Gli incubi si erano fatti sempre più frequenti, le notti erano ormai un turbine di brutti pensieri e occhiaie, aveva provato di tutto…. Diavolo aveva anche provato anche la meditazione con Wanda, ma nulla è servito, l'unica cosa che era aumentata era la preoccupazione dei suoi compagni "Anche se li chiamo tutti zii" pensò con un po' di divertimento la giovane ragazza di soli diciassette.
I suoi passi si fecero sempre più titubanti mentre si avvicinava alla sua destinazione, il corridoio era di colore grigio ed emanava un'area di… vuoto in un certo senso, come se nessuno abitasse nell'immensa struttura che ospitava gli Avengers "Potevano almeno mettere qualche quadro o colorare le pareti di…. Non so, rosso…. Oppure blu" pensò la ragazza con un sbuffo.
Arrivata al corridoio desiderato svoltò leggermente a destra e si ritrovò davanti ad una porta automatica, non bussò subito, rimase lì a fissare la porta grigia; cos'era a bloccarla? Dopotutto conosceva bene la persona dietro a quella porta, sapeva benissimo che sarebbe bastato chiedere aiuto e l'avrebbe aiutata in qualunque modo possibile.
Si fece coraggio e bussò alla porta col pugno destro, tutte le stanze, per offrire la maggiore privacy possibile, erano completamente insonorizzate, quindi non poteva udire alcun rumore dall'interno della stanza, ad un tratto sentì la porta emettere un rumore metallico e si aprì, rivelando un uomo dai capelli castani che era appoggiato al lato della parta, si stava strofinando gli occhi dalla stanchezza e appena inquadrò la ragazza le rivolse un piccolo sorriso "Hey Morg, che ci fai qui a quest'ora della notte?" chiese con i suoi color nocciola che trasudavano gentilezza.
La ragazza emise un sorriso sbilenco "Hey Petey… scusa se mi faccio vivo a quest'ora ma…." Si bloccò all'improvviso, distolse lo sguardo imbarazzata e deglutì pesantemente "Ehm… posso entrare?" chiese debolmente.
Peter sbatté le palpebre un paio di volte, ma sorrise facendosi da parte per farla passare "Ma certo Morg, entra pure"
Morgan non ci pensò un secondo e lo superò entrando nella stanza dell'uomo, doveva ammettere che la stupiva sempre la sua stanza, era la perfetta fusione tra ordine e disordine, la cosa che più la interessava era il tavolo da lavoro dove Peter creava i suoi gadget…. E molte volte utilizzava semplici materiali recuperati dalla spazzatura, non ha mai capito il perché di questa azione, ma Peter la ha risposto con un semplice "Credo che le vecchie abitudini non muoiano mai" le è sempre rimasta in testa questa frase, non sa bene il perché, girò lo sguardo verso il letto e poté notare che e coperte erano disfatte e che era presente del sudore sulle lenzuola "Ti ho svegliato?" chiese sentendosi leggermente in colpa.
Peter ridacchiò e si staccò dalla porta avvicinandosi alla ragazza, ora che lo guardava completamente, notò che era vestito con semplici box e una canottiera che era leggermente attillata, mettendo in enfasi la sua struttura fisica, poteva ammirare chiaramente le belle braccia dell'uomo, soprattutto la cicatrice frastagliata che correva sul bicipite destro "Chi sa come se l'è procurata?" Si chiese internamente Morgan"Non devi preoccuparti…. Ero già sveglio da un po'" disse l'uomo mentre si grattava il retro del collo.
Morgan annuì, ma si fece di nuovo insicura e fece passare un dito in mezzo ai suoi capelli attorcigliando un ciocca di essi "Io non so da cosa iniziare…. Cioè non è che non lo so è solo che…"
Il suo discorso venne interrotto da Peter che con una mano confortante sulla spalla e un sorriso sbilenco le parlò "Forse è meglio che ci sediamo" offrì gentilmente mentre si sedeva sul letto, emettendo un fastidioso cigolio, Morgan lo seguì a ruota, l'uomo decise di mantenere una rispettosa distanza tra i due "Allora… di cosa volevi parlare?" chiese gentilmente mentre le accarezzava la mano.
