Capitolo 2: Incognita

Stava calando la notte, sulla città di Kaon. Era sempre la solita danza, il ritmo ininterrotto dei vari livelli, i lampioni che, in un susseguirsi calcolato, iniziavano a illuminare le strade di pari passo all'ascesa del buio. Non vi era nulla di spettacolare, era il solito spartito che tutti gli abitanti di Cybertron seguivano, e che implicavano sempre quella solita dissonanza. Era risaputo, i livelli erano un'espressione della loro società, e quel senso di superiorità guadagnata si rispecchiava nell'illuminazione: la crisi durava da vorn, ormai, e la decisione di non accendere i lampioni nei livelli più bassi nelle città era stata presa per ovviare al consumo energetico. I lampioni più grandi e potenti si trovavano dopotutto nei livelli più alti, e con quelli i livelli più bassi erano illuminati senza dover attingere ai fondi riservati a questi. Una scelta approvata, discussa, ma comunque fatta e che da vorn era ormai in vigore. Non si poteva negare che dopo vorn ci si era fatta l'abitudine e con i ponti che collegavano i vari livelli che man mano che si scendeva diventavano sempre più pochi e stretti, i livelli medi e più bassi erano illuminati abbastanza per svolgere le mansioni notturne. E come parte dello spartito notturno, transformer di ogni tipo vagavano per le strade di quei livelli, chi tornava a casa e chi invece si dirigeva al locale più vicino. Era facile trovare gruppi che usciti dai propri luoghi di lavori volevano divertirsi, e non poteva negare che lui era uno di questi transformer. Un po' di sfogo e svago e poi tornava nell'appartamento con i suoi fratelli. Ma in quel particolare giorno Brawl non sentiva la voglia di seguire i suoi colleghi. Era per abitudine che li stava seguendo nel loro solito locale, ma invece si soffermò sull'uscio dell'entrata e, soffiando con frustrazione, si voltò. Una mano andò istintivamente al suo fianco, sopra l'apertura del suo subspace: non riusciva a capire, né a spiegarsi, il motivo per cui gli avevano inviato quel messaggio. Era certo di aver inviato tutti i suoi dati.
"È per il lavoro?"
-Ti vuoi levare di mezzo?!-
Brawl si spostò velocemente di lato, osservando come il mech che gli aveva appena urlato lo superò, e ricacciò indietro un ringhio. Grugnendo, Brawl riprese a camminare.
"No, non può essere per il lavoro, non hanno mai fatto storie con nessuno…Ma allora perché cavolo me l'hanno inviato?! Non ha senso…"
La sua mano destra si chiuse in un pugno e Brawl si sforzò dal non urlare; soprattutto quando si accorse di aver superato l'incrocio che doveva prendere. Si fermò, stringendo entrambe le mani in pugni, e cercando di contare mentalmente a dieci come gli aveva insegnato Onslaught. Brawl si voltò e tornò indietro, calpestando i piedi, ignorando totalmente gli sguardi infastiditi e le voci dei transformer che superava.
"…Non hanno accettato la mia adesione?"
La sua camminata furiosa rallentò fino a diventare un passo lento, per poi fermarsi nel mezzo del marciapiede.
"E che dico agli altri?"
Malgrado i suoi fratelli lo avessero incitato a iscriversi a un'altra accademia, avevano accettato lo stesso la sua scelta. Brawl aveva il sospetto che Blast Off fosse deluso di questa sua scelta, anche se non lo dava a vedere, e non si fosse invece iscritto all'accademia delle arti di Kaon. Certo, gli piaceva leggere ma di sicuro quella non era la sua idea di professione che aveva in mente. Se doveva seguire l'insistenza di Onslaught e frequentare l'accademia, preferiva una dagli insegnamenti più pratici. Inoltre, se avrebbe seguito il consiglio di Blast Off, era certo che ci sarebbero stati fin troppi problemi, e l'espressione che fece il volante quando gli disse quale accademia aveva scelto non era facilmente dimenticabile. Ma poi Blast Off si era offerto di accompagnarlo lui stesso per l'orientamento.
La strada era trafficata, ma anche volendo Brawl non poteva trasformarsi; inoltre, aveva voglia di camminare, anche se non era abituato a quel silenzio. E non si era nemmeno reso conto di essere arrivato al suo quartiere. Di solito lui e Swindle tornavano a casa insieme, ma da quando i due mechling erano stati beccati uscire di nascosto, Blast Off aveva iniziato a uscire prima da lavoro (a discapito dell'accademia) e prendere Swindle da scuola, Vortex sempre con lui, per tenerli d'occhio. Era strano camminare da solo, ma dall'altra parte Brawl non aveva nemmeno voglia di parlare con Swindle, né di sentire il suo blaterare. Ed eccolo lì, di fronte la porta dell'appartamento, a esitare. Non era da lui, tentennare con incertezza, aveva superato quel suo lato quando aveva iniziato ad abitare con gli altri. Sospirò, irritato con sé stesso per essersi permesso di pensare al sé stesso di quando aveva conosciuto Blast Off. Era passato molto tempo, da quando era quel piccolo e timido mechling impaurito che…No, doveva smettere di pensare a quel periodo. Sentì la rabbia, famigliare, ribollirgli dentro, cercando di triturare quel messaggio. Ma si frenò dall'urlare, solo perché i suoi fratelli l'avrebbero sentito e non aveva voglia che lo assillassero con le loro domande e rimproveri.
Contò mentalmente fino a cinque e inserì il codice nel lettore della porta.
Nella cucina trovò tre dei suoi fratelli seduti al tavolo: Blast Off aveva in braccio Vortex e stava leggendo un datapad al mechling. Era un'abitudine che il volante marrone aveva iniziato quando avevano adottato Vortex e con grande piacere di Blast Off, il mechling aveva da subito mostrato un interesse per quelle storie. Forse un po' troppo, visto che assillava uno qualsiasi di loro così che gli leggesse qualcosa…Era troppo difficile dire di no a quegli occhi.
Swindle invece sedeva di fronte a loro, chino su due datapad e lo sguardo che guizzava da uno schermo all'altro. L'istante in cui la porta scivolò aperta e poi chiusa, Vortex alzò lo sguardo e tutti i pensieri su quel messaggio sparirono nel vedere il sorriso del mechling.
-Brawl!-
Brawl si avvicinò al tavolo e accarezzò la testa di Vortex, facendo un cenno a Blast Off.
-Ehi, Tex, Swindle.-
Blast Off gli rispose con un suo cenno e si alzò, sistemando Vortex sulla sedia, lasciando che prendesse in mano il datapad. Mentre il mechling iniziò a picchiettare con uno sguardo concentrato sullo schermo, l'altro volante si diresse verso la cucina, lanciando uno sguardo irritato a Swindle.
- Vado a preparare l'energon. Sì, Onslaught mi ha detto che ha finito il turno. Swindle, Brawl ti stava parlando. E metti via quei pad.-
Swindle si fermò, il dito alzato mentre stava scrivendo qualcosa, e incrociò lo sguardo di Blast Off.
-Stavo controllando se c'erano degli errori.-
-Sì, e i volanti amano gli spazi chiusi.-
-Ah ah. Sì, stavo controllando. Problemi?-
Blast Off gli lanciò uno sguardo impassibile, anche se una delle sue ali sulle gambe si mosse in fastidio. I due mantennero lo sguardo per alcuni secondi, finché Swindle voltò la testa, borbottando qualcosa. Blast Off sbuffò irritato, ma si permise un mezzo ghigno per la piccola vittoria e tornò ad aprire la credenza in cui tenevano i cubi d'energon. Ne prese uno, mezzo pieno, e lo mise sul piano della cucina; aprì poi un'altra anta e prese cinque piccoli cubi vuoti e una confezione di minerali. Mentre Blast Off iniziò a preparare la loro cena, Brawl si massaggiò le spalle. Stirando con leggeri movimenti avanti e indietro i cingoli, si sedette accanto a Swindle, che nel frattempo aveva messo nel suo subspace i due datapad e aveva accesso l'olovisore.
-Allora, com'era il lavoro?-
Brawl scrollò le spalle e si appoggiò allo schienale della sedia.
-Come sempre. La scuola?-
Swindle grugnì e si stiracchiò sul tavolo.
-Ho una prova di matematica tra qualche ciclo. Sono formule abbastanza difficili.-.
-Tu le hai trovate difficili.-
-Ehi, non guardarmi così!-
Blast Off si avvicinò in quel momento al tavolo e, poggiati i cinque piccoli cubi, ora colmi di energon, incrociò lo sguardo di Brawl.
-Si, anch'io l'ho pensato.-
Brawl mosse gli occhi verso Swindle e ghignò quando il volante fece lo stesso. I due continuarono in quel modo, mimando con gli occhi e torsioni della bocca una conversazione, mentre Swindle li guardava infastidito. Dopo alcuni secondi grugnì e poggiò la testa sul tavolo, faccia su metallo.
-Odio quando fate così.-
Brawl aprì la bocca per replicare, ma in quel momento la porta d'ingresso scivolò aperta e chiusa, seguita da una voce famigliare.
-Mech.-
-Ons!-
Vortex, che fino a quel momento era concentrato sul datapad, saltò in piedi sulla sedia pronto a volare verso il più grande, solo per essere fermato da Onsalught con una carezza sulla testa. Detto mech gli sorrise, poi guardò gli altri, notando i cubi sul tavolo.
-Non avete ancora cenato?-
Blast Off gli porse un cubo, mettendone uno davanti a Vortex e indicando al mechling di sedersi.
-Stavamo aspettando te. Swindle, non ci provare!-
Swindle guaì sorpreso e alzò la testa da qualcosa che aveva chiaramente sulle gambe.
-Non stavo facendo niente.-
-Certo, come prima.-
Il volante sbuffò e, dopo aver riposto il datapad, che Vortex aveva lasciato cadere sul tavolo, nel suo scaffale della libreria, mise due cubi davanti a Swindle e Brawl, sedendosi poi col suo in mano accanto a Vortex.
Onslaught si sedette e guardò i due, poi prese un sorso di energon.
-Cos'ha combinato?-
-Niente!-
Brawl poggiò la testa sulla mano e guardò il mechling, un sorriso schernitore sul viso.
-Chissà perché ho la sensazione che tu stia mentendo.-
In risposta Swindle mosse, senza voltarsi, in un gesto vago una mano.
-Te l'ho detto, ho un esame fra qualche ciclo. Posso ripassare o volete disturbarmi di nuovo?-
-Attento a come parli.-
Swindle si ritrasse leggermente al tono severo di Onslaught e abbassò lo sguardo.
-Scusa…Ma voglio prendere un bel voto, ok?!-
-Allora non ti darebbe fastidio se volessi vedere il tuo datapad.-
-Eh? Quale?-
-Quello su cui stavi scrivendo. E non provare a dire che stavi facendo i compiti. So che li hai finiti un groon fa.-
Swindle guardò la mano di Blast Off, tesa davanti a lui, aprirsi e chiudersi velocemente in un gesto di sbrigarsi, poi il suo viso.
-E perché?-
-Voglio vedere cos'altro hai cancellato.-
Onslaught poggiò il cubo sul tavolo e guardò Swindle dritto negli occhi. Brawl osservò i due e sogghignò da dietro il suo cubo: era sempre uno spettacolo vedere Swindle o Blast Off essere i destinatari delle ramanzine di Onslaught. Specialmente quando il più grande faceva lo sguardo del 'non cercare di mentire a me'. Anche se nessuno dei fratelli più giovani era prono a rassegnarsi sotto quegli sguardi…Non che far arrabbiare Onslaught fosse divertente, soprattutto per tutto quello che il mech aveva fatto e faceva per loro, ma qualche volta anche loro volevano fare come preferivano. Era comunque divertente vedere altri ricevere una severa ramanzina. Non era facile mentire quando il mech li guardava in quel modo…
-Hai cancellato qualcosa dai tuoi compiti?-
-Non dai compiti.-
Swindle ringhiò a bassa voce qualcosa, chiaramente rivolto a Blast Off, quando il volante gli anticipò la risposta, e, sempre guardandolo con un'espressione infastidita, storse la bocca in una smorfia.
-Un errore, tutto qui.-
-Ugh. Meh-
L'attenzione dei quattro si spostò sul più giovane, che stava bevendo in silenzio e con gusto il suo energon. Qualche goccia però gli era sfuggita e aveva creato una scia appiccicosa sul mento. Onslaught prese i fogli abrasivi che Blast Off gli passò e iniziò a pulire il mechling, ignorando le sue proteste; quando parlò di nuovo era però rivolto a Swindle.
-Uh uh. E quanto hai cancellato?-
Swindle borbottò qualcosa e Blast Off di rimando sussurrò a denti stretti, a quanto pare l'unico che aveva sentito cosa il mechling giallo avesse detto. Di riflesso Onslaught era l'unico che invece aveva capito il sussuro del volante e un solo sguardo bastò per far trasalire, seppur impercettibilmente, Blast Off, reazione che venne coperta da un movimento di spalle. Soddisfatto, Onslaught parlò di nuovo.
-Parla ad alta voce, Swindle.-
Swindle iniziò a picchiettare le dita su un lato del cubo, poi sul tavolo. Brutto errore, temporeggiare quando Onslaught voleva sapere qualcosa.
-Swindle, non voglio ripetermi.-
-Aaah! Va bene, va bene, parlo!-
Brawl frenò una risata, nascondendola con un sorso di energon. Ecco il secondo errore di Swindle. Rispondere a Onslaught con un tono incavolato? Era come giocare con una nitrotigre. E infatti, finito di pulire Vortex, Onslaught si voltò completamente verso Swindle, le sopracciglia alzate a mo' di invito retorico di riusare quel tono. Swindle fece una smorfia e distolse lo sguardo prima di parlare.
-Il testo che ci ha dato la prof spiega dei procedimenti sbagliati per risolvere alcuni problemi. Visto che si è rifiutata di darci quelli giusti, li ho cercati nel database.-
-Come fai a dire che sono sbagliati?-
-Perché non risolvono i problemi.-
-Oh…Aspetta un momento, brutto-
-Brawl. Questo non risponde comunque alla mia domanda, Swindle.-
-Ho risposto.-
-No. Mi hai detto il perché, ma io ti ho chiesto 'quanto'.-
-Se non lo dici tu, lo faccio io.-
Swindle lanciò un'occhiataccia a Blast Off e parlò di nuovo.
-Al massimo una pagina…-
-Fammi vedere.-
Swindle esitò per qualche secondo, poi passò il datapad a Onslaught. Il mech lesse in silenzio, la sua faccia impassibile. Quando alzò di nuovo lo sguardo, i suoi occhi si puntarono su quelli viola e ansiosi di fronte a lui.
-Si capisce che hai cancellato e riscritti completamente due capitoli interi,.-
-Erano quelli con i procedimenti sbagliati. All'inizio pensavo di dover correggere solo alcune parti, poi ho notato che era tutto sbagliato.-
-Ti bastava prendere degli appunti.-
- I miei appunti sono un casino.-
-Certo…Lo hai detto alla professoressa che ben due capitoli sono sbagliati?-
-Sì, e ha insistito che quelli erano i procedimenti giusti, anche quando le ho mostrato le formule e gli esercizi.-
Onslaught sospirò e diede a Swindle uno dei suoi sguardi ammonitori. Il mechling in risposta sbuffò e incrociò le braccia.
-Hai fatto bene a cercare i giusti procedimenti.- Si fermò, porgendo il datapad a Swindle.
-Ma hai a dir poco esagerato nel riscrivere due capitoli interi. Non ti chiedo come ti è venuta questa idea, ma voglio sapere una cosa. Cosa ti ha detto la professoressa quando le hai fatto notare la cosa?-
-Che me lo stavo inventando e devo attenermi a quello che il testo spiega.-
-Scusa eh, ma non ha dato retta a te, il migliore della classe?-
-Evidentemente sono bravo solo quando non faccio notare errori nei testi, Brawl, non lo sapevi?-
Brawl diede una spinta alla spalla di Swindle e aprì la bocca per replicare, ma venne fermato dalla mano di Onslaught.
-Allora perché hai cancellato e riscritto i due capitoli quando potevi prendere appunti su un pad vuoto? E non riusare la scusa degli appunti in disordine.-
-Non ne avevo uno vuoto, né uno che ha un po' di spazio.-
-Uh uh. E perché non ne hai comprato uno, o non hai chiesto a me o a Blast Off o a Brawl di comprartelo?-
-Costano e non volevo disturbarvi.-

