@/ Il fortino di coperte e cuscini di Trixie /@
Appena il telegiornale diede la notizia di un terribile temporale su Los Angeles per il giorno dopo, Chloe sapeva cosa voleva dire. Sua figlia Trixie si metteva subito al lavoro. La bambina costruiva un fortino di coperte e cuscini, perché era terrorizzata da fulmini e tuoni.
La mattina dopo Chloe fu svegliata da un vero nubifragio. Non fu nulla allo stupore di trovare un mare di lenzuola e cuscini che avevano creato una piccola tendopoli nell'appartamento. Una divertita Maze seduta al bancone della cucina guardava Trixie di quasi nove anni in pigiama, intenta nella costruzione del fortino per scacciare la paura di fulmini e tuoni. Oltre il divertimento sia Maze che Chloe potevano solo ammirare la maestria di Trixie nella costruzione. Il fortino chiudeva la zona del divano dove c'era la tv, arrivando alla porta del bagno. Da come constatò di persona Chloe, entrando nel fortino dall'apertura vicino la tv per dire a Trixie che doveva andare a scuola, si poteva stare seduti ma anche sdraiati su un mare di cuscini.
Chloe uscita dal fortino con Trixie che corse nella sua camera per prepararsi per la scuola, domandò a Maze sempre seduta al bancone della cucina
"Stamattina non sono stata svegliata da una telefonata di Lucifer se ci sono nuovi casi. Ero quasi certo di trovarlo qui. Avevo tentato di contattarlo ma risponde sempre la segreteria"
La demone alzò le spalle, dicendole
"Non credo lo vedrai per oggi. Lui odia i fulmini anche più di Trixie. Gli ricordano un fatto accaduto quando era molto piccolo"
Chloe sentì una sorta di preoccupazione per Lucifer il suo consulente civile da quasi due anni, potendo ammettere che erano diventati amici. Decise di passare all'attico finito il lavoro, lasciando Trixie con Maze. Voltatasi verso Trixie, sia Chloe che Maze non poterono trattenere le risate. Preparata per andate a scuola, Trixie aveva deciso di portare non un semplice ombrello, ma un ombrellone da spiaggia.
Nello stesso momento. Attico.
Lucifer era chiuso nell'armadio della sua camera da letto. Poteva scegliere la cabina armadio più grande, ma il rumore dei tuoni li sentiva. Stretto in un angolo dell'armadio, con indosso solo i pantaloni di seta di un pigiama blu, tremava a ogni scoppio di tuono. Era una delle tante creazioni che odiava di suo padre Dio. Fin da giovane angelo non aveva mai trovato qualcuno che lo comprendesse nella sua paura dei fulmini. Solo Azrael che nacque quando lui era quasi adolescente, lo seguiva nei suoi vari nascondigli per consolarlo. Un unico gesto di affetto che gli mancò tantissimo dalla sua caduta. Lo scoppio di un altro tuono gli tolse momentaneamente ogni capacità di pensare, tremando come una foglia. Ripresosi appena, pensò di avere qualcuno cui poteva chiedere conforto, la detective con Trixie. Un piccolo lumicino di speranza lo confortò. Ricordò che durante un terribile periodo per un incubo che non gli permetteva di dormire, Chloe e Trixie lo avevano ospitato nell'appartamento. Per diversi giorni aveva dormito sul divano o nel letto con Chloe e Trixie ritrovando la serenità. Decise di andare in quell'appartamento dove si sentiva amato e protetto. Tremando per ogni scoppio di tuono, Lucifer uscì dell'armadio tentando di vestirsi.
Nel garage del Lux un terrorizzato Lucifer, vestito alla bene e meglio entrò nella corvette con tettuccio. La sua metà era l'appartamento della detective.
Appartamento di Chloe e Trixie.
Entrato nell'appartamento Lucifer emise un grido strozzato non trovando nessuno. Vide però il grande fortino di coperte e cuscini. Si ricordò che Trixie gliene aveva parlato. Stava andando via quando un tuono piuttosto forte lo scosse facendolo sedere sul pavimento, cercando di chiudere le orecchie. Svelto si tolse le scarpe con i calzini. Quasi strappò la cintura per toglierla. Gettò la giacca a casaccio sul pavimento rifugiandosi nel fortino.
Qualche ora dopo.
Entrando nell'appartamento, per Chloe fu strano trovare parte del vestiario di Lucifer sul pavimento. A un ennesimo fulmine e tuono, Trixie si precipitò nel fortino. Chloe la sentì dire
"Lucifer che ci fai qui?"
Chloe voleva vederci chiaro. Tolte le scarpe, il cappotto entrò nel fortino.
Lucifer era disteso sul fianco sinistro sopra dei cuscini dando le spalle al divano. Trixie era seduta su altri cuscini accanto al suo magico amico, dicendogli
"Puoi restare quanto vuoi…"
La bambina domandò alla madre che era entrata nel fortino
"...vero mamma che Lucifer può restare?"
Chloe si sedette su un cuscino quasi appoggiandosi a Lucifer, dicendogli con tono pacato
"Lo sai bene Lucifer che puoi restare quanto vuoi"
Lucifer annuì di sì, mentre Trixie accese la tv, attutendo quasi del tutto il rumore dei tuoni.
Mezz'ora dopo.
Come da accordi con Chloe, Maze era tornata all'appartamento per occuparsi di Trixie, mentre la detective andava all'attico.
