Camminavano nella foresta già da un po' era Anthony a guidare il gruppo era riuscito a prendere uno zaino durante il Bagno di Sangue, Cassandra invece aveva lottato con il ragazzo del Distretto 1 per i coltelli. L'aveva buttata a terra però lei era riuscita a ribaltare la situazione a suo favore e lo aveva colpito alla testa stordendolo. A quel punto l'aveva attaccata la ragazza del Distretto 2, ma Cassandra era di nuovo riuscita a cavarsela e le aveva conficcato un coltello nel ventre l'altra era apparsa scioccata e dalla sua bocca era uscito del sangue dopo che le si era praticamente accasciata addosso Cassandra aveva sentito un cannone accompagnata pochi secondi da un altro e sollevando lo sguardo aveva visto il Tributo maschio del Distretto 2 che la fissava accanto al corpo ormai senza vita del povero ragazzino del Distretto 11 che aveva gli occhi spalancati e una grossa ferita allo stomaco.
- Cos'hai fatto Capelli di fuoco? -tuonò.
- Ho fatto quello che dovevo fare per sopravvivere.-rispose e poi corse via portandosi via i coltelli suo fratello ad Annie l'aspettavano al limitare del bosco.
- Si può sapere perché ci hai messo tanto? -chiese arrabbiato il gemello.- Evitare il Bagno di Sangue è la prima regola. -la rimproverò poi notò il coltello insanguinato che aveva in mano.
- Ho ucciso la Femmina del Distretto 2 perciò abbiamo un Favorito in meno di cui preoccuparsi. -annunciò.- Ora andiamocene e in fretta prima che il suo compagno venga a cercarci. -aggiunse per poi iniziare a correre seguita dagli altri due.
Dopo diversi metri e aver attraversato un piccolo fiume, dove Anthony era rimasto intrappolato per alcuni secondi per colpa di un buco nel fondo, avevano smesso di correre e avevano iniziato invece a camminare.
- Penso che possiamo fermarci. -disse Anthony voltandosi verso la gemella e Annie. La ragazza del Distretto 4 era riuscita a prendere del cibo, ma nessuna arma. Cassandra si guardò attorno vicino a loro c'era un albero altissimo con il tronco più grosso che avesse mai visto era concavo e poteva essere un buon posto dove nascondersi.
- Dove pensate che siamo? -chiese Annie dopo che si furono sistemati dentro all'albero. Cassandra si sedette e osservò i coltelli erano sei il sangue sopra a quello che aveva usato per pugnalare la ragazza del Distretto 2 era ormai secco.
- Dentro ad un albero. -scherzò Anthony per poi farsi subito serio.- Scusate volevo solo cercare di sdrammatizzare. -proseguì.- Non lo so potremo essere ovunque nell'arena potremo essere al centro come pure vicino ai confini. -
- L'arena è circondata da un capo di forza al suo limitare e si può uscire da qui solo morti o da vincitori non c'è un'altra alternativa. -commentò la rossa.- Dobbiamo studiare una strategia. -
- La strategia migliore sarebbe quella di nasconderci e aspettare che tutti gli altri Tributi diano morti. -affermò Anthony.
- e poi? Cosa faremo? è brutto da dire però la verità è che non possono esserci tre vincitori non importa se io e te siamo gemelli o se io e lei stiamo insieme. -osservò Cassandra.1
Non voleva dirlo ad alta voce tuttavia la triste verità era che due di loro dovevano morire affinché il terzo potesse vincere non aveva importanza quale dei tre a Capitol City interessava solo che uno di loro vincesse.
- Mangiamo, riposiamoci e poi domani decideremo cosa fare. -disse il suo gemello ignorando le sue parole. Mangiarono il silenzio prima avevano controllato quanto cibo avevano purtroppo non era molto, ma se avessero fatto attenzione non avrebbero dovuto preoccuparsi di quel particolare prima di tre giorni.
Dopo aver mangiato e bevuto un po' d'acqua aspettavano che nel cielo dell'arena Comparissero i volti delle vittime del Bagno di Sangue ogni anno sei o dieci Tributi morivano all'inizio dei giochi era uno dei momenti peggiori.
All'improvviso si udì l'inno di Panem e poi uno ad uno i volti dei Tributi con i relativi distretti comparvero in cielo partendo. Le vittime di quel primo giorno nell'arena erano: il Tributo Femmina del Distretto 2 che aveva ucciso Cassandra, il Tributo maschio e il Tributo femmina del Distretto 5, Il Tributo maschio del Distretto 6, la coppia di Tributi del Distretto 9 e infine i due ragazzini del Distretto 11 era molto rado che un Tributo dei distretti favoriti morisse il primo giorno. Il maschio del Distretto 1 non era morto a quanto pare avrebbe dovuto colpirlo più forte la prossima volta se desiderava porre fine alla sua vita.