-…-
-Vuoi che risponda o hai capito da te che quello che hai detto è una stupidaggine? Blast Off, hai per caso un datapad vuoto che non ti serve?-
Onslaught mantenne lo sguardo di Swindle mentre parlava, notando come la ruota della spalla destra si mosse leggermente all'indietro; ad eccezione di quello però il mechling rimase impassibile, anzi, era tornato a guardare l'olovisore.
-Più di uno e di formati diversi. Come ti serve, Swindle?-
Entrambe le ruote sulle spalle si mossero all'indietro e prima che Swindle potesse rispondere, Onslaught gli diede un altro dei suoi sguardi.
-Recupera i file e scrivi i procedimenti giusti sull'altro pad-.
-Ugh, va bene.-
-Stai facendo una scenata. Non è da te.-
-Scusami tanto, Blast Off, se mi dà fastidio che la mia professoressa si rifiuta di ammettere che il testo che ha scritto e che ci ha dato ha molti errori e si ostina a farci studiare lì! Alcune parti non hanno proprio senso!-
Onslaught sospirò, ma non riprese il mechling, dando spazio a Blast Off di farlo; tornò invece a bere il suo energon.
-Hai provato a parlare con la direttrice?-
-…Oh-
-La cosa più logica da fare e lui dice "oh".-
-Blast Off…-
-Andiamo Onslaught, lo sai che ho ragione.-
-N non ci avevo pensato, ok?!-
-Sì, e non perché temevi che, se l'avessi fatto, i tuoi compagni di classe ti avrebbero preso in giro.-
-Uh, correzione, non l'avrebbero fatto. Perché a differenza di te, io sono simpatico.-
-Cosa pretendi, quando sono invidiosi di uno più bravo di loro, fanno così.-
-E lui sa di cosa sta parlando.-
-Zitto Brawl.-
-Certo…-
Il mech verde fece un verso sorpreso al tono dell'altro.
-Swin, mi sorprende che tu non sappia cosa ha fatto Blast Off quando era più piccolo.-
Swindle si voltò completamente verso Brawl, un luccichio malizioso nei suoi occhi viola che non passò inosservato agli altri fratelli.
-Oh, riconosco questa voce. Dimmi tutti i particolari!-
Brawl si portò il cubo alla bocca e non cercò di nascondere il suo ghigno.
-Con piacere! Aveva più o meno i miei vorn e nella sua classe c'era un tizio a cui stava sui bulloni…-
-Ugh Brawl, stai sul serio tirando fuori quella storia?-
Brawl ignorò Blast Off; era difficile trovare qualcosa di cui Blast Off si vergognasse, e Brawl non poté fare a meno di lanciargli uno sguardo divertito e un ghigno. Prima di continuare il suo racconto, però, vide Onslaught incrociare le braccia. Non sapeva se era perché sapeva quello che stava per dire o perché non conosceva l'episodio.
"Oh, 'bè."
-Questo tizio continuava a rompere. Durante le lezioni, le prove. E ogni volta che Blast Off diceva qualcosa ai professori, questi dicevano che stava solo scherzando.-
-Era il loro cocco, solo per la sua famiglia…-
Swindle non si voltò verso il volante, ignorando cosa aveva detto, e lo indicò con un pollice, una nota sarcastica nella voce.
-Stiamo parlando di Blast Off. Come minimo gli avrà commentato sulla finitura.-
-Sì, questo lo pensi te. Blast Off fa l'altezzoso, ma tra noi è il più str- Brawl si fermò al veloce e basso ringhio. Si voltò verso Onslaught e al cenno che questi fece con la testa verso Vortex, gli occhi di Brawl si allargarono. In quei vorn aveva imparato a decifrare alcuni dei ringhi di Onslaught, e quello era ben riconoscibile: "Continua quella parola e se la ridice vedrai che ti faccio.".
-Cos'è Blast Off?-
Brawl sobbalzò e poggiò sul tavolo il cubo. Ovviamente Vortex doveva chiedere, doveva scegliere dalle frasi dette, proprio quella parola.
-Uno str…stra…strafottente!-
-E che significa?-
-Uh, che è…-
-Mi avevi quasi sorpreso con l'uso di quella parola, ma vedo che non mi deludi. Non sai nemmeno il significato.-
Brawl assottigliò gli occhi a quelle parole e indicò il volante al mechling.
-Vedi Blast Off? Ecco, lui è l'esempio perfetto.-
Detto mech lanciò un'occhiata fredda all'altro e con un clic della lingua si rivolse a Vortex, anche se i suoi occhi continuavano a guardare dritto in quelli di Brawl.
-Non sentirlo. Non sa nemmeno lui cosa significa, ecco perché ha detto quello.-
-EHI! Non è vero!-
-Allora digli cosa significa strafottente.-
Brawl ringhiò leggermente in risposta e guardò Vortex.
-Strafottente è chi dice di essere il migliore e superiore agli altri, quando invece non è così.-
-Notevole.-
-Se continui ti becchi un pugno.-
Blast Off scosse la testa e guardò Brawl.
-Devi fare così ogni volta?-
-Se tu continui a insultarmi, sì!-
-Tecnicamente hai iniziato tu raccontando quella storia.-
-Ma dai, è divertente!-
-No.-
-Tanto già lo sappiamo che non sei così serio.-
-Se vuoi racconto di quella volta quando ti sei-
-NO!-
-…La tua scaltrezza mi fa paura.-
-Davvero. Dimmi tutto, Blast Off!-
-Con piacere, Swindle. Potrebbe anche darti uno spunto su come fare.-
-Trattandosi di una cosa che ha fatto Brawl e conoscendoti, non so se sei sarcastico o sei serio.-
-Io invece mi chiedo ancora perché ogni volta dovete fare così. Un ciclo in cui beviamo energon normalmente è troppo difficile.-
Onslaught sospirò, vedendo che gli altri lo stavano palesemente ignorando e accarezzò Vortex sulla testa, quando il mechling si voltò verso di lui con un cinguettio confuso.
-Entrambi, Swindle.-
-Eh. Comunque, dimmi. Qual' è questo spunto?-
-Semplice. Umil-
Un sonoro rumore metallico risuonò nella stanza e Blast Off saltò leggermente, stringendo di riflesso il cubo che aveva in mano. Lanciò un'occhiata a Onslaught, seduto accanto a lui, e a denti stretti gli disse:
-E quello, per che cos'era?-
Onslaught prese un sorso di energon e, sottolineando ogni parola con la sua tipica voce che non ammetteva repliche, gli rispose.
-Lo sai benissimo.-
-E dovevi darmi un-
-Oh. Ora ho capito. Non è male come idea.-
-Sì, in effetti puoi fare cos-
Brawl si interruppe, sentendo un movimento sotto il tavolo, seguito subito da un guaito sorpreso provenire da Swindle.
-Ahia! Perché quel calcio?!-
Brawl iniziò a ridere nel vedere la faccia indignata di Swindle; ma le sue risate si attutirono quando spostò lo sguardo e vide l'occhiata torva che gli stava lanciando Onslaught. Brawl si trattenne dal mugugnare, scegliendo invece di sentire cosa il più grande era in procinto di dire.
-Non prendere sul serio quello che ha detto.-
-Tecnicamente non ho detto niente.-
Al ringhio basso del mech Blast Off alzò una mano e si voltò verso l'olovisore.
-Non l'avrei fatto comunque.-
Un semplice sguardo portò Swindle ad abbassare la testa, e questa volta Brawl ghignò.
- Prima di andare a dormire, recupera quei file. E fai presente alla direttrice la cosa.-
-Sì…-

