Distretto 12, vent'anni prima dei 74's Hunger Games
Ogni anno nel Distretto 12 un centinaio di persone morivano di fame in particolare nella zona più povera del distretto: il Giacimento dove molti tra uomini e donne lavoravano nelle miniere di carbone sei giorni alla settimana al buio e al freddo. Quando la sirena suonava significava che c'era stata l'ennesima esplosione e chissà quanti minatori erano morti sta volta.
Regina aveva ventidue anni i suoi genitori erano stati minatori come del resto pure i suoi nonni e pure suo marito era un minatore. Si erano sposati quando avevano diciassette anni un mese prima della Mietitura. Sposarsi a soli diciassette anni poteva sembrare una follia e in un certo senso lo era, ma in un paese come Panem dove ragazzi e ragazze dai 12 ai 18 anni venivano estratti ogni anno per partecipare agli Hunger Games che potevano avere un solo vincitore... insomma si poteva anche comprendere le ragioni dietro a tanta fretta.
Regina non lavorava in miniera bensì al Forno il mercato nero del Distretto 12 dove la maggior parte degli abitanti effettuava affari per ottenere i beni di cui necessitava. La maggiro parte dee volte si trattava di affari.
- Adesso devo andare tra poco inizierà la mia giornata in miniera. -disse Jason sollevandosi dalla sedia. La cucina e il salotto erano costituiti da un'unica piccola stanza nella loro casa di legno. Lo spazio erano pochissimo ed era più che sufficente per le poche cose che possedevano. Il comune, come da legge, gli aveva assegnato quella casa dopo che si erano sposati era stata una cerimonia semplicissima con pochissimi invitati. Avevano risparmiato per mesi per poter offrire agli ospiti della zuppa di verdure e il pane che veniva prodotto nel Giacimento. I pochi regali che avevano ricevuti erano stati oggetti di seconda o addirittura terza mano che erano appartenuti a parenti o ai loro pochi amici. Nessuno dei due si era potuto ovviamente procurare un vestito nuovo per l'occasione.
- A sta sera. -disse Regina il marito si chinò per baciarle le labbra. Ogni mattina facevano colazione insieme e salutavano con un tenero bacio e alla sera lei lo aspettava sulla soglia della porta di casa e quando Jason arrivava si scambiavano un altro bacio.
Guardò il marito che, insieme ad altri minatori, con la tuta scura e il caschetto sulla testa, si dirigeva verso la miniera. C'era un piccolo buco nel vetro della finestra dal quale entrava il freddo di fine dicembre. Tra meno di una settimsana di giorni sarebbe iniziato il Tour della Vittoria che si teneva ogni anno sei mesi dopo l'ultima edizione degli Hunger Games. Ogni anno il tour partiva dal Distretto 12, poi toccava all'11, il 10 e così via fino all'1. Il distretto del vincitore degli Hunger Games veniva saltato e tenuto per ultimo. Al termine del tour Capitol City organizzava una grande festa per il suo nuovo beniamino.
Uscendo di casa la Signora Everdeen si strinse nello scialle marrone che indossava. Il terreno era ricoperto di neve bianca. Due Pacificatori le passavano accanto armati dei loro fucili quando era quasi arrivata alla sua destinazione.
- Ciao, Serenity -disse salutando la donna che gestiva la bancarella vicina alla sua. L'altra rispose solo con un cenno dato che era intenta a mostrare la merce ad un aspirante cliente. Regina ordinò la merce sul bancone che costituiva in fili da cucito, stoffe bottoni e tutto il necessario per cucine o creare vestiti.
- Il vincitore di quest'anno appartiene di nuovo ad un distretto Carriera -commentò con tono sardonico Serenity.
- Ti stupisci? Vincono loro quasi tutti gli anni -ribatté l'altra che aveva appena finito di sistemare la merce sulla bancarella. Legò i capelli con un fiocco.