Morgan fissò un punto a caso della stanza "Tu… sai di quella missione In Messico" iniziò titubante.
Peter aggrottò le sopracciglia "Si, dovevate sgominare una cellula Hydra dormiente"
Moargan annuì "Ecco… abbiamo ingaggiato lo scontro, all'inizio stava andando così tanto bene, io, mia madre, zio Clint e zia Nat… li stavamo respingendo….. ma poi…." Si bloccò ed emise un piccolo singhiozzo, quelle immagini erano ancora impresse nella sua testa.
Peter strinse gentilmente la presa sulla sua mano "Hey Morg tranquilla, fai respiri profondi" istruì l'uomo gentilmente mentre le strofinava le punte delle dita "Non c'è fretta, prenditi tutto il tempo che vuoi"
Margan annuì "Quegli stronzi avevano queste armi dei chitauri e nel fuoco incrociato hanno colpito un edificio… non esitai un secondo, mi fiondai in quell'edificio e salvai più gente possibile, ma poi…" Un grappo in gola si formò e non riuscì a trattenere più le sue lacrime, scoppiò in piccoli singhiozzi, Peter si ritrovò subito ad abbracciarla, appoggiando il mento sul suo capo.
"Shhh piccola, calmati…. Sono qui per te, tutti noi siamo qui per te" Peter le sussurrò parole gentili, facendo passare anche la mano tra i suoi capelli, i quelli presentavano una strana, ma gradita, miscela tra il rosso ed il nero corvino.
Morgan si tranquillizzò alla presenza dell'uomo e il suo costante battito del cuore aiutò enormemente, a causa dei suoi singhiozzi bagnò la sua canottiera "I-Io….. c'era un bambino… ma l'edificio è-è c-crollato" sputò le parole la ragazza mentre aveva il viso seppellito nel petto dell'uomo.
Poté sentire la presa su di lei stringersi e delle labbra che le toccavano la fronte "Oh Morgan…. Quanto mi dispiace, ma non è colpa tua…. Non potrebbe mai esserlo" confortò la ragazza.
"M-Ma…. Io non s-sono r-riuscito a s-salvarlo" Ripeté tra i singhiozzi la ragazza, la quale sposto la sua posizione e affondò il viso nel suo collo.
Peter non disse nulla questa volta, sembrava perso nei suoi pensieri, sapeva benissimo cosa provasse la ragazza in quel momento, dopotutto lui stesso ci era passato…. E non solo una volta "Morgan… come ti ho detto prima, non è colpa tua…. Non sempre si possono salvare tutti"
Quest'ultima affermazione fece spalancare gli occhi della giovane e si stacco da lui per guardarlo negli occhi, non poteva credere che Peter tra tutte le persone avesse detto una cosa del genere… lo stesso Peter che era pronto a dare la sua stessa vita per salvare anche solo una persona… lo stesso uomo che non si sarebbe mai arreso alle probabilità "M-Ma tu…. Mi hai sempre d-detto che anche quando tutto il mondo è contro di te….. puoi vincere comunque"
Peter non poté che sorridere con una leggera punta di amarezza "Esatto Morgan… puoi, ma non vuol dire che puoi sempre vincere.. a volte nonostante tutti i nostri sforzi…. Non possiamo salvare tutti e quindi alcune persone possono ferirsi o morire…. A volte anche persone a noi vicine" l'ultima parte fu detta con profonda amarezza e rabbia nel tono.
Morgan notò il cambiamento del tono nell'ultima parte della frase "T-Tu….. hai perso qualcuno?" chiese debolmente, non sapendo se l'adulto avesse avuto voglia di parlarne.
Peter non rispose, aveva un sguardo distante rivolto verso la finestra della stanza, come se stesse pensando a qualcosa "Sai… credo che un po' d'aria fresca possa davvero aiutarti" si alzò dal letto e si avviò verso l'armadio in legno che si trovava dall'altra parte della stanza, lo aprì e tirò fuori una felpa di colore rosso e blu, la lanciò a Morgan, la quale la prese al volo e la controllò, aveva scritto al centro del petto "Il fan numero uno di Spider-Man"
La ragazza non poté che trovare divertente la scritta, alzò lo sguardo verso l'uomo nella stanza con ancora gli occhi rossi per le lacrime versate, ma si bloccò quando lo vide mentre si rimuoveva la canottiera, arrossì leggermente e distolse lo sguardo "Ehm… D-Dove stiamo andando se posso sapere?" dopo tutto era inutile rimanere alla torre se nessuno dei due riusciva a dormire.