- Rimangono quindici Tributi se non contiamo noi tre dodici. Niente male per il primo giorno. -commentò Anthony. Odiava la violenza, vedere le persone soffrire e la vista del sangue e la sorella lo sapeva bene anche lei detestava vedere gli animali e le persone soffrire per questo quando voleva uccidere un animale tentava sempre di farlo morire velocemente senza farlo soffrire più del necessario e si augurava che pure la ragazza del Distretto 2 fosse morta in fretta.
- Mi chiedo chi abbia ucciso quella del due. -disse con aria sorpresa Annie.
- L'ho uccisa io. -ammise la rossa sistemandosi una ciocca di capelli dietro all'orecchio gli aveva legati in una coda di cavallo però una piccola ciocca l'era scivolata lo stesso davanti al viso.- Voleva impedirmi di prendere i coltelli e se non l'avessi fatto lei avrebbe ucciso me. -
Non che quel pensiero la facesse sentire meglio. Quando aveva deciso di offrirsi per i giochi non aveva riflettuto sul fatto che probabilmente sarebbe stata costretta ad ammazzare delle persone se voleva rivedere i suoi genitori e non voleva nemmeno pensare al fatto che c'era la possibilità che sarebbe stata costretta porre fine alle vite pure di suo fratello e di colei del quale si era innamorata. Prima suo fratello veniva estratto agli Hunger Games al quale lei aveva deciso di partecipare offrendosi Volontaria poi si innamorava del Tributo di un altro distretto. Le probabilità non sembravano essere a suo favore come l'era sembrato inizialmente. Ripensò a Beatrix: se non si fosse proposta come Volontaria adesso ci sarebbe stata lei al suo posto ammesso che sarebbe riuscita a sopravvivere al Bagno di Sangue. Sfortunatamente il fatto che era stata estratta e lei aveva preso il suo posto non le avrebbe risparmiato il rischio di essere estratta nelle edizioni successive.
- Suppongo che Brutus sarebbe fiero di te. -
Brutus un ex Vincitore del Distretto 2 che avevano conosciuto quando avevano quattro anni era solo una bambina all'epoca e i suoi ricordi non erano chiarissimi però ricordava bene quel uomo alto e grosso che la fissava doveva alto si e no un metro e novanta. Non era sembrato infastidito da loro quando si erano avvicinati anzi era apparso interessato e aveva chiesto a Regina di portarli a casa del sindaco dopo la consueta cena che l'uomo e la sua famiglia aveva avuto con il vincitore degli ultimi giochi e il suo seguito. Brutus aveva dato a lei e suo fratello dei dolcetti un lusso che lei e la sua famiglia non potevano permettersi. Aveva fissato il ciondolo che l'uomo portava al collo per qualche secondo prima che lui lo notasse.
"Ti piace? Sai cos'è? Una spada ed era il mio portafortuna quando ho partecipato ai giochi." Le aveva detto e poi si era tolto la collana e gliel'aveva data. Istintivamente strinse il ciondolo a forma di spada che portava al collo a quel ricordo. Quando aveva deciso di offrirsi Volontaria aveva anche deciso che sarebbe stato il suo fortuna, sebbene fino a quel momento non aveva fatto esattamente il suo dovere.
- Basta parlare dobbiamo riposare. -disse chiudendo lì il discorso e infilando la collana sotto alla maglia a maniche lunghe che le avevano fatto indossare prima di entrare nell'arena.
Lei ed Annie si coricarono vicine prima di addormentarsi si erano fissati per qualche minuto e avevano scambiato qualche parola. Annie le aveva sorriso e si era addormentata poco dopo che avevano intrecciato le dita delle mani. Il suo fratellino che era più piccolo di lei di tre minuti e più basso di tre centimetri di era offerto di fare la guardia per primo.
Non sapeva per quanto avessero dormito quando vennero svegliate dal colpo di un canone.
- Dov'è Anthony? -domandò perplessa Annie. L'altra si guardò attorno. Quando si erano addormentate suo fratello era seduto a due metri da loro e fissava il cielo dell'arena.
- Può darsi che si andato in bagno. -disse.- Anthony! -esclamò alzando il tono della voce. Nessuna risposta.
- Per chi pensi che era il canone? -
- Anthony! -provò per la seconda volta con un tono di voce più alto rispetto a prima e dopo che per la seconda volta non ricevette risposta. Si drizzò in piedi ed uscì dal loro nascondiglio.
- Cassandra. -
Ignorò quella che a tutti gli effetti era la sua ragazza anche se solo da pochi giorni e si guardò attorno nel buio alla ricerca del gemello. Quando lo vide appeso ad un ramo con una corda attorno al collo gli occhi chiusi lanciò un urlo.