- Quella ragazza ha lo sguardo da pscicopatica e dubito che i suoi mentori siano tanto diversi da lei. -
La donna più giovane stava cercando di ricordare a quale distretto apparteneva la ragazza e il suo nome quando all'improvviso si sentì il suono della sirena. Avvertì una morsa allo stomaco e poteva giurare che il suo cuore aveva mancato un battito. La gente iniziò a correre verso la miniera e dopo essersi ripresa dallo stato di shock che le impediva di muoversi seguì il loro esempio.
"Jason, no. Non può essere." Pensò con le lacrime che le scivolavano lungo le guance tentandosi di convincersi che suo marito stava bene.
Pochi giorni dopo
Jason era ancora vivo. La domanda però era: per quanto lo sarebbe stato? Jason era rimasto gravemente ferito in un'esplosione nella miniera e non erano stato in grado di salvarli la gamba. Il farmacista insieme alla moglie e alal figlia che era la fidanzata di suo cognato stavano facendo il possibile per salvarli la vita, ma nonostante tutti i loro sforzi suo marito il suo primi e unico amore non stava guarendo.
- Mi dispiace Regina ci sarebbe bisogno di farmaci veri e né tu e né noi possiamo permetterceli. -affermò la moglie del farmacista posandole una mano sua spalla. La ventiduenne trascorreva la maggior parte del giorno e della notte seduta al capezzale del marito.
- No, no. -disse disperata singhiozzando. La figlia dei farmacisti era in piedi dietro alla madre. Aveva i suoi stessi capelli biondi e occhi chiari.
- Regina devi farti forza. -
Farsi forza? L'amore della zua vita stava morendo e non c'era nulla che potesse fare. L'unica speranza erano dei farmaci che non si sarebbe mai potuta permettere poi un'illuminazione la colpì.
- Uscite, per favore lasciatemi sola. -implorò. Senza ribattere madre e figlia se ne andarono. Attese qualche minuto dopo che la prota si fu chiusa poi tirò un profondo sospiro e si asciugò gli occhi. Si drizzò in piedi e si chinò per accarezzare la testa febbricitante del marito e gli sfiorò la fronte con le labbra.
- Ti prometto che farò tutto il possibile per salvarti. -disse abbassa voce. Sapeva di non avere molto tempo e non solo perché Jason stava morendo e non sapeva esattamente quanti giorni gli restavano se non addirittura ore.
Non aveva tempo per farsi un bagno di conseguenza si limitò a sistemarsi i capelli, indossare l'abito migliore che possedeva. Prima di uscire di casa lanciò un'ultima occhiata al consorte che non sembrava rendersi conto di nulla ed uscì.
La disperazione poteva spingere le persone a fare cose che altrimenti non avrebbero mai fatto. Regina non avrebbe mai pensato che un giorno sarebbe stata talmente disperata anche solo da pensare di fare una cosa del genere, tuttavia non ha altra scelta. No, se non voleva che suo marito si unisse agli altri minatori che erano rimasti vittima dell'esplosione. Quando raggiunse la casa del Capo dei Pacificatori notò con orrore che c'erano già quattro ragazze in fila. La disperazione la colpì e se Cray si fosse rifiutato di aiutarla? Sapeva di essere affascinante, ma pure quelle giovani lo erano e avevano tutt'è bene o male la sua età, sebbene sospettava di essere la più vecchia tra loro.
- Buonasera, signorine. -disse Cray dopo aver aperto la porta. Un ghigno comparve sul suo viso mentre fissava le donne pelle e ossa vestite di stracci che avevano avuto l'ardire di presentarsi. Cray non era cattivo lasciava agli abitanti del distretto una certa libertà e non faceva rispettare le leggi o comunque non quanto avrebbe dovuto ed era raro che qualcuno venisse punito in modo severo. Dopo alcuni secondi gli occhi chiari di Cray si posarono su di lei e per un attimo le parve sorpreso.- Regina! -esclamò e le altre disperati si voltarono a fissarla era la sola ad essere sposata.- Questa si che è una sorpresa. -commentò e sul suo viso ricomparve il ghigno di poco prima. Una parte di lei voleva tirargli uno schiaffo però non poteva quel uomo disgustoso poteva essere la sua unica speranza.- Vieni. -disse facendoli segno di avanzare e lei ubidì.