"Oh Morg, sai che amo le sorprese… quindi temo che dovrai aspettare" scherzò il giovane mentre indossava il suo "abito da lavoro" poco prima di indossare la maschera e i guanti attaccò ai suoi polsi i suoi lancia ragnatele, si avvicinò a Morgan, che ormai aveva di nuovo portato lo sguardo su di lui con indosso la felpa e le tese la mano "Dai, è da tanto che non prendi il tuo taxi preferito" prese in giro l'adulto.
Morgan non poté che sbuffare mentre gli afferrava la mano e si alzava dal letto "Credo che ormai sia troppo grande per lo spider taxi" disse, il suo umore era leggermente migliorato grazie alle azioni di Peter; una cosa che notò fu l'abito dell'uomo, non era il suo famigerato abito rosso e blu… ma era di un singolo colore, il nero, ma tranne per gli occhi e il grosso emblema bianco sul petto che erano di colore bianco… doveva ammettere che per quanto fosse "figo" in un certo senso, preferiva ancora il suo abito originale.
"Oh Morg non fare così… so che lo adori ancora" disse Peter mentre si avvicinava alla finestra che spalancò, c'era un leggero venticello, ma non erano presenti nuvole nel cielo, quindi la luna era ben visibile, afferrò la ragazza per il fianco e la strinse al suo petto per tenerla ben salda, erano nella torre dei vendicatori e l'altezza era considerevole "Tieniti forte… ora inizia lo spettacolo" prese in giro Peter.
Morgan non poté che sorridere per il comportamento dell'uomo e gli circondò le il collo con le braccia "Fai del tuo meglio Spidey" prese in giro la ragazza.
Peter si tuffò a capofitto dalla finestra a velocità incredibile, il vento sferzava intorno a loro, e lo spazio sembrava sfocato per la velocità prese, arrivati ad una vicinanza preoccupante Peter mosse il breccio e lo puntò verso un edificio adiacente, il contraccolpo e lo spostamento del corpo dell'uomo favorì uno slancio considerevole verso l'alto.
Procedette a muoversi in città senza mai moderare la velocità e spostandosi come se conoscesse la grande mela come le sue tasche, cosa che era molto plausibile visto che il vigilante pattugliava l'intera città da quando aveva quindici anni.
In tutto questo Morgan si stava divertendo enormemente, la città dal suo punto di vista era incredibile e nonostante l'ora tarda, poteva ancora intravedere luci accese in certe vetrate e veicoli in movimento sotto di loro, muoversi con Peter è sempre stata un'esperienza piuttosto particolare, non era come volare… era qualcosa di completamente diverso "Dio ne avevo davvero bisogno!" pensò in estasi Morgan.
Arrivarono ad un molo del distretto finanziario, non sembrava avere nulla di speciale e Morgan non capiva perché Peter l'avesse portata proprio lì, atterrati sul tetto di un magazzino, creando anche un tonfo piuttosto pesante, la ragazza si staccò dall'uomo e si sedette con il mento appoggiato sulle ginocchia, Peter invece aveva le gambe stese sulla superfice metallica del tetto… ora che Morgan si era seduta poteva constatare che la vista era davvero bella, la luce della luna rifletteva sull'acqua del porto, creando un bell'effetto visivo "Vedo anche il ponte di…."
Il pensiero della ragazza venne interrotto dall'uomo "è una bella vista eh?" chiese Peter mentre teneva lo sguardo fisso davanti a lui.
Morgan non poté che concordare "Hai proprio ragione, è davvero bellissimo… ma non capisco perché tu mi abbia portato qui, insomma potevi anche portarmi in cima alla torre di Reed Richards"
Peter ridacchiò "Sai, avresti ragione" disse mentre si levava la maschera liberando i suoi capelli leggermente più lunghi del normale, i quali erano leggermente mossi dal vento "Ma questo posto è…. Speciale per me" ammise con una punta di tristezza nel tono.
