L'ufficio iscrizioni distava alcuni isolati dal loro e il modo più veloce per arrivarci era con un treno.
Arrivati a destinazione, e usciti dalla stazione, si trovarono in una piazza immensa, circondata da palazzi altissimi e ponti che collegavano il quartiere ai livelli più alti della città. Quel ritmo era interrotto soltanto dalle piattaforme di altre piazze identiche a quella in cui si trovavano. Era uno scenario comune in tutte le altre città di Cybertron.
Il palazzo con gli uffici iscrizioni del loro quartiere non era molto distante dalla stazione; infatti, dopo circa quindici minuti, si trovarono di fronte alle scale che portavano al ponte di entrata. Onslaught si girò verso Swindle e Vortex, che Blast Off stava portando sulle sue spalle.
-Il giardino è proprio qui dietro, dietro quei stand. Vi chiamiamo quando abbiamo finito. Non andate a gironzolare, chiaro?-
Swindle incrociò le braccia.
-Siamo confinati in quel giardino allora?-
-Se vuoi metterla così, sì.-
-Andiamo, Onslaught! Non possiamo rimanere lì per groon!-
-Non ho detto per groon. Solo per il tempo che ci impiegheremo.-
-Cioè per groon.-
Brawl, vedendo che i due erano completamente immersi nel loro litigio, si scambiò un'occhiata con Blast Off e gli sussurrò:
-Non ha tutti i torti.-
Blast Off sbuffò e sembrava volesse rispondere, ma poi si frenò; quando poi parlò, dopo alcuni secondi, c'era una velata e famigliare nota sarcastica nella sua voce.
-È sorprendente come Swindle continui a rispondere così.-
-Eh, per me si diverte. -
-Probabile. Dubito che dopo tutti questi vorn non abbia ancora imparato.-
La loro attenzione venne riportata sui loro fratelli, avendo visto Onslaught incrociare le braccia, rinforzando le sue successive parole.
-Non ci provare, Swindle. So che è una parte del quartiere che non conosci. Ci aspettate al giardino. Tuttalpiù, se proprio non volete stare lì, potete venire con noi dentro.-
-Come se-
-Swindle, andiamo!-
L'acuta, piccola voce interruppe Swindle dal rispondere e venne seguita subito dal suo proprietario, che balzò di fronte a lui.
-Ehm ehm.-
Swindle guardò Blast Off e grugnì quando capì cosa stesse indicando con il suo sguardo. Il mechling giallo fece una mezza smorfia esasperata, ma invece di replicare con una battuta, obbedì a Blast Off e prese la mano di Vortex nella sua. Il piccolo volante alzò lo sguardo su di lui, confuso, poi si voltò verso gli altri tre transformer.
-Ciao!-
-Ciao! Divertitevi al giardino!-
Brawl seguì con lo sguardo i due, finché non sparirono dietro i vari transformer sul lato opposto del ponte, per poi vederli prosegurire verso degli scalini che conducevano all'altro lato della piazza. Solo quando non li vide più, nascosti dagli altri transformer, si voltò verso gli altri fratelli. Seguendoli su per il ponte, Brawl si trovò, con sua grande frustrazione, a guardare con una sempre più crescente apprensione l'edificio, che ad ogni passo si faceva sempre più alto e imponente di fronte a loro. Non capiva nemmeno lui perché si sentisse in quel modo. Era solo un palazzo. Un po' troppo grande, forse, ma era comunque un semplice edificio, uguale a tutti gli altri nel quartiere. Prima di Kaon, Brawl non aveva mai visto edifici così grandi, o almeno non ricordava di averli mai visti. Sentiva spesso parlare di come le dimensioni di quei palazzi erano uno specchio di ciò che simboleggiavano, o dei loro proprietari. Era vero, almeno a sentire le esperienze di Onslaught e Blast Off che, a differenza di lui, si erano recati più volte in posti simili quando erano due piccoli mechling. E a sentire i loro racconti, quel palazzo di fronte a loro non era poi così grande. Non che Brawl metteva in dubbio l'esperienza dei suoi fratelli, poteva benissimo vedere le dimensioni esagerate dei palazzi attraverso le fessure dei vari ponti. Quei palazzi, che incombevano sopra i transformer indegni che abitavano i livelli più bassi, assicurandosi che quel senso di potere che emanavano ti facesse sentire così piccolo, così insignificante da farti sentire in colpa che dovevano starti sopra e vederti. Di nuovo, Brawl sentì la rabbia ribollire dentro di lui.
Un ricordo di un'altra città.
Sentendo qualcosa toccargli il braccio destro, Brawl si voltò e incrociò il visore di Blast Off.
-…Smettila di pensarci e andiamo.-
Non aggiunse altro, semplicemente accelerò il passo e raggiunse Onslaught, qualche metro più avanti di loro. Brawl si ritrovò a guardare confuso la schiena marrone, poi ringhiò a denti stretti, ringhio ammorbidito dalla maschera che indossava. Era sempre stata una cosa che lo irritava tanto, fin da quando lo aveva conosciuto, quella capacità di Blast Off di comportarsi come se sapesse tutti i pensieri dei suoi fratelli. Certo, anche lui poteva, a volte, capire cosa i suoi fratelli stessero pensando, abbastanza normale visto come avevano vissuto prima di trasferirsi in quel livello. Ma Blast Off dava l'impressione che avesse una sorta di potere telepatico. Ma no, in realtà era sempre il solito, distaccato Blast Off.
Brawl scosse la testa e raggiunse gli altri due transformer. Qualche metro più avanti e scesi degli scalini, si trovarono di fronte il gigantesco portone. Per quanto fosse possibile, anche la cacofonia dell'interno rispecchiava quel senso di potenza. Transformer di ogni taglia affollavano l'atrio, rendendo impossibile vederlo per la sua interezza; manovrarsi tra tutti quei mech e femme era un'impresa, ma per lo meno loro non dovevano usare gli ascensori sul lato opposto, molti dei quali erano fuori servizio. Non un problema per loro, l'ufficio si trovava su quel piano. Si diressero sul corridoio all'immediata destra dell'ingresso; era lungo all'incirca la metà dell'atrio, e diverse porte fiancheggiavano le pareti, niente che differenziasse una dall'altra, nemmeno una placca al lato con un numero. Solo porte in metallo tutte uguali. Onslaught sembrava comunque sapere dove andare, e superate le prime tredici, si fermarono di fronte la quattordicesima porta.
Quella stanza era ridicolosamente piccola: di almeno otto metri quadri, i soffitti erano molto alti. Tutto era in puro acciaio, l'unico mobile un bancone in metallo che fungeva anche da mezzo muro, all'interno di una specie di nicchia nella parete. La femme dietro il bancone sbuffò quando li vide entrare, mettendo via qualcosa nascosto alla loro vista. Brawl sentì accanto a lui Blast Off irrigidirsi e il mech verde sogghignò dietro la maschera. Era pronto a commentare quella reazione, (come poteva farsi perdere quell'occasione), ma la sua bocca si chiuse da sola quando vide Onslaught avvicinarsi al bancone.
-Cosa volete?-
-Buongiorno.- L'enfasi sulla parola era palpabile, ma la femme non batté ciglio. Accanto a lui, Brawl vide con la coda dell'occhio Blast Off iniziare a picchiettare le dita di una mano sulla coscia. Il mech più giovane sogghignò dietro la maschera: forse la cosa si poteva rivelare soddisfacente.
- Ieri è stato inviato un messaggio a mio fratello, riguardo la sua iscrizione all'accademia militare. Vi è scritto che non può essere effettuata, ma non è specificato il motivo.-
La femme sbuffò leggermente e si voltò verso il suo computer.
-Nome?-
-Brawl di Kalis. -
Per alcuni secondi nessuno parlò, l'unico rumore nella stanza il leggero picchiettio di dita su uno schermo. I secondi divennero minuti, poi la femme alzò lo sguardo.
-Sì, eccolo. Sapete, dovreste presentare reclamo all'ufficio dell'accademia, non qui. A quanto pare non vi hanno inviato tutti i requisiti richiesti. Non che sia una sorpresa… In poche parole l'iscrizione non è valida perché non avete fornito tutti i documenti.-
Brawl brontolò a denti stretti e avanzò di un passo, ma venne fermato da un braccio marrone; alzò lo sguardo verso il fratello, ma Blast Off teneva il suo fisso sui due transformer al bancone.