La casa era più grande della sua e non c'era nessun buco a nessuna finestra pure lì la cucina e il salotto erano costituiti da un'unica stanza solo che erano divisi da un separé sicuramente lui aveva l'acqua corrente e calda.
- Ho bisogno del tuo aiuto Cray. -disse sforzandosi di mantenere un tono di voce calmo e di non saltargli addosso. Lo avrebbe fatto volentieri e non per il motivo che avrebbe voluto lui.
- Sai Regina era da tempo che sognavo questo momento ovvero il giorno in cui avresti bussato alla mia porta mi sorprende solo che dopo l'i cidente di tuo marito tu abbia aspettato tanto. -affermò prendendole un ricciolo tra le dita. Le venne la nausea mentre se lo portava al viso per sentire il suo profumo.
- Sei... -
Si fermò appena in tempo prima di terminare la frase per quanto poteva disgustarla era la sola persona che poteva procurarle i soldi per le medicine che avrebbero salvato la vita di suo marito.
6 ottobre, circa nove mesi dopo
Due giorni Regina era in travaglio e stava per dare alla luce il suo primo figlip. Dopo tredici ore il bambino non era ancora nato e suo marito iniziava a preoccupars. Il farmacista gli aveva detto che era normale un travaglio lungo quando una donna era alla prima gravidanza. Jason camminava avanti e indietro. La sua gamba era stata sostituita da un pezzo di legno. Non era una vera protesi, tuttavia gli permetteva di camminare, nonostante l'andatura zoppa.
- Jason, per favore smettila di camminare avanti e indietro che mi fai venire il mal di mae. »disse suo fratello con tono scherzoso. Avevano tre anni di differenza e a Jason non erano sfuggite le occhiate che il fratello continuava a lanciare alla figlia del farmacista.- Ho intenzione di sposarla. -dichiarò con tono solenne.
- Non so se una ragazza cresciuta nella parte più ricca del villaggio sarebbe disposta a trasferirsi nel Giacimento per sposare un povero minatore di carbone. -osservò sedendosi vicino a lui.
- Ti ricordo che fino a pochi mesi fa pure tu eri un minatore. -
- Difficile dimenticarsene. -rispose abbassando lo sguardo e fissando il pezzo di legno che aveva preso il posto della sua gamba. L'altro gli posò una mano sulla spalla e gliela strinse.
- Vedrai che con la nascita del bambino le cose miglioreranno. -
- Migliorare? Con una bocca in più da sfamare e una persona in più da vestire? -
La gravidanza di sua moglie non poteva capitare in un momento peggiore sicuramente lui e sua moglie sarebbero stati più felici qualche mese prima quando lui lavorava in miniera e sua moglie al Forno. Una volta che si era ripreso dall'incidente aveva pure lui iniziato a lavorare al Forno però purtroppo guadagnava molto meno di prima.
Il sole stava tramontando quando le urla di Regina cessarono. Dopo pochi minuti la giovane per cui suo fratello aveva una cotta uscì dalla stanza con in braccio non uno bensì due neonati.
- Gemelli?! »disse interrogativo Jason sollevandosi dalla sedia e avvicinandosi alla giovane dai capelli biondi quest'ultima annuì. Aveva una strana espressione dipinta in viso, ma il neo-padre non parve nemmeno accorgersi.
- Una femmina e un maschio. La femmina è nata per prima. lo informò consegnandogli i due neonati. L'ex-minatore fissò quei piccoli visi che spuntavano da fuori le coperte. Entrambi i bambini sembravano ricambiare il suo sguardo.- La femmina è quella con gli occhi grigi. -specificò Clara. Gli occhi del maschietto erano di un colore indefinito tra il grigio e l'azzurro invece quelli della sorella erano identici a quelli di sua moglie entrambi erano sprovvisti della classica pelle olivastra che carratterizzava gli abitanti del Giacimento.
