if you are interested my stories but are foreigners, you can trnslate the page from the top bar.

FURTI D'ARTE

Steve Trevor era in colloquio con Oscar Goldman da una trentina di minuti. Diana aspettò fuori alla sua scrivania segnando ogni appuntamento sulla agenda davanti a lei alzando la cornetta del telefono informando ogni numero sulla lista disposta da Trevor. Nel mentre Steve Austin aspettava sul divano appoggiato alla parete tamburellando con le dita lo schienale scambiando occhiate alla bella Diana. "Diana puoi venire?" mollò il suo lavoro entrando nell'ufficio subito dopo Austin. "Diana il Colonnello Austin collaborerà con noi per il caso Angelo"

"Molto bene" rispose sistemandosi gli occhiali sul volto "Cosa vuole che faccia?"

"vorrei che lavorasse al fianco del colonnello Austin per questo caso". Il fascicolo chiuso nella cartelletta posta sulla scrivania racchiudeva il caso di Mike Nelson. Diana accettò volentieri di indagare con Steve Austin non fece nessuna domanda, le andava bene tutto, il piano organizzato era già predisposto. Corse a casa per far le valigie con i biglietti aerei già pagati dall' agenzia. Oscar volle prenderlo a tutti i costi anche spendendo cifre alte per la riuscita. La prima tappa fu Parigi per un probabile avvistamento ma al loro arrivo era già svanito. Al Louvre fecero diverse domande ai curatori della mostra controllando le telecamere ma da come ogni sua impresa il volto non veniva mai ripreso. La sua abilità era molto nota tra gli altri ladri d'arte secondari. La seconda tappa per una soffiata fu a Roma ma anche questa volta sparì. Fu rubata una statua di enorme valore nel vaticano. Quella sera però erano stanchi preferendo di sostare una notte in hotel. Steve si dimostrò un gentil'uomo nei suoi confronti, cena pagata, passeggiata serale. Presero una camera sola dividendo l'enorme letto matrimoniale senza però consumare alcun atto amoroso.

L a terza tappa si svolse a Londra. Questa volta però riuscirono a prenderlo per un breve istante, si mescolò nella fuga dopo aver rubato un'opera d'arte. Nella fuga si scontrò con Diana "Mi scusi tanto" rispose era camuffato in quel momento e Diana non poteva sapere che fosse il loro uomo camuffato. Oscar attendeva notizie e per il momento le davano tutte negative, purtroppo lo persero, per un istante lo trovarono vicinissimo a loro o meglio a Diana. Non poteva fare gran che, anche lui si sentiva stressato per tutta quanta la faccenda. Mike Nelson venne schedato in tutto il paese come ladro di opere d'arte. Era ricercato anche in Europa. Le refurtive non vennero mai trovate e per questo motivo che Oscar Goldman chiese l'aiuto di Steve Trevor come aiuto maggiore. Il suo uomo migliore mandò, Steve Austin assieme alla bella Diana Prince per recuperare le opere rubate e soprattutto il ladro.

Le soffiate le dava un socio del ladro, chiedendo un patto con le agenzie per ricevere una pena più leggera anche sapendo di pugnalare alle spalle il suo amico Nelson. Questa volta sarebbero riusciti ad arrivare prima di lui, a Como si trovava, sarebbe andato in volo alla sua villa lussuriosa essendo sicuri di prenderlo e di trovarlo li come la spia aveva giurato. Una bella villa bianca sul lago di Como con vista sul lago e giardini attorno. Una villa da re. Diana volle usare i poteri di Wonder Woman ma non riusciva a trovare il tempo per staccarsi da Steve. Quatti si introdussero nella villa girandoci attorno. Cercando punti non coperti trovarono una porta sul retro controllata da due guardie così optarono per le via delle cantine. Con un forte strattone utilizzando il braccio bionico scardinò la porta agevolando l'accesso. Diana non riuscì a crede quanto visto, a Steve non piaceva parlarne ma qualche volta rompeva il suo silenzio. "Ebbi un incidente due anni fa, mi ristrutturarono diciamo, mettendomi un occhio, un braccio e una gamba bionici". "Sembra affascinante" rispose Diana "Col tempo lo diventa, mi ci è voluto un po' per abituar mici". C'erano quasi, erano quasi riusciti a prenderlo ma furono presi in fragrante storditi e rinchiusi. "Mi dispiace ma ho vinto io, di nuovo". Guardò negli occhi ogni suo uomo girando attorno ad essi con le mani dietro la schiena "Qualcuno di voi mi ha tradito. E per cosa? Per la coscienza? O per qualche sconto di pena?" guardava e riguardava e in fine con un colpo di pistola colpì la spia "Voi sapete cosa penso sulle spie".

La cella di detenzione era piccola, umida e senza finestre, l'unica cosa un condotto d'aria sul soffitto. La prima a risvegliarsi fu Diana che controllava la piccola stanza umida, Steve era ancora stordito o almeno credeva lei. Si levò gli occhiali da vista facendo una piroetta diventando Wonder Woman. Misurò la distanza tra il soffitto e il pavimento, con un salto si aggrappò al condotto controllando la grandezza e la facilità per entrarci dentro. Steve teneva un occhio aperto, quello bionico sbirciando Diana al momento della trasformazione. Diana aprì la griglia in acciaio scivolando attraverso il condotto, strisciava sulla pancia spingendo coi gomiti verso l'uscita. Il problema dei condotti era che si intrecciavano di continuo a volte senza portare in vicoli senza uscita. Steve era sveglio al ritorno di Diana seduto con braccia incrociate osservando la discesa di Diana. Gli stivali rossi alti si calavano nel vuoto della cella atterrando in piedi. "Sei sveglio"

"Già, lo sono da un po'. Dov'è Diana?"

"si trova al sicuro non temere" il sorriso di Steve comparve, osservava Diana nel costume da Wonder Woman continuando a sorridere con quell'espressione scrutatrice. Sapeva che Diana era Wonder Woman ma preferì non dire nulla. "Ho trovato una via di uscita. Sei pronto a seguirmi?". Salirono nel condotto conducendolo nella direzione presa in precedenza verso la via di fuga. Alzò la griglia calandosi in una stanza diversa, con monitor di sorveglianza e una guardia mezza addormentata. Steve lo addormentò uscendo dalla stanza. "Dov'è Diana?"

"Te l'ho detto è al sicuro" ribadì. Il corridoio lungo e stretto con mattonelle sconnesse, una scala traballante per ogni piano "Dobbiamo salire di un piano, l'uscita è su". La salirono con accortezza. Aprirono la porta stagna dando un forte tocco Steve la passò per primo mettendo a ko la guardia di ronda. La via sembrava libera passando con cautela Mike Nelson punta l'arma e con il lazo della verità Diana la prende tirandola a se, scappa all'esterno della struttura seguito da Steve che usa la super velocità bionica atterrando su di lui. Diana lo raggiunse legandolo col lazo. Lo consegnarono alla polizia, Diana trovò una scusa per allontanarsi e tornare nel suo travestimento normale. Oscar fu soddisfatto della riuscita della missione e su questo non ebbe dubbi. Diana tornò sotto mentite spoglie sorridente come sempre aggrappandosi con dolcezza al braccio di Steve "Eccoti, Wonder Woman mi ha detto che eri sana e salva" restò al suo gioco sorridendo le prese la mano ancorata al suo braccio invitandola a cena.