Cassandra si svegliò di colpo, il respiro affannoso come se avesse corso. Le ci volle qualche secondo per rendersi conto che era al sicuro a casa e nel suo letto. Si sedette sul bordo del letto e accese la lampada a d'olio che teneva sul comodino e mentre la camera da letto si illuminava si infilò in bocca una sigaretta e l'accese. Non voleva nemmeno provare ad accedere la luce elettrica perché era abbastanza sicura che non ci fosse elettricità.

"Smetterò mai di avere questi incubi?"

Conosceva benissimo la risposta a quella domanda: no. Non avrebbe mai smesso di sognare quello che era successo nell'arena perché non avrebbe mai potuto dimenticare. Si drizzò in piedi e indossò la vestaglia per coprire il suo corpo nudo. Dormiva spesso senza il pigiama o al massimo con una canottiera e una maglietta. Indossava i pantaloni del pigiama solo in inverno perché faceva più freddo. Si diresse verso la finestra. Il cielo stava incominciando a schiarirsi. L'alba era il momento della giornata che preferiva perché segnava l'inizio di un nuovo giorno.

- Un altro incubo? -chiese una voce alle sue spalle. Si voltò e vide sua madre in piedi sulla soglia della porta pure lei indossava una vestaglia solo che a differenza sua sotto indossava il pigiama. C'erano diversi ciuffi di capelli grigi e bianchi in messo ai suoi capelli neri. Gli aveva tagliati di recente e le arrivavano ad altezza del mento.

- Si. -rispose era quasi sempre lo stesso in alcuni casi non si svegliava dopo aver visto il corpo di Anthony bensì dopo che le scimmie-ibrido avevano ucciso Annie e tolto a lei un occhio. Inseguito alla sua vittoria Capitol City le aveva fornito un occhio bionico grazie alla loro super tecnologia erano in grado di realizzare degli occhi bionici che sostituivano perfettamente quelli veri eppure non era la stessa casa suo padre diceva lo stesso della protesi che era riuscita a procurargli quattro anni prima, ma sicuramente era preferibile ad avere un pezzo di legno al posto di una gamba vera.

- Oggi c'è la Mietitura e quando manca poco ad una nuova edizione peggiorano e diventano più frequenti. -osservò avvicinandosi era vero. Raramente una settimana passava senza che almeno una volta non si fosse svegliata urlando. In prossimità dell'inizio di una nuova edizione degli Hunger Games si verificava la situazione inversa: se era fortunata aveva incubi tutta la settimana eccetto un giorno.