- Avranno fame gli riporto dalla madre. »disse e senza distogliere lo sguardo dai due visetti entrò nella camera da letto. C'è n'era una sola.
- A quanto pare dovremo procurarci una seconda culla o pensi che sia abbastanza grande per entrambi? -chiese. La moglie del farmacista era seduta sul letto vicino a sua moglie e quando lo vide si drizzò subito in piedi ed uscì dalla stanza.
- Non lo hai notato? -domandò Regina con tono grave. I suoi capelli erano tutti in disordine e aveva un'aria stravolta, ma c'era pure qualcos'altro che l'uomo non riusciva a individuare.
- Cosa? -chiese confuso porgendo i neonati alla consorte in modo che potesse allattarli. Regina spostò di poco la copertina che avvolgeva la figlia rivelando pochi capelli di colore rosso. Jason rimase in silenzio a fissare quelle ciocche che ricordavano il colore del fuoco.- Io credo che dovremo chiamarla Cassandra penso che sarebbe perfetto per lei e il maschio Anthony. -propose. La neo mamma lo fissò per un'istante con aria allibita poi annuì.
- Si, mi piacciono. Va bene. -acconsentì.
4 anni dopo
Sei mesi dopo i 58's Hunger Games era di nuovo il mese di gennaio e come da consueto si teneva il tour della vittoria e come quattro anni prima quell'edizione era stata vinta da una ragazza appartenente al 2 Distretto. In occasione del Tour della Vittoria dopo un breve discorso, dove si tendeva ad elogiare i Tributi morti del distretto ospitante il vincitore o, come in questo caso, la vincitrice faceva un giro nel distretto accompagnato dai suoi mentori che, nella maggior parte dei casi, erano un uomo e una donna di solito l'uomo si occupava del Tributo maschio invece la donna del Tributo femmina.
Una bambina dai capelli rossi e il suo gemello che i nvece aveva i capelli neri fissavano la ragazza adolescente dai capelli color grano che avvanzava nella loro direzione scortata da due Pacificatori, il Capo dei Pacificatore e i suoi due mentori che l'avevano preparata per i giochi. L'uomo e la donna avevano entrambi vinto i giochi pochi anni prima e avevano entrambi un'aria possente e i capelli corti. La donna era molto alta come pure il suo compagno che aveva un fisico possente e muscoloso. Mentre Anthony gli fissava con timore nei gli occhi sua sorella sembrava piuttosto curiosa.
- Ci avviciniamo? -propose abbassa voce nel tentativo di non farsi sentire dalla madre che era intenta a chiacchierare con la Zia Clara il cui ventre diventava ogni settimana più gonfio. Quando i bambini avevano chiesto delucidazioni in merito alla madre quest'ultima gli aveva risposto che tra pochi mesi avrebbero avuto un cuginetto o una cuginetta.
- No, Cass non possiamo mamma potrebbe arrabbiarsi. -rispose il bambino. La gemella lanciò un'occhiata alla madre che non gli stava prestando attenzione talmente era assorta nella conversazione con la zia.
- Non fare il fifone. -disse e dopo aver afferrato la manina del fratello incominciò a correre verso il gruppetto tirandosi dietro il fratello. Nessuno parve far caso a loro e senza che nessuno gli fermasse raggiunsero la vincitrice dei precedenti Hunger Games e i suoi accompagnatori.
- Cosa avete intenzione di fare voi due? -tuonò il Capo dei Pacificatori con tono autorevole fulminando con lo sguardo i gemelli. Spaventato il maschio si nascose dietro alla femmina che invece fissò l'uomo di fronte a lei dritto negli occhi. Cray indossava la divisa dei Pacificatori che era costituita da una divisa bianca di metallo e da dei caschetti con la visiera che Cray in quel momento non stava indossando usò il fucile che aveva in mano per dare un colpetto a Cassandra nel tentativo di allontanarla solo che la bambina rimase immobile.