-Ci deve essere stato un errore, abbiamo inviato tutti i documenti necessari.-
-Ne è certo?-
Onslaught si irrigidì e malgrado la femme rimase impassibile, i due mech più giovani sapevano benissimo cosa significasse.
-Sì.-
Il basso ringhio risuonò nella stanza, e con sbalordimento e sorpresa di entrambi Blast Off e Brawl, la femme non era per nulla perturbata. Anzi, guardò Onslaught con degli occhi impassibili. Poi sospirò di nuovo e tornò a guardare lo schermo del computer. Per alcuni minuti nessuno parlò e Brawl sentì un famigliare senso di fastidio misto a impazienza salirgli dentro; lanciò uno sguardo ai suoi fratelli, notando come entrambi fossero rigidi, armature che vibravano in fastidio a ritmi diversi. Perlomeno era un po' confortante sapere che non era l'unico infastidito dall'atteggiamento della femme. Detta femme, finito di leggere qualcosa, si voltò di nuovo verso Onslaught.
-In verità manca solo un documento. Un certificato dalla sua città natale.-
-Che?!-
La parola riecheggiò nella stanza e nemmeno il volume con cui venne detta riuscì a scalfire l'atmosfera statica che si era creata nell'ufficio. La femme gli concesse un'occhiataccia, prima di puntare lo sguardo di nuovo sul mech di fronte a lei, quando quest'ultimo aveva iniziato a picchiettare, in un ritmo cadenzato, un indice sul bancone.
-Potrebbe dirmi di quale si tratta e come lo posso ritirare?-
-Mh…Di norma, in caso di adozione, viene inviato dall'ufficio della città natale al suo omonimo. Di per sé non è un certificato fondamentale, ma in questo caso lo è, se vuole iscriversi all'accademia militare. Davvero, è sono una formalità, ma-
-È uno scherzo.-
Tre paia di occhi si posarono su Brawl. Con una velocità che a stento si poteva attribuire al volante quando non era in forma velivolo, Blast Off lo prese per un polso e lo trascinò letteralmente fuori dalla porta. Non era la prima volta (e nemmeno l'ultima, se conosceva bene sé stesso e l'altro) che si trovava in una situazione simile e quelle famigliari scie confuse nella sua periferica continuavano a essere irritanti. Le sue urla indignate si bloccarono non appena dei raggi di sole colpirono la sua armatura, rendendosi conto solo in quel momento che erano usciti dal palazzo. Ma fu solo quando erano di fronte gli scalini di accesso al ponte che Blast Off si decise di lasciargli il polso. Non prima di lanciargli uno sguardo ammonitore, naturalmente. Brawl rispose con un ringhio: se stava facendo una scenata non erano problemi suoi.
-MA CHE CAVOLO DI MALFUNZIONAMENTO HAI?!-
-Finiscila.-.
-Che.-
-Vuoi davvero fare i capricci anche qui fuori?-
E no.
Anche quello no.
Come se gli importava che i passanti lo stessero guardando, mormorando tra loro come se non fossero mai usciti da quelli uffici arrabbiati. No, quello che gli stava facendo vedere rosso era quel tono paternalistico nella voce dell'altro. Nemmeno il complesso di superiorità del volante non era così infuriante; e nemmeno lo era quel tono so-tutto-io che colorava le parole dell'altro il settantacinque percento delle volte (Brawl ancora non capiva come avesse fatto Swindle ad arrivare a una percentuale. Non che volesse sapere tutti i calcoli che aveva fatto il suo fratellino; era solo che la curiosità era difficile da saziare quando uno dei tuoi fratelli ti presentava la percentuale della stronzaggine di un altro dei vostri fratelli in piena notte…Né Brawl voleva sapere perché i due si erano ritrovati più volte a fare discorsi simili.). Ma quel tono, quel tono critico era sempre l'ultima goccia. Alcune volte Brawl si chiedeva se Blast Off non avesse mentito e in realtà aveva un potere, con quella sua abilità di irritarli.
E poi, sul serio. Capricci. Se era così, allora i suoi cannoni dovevano essersi tinti di rosso già dentro quel buco d'ufficio. Anzi, era strano che non lo fossero.
-Cosa? Non trattarmi come se fossi un mechling!-
-Tecnicamente e legalmente lo sei.-
-E allora tu che scoria sei.-
-Non penso che sia il momento di parlare dei cicli di sviluppo biomeccanico della nostra specie. Di nuovo. Anche se non dovrei esserne sorpreso, visto come ti stavi comportando lì dentro.-
No, davvero. Cosa si aspettava Blast Off? E grazie per avergli ricordato il vero motivo per cui era così infuriato.
-Che scoria vorresti dire?!-
-Stavi facendo una scenata, testa di alluminio.-
Stupido Blast Off con i suoi stupidi insulti da damerino.
-Io stavo facendo una scenata?! QUELLA SPECIE DI-
Un tintinnio metallico bloccarono le sue parole. Due dita nere si ritirarono dalla sua fronte e, scioccato, seguì con lo sguardo le due estremità articolari chiudersi in un pugno, portato poi accanto un fianco marrone.
Non l'aveva fatto.
No, non poteva averlo fatto davvero.

La sua fronte tintinnava ancora.

-Che scoria era quello?!-
-Non sai dire nient'altro che "scoria"?-
…Chi diceva "scoria" in quel modo? Anche con la maschera e il visore, era facile immaginare l'espressione annoiata accoppiata a quel tono. Però, le parole che pronunciò subito dopo il volante, erano cariche di pura seccatura.
-Dovresti Sapere quando fare silenzio. Quello non è un posto dove puoi dire liberamente quello che vuoi.-
Ed ecco un'altra cosa che proprio non riusciva a sopportare, che odiava con tutto sé stesso.
Perché doveva essere sempre delusione, quella che riceva?
-E comunque, se vuoi frequentare l'accademia militare, dovresti ben sapere che non puoi urlare…- Blast Off lo squadrò, come se si fosse accorto solo in quel momento della tensione nei cingoli del fratello.-…Lascia che se ne occupi Onslaught, d'accordo?-
-…Certo. Allora che faccio io, aspetto e basta?-
-Sì. Cos'altro vorresti fare?...Non rispondere.-
Brawl si voltò, grugnendo. Come se sarebbe entrato in modalità "Swindle", così. In quel momento, un famigliare mech verde e blu uscì dalle porte del palazzo e Brawl non perse tempo, dirigendosi in una piccola corsa verso di lui.
-Onslaught!-
Sentendo il suo nome, detto mech si guardò intorno e, quando il suo visore incrociò quello di Brawl, si diresse verso di lui, finché si trovarono uno di fronte l'altro.
-Allora, qual è il problema?-
-...-Il mech sbuffò rassegnato, prima di continuare. -Non hai sentito cos'ha detto la segretaria? L'ufficio di Kalis non mi ha inviato tutti i documenti che dovevano.-
Il tono serio dell'altro non era anomalo, anche se Brawl ringhiò all'implicazione di quella domanda. Ovvio che aveva sentito, era proprio quella l'ultima goccia. Però, quando Onslaught finì di parlare era facile notare che non aveva del proprio finito, che in realtà c'era dell'altro. E per qualche motivo, Brawl sentì un senso di inquietudine invaderlo. Senza accorgersene, i suoi cannoni iniziarono un basso mormorio, pronti per un carico di rumore. Brawl si sforzò di mantenere il suo sguardo su Onslaught. Non riusciva a capire quale fosse il problema, dopotutto erano venuti proprio per sapere il motivo della non accettazione della sua domanda. Ora lo sapevano, no? Non che Onslaught non fosse sempre serio, ma in quel momento, era come se quella serietà era più che dovuta; come se fosse usata per nascondere qualcos'altro. O per lo meno Brawl aveva quell'impressione, non era molto bravo a decifrare con precisione le emozioni che Onslaught lasciava trapelare. Era qualcosa che comunque Brawl non sapeva di essere certo di voler conoscere.