Dopo aver finito di cenare Onslaught raccolse i cubi e li inserì sotto i getti per lavarli. Dopo averli messi ad asciugare si unì ai suoi fratelli sul divano.
-Che vediamo?-
Vortex, seduto sulle gambe di Brawl, distolse lo sguardo dall'olovisore e guardò Onslaught.
-Noi un film. Tu devi andare a dormire.-
Mettendo il broncio Vortex si voltò a guardare il fratello.
-Ma Blast Off!-
-Niente ma, Vortex.-
-Ma uffa! Perché io devo andare a dormire e voi invece guardate un film…-
Onslaught sospirò e si sedette accanto a Brawl.
-Pochi minuti e poi a dormire.-
Vortex annuì muovendo all'unisono le pale. I quattro più grandi si scambiarono un'occhiata: non era una novità che, una volta finito di cenare, Vortex volesse rimanere sveglio con loro. E quando riuscivano a metterlo a letto, il piccolo mechling si intrufolava nella stanza principale per guardare il film. La prima volta si era addormentato tra Swindle e Onslaught e tutti e quattro erano più che contenti che di solito sceglievano di guardare film comici o d'avventura. E puntualmente, dopo pochi minuti dall'inizio del film, Vortex si addormentava in braccio a uno dei suoi fratelli.
Brawl si alzò in silenzio, spostando Vortex nell'incavo tra braccio e gomito e cullandolo in modo che non si svegliasse, e si diresse verso la stanza dei due mechling. Mise Vortex nel suo letto, spostandogli leggermente una pala che stava strusciando sul materasso. Tornò verso la porta trascinando i piedi e uscì, fermandosi però sulla soglia mentre la porta scivolò chiusa alle sue spalle. Di fronte a lui c'era un'immagine che difficilmente aveva modo di vedere, anzi, poteva contare sulle dita di una mano le volte in cui aveva visto quella scena. Swindle, addormentato su Blast Off con la testa sulle braccia incrociate sopra la gamba del volante. Non era poi così inusuale che uno dei cinque si addormentasse su un altro: dopotutto nel loro monolocale, prima che si trasferissero in quel livello, lo spazio era troppo piccolo per quattro mechling tra i quali tre erano di classe 'grande', e di conseguenza erano soliti addormentarsi uno sull'altro. In quei vorn era per esigenza, ma ora abitavano in un nuovo appartamento, uno con due camere da letto e non avendo più un unico letto a disposizione si addormentavano accoccolati (e francamente nessuno di loro definiva quell'atto come tale) solo in casi disparati, come la notte in cui avevano beccato Swindle e Vortex sgattaiolare fuori. A proposito di quella notte, Brawl era certo che Onslaught e Blast Off avessero deciso di essere più severi e freddi verso i due. Onslaught faceva sempre così quando uno di loro gli disobbediva, già quando Brawl era più piccolo; ma la sorpresa era l'atteggiamento di Blast Off, più freddo del solito. Non con Vortex, però. Nessuno di loro riusciva a essere freddo con il mechling, era troppo per lui e per loro. E Brawl capiva perché Blast Off si comportava in quel modo (Brawl si era trovato molte volte come soggetto di quell'atteggiamento, e più di quanto gli piacesse), ma almeno lui non era così duro con Swindle. Anzi, era abbastanza impressionato da come Swindle avesse continuato a sgattaiolare fuori per due settimane senza che uno di loro se ne accorgesse. Ad eccezione di Onslaught. Il più grande aveva l'inspiegabile abilità di scoprire sempre quando uno di loro gli stesse nascondendo qualcosa. E davvero, acconsentire che Vortex uscisse con lui non era stata una delle idee migliori che Swindle avesse avuto. Anche se Brawl avrebbe fatto la stessa cosa. Probabilmente.
Quindi, era strano vedere i due in quella posizione, come se fossero in attesa di un commento irriverente che Brawl era pronto a fare, se Blast Off non avesse parlato prima di lui.
-Non dire niente.-
-Non volevo dire niente, infatti.-
Brawl non nascose il suo sogghigno, specialmente dopo aver sentito il tono rassegnato del fratello. E proprio per dargli più fastidio, mosse i suoi cingoli in modo canzonatorio, prima di riprendere il suo posto accanto Onslaught. Il maggiore dei fratelli scosse la testa e si voltò verso Swindle.
-Se era stanco poteva andare a letto.-
-E soprattutto non addormentarsi sopra di me.-
-Non so, Blast Off. A vedere Vortex e Swindle e anche per esperienza personale, sei comodo per dormire.-
Blast Off guardò per alcuni secondi Brawl, inespressivo. Per un po' nessuno dei tre parlò, la loro attenzione tornata sul film di avventura. I due protagonisti, un mech e una femme, si erano appena rincontrati nello scantinato di uno strano palazzo. La 'reunion' era troppo melensa per i gusti di Brawl, ma almeno i due avevano iniziato a parlare dei mostri che avevano incontrato mentre si recavano lì. Aprì la bocca per commentare, ma invece si lasciò sfuggire un guaito sorpreso. Voltò la testa di lato, notando il sogghigno sul volto di Blast Off. Di certo il volante non si poteva aspettare che tralasciasse il ceffone che gli aveva dato sulla spalla. Brawl si slanciò in avanti, sdraiandosi quasi del tutto su Onslaught, e diede un ceffone sull'avambraccio del volante. Blast Off alzò quel braccio, pronto per rispondere e Brawl lo imitò, la mano semi aperta pronta a prendere il polso dell'altro. Nessuno dei due badò al sospiro infastidito, né avevano calcolato un terzo partecipante. Grande sbaglio da parte di entrambi. Una presa ferrea sulle loro spalle da parte di famigliari e forte mani, li fece squittire sorpresi. Questo li fermò? No, ma quando la presa aumentò di forza ali e cingoli si mossero in fastidio. Solo al ringhio ben famigliare i due si allontanarono con delle smorfie.
-Fatela finita.-
Ringhio più parole dette con tono basso. La combo che i fratelli più giovani, o meglio, tutti tranne Vortex, conoscevano molto bene. Durante quei vorn avevano imparato a riconoscere le variazioni dei ringhi e toni di Onslaught. Il mech di solito usava un ringhio basso quando uno di loro disobbediva, ma alcune volte faceva uso di frasi 'tipo'. Non erano tali quando aveva iniziato a usarle, ma dal momento che vide che Blast Off, Brawl e Swindle non lo ascoltavano nel novanta per cento delle volte, quelle frasi divennero un suo marchio. Comunque, non le utilizzava con la stessa frequenza dei ringhi. La combinazione dei due metodi era ancora più rara e usata, di solito, solo quando Onslaught era stanco dei reciproci punzecchiamenti dei suoi fratelli. E quello era il motivo per cui i due si rimisero a sedere nei loro posti. Anche se si scambiarono un'altra occhiataccia, ben sapendo che avrebbe suscitato uno scappellotto da parte di Onslaught. Cosa che fece, facendoli entrambi guaire alle due sonore pacche sulle loro spalle.
-Uh, che?-
Tre paia di occhi si spostarono su Swindle. Il mechling giallo si era semi alzato dalle gambe di Blast Off e guardava spaesato gli altri tre.
-Bene, sei sveglio. Ora smettila di usarmi come letto e vai su quello vero.-
Blast Off spinse con un dito una ruota sulla spalla e anche se Swindle non oppose resistenza, il mechling grugnì e si sedette accanto all'altro transformer.
-Sì, sì, non ti lamentare. Era comodo.-
-AH! Visto?!Avevo ragione io!-
Swindle aprì la bocca per dire qualcosa, ma la richiuse quando vide Onslaught mormorare un basso -Perché di notte devono essere così insopportabili…- prima di piantarsi un palmo sul viso.
-Che?-
-Brawl, se non stai zitto.-
-Che fai, eh?-
-Lo vuoi vedere, piccolo-
-Se non la smettete vi faccio zittire io.-
Blast Off e Brawl distolsero lo sguardo l'uno dall'altro. La combo di ringhio e parole usata due volte di fila era ancor più rara delle frasi tipo e sebbene entrambi fossero troppo testardi da rinunciare nel vincere, non volevano scoprire la mossa successiva di Onslaught se continuavano con il loro atteggiamento. Questo comunque non li fermò dal ringhiarsi a vicenda.
Swindle scese dal divano e si diresse verso la propria camera camminando all'indietro, gli occhi sui tre.
-Io, non faccio domande. Vado a dormire, buonanotte.-
-Ricordati di recuperare quei file.-
Swindle che si era voltato, si bloccò e guardò Onslaught.
-Ah, vero…Lo faccio subito.-
-Fallo domani mattina, quando sei più riposato.-
-Giusto…Ok. Buonanotte.-
-Buonanotte.-
-'Notte.-
Blast Off gli rispose con un cenno della testa e Swindle entrò nella sua stanza, la porta che scivolò chiusa dietro di lui.
I tre sul divano tornarono a guardare il film. Anche se era un genere che gli piaceva, Brawl non riusciva a rilassarsi e guardarlo: come poteva, se continuava a pensare a quel messaggio? Non era per il lavoro, di quello era certo. E allora perché l'ufficio gli aveva inviato quel messaggio? Forse si erano sbagliati e non era diretto a lui. Dall'altra parte, sapeva benissimo quanto quelli dell'ufficio registrazioni fossero puntigliosi. Una mano sulla spalla destra lo scosse dai suoi pensieri e Brawl si voltò, seguendo con gli occhi la mano, il braccio a cui era collegata e la faccia del proprietario, incrociando due occhi gialli seri.
-Scusa Ons, hai detto qualcosa?-
-Ti avevo fatto una domanda, e mi hai appena risposto. Ma la ripeto: cosa succede?-
-Cosa succede dove?-
-A te.-
Brawl guardò Blast Off, avendo capito che i due stavano usando una delle loro combo da 'fratelli maggiori' con lui.
-Niente? Sinceramente non so di cosa stiate parlando.-
-E questa è la conferma che stai mentendo. Sei stato stranamente silenzioso a cena.-
Brawl incrociò le braccia e sbuffò infastidito alle parole di Onslaught.
-Cosa, un mech non può bere il suo energon in silenzio?!-
-No, ma quando lo fai tu è inquietante.-
-Ah, giusto, solo tu puoi farlo. Giusto Blast Off?-
-Brawl.-
Brawl borbottò qualcosa e abbassò lo sguardo, infastidito. Lo sapeva che l'altro aveva ragione; e odiava quando Onslaught e Blast Off si coalizzavano in quel modo. Non poteva nascondere niente che i due non venissero a scoprire. Alcune volte Brawl pensava seriamente che entrambi avessero una qualche sorta di potere che facesse capire loro quando lui o i due mechling più giovani stessero nascondendo qualcosa. Era fastidioso e premuroso allo stesso tempo, da parte loro. E Onslaught aveva anche usato il suo tono da 'Lo sappiamo entrambi che mi stai mentendo'. Brawl grugnì di nuovo.
-Cosa? Ha iniziato lui!-
-Solo perché non ci stai dicendo perché sei agitato.-
Ed ecco Blast Off con il suo atteggiamento 'Non è vero, ma mi preoccupo troppo per te, quindi dimmi chi ti ha infastidito così che io possa sfogare il mio istinto di fratello maggiore'.
"Dovremmo sul serio cambiargli il nome, è troppo lungo. Lo devo dire a Swindle", Brawl pensò, ricordando tutti i nomi che lui e Swindle avevano dato agli atteggiamenti dei loro fratelli.
Sapeva benissimo che gli altri due lo stavano osservando, ma Brawl esitò lo stesso. Parlare o non parlare. Qualsiasi cosa scegliesse, non sapeva cosa fare con quel messaggio.
"BC saprà sicuramente cosa fare…E almeno non dirà niente a Ons e Blast Off…"
Malgrado volesse mantenere il messaggio un segreto, e occuparsi da solo della faccenda, sapeva benissimo che sia Onslaught sia Blast Off non avrebbero desistito nello scoprirlo. E la sua seconda opzione non era nemmeno giusta nei loro confronti, visto che lo volevano aiutare. Brawl grugnì e alzò la testa, mantenendo però lo sguardo sull'olovisore.
-È che oggi l'ufficio mi ha inviato un messaggio…Pensavo fosse quello dell'accademia, ma è quello del quartiere…-
-Cosa vogliono?-
-Beh, io non…Non l'ho capito.-
Blast Off scosse la testa, ma almeno, pensò Brawl, non commentò. Onslaught, invece, allungò una mano in una richiesta silenziosa e Brawl non tentennò nel dargli il suo datapad, dopo aver cercato il messaggio. Blast Off si sporse per leggere e, quando finì, guardò dritto negli occhi di Brawl. Era uno sguardo che il mech verde conosceva bene.
-Li hai chiamati per chiedere spiegazioni?-
Brawl lo guardò e si raddrizzò, contando mentalmente pensando alla risposta dell'altro transformer.
-Io…Non ci avevo pensato.-
-Ovvio che non l'hai fatto.-
Brawl aprì la bocca per rispondere a quel tono saccente ma Onslaught lo fermò, ridandogli il datapad.
-Domani andiamo all'ufficio. Blast Off, suppongo tu voglia venire.-
Blast Off si voltò verso l'altro transformer.
-Naturalmente.-
Detto quello il volante si alzò in piedi e si diresse verso la loro stanza.
-Vado a dormire. Buonanotte.-
Prima che Brawl potesse rispondere, la porta si era già chiusa dietro le spalle del volante. Sguardo di nuovo sull'olovisore, Brawl grugnì: anche se Blast Off non aveva detto niente di offensivo, le sue parole gli davano comunque fastidio. Non era colpa sua se non aveva pensato di contattare l'ufficio per chiedere spiegazioni. Appena visto quel messaggio aveva pensato (e continuava a farlo) che non avevano accettato la sua iscrizione, o che gli era stata annullata. O che l'avevano persa in qualche modo. Oppure si era dimenticato di compilare moduli che non sapeva nemmeno servissero.
-Non preoccuparti.-
Brawl si voltò e quando i suoi occhi incrociarono quelli di Onslaught, il mech mise una mano sulla sua spalla.
-Scopriremo di che si tratta. Lascia fare a me.-
Brawl non disse niente, annuì soltanto e tornò a guardare l'olovisore. Non era da lui, farsi 'ammorbidire' dai sentimenti in quel modo ma si sentiva sollevato nel sentire quelle parole.
-Sì. Lo so.-
Onslaught lo osservò per alcuni secondi, poi grugnì e gli diede delle pacche sulla schiena.
-Smettila di far finta di non avere sonno e vai a dormire.-
Brawl rise, fermandosi subito all'occhiataccia che gli stava lanciando Onslaught. Si alzò e dopo che Onslaught spense l'olovisore, i due andarono nella loro camera.

Dicono che la notte porti consiglio. Alcuni dicono che con la calma e il buio intorno a te, è più facile riorganizzare i pensieri. E quello non era il suo caso. I suoi pensieri erano incentrati tutti su un unico oggetto. Come si pretendeva che trovasse una soluzione al suo problema in quel modo? In più, pensare al motivo per cui gli avevano inviato quel messaggio non gli faceva prendere sonno.
Per l'ennesima volta si tolse di dosso il lenzuolo e si girò sulla schiena. Il soffice materasso sotto di lui sprofondò leggermente con il peso della torretta ma mentre di solito quella morbidezza era confortante, in quel momento lo infastidiva e di conseguenza era difficile trovare una posizione comoda e gli stava facendo venire sempre più voglia di urlare. Si rimise la maschera solo perché, se lo faceva, non voleva svegliare Blast Off e Onslaught.
"Che scoria…"
Odiava quando aveva sonno e non riusciva a dormire. Guardò di lato, dove si trovavano i letti di Onslaught e Blast Off. Li guardò dormire quasi con invidia. Ovviamente era l'unico con i problemi di sonno. E poi dicevano che era lui a russare come un nosoron. Si rigirò per altre sei volte e balzò fuori dal letto, dirigendosi verso la porta della stanza.
Avanzò tranquillo nel buio, avendo imparato a memoria la disposizione dei mobili, e con il passo più leggero con cui poteva camminare si diresse verso il divano. Accese l'olovisore con un comando vocale, l'audio abbassato al minimo, e si sedette, scorrendo i diversi canali. Si tolse la maschera e ringhiò quando iniziò per l'ennesima volta a scorrere tra i canali, non trovando niente di interessante. Il ringhio gli uscì più alto di quanto volesse e Brawl lanciò un'occhiata alla porta della sua camera, aspettandosi che Onslaught uscisse. La porta rimase invece chiusa; non aveva assolatamente nessuna voglia di sentire una ramanzina del mech perché era troppo rumoroso. Spense l'olovisore e accese le luci con un comando vocale, impostando la luminosità.
Si sporse di lato, quel tanto per tendere una mano sugli scaffali che usavano come libreria. Non aveva nessuna preferenza e trovato un datapad dal titolo intrigante, lo accese e iniziò a leggere. Era arrivato a metà del primo capitolo quando sentì una porta scorrere aperta, poi chiusa. Brawl si lasciò sfuggire un ringhio frustrato e batté il viso sullo schermo del datapad. In quel momento non aveva proprio voglia di sentire una ramanzina. E forse nemmeno Onslaught voleva farla e quindi potevano tutti e due tornare a dormire. O, nel caso di Brawl, lui poteva tornare nell'impresa di cercare di prendere sonno e non uno stupido consiglio che qualcuno ha detto sia portato dalla notte.
-Brawl?-
Il mech alzò la testa. Quella voce era troppo morbida e squillante per essere di Onslaught. E infatti il mechling, proprietario di quella voce, lo stava guardando assonato dalla soglia della porta della sua stanza.
-Vortex? Che c'è?-
Vortex non rispose e si avvicinò a passi veloci al fratello. Vedendolo Brawl assottigliò gli occhi: da quando aveva imparato a volare, Vortex percorreva le piccole distanze solo in quel modo, e quando gli dicevano di non farlo, lui correva. Il mechling arrivò accanto a lui e prima che potesse arrampicarsi sul divano Brawl lo prese da sotto le braccia e lo fece sedere sulle sue gambe, sorridendo leggermente quando l'altro strofinò il viso sul suo petto e avambraccio.
-Mi dici perché sei sveglio?-
-Niente. Perché tu sei sveglio?-
-Ah ah, non rigirare la cosa!-
Vortex sbuffò e incrociò le braccia, voltando la testa leggermente in alto.
-Ho detto che è niente. E anche tu sei sveglio. Perché tu me lo puoi chiedere e io no?!-
Anche se era sorpreso che il mechling stesse usando un tono basso, l'impertinenza del più piccolo iniziava a infastidirlo. Ere pronto a riprenderlo (una delle poche volte che si decideva a farlo), quando si trovò davanti il datapad che aveva poggiato sul divano e il viso sorridente del piccolo transformer.
-Mi leggi qualcosa?-
-Ugh, Tex…-
-Per favore?-
I due si fissarono per alcuni secondi e Brawl sentì un po' di seccatura scivolargli via. Grugnendo prese il datapad dalle mani del mechling.
-Va bene. Ma poi mi rispondi!-
Si sporse con una mano verso la libreria e rimise su uno scaffale il datapad, bilanciando con l'altra mano Vortex sulle sue gambe.
-Che fai?-
-Prendo un datapad adatto a te. Questo no. No. Questo nemmeno…Questo perché è qui?! – Guardò velocemente verso la porta della sua camera e vedendola chiusa spostò lo sguardo sul viso del mechling.
-Che 'pad era?-
-…Uno noioso.-
-Ma ho visto le immagini sopra!-
-Giusto…Ma non è mio, è…di Blast Off. Lo sai che si arrabbia se prendiamo le sue cose senza permesso.-
-Non è divertente.-
Brawl annuì e sospirò sollevato. Rimise il datapad indecente sullo scaffale, spingendolo finché non lo sentì toccare il fondo.
-Ricominciamo…No, no. Ah, eccone uno!-
Brawl prese il datapad e lo accese, portando con un braccio intorno alle spalle Vortex più vicino a lui.
Dopo circa mezz'ora, a metà della storia, Brawl notò come il mechling si stesse dondolando, cercando di non addormentarsi. Ridendo sommessamente, Brawl spense il datapad e lo mise sul divano. Appena lo fece Vortex si drizzò, premendo entrambe le mani sul braccio, con cui il mech lo teneva, quando si sentì scivolare giù dalle gambe di Brawl.
-Ah! Vortex!-
Preso alla sprovvista dalla reazione del mechling, Brawl quasi non si rese conto di aver urlato e guardò velocemente la porta della sua camera, aspettandosi di vedere Onslaught, o Blast Off, oppure entrambi, uscire. Quando si accertò che la porta sarebbe rimasta chiusa (per il momento) alzò Vortex per il tallone con cui lo stava tenendo e lo fece risedere sulle sue gambe. Guardò in basso, una domanda sulla punta della lingua pronta per essere detta, quando notò le pale abbassate. Come se il mechling avesse paura. E solo in quel momento, da quando Vortex era uscito dalla sua camera, si rese conto che erano abbassate da prima. E stavano anche tremando, a giudicare dal loro leggero tintinnio. Non era allora una sorpresa se era sveglio a quell'ora della notte. Brawl ebbe la voglia di darsi più di uno schiaffo, ma si frenò e riportò la sua attenzione sul mechling.
-Tex, hai avuto un incubo?-
-No.-
Brawl prese Vortex da sotto le braccia e lo girò verso di lui, guardandolo dritto negli occhi.
-Hai avuto un incubo.-
Brawl osservò con la coda dell'occhio le quattro pale tintinnare una sopra l'altra, ma anche così Vortex tenne il suo sguardo.
-Era brutto?-
-Non lo so.-
-Come non lo sai?!-
-Non me lo ricordo più.-
-Ok…Vuoi tornare a letto?-
-Posso dormire con te?-
Brawl iniziò a sentirsi a disagio sotto quello sguardo luccicante. Onslaught aveva detto di non viziarlo troppo e di essere fermi nelle decisioni. Ma come poteva dire di no a quegli occhi? Non voleva e anche volendo non ci sarebbe riuscito. Per quel motivo si alzò, Vortex in braccio, e si diresse verso la camera dei suoi fratelli.
Camminò lentamente, cercando di non svegliare Swindle, e si sdraiò sul letto di Vortex. Il mechling era palesemente contento e Brawl si sentì come preso in giro: quella di certo non era la prima volta che Vortex escogitava qualcosa per dormire con loro o per non essere sgridato. Ma poi alzò la testa, vedendo le quattro pale ancora abbassate in quella posizione, ancora tremanti. Mise il mechling sul suo petto, ma Vortex si divincolò leggermente da sotto le sue braccia e si spostò invece sulla sua spalla.
-Vuoi dormire così?-
-Mh mh.-
-Contento tu…-
Brawl gli accarezzò la testa e aspettò che si addormentasse, guardando come lentamente le quattro pale si spostarono dall'essere sovrapposte. Brawl lanciò un'occhiata alla sua sinistra, verso il letto di Swindle; il mechling stava dormendo profondamente, un braccio penzoloni, con in mano un datapad, e l'altro sulla pancia. Quando sentì Vortex strofinare la testa sul suo collo, Brawl spostò lo sguardo su di lui.
-Buonanotte Tex.-
-'Notte…-
In pochi secondi il mechling si addormentò. Brawl si rilassò, sentendo i leggeri ronzii dei due piccoli transformer.