- Che succede? -domandò Brutus uscendo da dietro le spalle di Cray che si voltò a guardarlo.
- Mi dispiace, ma questi due piccole pesti… »
Brutus gli fece segno di tacere con un gesto della mano e l'uomo ubbidì. L'attenzione del ex vincitore era concentrata sui due bambini che aveva davanti.
- Brutus sono solo bambini saranno curiosi di vedere più d'avvicino Julia. -intervenne l'altra mentore che agli occhi dei piccoli assomigliava ad un gigante come del resto il suo compagno. In quel momento una Regina con l'aria trafelata gli raggiunse seguita dalla cognata e attirò a sé i figli per poi avvolgerli tra le sue braccia nel tentativo di allontanarli dal gruppo e di proteggerli.
- Mi dispiace, sono scappati. »disse con tono mortificato tenendo lo sguardo basso. I riccioli scuri le coprivano buona parte del viso celandolo agli occhi ai membri del gruppo.
- Guardami! -intimò Brutus. A quel punto tutta la gente gli stava fissando e diverse persone avevano iniziato a parlalare abbassa voce. C'erano già abbastanza pettegolezzi sulla famiglia Everdeen e dopo quella scena non avrebbero fatto altro che aumentare. Regina sollevò la testa e si sforzò di incontrare con lo sguardo gli occhi chiari di Brutus e tirò ancora più vicino a sé i figli. Il mentore la fissò per quella che le parve un'eternità e poi abbassò lo sguardo su Cassandra ed Anthony.- Come vi chiamate? -chiese con un tono di voce decisamente più calmo quasi dolce.
- Io sono Cassandra. -rispose la bimba.
- Io Anthony. -aggiunse il fratello.
- Vi piacciono i dolci? -
- Brutus si può sapere cosa ti passa per la mente? -esclamò il secondo mentore che era costernata dal suo comportamento.- Dobbiamo finire il giro del distretto e poi ci aspetta la cena a casa del sindaco. -proseguì, tuttavia l'altro la ignorò.
- Si, ma non possiamo permetterceli. -affermò Cassandra per tutti è due.
- Portali a casa del sindaco più tardi. -disse Brutus alla madre con quello che sembrava più un'ordine che una richiesta dopodiché proseguì il giro del Distretto 12. Regina afferrò i figli per le mani e si allontanò con passo spedito diretta verso casa.
Giorno della Mietitura dei 70's Hunger Games
Una ragazza dai lunghi capelli rossi ricci fissava attentamente lo scoiattolo su un ramo. La bestiola non sembrava aver notato la sua presenza. La ragazza sollevò la mano destra il pollice e l'indice stringevano un coltello era uno di quei ideati apposta per il lancio che spesso si vedevano agli Hunger Games aveva pure il simbolo del Distretto 2 dov'era stato creato. Cassandra prese la mira lo sguardo fissò sulla sua preda, ma proprio quando stava per lanciare suo fratello Anthony le piombo alle spalle facendolo trasalire.
- Anthony! -esclamò e poi si voltò verso lo scoiattolo scoprendo con disappunto che era scomparso e fulminò con lo sguardo il gemello e gli premette la punta ella lama contro il petto.- Accidenti a te era un bel scoiattolo potevo fare un buon affare con il fornaio. -protestò. Anthony sollevò le mani tenendo i palmi aperti rivolti verso la sorella.
- Sono il tuo unico fratello. le ricordò con uno sguardo beffardo. E mi vuoi troppo bene per uccidermi pensa come sarebbe noiosa la tua vita senza di me? -
- La mia vita sarebbe migliore senza di te e avrei meno seccature. -rispose abbassando il coltello e allontanandosi diretta verso il distretto.