-Certo che ho sentito. E di nuovo, qual è il problema? Li chiamiamo e ci facciamo dare i documenti che servono. E comunque, è colpa loro.-
-…Scoria.-
-Che?-
Sentire Blast Off imprecare era sempre strano, malgrado si conoscessero da anni. Uno non penserebbe mai che un tipo come Blast Off potesse dire alcune delle migliori parolacce dell'intera Kaon. Sebbene una cosa rara, erano due le occasioni in cui Blast Off si lasciava andare: la più comune era quando uno dei fratelli più giovani lo infastidivano (e non era poi una sorpresa se ne avevano fatto un gioco. Stuzzicare il luponoide era divertente. Non ti lasciava indenne, ma era comunque divertente) e ci si ritrovava con una versione rozza di Blast Off. La prima volta che assistettero (prima dell'incontro con Vortex) a uno spettacolo simile, era diventata una sorta di leggenda, nemmeno loro ricordavano se fosse accaduta realmente. Altre volte erano invece più rare, quando così senza preavviso Blast Off imprecava e nessuno sapeva il motivo di una tale reazione. Probabilmente la seconda opzione era quel caso.
Onslaught sospirò e mise una mano sulla testa di Brawl, costringendolo a guardarlo dritto nel visore.
-Se era così semplice, l'avrei già fatto, non pensi?- Un altro sospiro, questa volta mancante di quella nota scocciata. -…Dovevano darmi quel documento non appena hanno modificato le leggi per le adozioni… Cinquanta vorn fa hanno promulgato una nuova legge sui dati e poteri, rendendo di fatto necessarie quelle informazioni per le adozioni e registrazioni. Quindi. Le adozioni fatte prima, senza quel certificato, non sono considerate più valide.-
Man mano che parlava il mormorio dei cannoni aumentava con un crescente stridio.
-E che scoria significa?! CHE NON SONO VOSTRO FRATELLO?! SOLTANTO PERCHÉ DEI ROTTAMI INUTILI ANCHE PER LO SMALTIMENTO hanno dimenticato di inviare una scoria di certificato?!-
-Brawl, chiudi la bocca e stammi a sentire!-
Non erano quelle parole, ma quel tono sempre più chiuso e così strano da attribuire alla voce di Onslaught, che lo fece zittire.
Il mech guardò Brawl.
-Ho già contattato l'ufficio di Kalis. E togliti dall'elmo l'idea che non sei nostro fratello. Chiaro?-
Brawl sbuffò, ma dopo alcuni secondi annuì, un po' con qualche difficoltà vista la presa di quella mano sulla sua testa. I suoi cannoni suonavano ancora e anche la sua testa tintinnava.
Forse.
C'erano così tanti pensieri che facevano a botte per accaparrarsi un primo posto nella sua mente che, anche se lo aveva sentito, le parole pronunciate da Onslaught erano come un'eco lontana. Era triste? Sì. Era frustrato? Sì, ovviamente. Ma più di ogni altra cosa, era assolutamente furioso. Tutto quel casino e per cosa? Perché qualche idiota della sua città natale si era dimenticato un certificato. In quel momento gli tornarono in mente alcune parole che disse Blast Off quando erano più giovani. Non ricordava nemmeno il contesto, né le parole in sé, né capì il messaggio che il volante voleva dirgli. Quella volta si era limitato a sentire, non avendo un'opinione (e ancora ricordava lo sguardo scocciato di Blast Off quando glielo disse), ma in compenso si chiese come un aristocratico come il fratello avesse delle opinioni così divergenti dalla sua classe originale. Dopo vorn da quella volta in quel capannone, Brawl capì cosa intendesse l'altro. Ora capiva, ma non sapeva cosa farsene di quella nozione. Tutto quello che poteva fare in quel momento era costringersi di raffreddare i cannoni sulle sue spalle e nel frattempo capire cosa si stessero dicendo i suoi fratelli. Proprio quando riuscì con il raffreddamento, delle voci famigliari arrivarono ai suoi audi e la rabbia si sciolse.
E ora come spiegava tutto quel casino?
I due mechling si trovavano a metà del ponte e, una volta che i tre più grandi incrociarono i loro visori (Brawl lanciò un'occhiata furtiva a Onslaught, perché anche lui poteva dire che i due mechling erano estremamente rumorosi, ma il maggiore non disse niente. I passanti li stavano guardando con aria infastidita, ma se Onslaught non stava dicendo niente, chi era Brawl per farlo?) il piccolo volante scattò in avanti, quattro piccole pale sulla sua schiena che balzavano a tempo con i suoi salti, seguito, a una camminata molto più contenuta, da un Swindle con un piccolo sorriso. Si incontrarono a metà, o meglio, Blast Off avanzò con un paio di falcate, seguito da Onslaught e Brawl, per prendere Vortex dal rotore, fermando così il mechling dal fare un salto che gli altri fratelli conoscevano bene. Non appena fu vicino a loro, Brawl si ritrovò con due visori a fissarlo.
Dannazione.
Ma era possibile che anche con i visori riuscisse a capire esattamente lo sguardo che li stavano rivolgendo?
Quello stupido sguardo che ti faceva capire che sapevano.

In quel preciso momento, Brawl si trovò a pensare, in cosa sarebbero cresciuti quei due?
Un momento dopo decise che non voleva saperlo.

Ma cavolo, poteva davvero farsi intimidire da due mechling che in due superavano a malapena i suoi vorn?!
Un ghigno comparve sul suo volto. Alcune volte la maschera si rendeva utile.
Doveva pur difendere la sua reputazione.
Ma ovviamente Onslaught non gli diede modo di farlo.
-Vi siete già stancati?-
-Ah ah ah. Non io. Si è stancato.-
La precisazione sul "si" e una leggera spinta alla schiena attirano l'attenzione del mechling (ancora tenuto con i piedi penzoloni da Blast Off), il cui visore si illuminò in un giallo accesso.
-Non sono stanco. Volevo vedere se avevano fatto.-
-Uh uh. Va bene.- Swindle spostò gli occhi su Brawl e il sorriso sul suo volto scomparve. -Allora, avete fatto?-
-Ci hanno risposto. Almeno quello.-
A quelle parole Swindle inclinò leggermente la testa, in una specie di domanda o giudizio. Ma prima che potesse dire qualcosa, o che Brawl potesse continuare, Onslaught parlò:
-Non è nulla che non possa risolvere. Ora, se non siete stanchi… Blast Off, hai detto che quel posto non è lontano da qui.-
-…Sì. Vi ci posso portare ora, se volete.-
-Andiamo da qualche altra parte?-
-Qualche ciclo fa Blast Off mi ha parlato di questo negozio che sono certo vi piacerà. Avevo già intenzione di portarvici, ma dopo la vostra recente bravata, non so se ve lo meritate.-
-…Faremo i bravi.-
-Mh. Sei sicuro? Spero davvero che non sia un modo per abbonirmi. Voi due siete ancora in punizione, Vortex.-
-Non ci permetteremo mai di farlo. Non sarebbe intelligente da parte nostra, no? Abbiamo imparato la lezione.- A quelle parole Vortex annuì e allungò un braccio verso il mechling giallo. Quando non riuscì a raggiungerlo, ringhiò leggermente a Blast Off, il quale però cliccò un suono in ammonimento. Swindle scosse la testa e diede un paio di pacche sulla mano del più piccolo. – E poi, cosa potremo mai fare, con tre paia di occhi a guardare ogni nostra singola azione?-
-Io avrei un consiglio. Smettila di fare il sarcastico, Swindle.-
-Chi l'ha detto che stavo facendo il sarcastico?-
-Non c-
-Anch'io ho un consiglio da darvi. Smettetela tutti e due, o vi ritrovate a scrostare le mattonelle della cucina.-
Oh, era sempre divertente guardare Onslaught fare una ramanzina. Specialmente se la faceva a Blast Off invece che a lui.
-Allora, andiamo?!-
Non aveva nemmeno finito di dire l'ultima sillaba, che Vortex azionò le sue pale, liberandosi con una spinta all'indietro dalla presa di Blast Off. Solo che fu proprio per Blast Off che, preso all'inizio alla sprovvista dal gesto, prese di nuovo il mechling per il rotore prima che lo perdessero tra la folla. O Vortex avrebbe perso loro. Quel mechling aveva un senso dell'orientamento spaventosamente ottimo, anche per un volante. Blast Off alzò la mano e portò Vortex al livello del suo visore e Vortex (e Brawl non pensò nemmeno a fermare lo scintillio di orgoglio nel vederlo fare lo sfrontato con il mech aristocratico) mosse la mano in un saluto, un sorriso sulla sua faccia.