- Tutto questo è colpa mia perché se non mi fossi offerta Volontaria può darsi che non avrei mai dovuto prendere parte agli Hunger Games, uccidere sette persone e sopratutto forse Anthony sarebbe ancora vivo. -disse sedendosi sul bordo del letto sua madre si sedette vicino a lei e le cinse le spalle con un braccio.

- Sappiamo bene tutte è due che difficilmente tuo fratello sarebbe riuscito a vincere. La verità e che voi due eravate complementari perché lui studiava i piani e tu gli attuavi, lui seguiva le tracce degli animali nel bosco e poi tu gli uccidevi. -affermò accarezzandole una guancia.

- Saremo stati una bellissima coppia agli Hunger Games se non fosse che poteva esserci solo un vincitore e Anthony lo sapeva bene per questo si è suicidato. -

Sospettava che non volesse metterla nella spiacevole situazione di doverlo uccidere in modo da poter vincere i giochi. Chissà se pure Annie non si sarebbe suicidata per permetterle di vincere se non ci avessero pensato le scimmie a porre fine alla sua vita.

- Tuo fratello ti voleva bene e a preso la sua decisione e non devi mai pensare che è colpa tua se è morto. -

- Hai ragione: se mio fratello è morto la colpa è da attribuire all'essere mostruoso che ha inventato i giochi per punire i distretti dopo che si erano ribellati. -rispose e si portò la sigaretta alle labbra. Aveva preso il vizio del fumo dopo aver vinto gli Hunger Games. Haymitch aveva quello per l'alcool e lei per le sigarette. Se non fosse stato per il fatto che detestava il sapore del alcool può darsi che pure lei sarebbe diventata un'alcolizzata oppure no perché al contrario di Haymitch lei aveva una famiglia e anche se sua madre non era quella che si poteva definire una madre amorevole l'amava ed era stata sempre molto attenta al benessere suo e di suo fratello quando quest'ultimo era vivo.- Sai penso che andrò a fare un giro. -disse alzandosi e spegnendo la sigaretta nel posacenere sopra al tavolo davanti al letto.
- Credo che sarebbe più saggio per te dormire ti aspettano dei giorni difficili. -commentò la donna alzandosi a sua volta.
- Avrò tempo per riposare dopo che i Tributi saranno morti. -rispose aprendo le ante del grande armadio per prendere qualcosa da indossare. Il suo sguardo si soffermò per un attimo sul completo che il suo stilista le aveva mandato per la Mietitura aveva continuato a realizzare i suoi vestiti anche dopo che aveva vinto gli Hunger Games. Sospettava che lo stilista che si era occupato anni orsono del suo ex Mentore fosse morto da anni o si fosse disinteressato da tempo di lui e il suo look considerato quanto poco, ed era comunque un eufemismo, fosse curato. Spesso si presentava alla Mietitura ubriaco e con i vestiti tutti sgualciti a volte perfino sporchi.
- Questa edizione potrebbe sorprenderti. -
- Ne dubito fortemente. -
Senza ribattere Regina uscì dalla stanza sapevano bene entrambe che era altamente improbabile che nel loro distretto si nascondesse il futuro vincitore dei 74's Hunger Games. Se Cassandra aveva vinto quattro anni prima lo doveva non solo alla sua forza, ma al fatto che qualcuno si fosse preoccupato di insegnarle a lanciare il coltello e l'avesse allenata nel combattimento corpo a corpo.
"Avresti dovuto nascere in uno dei distretti più ricchi. Se fossi nata lì avresti frequentato l'Accademia e un giorno avrebbero potuto sceglierti per partecipare ai giochi."
Ricordò le parole che Purnia, uno dei pochissimi Pacificatori Donna del distretto, le ripeteva spesso era stata lei ad insegnarle la maggior parte delle cose che aveva imparato ed era pure merito suo se era riuscita a sopravvivere. Purnia veniva dal Distretto 2 e si era allenata all'Accademia. Non lo aveva mai detto chiaramente però Cassandra sospettava che fosse stato Cray ad ordinarle di addestrarla. In verità la ragione principale per il quale lo avevano fatto non era stato affinché un giorno lei ed Anthony potessero offrirsi Volontari come accadeva nel Distretto 2 e negli altri distretti ricchi bensì per prepararli nell'eventualità che un giorno uno di loro fosse stato estratto.
Mentre usciva di casa dopo aver indossato un paio di pantaloni e una maglia con una scollatura a V che lasciava intravedere i suoi seni, ma non troppo, la sua mente ritornò indietro nel tempo a dopo che si fu offerta Volontaria per i 70's Hunger Games.