- Oh, dai sorella sappiamo bene entrambi che non hai bisogno di uccidere scoiattoli e scambiarli con il fornaio possiamo benissimo permetterci una pagnotta di pane grazie alla generosità dello Zio Cray. -strillò il sedicenne scavalcando una grossa radice che fuoriusciva dal terreno.- Confesso che a volte mi chiedo se non godi nell'uccidere gli animali del bosco. -
- Volevo scambiarlo con una pagnotta di pane e darla a Katniss e a Prim. -rispose- e così ne approfitto per tenermi in allenamento. -aggiunse fermandosi vicino ad un cespuglio e guardandosi attorno alla ricerca di uno scoiattolo da uccidere ne vide a sei metri di distanza non si era reso conto della loro presenza. Fece segno al fratello di tacere e sollevò la mano brandendo la sua arma: prese la mira, tirò e colpì riuscendo a prendere la povera bestiola dritto nel collo. Sorrise soddisfatta.
- Complimenti. -disse il fratello e lei corse verso la sua preda. Lo scoiattolo era ancora vivo quando si piegò su di lui.
- Riposa in pace. -disse piano prima di porre fine alle sue sofferenze. Non le piaceva vedere soffrire le persone e gli animali. Prese lo scoiattolo e lo osservò meglio era un bel esemplare aveva una bella pelliccia e non era pelle ossa era sicura che le avrebbe sfruttato un bell'affare.
- In alternativa potresti darlo alla zia, Katniss e Prim affinché abbiano della carne da mangiare per una volta. -propose Anthony. Aveva ragione sarebbe stato meglio se gli avesse dato lo scoiattolo da quando lo Zio Jacob era morto in un incidente in miniera le cose di erano fatte a dir poco difficili per loro. Lei e la sua famiglia facevano il possibile per dargli una mano. Una volta lei, Cray ed Anthony avevano avuto una discussione perché il Capo dei Pacificatori gli aveva visti dare un po' di soldi a Katniss perché comprasse del cibo per sé, per sua sorella e per sua madre.
- Non capisco perché Zio Cray non vuole che gli diamo i nostri soldi sono nostri infondo. -commentò incamminandosi verso la recinzione che circondava il distretto e che, in teoria, avrebbe dovuto essere elettrificata, avrebbe dovuto protteggerli dagli animali selvatici. Peccato che avevano la corrente solo per poche ore al giorno.
- Perché sono i soldi che dà ai nostri genitori per noi. -
Zio Cray non era veramente loro zio e se davano retta alle voci che giravano dentro al loro distretto era lui il loro vero padre. Nove mesi prima della loro nascita il Jason ebbe un incidente in miniera che gli costò una gamba e per alcuni giorni fu tra la vita e la morte. Regina allora in un momento di disperazione si rivolse a Cray in cerca di aiuto e Cray era famoso per andare a letto con le giovani donne disperate in cambio di soldi. Non c'era da stupirsi se nel distretto girasse la voce che lei e Anthony erano in realtà i figli di Cray anche considerando il fatto che Cassandra faceva parte di quel picollissimo 1% della popolazione del 12 che aveva i capelli rossi ed era altamente probabile che gli avesse ereditati dalla famiglia del suo presunto vero padre. Jason era un padre amorevole che non gli aveva mai sentiti indesiderati e che si arrabbiava ogni volta che qualcuno insisteva nel sottolineare che i suoi figli non potevano essere veramente suoi. Regina si limitava ad ignorare le voci l'incidente in miniera di suo marito aveva portato via non solo la sua bellezza, ma pure il suo sorriso e faticava ad esternare i suoi sentimenti. Amava i suoi figli però le veniva difficile dimostrarlo.
- Prima o poi gli daranno il premio di zio dell'anno. -commentò sardonica.
Raggiunsero la recinzione e dopo aver controllato che non c'era la corrente usarono uno dei vari buchi nella rete per rientrare nel distretto.
Il Giacimento era la parte più povera del distretto ed era lì che erano diretti. La casa delle cugine si trovava ad una decina di case dalla loro e come spesso accadeva quando camminavano per le vie del distretto attirarono su di sé gli sguardi di parecchie persone erano tra i pochissimi ragazzi ad abitare nel Giacimento e a non avere la classica pelle olivastra.