-Ciao. Andiamo, ora?-
Con il fatto che fosse piccolo e che era il punto debole di tutti e quattro, era sempre difficile rimproverare Vortex. E come era ovvio, Blast Off sospirò esasperato, ma tutto quello che fece fu alzare il braccio e far sedere Vortex sulle sue spalle.
- Sai, dovrei proprio usare quel metodo anch'io, con Tex.-
Brawl si voltò verso Swindle, accanto a lui.
-No, non potresti farlo. Sei troppo basso.-
Swindle alzò leggermente la testa, quel tanto per guardare dritto negli occhi Brawl, mentre nel frattempo i due seguivano i loro fratelli su un'altra piattaforma laterale, sul lato destro del ponte.
-Non sono troppo basso per farti lo sgambetto, sai. Vuoi vedere se anche per te è l'altezza giusta per farlo?-
-Mph. E provaci.-
-Vuoi scommettere?-
-Volete invece scommettere quanto in là potete portare la mia pazienza?-
Entrambi si voltarono di scatto, gli occhi puntati sulla schiena di Onslaught.
-Ha iniziato Brawl!-
-IO?! Stavo solo mettendo in evidenza un piccolo difetto.-
-Dillo che lo fai apposta, allora, pezzo di sm-
-Swindle!-
-Ah, beccato!-
-Brawl.-
-Ah!-
-Senti un po', piccolo pezzo di-
-Perché. Solo. Perché.-
Brawl spostò lo sguardo da Swindle sul più grande, notando che il mech stava continuando a dare loro la schiena, ma anche senza il suo sguardo il suo tono era abbastanza da far zittire entrambi i fratelli. Anche Blast Off si voltò verso di lui.
-Non riescono a non stuzzicarsi per più di cinque klik. Cosa ti aspettavi?-
-Blast Off, no.-
Blast Off alzò in risposta una spalla, quel tanto per non far scendere Vortex dal suo trespolo.
-Sto solo dicendo che dovresti aver capito.-
-Vuoi fare compagnia a Swindle e Brawl nelle pulizie?-
Blast Off sbuffò.
-No, grazie.-
-Che pulizie?!-
-Stavo scherzando. Ma se continuate lo farete.-
Questa volta Onslaught si voltò, bloccando entrambi Brawl e Swindle con il visore brillante. I due si scambiarono uno sguardo, uno che cercava di convincere l'altro ad abboccare all'amo e rispondere. Con un sorriso pratico, Swindle si voltò verso Onslaught.
-Allora, dove stiamo andando?-
-Blast Off?-
-È proprio dietro quel palazzo.-
-Hai detto tanto, eh.-
Brawl si chinò di lato e verso il basso, una risata fragorosa accompagnata dalla risatina leggera di Swindle.
-Aspettavi altro?-
-Eh, vero, vero.-
-Sapete, alcuni mech usano le parole per non manipolare altri.-
Entrambi voltarono la testa con uno scatto così veloce che si sentì un crick. Ma non era importante e Brawl non lo sentì nemmeno. Era d'accordo che la bravata fatta dai due più giovani era dura da digerire (Brawl stesso era ancora arrabbiato perché non avevano detto nulla, nemmeno a lui. Ma Swindle continuava ad avere la sua piena fiducia), ma anche per lui Blast Off continuava a essere troppo duro.
-E tu non sai proprio niente di manipolazione, vero Blast Off?-
Dannazione. Brawl alzò una mano, pronto a bloccare Swindle per la collottola se doveva. Ma poi i suoi occhi incrociarono il visore di Onslaught, che lo stava fissando dritto. Si scambiarono uno sguardo veloce e la mano nera si tolse dalla schiena del mechling giallo. Un guaito scocciato da detto mechling e un ringhio offeso del volante dopo, i cinque fratelli si trovarono alla fine della piattaforma. A pochi metri da loro, tra due palazzi (uno era talmente alto da superare due livelli sopra di loro e continuare ancora più in alto) c'era un piccolo negozio. Si fermarono di fronte la porta ed entrambi Brawl e Swindle guardarono con un po' di curiosità (che in verità per uno di loro era più che altro perplessità) l'anonima insegna al neon, formato da un semplice "DOLCI" in un verde opaco.
-Strano luogo per aprire un negozio di dolci…-
-Non sapevo nemmeno che ce ne fosse uno in questo distretto…-
-Ovvio che non lo sapevi. Non c'è nemmeno una vetrina! Chi è il proprietario?!-
-Siamo un po' irrascibili, vedo.-
-Non lo sarebbe chiunque, Blast Off, se vede qualcuno palesemente non sapere come mandare avanti un'attività?!-
-Swindle, hai centosessantotto vorn. Cosa potresti saperne tu?-
-Credimi, ne so più di chiunque sia il proprietario di questo scempio. Non sa ordinare nemmeno un'insegna decente.-
Blast Off sospirò, tenendo con una mano Vortex fermo sulle sue spalle (il mehcling aveva letteralmente urlato di gioia non appena Swindle disse negozio di dolci) e si diresse verso la porta.
-Grazie, Swindle, per la tua opinione. A questo punto sono curioso di sapere cosa avrai da dire sull'interno…Comunque, a titolo informativo, hanno aperto recentemente. Fanno dei dolci deliziosi. Dai loro un po' di tempo e risponderanno alle tue aspettative di business.-
-Ugh, sei sempre così- -Allora mettimi giù, Blast Off!-
Vortex si sporse in basso con la testa, mentre parlava, puntando i suoi occhi dietro il visore brillante su quello dell'altro transformer. Quest'ultimo, con un gesto veloce, spostò la testa del mechling in alto con un dito sotto il piccolo mento, ricevendo in risposta da Vortex un grugnito infastidito.
-Te li sei meritati?-

-Pensa bene prima di rispondere, Vortex.-
Alle parole di Onslaught, Vortex poggiò il mento sulla testa dell'altro volante, le pale abbassate improvvisamente dietro la sua schiena.
-…Sì…-
-…D'accordo, allora.-
Malgrado il suo tono, Blast Off entrò nel negozio, seguito da Swindle un secondo dopo, lasciando soli Onslaught e Brawl.
Anche con maschera e visore, Brawl era sicuro che l'altro sapesse esattamente l'espressione sul suo volto. Non che badava a nascondere cosa pensava. Tanto Onslaught lo sapeva sempre. Quindi la spinta, seppure leggera, su uno delle sue spalle cingolate, se l'aspettava, ma si scrollò lo stesso quella mano di dosso, con più forza del dovuto. Sapeva che quello avrebbe infastidito il più grande? Sì. Gli importa qualcosa? Col cavolo. E come era ovvio, Onslaught strinse in una mano forte quella stessa spalla cingolata (non troppo forte, si stavano ancora muovendo. E poi Onslaught avrebbe dovuto incolpare solo sé stesso e nessun altro.) e lo spinse direttamente dentro il negozio.
Almeno Onslaught non stava usando parole.
Non sapeva esattamente cosa aspettarsi dall'interno, ma vedere che era esattamente come l'esterno era, letteralmente, una delusione. Era un'unica stanza, così piccola che bastava uno solo sguardo per capirlo, ma con tutti quei scaffali ed espositori, pieni di confezioni in vetro e metallo, era claustrofobica anche per lui. Ma allo stesso tempo quella stanza sembrava, confortevole? Ed era molto strano perché lo spazio era così limitato che era strabiliante come non stesse rompendo tutte quelle scatole. Swindle aveva ragione; a chi mai poteva venire l'idea di mettere cose simili sui bordi?! Comunque, si districò per quel labirinto con facilità, seguendo solo la voce dei suoi fratelli, dal momento che quegli espositori erano così alti e pieni che, anche se in vetro (o almeno Brawl pensava fossero in vetro. Non voleva che fosse vetro, però, non aveva voglia di raccogliere eventuali frammenti sul pavimento) era difficile vedervi oltre. In questo modo trovò con facilità Blast Off e Vortex, che non erano così lontani dalla porta (il mechling era ancora sulle spalle dell'altro. Era così preso dai dolci di fronte a lui che non mosse nemmeno una pala quando Brawl camminò dietro di loro. Blast Off invece gli concesse uno sguardo d'intesa, al quale rispose con uno suo. Davvero, chi aveva deciso di venire lì, Blast Off?), e continuò a cercare Swindle.