Alla demone sembrò strano vedere sul pavimento vicino l'entrata del fortino parte dei vestiti di Lucifer con sopra il cappotto con le scarpe di Chloe. La demone sbirciò nel fortino. La tv dava i titoli di coda di qualche film. Sul pavimento c'era una confezione vuota di pizza più incarti di dolci con un barattolo aperto di orsetti gommosi. Colpì Maze vedere Lucifer che dormiva sereno con Trixie nascosta tra lui e Chloe. Soprattutto quelle mani intrecciate di Chloe e Lucifer sopra Trixie li facevano sembrare una famiglia felice. Maze scattò una foto con il cellulare.
@/ Dal fare sesso, al fare l'amore/@
Attico. Notte dell'asta per la collana di Eva.
Lucifer sperava almeno Eva non lo facesse. Non come tutti i suoi partner sessuali che dopo aver raggiunto il picco del piacere, non attendevano il suo raggiungimento. Ancora peggio lo spingevano a lato nel letto. Solo dopo la fine di tutto l' inebriamento dell'orgasmo lo cercavano nuovamente. Altre volte i suoi partner sessuali quando il sonno incombeva, lo cercavano per addormentarsi attaccati a lui, facendolo sentire quasi un semplice giocattolo. Con delusione di Lucifer anche Eva lo spinse via dopo l'orgasmo. Cercando di rassegnarsi, Lucifer più di altre volte si sentiva nuovamente solo, come prima di entrare nella sua vita Chloe.
Mesi dopo. Attico. La prima notte di sesso e amore dei deckerstar.
Chloe persa nel vortice dei sensi, sentiva il picco del piacere in arrivo, volendo condividerlo con Lucifer, dicendo quasi in un sussurro
"Lucifer voglio...vieni con me"
La sorpresa di Lucifer era immensa. La richiesta della sua Chloe fu come una scossa elettrica piacevole lungo la schiena del re infernale. A lei importava del suo benessere, condividere quel momento con lui. Per Lucifer quell'orgasmo fu qualcosa che lo travolse piacevolmente. Ancor più perché Chloe lo voleva condividerlo con lui. Com'era abituato si posizionò accanto a Chloe. Non era certo pronto per il mare di carezze e coccole cui lo riempi Chloe. Scoprì che la sua detective soffriva il solletico. Soprattutto Lucifer scopri un modo di fare sesso che credeva mai di provare, fare l'amore.
@/ L'ingrediente segreto /@
Lucifer non poteva sopportare che suo padre Dio sapesse fare un caffè migliore del suo. Lui, il re dell'inferno era certo di essere un maestro nella composizione di un caffè perfetto. Trovava la fila ad attendere quando lui alla centrale preparava il caffè, perché era sicuro fosse perfetto. Con altri mille pensieri in testa, causati sempre da suo padre Dio, Lucifer per la prima nella sua eternità sbagliò nel abbottonare la camicia. Respirò profondamente cercando di ritrovare la calma. Sperava che suo padre non lo seguisse in centrale. Cosa che non successe, seguendolo in centrale.
Centrale di polizia.
Chloe sorrise vedendo entrare in centrale Lucifer. Un sorriso che si spense vedendo con Lucifer suo padre Dio che lo rendeva visibilmente nervoso e angosciato. Più volte Chloe avrebbe desiderato dire chiaramente a Dio che il suo ribelle figlio era suo, quel re infernale gli apparteneva, arrossendo all'idea. Almeno voleva esserci anche in quel momento per supportarlo. Li raggiunse nella zona relax della centrale.
Lucifer stringeva nella mano sinistra una delle tazze rosse con il simbolo della centrale piena del caffè fatto da lui. Era orgoglioso che il caffè che aveva preparato poco prima fosse quasi finito. Vedendo arrivare Chloe, Lucifer gli porse la tazza con il caffè fatto per lei. Era il solito caffè che preparava per la detective.
Notando la sua agitazione, Chloe lo accettò. Disse con sincerità dopo due sorsi
"Un ottimo caffè come sempre Lucifer"
Lucifer guardò con soddisfazione il padre Dio. Sempre con calma, nella mano destra di Dio comparve una tazza con il suo caffè, dicendo a Chloe
"Puoi per piacere assaggiare il mio caffè? Basta anche un solo sorso"
Chloe decise di accettare mentre Lucifer guardava malissimo suo padre. Quel caffè era per lei un caffè normale, senza nulla di speciale. Invece dal primo caffè portato da Lucifer, preparato apposta per lei, trovava una bevanda deliziosa. Neanche il caffè di Dio lo eguagliava. Con un piccolo sorriso Chloe ridiede la tazza a Dio, dicendogli
"Mi dispiace, ma preferisco il caffè di Lucifer"
Dio rise nervosamente, era la prima volta che gli capitava. Il padre di Lucifer era certo, seppur Chloe era il miracolo per Lucifer, lei come tutti doveva adorare la sua cucina. Sorpreso Dio guardò la tazza quasi piena del suo caffè incredulo, mentre Chloe informava Lucifer che doveva svolgere solo scartoffie
"Quindi se vuoi passare del tempo con tuo padre"
Lucifer avrebbe preferito restare con lei quasi non notando lo sguardo stupito di Dio. Quel Dio aveva visto con i suoi occhi l'essenza del vero amore. Per eoni Dio aveva donato ogni cento anni a un uomo e una donna la capacità di essere immuni al mojo di suo figlio Lucifer. Dovevano aiutarlo nella strada verso la redenzione. Quando si era rassegnato che era impossibile per Lucifer la redenzione, arrivò Chloe. Chloe che con Lucifer avevano formato la completezza dell'amore. Ognuno era la parte mancante dell'altro come il sostegno. Un amore che neanche Dio poteva intaccare. Dio sorrise, cominciò con immaginare Lucifer suo successore e Chloe sua nuora.
FINE