Arrivati davanti alla porta della casa delle cugine Cassandra bussò dopo pochi secondi la porta si aprì e sulla soglia comparve una bambina dai capelli biondi. Primrose Everdeen gli fissava con gli occhi azzurri un'altra caratteristica che aveva ereditato dalla madre.
- Ciao, Prim. -la salutò con tono dolce la cugina piegandosi verso di lei. Le accarezzò i capelli e poi le porse lo scoiattolo che la bambina afferrò.- C'è tua sorella? E tua madre come sta? -
- Katniss è andata a fare un giro. -
Traduzione: probabilmente era andata pure lei nel bosco a tentare di procacciarsi del cibo per sé e per la sua famiglia e delle erbe mediche. Spesso scambiavano il cibo con oggetti del quale avevano bisogno e per un giorno sé non di più restavano a digiuno. La Signora Everdeen comparve dietro alla figlia. Inseguito alla morte del marito era caduta in una brutta depressione e solo ora dopo sei mesi sembrava che si stesse riprendendo.
- Bello scoiattolo. -commentò vedendo l'animale e prendendolo dalle mani della figlia.- Hai talento proprio come Katniss. -proseguì guardando la nipote con gratitudine negli occhi.- Buona fortuna per la Mietitura. -
Lei e il gemello avrebbero compiuto sedici anni ad ottobre, tuttavia non avendoli compiuti per ora, avevano "solo" quattro nomine a testa e quattro possibilità che il loro nome venisse estratto. Uno dei lati positivi della generosità dello Zio Cray era che non avevano mai avuto bisogno di fare domanda per le Tessere. Le Tesse un trucco subdolo inventato da Capitol City affinché i ragazzi più poveri e denutriti partecipassero ai giochi. Le Tessere consentivano di avere un piccola quantità di cibo ogni mese però il ragazzo o la ragazza avrebbe avuto una nomina in più per ogni membro della sua famiglia. Sapevano che Katniss aveva fatto richiesta e dato che la sua famiglia era costituita da tre persone avrebbe avuto quattro nomine e avrebbe avuto le loro stesse probabilità di essere estratta per prendere come Tributo.
A Cassandra l'idea venne poco prima della Mietitura era consapevole che era una follia e che la sua famiglia non avrebbe approvato però se avesse avuto successo... se avesse avuto successo la sua famiglia e pure quella di Katniss non avrebbero più dovuto preoccuparsi del cibo, dei vestiti. Sarebbero stati tutti meglio.
Si mise in fila insieme alle altre ragazze e quando fu il suo turno un Pacificatore le punse un dito per prelevare un po' del suo sangue per controllare se era effettivamente lei.
I ragazzi erano divisi per età e per sesso Cassandra si unì a quelle della sua età. Cassandra intrecciò le braccia ad altezza del petto. Un filmato veniva proiettato prima dell'inizio della Mietitura e serviva per ricordare ai distretti quanto dovevano esse grati a Capitol City e che era a causa della loro ribellione risalente a settant'anni prima se ora esistevano gli Hunger Games. Gli avevano creati per punirli per essersi ribellati.
Al termine del filmato la donna davanti al microfono parlò indossava una grossa parrucca di colore nero e aveva gli occhi a mandorla. I suoi occhi erano di colore giallo sicuramente aveva usato la chirurgia per alterare il colore originale.
- Benvenuti ai 70's Hunger Games. esclamò aveva una vocina stridula che la rossa considerava insopportabile. Senza ulteriori indugi procediamo con la Mietitura disse come sempre prima le fanciulle. »affermò e poi si diresse verso l'enorme boccia che conteneva i biglietti sui quali erano scritti i nomi delle femmine. La donna mescolò un po' i pezzetti di carta e poine scelse uno tra i centinaia presenti e riprese posto di fronte al microfono.- Il Tributo Femmina per il Distretto 12 è… Beatrix Quinn. -annunciò. Beatrix Quinn era una ragazzina dalla pelle scura e i capelli ricci che doveva avere al massimo quattordici anni ed era possibile che fosse una vittima del sistemma delle Tessere. La vide avvanzare verso il palco e salire gli scalini. Quando prese posto vicino alla donna di Capitol City aveva le lacrime agli occhi.