Doveva ammetterlo, però, quei dolci sembravano fantastici. Soprattutto quei bastoncini. Non era un esperto, tantomeno un amante di dolci, ma anche lui sapeva apprezzare un prodotto artigianale come erano chiaramente quei dolci, perfetti anche con delle piccole imperfezioni e dai colori vari. Mentre passava in rassegna un espositore, vide con la coda dell'occhio qualcosa di giallo. Si chinò leggermente di lato e in basso con le braccia conserte, poggiandosi con il gomito sull'elmo nero, ignorando il sobbalzo dell'altro al peso improvviso.
-Trovato qualcosa di interessante?-
-E spostati…Queste sfogliatelle sembrano intriganti.-
Di tutta risposta Brawl si sporse ancora di più sull'elmo, inclinando la testa in avanti per leggere l'etichetta sotto una scatola in un marrone scuro, decorata con un'immagine incisa in oro di una conchiglia stilizzata.
-Al gusto di zinco. Mai sentite.-
-Già. Sono curioAH!-
-Cos'è? Qualcosa di buono?-
Brawl spostò lo sguardo in basso, catturato dal movimento della mano di Swindle, come se stesse scacciando qualcosa che si trovava sotto di lui. E lì trovò Vortex letteralmente avvinghiato alla gamba sinistra del mechling giallo, ritto sulla punta dei piedi e il viso sulla vetrina di fronte a loro.
-Cosa sono?-
-Niente per te. E ridammi la gamba.-
-No. Cosa sono questi?-
Il piccolo volante indicò la stessa scatola che stavano guardando pochi momenti prima. Swindle mosse avanti e indietro la gamba, solo per lasciar fuori un guaito quando il mechling più piccolo graffiò il metallo con gli artigli, in un semi tentativo di non essere disarcionato.
-Non mi levo se non mi dici cos'è.-
-Ma che scoria…Spostatevi, tutti e due!-
Brawl rise fragorosamente ( lanciò però un'occhiata veloce all'espositore di fronte a lui) e si sporse maggiormente sul fianco, mettendo più peso con il suo gomito.
-Nah.-
-Nah?!-
-Sei divertente, SwinSwin.-
-Ha ragione.-
-…Di nuovo, ma che scoria.-
La spinta che diede con il suo elmo non ebbe l'effetto che voleva, scontrandosi invece con del metallo e guadagnandosi un altro guaito da sé stesso.
-…Siete peggio delle schegge.-
-E Blast Off ancora non dice nulla.-
-Questo perché non vi conosco…Come conoscete il mio nome?-
I tre voltarono all'unisono le loro teste a quella voce, trovando il volante marrone ad alcuni passi da loro, intento nel guardare la merce su degli scaffali.
-Scoria, come sei cattivo.-
-…Swindle, che voleva dire Blast Off?-
-…Beh, Tex, è Blast Off. È sempre così.-
-…E questo è perché non vi porto mai da nessuna parte.-
-Eppure eccoci qui.-

Blast Off lanciò loro uno sguardo, il visore puntato su Swindle, nel mezzo. E poi, senza spiaccicare una parola, li superò. I tre lo seguirono con lo sguardo finché non sparì dietro degli espositori. Dopo alcuni secondi Swindle sbuffò, la bocca distorta in una smorfia.
-Lo fa proprio apposta…-
Brawl lo guardò, confuso da quel borbottio. Ma prima che potesse aprire bocca, il mechling giallo sbuffò di nuovo e, con un ghigno sul viso, si voltò verso la vetrina di fronte a loro.
-Se non mi sbaglio, non ha detto nulla riguardo un budget.-
-E allora?-
Se possibile, il ghigno si allungò di più e il visore viola iniziò a brillare.
-Oh, beh. Tex?-
-Sì?-
-Prendi quello che vuoi.-
Vortex lasciò uscire dalla bocca un gridolino di gioia e istintivamente Brawl mise una mano sulla testa del mechling, fermando le piccole mani curiose dall'afferrare tutte le scatole sullo scaffale di fronte a lui.
-Ma che scoria dici, Swindle?! Lo sai che si prende tutto!-
-So cosa ho detto e anche Vortex sa cosa intendevo. Vero, Tex?-
-Vero. Brawl, lasciami fare!-
Swindle sogghignò di nuovo e spostò lo sguardo da Vortex su Brawl.
-Non è colpa mia, né tua, né di Vortex se Blast Off non ha specificato quanti dolci possiamo comprare. E non ha nemmeno detto nulla riguardo il prezzo.-
-…C'è un motivo se sei il mio fratello preferito.-
-È il tuo preferito?!-
-Shhh, Tex. Chi è che ti ha detto che puoi prendere quello che vuoi?-

Il sorriso di Vortex sembrava uguale a quello di Swindle e Brawl non riuscì a frenare uno sbuffo infastidito.
-Oh, andiamo Swindle! Non è giusto, è già come te.-
-Lo dovrei prendere come un insulto o un complimento? Sono confuso.-
-Dimmelo tu. Stai crescendo un piccolo truffatore.-
-Ehi, cosa vorresti dire? Sto semplicemente iniziando un'azienda di famiglia.-
-Come se te lo lascerebbero fare.-
-Potresti farci da bodyguard.-
-…Mi paghi?-
-Naturalmente.-
Brawl mormorò a bocca chiusa, pensieroso. Conoscendo Swindle, quello era probabilmente il suo progetto per il futuro. E non era una cattiva idea, quella di un'azienda di famiglia. Con l'astuzia di suo fratello, era certo che avrebbe un successo planetario. Era anche vero che quella stessa astuzia aveva fatto finire spesso nei guai il mechling giallo. Fare da bodyguard stava diventando, più ci pensava, un lavoro perfetto: aveva carta bianca per usare i suoi pugni mentre teneva i suoi fratellini fuori dai guai. Immerso nei suoi pensieri, quasi non si rese conto che Vortex aveva azionato i suoi propulsori per raggiungere uno scaffale più in alto. Con la mano ancora sulla testa del piccolo mechling, Brawl lo rispinse giù, ridendo al cinguettio sorpreso, mentre protese la mano libera per prendere la scatola che pensava fosse quella che il mechling volesse. Sentì un gridolino acuto sotto di lui e si ritrovò a non cercare di inciampare in avanti, sentendo un vuoto sotto la mano. Il suo visore si illuminò ad intermittenza una volta, come se stesse sbattendo, dietro il vetro, delle palpebre inesistenti e osservò lo spazio dove poco prima si trovava Vortex. Guardò Swindle, perplesso quanto lui. L'altro transformer aprì la bocca, cacciando fuori un basso -Tex, non devi volare dentro!- un secondo prima di inseguirlo. Almeno uno di loro si stava occupando di prendere il mechling, visto che Brawl stava ancora ponderando se essere orgoglioso o meno di Vortex e il suo essere riuscito a liberarsi dalla sua presa. Era più propenso per l'esserlo, ma alla fine il lato di fratello maggiore responsabile prese il controllo e, con movimenti così agili che lui stesso non sapeva di esserne capace, inseguì i due. Li trovò svoltato l'angolo, in un punto in cui gli espositori formavano un'intersezione: Swindle aveva preso Vortex, il quale stava dimenando gambe e pale non diverso da come farebbe un cybermicino nella stessa posizione, per le ascelle. Il mechling sopra di lui stava sbraitando qualcosa ma nel momento in cui Brawl svoltò l'angolo, entrambi i mechling voltarono le proprie teste verso di lui, smettendo quello che stavano facendo. Vortex ne approfittò subito e alzò in alto le pale sovrapponendole e colpì Swindle sotto il mento liberandosi; azionò i propulsori e saltò di lato. A qualche centimetro dal pavimento, Vortex protese le mani verso uno scaffale e afferrò una piccola scatola cubica. Una volta avente la scatola stretta nelle sue mani, il mechling piantò di nuovo i suoi piedi sul pavimento e si voltò con un gigantesco sorriso verso i suoi fratelli, mostrando loro la scatola arancione chiaro; dalla piccola finestrella sul fronte si potevano vedere delle gelatine dalla forma di piccoli cubi dai diversi colori, all'interno.