Inizio Flashback

Prima di partire per Capitol City i Tributi avevano un'ultima opportunità per salutare i loro famigliari e amici perciò venivano accompagnati dentro al Palazzo di Giustizia, di fronte al quale si teneva la Mietitura, e lasciati dentro ad una stanza. Prima di quel momento la rossa non aveva mai messo piede dentro a quell'edificio e avrebbe preferito che accadesse in una situazione completamente diversa. Vero che era colpa sua se c'era finita perché se non si fosse offerta Volontaria…

- Cassandra. -

Sollevò la testa e i suoi occhi incontrarono quelli del padre. Avevano entrambi gli occhi grigi, sebbene quelli di Cassandra erano più simili a quelli della madre e al contrario della moglie e della figlia Jason aveva la pelle olivastra.

- Papà mi dispiace volevo solo provare a vincere i giochi in modo da migliorare la condizione economica della nostra famiglia e di quella di Katniss. -disse con le lacrime agli occhi era riuscita a trattenerle fino a quel momento, ma adesso che era davanti a suo padre l'emozione aveva preso il sopravvento. Jason le prese il viso tra le mani.

- Non è stata colpa tua tesoro. disse dolcemente. - Non potevi sapere che avrebbero estratto il nome di tuo fratello. disse asciugandole gli occhi. Dovrai cercare di essere forte piccolina. -

- Dov'è la mamma? -

- Sta salutando tuo fratello presto lei verrà qui e io andrò da lei. -spiegò e lei annuì.- Il destino è stato crudele, ma so che sei forte e che riuscirai a superare questa terribile prova. -

- Ci può essere un solo vincitore papà ammesso anche che io e Anthony riusciremo a sopravvivere nell'arena alla fine uno di noi dovrà morire. -

Jason non rispose non c'è n'era bisogno entrambi erano consapevoli che gli organizzatori non avrebbero cambiato le regole non importa se lei e Anthony erano gemelli, probabilmente i cittadini della capitale avrebbero pianto per loro per la loro sfortuna, tuttavia sicuramente sarebbero stati pure eccitati al pensiero di due fratelli costretti ad entrare nell'arena consapevoli che solo uno dei due ne sarebbe uscito vivo.

- Ricordati che ti voglio bene e che te ne vorrò sempre qualunque cosa accada. -disse. La porta si aprì: era sua madre. Aveva l'impressione che erano stati insieme per troppo poco, ma ora era il turno di sua madre di dirle addio e toccava a suo fratello parlare con il padre per quella che poteva essere l'ultima volta.

La loro conversazione fu simile a quella che aveva avuto con suo padre con l'unica differenza che prima di andarsene Regina le disse che sapeva che poteva vincere e le fece una richiesta che la sconvolse, ovvero che fosse lei ad uccidere suo fratello. Regina era convinta che se uno dei due poteva vincere era lei. Glielo promise, nonostante pregava che non si fosse rivelato necessario mantenere quella promessa.

Dopo che sua madre se ne fu andata e una terza persona venne per salutarla non sapeva esattamente dire come aveva reagito alla vista di Purnia. Non era nemmeno del tutto sicura che potesse essere lì considerando che era un Pacificatore e se proprio uno di loro fosse venuta a salutarla… beh, si sarebbe aspettata che fosse Cray.