Morgan aggrottò le sopracciglia per il tono dell'uomo, era strano vederlo in questo stato… è sempre stato il più ottimista e allegro del gruppo, era strano vedere questo suo lato, girò la testa di lato per fissare Peter "E perché? Sei una specie di fan dei moli o qualcosa del genere?" chiese scherzosamente.
Peter sorrise leggermente per il commento fatto, non spostò lo sguardo di un centimetro "Qui c'è una perfetta vista per il ponte di Brooklyn" disse all'improvviso.
Morgan alzò un sopracciglio "E quindi? Non dirmi che sei un fan dei ponti" disse con un sorriso storto.
"Quello è il luogo in cui è morta la prima donna che ho mai amato" rispose Peter.
Il cervello di Morgan si bloccò per la risposta data, per un attimo pensò di aver sentito male "La prima donna che hai mai amato è morta su quel ponte?" pensò stordita la ragazza, lo stava fissando ancora, ma l'uomo aveva ancora lo sguardo fisso su quel ponte, sembrava…. Arrabbiato "Peter… io… non lo sapevo, mi dispiace così tanto" disse mentre si avvicinava all'uomo e gli appoggiò un confortante mano sulla spalla.
L'uomo non emise alcun rumore o movimento, ma continuò a parlare "Lei era davvero speciale sai? Bionda, bellissima, intelligente e anche intraprendente… la mia doppia vita però l'ha esposta ad altri pericoli, tra cui Norman Osborn" Peter emise un ringhio mentre diceva il nome del famoso miliardario.
"Lui la rapì e voleva che ci incontrassimo su quel ponte… avrò avuto diciassette anni, ero ancora troppo giovane e inesperto" continuò mentre Morgan ormai era praticamente attaccata al suo fianco, con il braccio che provava a circondare le sue spalle "Arrivato lì… lui fece uno di quei suoi discorsi di merda sulle conseguenze di avere una doppia vita… sul fatto di essere il suo vero figlio… sul fatto che mi avrebbe plasmato a sua immagine e somiglianza" un altro profondo ringhio di pura rabbia eruttò dalla sua gola, fece qualche respiro profondo poco prima di proseguire "E quindi la lasciò cadere giù dal ponte… in fretta e furia provai a salvarla con le mie ragnatele, ma il colpo di frusta… le ruppe l'osso del collo" concluse il suo racconto senza rivolgerle lo sguardo.
"Peter… io… non lo sapevo" disse Morgan incredula "Mi dispiace così tanto… ma perché me lo stai dicendo?" chiese, non capendo bene il perché del racconto di questa tragica storia.
Peter le rivolse finalmente lo sguardo "Perché Morgan… per quanto ci possiamo impegnare… per quanto possiamo essere forti, veloci e intelligenti… non possiamo sempre salvare tutti" quelle parole stupirono enormemente la giovane la quale era rimasta senza parole e Peter decise di continuare "Ma quello che noi facciamo…. Quello che ci rende eroi è la nostra perseveranza… la nostra voglia nell'andare avanti, nel continuare a fare quello che facciamo salvando più persone possibili… Ci PROVIAMO Morgan, questo è quello che ci rende eroi"
Morgan non disse nulla all'inizio, completamente stupefatta dalle parole dell'uomo, ma poi decise di parlare "Peter… g-grazie" disse con un caldo sorriso mentre appoggiava la testa sulla sua spalla.
Peter sbatté le palpebre per le azioni della ragazza, ma un piccolo sorriso si formò sulle sue labbra "Non devi ringraziarmi di nulla Morg" disse mentre la circondava con l'abbraccio.
Si formò un tranquillo silenzio mentre entrambi fissavano il bel panorama del porto, Peter doveva ammettere a se steso che parlare di quell'episodio aveva rimosso l'orribile pressione che aveva sulle spalle "Hey Petey" disse all'improvviso Morgan, l'uomo abbassò la testa per rivolgersi alla ragazzo che era attaccata al suo fianco, la ragazza aveva un sguardo pensieroso sul viso "Lei come si chiamava?" chiese curiosa.
Peter sorrise poco prima di portare lo sguardo sul ponte "Gwen…. Gwen Stacy"