Se quella mano non smetteva di punzecchiarlo, era pronto a morderla. Un tocco, seguito da un secondo. Un terzo tocco dopo una breve pausa e poi la mano smise col suo punzecchiamento. E Brawl grugnì soddisfatto. Finalmente poteva tornare a dormire. Solo che 'poteva' era la parola chiave. Perché quando quella mano lo punzecchiò per l'ennesima volta, Brawl voltò leggermente la testa, rilasciando un basso ringhio. Sentì uno sbuffo divertito e poi di nuovo un dito di quella mano lo picchiettò sull'altra guancia. Brawl, che dopo la quarta volta che quella mano lo aveva picchiettato si era girato su un fianco, ringhiò di nuovo e mosse una mano dietro di lui, con l'intento di schiaffeggiare l'altra di chi era dietro. Quando sentì un risolino, aprì gli occhi e lanciò uno sguardo sopra la sua spalla. E con sua grande soddisfazione vide il viso infastidito dell'altro transformer.
-La vuoi finire?!-
-Buongiorno anche a te.-
Brawl si sedette, guardando scocciato Swindle, il quale ricambiò l'occhiataccia prima di fare qualche passo verso la porta della stanza.
-Ehi, non guardarmi così, me l'ha detto Onslaught di svegliarti. Prenditela con lui.-
-Ugh, è già mattina? Uh? Dov'è Vortex?-
-Secondo te? Di là a fare colazione.-
-Smettila di fare il rompiscatole. È troppo presto per 'ste cavolate.-
-Che fai, approfitti che Ons non ti sente?-
-Stai zitto. Come se tu non lo fai.-
-Beh, tecnicamente-
-Sì, certo.-
-Va bene, allora. Però dobbiamo parlare del vero campione in casa.-
Brawl sogghignò: nessuno dei due si faceva mancare la possibilità di sparlare di Blast Off, specialmente dal momento che loro fratello spesso li rimproverava del loro linguaggio osceno quando lui stesso usava parole 'poco educate' (a detta di Onslaught) con Vortex nella stessa stanza, ma il suo serbatoio gli inviò di nuovo una richiesta per dell'energon.
I due uscirono dalla camera. I loro fratelli erano già nel mezzo della loro colazione: Blast Off e Vortex sedevano al tavolo e il piccolo mechling cinguettò un saluto vedendo i due, mentre Blast Off fece loro un cenno con la testa. Il volante non era un tipo mattiniero.
Swindle si sedette al suo solito posto, un cubo di energon già sul tavolo ad aspettarlo per essere bevuto, e accese l'olovisore, alternando fra i vari canali.
-Scegli uno e basta.-
-Ugh, sto cercando…-
-Non è presto per le notizie d'economia?-
Brawl vide con la coda dell'occhio, mentre si dirigeva verso la cucina, Swindle muovere la ruota sulla spalla sinistra come risposta alle parole di Blast Off. Il mech verde sbuffò divertito: non era strana una colazione con una conversazione simile nella loro casa; e non era nemmeno strano che non trovando un accordo su cosa vedere, si ritrovavano a vedere il canale del notiziario cybertroniano per volere di Onslaught. Quest'ultimo stava bevendo il suo cubo di energon appoggiato a un piano della cucina e Brawl gli accennò un saluto con la testa. Brawl aprì il rubinetto del dispensatore di energon e riempì un cubo. Solo l'aroma era abbastanza per fargli attivare i ricettori gustativi.
L'unico rumore nella stanza era quello che proveniva dall'olovisore. Stavano avendo una colazione calma e anche a lui che odiava la calma, avere un giorno libero ogni tanto era un piacere. Brawl lanciò un'occhiata verso Vortex. Vedendo che il mechling stava bevendo con gusto il suo energon mattutino, Brawl canticchiò a bocca chiusa la sua soddisfazione. Prese un altro sorso dal suo cubo, lasciando che il gusto famigliare (di cui non era un vero e proprio fan) di energon all'oro sciogliesse l'intontimento della dormita. Si voltò verso Onslaught.
-Ons, quando andiamo?-
-Appena finito di fare colazione. L'ufficio apre fra poco e non vorrei trovare fila.-
-Uh? Dove dovete andare?-
Brawl ringhiò sommessamente. Swindle non poteva guardare e basta il notiziario economico e non origliare quello di cui stavano parlando, per una volta? E forse era la sua immaginazione, ma con la coda dell'occhio gli era parso di vedere in quegli occhi viola uno scintillio: Swindle sapeva? Brawl non sapeva quanto sapeva, ma sapeva. Leggere le emozioni dal viso di Swindle gli era ancora difficile, ma stava facendo pratica. Sentendo degli occhi continuare a guardarlo, Brawl spostò il suo sguardo sul piccolo transformer. Se Swindle sospettava che stesse nascondendo qualcosa, Vortex gli era dietro. Il problema era che, a differenza di Swindle, il mechling avrebbe iniziato a fare domande.
Prese un altro sorso, ponderando su cosa rispondere a Swindle; sentì Blast Off borbottare qualcosa e anche se non aveva capito, sapeva che si stava riferendo a lui. Ringhiò subito e avrebbe risposto a qualsiasi cosa l'altro avesse commentato, se non fosse per il sonoro clank che echeggiò nella stanza. Brawl guardò alla sua sinistra, notando alcune chiazze di energon sul bancone, cadute quando il cubo venne poggiato con forza da Onslaught.
-Dobbiamo andare all'ufficio iscrizioni.-
Swindle si raddrizzò. Guardò Brawl, poi il suo sguardo iniziò a vagare sui visi dei suoi fratelli, spostandosi veloce e indagatore su Onslaught, Blast Off per poi fissarsi su Brawl.
-Qual è il problema? Pensavo avessi dato tutti i documenti.-
Brawl in risposta mosse una mano in un gesto vago.
-L'ho fatto. Ma mi hanno inviato un messaggio…Hanno detto solo che c'è un problema, ma non quale.-
Swindle assottigliò leggermente gli occhi, ma non rispose, tornando invece a guardare l'olovisore.
-Ok. Blast Off, vai con loro?-
-Sì.-
-Non sappiamo quanto ci impiegheremo. Non appena abbiamo fatto, ti chiamiamo.-
Swindle annuì e spostò il suo sguardo su Vortex.
-Ok.. Ehi Tex, per un po' siamo solo io e te. Che vuoi fare?-
Nel sentire il suo nome Vortex distolse lo sguardo dall'olovisore, e dal cartone che stava trasmettendo, e guardò Swindle.
-Dove andiamo?-
-Mmh, non so. Al giardino?-
-Vicino l'ufficio c'è un piccolo giardino di cristalli. Potreste andare lì.-
-Eh, davvero? Non erano solo per i quartieri alti?-
-Tecnicamente sì. Il consiglio del quartiere ha voluto decorare gli spazi comuni con cristalli provenienti direttamente da Praxus.-
-Bel esempio di shanix sprecati…-
-Da una parte, sì. Ma non so, Ons. Sono belli da vedere e all'infuori di Praxus vengono comprati solo per sentirsi importanti. Eh, non sarebbe brutto averno uno.-
-…E dove vorresti metterlo?-
Swindle guardò Onslaught e alzò un dito verso il soffitto.
-Semplice: in terrazza.-
Brawl scosse la testa, ridendo mentre si sedeva al tavolo.
-Ti voglio proprio vedere portarli lì sopra.-
-Ma come, vuoi farti fuggire un'occasione per allenarti.-
-Lo puoi fare benissimo tu.-
-Sei tu il fissato con il sollevamento pesi.-
Brawl ringhiò qualcosa e Swindle gli lanciò un sorriso strafottente.
-Swin Swin, ci andiamo?-
I quattro si voltarono verso il piccolo transformer.
-Perché no. Scommetto che ti piaceranno.-
I cinque finirono il loro energon e in pochi minuti uscirono dal loro appartamento.
L'ufficio iscrizioni distava alcuni isolati dal loro e il modo più veloce per arrivarci era con un treno.
Arrivati a destinazione, e usciti dalla stazione, si trovarono in una piazza immensa, circondata da palazzi altissimi e ponti che collegavano il quartiere ai livelli più alti della città. Quel ritmo era interrotto soltanto dalle piattaforme di altre piazze identiche a quella in cui si trovavano. Era uno scenario comune in tutte le altre città di Cybertron.
Il palazzo con gli uffici iscrizioni del loro quartiere non era molto distante dalla stazione; infatti, dopo circa quindici minuti, si trovarono di fronte alle scale che portavano al ponte di entrata. Onslaught si girò verso Swindle e Vortex, che Blast Off stava portando sulle sue spalle.
-Il giardino è proprio qui dietro, dietro quei stand. Vi chiamiamo quando abbiamo finito. Non andate a gironzolare, chiaro?-
Swindle incrociò le braccia.
-Siamo confinati in quel giardino allora?-
-Se vuoi metterla così, sì.-
-Andiamo, Onslaught! Non possiamo rimanere lì per groon!-
-Non ho detto per groon. Solo per il tempo che ci impiegheremo.-
-Cioè per groon.-
Brawl, vedendo che i due erano completamente immersi nel loro litigio, si scambiò un'occhiata con Blast Off e gli sussurrò:
-Non ha tutti i torti.-
Blast Off sbuffò e sembrava volesse rispondere, ma poi si frenò; quando poi parlò, dopo alcuni secondi, c'era una velata e famigliare nota sarcastica nella sua voce.
-È sorprendente come Swindle continui a rispondere così.-
-Eh, per me si diverte. -
-Probabile. Dubito che dopo tutti questi vorn non abbia ancora imparato.-
La loro attenzione venne riportata sui loro fratelli, avendo visto Onslaught incrociare le braccia, rinforzando le sue successive parole.
-Non ci provare, Swindle. So che è una parte del quartiere che non conosci. Ci aspettate al giardino. Tuttalpiù, se proprio non volete stare lì, potete venire con noi dentro.-
-Come se-
-Swindle, andiamo!-
L'acuta, piccola voce interruppe Swindle dal rispondere e venne seguita subito dal suo proprietario, che balzò di fronte a lui.
-Ehm ehm.-
Swindle guardò Blast Off e grugnì quando capì cosa stesse indicando con il suo sguardo. Il mechling giallo fece una mezza smorfia esasperata, ma invece di replicare con una battuta, obbedì a Blast Off e prese la mano di Vortex nella sua. Il piccolo volante alzò lo sguardo su di lui, confuso, poi si voltò verso gli altri tre transformer.
-Ciao!-
-Ciao! Divertitevi al giardino!-
Brawl seguì con lo sguardo i due, finché non sparirono dietro i vari transformer sul lato opposto del ponte, per poi vederli prosegurire verso degli scalini che conducevano all'altro lato della piazza. Solo quando non li vide più, nascosti dagli altri transformer, si voltò verso gli altri fratelli. Seguendoli su per il ponte, Brawl si trovò, con sua grande frustrazione, a guardare con una sempre più crescente apprensione l'edificio, che ad ogni passo si faceva sempre più alto e imponente di fronte a loro. Non capiva nemmeno lui perché si sentisse in quel modo. Era solo un palazzo. Un po' troppo grande, forse, ma era comunque un semplice edificio, uguale a tutti gli altri nel quartiere. Prima di Kaon, Brawl non aveva mai visto edifici così grandi, o almeno non ricordava di averli mai visti. Sentiva spesso parlare di come le dimensioni di quei palazzi erano uno specchio di ciò che simboleggiavano, o dei loro proprietari. Era vero, almeno a sentire le esperienze di Onslaught e Blast Off che, a differenza di lui, si erano recati più volte in posti simili quando erano due piccoli mechling. E a sentire i loro racconti, quel palazzo di fronte a loro non era poi così grande. Non che Brawl metteva in dubbio l'esperienza dei suoi fratelli, poteva benissimo vedere le dimensioni esagerate dei palazzi attraverso le fessure dei vari ponti. Quei palazzi, che incombevano sopra i transformer indegni che abitavano i livelli più bassi, assicurandosi che quel senso di potere che emanavano ti facesse sentire così piccolo, così insignificante da farti sentire in colpa che dovevano starti sopra e vederti. Di nuovo, Brawl sentì la rabbia ribollire dentro di lui.
Un ricordo di un'altra città.
Sentendo qualcosa toccargli il braccio destro, Brawl si voltò e incrociò il visore di Blast Off.
-…Smettila di pensarci e andiamo.-
Non aggiunse altro, semplicemente accelerò il passo e raggiunse Onslaught, qualche metro più avanti di loro. Brawl si ritrovò a guardare confuso la schiena marrone, poi ringhiò a denti stretti, ringhio ammorbidito dalla maschera che indossava. Era sempre stata una cosa che lo irritava tanto, fin da quando lo aveva conosciuto, quella capacità di Blast Off di comportarsi come se sapesse tutti i pensieri dei suoi fratelli. Certo, anche lui poteva, a volte, capire cosa i suoi fratelli stessero pensando, abbastanza normale visto come avevano vissuto prima di trasferirsi in quel livello. Ma Blast Off dava l'impressione che avesse una sorta di potere telepatico. Ma no, in realtà era sempre il solito, distaccato Blast Off.
Brawl scosse la testa e raggiunse gli altri due transformer. Qualche metro più avanti e scesi degli scalini, si trovarono di fronte il gigantesco portone. Per quanto fosse possibile, anche la cacofonia dell'interno rispecchiava quel senso di potenza. Transformer di ogni taglia affollavano l'atrio, rendendo impossibile vederlo per la sua interezza; manovrarsi tra tutti quei mech e femme era un'impresa, ma per lo meno loro non dovevano usare gli ascensori sul lato opposto, molti dei quali erano fuori servizio. Non un problema per loro, l'ufficio si trovava su quel piano. Si diressero sul corridoio all'immediata destra dell'ingresso; era lungo all'incirca la metà dell'atrio, e diverse porte fiancheggiavano le pareti, niente che differenziasse una dall'altra, nemmeno una placca al lato con un numero. Solo porte in metallo tutte uguali. Onslaught sembrava comunque sapere dove andare, e superate le prime tredici, si fermarono di fronte la quattordicesima porta.
Quella stanza era ridicolosamente piccola: di almeno otto metri quadri, i soffitti erano molto alti. Tutto era in puro acciaio, l'unico mobile un bancone in metallo che fungeva anche da mezzo muro, all'interno di una specie di nicchia nella parete. La femme dietro il bancone sbuffò quando li vide entrare, mettendo via qualcosa nascosto alla loro vista. Brawl sentì accanto a lui Blast Off irrigidirsi e il mech verde sogghignò dietro la maschera. Era pronto a commentare quella reazione, (come poteva farsi perdere quell'occasione), ma la sua bocca si chiuse da sola quando vide Onslaught avvicinarsi al bancone.
-Cosa volete?-
-Buongiorno.- L'enfasi sulla parola era palpabile, ma la femme non batté ciglio. Accanto a lui, Brawl vide con la coda dell'occhio Blast Off iniziare a picchiettare le dita di una mano sulla coscia. Il mech più giovane sogghignò dietro la maschera: forse la cosa si poteva rivelare soddisfacente.
- Ieri è stato inviato un messaggio a mio fratello, riguardo la sua iscrizione all'accademia militare. Vi è scritto che non può essere effettuata, ma non è specificato il motivo.-
La femme sbuffò leggermente e si voltò verso il suo computer.
-Nome?-
-Brawl di Kalis. -
Per alcuni secondi nessuno parlò, l'unico rumore nella stanza il leggero picchiettio di dita su uno schermo. I secondi divennero minuti, poi la femme alzò lo sguardo.
-Sì, eccolo. Sapete, dovreste presentare reclamo all'ufficio dell'accademia, non qui. A quanto pare non vi hanno inviato tutti i requisiti richiesti. Non che sia una sorpresa… In poche parole l'iscrizione non è valida perché non avete fornito tutti i documenti.-
Brawl brontolò a denti stretti e avanzò di un passo, ma venne fermato da un braccio marrone; alzò lo sguardo verso il fratello, ma Blast Off teneva il suo fisso sui due transformer al bancone.
-Ci deve essere stato un errore, abbiamo inviato tutti i documenti necessari.-
-Ne è certo?-
Onslaught si irrigidì e malgrado la femme rimase impassibile, i due mech più giovani sapevano benissimo cosa significasse.
-Sì.-
Il basso ringhio risuonò nella stanza, e con sbalordimento e sorpresa di entrambi Blast Off e Brawl, la femme non era per nulla perturbata. Anzi, guardò Onslaught con degli occhi impassibili. Poi sospirò di nuovo e tornò a guardare lo schermo del computer. Per alcuni minuti nessuno parlò e Brawl sentì un famigliare senso di fastidio misto a impazienza salirgli dentro; lanciò uno sguardo ai suoi fratelli, notando come entrambi fossero rigidi, armature che vibravano in fastidio a ritmi diversi. Perlomeno era un po' confortante sapere che non era l'unico infastidito dall'atteggiamento della femme. Detta femme, finito di leggere qualcosa, si voltò di nuovo verso Onslaught.
-In verità manca solo un documento. Un certificato dalla sua città natale.-
-Che?!-
La parola riecheggiò nella stanza e nemmeno il volume con cui venne detta riuscì a scalfire l'atmosfera statica che si era creata nell'ufficio. La femme gli concesse un'occhiataccia, prima di puntare lo sguardo di nuovo sul mech di fronte a lei, quando quest'ultimo aveva iniziato a picchiettare, in un ritmo cadenzato, un indice sul bancone.
-Potrebbe dirmi di quale si tratta e come lo posso ritirare?-
-Mh…Di norma, in caso di adozione, viene inviato dall'ufficio della città natale al suo omonimo. Di per sé non è un certificato fondamentale, ma in questo caso lo è, se vuole iscriversi all'accademia militare. Davvero, è sono una formalità, ma-
-È uno scherzo.-
Tre paia di occhi si posarono su Brawl. Con una velocità che a stento si poteva attribuire al volante quando non era in forma velivolo, Blast Off lo prese per un polso e lo trascinò letteralmente fuori dalla porta. Non era la prima volta (e nemmeno l'ultima, se conosceva bene sé stesso e l'altro) che si trovava in una situazione simile e quelle famigliari scie confuse nella sua periferica continuavano a essere irritanti. Le sue urla indignate si bloccarono non appena dei raggi di sole colpirono la sua armatura, rendendosi conto solo in quel momento che erano usciti dal palazzo. Ma fu solo quando erano di fronte gli scalini di accesso al ponte che Blast Off si decise di lasciargli il polso. Non prima di lanciargli uno sguardo ammonitore, naturalmente. Brawl rispose con un ringhio: se stava facendo una scenata non erano problemi suoi.
-MA CHE CAVOLO DI MALFUNZIONAMENTO HAI?!-
-Finiscila.-.
-Che.-
-Vuoi davvero fare i capricci anche qui fuori?-
E no.
Anche quello no.
Come se gli importava che i passanti lo stessero guardando, mormorando tra loro come se non fossero mai usciti da quelli uffici arrabbiati. No, quello che gli stava facendo vedere rosso era quel tono paternalistico nella voce dell'altro. Nemmeno il complesso di superiorità del volante non era così infuriante; e nemmeno lo era quel tono so-tutto-io che colorava le parole dell'altro il settantacinque percento delle volte (Brawl ancora non capiva come avesse fatto Swindle ad arrivare a una percentuale. Non che volesse sapere tutti i calcoli che aveva fatto il suo fratellino; era solo che la curiosità era difficile da saziare quando uno dei tuoi fratelli ti presentava la percentuale della stronzaggine di un altro dei vostri fratelli in piena notte…Né Brawl voleva sapere perché i due si erano ritrovati più volte a fare discorsi simili.). Ma quel tono, quel tono critico era sempre l'ultima goccia. Alcune volte Brawl si chiedeva se Blast Off non avesse mentito e in realtà aveva un potere, con quella sua abilità di irritarli.
E poi, sul serio. Capricci. Se era così, allora i suoi cannoni dovevano essersi tinti di rosso già dentro quel buco d'ufficio. Anzi, era strano che non lo fossero.
-Cosa? Non trattarmi come se fossi un mechling!-
-Tecnicamente e legalmente lo sei.-
-E allora tu che scoria sei.-
-Non penso che sia il momento di parlare dei cicli di sviluppo biomeccanico della nostra specie. Di nuovo. Anche se non dovrei esserne sorpreso, visto come ti stavi comportando lì dentro.-
No, davvero. Cosa si aspettava Blast Off? E grazie per avergli ricordato il vero motivo per cui era così infuriato.
-Che scoria vorresti dire?!-
-Stavi facendo una scenata, testa di alluminio.-
Stupido Blast Off con i suoi stupidi insulti da damerino.
-Io stavo facendo una scenata?! QUELLA SPECIE DI-
Un tintinnio metallico bloccarono le sue parole. Due dita nere si ritirarono dalla sua fronte e, scioccato, seguì con lo sguardo le due estremità articolari chiudersi in un pugno, portato poi accanto un fianco marrone.
Non l'aveva fatto.
No, non poteva averlo fatto davvero.