- Cos'hai fatto? -chiese allibita.
- Mi sono offerta Volontaria per i 70's Hunger Games. -rispose.
- Sei forse impazzita? Non ti abbiamo addestrata per questo ti abbiamo addestrata affinché avessi una qualche possibilità di vincere se mai un giorno avessero pescato il tuo nome. -disse abbassando il tono della voce a quanto pare temeva che qualcuno potesse udirle e se fosse accaduto sarebbero entrambe finite nei guai perché non avrebbe potuto fare quello che aveva fatto ovvero insegnarle a lanciarle i coltelli, ad esempio.
- Lo so, ma io posso farcela e lo sai! -esclamò in parte si sentiva ferita dalle sue parole. Purnia tirò un sospiro.
- Lo so che puoi farcela ed è questo che mi preoccupa perché sappiamo bene entrambe che tuo fratello dovrà morire perché tu possa vincere. -
Non ribatté perché quello che aveva detto era vero. Lei era più forte di suo fratello. Anthony non era portato per i combattimenti e non era sicuramente bravo come lei a lanciare i coltelli però era più intelligente ed era bravo a scovare le tracce e a seguirle. Questo lo rendeva un buon cacciatore, ma quando arrivava il momento di uccidere un animale quel compito toccava a lei.
- Fai molta attenzione! -si raccomando poi la porta si aprì e questa volta vide comparire Cray con un'espressione severa.
- Purnia lo sai che non puoi stare qui. -disse rimproverando la sua sottoposta quest'ultima fece un cenno di assenso con la testa e dopo essersi scusata e aver salutato Cassandra uscì dalla stanza.- È ora di andare. -aggiunse il Capo dei Pacificatori questa volta rivolgendosi a lei. La quindicenne tirò un sospiro ed uscì dalla stanza durante il tragitto lungo il corridoio aveva sperato che l'uomo dicesse qualcosa qualunque cosa del resto secondo gli altri abitanti del distretto era il padre biologico suo e di Anthony invece Cray non disse nulla e sul viso aveva un'espressione imperscrutabile.

Fine Flashback.

La ragazza ricordava che più di tanto aveva desiderato che le dicesse: non sono il tuo vero padre o qualcosa del genere invece si era limitato a salutare lei e Anthony e gli aveva detto la frase di rito: possano le probabilità essere sempre a vostro favore.
Aveva preso con sé Athos il suo pastore tedesco e dopo avergli infilato il guinzaglio, che si era procurata a Capitol City, dopo che Cray glielo aveva regalato insieme a Ruby inseguito alla sua vittoria agli Hunger Games, per quanto ne sapeva era l'unica persona a possedere dei cane al distretto oltre ai Pacificatori. Ruby aveva dato alla luce sei cuccioli tre settimane prima. Purtroppo uno dei due maschi era nato morto.
- Vuoi andare da qualche parte? -chiese rivolgendosi all'animale. Lo aveva chiamato Athos in onore del fratello perché lo aveva sentito spesso dire che se un giorno avesse posseduto un cane lo avrebbe chiamato Athos. L'era sembrato un buon modo per onorare la sua memoria.
Uscì dal Villaggio dei Vincitori il luogo dove risiedevano quelli che avevano vinto gli Hunger Games. C'erano una ventina di case, ma solo due erano abitate. Il Distretto 12 finora aveva avuto solo tre vincitori. Il primo era morto da tempo, il secondo era Haymitch che aveva vinto i 50's Hunger Games e lei era il terzo.

Insieme al cane fece il giro del distretto non si allontanò di molto: camminò per mezz'ora e poi tornò indietro. Aveva camminato piano e tre volte si era fermata a fissare gli alberi del bosco dietro alla recinzione.

Quando rientrò erano quasi le otto del mattino. Mancavano tre ore alla Mietitura ed era presto per prepararsi. Condusse Athos in salotto dove c'erano Ruby e i loro figli. Diede una carezza alla cagna e le sistemò più vicino uno dei cuccioli che si era allontanato.