-Hanno i cubotti!-
-Lo sai, potevi anche aspettare un klik.-
-Eravate troppo lenti.-
-Eravamo a cinque passi da queste.-
-…E?-
-…Ci rinuncio…Quindi ti piacciono. Ne vuoi altre?-

Non ci misero molto per avere le braccia colme di quello che poteva essere senza problemi mezzo negozio. Si diressero verso la cassa per pagare, incrociando lo sguardo di Onslaught. Il maggiore non disse nulla quando vide il loro bottino, decidendo invece di seguirli verso la cassa del negozio. Il che era una reazione curiosa, ma una volta arrivati alla cassa, Brawl capì il motivo e la sua bocca si allungò in un sogghigno dietro la maschera. Swindle aveva un simil sorriso sul viso ma in un secondo lo trasformò in un'espressione neutra. Per l'ennesima volta Brawl si chiese dove l'altro avesse imparato a farlo.
-Ehi, Blast Off. Noi abbiamo fatto.-
-Bene, allora pago. Cosa avete comp-
Quello fu probabilmente il momento il cui Blast Off decise che i suoi fratelli erano nati con l'unico scopo di dargli fastidio e che lui era un palese idiota che permetteva loro di farlo, continuamente. Tutto dalla sua postura all'impercettibile movimento delle sue ali gridava "PERCHÉ" ed era solo per pura testardaggine se non stava urlando. Era sicuro al novantanove per cento che quella era la reazione che volevano. Beh, dovevano limitarsi a rimanere delusi: le buone maniere che gli erano state inculcate fin da quando era un sparkling gli impedivano di fare una scenata (o parafrasalmente strapazzare Swindle, dal momento che era chiaramente lui il colpevole).
-Qualcuno vorrebbe gentilmente spiegarmi perché avete tutte quelle scatole? Spero che sia perché il proprietario vi ha chiesto di aiutarlo nel rimetterle al loro posto e non perché le volete comprare, tutte.-
-Non vedo dov'è il problema. Sono in saldo.-
-Davvero.-
-Sì. Pensi che io prenderei tutta questa roba se non era in saldo?-
-Lo faresti, solo per darmi fastidio.-
-…Blast Off, pensavo che tu mi conoscessi.-
-…Non ti fidi di noi…-
Brawl ha mai detto che non era giusto? In quel momento Vortex sembrava un misto esatto di Blast Off e Swindle. Non voleva davvero immaginare, anche lontanamente, cosa sarebbe diventato il mechling alla loro età. Irriverente e insofferente come gli altri due. E Onslaught pensava la stessa cosa, se l'illuminazione del suo visore, puntato sui tre, era un'indicazione.
-Non è che non si fida di voi. Ha scoperto solo ora la sua stupidità.-
-Parli proprio tu, Onslaught.-
-Sì, parlo io. Perché non mi risulta sia stato io a lasciar loro carta bianca.-
-…Quindi mi stai dicendo di comprare tutto quanto.-
-Sei stato tu stesso a metterti in questa situazione.-
Blast Off sospirò un basso ringhio, uno che i tre di fronte a lui sentirono chiaramente malgrado il suo tentativo di celarlo. Non degnò nemmeno di uno sguardo i suoi fratelli più giovani, anche se non poté ignorare le loro risate quando prese dalle loro braccia tutte le scatole, in un singolo gesto aggraziato che richiamava le sue origini nobili ( le scatole ora tenute nell'incavo di un solo gomito sembravano così piccole) e si diresse verso la cassa, vicino l'uscita del negozio.

Quella sezione del distretto tendeva raramente a riempirsi di passanti, anche all'ora di punta, composta principalmente da palazzi residenziali e con pochissimi negozi e uffici. Una volta usciti dal negozio, era più che sorpresa quella che provarono quando videro una moltitudine di transformer parlare in rombi fragorosi e talmente tanti che riempivano anche entrambi i marciapiedi; quell'onda multicolore convergeva verso un unico punto, la stessa direzione da cui erano venuti. Vedendo quella massa stridente, Onslaught prese in braccio Vortex e lo sistemò nell'incavo di un braccio, mettendo una mano sulle pale del piccolo in un tentativo di proteggere i sensori, ancora troppo sensibili, che le formavano da quell'eccesso di rumori. Anche per chi non aveva una modalità volante, tutto quel rumore sfociava nell'insopportabile. Era ovvio che quella era una protesta come altre in tutta Kaon, scaturite come una macchia di petrolio dall'arena e velocemente fuoriuscite in una settimana. Non c'era nulla di sorprendente se il richiamo alla rivolta si stava diffondendo così velocemente, specialmente se ha farlo era qualcuno abile con le parole: abilità terribilmente difficile da imparare, un'abilità che i cosiddetti senatori nella capitale planetaria mancavano. "La penna ferisce più della spada", una frase che stava girando tra i vari distretti dell'intera Kaon; ma in quel caso entrambe spada e penna avevano la stessa affilatezza: dopotutto, era difficile zittire chi sapeva usarle contemporaneamente. Una falla nel sistema di tale proporzioni era stata come una sveglia per il senato, ma malgrado ciò, una volta che il flusso della ribellione aveva attraversato in un ritmo rapido i livelli più bassi e aveva raggiunti i più alti, fermarlo era sempre più difficile. "O guardi e aspetti, o ti unisci e soffri", fu quello che Onslaught disse loro, dopo essersi assicurato che Swindle e Vortex stessero dormendo, una volta che la notizia delle proteste si era diffusa (non erano mai state una novità, ma il loro vero e proprio punto di origine era ancora ignoto). Onslaught constatò che quelle proteste erano in realtà inevitabili da tempo, era un conglomerato che stava sobbollendo da anni e stava aspettando una scintilla. Onslaught aveva deciso di aspettare e vedere come si sarebbero evolute e con lui, anche loro presero quella decisione. Brawl non pensava di poter vedere così da vicino una di quelle proteste. Ma uno solo sguardo verso Onslaught gli fece capire che per l'ennesima volta stavano assumendo un ruolo da spettatori. Non era totalmente contrario a quella decisione, ma allo stesso tempo non poteva negare che si sentiva deluso da quella scelta, anche se lui stesso non sapeva spiegarne il motivo. Rimuginare era sempre una perdita di tempo per lui, lo aveva imparato da tempo, perciò preferiva seguire Onslaught. Farsi strada in quel caos si rivelò più facile di quanto pensasse, suscitando solo un paio di occhiatacce nel loro passaggio per raggiungere il marciapiede opposto. Arrivarono e oltrepassarono il ponte allo stesso modo, anche se lì i transformer erano molto meno. Stessa cosa quando presero il treno per tornare al loro quartiere.
Il loro solito scambio di battute era qualcosa di fresco e gli teneva i pensieri lontani da tutto quel casino. Quando arrivarono di fronte la porta del loro appartamento, però, la sentì di nuovo, quell'ansia. Brawl non fu veloce nel nasconderla e nemmeno voleva farlo, ma un basso ringhio fu abbastanza per evitargli delle sicure domande (e conoscendo i suoi fratelli, di sicuro le avrebbero fatte anche troppe) e, una volta all'interno, si piantò sul divano. Non aveva una passione per la solitudine, ma in quel momento era quella che voleva e anche Vortex sembrava aver capito che no, quello non era il momento per infastidirlo; a differenza del loro fratellino, Swindle era troppo testardo e nemmeno con una delle sue occhiate più irritate era tale da far desistere il mechling giallo, anche se sapevano entrambi benissimo chi avrebbe vinto. E infatti il mechling fu il primo a distogliere lo sguardo, dirigendosi verso la sua camera, con solo le ruote sulle sue spalle che mostrarono la sua irritazione con il loro movimento all'indietro. Brawl poggiò la testa allo schienale del divano, ignorando il metallo scricchiolare quando qualcuno si sedette accanto a lui.
Ovviamente. Malgrado quella sua aria tronfia e più-importante-di-te, Blast Off aveva una pazienza pari a zero (Brawl sapeva benissimo che lui non era da meno), soprattutto quando voleva sapere qualcosa. Ma entrambi erano testardi e Brawl non aveva nessuna intenzione di fargli vincere il loro gioco.
Molto meglio guardare Onslaught rimproverare Swindle.