- Ci sono Volontari? -chiese la cittadina della capitale con la sua voce insopportabile. Non c'erano mai Volontari nel Distretto 12 e negli altri distretti più poveri di Panem nei distretti dove vincere la Mietitura era considerato un'onore quasi tutti gli anni c'erano dei Volontari solo che quei giovani si allenavano fin da bambini per partecipare ai giochi invece quelli del Distretto 12 morivano semplicemente di fame.
- Mi offro Volontaria! -urlò Xcassandra con tutta la voce che aveva in corpo. Silenzio. Dse fosse nata nel Distretto 1 ovvero uno dei Favoriti dal quale provenivano la maggior parte dei vincitori ci sarebbero state grida di giubilio, la gente l'avrebbe amirata ed era possibile che avrebbe dovuto combattere contro un'altra ragazza per l'onore di rappresentare il proprio distretto agli Hunger Games però l' non erano nel Distretto 1 bensì nel Distretto 12 dove la parola Tributo aveva praticamente il significato di morto. Le ragazze si fecero da parte per lasciarla passare.
- Grazie. -disse con un sussurrò Beatrix quando si incrociarono sugli scalini che conducevano al palco per poi correre via. La fortuna sicuramente era dalla sua parte.
- Un vero colpo di scena. commentò con tono entusiasta la donna.- Come ti chiami? -
- Cassandra Everdeen – rispose. Scrutò i volti dei presenti e il suo sguardo incrociò quello di Kantniss che aveva un'espressione ammutolita, probabilmente pensava che fosse impazzita come del resto i suoi genitori riusciva a vederli in mezzo agli spettatori entrmabi avevano un'espressione scioccata e suo padre stava stringendo la moglie a sé.
"Se vinco gli Hunger Games le nostre vite cambieranno grazie ai soldi che vengono dati ai Vincitori piotrò mantenere la mai famiglia e anche le mie cugine e mia zia. Katniss non sarà più costretta a prendere le Tessere. Io posso vincere lo so che posso: so lanciare i coltelli, sono brava nel corpo a corpo e sono forte. Io posso vincere." Pensò. Non aveva confidato a nessuno, nemmeno al suo gemello, il suo piano perché avrebbero tentato di dissuaderla.
- Il Tributo Maschio del Distretto 12 è… Anthony Everdeen. -
All'improvviso tutta la sua sicurezza scomparve e socchiuse le labbra incapace di trattenere il proprio stupore e orrore. Istintivamente cercòs suo fratello nel gruppo dei maschi e lo vide avvanzare verso di loro con un'espressione sul viso che doveva essere identica alla sua. Si voltò di nuovo verso i suoi genitori e vide suo padre che faceva aria a sua madre che gli era crollata tra le braccia svenuta.
- I Tributi del Distretto 12. -esclamò la loro accompagnatrice afferrando le mani di entrambi e sollevandole. La rossa si sforzò di mantenere la calma, ma in realtà avrebbe voluto urlare inveire contro Capitol City, contro gli Hunger Games.
Avrebbe urlato una settimana dopo quando avrebbe visto il corpo di suo fratello che penzolava dal ramo di un albero dell'arena al quale si era impiccato. Anthony le aveva lasciato un messaggio dove c'era scritto.
Vinci i giochi anche per me sorella. Io so che puoi farcela perché sei forte e coraggiosa. Dì a mamma e papà che gli voglio bene e possano le probabilità essere sempre a tuo favore.
Anthony.
In memoria di Anthony Everdeen e di tutte le vittime degli Hunger Games.
R.I.P.