La sua fronte tintinnava ancora.

-Che scoria era quello?!-
-Non sai dire nient'altro che "scoria"?-
…Chi diceva "scoria" in quel modo? Anche con la maschera e il visore, era facile immaginare l'espressione annoiata accoppiata a quel tono. Però, le parole che pronunciò subito dopo il volante, erano cariche di pura seccatura.
-Dovresti Sapere quando fare silenzio. Quello non è un posto dove puoi dire liberamente quello che vuoi.-
Ed ecco un'altra cosa che proprio non riusciva a sopportare, che odiava con tutto sé stesso.
Perché doveva essere sempre delusione, quella che riceva?
-E comunque, se vuoi frequentare l'accademia militare, dovresti ben sapere che non puoi urlare…- Blast Off lo squadrò, come se si fosse accorto solo in quel momento della tensione nei cingoli del fratello.-…Lascia che se ne occupi Onslaught, d'accordo?-
-…Certo. Allora che faccio io, aspetto e basta?-
-Sì. Cos'altro vorresti fare?...Non rispondere.-
Brawl si voltò, grugnendo. Come se sarebbe entrato in modalità "Swindle", così. In quel momento, un famigliare mech verde e blu uscì dalle porte del palazzo e Brawl non perse tempo, dirigendosi in una piccola corsa verso di lui.
-Onslaught!-
Sentendo il suo nome, detto mech si guardò intorno e, quando il suo visore incrociò quello di Brawl, si diresse verso di lui, finché si trovarono uno di fronte l'altro.
-Allora, qual è il problema?-
-...-Il mech sbuffò rassegnato, prima di continuare. -Non hai sentito cos'ha detto la segretaria? L'ufficio di Kalis non mi ha inviato tutti i documenti che dovevano.-
Il tono serio dell'altro non era anomalo, anche se Brawl ringhiò all'implicazione di quella domanda. Ovvio che aveva sentito, era proprio quella l'ultima goccia. Però, quando Onslaught finì di parlare era facile notare che non aveva del proprio finito, che in realtà c'era dell'altro. E per qualche motivo, Brawl sentì un senso di inquietudine invaderlo. Senza accorgersene, i suoi cannoni iniziarono un basso mormorio, pronti per un carico di rumore. Brawl si sforzò di mantenere il suo sguardo su Onslaught. Non riusciva a capire quale fosse il problema, dopotutto erano venuti proprio per sapere il motivo della non accettazione della sua domanda. Ora lo sapevano, no? Non che Onslaught non fosse sempre serio, ma in quel momento, era come se quella serietà era più che dovuta; come se fosse usata per nascondere qualcos'altro. O per lo meno Brawl aveva quell'impressione, non era molto bravo a decifrare con precisione le emozioni che Onslaught lasciava trapelare. Era qualcosa che comunque Brawl non sapeva di essere certo di voler conoscere.
-Certo che ho sentito. E di nuovo, qual è il problema? Li chiamiamo e ci facciamo dare i documenti che servono. E comunque, è colpa loro.-
-…Scoria.-
-Che?-
Sentire Blast Off imprecare era sempre strano, malgrado si conoscessero da anni. Uno non penserebbe mai che un tipo come Blast Off potesse dire alcune delle migliori parolacce dell'intera Kaon. Sebbene una cosa rara, erano due le occasioni in cui Blast Off si lasciava andare: la più comune era quando uno dei fratelli più giovani lo infastidivano (e non era poi una sorpresa se ne avevano fatto un gioco. Stuzzicare il luponoide era divertente. Non ti lasciava indenne, ma era comunque divertente) e ci si ritrovava con una versione rozza di Blast Off. La prima volta che assistettero (prima dell'incontro con Vortex) a uno spettacolo simile, era diventata una sorta di leggenda, nemmeno loro ricordavano se fosse accaduta realmente. Altre volte erano invece più rare, quando così senza preavviso Blast Off imprecava e nessuno sapeva il motivo di una tale reazione. Probabilmente la seconda opzione era quel caso.
Onslaught sospirò e mise una mano sulla testa di Brawl, costringendolo a guardarlo dritto nel visore.
-Se era così semplice, l'avrei già fatto, non pensi?- Un altro sospiro, questa volta mancante di quella nota scocciata. -…Dovevano darmi quel documento non appena hanno modificato le leggi per le adozioni… Cinquanta vorn fa hanno promulgato una nuova legge sui dati e poteri, rendendo di fatto necessarie quelle informazioni per le adozioni e registrazioni. Quindi. Le adozioni fatte prima, senza quel certificato, non sono considerate più valide.-
Man mano che parlava il mormorio dei cannoni aumentava con un crescente stridio.
-E che scoria significa?! CHE NON SONO VOSTRO FRATELLO?! SOLTANTO PERCHÉ DEI ROTTAMI INUTILI ANCHE PER LO SMALTIMENTO hanno dimenticato di inviare una scoria di certificato?!-
-Brawl, chiudi la bocca e stammi a sentire!-
Non erano quelle parole, ma quel tono sempre più chiuso e così strano da attribuire alla voce di Onslaught, che lo fece zittire.
Il mech guardò Brawl.
-Ho già contattato l'ufficio di Kalis. E togliti dall'elmo l'idea che non sei nostro fratello. Chiaro?-
Brawl sbuffò, ma dopo alcuni secondi annuì, un po' con qualche difficoltà vista la presa di quella mano sulla sua testa. I suoi cannoni suonavano ancora e anche la sua testa tintinnava.
Forse.
C'erano così tanti pensieri che facevano a botte per accaparrarsi un primo posto nella sua mente che, anche se lo aveva sentito, le parole pronunciate da Onslaught erano come un'eco lontana. Era triste? Sì. Era frustrato? Sì, ovviamente. Ma più di ogni altra cosa, era assolutamente furioso. Tutto quel casino e per cosa? Perché qualche idiota della sua città natale si era dimenticato un certificato. In quel momento gli tornarono in mente alcune parole che disse Blast Off quando erano più giovani. Non ricordava nemmeno il contesto, né le parole in sé, né capì il messaggio che il volante voleva dirgli. Quella volta si era limitato a sentire, non avendo un'opinione (e ancora ricordava lo sguardo scocciato di Blast Off quando glielo disse), ma in compenso si chiese come un aristocratico come il fratello avesse delle opinioni così divergenti dalla sua classe originale. Dopo vorn da quella volta in quel capannone, Brawl capì cosa intendesse l'altro. Ora capiva, ma non sapeva cosa farsene di quella nozione. Tutto quello che poteva fare in quel momento era costringersi di raffreddare i cannoni sulle sue spalle e nel frattempo capire cosa si stessero dicendo i suoi fratelli. Proprio quando riuscì con il raffreddamento, delle voci famigliari arrivarono ai suoi audi e la rabbia si sciolse.
E ora come spiegava tutto quel casino?
I due mechling si trovavano a metà del ponte e, una volta che i tre più grandi incrociarono i loro visori (Brawl lanciò un'occhiata furtiva a Onslaught, perché anche lui poteva dire che i due mechling erano estremamente rumorosi, ma il maggiore non disse niente. I passanti li stavano guardando con aria infastidita, ma se Onslaught non stava dicendo niente, chi era Brawl per farlo?) il piccolo volante scattò in avanti, quattro piccole pale sulla sua schiena che balzavano a tempo con i suoi salti, seguito, a una camminata molto più contenuta, da un Swindle con un piccolo sorriso. Si incontrarono a metà, o meglio, Blast Off avanzò con un paio di falcate, seguito da Onslaught e Brawl, per prendere Vortex dal rotore, fermando così il mechling dal fare un salto che gli altri fratelli conoscevano bene. Non appena fu vicino a loro, Brawl si ritrovò con due visori a fissarlo.
Dannazione.
Ma era possibile che anche con i visori riuscisse a capire esattamente lo sguardo che li stavano rivolgendo?
Quello stupido sguardo che ti faceva capire che sapevano.