Entrando in cucina vide sua madre in piedi accanto al bancone. Le dava le spalle. Cassandra si avvicinò al bambino nel seggiolone e gli sorrise. Il bambino le sorrise a sua volta scoprendo i piccoli dentini che erano già spuntati.

- Cassandra dì Cassandra. Lo sai che sei il bambino più bello del mondo? -chiese dolcemente. Il fratellino non aveva smesso di sorridere e lei gli accarezzò i riccioli scuri. La gravidanza di Regina era stata una vera sorpresa. Quando sua madre le aveva detto di essere incinta all'inizio l'aveva fissata sorpresa poi si era arrabbiata e l'aveva accusata di voler sostituire Anthony. Avevano discusso e per tutto il resto della giornata Cassandra non le aveva rivolto la parola però il giorno dopo la sua rabbia era già svanita e si era scusata con la madre. Quest'ultima le aveva confessato che lei e suo padre avevano tentato per anni di avere un altro figlio e anche per lei era stato un mezzo shock quando si era resa conto di essere rimasta incinta per la seconda volta. Il piccolo Hugo aveva rubato il cuore alla sorella maggiore che fino alla sua nascita aveva sempre dichiarato: i bambini non mi piacciono per poi cambiare idea dopo aver visto il fratellino.

- Il tuo nome è troppo difficile per lui sta iniziando solo ora a parlare. -osservò sua madre sedendosi su una sedia vicino al seggiolone sul quale era seduto il figlio minore. In mano aveva un piattino con della poltiglia verde. Non aveva per niente un aspetto invitante e Cass non invidiava il fratellino nemmeno un po'. Prese un frutto dalla ciotola al centro del tavolo e si sedette.

- Buongiorno. -disse Jason entrando in cucina. L'uomo diede un bacio sulla fronte al figlio minore e una carezza ai riccioli rossi della figlia.- Tutto bene? Come ti senti oggi? -domandò con tono preoccupato sedendosi accanto alla figlia.

- Odio la Mietitura. Odio gli Hunger Games in generale. -asserì sistemandosi una ciocca di capelli dietro all'orecchio.

- Credo che a nessuno piacciano. A nessuno a parte i cittadini di Capitol City. -osservò suo padre.

- Anthony sarebbe stato più adatto nel ruolo di Mentore. -commentò era suo fratello quello che elaborava le strategie sarebbe stato sicuramente più adatto di lei in quel ruolo.

- Sicuramente non potrai essere peggiore di Haymitch. -disse sua madre infilando un cucchiaino di quella poltiglia verde in bocca al figlio che era già riuscito a sporcarsi il bavagliolo.- Scommetto che è ubriaco per la maggior parte del tempo. -

- Penso che pure io mi perderei in fiumi di alcool se solo non detestassi il sapore. -disse sinceramene.