Sul serio, suo fratello doveva sapere ormai di non mettere alla prova il maggiore. Ma ehi, cosa poteva dire, così c'era più divertimento per lui. Però, dopo che Swindle cedette alla ramanzina e mise tutto quello che avevano comprato nell'armadietto e dopo che entrò con Vortex nella loro camera, l'ansia fece di nuovo sentire il suo peso. Ma non era nemmeno della vera e propria ansia? Non sapeva nemmeno lui cos'era, era un'incognita.
Brawl lasciò fuori un ringhio frustrato e si girò sulla schiena; al brontolio infastidito di Blast Off, Brawl lasciò la sua bocca allungarsi in un sogghigno.
-Ugh, ho proprio bisogno di un energon d'altro grado.-
-È meglio che sia un modo di dire e non significhi che tu abbia bevuto energon d'alto grado da solo.-
Brawl si voltò verso Onslaught.
-Beh, non da solo.-
-Primus. Devi sempre buttarti il badile sui piedi.-
Brawl diede un calcio alla gamba del volante, ricevendo in risposta un grugnito, per poi rimettere entrambe le sue gambe su quelle del fratello. Ma prima che Blast Off potesse rispondere a paro modo, un basso ringhio li fermò entrambi. Blast Off diede delle pacche su un ginocchio di Brawl, come a dirgli "buona fortuna" e Brawl gli ringhiò contro. Sentì una mano poggiarsi sulla sua testa, ma prima che potesse dire qualcosa quella mano, con più forza del dovuto, voltò la sua testa verso destra.
Giusto per incrociare lo sguardo.
-Allora noi due dopo faremo una chiacchierata.-
-Oh, ma andiamo. Ons! -
Il suo ginocchio venne colpito di nuovo, con un po' più forza questa volta. In risposta Brawl alzò le gambe e diede una spinta a quella marrone su cui prima poggiavano. Quel gesto risultò in una spinta sulla fronte dalla mano che era ancora sopra la sua testa. Cos'era, il momento del rompi-le-scatole-a-tuo-fratello-minore? Andava benissimo per lui, non disdegnava mai un po' di baruffa. Solo che c'era il piccolo problema che non riusciva ad alzare di più le gambe, dal momento che, quando il maggiore gli aveva picchiettato con il palmo la fronte, il volante gli aveva piantato un gomito sopra le ginocchia, bloccandoli i movimenti con tutto il suo peso da volante extra planetario. Con nessuna possibilità di muovere le gambe, tutto perché suo fratello era un rompiscatole a cui gli piaceva vincere facile, Brawl ringhiò e incrociò le braccia. E di nuovo i suoi pensieri tornarono a quel casino.
Nessuno poteva dire che la sua rabbia era ingiustificata, perché come altro dovrebbe reagire, venuto a conoscenza che la sua vita dipendeva da un documento? Venendo a sapere che tutto quello che era riuscito a fare suo era inutile? Sapeva benissimo che non era il più intelligente dei mech, ma anche lui sapeva che le possibilità che potesse rimanere con gli altri erano magre.
E un ritorno a Kalis significa una completa caduta. La prima volta era stata per pura fortuna, non poteva sperare di poter scappare una seconda volta da quella mani. E anche quando arrivò a Kaon, le catene erano state allentate, ma erano ancora strette. Certo, un po' di quella fortuna lo aveva seguito, con Blast Off che letteralmente lo aveva trascinato via.
Ma ora?
Ora stava per perdere tutto. Un altro pensiero si aggiunse a quel casino, una completa rassegnazione.
-Lo devo dire agli altri.-
Brawl sentì un leggero colpetto sulle ginocchia e abbassò lo sguardo; Blast Off non lo stava guardando, gli occhi puntati sull'olovisore ( quando lo aveva acceso?). Il volante parlò poi con una voce bassa e se Brawl non lo conosceva così bene, Blast Off sembrava insicuro.
-Sai anche tu che Swindle sospetta già di qualcosa. Almeno lo devi dire a lui. Ci serve il suo aiuto se vogliamo che Vortex non scopra niente.-
-Non che l'idea che Swindle lo sappia mi piaccia…-
Blast Off picchiettò due dita sullo stesso ginocchio e aprì la bocca, ma prima che potesse dire qualsiasi cosa, Onslaught parlò.
-Sono d'accordo. Preferisco che tu gli parli ora piuttosto che rischiare lo scopra da solo.-
-Ok…Ma ora ora?-
-Il prima possibile è meglio.-
-Facile da dire per te.-
Brawl si sedette, per poi girarsi per sdraiarsi di nuovo a pancia in sotto, mettendo di nuovo le ginocchia sulle gambe di Blast Off, sghignazzando quando il fratello guai all'azione. Poggiando il mento sulle braccia conserte, Brawl pensò alle parole di Onslaught: parlare con Swindle avrebbe di sicuro portato più frustrazione e più ricordi, entrambi dei quali faceva volentieri a meno. Non era il tipo da fuggire dai suoi problemi, ma sapeva benissimo cosa gli facevano quelle cose e voleva assolutamente evitare che Vortex assistesse ai suoi momenti più bassi; voleva tenere, almeno lui, lontano dalla sua bassezza. Swindle avrebbe acconsentito al cento per cento di mantenere il segreto, ma conoscendo Vortex, in pochi giorni il mechling con la sua natura curiosa avrebbe mandato all'aria i loro piani di tenerlo all'oscuro.
E quello era qualcosa che Brawl voleva assolutamente evitare.
Ringhiò e incrociò le dita dietro la testa, schiaffeggiando con un sonoro clank la fronte sulla superficie dura del divano. Quello era il motivo per cui odiava pensare: nessuna soluzione si poteva trovare col solo pensare, ma per sua sfortuna era tutto quello che poteva fare.
Si sentiva davvero come se fosse tra un'incudine e un martello.
Nella stanza si sentì un rumore, vetri spostati o qualcosa di simile, ma Brawl tenne il viso piantato sul divano. Non voleva pensare a niente; anzi, in verità il niente era ben più che preferibile.
Ma ovviamente Blast Off aveva altre idee. E poi diceva che era Brawl ad essere quello ottuso.
La pazienza di Brawl era sul procinto di straripare con quel continuo tap-tap sul retro del suo ginocchio destro e sarebbe stato un problema se accidentalmente la sua gamba avrebbe balzato e colpito con il tallone quella faccia spocchiosa. Con sua grande sorpresa Blast Off grugnì davvero quando il suo tallone colpì il suo mento (totalmente non di proposito) e il volante spinse con veemenza le gambe del più giovane giù dalle sue, anche se con scarso successo. Erano entrambi propensi a continuare quella loro piccola baruffa, se non fosse stato per quel cristallino ringhio proveniente dall'altro capo della stanza, nella cucina, che li avvertì della vicina minaccia. Brawl avrebbe preferito continuare, ma non c'era niente di meglio che non lasciare lo sguardo soffermarsi su di lui.
Non era così stupido.

Quella cupola che si era formata si diradò lentamente, ma le continue occhiate che Swindle gli continuava a lanciare a cena, lo stavano seriamente mettendo alla prova. Sfortunatamente la sua solita risposta non era fattibile, dare delle sonore pacche su una spalla e ruota del mechling giallo, dal momento che Onslaught continuava a fulminarlo con lo sguardo ogni volta che provava ad alzare una mano non diretta verso il cubo di energon di fronte a lui. Dopo l'ennesima volta come soggetto allo sguardo (e non era nemmeno il suo record) Brawl rinunciò alla sua constatazione dei ruoli e con un sonoro sbuffo prese un sorso dal suo cubo. Il gusto pungente che colpì i sui ricettori gustativi lo sorprese. Prese un altro sorso, più grande del primo, assaporando il suo additivo preferito; non stava ancora deglutendo le prime gocce di quel sorso quando i suoi occhi si posarono su Vortex, seduto di fronte a lui, o meglio, si posarono sulla sua espressione e il suo cadenzatamente crescente cipiglio. Lo osservò come mise lentamente di fronte a lui, sul tavolo, il piccolo cubo, stretto tra le mani. Due occhi giallo brillante stavano letteralmente fulminando il liquido verdognolo dentro il cubo e per un momento Brawl poteva quasi vedere del fumo uscire dal vetro. Dopo alcuni secondi l'espressione del mechling da perplessa si tramutò in disgustata e lentamente Vortex voltò la testa verso Onslaught. Un basso e frastornato -Perché.- uscì dalla bocca del piccolo e a quel punto Brawl (e a quanto pare nemmeno Swindle) non riuscì a trattenersi. Un rombo famigliare ruggì dalla sua gola e subito si tramuto in una fragorosa risata. Anche Blast Off non riuscì a frenare il sorriso divertito che arricciò la sua bocca e tutto quanto non fece che aumentare il cipiglio sul viso di Vortex, suscitando altre risate. Accanto al piccolo mechling Onslaught sospirò e prese il cubo dalle piccole mani e lo portò alla bocca di Vortex. La reazione fu immediata e un po' del liquido fuoriuscì dal cubo, atterrando su un braccio rossiccio quando Vortex si ritrasse con veemenza, cercando di mettere più distanza possibile tra lui e quell'abominio in forma d'energon.