In quel preciso momento, Brawl si trovò a pensare, in cosa sarebbero cresciuti quei due?
Un momento dopo decise che non voleva saperlo.

Ma cavolo, poteva davvero farsi intimidire da due mechling che in due superavano a malapena i suoi vorn?!
Un ghigno comparve sul suo volto. Alcune volte la maschera si rendeva utile.
Doveva pur difendere la sua reputazione.
Ma ovviamente Onslaught non gli diede modo di farlo.
-Vi siete già stancati?-
-Ah ah ah. Non io. Si è stancato.-
La precisazione sul "si" e una leggera spinta alla schiena attirano l'attenzione del mechling (ancora tenuto con i piedi penzoloni da Blast Off), il cui visore si illuminò in un giallo accesso.
-Non sono stanco. Volevo vedere se avevano fatto.-
-Uh uh. Va bene.- Swindle spostò gli occhi su Brawl e il sorriso sul suo volto scomparve. -Allora, avete fatto?-
-Ci hanno risposto. Almeno quello.-
A quelle parole Swindle inclinò leggermente la testa, in una specie di domanda o giudizio. Ma prima che potesse dire qualcosa, o che Brawl potesse continuare, Onslaught parlò:
-Non è nulla che non possa risolvere. Ora, se non siete stanchi… Blast Off, hai detto che quel posto non è lontano da qui.-
-…Sì. Vi ci posso portare ora, se volete.-
-Andiamo da qualche altra parte?-
-Qualche ciclo fa Blast Off mi ha parlato di questo negozio che sono certo vi piacerà. Avevo già intenzione di portarvici, ma dopo la vostra recente bravata, non so se ve lo meritate.-
-…Faremo i bravi.-
-Mh. Sei sicuro? Spero davvero che non sia un modo per abbonirmi. Voi due siete ancora in punizione, Vortex.-
-Non ci permetteremo mai di farlo. Non sarebbe intelligente da parte nostra, no? Abbiamo imparato la lezione.- A quelle parole Vortex annuì e allungò un braccio verso il mechling giallo. Quando non riuscì a raggiungerlo, ringhiò leggermente a Blast Off, il quale però cliccò un suono in ammonimento. Swindle scosse la testa e diede un paio di pacche sulla mano del più piccolo. – E poi, cosa potremo mai fare, con tre paia di occhi a guardare ogni nostra singola azione?-
-Io avrei un consiglio. Smettila di fare il sarcastico, Swindle.-
-Chi l'ha detto che stavo facendo il sarcastico?-
-Non c-
-Anch'io ho un consiglio da darvi. Smettetela tutti e due, o vi ritrovate a scrostare le mattonelle della cucina.-
Oh, era sempre divertente guardare Onslaught fare una ramanzina. Specialmente se la faceva a Blast Off invece che a lui.
-Allora, andiamo?!-
Non aveva nemmeno finito di dire l'ultima sillaba, che Vortex azionò le sue pale, liberandosi con una spinta all'indietro dalla presa di Blast Off. Solo che fu proprio per Blast Off che, preso all'inizio alla sprovvista dal gesto, prese di nuovo il mechling per il rotore prima che lo perdessero tra la folla. O Vortex avrebbe perso loro. Quel mechling aveva un senso dell'orientamento spaventosamente ottimo, anche per un volante. Blast Off alzò la mano e portò Vortex al livello del suo visore e Vortex (e Brawl non pensò nemmeno a fermare lo scintillio di orgoglio nel vederlo fare lo sfrontato con il mech aristocratico) mosse la mano in un saluto, un sorriso sulla sua faccia.
-Ciao. Andiamo, ora?-
Con il fatto che fosse piccolo e che era il punto debole di tutti e quattro, era sempre difficile rimproverare Vortex. E come era ovvio, Blast Off sospirò esasperato, ma tutto quello che fece fu alzare il braccio e far sedere Vortex sulle sue spalle.
- Sai, dovrei proprio usare quel metodo anch'io, con Tex.-
Brawl si voltò verso Swindle, accanto a lui.
-No, non potresti farlo. Sei troppo basso.-
Swindle alzò leggermente la testa, quel tanto per guardare dritto negli occhi Brawl, mentre nel frattempo i due seguivano i loro fratelli su un'altra piattaforma laterale, sul lato destro del ponte.
-Non sono troppo basso per farti lo sgambetto, sai. Vuoi vedere se anche per te è l'altezza giusta per farlo?-
-Mph. E provaci.-
-Vuoi scommettere?-
-Volete invece scommettere quanto in là potete portare la mia pazienza?-
Entrambi si voltarono di scatto, gli occhi puntati sulla schiena di Onslaught.
-Ha iniziato Brawl!-
-IO?! Stavo solo mettendo in evidenza un piccolo difetto.-
-Dillo che lo fai apposta, allora, pezzo di sm-
-Swindle!-
-Ah, beccato!-
-Brawl.-
-Ah!-
-Senti un po', piccolo pezzo di-
-Perché. Solo. Perché.-
Brawl spostò lo sguardo da Swindle sul più grande, notando che il mech stava continuando a dare loro la schiena, ma anche senza il suo sguardo il suo tono era abbastanza da far zittire entrambi i fratelli. Anche Blast Off si voltò verso di lui.
-Non riescono a non stuzzicarsi per più di cinque klik. Cosa ti aspettavi?-
-Blast Off, no.-
Blast Off alzò in risposta una spalla, quel tanto per non far scendere Vortex dal suo trespolo.
-Sto solo dicendo che dovresti aver capito.-
-Vuoi fare compagnia a Swindle e Brawl nelle pulizie?-
Blast Off sbuffò.
-No, grazie.-
-Che pulizie?!-
-Stavo scherzando. Ma se continuate lo farete.-
Questa volta Onslaught si voltò, bloccando entrambi Brawl e Swindle con il visore brillante. I due si scambiarono uno sguardo, uno che cercava di convincere l'altro ad abboccare all'amo e rispondere. Con un sorriso pratico, Swindle si voltò verso Onslaught.
-Allora, dove stiamo andando?-
-Blast Off?-
-È proprio dietro quel palazzo.-
-Hai detto tanto, eh.-
Brawl si chinò di lato e verso il basso, una risata fragorosa accompagnata dalla risatina leggera di Swindle.
-Aspettavi altro?-
-Eh, vero, vero.-
-Sapete, alcuni mech usano le parole per non manipolare altri.-
Entrambi voltarono la testa con uno scatto così veloce che si sentì un crick. Ma non era importante e Brawl non lo sentì nemmeno. Era d'accordo che la bravata fatta dai due più giovani era dura da digerire (Brawl stesso era ancora arrabbiato perché non avevano detto nulla, nemmeno a lui. Ma Swindle continuava ad avere la sua piena fiducia), ma anche per lui Blast Off continuava a essere troppo duro.
-E tu non sai proprio niente di manipolazione, vero Blast Off?-
Dannazione. Brawl alzò una mano, pronto a bloccare Swindle per la collottola se doveva. Ma poi i suoi occhi incrociarono il visore di Onslaught, che lo stava fissando dritto. Si scambiarono uno sguardo veloce e la mano nera si tolse dalla schiena del mechling giallo. Un guaito scocciato da detto mechling e un ringhio offeso del volante dopo, i cinque fratelli si trovarono alla fine della piattaforma. A pochi metri da loro, tra due palazzi (uno era talmente alto da superare due livelli sopra di loro e continuare ancora più in alto) c'era un piccolo negozio. Si fermarono di fronte la porta ed entrambi Brawl e Swindle guardarono con un po' di curiosità (che in verità per uno di loro era più che altro perplessità) l'anonima insegna al neon, formato da un semplice "DOLCI" in un verde opaco.
-Strano luogo per aprire un negozio di dolci…-
-Non sapevo nemmeno che ce ne fosse uno in questo distretto…-
-Ovvio che non lo sapevi. Non c'è nemmeno una vetrina! Chi è il proprietario?!-
-Siamo un po' irrascibili, vedo.-
-Non lo sarebbe chiunque, Blast Off, se vede qualcuno palesemente non sapere come mandare avanti un'attività?!-
-Swindle, hai centosessantotto vorn. Cosa potresti saperne tu?-
-Credimi, ne so più di chiunque sia il proprietario di questo scempio. Non sa ordinare nemmeno un'insegna decente.-
Blast Off sospirò, tenendo con una mano Vortex fermo sulle sue spalle (il mehcling aveva letteralmente urlato di gioia non appena Swindle disse negozio di dolci) e si diresse verso la porta.
-Grazie, Swindle, per la tua opinione. A questo punto sono curioso di sapere cosa avrai da dire sull'interno…Comunque, a titolo informativo, hanno aperto recentemente. Fanno dei dolci deliziosi. Dai loro un po' di tempo e risponderanno alle tue aspettative di business.-
-Ugh, sei sempre così- -Allora mettimi giù, Blast Off!-
Vortex si sporse in basso con la testa, mentre parlava, puntando i suoi occhi dietro il visore brillante su quello dell'altro transformer. Quest'ultimo, con un gesto veloce, spostò la testa del mechling in alto con un dito sotto il piccolo mento, ricevendo in risposta da Vortex un grugnito infastidito.
-Te li sei meritati?-

-Pensa bene prima di rispondere, Vortex.-
Alle parole di Onslaught, Vortex poggiò il mento sulla testa dell'altro volante, le pale abbassate improvvisamente dietro la sua schiena.
-…Sì…-
-…D'accordo, allora.-
Malgrado il suo tono, Blast Off entrò nel negozio, seguito da Swindle un secondo dopo, lasciando soli Onslaught e Brawl.
Anche con maschera e visore, Brawl era sicuro che l'altro sapesse esattamente l'espressione sul suo volto. Non che badava a nascondere cosa pensava. Tanto Onslaught lo sapeva sempre. Quindi la spinta, seppure leggera, su uno delle sue spalle cingolate, se l'aspettava, ma si scrollò lo stesso quella mano di dosso, con più forza del dovuto. Sapeva che quello avrebbe infastidito il più grande? Sì. Gli importa qualcosa? Col cavolo. E come era ovvio, Onslaught strinse in una mano forte quella stessa spalla cingolata (non troppo forte, si stavano ancora muovendo. E poi Onslaught avrebbe dovuto incolpare solo sé stesso e nessun altro.) e lo spinse direttamente dentro il negozio.
Almeno Onslaught non stava usando parole.
Non sapeva esattamente cosa aspettarsi dall'interno, ma vedere che era esattamente come l'esterno era, letteralmente, una delusione. Era un'unica stanza, così piccola che bastava uno solo sguardo per capirlo, ma con tutti quei scaffali ed espositori, pieni di confezioni in vetro e metallo, era claustrofobica anche per lui. Ma allo stesso tempo quella stanza sembrava, confortevole? Ed era molto strano perché lo spazio era così limitato che era strabiliante come non stesse rompendo tutte quelle scatole. Swindle aveva ragione; a chi mai poteva venire l'idea di mettere cose simili sui bordi?! Comunque, si districò per quel labirinto con facilità, seguendo solo la voce dei suoi fratelli, dal momento che quegli espositori erano così alti e pieni che, anche se in vetro (o almeno Brawl pensava fossero in vetro. Non voleva che fosse vetro, però, non aveva voglia di raccogliere eventuali frammenti sul pavimento) era difficile vedervi oltre. In questo modo trovò con facilità Blast Off e Vortex, che non erano così lontani dalla porta (il mechling era ancora sulle spalle dell'altro. Era così preso dai dolci di fronte a lui che non mosse nemmeno una pala quando Brawl camminò dietro di loro. Blast Off invece gli concesse uno sguardo d'intesa, al quale rispose con uno suo. Davvero, chi aveva deciso di venire lì, Blast Off?), e continuò a cercare Swindle.
Doveva ammetterlo, però, quei dolci sembravano fantastici. Soprattutto quei bastoncini. Non era un esperto, tantomeno un amante di dolci, ma anche lui sapeva apprezzare un prodotto artigianale come erano chiaramente quei dolci, perfetti anche con delle piccole imperfezioni e dai colori vari. Mentre passava in rassegna un espositore, vide con la coda dell'occhio qualcosa di giallo. Si chinò leggermente di lato e in basso con le braccia conserte, poggiandosi con il gomito sull'elmo nero, ignorando il sobbalzo dell'altro al peso improvviso.
-Trovato qualcosa di interessante?-
-E spostati…Queste sfogliatelle sembrano intriganti.-
Di tutta risposta Brawl si sporse ancora di più sull'elmo, inclinando la testa in avanti per leggere l'etichetta sotto una scatola in un marrone scuro, decorata con un'immagine incisa in oro di una conchiglia stilizzata.
-Al gusto di zinco. Mai sentite.-
-Già. Sono curioAH!-
-Cos'è? Qualcosa di buono?-
Brawl spostò lo sguardo in basso, catturato dal movimento della mano di Swindle, come se stesse scacciando qualcosa che si trovava sotto di lui. E lì trovò Vortex letteralmente avvinghiato alla gamba sinistra del mechling giallo, ritto sulla punta dei piedi e il viso sulla vetrina di fronte a loro.
-Cosa sono?-
-Niente per te. E ridammi la gamba.-
-No. Cosa sono questi?-
Il piccolo volante indicò la stessa scatola che stavano guardando pochi momenti prima. Swindle mosse avanti e indietro la gamba, solo per lasciar fuori un guaito quando il mechling più piccolo graffiò il metallo con gli artigli, in un semi tentativo di non essere disarcionato.
-Non mi levo se non mi dici cos'è.-
-Ma che scoria…Spostatevi, tutti e due!-
Brawl rise fragorosamente ( lanciò però un'occhiata veloce all'espositore di fronte a lui) e si sporse maggiormente sul fianco, mettendo più peso con il suo gomito.
-Nah.-
-Nah?!-
-Sei divertente, SwinSwin.-
-Ha ragione.-
-…Di nuovo, ma che scoria.-
La spinta che diede con il suo elmo non ebbe l'effetto che voleva, scontrandosi invece con del metallo e guadagnandosi un altro guaito da sé stesso.
-…Siete peggio delle schegge.-
-E Blast Off ancora non dice nulla.-
-Questo perché non vi conosco…Come conoscete il mio nome?-
I tre voltarono all'unisono le loro teste a quella voce, trovando il volante marrone ad alcuni passi da loro, intento nel guardare la merce su degli scaffali.
-Scoria, come sei cattivo.-
-…Swindle, che voleva dire Blast Off?-
-…Beh, Tex, è Blast Off. È sempre così.-
-…E questo è perché non vi porto mai da nessuna parte.-
-Eppure eccoci qui.-