- In compenso hai preso il vizio del fumo. -commentò sua madre senza guardarla concentrandosi invece su Hugo.
- Beh, suppongo che io mi sto rovinando i polmoni e che Haymitch si sta rovinando il fegato. -risposa con indifferenza. Non le importava se sarebbe morta giovane.
Finito di mangiare si preparò con calma per la Mietitura: fece un bagno caldo più per rilassarsi e tentare di non pensare ai Tributi che sarebbero morti nel giro di una settimana, si truccò in maniera leggera e dopo aver pettinato i capelli indossò il completo che le avevano mandato dalla capitale.
Alla fine fissò il proprio riflesso nello specchio. I lunghi riccioli rossi che le avevano fatto guadagnare il sopranome di Capelli di fuoco durante i suoi Hunger Games gli aveva lasciati sciolti e le ricadevano lungo la schiena. Il completo che le avevano mandato era un tailleur composto da una gonna che le arrivava poco sopra le ginocchia e una giacchetta dalle maniche corte erano di colore scuro e sotto portava una maglia bianca. Le piaceva era stranamente semplice rispetto ai vestiti che le facevano indossare normalmente. Infilò delle scarpe con il tacco, nonostante fosse molto alta di sua insistevano sempre perché gli indossasse. All'epoca dei suoi Hunger Games era alta 1.77 poi era cresciuta ulteriormente aggiungendo altri cinque centimetri alla sua altezza originale.
- Ti sta bene. -disse sua madre quando raggiunse lei, suo padre e Hugo nell'atrio. La presenza alla cerimonia era obbligatoria nessuno aveva il permesso di assentarsi e l'unica scusa accettata era quella di essere sul punto di morire.
- non capisco perché devo indossare i tacchi non sono già abbastanza alta? - Devi protare pazienza, tesoro. -rispose suo padre.
- Da quando mi sono offerta Volontaria devo portarne tanta di pazienza. -ribatté poi tirò un sospiro.- Andiamo non possiamo arrivare in ritardo.
Raggiunsero la piazza e una volta lì si separarono. Lei salì sul palco come quattro anni prima solo che questa volta il sindaco le venne incontro.
- Buongiorno, Miss Evergreen. Haymitch non è ancora arrivato si sedia pure dove desidera. -disse con il suo solito tono gentile indicandole quattro sedie libere a dietro alle al microfono e alle bocce. Una era già occupata. La donna che c'era seduta sopra indossava una grossa parrucca non tanto diversa da quella che era abituata ad indossare la donna che era l'accompagnatrice del Distretto 12 quando lei vinse. Aveva sentito dire che inseguito alla sua vittoria l'avevano sposata al Distretto 8 con sua grande gioia.
- Ciao, Effie. -disse sedendosi sulla sedia libera accanto alla sua. La donna le sorrise. Effie non era male una volta che la conoscevi meglio ti rendevi conto che una pure simpatica anche se era fissata con la puntualità, la buona educazione e aveva quella vocetta stridula dei cittadini della capitale. Una volta scherzando le aveva chiesto se andavano da un esperto di dizione per riuscire ad imparare a quel modo e aveva avuto la sensazione che si fosse offesa.

- Ciao, Haymitch è in ritardo. -commentò con chiara disapprovazione la donna.
- Arriverà. Arriva sempre. -
Alla fine Haymitch arrivò era ubriaco e praticamente in piedi però era arrivato. Fortunatamente per lui si era perso il filmato che proiettavano ogni anno e che serviva come monito agli abitanti dei distretti.
Effie fece un breve discorso e poi si diresse verso la bocca contenente i foglietti con su scritti i nomi delle ragazze. La guardò mentre frugava con la mano in mezzo ai foglietti per poi pescarne uno e riprendere posto di fronte al microfono.
- Il Tributo Femmina per il Distretto 12 è... Primrose Everdeen. -
Fu come se qualcuno le avesse rovesciato addosso una secchiata d'acqua gelata e poteva giurare che il suo cuore aveva mancato un battito. Aveva voglia di urlare tutto il suo sdegno invece si limitò a stringere con forza i braccioli della sedia.
"No, no e no. Prima mio fratello e adesso mia cugina."
Crudele era semplicemente crudele.
- Mi offro Volontaria. -urlò qualcuno e la testa della rossa scattò verso il gruppo di ragazze nella piazza. Vide Katniss correre verso la sorella.- Mi offro Volontaria. -ripeté.
- Ehm... no, non funziona così. Le regole parlano chiaro è necessario che prima venga chiesto se ci sono Volontari e poi... -disse Effie con voce incerta.
- Non credo che abbia molta importanza. -intervenne il sindaco per poi lanciare un'occhiata di pietà a Cassandra sua figlia andava a scuola con Katniss e lei gli aveva parlato qualche volta della cugina. Cass aveva l'impressione che se non fosse stata seduta avrebbe potuto svenire.

- Non è tua cugina? -le chiese abbassa voce Haymitch. Cass si limitò ad annuire.- Merda. -

Sì, merda era proprio il termine adatto. Guardando Katniss salire sul palco fece a lei e a se stessa una promessa: avrebbe fatto tutto quanto in suo potere per aiutarla a vincere gli Hunger Games era determinata affinché nel giro di due o tre settimana il Distretto 12 avrebbe avuto il suo quarto vincitore.