-Lo so, ha uno strano gusto. Ma lo devi bere.-
-Ugh, no! Cos'è?!-
-Sì, invece. Zolfo. Fai piccoli sorsi e non pensare al gusto aspro.-
-No.-
-Vortex.-
-Non lo voglio. Te lo lascio volentieri.-
-Come fai a…Vortex, bevi il tuo energon.-
-No.-
-Vortex, se lo bevi avrai poi un dolce, a differenza di questi idioti.-
-Non mettermi al loro stesso livello, per favore e grazie.-
-Stai sghignazzando.-
-Ma non come un bul…Non sto ridendo del mio fratellino io, Brawl.-
Ignorando completamente i due, Swindle si raddrizzò sulla sedia e si sporse in avanti con i gomiti puntati sul tavolo.
-Tex, dopo che ci hai fatto l'abitudine non è poi così male. Infatti, sai che ti dico? Se ne prendi altri due piccoli sorsi, come un mech grande come me,- e prese due sorsi sostanziosi, storcendo leggermente la bocca quando gli inghiottì - ti darò volentieri parte dei miei dolci. E dopo ti lascio giocare sul mio datapad.-
-..Quali dolci e, per un breem?-
Swindle sorrise e aprì la sua bocca ma lo sguardo di Onslaught lo bloccò.
-Swindle, non comportarti come il tuo nome con tuo fratello.-
-Non lo sto facendo. Gli sto semplicemente dicendo- alzò il suo cubo - che fa schifo, ma non troppo.-
-Non ti piace?-
-No.-
-Ma lo stai bevendo.-
-Certo. Come ha detto Ons, devo. Sfortunatamente, fa bene alla salute.-
-…Da quando mai sei così responsabile.-
-Zitto. Non stavi litigando con Blast Off, tu.-
Detto mech prese un sorso dal suo cubo e parlò senza volgere lo sguardo sui due.
-Abbiamo smesso quando hai iniziato a blaterare.-
-…Ons, mi stanno prendendo in giro!-

Onslaught sospirò di nuovo, non degnando loro nemmeno uno sguardo. Però, quando subito dopo parlò a Vortex, si stava chiaramente rivolgendo a loro.
-Vedi? Sono degli idioti. Vuoi diventare come loro?-
-…No.-
E con un altro cipiglio, Vortex portò entrambe le mani intorno al cubo; Onlsaught lo aiutò con un piccolo sorriso sulla bocca, che prontamente sparì quando gli altri tre si fecero sentire.
-La smetti di includere anche me?-
-E che scoria vorresti dire?!-
-Spiegami, perché sarei un idiota? Sei stato tu a dire di non viziarlo.-
Parlarono uno sopra l'altro e lo sguardo stanco che Onslaught rivolse loro probabilmente non doveva per far ridere Brawl, ma ehi, erano tutti giocatori del loro gioco.
-Mechling, allora. Se fossi in voi, mi vergognerei molto dal momento che il vero mechling in questa stanza è più maturo di voi tre messi insieme.-
Un piccolo clank spostò l'attenzione di tutti su detto mechling. Vortex aveva rimesso il cubo sul tavolo, il suo volto ancora corrucciato in un cipiglio perplesso.
-Com'è?-
-…Cattivo.-
-Ma lo hai bevuto! Come ho detto, ti do un po' d-
-Swindle.-
-Cosa.-
Onslaught lo guardò semplicemente, con una singola increspatura tra gli occhi come unico indizio sul suo viso che indicava che lo stesse palesemente sfidando. Sfida che nessuno di loro normalmente avrebbe accettato, ma allo stesso tempo normalmente non erano nemmeno abituati a desistere. Un semplice schiocco di due dita su un braccio giallo fu abbastanza però per far sì che Swindle si rimettesse seduto composto sulla sua sedia, brontolando qualcosa sotto voce. Brawl osservò tutta la scena, poi spostò gli occhi sul centro del tavolo. Conoscendolo, era certo che Onslaught avrebbe fatto esattamente come aveva detto a Vortex e malgrado i suoi ringhi quando erano in quel negozio, Brawl aveva seriamente voglia di mangiare quei bastoncini. Assicurandosi che il maggiore dei fratelli non lo stesse guardando, Brawl si chinò leggermente in avanti, un braccio proteso verso la sua preda. Solo pochi centimetri e quelle delizie d'energon sarebbero state sue, se non fosse stato per una mano nera che agguantò il dorso della sua. Alzò la testa e i suoi occhi incontrarono un paio viola. Brawl sogghignò nel vedervi una sfida e il ghigno non fece che allungarsi quando vide nella sua periferica Swindle muovere con un gesto fluido il suo braccio destro verso il centro. Swindle mimò con la bocca un conto alla rovescia e all'uno scattarono all'unisono. Un secondo dopo le loro mani e braccia si scontrarono, i polsi si schiaffeggiarono uno sull'altro e i tre guairono. Nel punto esatto in cui poco prima si trovava la scatola c'era il nulla e solo quando il dolore dai loro polsi si dissipò che videro detta scatola stretta in una mano scura e bluastra.
L'occhiataccia era di per sé molto scura, ma le risatine del piccolo mechling la rendevano una parodia.
-Se vi comportate come mechling, deduco che vi devo trattare come tali.-
-Davvero, Onslaught, "niente dolci per voi". Questa è la tua idea. Ricordami, chi era che stavi chiamando immaturo?-
-Chiaramente non me stesso.-
-Ho lav-
-Finisci quella frase, Swindle. Non penso che tu voglia avere un rinnovo della nostra ultima conversazione, o mi sbaglio?-

-Come pensavo. E Blast Off?-
Blast Off, che nel frattempo aveva riportato la sua attenzione sull'olovisore, si voltò verso Onslaught.
-Non pensare che la stessa cosa non valga per te.-
-Devo davvero ricordarti che se non avessi agito prima di me, avrei impedito io stesso che questi due non finissero tutti i bastoncini?-
-A me queste sembravano scusa tipiche di un mechling.-
-…Onslaught, abbiamo diciannove vorn di differenza, non sei molto più grande di me.-
-Scusa Blast Off, ma diciannove vorn sono tanti.-
-Stavo parlando con te, Brawl?-
-Abbiamo ventuno vorn di differenza e continui a trattarmi come se fossi un mechling!-
-…Tu sei un mechling.-
-Bhè, anche tu lo sei!-
-…Non intendevo questo.-
-Blast Off, Brawl, siete entrambi in castigo.-
-HA INZIATO LUI!- -Anche io?!-
-Zitti. Vi state comportando come i sparkling maleducati che siete, a quanto vedo.-
Entrambi Blast Off e Brawl si ammutolirono a quelle parole, troppo esterrefatti per trovare una risposta. E il modo in cui Swindle stava ridendo, faccia piantata sul tavolo e un pugno che colpiva ripetutamente la superficie non aiutava affatto il loro improvviso ego ferito.
Quello che seguì una loro tipica cena furono vari tentativi da parte di Brawl di togliere la sua punizione, o per lo meno alleggerirla; subito si ritrovò a dover chiedere la stessa cosa anche per Blast Off, dopo che il volante gli aveva fatto presente la sua seccatura con un paio di calci ben assestati sotto il tavolo. Al quinto tentativo Onslaught li fulminò entrambi con lo sguardo, semplice, senza l'uso di alcuna parola e dovettero cedere.
Almeno non era l'unico, pensò Brawl, almeno così si poteva divertire nel rompere le scatole a Blast Off.
Era una giornata tipica come le altre, per i fratelli.
Dentro di lui però, persisteva quell'incombente incognita.