Blast Off lanciò loro uno sguardo, il visore puntato su Swindle, nel mezzo. E poi, senza spiaccicare una parola, li superò. I tre lo seguirono con lo sguardo finché non sparì dietro degli espositori. Dopo alcuni secondi Swindle sbuffò, la bocca distorta in una smorfia.
-Lo fa proprio apposta…-
Brawl lo guardò, confuso da quel borbottio. Ma prima che potesse aprire bocca, il mechling giallo sbuffò di nuovo e, con un ghigno sul viso, si voltò verso la vetrina di fronte a loro.
-Se non mi sbaglio, non ha detto nulla riguardo un budget.-
-E allora?-
Se possibile, il ghigno si allungò di più e il visore viola iniziò a brillare.
-Oh, beh. Tex?-
-Sì?-
-Prendi quello che vuoi.-
Vortex lasciò uscire dalla bocca un gridolino di gioia e istintivamente Brawl mise una mano sulla testa del mechling, fermando le piccole mani curiose dall'afferrare tutte le scatole sullo scaffale di fronte a lui.
-Ma che scoria dici, Swindle?! Lo sai che si prende tutto!-
-So cosa ho detto e anche Vortex sa cosa intendevo. Vero, Tex?-
-Vero. Brawl, lasciami fare!-
Swindle sogghignò di nuovo e spostò lo sguardo da Vortex su Brawl.
-Non è colpa mia, né tua, né di Vortex se Blast Off non ha specificato quanti dolci possiamo comprare. E non ha nemmeno detto nulla riguardo il prezzo.-
-…C'è un motivo se sei il mio fratello preferito.-
-È il tuo preferito?!-
-Shhh, Tex. Chi è che ti ha detto che puoi prendere quello che vuoi?-

Il sorriso di Vortex sembrava uguale a quello di Swindle e Brawl non riuscì a frenare uno sbuffo infastidito.
-Oh, andiamo Swindle! Non è giusto, è già come te.-
-Lo dovrei prendere come un insulto o un complimento? Sono confuso.-
-Dimmelo tu. Stai crescendo un piccolo truffatore.-
-Ehi, cosa vorresti dire? Sto semplicemente iniziando un'azienda di famiglia.-
-Come se te lo lascerebbero fare.-
-Potresti farci da bodyguard.-
-…Mi paghi?-
-Naturalmente.-
Brawl mormorò a bocca chiusa, pensieroso. Conoscendo Swindle, quello era probabilmente il suo progetto per il futuro. E non era una cattiva idea, quella di un'azienda di famiglia. Con l'astuzia di suo fratello, era certo che avrebbe un successo planetario. Era anche vero che quella stessa astuzia aveva fatto finire spesso nei guai il mechling giallo. Fare da bodyguard stava diventando, più ci pensava, un lavoro perfetto: aveva carta bianca per usare i suoi pugni mentre teneva i suoi fratellini fuori dai guai. Immerso nei suoi pensieri, quasi non si rese conto che Vortex aveva azionato i suoi propulsori per raggiungere uno scaffale più in alto. Con la mano ancora sulla testa del piccolo mechling, Brawl lo rispinse giù, ridendo al cinguettio sorpreso, mentre protese la mano libera per prendere la scatola che pensava fosse quella che il mechling volesse. Sentì un gridolino acuto sotto di lui e si ritrovò a non cercare di inciampare in avanti, sentendo un vuoto sotto la mano. Il suo visore si illuminò ad intermittenza una volta, come se stesse sbattendo, dietro il vetro, delle palpebre inesistenti e osservò lo spazio dove poco prima si trovava Vortex. Guardò Swindle, perplesso quanto lui. L'altro transformer aprì la bocca, cacciando fuori un basso -Tex, non devi volare dentro!- un secondo prima di inseguirlo. Almeno uno di loro si stava occupando di prendere il mechling, visto che Brawl stava ancora ponderando se essere orgoglioso o meno di Vortex e il suo essere riuscito a liberarsi dalla sua presa. Era più propenso per l'esserlo, ma alla fine il lato di fratello maggiore responsabile prese il controllo e, con movimenti così agili che lui stesso non sapeva di esserne capace, inseguì i due. Li trovò svoltato l'angolo, in un punto in cui gli espositori formavano un'intersezione: Swindle aveva preso Vortex, il quale stava dimenando gambe e pale non diverso da come farebbe un cybermicino nella stessa posizione, per le ascelle. Il mechling sopra di lui stava sbraitando qualcosa ma nel momento in cui Brawl svoltò l'angolo, entrambi i mechling voltarono le proprie teste verso di lui, smettendo quello che stavano facendo. Vortex ne approfittò subito e alzò in alto le pale sovrapponendole e colpì Swindle sotto il mento liberandosi; azionò i propulsori e saltò di lato. A qualche centimetro dal pavimento, Vortex protese le mani verso uno scaffale e afferrò una piccola scatola cubica. Una volta avente la scatola stretta nelle sue mani, il mechling piantò di nuovo i suoi piedi sul pavimento e si voltò con un gigantesco sorriso verso i suoi fratelli, mostrando loro la scatola arancione chiaro; dalla piccola finestrella sul fronte si potevano vedere delle gelatine dalla forma di piccoli cubi dai diversi colori, all'interno.
-Hanno i cubotti!-
-Lo sai, potevi anche aspettare un klik.-
-Eravate troppo lenti.-
-Eravamo a cinque passi da queste.-
-…E?-
-…Ci rinuncio…Quindi ti piacciono. Ne vuoi altre?-

Non ci misero molto per avere le braccia colme di quello che poteva essere senza problemi mezzo negozio. Si diressero verso la cassa per pagare, incrociando lo sguardo di Onslaught. Il maggiore non disse nulla quando vide il loro bottino, decidendo invece di seguirli verso la cassa del negozio. Il che era una reazione curiosa, ma una volta arrivati alla cassa, Brawl capì il motivo e la sua bocca si allungò in un sogghigno dietro la maschera. Swindle aveva un simil sorriso sul viso ma in un secondo lo trasformò in un'espressione neutra. Per l'ennesima volta Brawl si chiese dove l'altro avesse imparato a farlo.
-Ehi, Blast Off. Noi abbiamo fatto.-
-Bene, allora pago. Cosa avete comp-
Quello fu probabilmente il momento il cui Blast Off decise che i suoi fratelli erano nati con l'unico scopo di dargli fastidio e che lui era un palese idiota che permetteva loro di farlo, continuamente. Tutto dalla sua postura all'impercettibile movimento delle sue ali gridava "PERCHÉ" ed era solo per pura testardaggine se non stava urlando. Era sicuro al novantanove per cento che quella era la reazione che volevano. Beh, dovevano limitarsi a rimanere delusi: le buone maniere che gli erano state inculcate fin da quando era un sparkling gli impedivano di fare una scenata (o parafrasalmente strapazzare Swindle, dal momento che era chiaramente lui il colpevole).
-Qualcuno vorrebbe gentilmente spiegarmi perché avete tutte quelle scatole? Spero che sia perché il proprietario vi ha chiesto di aiutarlo nel rimetterle al loro posto e non perché le volete comprare, tutte.-
-Non vedo dov'è il problema. Sono in saldo.-
-Davvero.-
-Sì. Pensi che io prenderei tutta questa roba se non era in saldo?-
-Lo faresti, solo per darmi fastidio.-
-…Blast Off, pensavo che tu mi conoscessi.-
-…Non ti fidi di noi…-
Brawl ha mai detto che non era giusto? In quel momento Vortex sembrava un misto esatto di Blast Off e Swindle. Non voleva davvero immaginare, anche lontanamente, cosa sarebbe diventato il mechling alla loro età. Irriverente e insofferente come gli altri due. E Onslaught pensava la stessa cosa, se l'illuminazione del suo visore, puntato sui tre, era un'indicazione.
-Non è che non si fida di voi. Ha scoperto solo ora la sua stupidità.-
-Parli proprio tu, Onslaught.-
-Sì, parlo io. Perché non mi risulta sia stato io a lasciar loro carta bianca.-
-…Quindi mi stai dicendo di comprare tutto quanto.-
-Sei stato tu stesso a metterti in questa situazione.-
Blast Off sospirò un basso ringhio, uno che i tre di fronte a lui sentirono chiaramente malgrado il suo tentativo di celarlo. Non degnò nemmeno di uno sguardo i suoi fratelli più giovani, anche se non poté ignorare le loro risate quando prese dalle loro braccia tutte le scatole, in un singolo gesto aggraziato che richiamava le sue origini nobili ( le scatole ora tenute nell'incavo di un solo gomito sembravano così piccole) e si diresse verso la cassa, vicino l'uscita del negozio.

Quella sezione del distretto tendeva raramente a riempirsi di passanti, anche all'ora di punta, composta principalmente da palazzi residenziali e con pochissimi negozi e uffici. Una volta usciti dal negozio, era più che sorpresa quella che provarono quando videro una moltitudine di transformer parlare in rombi fragorosi e talmente tanti che riempivano anche entrambi i marciapiedi; quell'onda multicolore convergeva verso un unico punto, la stessa direzione da cui erano venuti. Vedendo quella massa stridente, Onslaught prese in braccio Vortex e lo sistemò nell'incavo di un braccio, mettendo una mano sulle pale del piccolo in un tentativo di proteggere i sensori, ancora troppo sensibili, che le formavano da quell'eccesso di rumori. Anche per chi non aveva una modalità volante, tutto quel rumore sfociava nell'insopportabile. Era ovvio che quella era una protesta come altre in tutta Kaon, scaturite come una macchia di petrolio dall'arena e velocemente fuoriuscite in una settimana. Non c'era nulla di sorprendente se il richiamo alla rivolta si stava diffondendo così velocemente, specialmente se ha farlo era qualcuno abile con le parole: abilità terribilmente difficile da imparare, un'abilità che i cosiddetti senatori nella capitale planetaria mancavano. "La penna ferisce più della spada", una frase che stava girando tra i vari distretti dell'intera Kaon; ma in quel caso entrambe spada e penna avevano la stessa affilatezza: dopotutto, era difficile zittire chi sapeva usarle contemporaneamente. Una falla nel sistema di tale proporzioni era stata come una sveglia per il senato, ma malgrado ciò, una volta che il flusso della ribellione aveva attraversato in un ritmo rapido i livelli più bassi e aveva raggiunti i più alti, fermarlo era sempre più difficile. "O guardi e aspetti, o ti unisci e soffri", fu quello che Onslaught disse loro, dopo essersi assicurato che Swindle e Vortex stessero dormendo, una volta che la notizia delle proteste si era diffusa (non erano mai state una novità, ma il loro vero e proprio punto di origine era ancora ignoto). Onslaught constatò che quelle proteste erano in realtà inevitabili da tempo, era un conglomerato che stava sobbollendo da anni e stava aspettando una scintilla. Onslaught aveva deciso di aspettare e vedere come si sarebbero evolute e con lui, anche loro presero quella decisione. Brawl non pensava di poter vedere così da vicino una di quelle proteste. Ma uno solo sguardo verso Onslaught gli fece capire che per l'ennesima volta stavano assumendo un ruolo da spettatori. Non era totalmente contrario a quella decisione, ma allo stesso tempo non poteva negare che si sentiva deluso da quella scelta, anche se lui stesso non sapeva spiegarne il motivo. Rimuginare era sempre una perdita di tempo per lui, lo aveva imparato da tempo, perciò preferiva seguire Onslaught. Farsi strada in quel caos si rivelò più facile di quanto pensasse, suscitando solo un paio di occhiatacce nel loro passaggio per raggiungere il marciapiede opposto. Arrivarono e oltrepassarono il ponte allo stesso modo, anche se lì i transformer erano molto meno. Stessa cosa quando presero il treno per tornare al loro quartiere.
Il loro solito scambio di battute era qualcosa di fresco e gli teneva i pensieri lontani da tutto quel casino. Quando arrivarono di fronte la porta del loro appartamento, però, la sentì di nuovo, quell'ansia. Brawl non fu veloce nel nasconderla e nemmeno voleva farlo, ma un basso ringhio fu abbastanza per evitargli delle sicure domande (e conoscendo i suoi fratelli, di sicuro le avrebbero fatte anche troppe) e, una volta all'interno, si piantò sul divano. Non aveva una passione per la solitudine, ma in quel momento era quella che voleva e anche Vortex sembrava aver capito che no, quello non era il momento per infastidirlo; a differenza del loro fratellino, Swindle era troppo testardo e nemmeno con una delle sue occhiate più irritate era tale da far desistere il mechling giallo, anche se sapevano entrambi benissimo chi avrebbe vinto. E infatti il mechling fu il primo a distogliere lo sguardo, dirigendosi verso la sua camera, con solo le ruote sulle sue spalle che mostrarono la sua irritazione con il loro movimento all'indietro. Brawl poggiò la testa allo schienale del divano, ignorando il metallo scricchiolare quando qualcuno si sedette accanto a lui.
Ovviamente. Malgrado quella sua aria tronfia e più-importante-di-te, Blast Off aveva una pazienza pari a zero (Brawl sapeva benissimo che lui non era da meno), soprattutto quando voleva sapere qualcosa. Ma entrambi erano testardi e Brawl non aveva nessuna intenzione di fargli vincere il loro gioco.
Molto meglio guardare Onslaught rimproverare Swindle.
Sul serio, suo fratello doveva sapere ormai di non mettere alla prova il maggiore. Ma ehi, cosa poteva dire, così c'era più divertimento per lui. Però, dopo che Swindle cedette alla ramanzina e mise tutto quello che avevano comprato nell'armadietto e dopo che entrò con Vortex nella loro camera, l'ansia fece di nuovo sentire il suo peso. Ma non era nemmeno della vera e propria ansia? Non sapeva nemmeno lui cos'era, era un'incognita.
Brawl lasciò fuori un ringhio frustrato e si girò sulla schiena; al brontolio infastidito di Blast Off, Brawl lasciò la sua bocca allungarsi in un sogghigno.
-Ugh, ho proprio bisogno di un energon d'altro grado.-
-È meglio che sia un modo di dire e non significhi che tu abbia bevuto energon d'alto grado da solo.-
Brawl si voltò verso Onslaught.
-Beh, non da solo.-
-Primus. Devi sempre buttarti il badile sui piedi.-
Brawl diede un calcio alla gamba del volante, ricevendo in risposta un grugnito, per poi rimettere entrambe le sue gambe su quelle del fratello. Ma prima che Blast Off potesse rispondere a paro modo, un basso ringhio li fermò entrambi. Blast Off diede delle pacche su un ginocchio di Brawl, come a dirgli "buona fortuna" e Brawl gli ringhiò contro. Sentì una mano poggiarsi sulla sua testa, ma prima che potesse dire qualcosa quella mano, con più forza del dovuto, voltò la sua testa verso destra.
Giusto per incrociare lo sguardo.
-Allora noi due dopo faremo una chiacchierata.-
-Oh, ma andiamo. Ons! -
Il suo ginocchio venne colpito di nuovo, con un po' più forza questa volta. In risposta Brawl alzò le gambe e diede una spinta a quella marrone su cui prima poggiavano. Quel gesto risultò in una spinta sulla fronte dalla mano che era ancora sopra la sua testa. Cos'era, il momento del rompi-le-scatole-a-tuo-fratello-minore? Andava benissimo per lui, non disdegnava mai un po' di baruffa. Solo che c'era il piccolo problema che non riusciva ad alzare di più le gambe, dal momento che, quando il maggiore gli aveva picchiettato con il palmo la fronte, il volante gli aveva piantato un gomito sopra le ginocchia, bloccandoli i movimenti con tutto il suo peso da volante extra planetario. Con nessuna possibilità di muovere le gambe, tutto perché suo fratello era un rompiscatole a cui gli piaceva vincere facile, Brawl ringhiò e incrociò le braccia. E di nuovo i suoi pensieri tornarono a quel casino.
Nessuno poteva dire che la sua rabbia era ingiustificata, perché come altro dovrebbe reagire, venuto a conoscenza che la sua vita dipendeva da un documento? Venendo a sapere che tutto quello che era riuscito a fare suo era inutile? Sapeva benissimo che non era il più intelligente dei mech, ma anche lui sapeva che le possibilità che potesse rimanere con gli altri erano magre.
E un ritorno a Kalis significa una completa caduta. La prima volta era stata per pura fortuna, non poteva sperare di poter scappare una seconda volta da quella mani. E anche quando arrivò a Kaon, le catene erano state allentate, ma erano ancora strette. Certo, un po' di quella fortuna lo aveva seguito, con Blast Off che letteralmente lo aveva trascinato via.
Ma ora?
Ora stava per perdere tutto. Un altro pensiero si aggiunse a quel casino, una completa rassegnazione.
-Lo devo dire agli altri.-
Brawl sentì un leggero colpetto sulle ginocchia e abbassò lo sguardo; Blast Off non lo stava guardando, gli occhi puntati sull'olovisore ( quando lo aveva acceso?). Il volante parlò poi con una voce bassa e se Brawl non lo conosceva così bene, Blast Off sembrava insicuro.
-Sai anche tu che Swindle sospetta già di qualcosa. Almeno lo devi dire a lui. Ci serve il suo aiuto se vogliamo che Vortex non scopra niente.-
-Non che l'idea che Swindle lo sappia mi piaccia…-
Blast Off picchiettò due dita sullo stesso ginocchio e aprì la bocca, ma prima che potesse dire qualsiasi cosa, Onslaught parlò.
-Sono d'accordo. Preferisco che tu gli parli ora piuttosto che rischiare lo scopra da solo.-
-Ok…Ma ora ora?-
-Il prima possibile è meglio.-
-Facile da dire per te.-
Brawl si sedette, per poi girarsi per sdraiarsi di nuovo a pancia in sotto, mettendo di nuovo le ginocchia sulle gambe di Blast Off, sghignazzando quando il fratello guai all'azione. Poggiando il mento sulle braccia conserte, Brawl pensò alle parole di Onslaught: parlare con Swindle avrebbe di sicuro portato più frustrazione e più ricordi, entrambi dei quali faceva volentieri a meno. Non era il tipo da fuggire dai suoi problemi, ma sapeva benissimo cosa gli facevano quelle cose e voleva assolutamente evitare che Vortex assistesse ai suoi momenti più bassi; voleva tenere, almeno lui, lontano dalla sua bassezza. Swindle avrebbe acconsentito al cento per cento di mantenere il segreto, ma conoscendo Vortex, in pochi giorni il mechling con la sua natura curiosa avrebbe mandato all'aria i loro piani di tenerlo all'oscuro.
E quello era qualcosa che Brawl voleva assolutamente evitare.
Ringhiò e incrociò le dita dietro la testa, schiaffeggiando con un sonoro clank la fronte sulla superficie dura del divano. Quello era il motivo per cui odiava pensare: nessuna soluzione si poteva trovare col solo pensare, ma per sua sfortuna era tutto quello che poteva fare.
Si sentiva davvero come se fosse tra un'incudine e un martello.
Nella stanza si sentì un rumore, vetri spostati o qualcosa di simile, ma Brawl tenne il viso piantato sul divano. Non voleva pensare a niente; anzi, in verità il niente era ben più che preferibile.
Ma ovviamente Blast Off aveva altre idee. E poi diceva che era Brawl ad essere quello ottuso.
La pazienza di Brawl era sul procinto di straripare con quel continuo tap-tap sul retro del suo ginocchio destro e sarebbe stato un problema se accidentalmente la sua gamba avrebbe balzato e colpito con il tallone quella faccia spocchiosa. Con sua grande sorpresa Blast Off grugnì davvero quando il suo tallone colpì il suo mento (totalmente non di proposito) e il volante spinse con veemenza le gambe del più giovane giù dalle sue, anche se con scarso successo. Erano entrambi propensi a continuare quella loro piccola baruffa, se non fosse stato per quel cristallino ringhio proveniente dall'altro capo della stanza, nella cucina, che li avvertì della vicina minaccia. Brawl avrebbe preferito continuare, ma non c'era niente di meglio che non lasciare lo sguardo soffermarsi su di lui.
Non era così stupido.

Quella cupola che si era formata si diradò lentamente, ma le continue occhiate che Swindle gli continuava a lanciare a cena, lo stavano seriamente mettendo alla prova. Sfortunatamente la sua solita risposta non era fattibile, dare delle sonore pacche su una spalla e ruota del mechling giallo, dal momento che Onslaught continuava a fulminarlo con lo sguardo ogni volta che provava ad alzare una mano non diretta verso il cubo di energon di fronte a lui. Dopo l'ennesima volta come soggetto allo sguardo (e non era nemmeno il suo record) Brawl rinunciò alla sua constatazione dei ruoli e con un sonoro sbuffo prese un sorso dal suo cubo. Il gusto pungente che colpì i sui ricettori gustativi lo sorprese. Prese un altro sorso, più grande del primo, assaporando il suo additivo preferito; non stava ancora deglutendo le prime gocce di quel sorso quando i suoi occhi si posarono su Vortex, seduto di fronte a lui, o meglio, si posarono sulla sua espressione e il suo cadenzatamente crescente cipiglio. Lo osservò come mise lentamente di fronte a lui, sul tavolo, il piccolo cubo, stretto tra le mani. Due occhi giallo brillante stavano letteralmente fulminando il liquido verdognolo dentro il cubo e per un momento Brawl poteva quasi vedere del fumo uscire dal vetro. Dopo alcuni secondi l'espressione del mechling da perplessa si tramutò in disgustata e lentamente Vortex voltò la testa verso Onslaught. Un basso e frastornato -Perché.- uscì dalla bocca del piccolo e a quel punto Brawl (e a quanto pare nemmeno Swindle) non riuscì a trattenersi. Un rombo famigliare ruggì dalla sua gola e subito si tramuto in una fragorosa risata. Anche Blast Off non riuscì a frenare il sorriso divertito che arricciò la sua bocca e tutto quanto non fece che aumentare il cipiglio sul viso di Vortex, suscitando altre risate. Accanto al piccolo mechling Onslaught sospirò e prese il cubo dalle piccole mani e lo portò alla bocca di Vortex. La reazione fu immediata e un po' del liquido fuoriuscì dal cubo, atterrando su un braccio rossiccio quando Vortex si ritrasse con veemenza, cercando di mettere più distanza possibile tra lui e quell'abominio in forma d'energon.
-Lo so, ha uno strano gusto. Ma lo devi bere.-
-Ugh, no! Cos'è?!-
-Sì, invece. Zolfo. Fai piccoli sorsi e non pensare al gusto aspro.-
-No.-
-Vortex.-
-Non lo voglio. Te lo lascio volentieri.-
-Come fai a…Vortex, bevi il tuo energon.-
-No.-
-Vortex, se lo bevi avrai poi un dolce, a differenza di questi idioti.-
-Non mettermi al loro stesso livello, per favore e grazie.-
-Stai sghignazzando.-
-Ma non come un bul…Non sto ridendo del mio fratellino io, Brawl.-
Ignorando completamente i due, Swindle si raddrizzò sulla sedia e si sporse in avanti con i gomiti puntati sul tavolo.
-Tex, dopo che ci hai fatto l'abitudine non è poi così male. Infatti, sai che ti dico? Se ne prendi altri due piccoli sorsi, come un mech grande come me,- e prese due sorsi sostanziosi, storcendo leggermente la bocca quando gli inghiottì - ti darò volentieri parte dei miei dolci. E dopo ti lascio giocare sul mio datapad.-
-..Quali dolci e, per un breem?-
Swindle sorrise e aprì la sua bocca ma lo sguardo di Onslaught lo bloccò.
-Swindle, non comportarti come il tuo nome con tuo fratello.-
-Non lo sto facendo. Gli sto semplicemente dicendo- alzò il suo cubo - che fa schifo, ma non troppo.-
-Non ti piace?-
-No.-
-Ma lo stai bevendo.-
-Certo. Come ha detto Ons, devo. Sfortunatamente, fa bene alla salute.-
-…Da quando mai sei così responsabile.-
-Zitto. Non stavi litigando con Blast Off, tu.-
Detto mech prese un sorso dal suo cubo e parlò senza volgere lo sguardo sui due.
-Abbiamo smesso quando hai iniziato a blaterare.-
-…Ons, mi stanno prendendo in giro!-

Onslaught sospirò di nuovo, non degnando loro nemmeno uno sguardo. Però, quando subito dopo parlò a Vortex, si stava chiaramente rivolgendo a loro.
-Vedi? Sono degli idioti. Vuoi diventare come loro?-
-…No.-
E con un altro cipiglio, Vortex portò entrambe le mani intorno al cubo; Onlsaught lo aiutò con un piccolo sorriso sulla bocca, che prontamente sparì quando gli altri tre si fecero sentire.
-La smetti di includere anche me?-
-E che scoria vorresti dire?!-
-Spiegami, perché sarei un idiota? Sei stato tu a dire di non viziarlo.-
Parlarono uno sopra l'altro e lo sguardo stanco che Onslaught rivolse loro probabilmente non doveva per far ridere Brawl, ma ehi, erano tutti giocatori del loro gioco.
-Mechling, allora. Se fossi in voi, mi vergognerei molto dal momento che il vero mechling in questa stanza è più maturo di voi tre messi insieme.-
Un piccolo clank spostò l'attenzione di tutti su detto mechling. Vortex aveva rimesso il cubo sul tavolo, il suo volto ancora corrucciato in un cipiglio perplesso.
-Com'è?-
-…Cattivo.-
-Ma lo hai bevuto! Come ho detto, ti do un po' d-
-Swindle.-
-Cosa.-
Onslaught lo guardò semplicemente, con una singola increspatura tra gli occhi come unico indizio sul suo viso che indicava che lo stesse palesemente sfidando. Sfida che nessuno di loro normalmente avrebbe accettato, ma allo stesso tempo normalmente non erano nemmeno abituati a desistere. Un semplice schiocco di due dita su un braccio giallo fu abbastanza però per far sì che Swindle si rimettesse seduto composto sulla sua sedia, brontolando qualcosa sotto voce. Brawl osservò tutta la scena, poi spostò gli occhi sul centro del tavolo. Conoscendolo, era certo che Onslaught avrebbe fatto esattamente come aveva detto a Vortex e malgrado i suoi ringhi quando erano in quel negozio, Brawl aveva seriamente voglia di mangiare quei bastoncini. Assicurandosi che il maggiore dei fratelli non lo stesse guardando, Brawl si chinò leggermente in avanti, un braccio proteso verso la sua preda. Solo pochi centimetri e quelle delizie d'energon sarebbero state sue, se non fosse stato per una mano nera che agguantò il dorso della sua. Alzò la testa e i suoi occhi incontrarono un paio viola. Brawl sogghignò nel vedervi una sfida e il ghigno non fece che allungarsi quando vide nella sua periferica Swindle muovere con un gesto fluido il suo braccio destro verso il centro. Swindle mimò con la bocca un conto alla rovescia e all'uno scattarono all'unisono. Un secondo dopo le loro mani e braccia si scontrarono, i polsi si schiaffeggiarono uno sull'altro e i tre guairono. Nel punto esatto in cui poco prima si trovava la scatola c'era il nulla e solo quando il dolore dai loro polsi si dissipò che videro detta scatola stretta in una mano scura e bluastra.
L'occhiataccia era di per sé molto scura, ma le risatine del piccolo mechling la rendevano una parodia.
-Se vi comportate come mechling, deduco che vi devo trattare come tali.-
-Davvero, Onslaught, "niente dolci per voi". Questa è la tua idea. Ricordami, chi era che stavi chiamando immaturo?-
-Chiaramente non me stesso.-
-Ho lav-
-Finisci quella frase, Swindle. Non penso che tu voglia avere un rinnovo della nostra ultima conversazione, o mi sbaglio?-

-Come pensavo. E Blast Off?-
Blast Off, che nel frattempo aveva riportato la sua attenzione sull'olovisore, si voltò verso Onslaught.
-Non pensare che la stessa cosa non valga per te.-
-Devo davvero ricordarti che se non avessi agito prima di me, avrei impedito io stesso che questi due non finissero tutti i bastoncini?-
-A me queste sembravano scusa tipiche di un mechling.-
-…Onslaught, abbiamo diciannove vorn di differenza, non sei molto più grande di me.-
-Scusa Blast Off, ma diciannove vorn sono tanti.-
-Stavo parlando con te, Brawl?-
-Abbiamo ventuno vorn di differenza e continui a trattarmi come se fossi un mechling!-
-…Tu sei un mechling.-
-Bhè, anche tu lo sei!-
-…Non intendevo questo.-
-Blast Off, Brawl, siete entrambi in castigo.-
-HA INZIATO LUI!- -Anche io?!-
-Zitti. Vi state comportando come i sparkling maleducati che siete, a quanto vedo.-
Entrambi Blast Off e Brawl si ammutolirono a quelle parole, troppo esterrefatti per trovare una risposta. E il modo in cui Swindle stava ridendo, faccia piantata sul tavolo e un pugno che colpiva ripetutamente la superficie non aiutava affatto il loro improvviso ego ferito.
Quello che seguì una loro tipica cena furono vari tentativi da parte di Brawl di togliere la sua punizione, o per lo meno alleggerirla; subito si ritrovò a dover chiedere la stessa cosa anche per Blast Off, dopo che il volante gli aveva fatto presente la sua seccatura con un paio di calci ben assestati sotto il tavolo. Al quinto tentativo Onslaught li fulminò entrambi con lo sguardo, semplice, senza l'uso di alcuna parola e dovettero cedere.
Almeno non era l'unico, pensò Brawl, almeno così si poteva divertire nel rompere le scatole a Blast Off.
Era una giornata tipica come le altre, per i fratelli.
Dentro di lui però, persisteva quell'incombente incognita.